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LAURENTINO38, RAMPELLI (VPC-FDI): ORA CASE PER I CITTADINI PERBENE

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Locali occupati diventeranno abitazioni per famiglie bisognose che sono in lista di attesa

Redazione-  “Lo sgombero del centro sociale L38 Squat non è solo un atto dovuto, ma una vera e propria liberazione per il quartiere che finalmente potrà godere di un altro ponte ristrutturato e riqualificato, quindi adibito a residenze per le famiglie bisognose. Dopo decenni di intollerabile e arrogante occupazione da parte dei soliti reduci di Autonomia Operaia, troskisti, comunisti extraparlamentari  -abituati a farsi beffe della legge e della comunità- finalmente si volta pagina.
L’Ater potrà finalmente destinare i locali a chi ne ha diritto. Il centro sociale vada a si trovarsi un locale idoneo e paghi l’affitto, come fanno migliaia di associazioni del Terzo settore.
Finalmente ben 7 milioni di euro della Regione Lazio e  715mila euro aggiuntivi di soldi pubblici potranno essere impiegati a beneficio della città e prenderanno forma e vita 28 appartamenti dai 45 ai 78 metri quadrati, case dignitose per chi attende un alloggio popolare.
Questo intervento segue a ruota lo sgombero del ponte 5, anch’esso finalmente strappato a occupanti abusivi e già convertito in altrettante 28 abitazioni regolarmente assegnate. L’Ater torna finalmente a fare l’Ater senza subire ricatti dai violenti.
La legalità è stata ripristinata grazie alla collaborazione interistituzionale tra Ater, Regione, Municipio e Prefettura, allo scopo di garantire la certezza del diritto e sicurezza nelle nostre periferie.
Aspirare ad avere una società normalizzata dove la legge sia uguale per tutti e dove il conto dei comportamenti arroganti e violenti non venga pagato dai cittadini onesti e più fragili era e resta il nostro obiettivo”.  E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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SINDACATO UNICO DEI MILITARI (S.U.M.): LETTERA ALLO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO SULLA SITUAZIONE ALLOGGIATIVA DEL PERSONALE IMPEGNATO PER LA PROSSIMA FESTA DELL’ESERCITO A L’AQUILA.

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Redazione-  Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, nell’ambito della consueta attività di tutela e rappresentanza del personale, ha ritenuto doveroso portare all’attenzione dello Stato Maggiore dell’Esercito alcune rilevanti criticità, segnalate dai propri iscritti, in merito all’applicazione della direttiva riguardante gli alloggi per il personale militare.

In particolare, le segnalazioni riguarderebbero le condizioni alloggiative del personale impiegato in occasione della Festa dell’Esercito, prevista per l’ormai prossimo 4 maggio a L’Aquila.

Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – intende ribadire con chiarezza che il personale non si è mai sottratto al proprio dovere, ma, nel 2026, non è più tollerabile né giustificabile assistere a situazioni che ledono il rispetto, la dignità e il benessere delle donne e degli uomini delle Forze Armate.

Per tali ragioni, il S.UM. – Sindacato Unico dei Militari – ha richiesto un intervento tempestivo e risolutivo della problematica.

 

Cogito Ergo S.U.M.

 

SCEGLI. SCEGLI BENE. SCEGLI IL S.U.M.!

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IL TOTEM DEL COMUNE E IL CONFINE VIOLATO TRA ISTITUZIONE E PROPAGANDA. PATTO PER AVEZZANO: “IL SINDACO USCENTE SI FA PUBBLICITÀ CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI”

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Redazione-  “Il totem multimediale installato all’ingresso del Palazzo di città dovrebbe essere uno strumento al servizio dei cittadini, non l’ennesima vetrina personale del sindaco pro tempore. E invece, ancora una volta, assistiamo a una gestione della comunicazione istituzionale che scivola nell’autocelebrazione e nell’esaltazione dell’io, confondendo il ruolo pubblico con l’interesse politico di parte. Il limite, neanche poi tanto sottile, tra comunicazione dell’attività amministrativa e propaganda ad personam, ancora una volta è stato superato”.

Il candidato sindaco Roberto Verdecchia e il Patto per Avezzano richiamano con forza un principio che dovrebbe essere ovvio in una democrazia matura: le istituzioni appartengono ai cittadini, non a chi le amministra in via temporanea. Utilizzare uno spazio simbolicamente e fisicamente centrale come l’ingresso della casa comunale per costruire una narrazione personale dell’azione della maggioranza in Consiglio rappresenta una scelta profondamente sbagliata, soprattutto in una fase delicata come quella della campagna elettorale.

Non si tratta, però, soltanto di par condicio, che resta un presidio imprescindibile di correttezza democratica: “Qui è in discussione qualcosa di ancora più importante, e cioè il rispetto del confine tra comunicazione istituzionale e propaganda politica. Chi ricopre una carica pubblica ha il dovere di esercitare sobrietà, equilibrio e senso del limite. Non può utilizzare strumenti pubblici per rafforzare la propria immagine personale o consolidare consenso”, scrivono le forze politiche componenti il Patto per Avezzano, la coalizione progressista di centrosinistra che scende in campo alle amministrative di maggio in supporto al candidato sindaco Roberto Verdecchia.

Prosegue il Patto: “Un totem collocato in una posizione strategica, accessibile quotidianamente a cittadini, famiglie e utenti dei servizi comunali, se utilizzato con finalità celebrative, assume la forma di promozione politica autoriferita sostenuta con risorse pubbliche. Ed è proprio questo il punto che non possiamo accettare. I soldi dei cittadini devono servire a migliorare i servizi, a garantire trasparenza, a fornire informazioni utili, non a costruire campagne permanenti di consenso personale”.

“Ecco perché chiediamo con fermezza che il totem venga riportato alla sua funzione originaria, quella cioè di informare in modo neutrale, trasparente e imparziale la collettività. Nessuna propaganda, nessuna autocelebrazione, nessuna personalizzazione del potere politico e amministrativo. Avezzano ha bisogno di istituzioni credibili, non di palcoscenici. Ha bisogno di amministratori che parlino attraverso la qualità delle scelte e la concretezza dei risultati, non attraverso strumenti di propaganda costruiti ad arte e finanziati con i soldi dei contribuenti. Il totem deve essere rimosso al più presto!”, conclude Verdecchia.

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UGL MATERA – 28 APRILE, GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO: “BASTA IPOCRISIE, NELLA NOSTRA PROVINCIA SI CONTINUA A MORIRE DI LAVORO E DI INDIFFERENZA”

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Redazione-  In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, la UGL Matera rompe ogni schema celebrativo e lancia un atto d’accusa diretto e senza sconti contro un sistema che, sul territorio provinciale, continua a fallire nella tutela dei lavoratori.

“Non c’è nulla da celebrare – dichiara Pino Giordano, Segretario Provinciale UGL Matera – perché mentre si moltiplicano convegni e dichiarazioni di principio, nella nostra provincia si continua a lavorare in condizioni inaccettabili e, troppo spesso, a morire. La verità è che siamo di fronte a una situazione fuori controllo, che denunciamo da anni nell’indifferenza generale.”

La UGL evidenzia come i gravi episodi che si registrano quotidianamente non siano più casi isolati, ma il sintomo di un sistema malato. “Abbiamo riempito pagine di giornali con le nostre denunce – prosegue Giordano – ma le istituzioni e gli organi di vigilanza continuano a non ascoltare, lasciando che tutto scorra come se nulla fosse.”

Sotto accusa finiscono interi comparti produttivi. “Nei villaggi turistici della fascia ionica- metapontina è sotto gli occhi di tutti il ricorso diffuso al lavoro non regolare. In agricoltura e in edilizia la situazione non è diversa: lavoratori senza contratto, senza sicurezza, senza diritti. Questo è il quadro reale, non quello edulcorato delle relazioni ufficiali.”

Ma il tema della sicurezza, secondo la UGL Matera, va ben oltre i luoghi di lavoro. “A tutto questo si aggiunge un altro dramma troppo spesso sottovalutato: quello degli incidenti stradali in itinere, che rappresentano una concausa sempre più frequente di infortuni anche mortali. La rete viaria provinciale versa in condizioni indegne, da terzo mondo, e costringe ogni giorno migliaia di lavoratori a spostarsi mettendo a rischio la propria vita.”

Il sindacato denuncia un quadro complessivo segnato da incuria e immobilismo. “Non è più tollerabile – incalza Giordano – che chi ha responsabilità continui a voltarsi dall’altra parte. Le nostre segnalazioni sono rimaste sistematicamente senza risposte, mentre il territorio sprofonda in una normalizzazione del rischio e dell’illegalità.”

Per la UGL Matera serve un cambio radicale e immediato. “Non bastano più parole o tavoli tecnici – conclude Giordano – servono controlli veri, interventi strutturali e assunzione di responsabilità. Noi continueremo a denunciare tutto questo, anche se ciò significa continuare a scrivere nell’indifferenza assoluta di chi dovrebbe vigilare e intervenire. Perché il silenzio, oggi, è complicità.”

La UGL Matera ribadisce infine che non arretrerà di un passo nella propria azione di denuncia e tutela, mantenendo alta l’attenzione su ogni violazione e su ogni rischio che i lavoratori della provincia sono costretti ad affrontare ogni giorno.

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