Politica
APPUNTAMENTI DELL’ON. ALBERTO BAGNAI
📍Presentazione dei candidati nelle liste di Colantonio, Sindaco del fare
Sabato 2 maggio 2026 – Ore 10:00
Chieti – Piazza G.B. Vico
L’On. Alberto Bagnai parteciperà alla presentazione dei candidati nelle liste di Colantonio, Sindaco del fare, che avrà luogo a partire dalle ore 10:00 di sabato 2 maggio 2026 a Chieti, in Piazza G.B. Vico.
📍Presentazione dei candidati nelle liste di Colantonio, Sindaco del fare
Sabato 2 maggio 2026 – Ore 12:00
Chieti – Piazzale Marconi
L’On. Alberto Bagnai parteciperà alla presentazione dei candidati nelle liste di Colantonio, Sindaco del fare, che avrà luogo a partire dalle ore 12:00 di sabato 2 maggio 2026 a Chieti, in Piazzale Marconi.
📍Celebrazioni del Santo Patrono Nicola di Bari
Domenica 3 maggio 2026 – Ore 11:00
Pollutri – Parrocchia SS. Salvatore
L’On. Alberto Bagnai parteciperà alle celebrazioni in onore del Santo Patrono Nicola di Bari, che avranno luogo a partire dalle ore 11:00 di domenica 3 maggio 2026 a Pollutri, presso la Parrocchia SS. Salvatore.
Politica
STATI GENERALI CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE / FUTURO NAZIONALE “NORD-OVEST CHIAMA ITALIA” — SFORZINI: “BERNARDINI ROMPE GLI SCHEMI: IDENTITÀ, FEDERALISMO, EUROPA E NAZIONE AL CENTRO DI UN DIBATTITO VERO”
Redazione- «Con l’intervento del professor Paolo Luca Bernardini, “L’identità italiana: osservazioni dal Nord-Ovest”, si apre ufficialmente il dibattito preparatorio degli Stati Generali “Nord-Ovest chiama Italia”, convocati per sabato 30 maggio 2026 presso il Castello di Castellar Ponzano».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale.
«Quello di Bernardini non è un intervento allineato, né rassicurante. È un contributo che pone questioni radicali: il rapporto tra identità nazionale e autonomie, i rischi del centralismo, la crisi profonda dell’Europa, il declino demografico e culturale dell’Occidente, il tema della sicurezza e quello dell’energia. E soprattutto introduce una riflessione non banale sul fatto che l’identità italiana non può essere imposta dall’alto, ma deve essere scelta e vissuta».
«Alcuni passaggi sono volutamente provocatori — prosegue Sforzini — penso al tema del federalismo spinto, alla critica dello Stato centrale come Leviatano, alla rilettura dei rapporti tra Europa e Russia, fino alla denuncia senza filtri di derive ideologiche contemporanee. Ma è esattamente questo il punto: gli Stati Generali non nascono per confermare una linea, ma per metterla alla prova».
«Futuro Nazionale — aggiunge Sforzini — ha una propria visione chiara: nazione, identità, sovranità. Ma una visione, se vuole essere seria, non teme il confronto. Lo cerca. Anche quando è scomodo. Anche quando costringe a precisare, correggere, rafforzare».
«Per questo — continua Sforzini — l’intervento di Bernardini è un atto inaugurale importante: apre un confronto vero su cosa significhi oggi essere italiani, su quale equilibrio tra unità e pluralità, tra Stato e territori, tra libertà e ordine. E da qui vogliamo partire».
«Gli Stati Generali del 30 maggio — prosegue Sforzini — non nascono per produrre l’ennesima fotografia di gruppo, né per celebrare formule già consumate. Nascono per aprire un cantiere. Chi ha idee, proposte, critiche, visioni, deve farle arrivare. Vogliamo alimentare un dibattito vero, non una liturgia di partito».
«Aspettiamo altri interventi — conclude Sforzini — da studiosi, imprenditori, professionisti, amministratori, militanti, cittadini liberi. Il Nord-Ovest chiama l’Italia perché sente che il tempo delle parole vuote è finito. Ora servono pensiero italiano e futuro nazionale».
L’intervento completo a questo link: https://www.rinascimentonazionale.it/2026/04/27/lidentita-italiana-osservazioni-dal-nord-ovest/
Politica
“MINETTI/DELL’UTRI/MALPENSA: UN MESSAGGIO AI FIGLI DI BERLUSCONI? I “PUNTINI” CHE, UNITI, INDICANO LA STRADA” — SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE): “QUANDO I SEGNALI SI SOMMANO, NON SONO PIÙ COINCIDENZE”
Redazione- «Negli ultimi giorni si stanno accumulando una serie di episodi mediatici, giudiziari e politici che, presi singolarmente, possono apparire scollegati. Ma osservati insieme, restituiscono un quadro inquietante. È legittimo chiedersi se non siamo di fronte a una pressione indiretta, un messaggio neppur tanto velato rivolto a Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi».
Lo dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale, e fondatore del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale – con sede presso il suo Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
«Primo punto: il caso della grazia a Nicole Minetti. Una vicenda che balza improvvisamente al centro dell’attenzione, con richieste di approfondimento e verifiche che chiamano in causa il Quirinale. Non è un dettaglio. È un segnale».
«Secondo punto: la nuova attenzione mediatica sull’inchiesta che coinvolge Marcello Dell’Utri, con il tema dei presunti 12 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi e non dichiarati. Anche qui: materiale noto da tempo che viene rilanciato oggi, con forza, nel pieno di una fase politica delicata».
«Terzo punto: la polemica continua e sistematica sull’intitolazione dell’aeroporto di Aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. Una discussione che travalica il merito amministrativo e assume sempre più i contorni di una battaglia simbolica e identitaria».
Sforzini prosegue: «Ora, chiunque abbia un minimo di sensibilità politica sa che in Italia nulla accade per caso quando si parla di Berlusconi, nemmeno dopo la sua scomparsa. E allora la domanda è inevitabile: questi tre elementi, così ravvicinati nel tempo, stanno davvero parlando tra loro?».
«La lettura possibile — e sempre più difficile da ignorare — è che si stia costruendo una pressione indiretta sulla famiglia Berlusconi. Un messaggio chiaro: esiste una strada “gradita” a certi ambienti europei e mainstream — lo spostamento di Forza Italia verso il centrosinistra, un’alleanza strutturale con il PD, uno sganciamento dall’attuale centrodestra. E esiste, implicitamente, anche il costo di non percorrerla».
«Non servono minacce esplicite. Basta la sequenza: apertura mediatica di vicende giudiziarie, riattivazione di dossier, delegittimazione simbolica. È il linguaggio della pressione sistemica».
Sforzini conclude con tono netto: «Sia chiaro: questa è una chiave di lettura politica, non una verità giudiziaria. Ma la politica si nutre di segnali. E quando i segnali si sommano, diventano indirizzi.
La domanda che resta sospesa è una sola: si sta indicando ai figli di Berlusconi quale strada deve prendere Forza Italia?
Se così fosse, saremmo davanti a un fatto gravissimo: non un normale confronto democratico, ma un tentativo di orientamento esterno della linea politica attraverso leve mediatiche e giudiziarie.
E a quel punto, il tema non sarebbe più Berlusconi. Sarebbe la qualità e la sussistenza della nostra democrazia».
https://www.rinascimentonazionale.it/
Politica
SOCIALE, RAMPELLI (VPC-FDI): ACCOGLIERE LE FRAGILITA’, ASSOCIAZIONISMO E TERZO SETTORE RICCHEZZA DELL’ITALIA
Redazione- “La fragilità non è un tema astratto né lontano, ma riguarda ciascuno di noi in momenti diversi della propria vita”, assumendo forme molteplici: fisiche, emotive, sociali ed economiche”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia aprendo il convegno “Accogliere le fragilità”, organizzato dall’ing. Adriana Elena nell’ambito degli incontri formativi trimestrali con gli studenti. All’incontro, che si è svolto presso la sala dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, hanno partecipato oltre 250 studenti dei licei Giulio Cesare, Vittoria Colonna, Gaetano De Sanctis, Niccolò Machiavelli, Cornelio Tacito, Marymount High School e degli istituti alberghieri Amerigo Vespucci e Alessandro Narducci.
“Di fronte a questo scenario- ha aggiunto Rampelli – la risposta delle istituzioni non può essere solo normativa o assistenziale. Deve essere anzitutto culturale. Dobbiamo costruire comunità capaci di riconoscere la fragilità, di darle ascolto, di trasformarla da limite in risorsa condivisa, soprattutto in un mondo che tende a valorizzare la forza, l’autosufficienza e il darwinismo sociale”.
“Se da una parte siamo travolti da notizie che scaricano sulla nostra esistenza la brutalità e la violenza di una società sempre più indifferente alle fragilità, dall’altra abbiamo il dovere di sottolineare- ha suggerito il vicepresidente- la grandezza e la consistenza di realtà diffuse che agiscono per rimuovere le scogliere dell’egoismo sociale e di quelle che il sociologo e filosofo francese Émile Durkheim aveva individuato come due delle caratteristiche più evidenti delle società contemporanee: l’anomia e l’atomismo. La mancanza di regole, o meglio l’assenza di interiorizzazione delle regole morali, etiche e sociali che siano in grado di regolare il comportamento degli individui, induce a un progressivo isolamento, l’atomismo. La società diventa una semplice somma di individui isolati, e spesso in lotta gli uni contro gli altri, in un processo di sopraffazione dove il più forte va avanti e il più debole è costretto a fermarsi, isolarsi, limitandosi a sopravvivere senza avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità. Una tendenza che possiamo constatare ogni giorno. In Italia – e questa è l’altra faccia della medaglia – essa è provvidenzialmente stemperata dal ruolo storicamente svolto dalla dottrina sociale della Chiesa e che nella società contemporanea si manifesta attraverso l’associazionismo e il Terzo Settore. Ruolo fondamentale, ha osservato Rampelli è quello della “scuola che è prima di tutto, il laboratorio in cui si coltiva la speranza e si sperimenta l’architettura della democrazia. È tra i banchi che i nostri ragazzi devono poter scoprire che la fragilità dell’altro non è una minaccia, ma una chiamata alla responsabilità condivisa.”
“‘Anche se il timore avrà più argomenti- ha concluso il vicepresidente Rampelli – tu scegli la speranza’, diceva Seneca. Ed è questo il motivo del nostro incontro oggi”.
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