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Cultura

“L’Amore salverà l’Umanità”: l’emozionante intervista a Michele Biafora, candidato al Premio Nobel per la Letteratura 2026

“La Poesia non ha confini geografici, il suo unico scopo è diffondere l’Amore per l’Umanità!”. Bellissima intervista esclusiva (a cura di Angela Kosta) al geniale poeta calabrese Michele Biafora, Ufficialmente Candidato al Premio Nobel per la Letteratura 2026! 📜 🖋️ Dalla Calabria al tetto del mondo! C’è un orgoglio tutto italiano che brilla nel panorama letterario internazionale: è il poeta crotonese Michele Biafora, candidato ufficiale al Premio Nobel! Con 8 opere pubblicate e una marea di premi vinti, i suoi versi non si trovano solo nelle università americane, ma perfino all’interno delle Basiliche più sacre d’Italia! La talentuosa giornalista Angela Kosta lo ha intervistato in esclusiva, in un viaggio profondissimo tra Spiritualità, Giustizia (famosa è la sua commovente poesia dedicata ai “Carabinieri”) e le insidie del mondo moderno. “La vera poesia nasce dal cuore e serve ad alimentare l’amore per il prossimo”, ha dichiarato Biafora, ricordando ai giovani autori che “la Poesia non è una cosa del passato, la Poesia è il nostro futuro!”. Leggete l’intervista integrale (botta e risposta) a questo immenso maestro italiano nel nostro articolo, vi toccherà il cuore! 👇 ❤️ E voi, avete mai provato a scrivere una poesia in un momento di estrema felicità o di tristezza? Siete d’accordo con Biafora sul fatto che la scrittura possa essere una vera e propria “medicina per l’Anima”? Raccontateci le vostre esperienze nei commenti, facciamo tutti il tifo per lui al Premio Nobel e condividiamo con orgoglio questo post!

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Michele Biafora

Redazione – Ci sono voci che nascono in provincia ma che, grazie alla potenza misteriosa e dirompente delle parole, riescono a scavalcare gli oceani, abbattere i confini geografici e toccare le corde più intime dell’anima umana universale. La storia di Michele Biafora, poeta nato a Crotone, è esattamente questa: un viaggio straordinario e inarrestabile che ha trasformato la sua ricerca interiore in un patrimonio collettivo, portandolo fino alla prestigiosissima candidatura al Premio Nobel per la Letteratura nel 2026.
Con otto opere pubblicate all’attivo e una bacheca stracolma di premi internazionali (dal Menotti Art Festival al “Capitolino d’Oro”), i suoi versi hanno varcato la soglia di biblioteche storiche, prestigiose università americane e perfino luoghi di culto sacri. Per celebrare questo straordinario talento italiano, vi proponiamo l’intensa e profonda intervista curata da Angela Kosta, in cui Biafora si mette a nudo, ripercorrendo il suo cammino artistico e ricordandoci il valore salvifico della Cultura.

L’intervista esclusiva: a tu per tu con Michele Biafora

Angela Kosta: La sua esperienza letteraria è stata accompagnata da numerosi riconoscimenti, fino alla candidatura al Premio Nobel per la Letteratura nel 2026. Cosa rappresenta per lei questo lungo percorso di riconoscimenti e, soprattutto, quale responsabilità sente di avere oggi nei confronti della poesia?
Michele Biafora: «Ciò che rappresenta per me, in modo pregnante, è stata ed è la possibilità assoluta di raggiungere i gentili fruitori, consentendo loro di percepire l’essenza più intima della mia poetica, di nutrirsi, di attingere a piene mani agli aspetti più importanti e preminenti del mio pensiero e del mio animo».

Ha pubblicato otto opere poetiche e la sua produzione è stata apprezzata per la capacità di unire ricerca stilistica, originalità e impegno etico. Qual è il filo conduttore che attraversa la sua opera e che cosa cerca, prima di tutto, quando si accinge a scrivere una poesia?
«Sì, ben otto opere poetiche. Ma non ho mai considerato più di tanto il numero delle opere prodotte, bensì, insieme ad esse, la possibilità che ho avuto di poter divulgare la mia poetica un po’ ovunque: nei luoghi di culto, nei musei, nelle accademie, nelle università, ecc. Il filo conduttore, ritengo, sia inesorabilmente l’Amore, nella sua forma più gentile, romantica e originale: l’amore per le persone, per l’Umanità tutta».

Nella sua biografia emerge con forza il tema dell’umanità e della solidarietà. Ha ricevuto, tra gli altri, il riconoscimento “Il Dono dell’Umanità”. Quanto la poesia può incidere concretamente sulla coscienza delle persone e contribuire a costruire una società più sensibile e solidale?
«Può incidere moltissimo, poiché i moti dell’animo caratterizzano la nostra esistenza. La Poesia, pertanto, può e deve fare moltissimo in questo senso».

Un elemento particolarmente suggestivo del suo percorso è la presenza di suoi versi in luoghi di culto, come la Basilica dei Frati Minori Cappuccini di Foggia e la Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano. Che emozione prova nel vedere la poesia entrare in luoghi così profondamente legati alla spiritualità? E quale rapporto esiste, secondo lei, tra poesia e dimensione spirituale?
«È una sensazione meravigliosa: poter accomunare il mio animo e la mia Poesia a luoghi legati alla possibilità di alimentare l’amore per il prossimo, per sé stessi e per la vita stessa. La Poesia è una dimensione prettamente spirituale, nella quale ciascuno può proiettare, dalla propria interiorità, quelle accezioni per cui valga la pena vivere, cercando, ora e sempre, di far sì che a prevalere e proliferare sia l’Amore».

Le sue opere sono presenti in prestigiose biblioteche italiane e statunitensi, tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il Ramapo College di New York e la Montclair State University del New Jersey. Quanto è importante per lei che la poesia italiana venga conosciuta e conservata anche al di fuori dei confini nazionali?
«Credo che la vera Poesia, cioè quella legata a chi nasce Poeta, non abbia confini, poiché le consonanze dell’animo hanno la capacità penetrante di lame taglienti, che possono e devono confortare coloro i quali hanno minor contatto e connessione con la propria interiorità. Ad ogni buon conto, sì, la Poesia italiana ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale anche al di fuori dei confini nazionali».

Nel 2009 ha ricevuto una Laurea Honoris Causa in Scienze Poetiche e Letterarie; nel 2021 il Premio Internazionale per la Letteratura del Menotti Art Festival di Spoleto e nel 2023 il “Capitolino d’Oro”. Tra tutti i riconoscimenti ricevuti, ce n’è uno che considera particolarmente significativo per la sua storia personale e artistica?
«Non ve n’è uno in particolare che prediligo. Ma tutti, nel loro insieme, rappresentano un’espressione preponderante e significativa del fatto che la mia Poesia e la mia poetica hanno sempre raccolto molti consensi e apprezzamenti».

La sua lirica “Carabinieri” è stata declamata pubblicamente a Cinque Reali Siti in occasione della premiazione del Carabiniere dell’Anno. Quando la poesia si confronta con valori come il senso del dovere, il servizio, la giustizia e la solidarietà, quale ruolo sente di assumere come poeta?
«In questi particolari casi, si avverte un importante senso di responsabilità: quello di promuovere pubblicamente il senso della giustizia, della solidarietà e del dovere. È una sensazione molto bella, gratificante e profondamente solidale».

Lei è Accademico Gentilizio di Merito a vita e Cavaliere Araldico dell’Accademia Internazionale “Il Marzocco” di Firenze, oltre a essere Accademico d’Onore della Norman Academy. Come interpreta oggi il rapporto tra poeta, accademie e istituzioni culturali? E quale contributo possono offrire queste realtà alla diffusione della cultura?
«Non sempre, e non tutte, espletano magistralmente ciò che il senso stesso della loro esistenza dovrebbe rappresentare. Ma alcune di esse offrono un grande contributo alla diffusione della vera Cultura, che è anche, e soprattutto, sinonimo di possibile crescita sociale. Il Poeta, nello specifico, non deve mai snaturare il proprio sentire e la propria naturale indole».

La sua poesia ha attraversato biblioteche, università, istituzioni culturali e persino luoghi di culto. Quale messaggio vorrebbe arrivasse a un lettore che incontra per la prima volta i suoi versi?
«Un messaggio umile, caratterizzato dalla profonda possibilità di promuovere e ottenere risposte comparative, in linea e in sintonia con i reciproci moti dell’animo, attraverso un linguaggio sì ricercato e modellato, ma sempre ben ancorato al servizio delle priorità e dell’Amore».

Dopo tanti anni dedicati alla poesia, otto opere pubblicate, riconoscimenti nazionali e internazionali e la candidatura al Nobel per la Letteratura nel 2026, quale futuro immagina per la sua poesia? E, soprattutto, quale parola vorrebbe lasciare alle nuove generazioni di poeti affinché continuino a credere nella forza della cultura e della parola?
«Credo profondamente nella possibilità che vengano tramandati messaggi chiari e inconfutabili, veri tracciati per un fecondo prosieguo. La Poesia, in questo senso, riveste da sempre un ruolo fondamentale e preminente. Pertanto, la Poesia stessa è futuro».

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Cultura

Cave, fornaci e fiumi di risorgiva a Casa dei Carraresi: Treviso riscopre l’archeologia industriale e il paesaggio con Mauro Scroccaro

A Casa dei Carraresi a Treviso torna la rassegna «I Giovedì della cultura»: un viaggio inedito tra 67 siti di archeologia industriale, fiumi di risorgiva e rinascita ambientale con lo storico Mauro Scroccaro e i fotografi Giorgio Bombieri ed Elisabetta Alongi 👇

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Locandina evento Treviso

Treviso – Il profilo della pianura veneta è un palinsesto complesso in cui l’acqua limpida delle risorgive si è fusa per generazioni con il sudore dei lavoratori della terra, con il fuoco delle ciminiere e con la fatica delle estrazioni. Giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 18:00, lo storico e suggestivo complesso di Casa dei Carraresi a Treviso accoglierà il pubblico per una conferenza di straordinario valore documentario e antropologico: «Cave, fornaci e fornaciai tra i fiumi di risorgiva». L’incontro costituisce uno dei momenti di punta della prestigiosa rassegna I Giovedì della cultura, giunta al ragguardevole traguardo dei 219 appuntamenti settimanali dal suo avvio nel 2019, confermandosi come un presidio insostituibile per la narrazione, la memoria e la valorizzazione del territorio veneto.

Al centro del dibattito vi sarà la presentazione del nuovo saggio, fresco di pubblicazione, curato dallo storico dell’età contemporanea Mauro Scroccaro insieme ai maestri dell’obiettivo Giorgio Bombieri ed Elisabetta Laura Alongi. Un lavoro corale di ricerca sul campo, condotto in stretta sinergia con l’associazione Veneto Fotografia APS, che ha consentito di mappare, esplorare e immortalare ben 67 siti tra province e corsi d’acqua, restituendo un atlante storico, geografico ed estetico di una civiltà materiale che ha plasmato l’orizzonte e l’identità delle nostre comunità.

Dall’argilla alla ghiaia: secoli di trasformazione del suolo veneto

Il Veneto è universalmente celebrato come la terra delle risorgive, di una fitta maglia di fiumi di falda, mulini ad acqua, rogge e canalizzazioni che hanno garantito per millenni la fertilità e la ricchezza agricola. Tuttavia, accanto a questa vocazione rurale, è esistita un’industria estrattiva e manifatturiera che ha inciso in profondità la morfologia del suolo. In virtù della specifica stratigrafia geologica della pianura trevigiana e veneziana, le attività estrattive si sono storicamente articolate su due filoni complementari: l’escavazione dell’argilla e quella dei sedimenti alluvionali ghiaiosi.

I bacini d’argilla e le connesse fornaci per laterizi vantano una storia plurisecolare, che affonda le proprie radici nel Medioevo e nella Repubblica di Venezia, fornendo per secoli i mattoni con cui sono stati edificati palazzi nobiliari, campanili e cascine contadine; una realtà oggi quasi del tutto estinta e sostituita dall’automazione industriale. Al contrario, le cave di ghiaia, nate in epoca più recente e strettamente legate al boom edilizio e infrastrutturale del dopoguerra, caratterizzano ancora ampie porzioni della Marca Trevigiana, testimoniando la continua dialettica tra sviluppo antropico e tutela delle risorse naturali.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
STORIA & TERRITORIO

I forti di Venezia. I luoghi del sistema difensivo veneziano – Mauro Scroccaro

Un viaggio documentato e appassionante alla scoperta dell’architettura militare, delle fortificazioni e dei presidi storici della laguna e della terraferma veneta.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(118 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Dalle ferite del degrado alle oasi ecologiche protette di Rete Natura 2000

Il destino di queste voragini scavate nel grembo della pianura è stato quanto mai eterogeneo e riflette l’evoluzione culturale del nostro rapporto con la natura. In molti casi le vecchie cave sono state semplicemente ricolmate e restituite all’uso agricolo originario; in epoche più remote, caratterizzate da una scarsa sensibilità ecologica, alcune di esse finirono tragicamente declassate a discariche incontrollate. Negli ultimi decenni, però, la consapevolezza collettiva ha compiuto un salto di qualità decisivo: grazie a progetti illuminati di bonifica e ripristino morfologico, numerosi ex siti estrattivi si sono trasformati in veri e propri santuari di biodiversità.

Un processo virtuoso di tutela del paesaggio e rigenerazione ambientale che ha consentito a diverse aree di ottenere il prestigioso riconoscimento europeo di Siti di Interesse Comunitario (SIC) all’interno della rete ecologica «Natura 2000». Qui la flora ripariale, i canneti e le specie avifaunistiche stanziali e migratorie hanno trovato habitat ideali. Altrove, gli invasi sono divenuti parchi pubblici, specchi d’acqua per lo svago e percorsi ciclopedonali, fungendo al contempo da indispensabili bacini di fitodepurazione naturale capaci di filtrare e depurare le acque purissime di risorgiva che continuano ad alimentare il reticolo idrografico regionale.

Gli autori: la ricerca archivistica e lo sguardo poetico della fotografia sociale

La forza del volume e della conferenza di Treviso risiede nell’eccezionale autorevolezza delle competenze messe in campo. Mauro Scroccaro, laureato in Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una delle figure di riferimento per lo studio dell’architettura militare e dell’archeologia territoriale veneta. Per oltre un ventennio protagonista del volontariato culturale per il recupero del sistema dei Forti del Campo Trincerato di Mestre e collaboratore storico della Marco Polo System g.e.i.e., Scroccaro ha firmato pietre miliari della storiografia locale, tra cui I forti di Venezia (Mattioli 1885), Dalle torri ai forti e approfondite indagini sulla Grande Guerra nella terraferma veneziana.

Accanto alla solida intelaiatura storica, l’opera si nutre degli scatti d’autore di Giorgio Bombieri ed Elisabetta Laura Alongi. Bombieri, fotografo e grafico presso il Comune di Venezia, vanta un lungo percorso nella fotografia sociale e documentaria maturato all’interno di ospedali psichiatrici, carceri e asili notturni lagunari. Autore di volumi premiati come Territori lenti (Premio PAYSMED per la comunicazione del paesaggio con l’Istituzione Parco Laguna) e di indagini sul tema dell’accoglienza, Bombieri sa cogliere con empatia il respiro dell’ambiente e le tracce dell’umano. Al suo fianco, Elisabetta Laura Alongi, architetto di formazione e colonna di Veneto Fotografia APS, perfezionatasi sotto la guida di maestri internazionali quali Marc De Tollenaere, Colin Dutton e Arcangelo Piai, porta in dote una rara sensibilità geometrica e compositiva, già apprezzata in prestigiose esposizioni collettive come Sui confini al Museo Santa Caterina e Human Nature a Palazzo dei Trecento.

Sostenuta con convinzione da Banca delle Terre Venete (Gruppo BCC Iccrea), la conferenza di Casa dei Carraresi si preannuncia come un’occasione imperdibile per studiosi, appassionati di fotografia e cittadini desiderosi di riscoprire le radici invisibili del Veneto moderno, ricordando che ogni mattone delle nostre case porta con sé la memoria millenaria di una cava e la limpidezza silenziosa di un fiume di risorgiva.

Riproduzione riservata – Cavaliere News

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Cultura

Firenze riscopre Platone e Leonardo: nella Sala del Pegaso torna «La Bellezza Ideale» dell’Accademia Neoplatonica

Firenze riscopre Platone e Leonardo: nella Sala del Pegaso torna «La Bellezza Ideale» dell’Accademia Neoplatonica 👇

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Locandina evento Firenze

Firenze – La culla del Rinascimento si prepara a riannodare i fili d’oro con la stagione più luminosa del pensiero umanistico occidentale. Sabato 7 novembre 2026, a partire dalle ore 9:00, la prestigiosa Sala del Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana, farà da cornice a «La Bellezza Ideale». Una giornata di altissimo profilo scientifico, filosofico e artistico interamente dedicata alla riscoperta dell’Accademia Neoplatonica fondata da Marsilio Ficino e promossa da Lorenzo il Magnifico, rievocando la storica tradizione che vedeva la corte medicea riunirsi ogni anno all’inizio di novembre per celebrare la memoria e la filosofia immortale di Platone.

L’evento rappresenta un momento di straordinario respiro intellettuale per studiosi e appassionati del nostro territorio, offrendo una preziosa occasione di confronto sul ruolo fondante della Bellezza intesa non come mero canone estetico esteriore, ma come supremo strumento di conoscenza e armonia universale.

Il ritorno dell’Accademia Neoplatonica e l’eredità di Lorenzo il Magnifico

Nella visione che rese Firenze il laboratorio intellettuale più fervido e invidiato d’Europa, la Bellezza rappresentava il ponte divino attraverso cui l’uomo poteva avvicinarsi alla verità, decifrare l’architettura del cosmo e ritrovare la propria nobiltà spirituale. Come evidenziato nelle linee guida del progetto culturale fiorentino, la giornata del 7 novembre intende riattualizzare quella lezione fondativa: la grazia visiva, le proporzioni matematiche e l’ispirazione poetica erano considerate manifestazioni di un’unica energia cosmica capace di riscattare la condizione umana dalla brutalità del quotidiano.

La manifestazione riunirà docenti universitari, ricercatori, storici dell’arte e rappresentanti delle principali istituzioni culturali per ripercorrere l’epopea della signoria dei Medici. Fu proprio Lorenzo il Magnifico a istituire il rito del convito filosofico dedicato a Platone nella villa di Careggi, trasformando la riflessione umanistica in un modello di governo illuminato che seppe attrarre i più grandi ingegni dell’epoca, da Poliziano a Pico della Mirandola, da Botticelli fino al giovane Michelangelo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
RINASCIMENTO & GENIO

Leonardo da Vinci – Walter Isaacson

La monumentale biografia bestseller edita da Mondadori: l’intreccio geniale tra pittura, anatomia, scienza e filosofia che ha reso il maestro di Vinci il simbolo universale della Bellezza.

★★★★★
4.8 su 5
(Bestseller Mondiale Mondadori)

Ascolta tutti i saggi d’arte e le grandi biografie dei maestri del Rinascimento su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere all’ascolto illimitato.

Gli inediti leonardiani e il facsimile del Codice di Madrid

Tra i momenti più attesi dell’intensa mattinata figurano gli interventi dedicati alle più recenti ricerche d’archivio sul genio poliedrico di Leonardo da Vinci. In un ideale passaggio di testimone tra l’Accademia platonica e la sperimentazione scientifica diretta, studiosi di chiara fama presenteranno la preziosa riproduzione in facsimile del celebre Codice di Madrid, capolavoro grafico e manoscritto che custodisce studi rivoluzionari di meccanica, idraulica, geometria e fusione del bronzo.

La conferenza dedicherà inoltre un ampio focus alla storia delle Ville Medicee, dichiarate patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, intese non solo come residenze di svago nobiliare ma come veri e propri centri di potere culturale e armonizzazione paesaggistica. A completare il quadro sarà il dialogo contemporaneo promosso dal Club UNESCO di Firenze, impegnato a tradurre l’eredità rinascimentale in strumenti educativi concreti per affrontare le complessità della transizione ecologica e digitale odierna.

Modalità di partecipazione e prenotazioni obbligatorie

In un’epoca segnata da continue frammentazioni e dal disincanto della tecnica, l’appuntamento fiorentino intende dimostrare come l’ideale umanistico della Bellezza conservi una straordinaria forza rigenerativa. Rimettere al centro il pensiero di Platone, l’equilibrio mediceo e la curiosità universale di Leonardo significa offrire alla società civile una bussola etica irrinunciabile per orientare il futuro.

L’accesso alla giornata di studi è completamente gratuito, ma per ragioni di capienza della Sala del Pegaso i posti sono strettamente limitati. Per partecipare è obbligatorio accreditarsi preventivamente inviando un’email all’indirizzo info@progettoleonardo500.org oppure tramite messaggio WhatsApp al recapito 388 8274551.

A cura della Redazione Cultura e Storia di Cavaliere News

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Eventi

Cultura, «Sguardi liberi»: a Santa Maria delle Grazie l’arte di Simon Berger incontra la poesia di Ettore Donadio e quattordici maestri dell’obiettivo

Cultura, «Sguardi liberi»: a Santa Maria delle Grazie l’arte di Simon Berger incontra la poesia di Ettore Donadio 👇

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a Santa Maria delle Grazie l'arte di Simon Berger

Arte e Spettacolo – Quando i diversi linguaggi della creatività umana convergono in uno spazio intriso di memoria storica, l’esperienza estetica si trasforma in un autentico rito di riscoperta culturale. È questo il respiro profondo che anima «Sguardi liberi», la straordinaria rassegna ospitata all’interno del suggestivo complesso monumentale del Museo Multimediale – ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Non una semplice esposizione visiva, bensì un vero e proprio cantiere di idee e sensibilità in cui la potenza drammatica della scultura contemporanea, l’acutezza della fotografia d’autore e l’armonia della parola poetica intessono un dialogo serrato, capace di scuotere l’animo dei visitatori e risvegliare il senso più autentico della bellezza.

L’iniziativa rappresenta un fiore all’occhiello per la valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico, richiamando appassionati, studiosi e curiosi da ogni angolo del nostro territorio e confermando come i luoghi della memoria possano rinascere a nuova vita attraverso il connubio tra maestri internazionali e talenti locali.

Il fascino di «Secretum»: la scultura di Simon Berger curata da Pasquale Lettieri

Cuore pulsante e fulcro visivo del percorso espositivo è «Secretum», l’iconica opera scultorea realizzata dall’artista svizzero di fama mondiale Simon Berger. Celebre a livello internazionale per la sua rivoluzionaria tecnica che scolpisce il vetro di sicurezza a colpi millimetrici di martello – trasformando le crepe e le fratture superficiali in volti, sguardi e figure umane cariche di enigmatica trasparenza –, Berger porta in mostra un’opera concessa in prestigioso prestito dalla celebre galleria londinese Cris Contini Contemporary. A tessere la trama critica e concettuale dell’allestimento è il critico e storico dell’arte Pasquale Lettieri, che ha saputo valorizzare la tensione materica del capolavoro inserendolo in un contesto di riverberi storici unici.

Attorno alla presenza magnetica di «Secretum» si sviluppa la grande galleria fotografica collettiva, dove le prospettive e le interpretazioni visive di quattordici eccellenti maestri dell’obiettivo compongono un mosaico di rara intensità. Le opere firmate da Alessia Martinisi, Annarita Sepe, Antonio Sposito Jr, Nello Pezzillo, Olimpia Prevete, Eugenia Natale, Celeste Napolitano, Rachele Bernardo, Francesco Grossi, Margherita Bianco, Antonio Colucci, Rosa Maione, Maria Sorrentino e Francesco Napolitano offrono uno spaccato eterogeneo di sguardi sul presente: dal reportage emotivo alla ricerca formale, dal ritratto psicologico alla narrazione paesaggistica, ogni scatto racconta la libertà dell’occhio che esplora il reale senza censure né pregiudizi.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & POESIA

La grande poesia italiana – Dai primordi al Novecento

La monumentale antologia dei capolavori lirici italiani edita da Mondadori (Oscar Grandi Classici): un viaggio straordinario attraverso i secoli, i poeti e i versi che hanno plasmato la cultura nazionale.

★★★★★
4.9 su 5
(Classico Bestseller Mondadori)

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Domenica 25 ottobre: il viaggio de «La splendida Italia dei poeti»

Il momento culminante della kermesse culturale è fissato per domenica 25 ottobre alle ore 18:00, quando le navate dell’ex chiesa faranno da cornice a un intenso appuntamento letterario dedicato alle radici dell’identità nazionale. Al centro del dibattito ci sarà la presentazione de «La splendida Italia dei poeti», il nuovo atteso saggio firmato da Ettore Donadio, docente appassionato, saggista e figura di riferimento nella divulgazione critica e umanistica. Il volume ripercorre con rigore e sensibilità i secoli d’oro della nostra tradizione lirica, mostrando come i grandi maestri del verso abbiano saputo forgiare l’anima stessa del Paese prima ancora che nascessero i suoi confini politici.

L’autore dialogherà in un confronto a più voci con Giovanna Ambrosino e Filly Papa, approfondendo i nodi tematici e l’attualità delle pagine del saggio. A dare respiro e corpo ai versi immortali sarà la voce emozionante della giovane e talentuosa attrice Maria Sorrentino, protagonista di un reading poetico che saprà restituire alla parola scritta la sua originale forza scenica e vibrazione sentimentale.

Un crocevia di eccellenze con ospiti speciali e nuove visioni

A impreziosire ulteriormente la serata domenicale sarà la presenza di ospiti d’eccezione come Svetlana Trofimova ed Emmanuele Manna, personalità di spicco del panorama culturale che porteranno il loro contributo critico a un dibattito incentrato sulla necessità di difendere e promuovere gli spazi dedicati all’arte dal vivo.

In un’epoca dominata dalla fruizione rapida e distratta dei contenuti digitali, «Sguardi liberi» dimostra che la vera cultura sa ancora fermare il tempo. Unire la scultura d’avanguardia di Berger alla sensibilità dei fotografi e alla classicità della poesia di Donadio è una scommessa vinta: un invito aperto a riscoprire lo stupore, ad affinare la vista e a lasciarsi conquistare dalla potenza trasformativa dell’arte.

A cura della Redazione Arte e Cultura di Cavaliere News

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