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Spettacolo

Luigi Zeno conquista Netflix e Rai 1: chi è il diciannovenne fenomeno acclamato come “Miglior Giovane Attore Italiano”

Segnatevi questo nome, perché ne sentirete parlare tantissimo! 🎬 🍿 A soli 19 anni, Luigi Zeno è già considerato dalla critica come il “Miglior Giovane Attore Italiano” della sua generazione. Umile, impegnato nel sociale contro il bullismo e instancabile sul set, Luigi si prepara a fare il grande salto globale. Il 22 settembre sbarcherà infatti su NETFLIX l’attesissima serie “Minerva – La Scuola”, dove interpreterà un ruolo tanto complesso quanto enigmatico, recitando “solo con la potenza dello sguardo e dei silenzi”. Ma non è tutto: il giovane talento napoletano è già tornato al lavoro ed è attualmente impegnato sul blindatissimo set di una nuova grande serie per RAI 1! 📺 Scoprite nel nostro articolo la storia pazzesca di questo ragazzo del 2007, scoperto da ‘Cinema Fiction’, che sta conquistando il cuore delle più grandi produzioni cinematografiche e televisive! 👇 🤩

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Luigi Zeno sul set Minerva

Redazione – Nel vasto, spietato e iper-competitivo mondo del cinema italiano, emergere prima dei vent’anni è un’impresa titanica. Ma quando il talento cristallino si unisce a un’umiltà disarmante e a una dedizione assoluta, il successo diventa non solo probabile, ma inevitabile. È la favola moderna di Luigi Zeno, l’astro nascente della nuova generazione di attori italiani. A soli 19 anni (è classe 2007), Luigi ha già conquistato una pioggia di riconoscimenti come “Miglior Giovane Attore”, dimostrando una maturità artistica e umana rarissima per la sua età. Non solo riflettori e copioni: Zeno affianca al suo serratissimo percorso artistico anche un impegno costante, profondo e silenzioso nel sociale, spendendosi in prima linea nelle campagne di sensibilizzazione dei più giovani contro la piaga del bullismo.

L’umiltà del talento: “I premi? Il giorno dopo si ricomincia a studiare”

Nonostante la giovane età e le lodi sperticate della critica, Luigi mantiene i piedi ben piantati per terra. I premi ricevuti finora non sono un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio mentale. «Ricevere un premio è una grande, immensa emozione, perché significa che qualcuno ha apprezzato profondamente i sacrifici che hai fatto», racconta il giovane interprete con straordinaria lucidità. «Ma il giorno dopo bisogna resettare tutto e ricominciare da zero. In questo mestiere penso che non si finisca assolutamente mai di studiare, di mettersi in discussione e di migliorarsi». Un approccio al lavoro che gli ha permesso di fare il grande salto verso produzioni destinate non solo a un pubblico nazionale, ma planetario.

Le radici solide: l’intuizione di “Cinema Fiction”

Dietro ogni grande talento c’è sempre un maestro che ha saputo vederlo sbocciare prima degli altri. Per Luigi, queste figure fondamentali e insostituibili sono Antonio Acampora e Armando Ciotola, due stimati professionisti della nota accademia Cinema Fiction. Sono stati loro a credere ciecamente in lui quando tutto era ancora da costruire, sgrezzando il suo talento grezzo. Luigi non manca mai di ricordarlo: «Mi hanno insegnato il rispetto sacro per il set, la disciplina ferrea, la vera professionalità. Sono persone speciali che porterò sempre nel cuore».

L’attesa per Netflix: dal 22 settembre arriva “Minerva – La Scuola”

Ma il momento che cambierà definitivamente le carte in tavola è ormai alle porte. Il prossimo 22 settembre sbarcherà ufficialmente sulla piattaforma globale di Netflix la serie “Minerva – La Scuola”. Un progetto ambizioso che segna la vera svolta nella carriera di Zeno. Nella serie, Luigi porta in scena un personaggio difficilissimo, complesso, oscuro ed enigmatico, che sceglie di comunicare le sue tempeste interiori più con gli occhi che con le parole. «In questo ruolo ho dovuto scavare a fondo e lavorare soprattutto sull’intensità degli sguardi», rivela l’attore. Una prova di maturità recitativa assoluta, che ha spinto molti addetti ai lavori (che hanno potuto visionare la serie in anteprima) a consacrarlo definitivamente come il Miglior Giovane Attore Italiano.

Sul set di Rai 1: un futuro in continua, inarrestabile evoluzione

Ma chi pensa che Zeno si stia godendo il meritato riposo in attesa della première di Netflix, si sbaglia di grosso. Mentre l’hype per “Minerva” cresce a dismisura, Luigi è già in trincea, blindato sul set blindato di una nuova, grande serie di Rai 1. Un impegno di prestigio che conferma non solo la fiducia cieca che le grandi produzioni italiane ripongono in lui, ma anche la sua formidabile versatilità. Che si tratti di cinema, fiction o serialità streaming, la sua cifra stilistica resta unica: Luigi non si limita a recitare, ma “vive” i suoi personaggi, li respira, li lascia sedimentare nell’anima. Sensibilità fuori dal comune, disciplina implacabile e la capacità magica di riempire i silenzi con la tensione emotiva: il futuro del cinema italiano ha un nuovo, promettente volto, e si chiama Luigi Zeno.

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Spettacolo

Premio Andrea Parodi 2026 a Cagliari: vent’anni senza la voce dei Tazenda, sul palco del Massimo Paolo Fresu, Elena Ledda e le stelle della world music

Il Teatro Massimo di Cagliari ospita la 19ª edizione del Premio Andrea Parodi a vent’anni dalla scomparsa della voce dei Tazenda: Paolo Fresu riceve l’Albo d’Oro, sul palco Elena Ledda, Bungaro e sette finalisti della world music internazionale. Tutti i dettagli e il programma 👇

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Andrea Parodi

Cagliari – A vent’anni esatti dalla prematura scomparsa di Andrea Parodi, avvenuta il 17 ottobre 2006, la Sardegna e l’intero panorama musicale d’autore si stringono attorno a una delle eredità artistiche più luminose, libere e profonde del nostro tempo. Dal 15 al 17 ottobre 2026, lo storico palcoscenico del Teatro Massimo di Cagliari ospita la diciannovesima edizione del Premio Andrea Parodi, punto di riferimento europeo e globale per la world music, ideato e organizzato con encomiabile dedizione dalla Fondazione Andrea Parodi. Un’edizione carica di simbolismo civile e culturale, che non si limita a celebrare il ricordo di una voce irripetibile, ma ne rinnova la visione cosmopolita: fare della radice linguistica e identitaria un ponte universale di dialogo tra popoli, culture e tradizioni sonore lontane.

Un ventennale di memoria viva: la straordinaria eredità di Andrea Parodi

Parlare di Andrea Parodi significa ripercorrere una delle stagioni più coraggiose e feconde della canzone d’autore mediterranea. Dai primi passi con il Coro degli Angeli alla consacrazione storica con i Tazenda — capaci di portare la lingua sarda sul palco del Festival di Sanremo con capolavori immortali come Disamparados (reso celebre con Pierangelo Bertoli in Spunta la luna dal monte) —, fino a un percorso solistico di respiro internazionale scandito da collaborazioni con giganti del calibro di Al Di Meola, Noa e i Chieftains, Parodi ha dimostrato che la tradizione non è un museo da custodire sotto vetro, ma una materia viva, pulsante e in perenne metamorfosi.

Nel ventennale della sua scomparsa, il Premio a lui intitolato rappresenta l’unico contest italiano interamente dedicato alla world music a godere di una risonanza planetaria. Sotto la direzione artistica di Elena Ledda, ambasciatrice della musica sarda nel mondo e compagna artistica di Andrea in indimenticabili avventure sonore, la tre giorni cagliaritana trasformerà il capoluogo sardo nell’ombelico della contaminazione acustica contemporanea. A condurre le tre serate al Teatro Massimo saranno due figure storiche della divulgazione musicale radiofonica e televisiva: Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.

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Paolo Fresu Premio Albo d’Oro e un parterre di ospiti prestigiosi

Tra i momenti più attesi e solenni di questa diciannovesima edizione spicca la consegna del prestigioso Premio Albo d’Oro 2026 a Paolo Fresu. Il celebre trombettista berchiddese, icona mondiale del jazz contemporaneo e instancabile promotore del patrimonio culturale sardo, salirà sul palco del Teatro Massimo accompagnato da due fuoriclasse: la chitarra di Bebo Ferra e l’organetto di Pierpaolo Vacca. Un’esibizione che promette di fondere lirismo improvvisativo e radice etnica in un omaggio vibrante alla poetica di Parodi.

Il cartellone degli ospiti d’onore vanta nomi di primaria grandezza nel panorama cantautorale. Tornerà al Massimo il cantautore Bungaro, raffinato artigiano della melodia italiana e da sempre vicino alla Fondazione. Accanto a lui, il cantautore cagliaritano Gigi Marras e la cantautrice siciliana Luisa Briguglio, trionfatrice assoluta della passata edizione 2025. Di straordinario fascino anche la presentazione del progetto originale “Bent’e mari” (produzione Medinsard), un ensemble di respiro transmediterraneo che schiera la stessa Elena Ledda, il cantautore sulcitano Matteo Leone, il polistrumentista tunisino Marzouk Mejri e il virtuoso chitarrista brasiliano Roberto Taufic.

Il contest internazionale: sette finalisti da quattro continenti per il titolo

Il cuore pulsante della kermesse resta il concorso internazionale, che ha visto centinaia di candidature giungere da ogni angolo del globo. A contendersi i riconoscimenti della 19ª edizione saranno sette progetti selezionati per l’originalità compositiva e l’intensità espressiva: Koyel Basu (India/Messico/Inghilterra), Chiarò (Campania), Hita Del Rio (Colombia/Francia), Momi (Friuli), Nubras Ensemble (formazione transfrontaliera tra Italia, Spagna e Romania), Angelica Perri (Calabria) ed Elana Sasson (California/Spagna). Due delle finaliste inizialmente ammesse, Federica Fruscella e Indelicato, non potranno prendere parte alla fase finale a causa di sopravvenuti impedimenti organizzativi.

Il percorso di gara si articolerà in tre serate graduate ad altissima intensità:

  • Giovedì 15 ottobre: ciascun concorrente presenterà il proprio brano in concorso affiancato da un secondo pezzo del proprio repertorio originale; ospite speciale della serata sarà Gigi Marras.
  • Venerdì 16 ottobre: i finalisti eseguiranno nuovamente il pezzo in gara insieme a un’inedita e personale reinterpretazione di un brano del repertorio di Andrea Parodi; la serata sarà impreziosita dall’esibizione di Bungaro.
  • Sabato 17 ottobre (Serata Finale): i finalisti proporranno la versione definitiva del brano in concorso davanti alle giurie riunite. La serata vedrà alternarsi sul palco Luisa Briguglio, il progetto Bent’e Mari, Paolo Fresu con Ferra e Vacca, Bungaro e Gigi Marras, prima della solenne proclamazione dei vincitori.

Seminari professionali, memoria d’archivio e le tre giurie di esperti

Come da tradizione, il Premio Andrea Parodi affianca alle serate di spettacolo un fitto programma diurno di incontri, approfondimenti e tutela della categoria musicale, tutti a ingresso gratuito. Venerdì 16 ottobre (dalle ore 10:30, sala M3) si aprirà con i seminari formativi sui diritti degli artisti interpreti ed esecutori a cura di Andrea Marco Ricci (Nuovo IMAIE) e sulla gestione del diritto d’autore tenuto da Claudio Carboni (Consiglio di gestione SIAE). Nel pomeriggio (ore 18:15, sala M2) spazio alla memoria storica con la proiezione di “Andrea Parodi, immagini e memoria”, preziosa selezione di interviste, concerti e apparizioni tv dall’archivio del Museo Multimediale Andrea Parodi, seguita dal debutto degli allievi dell’Accademia “I Fiori” (S’ardmusic).

Sabato 17 ottobre (ore 10:00, sala M3) andrà in scena l’incontro speciale “Andrea Parodi si racconta alla radio” in collaborazione con Rai Radio Techete’: la conduttrice Elisabetta Malantrucco dialogherà con Elena Ledda, Ottavio Nieddu e Bungaro riscoprendo storici documenti sonori Rai. A seguire (ore 11:30), il talk accademico “A chi servono, i Premi? (Musicisti emergenti, politiche culturali e musica dal vivo in Italia)” curato dal musicologo Jacopo Tomatis (Università di Torino) con Del Favero, De Rosa, Pasqua e Pinto.

A decretare i verdetti saranno tre autorevoli giurie (tecnica, critica e internazionale) composte da decine di giornalisti, discografici, etnomusicologi e direttori artistici. Il vincitore assoluto riceverà una borsa di studio di 2.500 euro e l’opportunità di esibirsi nel 2027 in importanti festival partner (come l’European Jazz Expo in Sardegna, Folkest in Friuli e il Festival del Torto in Sicilia). Il Premio della Critica garantirà invece la produzione di un videoclip professionale a cura della Fondazione. Verranno inoltre assegnate le menzioni speciali per testo, musica, arrangiamento, interpretazione, miglior cover di Parodi e i premi delle giurie collaterali.

Modalità di accesso e diretta streaming globale

Tutti gli spettacoli serali al Teatro Massimo di Cagliari sono a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria sul circuito ufficiale Box Office Sardegna. Per consentire la partecipazione del pubblico internazionale e degli appassionati disseminati nel mondo, le intere serate saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale della Fondazione Andrea Parodi. Una festa della musica, dell’inclusione e dell’identità che onora nel migliore dei modi l’anima generosa e visionaria di Andrea.

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Spettacolo

Dario Distasi lancia «Nostalgia»: tra britpop ed echi di Manchester, il nuovo singolo sul tempo che scorre e la paura del futuro

Dario Distasi presenta «Nostalgia»: dopo il trionfo al MEI di Faenza, il cantautore pubblica un singolo intenso tra britpop ed echi di Manchester sul tempo che scorre e l’ansia del futuro. Dagli anni in Inghilterra al videoclip lacustre nel nostro approfondimento completo 👇

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Dario Distasi ,cover

Faenza – Il tempo non è soltanto una sequenza lineare di ore scandite dall’orologio, ma una lente emotiva attraverso cui misuriamo le nostre mancanze, il peso delle aspettative sociali e la vertigine di un futuro che spesso bussa alle porte prima del dovuto. Reduce dal caloroso successo riscosso sul prestigioso palco del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, il cantautore e virtuoso chitarrista Dario Distasi torna sulla scena discografica nazionale con Nostalgia, il suo nuovo singolo disponibile a partire da venerdì 16 ottobre 2026 su tutte le piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica. Prodotto e promosso da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy (divisione di Warner Music), il brano si impone come una riflessione lucida, viscerale e cinematografica sul senso di perenne rincorsa che caratterizza la nostra epoca.

Attraverso una scrittura confessionale e intimista, Nostalgia scava nelle pieghe di quell’inquietudine sottile legata ai traguardi da raggiungere a una determinata età anagrafica e al modo in cui i giorni logorano o ridefiniscono le relazioni umane più preziose. «Sono proprio in tempo per far tardi un’altra volta», canta con disarmante autoironia l’artista, condensando in una singola frase l’attrito costante tra il ritmo frenetico della società contemporanea e il bisogno interiore di fermarsi, respirare e guardarsi indietro. L’opera interroga direttamente chi gli cammina accanto con una domanda universale sul disorientamento del presente: «Cosa sta succedendo qui fuori? Riusciamo ancora a sentirci bene?». Lungi dall’essere un mero esercizio di rimpianto passivo, la nostalgia si trasforma qui in uno strumento di salvezza: perdersi nei corridoi della memoria per riscoprire le radici della propria identità e trovare lo slancio necessario per ricominciare a camminare a testa alta.

L’eredità di Manchester e le matrici britpop: un sound internazionale senza confini

Coerentemente con il suo sguardo rivolto al vissuto personale, la tessitura sonora di Nostalgia affonda le proprie radici nel lungo soggiorno trascorso da Dario Distasi nel Regno Unito. I cinque anni vissuti a Manchester — culla sacra del britpop e terra d’elezione di band leggendarie come gli Oasis e i The Smiths — hanno lasciato un’impronta indelebile nella sensibilità compositiva del musicista italiano. Quel sound d’oltremanica, intriso di chitarre vibranti, melodie ariose e ritmiche incalzanti, si riaccende con una freschezza sorprendente, dialogando con le atmosfere colte e ruvide assorbite durante le successive sessioni di registrazione a Nashville, tra alternative rock, sfumature grunge e la grande tradizione dei songwriter d’autore.

«Nostalgia è nata da un momento di introspezione profonda: il tempo mi scrutava negli occhi e io desideravo approfittarne per scattare un’istantanea nitida di quell’attimo fuggente», spiega Dario Distasi commentando la genesi del lavoro. «Guardare indietro significava inevitabilmente fare i conti con la mia esperienza britannica, ed era fondamentale che l’arrangiamento ne riflettesse l’anima in ogni passaggio. Questo brano va a inserirsi nel contesto delle mie ultime uscite discografiche difendendo con forza e fierezza la mia identità, unendo la complessità armonica alla purezza della forma canzone».

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Dal diploma con lode alla consacrazione: il percorso di un artista poliedrico

La caratura artistica di Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) affonda le proprie radici in oltre un decennio di rigorosa gavetta musicale e solida preparazione accademica. Formatosi studiando chitarra jazz con Nicola Cordisco, rock con Gianni De Chellis e fusion con William Stravato, si diploma con il massimo dei voti e la lode (100/100) presso il prestigioso Modern Musician Institute di Alex Stornello. Gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, segnano la svolta decisiva: la chitarra non basta più da sola a esprimere il suo mondo interiore, spingendolo ad abbracciare lo studio del canto prima in Italia con Alessandra Piroddi e Marco Priotti, e successivamente a Londra sotto la guida di Jonny Black. Da lì la finale conquistata al contest Open Mic UK, le colonne sonore firmate per il docufilm Varchi Attivi con la partecipazione di Michele Placido e le collaborazioni visive con il regista britannico Mat Johns.

A dare corpo alle suggestioni sonore di Nostalgia contribuisce in modo decisivo il suggestivo videoclip ufficiale, ambientato nella vastità incontaminata di paesaggi lacustri e solitarie strade extraurbane. La narrazione visiva ruota attorno a una protagonista femminile sospesa tra l’ansia paralizzante per il trascorrere inesorabile delle stagioni e la liberazione catartica racchiusa nella promessa solenne che fa da architrave al brano: «Ti ho detto che non dovrai mai aver paura, finché saremo vivi». Con oltre centomila streaming già all’attivo su Spotify e una trilogia di brani di successo (tra cui Forever, Again e Where The Wind Blows), Dario Distasi si conferma un autore di rara sensibilità, capace di trasformare il pop in una bussola emotiva preziosa contro lo smarrimento del nostro tempo.

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«Non è facile»: Aku Boy canta la nostalgia e il dolore del distacco, fuori il nuovo singolo del cantautore romano prodotto da Massimo Calabrese

«Non è facile»: il cantautore romano Aku Boy torna con un nuovo singolo pop intimo e malinconico che esplora la nostalgia e la difficoltà di dirsi addio. La produzione di Massimo Calabrese e Marco Lecci e il percorso live dell’artista nel nostro approfondimento completo 👇

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Aku Boy, cover

Roma – Ci sono separazioni che si consumano nel giro di una firma o di una porta che sbatte, e ci sono addii che assomigliano a maree lente, capaci di lasciare nell’animo un’eco prolungata e un senso di vertigine che il tempo fatica a rimarginare. Si muove lungo questo crinale emotivo, intimo e profondamente universale, Non è facile, il nuovo singolo del cantautore romano Aku Boy, disponibile a partire da venerdì 16 ottobre 2026 in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le principali piattaforme di streaming digitale. Pubblicato per l’etichetta Lungomare S.r.l. e distribuito da Pirames International, il brano si avvale della prestigiosa produzione artistica curata da Massimo Calabrese e Marco Lecci con Valerio Calisse per Musica & Rivoluzione, confermando la crescita espressiva di una delle voci più autentiche e promettenti del nuovo cantautorato pop metropolitano.

Non è facile si presenta come una ballad pop raffinata, malinconica e luminosa al tempo stesso, concepita per dar voce a quel limbo psicologico in cui si trova chi è costretto a prendere strade diverse pur continuando a percepire intatto il peso invisibile di un legame che ha messo radici troppo profonde. La narrazione attraversa l’altalena di sentimenti contrastanti tipica di un amore giunto al capolinea: la consapevolezza razionale che la convivenza emotiva non funziona più si scontra con l’incapacità istintiva di lasciarsi andare del tutto. «Un brano pop intimo e malinconico, perfetto per chi ha vissuto la fine di una storia importante ma continua inevitabilmente a guardarsi indietro», spiega con limpida sincerità lo stesso artista, condensando in poche parole l’essenza di una composizione che colpisce al cuore per immediatezza e delicatezza espressiva.

La poetica della spontaneità: Francesco Chiarle e l’arte di scrivere senza filtri

Dietro il progetto artistico di Aku Boy si cela Francesco Chiarle, giovane autore e interprete romano che ha fatto della naturalezza espressiva il cardine fondante del proprio percorso sonoro. In un mercato musicale contemporaneo spesso dominato da algoritmi seriali, produzioni iper-costruite e metriche studiate a tavolino per i social, la filosofia creativa di Aku Boy nuota con decisione controcorrente: «La spontaneità è pura magia. Quando viene ricercata o forzata in maniera artificiale, finisce inevitabilmente per degradarsi e scomparire». Per il cantautore capitolino, la scrittura poetica e musicale rappresenta un flusso istintivo, un processo viscerale strettamente ancorato alle esperienze vissute in prima persona e alle ferite reali della quotidianità.

Le canzoni di Aku Boy non nascono da calcoli stilistici, ma fioriscono da frammenti di vita reale, da dialoghi interiori e da impressioni colte sul momento, con il preciso intento di preservare intatta la verità emotiva della scintilla originaria. È questo approccio privo di sovrastrutture o pose patinate che permette all’artista di stabilire un canale di empatia immediato e trasparente con il pubblico, traducendo il disorientamento giovanile, la ricerca della propria identità e la dolcezza dei ricordi in melodie avvolgenti e testi di disarmante franchezza.

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Dai palchi con Dardust e Mida alla rotazione radiofonica: la maturità di un talento

La pubblicazione di Non è facile giunge a coronamento di un biennio di intensa attività dal vivo che ha visto Francesco Chiarle misurarsi con platee prestigiose e contesti live di primo piano. Nel corso del 2025, Aku Boy ha calcato i palcoscenici aprendo i concerti di realtà di culto della scena indipendente come centomilacarie a Ferrara e l’eclettico pioniere dell’elettroacustica Dardust a Rimini, raccogliendo consensi unanimi per presenza scenica e intensità vocale. Un percorso di crescita proseguito con successo nel 2026, culminato nell’apertura del live show di Mida, tra i protagonisti più acclamati delle ultime edizioni di Amici e delle classifiche FIMI.

Esperienze fondamentali che hanno forgiato il carisma del giovane cantautore, permettendogli di affinare la propria identità sonora a stretto contatto con il calore del pubblico. La produzione magistrale firmata da Massimo Calabrese e Marco Lecci esalta il contrasto tra un arrangiamento arioso e moderno e la densità delle parole, donando al brano un respiro radiofonico di grande presa. Con il pre-save già attivo attraverso la piattaforma digitale dedicata, Non è facile si candida a diventare la colonna sonora ideale per quanti sanno che voltare pagina è spesso la scelta più coraggiosa, ma dimenticare chi ci ha toccato l’anima resta un’impresa meravigliosamente complicata.

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