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I fili d’oro che uniscono l’Appennino al Gennargentu: le mani sacre delle tessitrici ispirano la danza internazionale del Gruppo e-Motion

La danza contemporanea compie un miracolo e unisce l’Abruzzo alla Sardegna! 🩰✨ Scopri “Texture – Corpo in trama”, lo straordinario progetto di Francesca La Cava che trasforma i gesti antichi delle tessitrici di Campotosto, Tornimparte, Isili e Bonorva in pura poesia in movimento. 🧵🎶 Un viaggio immenso e gratuito che unisce L’Aquila 2026 ai borghi sardi, per riscoprire il valore delle nostre radici storiche prima del grande debutto nazionale. Un’emozione unica per il cuore. Leggi qui per scoprire tutte le date dei laboratori, gli orari e come farsi rapire da questo spettacolo unico! 👇

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TEXTURE

L’Aquila – Esistono fili invisibili, eppure tenaci come il ferro, capaci di superare le distanze geografiche e i confini del mare per unire comunità lontane, tesserne i ricordi e trasformare la memoria storica in carne, movimento e battito presente. L’Abruzzo e la Sardegna, due terre fieri e mistiche custodi di tradizioni ancestrali, si stringono oggi in un abbraccio artistico straordinario di rara e strutturata bellezza. Entra nel vivo della sua programmazione “Texture – Corpo in trama”, il nuovissimo e visionario percorso di ricerca, formazione e produzione coreografica ideato da Francesca La Cava, direttrice artistica e mente creativa della celebre compagnia abruzzese Gruppo e-Motion. Questo progetto d’avanguardia, nato in stretta e profonda simbiosi con il compositore e musicista Alessandro Olla, si propone di far dialogare la danza contemporanea con l’antico patrimonio culturale delle pratiche artigianali locali, trasformando il gesto del lavoro manuale in pura materia poetica e teatrale.

La filosofia che pulsa dietro questa imponente avventura antropologica e scenica nasce da un’intuizione folgorante: la danza contemporanea e la tessitura tradicional su telaio condividono da secoli la stessa identica grammatica interiore. Entrambe si fondano sul delicato e continuo equilibrio tra la regola e la libertà espressiva, tra la memoria del passato e la spinta all’innovazione, tra la ripetizione ipnotica del movimento e la sua improvvisa trasformazione. La tessitura rappresenta da sempre una componente essenziale e viscerale dell’identità delle comunità abruzzesi e sarde. Un linguaggio simbolico e muto, fatto di nodi, trame e colori, che custodisce storie dimenticate, rituali magici, visioni del mondo e forme preziose di trasmissione intergenerazionale che sfidano l’usura del tempo.

Il cuore del progetto nelle mani delle custodi del telaio italiano

La vera anima e il fulcro di questa nuova sessione di ricerca risiede nell’incontro intimo, quasi mistico, con le storiche tessitrici dei territori coinvolti, considerate le vere e proprie vestali di un’arte che rischia di scomparire. Il Gruppo e-Motion ha voluto scavare nelle tradizioni sarde collaborando con Daniela e Dolores Ghiani a Isili e con Giuliana Rais a Bonorva; parallelamente, sul versante appenninico, la ricerca ha attinto ai segreti e ai racconti di Assunta Perilli a Campotosto e di Concetta Gianforte a Tornimparte. I movimenti millenari delle mani di queste straordinarie artigiane, la fatica delle dita che stringono l’ordito, la precisione geometrica dell’intreccio sul legno antico diventano veri e propri principi compositivi e matrici di ritmo sul palcoscenico contemporaneo.

Nel corso del processo creativo, i corpi dei performer si sfiorano, si scontrano e si legano progressivamente fino a edificare una monumentale composizione collettiva che richiama visivamente la nascita di un tessuto vivente. Ogni singolo gesto genera connessioni profonde, attraversamenti spaziali, densità di carne e vuoti d’aria, proprio come accade nella solitudine operosa dell’artigiano. Al centro di questo viaggio vi è una significativa dimensione partecipativa: il progetto, infatti, non vuole rimanere chiuso nel segreto di una sala prove, ma si sviluppa capillarmente sul territorio attraverso laboratori di espressione corporea aperti alle comunità locali, concepiti come luoghi sacri di scambio e trasmissione reciproca di pura energia umana.

Da L’Aquila 2026 al debutto in Piemonte: la carovana della bellezza

Questo straordinario cammino sentimentale ha mosso i suoi primi, emozionanti passi nel mese di luglio a Tornimparte, in provincia dell’Aquila, inserendosi con orgoglio nel prestigioso cartellone degli eventi di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Da oggi, lunedì 24 agosto 2026, la ricerca e i laboratori coreografici si spostano stabilmente in Sardegna, presso gli spazi di “Rebeccu Arte”, nel suggestivo territorio di Bonorva, per continuare a dialogare a cuore aperto con il paesaggio sardo e la sua gente, culminando con una restituzione pubblica aperta al popolo. Il viaggio continuerà poi il 29 agosto, quando il progetto sarà ospite d’onore del celebre “Festival In Situ” di Isili, offrendo ulteriori momenti di presentazione, confronto e dibattito civile.

Queste tappe intermedie consentiranno di rendere visibile il processo creativo nella sua affascinante evoluzione, valorizzando la dimension aperta e inclusiva della ricerca. L’esito finale e definitivo di questo immenso ricamo umano debutterà ufficialmente il prossimo 17 ottobre 2026 a Vigliano Biellese, in Piemonte, all’interno della stagione “Erios in Movimento”. Lo spettacolo si offrirà agli occhi del mondo come un vero e proprio tessuto vivente di relazioni, un disegno collettivo in continua trasformazione capace di dimostrare che l’arte, quando tocca le radici storiche dell’uomo, abbatte ogni solitudine. Leggi qui le date e i dettagli per partecipare da protagonisti. 👇

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La magia del Teatro Verde di Roma: al via la stagione numero quarantuno dedicata ai bambini

Allontaniamo per un attimo i bambini dai freddi schermi di smartphone e tablet, e torniamo a farli sognare con la magia di burattini e ombre cinesi! Apre i battenti sabato 26 settembre a Roma la gloriosa 41ª stagione del Teatro Verde interamente dedicata al “Teatro Ragazzi” e alle famiglie. Diretta dall’appassionata Veronica Olmi, la rassegna proporrà in cartellone da oggi fino a maggio la bellezza di 40 spettacoli mozzafiato, tutti in scena alle ore 17. Dai racconti classici come “La bella addormentata” e “La fattoria degli animali”, si passerà a una ricchissima maratona sotto le feste natalizie (con il mitico Grinch e le opere di Gianni Rodari), fino alle collaborazioni artistiche internazionali con compagnie teatrali francesi e sudafricane. Gran finale a maggio con una deliziosa fiaba arricchita dalle spettacolari scenografie del grande maestro Emanuele Luzzati. Scopri tutti i titoli degli spettacoli in programma nel nostro approfondimento 👇

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41ª stagione di Teatro Ragazzi

Roma – Nell’era della distrazione digitale compulsiva, in cui i più piccoli vengono troppo spesso e comodamente “parcheggiati” davanti ai freddi schermi luminosi di smartphone e tablet, l’odore avvolgente del legno del palcoscenico e il brusio del pubblico che si zittisce prima dell’apertura del sipario rappresentano un inestimabile atto di resistenza culturale. Proprio per mantenere viva e pulsante la fiamma dell’immaginazione infantile, la storica e gloriosa istituzione romana del Teatro Verde si prepara ad accendere nuovamente i riflettori, inaugurando con malcelato e genuino entusiasmo la sua strabiliante quarantunesima stagione consecutiva interamente dedicata al meraviglioso e delicato mondo del Teatro Ragazzi.
La grandiosa Rassegna Nazionale “Oltre la scena” (che nel corso dei decenni ha saputo meritarsi la prestigiosissima Targa d’Argento conferita direttamente dalla Presidenza della Repubblica Italiana) aprirà solennemente i battenti sabato 26 settembre con un classico immortale della letteratura: “La bella addormentata”. Sotto l’attenta, appassionata e lungimirante direzione artistica di Veronica Olmi, il cartellone capitolino proporrà ininterrottamente, da oggi fino al mese di maggio del prossimo anno, una strepitosa maratona di oltre quaranta spettacoli. Un’offerta culturale vastissima e variegata, rivolta a bambini, ragazzi, famiglie e scuole del territorio, capace di fondere abilmente sul palco la recitazione classica del teatro d’attore con l’antica arte dei burattini, il fascino misterioso delle ombre cinesi, i grandi pupazzi animati, la musica suonata dal vivo e l’intramontabile e raffinato teatro di figura.

Il respiro internazionale e la maratona delle feste natalizie

Le prime battute della stagione teatrale dimostrano immediatamente l’incredibile respiro internazionale e qualitativo delle produzioni in campo. Tra i primi, attesissimi appuntamenti fissati per il 3 e 4 ottobre spicca il grande ritorno in scena di “Opera Buffa”, presentata in un nuovissimo allestimento scenografico completamente ripensato, che subito dopo le date romane preparerà i bagagli per partire in un’incredibile e prestigiosa tournée africana, toccando palcoscenici in Sudafrica, Lesotho e Namibia.
L’autunno sarà poi scaldato da produzioni di altissimo spessore come “La fattoria degli animali” (portata in scena dal Collettivo Teatrale Bertolt Brecht) e dalle atmosfere sognanti di “Ouverture des Saponettes” dell’acclamato Michele Cafaggi. Ma è in occasione del periodo delle feste che il Teatro Verde sprigionerà tutta la sua magia aggregativa. Dall’1 dicembre fino al 6 gennaio andrà infatti in scena un’intensissima e ricchissima programmazione natalizia pensata per incantare le famiglie, con titoli irresistibili come “Il custode del Natale”, “L’avventura della Freccia Azzurra” (il commovente capolavoro del maestro Gianni Rodari), “Il Grinch”, “Babbo Natale va in pensione”, “Il pifferaio di Hamelin” e “La libreria fantastica”. (Ricordiamo, a tal proposito, che tutti gli spettacoli in programma per l’intera stagione andranno in scena al comodissimo orario delle ore 17:00).

Fiabe e mito: dalle visioni tolkieniane alle alleanze francesi

La seconda, appassionante parte della lunga e ricca stagione teatrale si immergerà totalmente nelle radici profonde delle fiabe archetipiche, della mitologia greca e della grande letteratura mondiale. I ragazzi in platea verranno trasportati in epoche e mondi lontanissimi attraverso le rappresentazioni di “Zeus e il fuoco degli dei”, “L’ultimo cacciatore di draghi” (un dichiarato e avvincente omaggio all’universo fantasy di J.R.R. Tolkien), fino ai grandi classici rivisitati come “I meravigliosi viaggi di Gulliver”, “Odissea per giovani eroi” e la delicata trasposizione scenica de “Il Piccolo Principe”.
Dal 20 al 24 marzo il respiro del palcoscenico si farà nuovamente continentale con “In fondo al mare”, un’imponente e bellissima coproduzione artistica italo-francese che vedrà il Teatro Verde collaborare strettamente con la compagnia “Histoire d’Eux” della città di Nancy. Subito dopo, nei primi giorni di aprile (dal 3 al 6), salirà in cattedra la nostalgia con una nuovissima e attualizzata versione de “La maga dei sogni”, uno dei testi storicamente più cari, amati e premiati della celebre compagnia teatrale (insignito anni fa della preziosa Menzione per la drammaturgia al rinomato Premio Stregagatto-ETI).

Il trionfo di Luzzati e le tantissime iniziative per le scuole

Il cartellone di primavera si conferma altrettanto florido e denso di eventi da non perdere. Dal 15 al 19 aprile la struttura ospiterà le magiche atmosfere di “Immagina – Festival Internazionale di Teatro di Figura di Roma”, un evento giunto alla sua solida settima edizione che calamiterà nella Capitale prestigiose compagnie teatrali da tutta Italia e dall’estero. Dopo aver sognato con “L’usignolo” a inizio maggio, il gran finale della quarantunesima stagione sarà affidato, dal 9 al 14 maggio, alla messa in scena della fiaba di “Hansel e Gretel, la strada nel bosco”. Quest’ultima rappresentazione rappresenterà una vera delizia visiva per grandi e piccini, potendo vantare per l’occasione scenografie da urlo, costumi e burattini nati dal genio creativo dell’indimenticabile maestro Emanuele Luzzati.
Oltre all’imponente cartellone degli spettacoli domenicali, la vitalità dell’istituzione (fortemente e doverosamente sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lazio, dal Municipio Roma XII e dalla Fondazione Roma) proseguirà ininterrottamente sul territorio con una miriade di utilissime e formative attività collaterali: la Scuola di Teatro, gli affollatissimi laboratori didattici per giovanissimi, l’innovativo “Teatro a Motore”, le fondamentali attività pedagogiche all’interno degli istituti scolastici, e le iniziative itineranti del Teatrino dei Burattini e del Cantastorie. Perché un bambino che impara ad amare il teatro oggi, sarà indubbiamente un cittadino più libero e consapevole domani.

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“Otto radici nel deserto”: il Medio Oriente a fumetti e in musica sbarca a Milano

Raccontare l’umanità del Medio Oriente attraverso l’incrocio magico tra fumetti, giornalismo e colonna sonora! Mercoledì 23 settembre a Milano (presso il locale Germi) sarà presentata in anteprima la straordinaria opera multimediale “Otto radici nel deserto”. Il fumetto racconta il viaggio in Iraq dello scrittore Otto e del fotografo Walter alla scoperta di storie vere, capaci di rompere i pregiudizi e farci scoprire che “lo straniero” ci somiglia più di quanto crediamo. A firmare questo piccolo capolavoro di speranza ci sono tre talenti assoluti: la storica matita bonelliana Emanuele Leone, la coraggiosa inviata di Striscia la Notizia Rajae Bezzaz (co-autrice che conosce il Medio Oriente dall’interno) e il Maestro Luciano D’Addetta, vincitore di due Leoni di Vetro a Venezia, che ha composto una magnifica colonna sonora dedicata alla libertà per accompagnare la lettura. Scopri i dettagli dell’evento nel nostro approfondimento 👇

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emanuele leone copertina Otto

Milano – Spogliare una terra martoriata dai sanguinosi e stucchevoli cliché del telegiornale per restituirle, attraverso la forza dirompente dell’arte, la sua dignità più intima e umana. È questa l’ambiziosissima e nobile missione che anima un progetto editoriale e multimediale che promette di lasciare un segno indelebile nel panorama culturale italiano. Mercoledì 23 settembre 2026, a partire dalle ore 19:00, il rinomato e suggestivo locale milanese Germi – Luogo di contaminazione ospiterà l’attesissima presentazione ufficiale dell’opera intitolata “Otto radici nel deserto”.
Non si tratta di una semplice e tradizionale presentazione letteraria, ma di un vero e proprio e travolgente incontro sensoriale tra la nona arte (il fumetto d’autore) e la musica evocativa. Un evento imperdibile per raccontare al grande pubblico un viaggio indimenticabile e per riscoprire la vera, autentica umanità che popola il Medio Oriente, spazzando via anni di pregiudizi e disinformazione. Ad accogliere i lettori e gli appassionati ci sarà un formidabile e insolito trio di talenti assoluti: l’autore e disegnatore Emanuele Leone, la nota giornalista e co-autrice Rajae Bezzaz e il pluripremiato Maestro compositore Luciano D’Addetta.

I cercatori di verità: il viaggio di Otto, Walter e Leila in Iraq

L’affascinante e cruda trama del graphic novel ruota attorno alle vicende umane e professionali di due protagonisti complessi e tormentati: Otto, uno scrittore in perenne ricerca di ispirazione, e Walter, un fotografo dall’occhio clinico. Catapultati nell’arido e bellissimo deserto dell’Iraq, i due non si limitano a fare i semplici turisti dell’orrore o i testimoni passivi di paesaggi esotici e volti sofferenti.
Accompagnati nel loro duro cammino dalla meravigliosa, forte ed enigmatica Leila, i protagonisti si trasformano in veri e propri cercatori di verità assolute. Attraversando villaggi polverosi e città ferite, incontrano persone reali, si fermano ad ascoltare pazientemente voci dimenticate e raccolgono storie di vita vissuta. Facendo ciò, restituiscono tra le mani del lettore un mosaico narrativo che è tanto variegato quanto intimamente coerente: il mosaico dell’umanità intera. Il loro lungo e faticoso viaggio in Medio Oriente diventa così, pagina dopo pagina e vignetta dopo vignetta, il viaggio interiore di ciascuno di noi. Un cammino spirituale che parte dal legittimo desiderio di conoscere lo straniero e arriva inesorabilmente alla sorprendente consapevolezza che l’”altro”, in fondo, ci somiglia immensamente più di quanto le propagande avrebbero mai voluto farci immaginare.

La matita di Emanuele Leone e l’esperienza vissuta di Rajae Bezzaz

A dare forma e sostanza visiva a questo capolavoro di empatia è Emanuele Leone (milanese doc, classe 1976), un artista che ha letteralmente il disegno nel sangue essendo nipote dello stimato pittore naif Enrico Benassi. Leone ha saputo trasformare questa pesante eredità genetica in una carriera formidabile, che lo ha portato dalle gloriose pagine del fumetto Dylan Dog fino alla realizzazione di complessi storyboard cinematografici, collaborando stabilmente con colossi del calibro della Sergio Bonelli Editore e della BBC britannica. Con “Otto” ha deciso di alzare l’asticella: voleva raccontare una storia vera, situata in un luogo vero, trattandola con l’infinita delicatezza che solo il disegno d’autore sa avere.
Al suo fianco, nella fondamentale veste di co-autrice, c’è la brillante Rajae Bezzaz. Nata a Tripoli da genitori marocchini e arrivata in Italia alla tenera età di nove anni, Rajae è oggi una stimata scrittrice e un notissimo volto televisivo (dal 2015 è una delle inviate di punta di Striscia la Notizia, dove si batte fieramente per dare voce agli invisibili della società). Dopo aver già raccontato cosa significhi vivere perennemente in equilibrio sul confine tra due mondi nel suo libro “L’araba felice”, in questo fumetto porta un valore aggiunto inestimabile: la sua personale ed eccezionale esperienza. Lo sguardo limpido e non filtrato di chi conosce il Medio Oriente dall’interno, fungendo da solido ponte culturale tra le due rive del Mar Mediterraneo.

La colonna sonora di Luciano D’Addetta: quando la libertà si fa musica

Un viaggio emotivo di questa caratura non poteva certamente essere limitato al solo impatto visivo delle matite e delle chine. A completare magistralmente l’opera interviene infatti il Maestro Luciano D’Addetta, che rappresenta a tutti gli effetti la “voce invisibile” e il “suono” di questo viaggio iracheno.
Compositore bergamasco di altissimo livello e pluripremiato dalla critica (vanta nel suo palmarès ben due ambitissimi Leoni di Vetro conquistati alla Mostra del Cinema di Venezia), D’Addetta ha ideato e creato una colonna sonora avvolgente che non si limita ad accompagnare sterilmente le immagini del fumetto, ma le esalta e le completa emotivamente. Il suo brano di punta, intitolato suggestivamente “Il cavallo di Alì”, è nato in un momento di profonda riflessione sulla libertà, di fronte all’immensità del mare. È esattamente quello stesso, inebriante e disperato senso di libertà che i protagonisti Otto e Walter cercano (e infine trovano inaspettatamente) nel caldo cuore del deserto iracheno. Ed è proprio lì, nel riconoscimento reciproco della nostra fragile umanità, che germogliano i piccoli ma potenti semi di speranza che questo straordinario fumetto vuole consegnare, mercoledì sera, ai lettori milanesi.

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Premio Rita Levi-Montalcini: l’eccellenza e la cultura di Angela Kosta trionfano a Roma

Quando la cultura abbatte i muri e costruisce preziosi ponti tra i popoli! Nel 40° anniversario dello storico Nobel alla grandissima scienziata italiana, si è svolto a Roma il prestigioso congresso “L’Eccellenza è Donna”. Il momento più emozionante è stata la consegna del “Premio alla Carriera e alla Cultura Rita Levi-Montalcini” alla dottoressa Angela Kosta, scrittrice, traduttrice e infaticabile promotrice culturale internazionale. Albanese di origine e italiana d’adozione, è stata premiata direttamente dalla nipote della scienziata, Piera Levi-Montalcini, per il suo straordinario lavoro nel favorire il dialogo letterario tra nazioni diverse. “Lo ricevo con onore, come italo-albanese e soprattutto come donna. Nel mio piccolo, dico solo grazie”, ha dichiarato emozionata dal palco. Leggi i dettagli del premio nel nostro approfondimento 👇

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Premio Rita Levi-Montalcini ad Angela Kosta

Roma – Esistono figure professionali rare e preziose che dedicano l’intera loro esistenza a costruire delicati, complessi ma indistruttibili ponti invisibili tra nazioni, lingue e tradizioni apparentemente lontanissime. In un momento storico internazionale tristemente segnato da pericolosi muri e incomprensioni geopolitiche, celebrare chi usa la forza gentile della parola per unire i popoli assume un valore etico straordinario. E proprio nel nome della condivisione dei saperi si è svolto, lo scorso 18 settembre, l’attesissimo e prestigioso congresso nazionale intitolato emblematicamente “L’Eccellenza è Donna”, un vertice culturale organizzato per onorare e perpetuare la memoria della più grande scienziata italiana di tutti i tempi.
Il momento più alto e toccante dell’intera manifestazione si è registrato quando, in un’atmosfera carica di sincera emozione, i riflettori si sono accesi per conferire il prestigiosissimo Premio Rita Levi-Montalcini alla Carriera e alla Cultura alla dottoressa Angela Kosta, una delle più note, stimate e infaticabili promotrici culturali e letterarie a livello internazionale. Un riconoscimento che non premia soltanto un singolo lavoro editoriale, ma che abbraccia e santifica un’intera vita spesa al totale e incondizionato servizio della diffusione globale dell’arte contemporanea.

Il trionfo a “L’Eccellenza è Donna”: la motivazione del Premio

Il premio è stato accompagnato dalla lettura di una motivazione ufficiale formidabile, che fotografa alla perfezione il peso specifico dell’intellettuale premiata. Il riconoscimento è stato formalmente assegnato ad Angela Kosta per “il suo costante, infaticabile e prezioso impegno nella diffusione capillare della cultura, della letteratura e della conoscenza globale, attraverso un’opera intellettuale capace di superare in scioltezza e maestria i rigidi confini geografici, linguistici e culturali”.
La giuria ha voluto sottolineare a chiare lettere la sua straordinaria abilità nel “fare della parola scritta e tradotta uno strumento di incontro e di dialogo pacifico tra popoli, valorizzando appieno la ricchezza delle diverse identità e favorendo la circolazione delle idee, degli autori e dei saperi nel vasto panorama culturale internazionale”. Questo premio, peraltro, assume una valenza simbolica e storica ancor più potente, cadendo esattamente nell’anno in cui si celebra con fierezza il quarantesimo anniversario dello storico conferimento del Premio Nobel per la Medicina (1986) alla compianta e inarrivabile scienziata torinese. Un filo rosso indissolubile che lega, a distanza di decenni, l’eccellenza scientifica a quella prettamente umanistica.

L’eredità di Levi-Montalcini: l’incontro tra generazioni femminili

A rendere la cerimonia di premiazione ancora più intima, suggestiva e storicamente rilevante è stata la presenza fisica dei diretti discendenti della scienziata. A consegnare materialmente la preziosa targa nelle mani di Angela Kosta è stata infatti la dottoressa Piera Levi-Montalcini (l’amata nipote di Rita e attuale Presidente della Rita Levi-Montalcini Foundation), affiancata per l’occasione dalla dottoressa Claudia Geromel Levi-Montalcini (bisnipote della ricercatrice e Vicepresidente della Fondazione).
Questo delicatissimo passaggio di consegne tra generazioni di donne straordinarie ha certificato in modo inequivocabile quanto il nome e l’eredità spirituale di Rita Levi-Montalcini continuino a conferire a questi eventi un peso specifico di valore inestimabile. La celebre neurobiologa, oltre al suo indiscusso genio accademico, ha rappresentato per l’intero Novecento un modello granitico di dedizione assoluta alla ricerca e di strenua valorizzazione del talento femminile in un mondo storicamente declinato al maschile. Valori che la premiata incarna perfettamente nel campo umanistico.

L’orgoglio italo-albanese e la missione intellettuale di Angela Kosta

Il premio va a incastonarsi in una carriera lunga, complessa e densissima di successi. Albanese di origine ma orgogliosamente italiana d’adozione (vive, studia e lavora nel nostro Paese da ben 31 anni), Angela Kosta ha costruito con sacrificio e ostinazione un percorso letterario monumentale rivolto al dialogo linguistico. La sua fervente attività spazia dalla scrittura giornalistica alla direzione di influenti riviste culturali, passando per la complessa cura di antologie poetiche fino ad arrivare alle delicate traduzioni di autori internazionali contemporanei.
Salita sul palco per ricevere il meritato tributo, la scrittrice e promotrice ha deciso di abbandonare i formalismi accademici per affidarsi a un discorso tanto breve quanto straordinariamente denso di emozione e umiltà. “È un onore immenso per me essere qui oggi e ricevere questo meraviglioso premio, non solo come albanese, ma anche come italiana”, ha dichiarato con la voce velata di commozione. “Ma lo è soprattutto come Donna, considerando che Rita Levi-Montalcini ha avuto sempre, costantemente e fieramente, le donne al centro dei suoi grandiosi progetti, delle sue inestimabili ricerche, dei suoi laboratori all’avanguardia e dei suoi testi illuminanti”. Il suo discorso si è chiuso con un ringraziamento che racchiude tutta l’essenza del vero intellettuale, che non si vanta mai dei propri traguardi ma si sente sempre partecipe di un disegno più grande: “Perciò, nel mio piccolo, dico solo: Grazie”. Un grande applauso a chi lavora per unire il mondo.

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