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Melfi, l’odissea infinita degli operai Stellantis: la fabbrica riapre ma i bus spariscono, lasciando i lavoratori a piedi nel cuore della notte

Un paradosso assurdo sulla pelle degli operai! ๐Ÿ›‘๐ŸšŒ Lo stabilimento Stellantis di Melfi riapre, ma per due giorni i bus per i lavoratori pendolari vengono cancellati! L’UGL Matera lancia un grido disperato: “Non siamo numeri, andare al lavoro รจ un diritto fondamentale!”. ๐Ÿ’”๐Ÿ‘จโ€rows Una vergogna che colpisce chi viaggia per oltre 200 chilometri nel cuore della notte. Basta disservizi e soluzioni tampone! ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น Leggi qui per scoprire i dettagli della denuncia e cosa sta succedendo! ๐Ÿ‘‡

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Pulman oerai Melfi

Melfi – Esistono paradossi burocratici che superano ogni logica e che, purtroppo, vanno a colpire direttamente la carne viva di chi vive di lavoro, di sacrifici e di turni massacranti. Nel cuore industriale della Basilicata, lo stabilimento automobilistico Stellantis di San Nicola di Melfi si prepara a vivere una riapertura estiva che porta con sรฉ il sapore amaro dell’ingiustizia e del disservizio. Lunedรฌ 17 agosto i cancelli della fabbrica torneranno ufficialmente ad aprirsi, ma per un cortocircuito organizzativo che ha dell’incredibile, le linee produttive vere e proprie ripartiranno soltanto mercoledรฌ 19. Nel mezzo, un vuoto di due giornate in cui il servizio di trasporto pubblico per i lavoratori pendolari รจ stato clamorosamente sospeso, lasciando centinaia di anime senza un mezzo per raggiungere il proprio posto di lavoro.

A sollevare un grido d’allarme carico di indignazione e profonda preoccupazione รจ lโ€™UGL Matera, che denuncia con fermezza il blocco totale dei collegamenti bus in partenza da Nova Siri, Montalbano e da tutti gli altri comuni del Materano diretti verso la zona industriale di Melfi. Questa decisione dimentica una realtร  fondamentale: la sospensione delle catene di montaggio non coincide affatto con la chiusura totale dello stabilimento. Ci sono lavoratori invisibili, ma vitali, che non si fermano mai. Uomini e donne che garantiscono la sicurezza, la manutenzione degli impianti, la logistica, la sorveglianza e il presidio sanitario dell’intera area e del suo immenso indotto.

I lavoratori non sono numeri: la denuncia di un sistema che calpesta la dignitร 

โ€œBasta con un sistema di trasporto che si accende e si spegne in base al calendario della produzione. I lavoratori non sono numeri e il diritto a raggiungere il proprio posto di lavoro non puรฒ essere trattato come una variabileโ€, tuona Pino Giordano, segretario provinciale dellโ€™UGL Matera. Le sue parole mettono a nudo la frustrazione di una classe operaia troppo spesso considerata un mero ingranaggio statistico. Dal lontano 1992, la storia dello stabilimento di Melfi รจ stata costellata da periodi alterni di cassa integrazione, ferie forzate e fermate produttive, ma le attivitร  di supporto strategico hanno continuato a pulsare ogni singolo giorno, garantendo la sopravvivenza stessa del sito industriale.

La domanda che il sindacato lancia alle istituzioni regionali e alle aziende di trasporto รจ drammaticamente semplice: chi deve garantire il viaggio a queste persone? Per lโ€™UGL Matera non รจ piรน tollerabile affrontare un problema strutturale attraverso interventi occasionali o soluzioni improvvisate dellโ€™ultimo minuto. Ogni volta che il sindacato ha segnalato unโ€™anomalia, ha sempre proposto percorsi alternativi e tavoli tecnici per risolverla alla radice. Troppo spesso, perรฒ, la voce dei lavoratori รจ rimasta inascoltata, lasciando che a pagare il prezzo dell’inefficienza politica e amministrativa fossero sempre gli stessi padri e madri di famiglia.

Duecento chilometri nel cuore della notte: il sacrificio dimenticato dei pendolari

Il peso di questo disservizio diventa ancora piรน insostenibile se si guarda alla geografia del territorio e alle distanze siderali che molti dipendenti sono costretti a coprire quotidianamente. Ci sono operai che percorrono oltre 200 chilometri al giorno per onorare il proprio contratto, svegliandosi nel cuore profondo della notte per salire su un pullman e rientrando a casa solo nel tardo pomeriggio, sfiniti dalla fatica. A queste persone non si possono chiedere sacrifici disumani e poi negare il diritto fondamentale, costituzionale, di avere a disposizione un mezzo pubblico per recarsi in fabbrica.

Il sindacato chiede un cambio di passo immediato e definitivo, un basta definitivo al rimpallo di responsabilitร  tra gli assessorati e le ditte private. Serve una programmazione dei trasporti che sia seria, stabile e coerente con la complessa realtร  industriale lucana, senza guardare esclusivamente ai giorni in cui i motori delle linee viaggiano a pieno regime. L’UGL promette di non spegnere i riflettori su questa vicenda e di continuare a dare battaglia in ogni sede opportuna: i lavoratori di Melfi meritano rispetto, meritano sicurezza e, soprattutto, meritano la certezza di non essere lasciati a piedi sul ciglio della strada.

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Vertenza CallMat Matera, asse unitario dei sindacati per salvare l’occupazione: assemblee con i lavoratori e pressing su azienda e istituzioni

Vertenza CallMat Matera, fronte comune di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL e UGL Telecomunicazioni: assemblee unitarie per difendere l’occupazione e le commesse nel polo dei servizi lucano. Il pressing su azienda e istituzioni per una soluzione industriale definitiva nel nostro articolo completo ๐Ÿ‘‡

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Vertenza Callmat

Matera – La difesa intransigente dei livelli occupazionali, la tutela della dignitร  professionale di centinaia di famiglie e la ricerca di una soluzione industriale definitiva che scongiuri l’ennesimo impoverimento produttivo del Mezzogiorno. Si intensifica e si compatta l’azione delle organizzazioni sindacali attorno alla delicata vertenza che interessa il sito operativo di CallMat a Matera, uno dei principali presidi occupazionali nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi di contact center della Basilicata. Le Segreterie Regionali di categoria di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, insieme al coordinamento delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) aziendali, hanno promosso una serie di partecipate assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per fare il punto sullo stato delle trattative e concordare le prossime tappe della mobilitazione.

Gli incontri con il personale hanno visto la partecipazione corale dei massimi vertici territoriali delle sigle sindacali: al tavolo dei relatori sono intervenuti i segretari regionali Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Pino Giordano (UILFPC-UIL), Giovanni Letterelli (UGL Telecomunicazioni) e la segretaria provinciale di Matera dell’UGL TLC, Mina Saracino. Nel corso del confronto รจ stato condiviso il resoconto dettagliato delle interlocuzioni avviate finora con il management aziendale e con le istituzioni pubbliche, sottolineando l’importanza di mantenere una trasparenza informativa totale verso una forza lavoro che da mesi convive con l’angoscia della precarietร  contrattuale.

Unitร  sindacale e interlocuzione a 360 gradi: ยซServe un’intesa concreta e duraturaยป

La vertenza CallMat si inserisce all’interno di un contesto settoriale complesso e altamente competitivo, dove le trasformazioni tecnologiche, l’automazione dei processi tramite intelligenza artificiale e la continua ridefinizione dei volumi di traffico da parte dei grandi committenti telefonici nazionali mettono costantemente a repentaglio la stabilitร  dei contact center nel Mezzogiorno. Di fronte a questo scenario, la linea espressa congiuntamente dalle quattro sigle sindacali fa leva sul valore insostituibile dell’unitร  e del senso di responsabilitร : ยซSoltanto attraverso il coinvolgimento attivo, sincero e coordinato di tutte le parti interessate โ€” azienda, organizzazioni sindacali, istituzioni locali e Governo nazionale โ€” sarร  possibile individuare una soluzione concreta e duratura nel tempoยป.

ยซIl nostro impegno quotidiano prosegue con la ferma determinazione di favorire un dialogo a 360 gradiยป, hanno ribadito i segretari durante le assemblee. ยซNon cerchiamo lo scontro fine a se stesso, ma un confronto strutturato capace di mettere a nudo le criticitร , avvicinare le posizioni e creare le precondizioni indispensabili per superare una fase di stallo che si protrae ormai da troppo tempo. La prioritร  assoluta e non negoziabile resta la salvaguardia integrale dell’organico aziendale e la garanzia di un piano di sviluppo solido che restituisca serenitร  e certezze alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono la continuitร  e la qualitร  dei servizi erogati dal sito lucanoยป.

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Vigilanza massima sul tavolo istituzionale: ยซNon accetteremo soluzioni tamponeยป

Se da un lato le parti sociali confermano la propria piena disponibilitร  a sedersi a qualsiasi tavolo negoziale utile a raggiungere un’intesa condivisa, dall’altro l’attenzione sui prossimi passaggi operativi resta altissima. I sindacati hanno chiarito senza ambiguitร  che il tempo delle rassicurazioni verbali รจ scaduto: l’evoluzione della vertenza verrร  monitorata passo dopo passo, pretendendo che agli annunci seguano impegni contrattuali stringenti, investimenti sulla formazione continua e la salvaguardia delle commesse strategiche che alimentano le postazioni materane.

ยซLโ€™auspicio รจ che il lavoro meticoloso svolto unitariamente fino a oggi e il confronto aperto con lโ€™azienda e con gli assessorati competenti della Regione Basilicata possano favorire un esito positivo in tempi rapidiยป, conclude la nota congiunta di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL TLC. ยซMatera non puรฒ permettersi di disperdere un patrimonio professionale e occupazionale cosรฌ rilevante, composto in larghissima parte da giovani e donne che rappresentano l’ossatura economica della comunitร  locale. Continueremo a batterci con ogni strumento a nostra disposizione affinchรฉ la responsabilitร  sociale d’impresa prevalga sulle logiche di mero contenimento dei costi, restituendo dignitร , stabilitร  e futuro a chi lavora in CallMatยป.

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Stellantis Melfi, produzione di nuovo ferma per carenza di componenti: l’allarme dell’UGL con Florence Costanzo sul futuro dell’indotto e dell’occupazione

Stellantis Melfi, nuovo stop alla produzione il 15 ottobre per carenza di componenti: l’allarme di Florence Costanzo (UGL Metalmeccanici) sulle ricadute per i lavoratori e l’indotto lucano. La richiesta urgente di un piano industriale credibile e investimenti garantiti nel nostro articolo completo ๐Ÿ‘‡

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Stellantis, Melfi

Melfi – Una nuova, pesante battuta d’arresto colpisce il cuore dell’industria manifatturiera del Mezzogiorno, gettando ulteriori ombre sulla tenuta produttiva e occupazionale del comparto automotive italiano. Lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi, in provincia di Potenza, รจ costretto a sospendere nuovamente le linee di montaggio nella giornata di giovedรฌ 15 ottobre 2026 a causa dell’ennesima e critica carenza di componenti e forniture essenziali. A dare notizia dello stop forzato รจ Florence Costanzo, segretaria regionale dell’UGL Metalmeccanici Basilicata, che esprime la crescente preoccupazione dell’organizzazione sindacale di fronte a una sequenza di fermate che rischia di logorare irreversibilmente il tessuto socioeconomico lucano.

ยซQuesto nuovo blocco produttivo rappresenta un ulteriore, drammatico segnale di difficoltร  strutturale che non puรฒ e non deve essere derubricato a fatto isolato o passeggeroยป, avverte con fermezza Florence Costanzo. L’interruzione delle attivitร  avviene in una fase di estrema vulnerabilitร  per il settore dell’auto a livello continentale, dove il rallentamento della domanda globale, le frizioni nelle catene logistiche internazionali e le incertezze legate alla transizione ecologica stanno scaricando il proprio peso sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, costretti a convivere con ammortizzatori sociali a singhiozzo e un’intollerabile precarietร  di prospettiva.

L’incertezza sul futuro e la richiesta di un tavolo urgente con azienda e Governo

L’UGL Metalmeccanici Basilicata richiama l’attenzione sulla necessitร  inderogabile di fare piena luce sulle strategie industriali che il gruppo italo-francese intende adottare per il sito di Melfi nei prossimi mesi e anni. Da qui l’appello pressante a un confronto trasparente e costruttivo tra i vertici aziendali di Stellantis, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le istituzioni locali e nazionali, a partire dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Basilicata. Le criticitร  dell’impianto lucano devono essere affrontate all’interno di un quadro organico capace di governare la trasformazione tecnologica in atto senza tradursi in una progressiva dismissione produttiva.

ยซรˆ assolutamente fondamentale che lo stabilimento di Melfi continui a svolgere un ruolo strategico e trainante nell’architettura complessiva dell’industria automobilistica italiana ed europeaยป, sottolinea la segretaria regionale Costanzo. ยซPerchรฉ questo avvenga, non bastano annunci generici o impegni sulla carta: occorre un piano industriale solido, credibile, dotato di volumi produttivi adeguati e di investimenti certi e tempestivi sull’allocazione dei nuovi modelli previsti sulla piattaforma STLA Medium. Soltanto la chiarezza dei programmi operativi puรฒ restituire serenitร  e fiducia a una comunitร  laboriosa che ha sempre garantito livelli di eccellenza qualitativa riconosciuti in tutto il mondoยป.

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L’effetto a catena sull’indotto lucano: a rischio migliaia di posti di lavoro

A destare l’allarme piรน acuto tra i sindacati รจ la tenuta dell’indotto industriale che gravita attorno al polo di San Nicola di Melfi. Il distretto lucano della componentistica, della logistica e dei servizi integrati conta decine di aziende e migliaia di addetti altamente specializzati, la cui sopravvivenza economica รจ legata a doppio filo alla continuitร  dei ritmi di fabbrica della capogruppo. Ogni giorno di fermata non programmata nello stabilimento principale genera una reazione a catena che si traduce immediatamente in ore di cassa integrazione per le imprese fornitrici, mettendo a repentaglio la tenuta finanziaria delle piccole e medie imprese del territorio.

Secondo la posizione espressa dall’UGL, รจ indispensabile salvaguardare con ogni strumento disponibile il patrimonio di competenze professionali, know-how manifatturiero e capitale umano costruito con decenni di lavoro e sacrifici in Basilicata. Sebbene siano apprezzabili gli sforzi normativi e le misure di sostegno pubblico messe in campo dalle istituzioni a tutela della filiera automobilistica, l’onere principale della ripartenza ricade sulle scelte del management aziendale: ยซPer rilanciare Melfi servono fatti tangibili, commesse certe, volumi produttivi all’altezza della capacitร  degli impianti e garanzie occupazionali concrete. Solo con un patto industriale chiaro si potranno restituire certezze a migliaia di famiglie lucane che meritano rispetto e futuroยป, conclude Florence Costanzo.

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Elezioni RSU Hitachi Rail Reggio Calabria: trionfo UGL Metalmeccanici al 16,5%, Casile eletto e allarme sull’indotto

Storico ritorno per l’UGL Metalmeccanici alle elezioni RSU dello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria: la lista vola al 16,5% delle preferenze ed elegge Pasquale Casile. I segretari Chiarolla, Colica e il leader nazionale Antonio Spera plaudono al risultato e lanciano l’allarme sulla crisi dell’indotto: ยซPreoccupa il ricorso massiccio alla cassa integrazione tra i fornitori, chiederemo un confronto immediato ai vertici aziendaliยป. Tutti i dettagli del voto: ๐Ÿ‘‡

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Hitachi Rail

Reggio Calabria – Un risultato di straordinaria rilevanza politica e sindacale che ridisegna gli equilibri della rappresentanza operaia all’interno di uno dei poli produttivi piรน strategici del Mezzogiorno e dell’intero comparto industriale ferroviario nazionale. Alle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) nello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria, la lista della UGL Metalmeccanici ha conquistato un eccellente 16,5% delle preferenze complessive. Un exploit che consente all’organizzazione di rientrare a pieno titolo, dopo diversi anni di assenza, tra le mura del sito produttivo reggino, eleggendo nella delegazione aziendale il candidato Pasquale Casile.

Una vittoria maturata in un contesto operativo e sindacale particolarmente complesso, che premia la credibilitร  di una squadra territoriale rinnovata e riflette la domanda di tutela manifestata dai lavoratori metalmeccanici in una fase cruciale per le commesse ferroviarie e per il futuro dell’indotto industriale calabrese.

La soddisfazione di Chiarolla e Colica: ยซFiducia ripagata e nuovo percorsoยป

A commentare a caldo lo storico esito delle urne aziendali sono i vertici territoriali della sigla sindacale: Giuseppe Chiarolla, segretario provinciale di Reggio Calabria, e Teodoro Colica, segretario regionale della UGL Metalmeccanici Calabria, che tracciano le coordinate del nuovo corso:

ยซIl ritorno della UGL Metalmeccanici allโ€™interno dello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria rappresenta un traguardo di grandissimo valore, raggiunto grazie allโ€™impegno quotidiano, alla serietร , alla determinazione e al lavoro capillare svolto in questi mesi a stretto contatto con le maestranze. Il 16,5% dei consensi รจ un segnale tangibile e inequivocabile di fiducia accordata dai lavoratori alla nostra organizzazione, soprattutto considerando il clima complesso e le dinamiche competitive nelle quali si รจ svolta la tornata elettoraleยป.

I due segretari hanno voluto rivolgere un sentito ringraziamento alla base elettorale: ยซDesideriamo ringraziare tutti i dipendenti che hanno creduto nel nostro progetto, i componenti della commissione elettorale per l’impeccabile gestione e, con particolare calore, tutti i candidati della nostra lista e il neoeletto RSU Pasquale Casile. Sarร  lui a farsi carico delle istanze, dei bisogni e delle proposte dei colleghi sul campo. Questo risultato non รจ un premio da mettere in bacheca, ma una grande responsabilitร  che ci sprona a intensificare la nostra azione sindacale con ancora maggior vigoreยป.

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Per la verifica di impianti elettrici ad alta tensione, quadri industriali, cablaggi di motrici ferroviarie e anomalie termiche meccaniche su linee di produzione complesse con risoluzione a infrarossi ad altissima precisione e tecnologia MSX per il contrasto dei dettagli: lo strumento di ispezione professionale top di gamma preferito dagli ingegneri della manutenzione รจ la Termocamera Industriale FLIR E8 Pro (o FLIR C5 tascabile):

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L’intervento del segretario nazionale Antonio Spera: il nodo critico dell’indotto

L’eco del successo reggino รจ risuonato immediatamente a livello nazionale. A esprimere viva soddisfazione per l’affermazione della lista รจ intervenuto Antonio Spera, segretario nazionale della UGL Metalmeccanici, congratulandosi con Chiarolla, Colica e con l’intera struttura periferica per aver saputo interpretare le aspettative dei lavoratori dello stabilimento calabrese:

ยซDopo diversi anni, il ritorno della UGL Metalmeccanici nello stabilimento di Reggio Calabria rappresenta un risultato significativo che accogliamo con entusiasmo e profondo senso di responsabilitร . Il 16,5% dimostra che il messaggio della nostra squadra รจ stato ascoltato e condiviso. Tuttavia, non consideriamo questo esito un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una battaglia di tutela dei diritti che ci vedrร  protagonisti senza esitazioniยป.

Spera ha poi acceso un faro preoccupato sulle forti criticitร  che investono la filiera della subfornitura e le ditte esterne che ruotano attorno al gigante ferroviario:

ยซLo stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria riveste un ruolo di primaria importanza allโ€™interno delle strategie del gruppo. Negli ultimi anni, tuttavia, non sono mancate pesanti incognite, soprattutto per quanto riguarda le aziende dellโ€™indotto. In questo ambito desta profonda e fondata preoccupazione il ricorso massiccio e prolungato alla cassa integrazione da parte di alcune imprese fornitrici, rispetto al quale pretendiamo chiarezza assoluta e trasparenza sui criteri applicati. Come UGL Metalmeccanici ci attiveremo immediatamente per chiedere tavoli di confronto urgenti sia ai massimi vertici di Hitachi Rail sia al management delle aziende dellโ€™indotto coinvolte. Non รจ tollerabile che questioni che incidono sui salari e sulla dignitร  delle famiglie vengano affrontate senza un confronto preventivo e senza le necessarie garanzie contrattuali per chi rischia di pagare il prezzo piรน alto delle ristrutturazioniยป.

La centralitร  dello stabilimento di Reggio Calabria nello scenario globale

Il sito Hitachi Rail di Reggio Calabria rappresenta un fiore all’occhiello dell’industria manifatturiera ad alta tecnologia del Sud Italia, culla della progettazione e dell’assemblaggio di treni regionali all’avanguardia (come i convogli Caravaggio, Rock e Blues) e di carrozze per metropolitane destinate ai mercati europei e internazionali. La riconquista della rappresentanza RSU da parte della UGL Metalmeccanici inietta nuova linfa nel dibattito sulle relazioni industriali, ponendo al centro la stabilitร  dell’occupazione diretta e la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro nell’ecosistema produttivo locale.

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