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“SCEGLI TU COS’È L’AMORE” AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO CON ALETTI EDITORE

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Palmisano3

Redazione-  Dall’errare geografico al viaggio interiore: un invito a liberarsi dai pregiudizi per riscoprire l’essenza autentica del sentimento universale. Nasce da qui “Scegli tu cos’è l’Amore”, l’opera di Betty Sandy Palmisano pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. Nata a New York e cresciuta tra i paesaggi della Sicilia e le atmosfere cosmopolite di Francia, Stati Uniti e Svizzera – attualmente vive a Lugano -, l’autrice trasforma il suo peregrinare in un’esplorazione metafisica. La silloge è una provocazione gentile che spinge il lettore a spogliarsi delle aspettative irreali e dei preconcetti che spesso offuscano la verità dei sentimenti: «Il titolo è un invito a esplorare e definire il sentimento dell’amore in modo personale e autentico».

L’amore non abita un indirizzo fisso e non dipende esclusivamente dall’altro: esso è, prima di tutto, uno stato emotivo interno. «Quando viaggi costantemente – afferma la poetessa – i punti di riferimento geografici svaniscono e spesso gli affetti, la famiglia e gli amici, sono lontani. Così impari che l’amore è ciò che porti con te oltre la frontiera ed è la capacità di sentirsi a casa in te stesso». Da buona cittadina del mondo, la sua penna riflette una sensibilità multiculturale e una profonda dedizione alla ricerca interiore, mossa dall’emozione autentica, quella che non teme il contrasto. Il libro, infatti, esplora l’amore come un’esperienza totalizzante che accoglie i suoi opposti: non esiste gioia suprema senza la conoscenza del dolore, né delusione profonda che non affondi le radici in un amore assoluto. «Non a caso – precisa la Palmisano – il cuore sulla copertina, simbolo universale dell’amore, è rimasto aperto: per ricordarci che è un flusso costante, che si è sempre liberi, in questa apertura, di accogliere e trasformare tutte le emozioni che vi ruotano intorno. Il colore nero del cuore, infine, ci ricorda che l’amore custodisce tutti i colori». L’opera è un invito a riappropriarsi della propria identità affettiva, vivendo ogni legame secondo la propria natura profonda, oltre l’apparenza e le convenzioni. «L’amore vero – scrive, nella Prefazione, il professor Hafez Haidar, accademico, già pluricandidato al Premio Nobel – è un pellegrinaggio alla scoperta di un cuore che batta all’unisono con il tuo e che ti consenta di raggiungere e superare gli orizzonti lontani del mare e del cielo; è una pagina ancora da scrivere sul libro della vita, è luce, armonia e speranza».

Secondo l’autrice, l’amore per sé stessi costituisce l’unico vero baricentro emotivo, la forza indispensabile che permette di affrontare e attraversare ogni altra esperienza della vita. Questa consapevolezza è il frutto di un preciso momento di svolta nel suo percorso personale, quando ha compreso che il suo costante errare tra confini e geografie diverse non era che un mezzo funzionale a un fine più alto: tornare a casa, verso la propria essenza. È stato proprio nel silenzio interiore, lontano dal rumore del mondo, che Betty Sandy ha smesso di guardare all’esterno per mettersi in ascolto della propria anima.

“Scegli tu cos’è l’Amore” disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata dall’autrice negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Significa dare voce alla mia anima – commenta la poetessa -, con immensa gratitudine e amore».

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COME UN TAGLIO NEL VETRO”, IL NUOVO LIBRO DI GIUSI RUSSO AMBIENTATO NELLA SICILIA DEGLI ANNI ’70

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Giusi Russo 3
Redazione-  La pluripremiata scrittrice Giusi Russo, vincitrice, con il suo secondo romanzo Di notte, solo di notte, del Premio letterario-giornalistico Piersanti Mattarella 2025 e del Premio Nadia Toffa 2022,  torna in libreria dal 28 aprile con Come un taglio nel vetro (Edizioni clandestine-gruppo Santelli, collana Narrazioni clandestine), un romanzo di formazione e memoria che attraversa gli anni ’70 in una Sicilia periferica, selvaggia e mitica, dove l’amore si fa ferita e l’essere sé stessi è un intimo campo di battaglia.
Selezionata al Premio Internazionale Città di Como 2025, sezione Inediti e da Casa Sanremo Writers 2026, l’opera, con un stile poetico che, fin dalle prime pagine, cattura e avvolge il lettore, ci conduce nella degradata periferia di Borgo Venturi, dove si incontrano le esistenze di due bambine, Anna e Lucia, anime segnate da un passato di perdite e di abbandoni. 
Anna, fragile e geniale, coltiva la musica come unica via di salvezza. Lucia porta dentro di sé il senso di colpa per la morte della sorella gemella.
Tra recupero memoriale e sguardo proteso su un presente di povertà e degrado, si dipana così la storia di un’amicizia simbiotica, potente ma irrimediabilmente graffiata dal senso di colpa.
 
“Al fondo di questa mia narrazione vi è un’urgenza comunicativa, il bisogno di raccontare una vicenda intima, quella di due umanità destinate a perdersi, a non riconoscersi – ha spiegato l’autrice.
La storia di una sorellanza assai particolare, intorno alla quale gracida un mondo trafitto dal degrado e dalla povertà. Una storia che non assolve né condanna, che parla della potenza di certi legami, ancorché graffiati da inconfessabili sensi di colpa. Un romanzo che vuole spingere a riconoscere che anche nel conflitto più violento non c’è controparte che non sia specchio dell’altra”.
“Il romanzo si presenta come una storia struggente e allo stesso tempo luminosa – ha commentato la casa editrice.
In questo mondo duro e contraddittorio, crescere significa fare i conti con il dolore, con l’amore, con l’identità e con la difficoltà di diventare sé stessi, in un’intima battaglia quotidianaCon una scrittura intensa e profondamente emotival’autrice costruisce un racconto che intreccia infanzia, adolescenza e maturità, trasformando la storia di Anna e Lucia in una riflessione universale sulla memoria, sulla colpa, sull’amicizia e sulla possibilità di salvarsi attraverso l’arte, l’affetto e la consapevolezza”.
Come un taglio nel vetro si annuncia come un romanzo potente e necessario, capace di lasciare un segno profondo nei lettori e nelle lettrici. Una storia di ferite, legami e rinascita che parla al cuore con autenticità e forza narrativa. Dal 28 aprile, un ritorno in libreria da non perdere per chi ama la narrativa che emoziona e fa riflettere.
L’autrice
Giusi Russo, nata in Sicilia nel 1962, insegna italiano e latino in un liceo scientifico di Palermo, città in cui vive. Con il suo romanzo d’esordio Chilometro 9 vince il Premio Internazionale Mario Luzi; successivamente pubblica Di notte, solo di notte, proclamato vincitore al Premio Nadia Toffa 2022 e al Premio letterario-giornalistico Piersanti Mattarella 2025. Come un taglio nel vetro è stato selezionato al Premio Internazionale Città di Como 2025, sezione Inediti e da Casa Sanremo Writers 2026.
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PER UN MILIONE DI GRANELLI DI SABBIA A PESCARA LA PSICOANALISTA JUNGHIANA EVA PATTIS ZOJA, IDEATRICE DI PROGETTI DI SANDWORK ESPRESSIVO IN AMBITO INTERNAZIONALE

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Redazione-  Il titolo del film è Un milione di granelli di sabbia come quelli contenuti nello scatolone che Eva Pattis Zoja ha nel suo studio di psicoanalista junghiana a Milano.


I suoi pazienti traumatizzati, sopravvissuti a genocidi, calamità naturali o alla guerra in Ucraina, hanno perso la capacità di raccontare i loro vissuti con le parole, ma possono farlo attraverso l’uso della sabbia e di piccoli oggetti che portano a galla emozioni congelate dal dolore. Un primo passo verso la guarigione.  

 

Sarà una proiezione speciale quella di giovedì 30 aprile 2026 alle 18:45 all’Auditorium Cerulli a Pescara.
Verrà proiettato, in Concorso, “Un milione di granelli di sabbia”: documentario d’autore che vede come protagonista la psicoterapeuta Eva Pattis Zoja insieme alle possibilità offerte dalla terapia non verbale da lei sviluppata, chiamata Sandwork Espressivo.

Grazie a questo metodo, in Italia conosciuto come Terapia della sabbia, bambini ucraini, yazidi e cinesi hanno elaborato il proprio trauma psichico e sono riusciti ad esprimere ciò che il dolore aveva reso indicibile.

La psicoterapeuta Eva Pattis Zoja, analista junghiana (CIPA, AISPT) e terapeuta della sandplay therapy, vive e lavora a Milano e ha ideato progetti di Sandwork espressivo in ambito internazionale dal 2008 www.sandwork.org.

#DOCudì concorso di cinema documentario 13a edizione

#Pescara dal 20 marzo al 09 maggio 2026    https://www.webacma.it/docudi-2026/

 

Giovedì 30 aprile 2026 in concorso

UN MILIONE DI GRANELLI DI SABBIA di Andrea Deaglio

su come si può affrontare un trauma in cui le vite vengono travolte dalla violenza o dalla guerra

Al termine della proiezione dibattito con il pubblico con la protagonista Eva Pattis Zojae e, in collegamento, con il regista Andrea Deaglio

INFO https://www.webacma.it/docudi2026-un-milione-di-granelli-di-sabbia/

PRENOTA il tuo ingresso gratuito su https://luma.com/docudi2026

Trailer https://www.facebook.com/share/v/18ZBWQCcZ4/

Il Concorso prosegue:

giovedì 07 maggio

OGNI PENSIERO VOLA di Alice Ambrogi.
Delicato tema della salute mentale nei giovani, sfidando pregiudizi sociali.


sabato 09 maggio PREMIAZIONI – EVENTO SPECIALE fuori concorso film

ANIME VIOLATE di Matteo Balsamo.

Attraverso le voci delle vittime, Anime Violate svela il crudele inganno delle truffe affettive: falsi amici, manipolazioni e perdite. Un viaggio straziante dalla distruzione alla rinascita.

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DOCudì, giunto quest’anno alla 13° edizione è organizzato dall’A.C.M.A. – Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese, Una associazione culturale senza scopo di lucro nata nel dicembre 2000.

Costituita da volontari ha la finalità di promuovere la cultura cinematografica e multimediale attraverso la sua fruizione a vantaggio dei propri associati e dell’intera collettività. Si occupa di promuovere, organizzare e pianificare attività culturali in generale soprattutto attraverso l’organizzazione di festival, rassegne, cineforum o singole proiezioni.

 

CHI SIAMO https://www.webacma.it/chi-siamo/

 

schede

UN MILIONE DI GRANELLI DI SABBIA Andrea Deaglio

PAESE Italia – ANNO 2024 – DURATA 64’ – GENERE Biografico, Sociale

SOGGETTO Andrea Deaglio, Stefano Zoja – SCENEGGIATURA Andrea Deaglio, Stefano Zoja

PRODUZIONE Malfé Film

 

sinossi

Cosa succede quando all’improvviso le nostre vite vengono travolte dalla violenza o dalla guerra?

Come si può affrontare un trauma così grande da essere inimmaginabile? Come si può sopravvivere a un massacro compiuto dall’Isis? E a un terremoto in Cina? A un bombardamento in Ucraina?

 

Andrea Deaglio nato a Torino è regista, produttore, sceneggiatore, fotografo

Filmografia: I cinque punti (2023, ITALIA, 22’); Show all this to the world (2015, ITALIA, 55’); Storie di uomini e lupi (2015, ITALIA-FRANCIA, 75’) co-diretto con Alessandro Abba Legnazzi; Il futuro del mondo passa da qui – City veins (2010, ITALIA, 63’); Nera – not the promised land (2007, ITALIA, 22’)

 

Scrive Deaglio nelle note di regia: “Durante una guerra o una calamità naturale si contano morti, feriti e ricoverati in ospedale. I “feriti dentro”, i traumatizzati, non vengono considerati. Eppure i disturbi possono essere di estrema gravità: impossibilità di nutrirsi, dormire, provare sentimenti. Quando mi sono imbattuto nella storia della popolazione Yazida, nel 2014 brutalmente massacrata dai miliziani dell’Isis che lasciavano sopravvivere soltanto donne e bambini dopo torture e atrocità inenarrabili, una domanda era diventata urgente: come potranno tornare alla vita? Come si può superare un trauma così grande da essere in-immaginabile?

E’ stato a quel punto che ho conosciuto la dottoressa Eva Pattis Zoja, psicoterapeuta che proprio con gli Yazidi metteva in pratica un approccio terapeutico innovativo, basato sulla sabbia, il silenzio e il gioco. E soprattutto sulle immagini, perché la Sandwork Therapy è una sorta di cinema in miniatura. La sabbia si comporta come un apparecchio di ricezione molto sensibile, che registra il minimo movimento con precisione, come se milioni di granellini fossero pronti a “origliare”. Attraverso le mani e gli oggetti in miniatura si dà al nostro inconscio ferito la possibilità di creare un’immagine. Ed è proprio quella a dare accesso a quel luogo interiore dove risiede il nostro maledetto trauma”.

 

Eva Pattis Zoja e il Sandwork Espressivo. Psicoanalista junghiana, Eva Pattis Zoja si è formata anche come analista per bambini presso lo Jung Institut di Zurigo e come terapeuta della sabbia (ISST/AISPT) in Italia. Ha fondato il metodo Expressive Sandwork basandosi sulla psicologia analitica di C.G. Jung e sulla Sandplay Therapy sviluppata dall’allieva junghiana Dora Kalff, ispirata a sua volta dalla pediatra londinese Margaret Lowenfeld, elaborando forme di intervento che prevedono l’utilizzo delle immagini e della sabbia con bambini oggetto di violenza e in situazioni in cui la psicoterapia non è praticabile.

Il Sandwork Espressivo è stato utilizzato con pazienti in età evolutiva in molti paesi, tra i quali Ucraina, Germania, Palestina, Cina, Romania, Colombia, Malaysia, Sudafrica, Argentina, ma anche in Italia.

Eva Pattis Zoja ha lavorato e insegnato in diversi paesi. Le sue pubblicazioni includono il volume Curare con la sabbia, una proposta terapeutica in situazioni di violenza e abbandono, pubblicato dalla casa editrice Moretti & Vitali.

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L’UNICA DONNA IN ITALIA A FONDARE UN’UNIVERSITÀ: “LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA” DI LUIGIA TINCANI DIVENTA UN DOCUFILM

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FOTO Lucia Macale e Claudio Rossi Massimi 2 1 886 x 590
Redazione- Unica donna nella storia d’Italia a fondare un ateneo. Basterebbe questo primato a definire la grandezza di Luigia Tincani, la filosofa ed educatrice che, sfidando i pregiudizi del Novecento e le barriere sociali di un mondo che voleva le donne ai margini della vita pubblica, ha istituito la prestigiosa Lumsa (Libera Università Maria Santissima Assunta). Una storia di coraggio e determinazione che arriva ora sul grande schermo con il docufilm “La rivoluzione silenziosa” di Luigia Tincani”, prodotto da Lucia Macale per la Imago Film con la regia di Claudio Rossi Massimi. L’opera è stata presentata in anteprima il 15 aprile al Cinema Adriano di Roma (Piazza Cavour, 22), un’occasione per scoprire come una visione straordinaria abbia saputo scardinare i canoni dell’epoca, anticipando di decenni le conquiste civili e sociali del nostro paese.
Attraverso testimonianze di alto spessore e immagini di repertorio, il docufilm delinea il profilo di una donna che ha cambiato le regole del gioco. Non una semplice biografia, ma il racconto di una figura che con tenacia ha saputo generare un’eccellenza accademica oggi orgoglio di una nazione. L’opera analizza l’impegno della Tincani nella promozione della condizione femminile e la sua concezione della conoscenza come patrimonio collettivo da trasmettere ai giovani, da lei considerati l’unica vera risorsa per il futuro. L’eredità di questa pioniera, che l’Università Lumsa custodisce e continua a sviluppare, sarà presto accessibile a tutti, dato che dal 31 maggio sarà distribuita in festival e piattaforme, proprio nel giorno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.
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