Territorio
NUOVA VITA PER UN LUOGO DI CULTO: IL SANTUARIO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ RIAPRE I BATTENTI IL PRIMO MAGGIO
Redazione- La Diocesi di Anagni-Alatri ha annunciato un programma speciale per la ripresa delle attività del rinomato Santuario della Santissima Trinità, un sito di profonda spiritualità incastonato tra le rocce. La riapertura ufficiale è fissata per il venerdì 1° maggio 2026, segnando un momento significativo per pellegrini e devoti.
La giornata inaugurale sarà ricca di eventi, con l’obiettivo di celebrare la ripresa delle funzioni in questo luogo sacro. Le attività prenderanno il via alle ore 6:30 con la partenza da Vallepietra per un tradizionale pellegrinaggio a piedi, un percorso devozionale che si snoda attraverso i sentieri locali.
Alle ore 8:45, la comunità di Vallepietra inizierà la salita verso il santuario per partecipare ai riti di apertura. Il momento culminante delle celebrazioni religiose è previsto per le ore 10:00 con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo emerito mons. Lorenzo Loppa. Per consentire a un maggior numero di fedeli di prendere parte alla liturgia, è stata organizzata un’ulteriore Santa Messa alle ore 11:30.
Successivamente, alle ore 12:30, la comunità si riunirà presso il Sacro Cuore per organizzare il rientro in Piazza.
Per coloro che desiderano seguire l’evento da remoto, la cerimonia di apertura sarà trasmessa in diretta streaming a partire dalle ore 9:30 sulle piattaforme web e social del Santuario della Santissima Trinità.
Il Santuario, meta di numerosi pellegrinaggi, in particolare da parte dei devoti marsicani, si trova nel comune di Vallepietra (RM), al confine tra Lazio e Abruzzo. È un luogo unico nella Chiesa Cattolica, interamente dedicato alla Trinità.
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CAMBIO AL VERTICE DELLA CROCE ROSSA DI CARSOLI: SIMONE ARCANGELI È IL NUOVO PRESIDENTE
Cambio al vertice per la Croce Rossa di Carsoli: Simone Arcangeli è il nuovo Presidente. Inizia un nuovo capitolo all’insegna della continuità e del servizio per la nostra comunità!
Redazione- Una giornata all’insegna della partecipazione democratica e del rinnovamento quella vissuta ieri a Carsoli, dove i volontari della Croce Rossa locale si sono riuniti per eleggere il nuovo organigramma del comitato. Al termine delle operazioni di voto, è emerso un nome nuovo alla guida dell’associazione: Simone Arcangeli è stato eletto nuovo Presidente.
Un passaggio di consegne significativo, che segna la fine di un’era per il presidio locale. Arcangeli, infatti, succede a Luciano Camerlengo, una figura di riferimento che ha guidato il comitato di Carsoli con dedizione e spirito di sacrificio per ben due mandati consecutivi. Sotto la sua gestione, la Croce Rossa ha consolidato il proprio ruolo di pilastro fondamentale per il territorio, affrontando sfide complesse e rispondendo sempre con tempestività ai bisogni della cittadinanza.
Il neo-eletto Presidente Simone Arcangeli si appresta ora a raccogliere un’eredità importante, forte della fiducia accordatagli dai soci. La sfida che lo attende è quella di coniugare la continuità operativa – necessaria in un settore vitale come quello del soccorso e dell’assistenza sociale – con una nuova visione strategica, capace di rispondere alle esigenze di una comunità in continua evoluzione.
Nonostante l’esito della votazione sia chiaro, per l’ufficialità burocratica sarà necessario attendere ancora qualche tempo. Come previsto dal regolamento interno dell’associazione, il passaggio di testimone diventerà effettivo solo dopo la proclamazione ufficiale da parte del Comitato Regionale, prevista per il 21 maggio 2026. Fino a quella data, l’attenzione resterà alta per garantire un passaggio di consegne fluido e strutturato.
La redazione si unisce al coro di consensi, formulando a Simone Arcangeli i migliori auguri di un proficuo lavoro. Il compito che attende il nuovo Presidente è oneroso ma di immenso valore civile: continuare a far brillare quell’emblema, la croce rossa, che per tanti cittadini di Carsoli rappresenta da sempre un porto sicuro e una speranza nei momenti di bisogno. A Luciano Camerlengo, invece, va il ringraziamento sincero per il lavoro svolto e per l’impegno profuso in questi anni alla guida di un’istituzione così preziosa.
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DIRITTO DEI CONSUMI: IL SUCCESSO DEI SEMINARI ALLA “D’ANNUNZIO” DI PESCARA UNISCE ACCADEMIA E PROFESSIONE
Il Diritto dei consumi diventa protagonista all’Università “d’Annunzio”: studenti e professionisti a confronto per tutelare i cittadini nell’era digitale. Un esperimento formativo di successo che unisce teoria e pratica per i legali di domani.
Redazione- Si è concluso con un bilancio estremamente positivo il ciclo di seminari dedicato al “Diritto dei consumi e tutela del cittadino-consumatore”, tenutosi presso la sede pescarese dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”. L’iniziativa, frutto di una sinergia virtuosa tra la cattedra di Diritto dei consumi, guidata dalla professoressa Sara de Lucia, e l’Adoc Abruzzo, ha trasformato le aule universitarie in un laboratorio di cittadinanza consapevole.
Un ponte tra teoria e realtà
Con una partecipazione media di 120 studenti a incontro, il ciclo seminariale ha intercettato un bisogno concreto: comprendere come le regole del diritto si adattino a un mercato sempre più digitalizzato e, talvolta, insidioso. Rivolto agli iscritti della Scuola delle Scienze Economiche, Aziendali, Giuridiche e Sociologiche, il percorso ha analizzato le sfide del tempo presente, tra pratiche commerciali scorrette, tutele nel web e la delicata disciplina del sovraindebitamento.
Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Nicola Criscuoli, che ha tracciato la rotta sulle tutele contro le pratiche commerciali ingannevoli. La parola è passata poi all’avvocato Moreno Mimmo Bonafortuna, che ha approfondito, con un approccio pragmatico, le dinamiche della risoluzione alternativa delle controversie (ADR) e gli strumenti di mediazione, veri e propri pilastri per la giustizia di domani.
L’aula diventa tribunale: la simulazione come metodo
Il momento clou dell’intero percorso è avvenuto la scorsa settimana, quando i partecipanti sono passati dalla teoria alla pratica. Gli studenti hanno preso parte a una simulazione di mediazione, confrontandosi con le dinamiche reali di una negoziazione. “Vedere gli studenti misurarsi con la complessità di una controversia reale è stata la prova dell’efficacia del metodo laboratoriale”, spiegano gli organizzatori. Questa attività ha permesso di colmare il divario tra i libri di testo e la professione forense, offrendo una visione d’insieme rara e preziosa prima dell’ingresso nel mondo del lavoro.
La parola ai protagonisti
“L’obiettivo era offrire un contatto diretto con le problematiche applicative”, ha dichiarato la professoressa Sara de Lucia, sottolineando quanto sia vitale per un giurista moderno saper coniugare il rigore dogmatico con l’esperienza concreta. Un plauso arriva anche da Monica Di Cola, presidente di Adoc Abruzzo, che ha evidenziato come la collaborazione tra l’ateneo e le associazioni di tutela sia il motore necessario per formare professionisti pronti alle sfide del mercato contemporaneo.
Anche il mondo professionale ha espresso grande entusiasmo: per l’avvocato Bonafortuna, il contatto con l’energia propositiva degli studenti è stato lo stimolo più grande, mentre l’avvocato Nicola Criscuoli, presidente di Adoc Molise, ha definito l’esperimento pescarese un modello da esportare e su cui investire per il futuro.
Verso il futuro
La risposta entusiasta degli studenti non è passata inosservata: visti i numeri e l’interesse suscitato, l’Università e Adoc Abruzzo sono già al lavoro per ipotizzare una seconda edizione ancora più ricca, confermando la volontà di consolidare un ponte stabile tra il sapere accademico e le istanze di protezione del cittadino. In un’epoca in cui il consumatore è costantemente esposto ai rischi della rete, imparare a difendersi – e a difendere gli altri – non è solo una competenza tecnica, ma una necessità civile.
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VERDECCHIA E IL PATTO PER AVEZZANO ACCENDONO PIAZZA RISORGIMENTO: “È ORA DI UNA NUOVA STAGIONE AMMINISTRATIVA”
Verdecchia e il Patto per Avezzano in piazza Risorgimento chiedono una svolta per la città! Sanità, infrastrutture e trasparenza al centro, con un NO netto a vecchie logiche e apparentamenti. Avezzano è pronta per una nuova stagione amministrativa: unisciti al cambiamento!
Redazione- Un’onda di entusiasmo e partecipazione ha animato Piazza Risorgimento ieri pomeriggio, dove Roberto Verdecchia, candidato sindaco del Patto per Avezzano, ha lanciato la sua chiara visione per una “nuova stagione amministrativa” della città. Di fronte a un pubblico numeroso, attento e visibilmente coinvolto, la coalizione progressista di centrosinistra ha delineato i punti programmatici chiave di una proposta che punta a riformare profondamente la gestione del territorio marsicano.
Il comizio è stato un’occasione per Verdecchia e i rappresentanti del Patto per Avezzano per confrontarsi su alcune delle sfide più pressanti per il futuro. Sul palco, a testimonianza di un’alleanza coesa e trasversale, erano presenti figure di spicco come Giorgio Fedele per il Movimento 5 Stelle, Claudio Abruzzo per Casa Riformista, Rosalia Tangredi per AVS, e Stefano Albano, coordinatore provinciale del Pd. A dare ulteriore peso politico all’iniziativa, la senatrice del M5S Gabriella Di Girolamo e Marco Fars, rappresentante nazionale di Rifondazione Comunista, sottolineando l’ampio respiro dell’alleanza.
Nel suo intervento, Roberto Verdecchia non ha usato mezzi termini nel denunciare le attuali criticità e nel proporre soluzioni concrete. “Il nostro territorio – ha dichiarato con fermezza – necessita di una programmazione seria, capace di restituire centralità ai servizi essenziali e di garantire un utilizzo efficace e responsabile delle risorse pubbliche. Basta fondi e contributi distribuiti in maniera arbitraria e lontano dai principi di equità.”
Particolare attenzione è stata rivolta al drammatico stato della sanità marsicana, descritta come afflitta da “criticità non più rinviabili” che minano la dignità e la sicurezza dei cittadini. Sul fronte infrastrutturale, il candidato sindaco ha posto l’accento sull’urgente necessità di assicurare che progetti come la ferrovia Roma-Pescara siano “realmente funzionali alle esigenze delle comunità locali e dello sviluppo di questa zona”, evitando decisioni calate dall’alto. Non è mancato poi un riferimento all’annosa e sentita questione della soppressione del tribunale e della procura di Avezzano, simbolo di una battaglia per la centralità del territorio.
Verdecchia ha invocato la necessità di “aprire una nuova fase amministrativa per Avezzano”, un’era fondata su pilastri quali trasparenza, competenza e una rigorosa capacità di pianificazione. L’obiettivo è superare definitivamente “logiche che negli ultimi anni non hanno prodotto risultati adeguati rispetto alle aspettative dei cittadini”, un chiaro riferimento a un modello di gestione che la coalizione intende rovesciare con determinazione.
Un passaggio cruciale del comizio ha riguardato la strategia della coalizione in vista di un eventuale ballottaggio. Con una posizione netta e inequivocabile, Verdecchia ha dichiarato: “L’obiettivo del Patto per Avezzano è quello di accedere al secondo turno per offrire alla città una proposta amministrativa alternativa e credibile.” Ma ha voluto essere chiarissimo: “Qualora tale risultato non dovesse concretizzarsi, non vi sarà alcun tipo di apparentamento né con la destra rappresentata dal candidato Cesareo né con quella riconducibile all’amministrazione uscente guidata dal sindaco Di Pangrazio.” Una scelta di coerenza politica e programmatica che mira a distinguere il Patto per Avezzano da ogni compromesso, ribadendo che “la nostra coalizione nasce su basi politiche e programmatiche chiare, che intendiamo mantenere con coerenza e senso di responsabilità.”
Il comizio si è concluso con un vibrante appello alla partecipazione democratica, invitando la cittadinanza a coinvolgersi attivamente nel percorso politico e amministrativo proposto dal Patto per Avezzano, per costruire insieme il futuro della città.
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