Tradimenti e Confessioni
LUI CAMBIA DONNE OGNI DUE/ TRE MESI. HA PAURA DI AMARE ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Stavo da tre mesi con un uomo bello, sensuale come pochi, un amante straordinario, molto sensibile… insomma, il massimo per una donna.
Un giorno dovevamo uscire a cena, ma lo vedo strano, sofferente, come se avesse avuto un malore.
Mi aveva scritto una poesia struggente, piena di pensieri profondi e di confessioni sulla sua insicurezza. Sembrava quasi non l’avesse scritta lui, tanto era intensa. Io mi sono commossa fino alle lacrime, e anche lui.
Nonostante abbia provato a rassicurarlo e a incoraggiarlo a continuare la nostra relazione, lui non ce l’ha fatta: dice di essere terrorizzato dal provare amore e, dunque, mi lascia.
Avrei voluto accompagnarlo da uno psicologo per questa instabilità e timore ma sarebbe stato difficile farlo visto che mi ha lasciato senza segni di cedimento.
Ho poi chiesto ad alcune sue ex, quasi tutte mollate dopo due o tre mesi e sempre con le stesse modalità ed anche loro mi hanno confermato tutto prima ancora che lo rivelassi io a loro: tutte lasciate dopo due o tre mesi di relazione, tutte, ci siamo trovate alle prese con un uomo problematico e timoroso dell’ amore.
Cosa avrei potuto fare, secondo te?
Giovanna da Abbiategrasso
Lui sarebbe terrorizzato dall’amore… però non dal sesso, dalle poesie struggenti e dal cambiare donna con una certa regolarità: ogni tre mesi, si volta pagina.
Una paura molto selettiva, diciamo, allo scadere del 90° giorno o giù di lì, avrà un timer impostato sul momento del “The end”
Più che un uomo “troppo sensibile”, sembra un para…vento ben organizzato: prende tutto quello che gli piace finché è nuovo e frizzante, poi — puff — improvvisamente scopre di avere un trauma emotivo proprio nel momento in cui la relazione smette di essere un’ emozione nuova.
E quella poesia? Bellissima, certo. Talmente perfetta che viene quasi il dubbio abbia un’applicazione pronta: “frasi molla-donne — versione deluxe”, con tanto di lacrimuccia incorporata per dare più credibilità alla scena.
L’ idea romantica del povero uomo fragile che fugge per non soffrire è suggestiva… un po’ come immaginare uno scippatore di borse che racconta di scappare ogni volta per non soffrire lui nel vedere la vittima (addolorata per lo scippo). Commovente, sì. Credibile, per niente.
No, non ha paura di amare. Ha semplicemente paura di assumersi delle responsabilità e zero voglia di restare nelle relazioni.
Preferisce il brivido dell’ inizio alla sostanza del dopo.
E lo psicologo? Tranquilla, non serve trascinarcelo a forza: lui sembra funzionare benissimo così
com’ è. Semmai, una chiacchierata potrebbe essere più utile a te che continui a scambiare un copione ripetuto per una storia speciale.
Lo hai scoperto, bene. Perché ancora provi ad aggiustarlo?
Un brutto, pessimo ed abituale vizio di molte donne: voler aggiustare un uomo.
Tante donne si esauriscono, perdono anni ed anni ed anche la loro giovinezza e voglia di vivere ed amare nel tentativo di trasformare un uomo che non cambia.
Ma è e resterà un progetto fallito in partenza. È molto raro che accada il miracolo!
Cosa avresti potuto fare? Nulla. Cancellando dalla tua mente un soggetto ingannevole, come lui, ce ne sono quanti ne vuoi.
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Tradimenti e Confessioni
IL TRADIMENTO CI LEGA ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Lui mi ha tradito dopo due anni insieme, sostenendo che ero diventata fredda, distante, troppo impegnata tra lavoro e amiche. Io, ferita ma generosa, gli do una seconda possibilità… salvo poi decidere, con impeccabile tempismo e su “illuminato” consiglio di un’amica, di tradirlo a mia volta. E non con chiunque: con il suo migliore amico. Perché la vendetta, se deve essere, dev’essere creativa.
Lui reagisce con la compostezza di un monaco tibetano… cioè zero: mi tradisce con una mia cara amica. Parte una litigata apocalittica, ma da quel disastro nasce una passione travolgente: sesso quattro volte al giorno, intensità da romanzo proibito, sembrava quasi che il tradimento fosse diventato il nostro personal trainer emotivo.
Peccato che l’idillio duri meno di una batteria scarica: dopo due mesi lo ribecco con la mia ex amica. Ma attenzione: giura su tutta la linea genealogica che si trattava solo di “chiarimenti”. E mi chiede pure tempo per lasciarla “gradualmente”. Gradualmente. Come se fosse una dieta.
Io, con un raro slancio di lucidità, dico no e mi metto con un altro. Apriti cielo: lui, vedendomi felice, ha una conversione improvvisa e molla l’altra. Io nel frattempo sono presa dal nuovo… quindi ovviamente torno a frequentare l’ex “ma non proprio da fidanzati” (categoria relazionale misteriosa). Il nuovo scopre tutto e mi lascia—ingiustificatamente permaloso, direi.
Risultato: io sola, lui con un’altra “non seria” (come le precedenti, a quanto pare), ma pronto a tornare promettendo fedeltà eterna. Stavolta sì, garantito.
Daniela da Noto
La vostra relazione non è una storia d’amore: è un torneo internazionale di “Chi tradisce meglio”.
Avete trasformato la gelosia in carburante, il tradimento in linguaggio d’amore e le rotture in preliminari. Altro che coppia: siete una montagna russa emotiva con abbonamento illimitato.
E a dirla tutta, voi due funzionate solo quando tutto va a rotoli… siete tipo quei vecchi motorini: partono solo a spinta, possibilmente in discesa e dopo tre cadute. Mi chiedo seriamente cosa succederebbe se, per sbaglio, diventaste tu o lui fedeli: probabilmente vi guardereste negli occhi e direste “ok… e adesso come si accende sta relazione?”
Ed ogni volta che vi allontanate, succede qualcosa di drammatico che vi riavvicina con una passione esplosiva. Ma quella non è stabilità, è reazione chimica. Funziona finché c’è caos… poi si spegne e qualcuno ricomincia il giro.
Quello che descrivi assomiglia molto a una dinamica di attaccamento instabile: forte attrazione, paura di perdere l’altro, comportamenti impulsivi (come i tradimenti), e poi riavvicinamenti intensi. È un ciclo tipico in cui il conflitto aumenta il desiderio invece di distruggerlo.
In più, sembra esserci una componente di rinforzo intermittente: non sapete mai quando andrà bene o male, e proprio questa imprevedibilità rende il legame ancora più coinvolgente, quasi “additivo”.
La domanda vera non è se lui cambierà ma se tu vuoi una relazione che funzioni solo quando sta andando a pezzi.
Perché passione e caos possono sembrare la stessa cosa… finché non ti ritrovi stanca, sola, e con la sensazione di aver già visto questo film troppe volte.
Non vedo una relazione sana in quello che hai raccontato. In pratica siete in un cerchio, come il girotondo dei bambini, non costruite nulla ma giocate a riacchiapparvi ogni volta.
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Tradimenti e Confessioni
VADO A ESCORT. NON COMMETTO REATO ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Sono almeno dieci anni che gioisco delle bellezze di ogni nazione, tutte escort super e selezionate da me con cura.
Sono stato sposato, vivo più che agiatamente e mi delizio di prelibatezze femminili. Ne parlo con lei perché è un’ intellettuale che mi piace molto quando lascia noi uomini esprimerci liberamente, cosa che invece non faccio nemmeno quando concludo determinati affari, sono un industriale che ha un’ immagine. I miei clienti sono tutti personaggi importanti ma mi astengo dal dire le mie frequentazioni come se rubassi o facessi del male a qualcuno.
Purtroppo, mi sono trovato ad avere preoccupazioni in più occasioni: una, disse di aspettare un figlio da me, poi, per fortuna, non era così. Poi, sono stato un periodo poco bene perché assumevo delle sostanze per essere più energico con due o tre donne insieme. In più, un importante personaggio di mia conoscenza mi incontra ad una serata, presento la mia accompagnatrice come la mia compagna, lui invece già la conosceva come cliente di lei. Ora, un piccolo gruppo di conoscenti, sa che vado ad escort, qualche piccola allusione o ironia è sempre dietro
Mi sembra assurdo che anche noi maschietti dobbiamo vergognarci di esporci, dopotutto, il sesso, ognuno, lo fa come e con con chi vuole.
Ma chi va a escort o ha avventure erotiche o amanti varie, è un amante del sesso, non un uomo che si deve vergognare, non trova?
In Italia ci sono troppi moralisti pudici, a me piacerebbe fare ciò che voglio, senza intaccare la mia immagine pubblica.
Comunque, la sua rubrica è molto bella ed apprezzata ma la gente lo nasconde perché, in Italia, siamo tutti (finti) casti ma so che la leggono molti.
Grazie per tutto quanto vorrà suggerirmi.
Guido da Zurigo
Caro Guido, un mio amico — qualche giorno fa, leggendo uno dei casi di questa rubrica — mi ha scritto: “… di solito giustifico tutti i puttanieri, scambisti, pervertiti, pagatori con buoni pasto…”
Preciso subito che si tratta del commento giocoso di uno stimato professore universitario, non di qualcuno che gestisce un bordello.
Comunque, chi legge questa rubrica, chi la commenta ed anche chi va a escort o ha un’amante non dovrebbe scusarsi dei propri gusti di lettura né di quelli sessuali. Anche se, a ben vedere, il moralismo in Italia resta uno sport nazionale molto praticato, quasi olimpico.
Detto questo, mi pare però che lei, in nome della sua libertà sessuale, stia cucinando un piatto con parecchi ingredienti messi un po’ a caso. Troppe donne che la conoscono, qualcuna che — se ho capito bene — avrebbe anche tentato di attribuirle una paternità, lei che assume sostanze per reggere le maratone di sesso di gruppo… insomma, più che libertà sembra un menù degustazione senza criterio e con qualche rischio anche per la salute.
E poi ancora: il conoscente importante al quale presenta l’ accompagnatrice come fosse la sua compagna ufficiale. Non è reato, certo. Ma è quel tipo di non-reato che spesso finisce per complicarsi la vita da solo.
Le insistenti frequentazioni con le stesse escort la espongono al rischio di indesiderate “sorprese in arrivo” e l’ idea che, per stare dietro a tre donne, serva un supporto farmacologico che lei, forse, prende con la leggerezza di chi beve acqua fresca.
Qui la libertà c’entra poco: sembra più un tentativo di gestione logistica del caos.
È vero, ognuno è libero di vivere il sesso come crede. Ma la libertà non è una gara a chi si mette più facilmente nei guai, né un abbonamento premium alle situazioni incresciose.
Insomma, gli italiani pure amano fare i moralisti, ma qui non è il moralismo il problema: è che lei, con grande premura, sembra voler complicarsi la vita da solo.
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A PROSTITUTE CON MIO FIGLIO. ORA LUI È CASTO, GUARIRÀ ? | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Vado con le prostitute da anni e, per un periodo, ci andavo anche con mio figlio, allora molto giovane e single; io finanziavo il divertimento anche per lui.
Bei tempi quando, con la mia macchina da corsa, andavamo a “comprare” sesso: lo credevo affascinato da quel lusso di poter avere ogni volta una donna diversa.
Io sceglievo sempre donne molto appariscenti, tutte con minigonne aderenti e cortissime, mentre lui finiva per scegliere quasi sempre la stessa — la chiamava per nome! Ma non era la sua donna, ridicolo quel suo atteggiamento.
Ma chisseneimporta come si chiama la mercenaria che ha, in fondo, solo lo scopo di farci divertire.
Una monotonia incredibile: mio figlio sembrava il fidanzato della prostituta, che salutava poi con un bacio sulla guancia come fosse stata la sua amica del cuore. Era poco più di un ragazzino, pensavo sarebbe cambiato.
Si è poi fidanzato, lavora, è felice… e soprattutto ha smesso del tutto di venire con me. Dice che gli basta la sua ragazza che ama e che preferisce dimenticare quel passato (anche se mi ha promesso di non dire nulla alla madre, per non farla soffrire).
Io continuo come prima e non capisco: possibile che non senta più il “bisogno”?
Perché rinunciare alla varietà di un cesto pieno di frutta per mangiare sempre lo stesso? Ho anche provato a convincerlo che una sola donna non basta, ma niente. Anzi, secondo lui dovrei essere io a smettere, visto che sono sposato.
Mi chiedo: ha ragione lui o io? È così strano voler condividere certi “piaceri” con il proprio figlio?
E soprattutto… devo preoccuparmi perché è diventato improvvisamente monogamo e, diciamolo, un po’ monotono?
Gli passerà? Tornerà alla “normalità”?
Avrà per caso bisogno di uno psicologo che lo svegli da questo sonno prolungato?
Ernesto da Favara
Veramente, dallo psicologo, ci dovrebbe andare lei.
Mi sembra di vedere un ladro (in estasi) che insiste nel voler coinvolgere il proprio figlio nei furti in modo che si appassioni a quel genere di vita.
Si sta infilando a piedi uniti nella vita intima di suo figlio con l’eleganza di un elefante in una cristalleria, e pure convinto di fare da guida turistica. Lo lasci vivere: non è un apprendista del suo stile di vita, è una persona adulta che ha scelto altro.
Mi pare che il ragazzo abbia dato un segnale chiarissimo: ha deciso di vivere una vita che funziona per lui, senza bisogno di “abbonamenti premium” al divertimento che lei considera indispensabile. E, a quanto pare, funziona pure bene, il che rende la sua teoria un po’ meno universale di quanto sperasse.
Lei invece sembra nostalgico non tanto delle prostitute, quanto del fatto che suo figlio la seguisse in questo… singolare progetto “educativo”. Perché diciamolo: portare il figlio a prostitute non è esattamente il classico “padre, insegnami ad andare in bicicletta”. È più un “padre, insegnami a complicarmi la vita sentimentale prima ancora di iniziarla”… con optional inclusi.
Il punto è che suo figlio, a differenza di quanto teme, non è diventato “meno uomo”: è diventato un uomo che sceglie. E ha scelto una relazione stabile senza bisogno di “varietà di frutta” a pagamento nel weekend. Non è una malattia, non serve uno psicologo, e soprattutto non è una fase da cui “guarirà” come un raffreddore.
Quanto a lei, continui pure a vivere come crede, ma cercare di reclutare suo figlio come compagno di avventure erotiche è fuori luogo quanto invitare un vegetariano a una sagra della porchetta… con l’insistenza del venditore porta a porta che non accetta un no.
Mentre lei prova a convincerlo che una sola donna non basta, lui sta cercando — con molta più eleganza — di dirle che forse è lei a non bastare a se stesso.
Suo figlio non è diventato monotono. È semplicemente uscito dal suo programma fedeltà… e non sembra avere alcuna intenzione di rinnovare l’ abbonamento.
Considero in ogni caso fortemente inopportuno che un padre si immischi nelle questioni sessuali del proprio figlio.
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