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CALLMAT AL MIMIT, UGL:“TRANSIZIONE DA CHIUDERE CON MISURE CONCRETE”
Redazione- Si è concluso a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), l’incontro di aggiornamento sulla vertenza CallMat, alla presenza dell’Ugl Tlc con il Segretario Nazionale Luigi Le Pera, il Segretario Ugl Tlc Basilicata Pino Giordano, la RSU CallMat Cosimo D’Adamo; collegata da remoto la Regione Basilicata con la dirigente generale facente funzioni del Dipartimento Sviluppo Economico, ing. Giuseppina Lo Vecchio. Presenti inoltre CallMat e TIM.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi centrali della vertenza: esuberi, contratto di solidarietà e sviluppo del piano per la Basilicata. La situazione di CallMat si presenta con caratteristiche peculiari rispetto ad altre crisi del settore, ma con una medesima urgenza: trasformare disponibilità istituzionali e ipotesi industriali in atti concreti e vincolanti.
Attualmente, circa 350 lavoratrici e lavoratori sono tutelati dal contratto di solidarietà, con scadenza fissata al 30 giugno 2026. Parallelamente, è stato definito un progetto industriale per il polo lucano sostenuto da un finanziamento complessivo di circa 15 milioni di euro, di cui 10 milioni regionali e 5 milioni di cofinanziamento statale. Tuttavia, a oggi mancano ancora elementi fondamentali per rendere operativo il piano: cronoprogrammi certi, clausole attuative e tempistiche di gara.
“Il progetto esiste, ma manca l’aggancio operativo – dichiarano Giordano e D’Adamo –. La copertura finanziaria rappresenta una base importante, ma in una vertenza di servizi non si traduce automaticamente in salvaguardia occupazionale. Senza procedure di gara, assegnazioni e clausole di tutela del personale, le risorse restano una cornice e non diventano lavoro”.
Nel breve periodo, la continuità è garantita: TIM assicura volumi produttivi fino a giugno, mantenendo attivo il contratto di solidarietà. Tuttavia, il nodo cruciale si colloca oltre questa scadenza, rendendo indispensabile accelerare la fase esecutiva del progetto.
Il piano si articola su due direttrici principali:
- una gara affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la digitalizzazione degli archivi della pubblica amministrazione, all’interno della quale la Regione Basilicata intende inserire il progetto di dematerializzazione, inclusi gli archivi sanitari;
- un bando di prossima pubblicazione finalizzato alla ricollocazione dei lavoratori attraverso incentivi destinati ad aziende operanti nel settore dell’innovazione digitale.
La differenza tra i due strumenti è sostanziale: il primo punta a un riassorbimento stabile in ambito pubblico, il secondo favorisce il reinserimento nel mercato privato regionale.
Dall’analisi tecnica emerge inoltre come il progetto abbia subito una progressiva rimodulazione: dalla previsione iniziale di circa 20 chilometri lineari di archivi (più una quota sanitaria aggiuntiva tra Potenza e Matera), si è passati a una base immediatamente cantierabile di circa 12 chilometri, con l’obiettivo di accelerare l’avvio delle attività. Anche il perimetro occupazionale ha registrato una riduzione nel tempo, passando dai 377 lavoratori inizialmente previsti ai circa 350 attuali.
“È necessario chiudere questa transizione – proseguono Giordano e D’Adamo – passando dal progetto complessivo alla sua concreta attuazione, senza disperdere il patrimonio di competenze costruito sul territorio. Ogni ulteriore rinvio riduce le possibilità di una soluzione ordinata”.
L’Ugl Tlc ha quindi sollecitato il MIMIT a riconvocare le parti entro date ravvicinate, indicando come termine utile il 26 maggio o, al più tardi, il 4 giugno, per arrivare a un accordo concreto e soddisfacente.
“La vertenza CallMat ha bisogno di un passaggio decisivo – concludono –: trasformare una cornice pubblica già definita in atti esecutivi. Se dal tavolo ministeriale emergeranno solo dichiarazioni di principio, si tornerà in una fase di incertezza. Se invece verranno definiti tempi, strumenti e clausole di tutela, si potrà finalmente passare da una gestione emergenziale a una soluzione strutturata e misurabile”.
L’Ugl Basilicata ribadisce infine che i due strumenti individuati – digitalizzazione degli archivi pubblici e incentivi alla ricollocazione – rappresentano leve strategiche fondamentali, strettamente connesse ai processi di innovazione e digitalizzazione, oggi indispensabili per costruire prospettive occupazionali solide e durature.
Attualità
UGL Matera, l’appello di Giordano: alleanza tra scuola e imprese per il lavoro
🚨 LAVORO E GIOVANI: L’UGL MATERA LANCIA LA SFIDA SUL MISMATCH E CHIEDE UN’ALLEANZA TRA SCUOLA E IMPRESEIl futuro economico e sociale della provincia di Matera si costruisce abbattendo le barriere tra la formazione e l’economia reale. Il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, interviene con una dura nota ufficiale sul crescente disallineamento tra la domanda di lavoro delle piccole e medie imprese del territorio e le aspettative delle nuove generazioni, un problema confermato dai dati Excelsior di Unioncamere che rischia di bloccare lo sviluppo industriale locale. 💼📉📊Giordano evidenzia come comparti strategici quali l’artigianato, la meccanica, l’edilizia e l’agroalimentare si siano profondamente trasformati grazie alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie, offrendo concrete prospettive di carriera e alti standard di sicurezza sul lavoro. Per sconfiggere gli stereotipi e frenare la fuga dei cervelli dalla Basilicata, l’UGL propone una grande alleanza territoriale per rivoluzionare l’orientamento scolastico: i ragazzi devono entrare nei laboratori e nelle officine per toccare con mano il valore del “saper fare”. Trattenere i talenti e investire sul merito è l’unico modo per dare dignità al territorio e garantire un futuro alle comunità del Materano. 🏛️📐✨👇 Credi che portare gli studenti direttamente all’interno delle fabbriche e delle aziende possa aiutarli a scegliere un percorso di studio più utile per il loro futuro? Scrivilo nei commenti!#UGLMatera #PinoGiordano #MismatchLavoro #PMIMatera #OrientamentoScolastico #UnioncamereExcelsior #LavoroEImpresa #BasilicataLavoro #WelfareTerritoriale
Matera – Nel complesso scacchiere delle politiche attive del lavoro e dello sviluppo economico del Mezzogiorno, la gestione del capitale umano e il superamento del divario tra l’offerta formativa e le reali necessità industriali rappresentano variabili macroeconomiche non più eludibili per garantire la tenuta dei sistemi produttivi locali. In questa cornice istituzionale è intervenuto con fermezza il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, analizzando le cause strutturali del crescente disallineamento (mismatch) tra le aspettative occupazionali delle nuove generazioni e la domanda di personale avanzata dalle piccole e medie imprese (PMI) della provincia lucana. Secondo l’analisi del sindacato autonomo, la difficoltà di reperimento riscontrata dai datori di lavoro non deve essere interpretata attraverso la lente di una generica carenza di manodopera, ma si configura come una sfida di lungo periodo che esige la strutturazione immediata di un’alleanza strategica e permanente tra il sistema scolastico, gli enti di formazione professionale, le imprese del territorio e le parti sociali.
Il paradosso del mismatch e i dati Excelsior di Unioncamere a Matera
La disamina tecnica di Giordano trova un solido ancoraggio scientifico nelle ultime elaborazioni statistiche fornite dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, i cui report periodici confermano come la difficoltà nel reperire figure professionali specializzate costituisca oggi uno dei principali freni alla crescita del PIL e all’espansione dei mercati nei distretti industriali italiani, con riflessi pesanti sul territorio materano. Il cuore dell’economia locale, storicamente imperniato sulla manifattura artigianale, sulla meccanica di precisione, sull’agroalimentare e sul turismo, segnala una costante carenza di profili tecnici. Il sindacato invita a superare i vecchi schemi interpretativi che colpevolizzano la gioventù: il mercato del lavoro ha subìto mutazioni radicali e i giovani oggi non valutano esclusivamente il salario monetario, ma subordinano l’accettazione dell’impiego a parametri di welfare aziendale quali la sicurezza sul lavoro, la flessibilità oraria, la sostenibilità ecologica e la presenza di percorsi certificati di formazione continua e progressione di carriera.
La digitalizzazione dell’artigianato e l’abbattimento degli stereotipi
Un nodo cruciale evidenziato dall’UGL Matera risiede nella scarsa conoscenza che la platea studentesca possiede in ordine alle reali e moderne dinamiche dei contesti produttivi interni. Molti comparti tradizionali come l’edilizia innovativa, l’impiantistica civile, la manutenzione tecnologica e la filiera enogastronomica hanno vissuto negli ultimi anni una profonda transizione digitale, integrando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e di nuovi modelli organizzativi nZEB. Queste professioni, spesso percepite attraverso stereotipi sociali ormai obsoleti, richiedono oggi competenze cognitive elevate, flessibilità operativa e specializzazioni tecniche d’altura, offrendo al contempo solide garanzie di stabilità contrattuale e di retribuzione. Per abbattere tali barriere culturali, l’UGL propone di rivoluzionare i tradizionali protocolli di orientamento scolastico, trasformandoli da meri incontri teorici d’aula in percorsi immersivi sul campo, capaci di condurre i ragazzi direttamente all’interno delle officine, dei laboratori e dei cantieri per un contatto biologico e visivo con l’innovazione industriale.
La dottrina del welfare territoriale: trattenere i talenti nel Metapontino
In ultima analisi, la proposta programmatica formulata da Pino Giordano delinea un piano strutturale per il rilancio macroeconomico e la coesione sociale della provincia di Matera e del distretto del Metapontino, aree geografiche esposte ai rischi di spopolamento demografico e di migrazione intellettuale verso i poli industriali del Nord Italia o dell’Eurozona. Trattenere i talenti e offrire ai giovani ragioni materiali e concrete per edificare il proprio progetto di vita nella terra d’origine rappresenta un investimento strategico per salvaguardare le famiglie e dare continuità al ricambio generazionale delle imprese. L’UGL Matera esorta le istituzioni locali e regionali a varare contratti di apprendistato realmente qualificanti e incentivi economici per le aziende sane che investono nel merito e nella trasparenza contrattuale, ribadendo che il lavoro regolato costituisce il più potente strumento di libertà civile, dignità umana e indipendenza economica, pilastri sui quali l’organizzazione sindacale non accetterà mai passi indietro o mediazioni al ribasso.
Attualità
UGL Matera, Giordano sui controlli: “Serve operazione verità”
🚨 BUFERA ISPEZIONI A MATERA: L’UGL DENUNCIA PRESUNTE “SOFFIATE” ALLE AZIENDE E CHIEDE CHIAREZZA SULLA SICUREZZAUn fatto di estrema gravità che mette a rischio la credibilità dello Stato e la sicurezza dei lavoratori. Il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, interviene duramente sulle indiscrezioni relative a un’azienda che avrebbe conosciuto in anticipo un’ispezione programmata a seguito di una denuncia sindacale. “Serve un’operazione verità immediata”, attacca il sindacato, evidenziando come una fuga di notizie simile distrugga la funzione stessa dei controlli e tradisca i lavoratori che trovano il coraggio di segnalare le violazioni. 🕵️♂️🔒L’UGL allarga l’allarme all’intera area del Metapontino, denunciando come durante la stagione estiva — tra stabilimenti balneari, ristorazione e turismo — aumentino i casi di lavoro nero o “grigio”, il mancato rispetto dei contratti e le carenze nei presidi antinfortunistici. Giordano chiede al Governo e alla Regione la nascita di un piano permanente e protetto di vigilanza interforze tra Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL e Asl per colpire chi aggira le norme e difendere le aziende sane dalla concorrenza sleale. La legalità non può essere stagionale! 💼🇮🇹👇 Ritieni che le sanzioni per le aziende che violano le norme sulla sicurezza sul lavoro debbano essere inasprite? Scrivilo nei commenti!#UGLMatera #PinoGiordano #SicurezzaSulLavoro #IspettoratoDelLavoro #Metapontino #LavoroNero #LegalitàEImpresa #BasilicataLavoro
Matera – Nell’architettura del moderno mercato del lavoro e delle tutele costituzionali del cittadino, l’efficacia e l’imparzialità dei sistemi di vigilanza e ispezione rappresentano i pilastri fondamentali per garantire la sicurezza interna delle aziende e la leale concorrenza tra le imprese. Un gravissimo caso di cronaca sindacale e amministrativa sta scuotendo in queste ore la provincia lucana, a seguito di notizie diffuse dagli organi di stampa in merito a una presunta fuga di notizie riservate: nello specifico, un’azienda avrebbe appreso in anticipo l’imminente arrivo di un’ispezione degli organi di vigilanza, scaturita da una formale segnalazione di una sigla sindacale. Sulla delicata vicenda è intervenuto con fermezza il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, il quale ha invocato un’immediata “operazione verità” alle autorità competenti. Secondo l’esponente sindacale, se l’indiscrezione venisse confermata dagli accertamenti giudiziari, ci si troverebbe dinanzi a un fatto di estrema gravità, capace di compromettere la credibilità istituzionale dei corpi ispettivi e la stessa funzione dello Stato come garante della legalità.
Il vulnus delle soffiate ispettive e il monitoraggio del Metapontino
La posizione espressa dall’UGL Matera evidenzia come tali anomalie procedurali non costituiscano un fulmine a ciel sereno, ma si inseriscano in un quadro di criticità strutturali che il sindacato denuncia da anni all’interno del distretto economico materano e, in modo particolare, nel quadrante strategico dell’area Metapontina. Quando si sollevano dubbi sulla riservatezza e sulla tenuta del segreto d’ufficio durante le attività di accertamento nei cantieri o negli stabilimenti, viene meno la funzione stessa del controllo ispettivo, il quale deve potersi consumare senza preavvisi impropri o illegittimi. La trasparenza e la netta separazione tra l’organo controllante e il soggetto sottoposto a verifica costituiscono la base logistica per la tutela di quei lavoratori che trovano il coraggio civile di denunciare abusi, carenze nei dispositivi di protezione individuale o violazioni dei protocolli di sicurezza, e che rischiano di trovarsi esposti a ritorsioni aziendali a causa di soffiate infedeli.
L’escalation estiva delle irregolarità: lavoro nero e grigio nella movida
L’analisi del segretario provinciale allarga l’orizzonte macroeconomico alle dinamiche occupazionali che caratterizzano la stagione estiva lungo il litorale jonico e nei centri a forte vocazione ricettiva della provincia. Durante i mesi di massimo afflusso turistico, i comparti della ristorazione, degli stabilimenti balneari, dei pubblici esercizi e dell’accoglienza alberghiera registrano un incremento esponenziale della forza lavoro impiegata, parallelamente a un aumento fisiologico delle segnalazioni di irregolarità contrattuali trasmesse agli uffici sindacali. L’UGL mappa una presenza diffusa di fenomeni legati al lavoro “nero” o al lavoro “grigio” — inteso come parziale e fittizia regolarizzazione oraria —, al mancato rispetto dei contratti collettivi nazionali, al superamento dei turni di riposo e a gravi carenze nei presidi di prevenzione degli infortuni. L’assenza di controlli rigorosi e imprevedibili non danneggia esclusivamente la dignità della manovra operaia, ma favorisce una sistematica concorrenza sleale ai danni di quel tessuto di aziende sane che sostengono i costi della legalità.
Il piano permanente di vigilanza e il coordinamento interforze ADM e INL
Per arginare una deriva che rischia di minare la coesione sociale del territorio, l’UGL Matera propone la strutturazione immediata di un piano permanente di vigilanza a livello provinciale, superando la logica degli interventi emergenziali o stagionali. Il sindacato chiede un potenziamento logistico e un coordinamento stabile e integrato tra le diverse articolazioni dello Stato: l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), l’INPS, l’INAIL, i servizi di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASM) e i comandi territoriali delle Forze dell’Ordine. Solo attraverso una rete investigativa coordinata ed ermetica sotto il profilo della riservatezza sarà possibile restituire autorevolezza alle istituzioni ed estirpare i fenomeni di caporalato e sfruttamento. Giordano conclude riaffermando che l’organizzazione sindacale non farà alcun passo indietro nella difesa dei diritti dei lavoratori, pretendendo che sia fatta piena luce sull’episodio della notifica preventiva e che vengano individuate le singole responsabilità penali e amministrative dei funzionari coinvolti.
Attualità
Vertenza CallMat, rinvio al MIMIT: l’analisi dei sindacati lucani
🚨 VERTENZA CALLMAT: SLITTA IL TAVOLO AL MINISTERO. I SINDACATI LUCANI CHIEDONO UN PUNTO DI SVOLTAMassima vigilanza e fermezza istituzionale da parte dei sindacati della Basilicata. Il tavolo ministeriale sulla crisi CallMat, inizialmente previsto al MIMIT per il 29 luglio, è stato ufficialmente rinviato a mercoledì 5 agosto 2026 alle ore 11.00 per consentire l’approfondimento di alcuni elementi di novità emersi nelle ultime ore. Una decisione accolta con cauto ottimismo dalle Segreterie regionali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPC e UGL Telecomunicazioni, che sperano si tratti del segnale di trattative in corso con nuovi investitori privati. 🏢📉Nel frattempo, si registra il flop del bando promosso dalla Regione Basilicata, conclusosi senza alcuna manifestazione d’interesse. Un esito che conferma le perplessità sollevate dai segretari Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano sulle condizioni previste dall’avviso pubblico. In una nota congiunta, i sindacati avvertono che i lavoratori e le loro famiglie non possono più vivere sospesi tra rinvii e attese: il vertice del 5 agosto dovrà sancire impegni chiari, tempi certi e un progetto industriale serio e duraturo capace di garantire la piena tutela dell’occupazione e il rilancio di una realtà strategica per il territorio lucano. 💼🇮🇹👇 Ritieni che la Regione debba intervenire con maggiori tutele economiche per salvare i posti di lavoro in Basilicata? Scrivilo nei commenti!#VertenzaCallMat #CallMatBasilicata #MIMIT #SindacatiLucani #LavoroETelecomunicazioni #UglTlc #CgilCislUil #WelfareTerritoriale
Potenza – Nel complesso scacchiere delle vertenze occupazionali che interessano il comparto dei servizi e delle telecomunicazioni nel Mezzogiorno, la gestione delle crisi aziendali richiede un costante monitoraggio delle dinamiche ministeriali e delle risposte dei mercati industriali. Le Segreterie regionali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPC e UGL Telecomunicazioni della Basilicata hanno comunicato ufficialmente che il tavolo di confronto istituzionale sulla delicata vertenza CallMat, originariamente programmato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per il prossimo 29 luglio, è stato formalmente differito a mercoledì 5 agosto 2026, alle ore 11.00. Il rinvio, disposto direttamente dalle autorità ministeriali, è motivato dalla necessità tecnica di acquisire e approfondire alcuni elementi di novità documentale emersi nelle ultime ore. Si tratta di una transizione cronologica che le organizzazioni sindacali accolgono con un atteggiamento di cauto ottimismo e vigile preoccupazione, nella speranza che lo slittamento sia propedeutico al consolidamento di trattative reali e non a una sterile strategia di attendismo politico.
Il fallimento del bando regionale e le criticità dell’avviso pubblico
Parallelamente alle evoluzioni del tavolo romano, la vertenza registra un dato oggettivo di fondamentale rilevanza macroeconomica: il bando di gara straordinario promosso dall’amministrazione della Regione Basilicata per l’attrazione di nuovi partner si è concluso senza la presentazione di alcuna manifestazione di interesse ufficiale. Questo esito desertificato convalida ex post le riserve e le criticità tecniche che i sindacati di categoria avevano ripetutamente sollevato fin dal momento della pubblicazione dell’avviso pubblico, giudicato strutturalmente incapace di esercitare una reale forza attrattiva alle condizioni economiche e logistiche previste dal testo. Secondo l’analisi confederale, il fallimento dello strumento regionale non deve tramutarsi in un fattore di smobilitazione, bensì configurarsi come un punto di svolta imprescindibile per azzerare le vecchie strategie e strutturare una nuova programmazione negoziale finalmente efficace, credibile e realmente appetibile per i grandi player del settore del customer care.
La nota congiunta dei segretari: responsabilità e rifiuto della propaganda
A margine della comunicazione del MIMIT, i segretari generali delle quattro sigle lucane — Anna Russelli (SLC CGIL), Vincenzo Piccinni (Fistel CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni) — hanno rilasciato una dura nota congiunta per tracciare la linea d’azione in vista del vertice di agosto, riaffermando la centralità del welfare familiare all’interno della disputa industriale: «Sin dalla pubblicazione del bando avevamo espresso le nostre perplessità sulla capacità dello strumento di attrarre investitori alle condizioni previste. L’esito del bando conferma quelle valutazioni. Speriamo quindi che le interlocuzioni in corso con nuovi potenziali soggetti interessati possano portare a costruire una soluzione industriale seria e duratura. Attendiamo quindi il tavolo del 5 agosto con senso di responsabilità e con l’auspicio che possa rappresentare un passaggio decisivo per offrire risposte concrete ai lavoratori e alle loro famiglie». Le parole dei dirigenti evidenziano la volontà di mantenere il confronto su binari di rigoroso pragmatismo, rifiutando le derive della propaganda elettorale.
Gli obiettivi del 5 agosto: clausola sociale e continuità aziendale
In ultima analisi, il sindacato confederale e autonomo ribadisce che la stabilità occupazionale di CallMat rappresenta una priorità non negoziabile per la tenuta del sistema produttivo della Basilicata, un territorio già duramente provato dai processi di deindustrializzazione e dalla contrazione dei livelli occupazionali nel terziario. Le maestranze e le loro famiglie non possono continuare a subire una condizione di perenne precarietà emotiva ed economica scandita da continui rinvii burocratici. Il vertice ministeriale del 5 agosto dovrà pertanto configurarsi come un reale punto di svolta, all’interno del quale il MIMIT e la Regione Basilicata dovranno presentare impegni normativi chiari, cronoprogrammi certi e un piano industriale di rilancio industriale di lungo periodo. L’obiettivo irrinunciabile resta l’applicazione rigorosa della clausola sociale e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, legando la transizione verso i nuovi asset societari alla certezza del reddito e alla dignità professionale dei lavoratori lucani.
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