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VERTENZA NATUZZI, UGL MATERA: “FINE DI UN’ERA DI FALLIMENTI. ORA DAL MIMIT SEGNALI DI UNA SVOLTA REALE”

Vertenza Natuzzi: dopo vent’anni di “soldi a pioggia” e incertezze, l’UGL Matera vede finalmente uno spiraglio grazie all’impegno del MIMIT. “Basta con l’assistenzialismo, servono investimenti reali per ridare dignità ai lavoratori e al territorio!”
#Natuzzi #UGLMatera #Lavoro #Basilicata

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VERTENZA NATUZZI, UGL MATERA: “FINE DI UN’ERA DI FALLIMENTI. ORA DAL MIMIT SEGNALI DI UNA SVOLTA REALE”

Redazione-  Per oltre vent’anni la vertenza Natuzzi è stata lo specchio di un’Italia industriale che non riusciva a guardare oltre l’emergenza. Oggi, però, il vento sembra cambiato. A dichiararlo con forza è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, a margine dell’atteso tavolo tecnico tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Il giudizio di Giordano sul passato è tranciante: due decenni di “malgoverno” che hanno trasformato il territorio lucano in una sorta di deserto industriale, alimentato da promesse elettorali e politiche assistenzialistiche.

“Abbiamo assistito a una stagione fallimentare”, spiega Giordano. “Denaro pubblico distribuito a pioggia senza condizioni, ammortizzatori sociali usati come soluzione definitiva e nessuna strategia per il futuro. Il risultato? Famiglie nell’incertezza e giovani in fuga”. Secondo il sindacalista, la gestione precedente si è limitata a “tamponare i buchi” senza mai risolvere le cause strutturali della crisi, lasciando migliaia di lavoratori in un limbo senza prospettive.

Tuttavia, tra le pieghe del confronto odierno con il Ministro Adolfo Urso e la sottosegretaria Fausta Bergamotto, l’UGL intravede finalmente una luce. Il cambio di paradigma è netto: la prospettiva di una due diligence tra Invitalia e Natuzzi segna il passaggio dalle parole ai fatti. “Apprezziamo il nuovo approccio del Governo”, sottolinea Giordano. “Sentir dire chiaramente che vent’anni di cassa integrazione non possono più essere una prospettiva è una verità che denunciamo da tempo. Finalmente si affronta la sostanza del problema”.

La sfida, ora, si sposta sul piano della concretezza. L’UGL Matera avverte che non verranno fatti sconti: ogni euro pubblico investito deve tradursi in occupazione stabile e dignità sociale, non in nuove delocalizzazioni o sacrifici per i dipendenti. La Regione Basilicata è chiamata a un ruolo di controllo rigoroso per difendere la territorialità della produzione.

“Il tempo delle promesse è scaduto”, conclude Giordano. “Servono impegni vincolanti e piani industriali verificabili. Non permetteremo che i lavoratori continuino a pagare per errori manageriali e politici del passato. La centralità delle persone deve tornare a essere il motore dello sviluppo”.

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Il grido disperato di Matera: 350 famiglie a rischio e il vergognoso silenzio della politica su CallMat

Una vera e propria macelleria sociale sta per abbattersi sul Sud Italia, nell’indifferenza e nel silenzio assordante e vergognoso della politica! Ben 350 lavoratori della “CallMat” di Matera sono a un passo dal licenziamento definitivo, ma le istituzioni continuano a nascondersi, facendo finta di nulla. Di fronte a questo inaccettabile “muro di gomma”, i sindacati uniti (SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni) hanno proclamato lo stato di agitazione, lanciando un attacco frontale e durissimo contro la Regione Basilicata e il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), accusandoli di aver miseramente fallito nel gestire l’emergenza. I vertici sindacali pretendono l’immediata convocazione di un tavolo di crisi, ma avvertono a chiare lettere le aziende: “Basta scuse, non permetteremo mai che l’Intelligenza Artificiale o l’automazione vengano usate come vigliacco pretesto per cancellare il futuro di 350 padri e madri di famiglia!”. I sindacati hanno messo sul tavolo 8 proposte concrete per salvare il sito lucano (dall’acquisizione di nuove commesse alla riqualificazione del personale) e lanciano l’ultimatum alla politica: “Basta chiacchiere, dichiarazioni sui social e passerelle elettorali: il momento di agire è adesso o fermeremo tutto!”. Leggi i dettagli della durissima vertenza nel nostro approfondimento completo 👇

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Callmat matera

Matera – Dietro ai freddi numeri dei bilanci aziendali, dietro alle sigle burocratiche e alle procedure formali di licenziamento, ci sono sempre il respiro affannoso, le paure inconfessabili e la disperazione silenziosa di esseri umani in carne e ossa. A Matera, una delle città simbolo della rinascita culturale del Sud Italia, si sta consumando in queste ore una vera e propria macelleria sociale, un disastro occupazionale che minaccia di mettere sul lastrico ben 350 famiglie del territorio.
La durissima e infuocata vertenza che riguarda il futuro del call center “CallMat” è arrivata a un punto di non ritorno, a un bivio drammatico dove non c’è più alcuno spazio per le promesse vuote, per i sorrisi di circostanza o per le strette di mano elettorali. Le principali organizzazioni sindacali (SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni) hanno deciso di rompere gli indugi e di denunciare pubblicamente e con toni durissimi il vergognoso e inaccettabile muro di gomma eretto dalle istituzioni locali e nazionali, dichiarando lo stato di agitazione generale e minacciando l’imminente blocco delle attività.

Il disastro occupazionale e l’attacco frontale a Regione e MIMIT

Il tempo a disposizione per salvare i posti di lavoro sta inesorabilmente scadendo, ma i palazzi del potere sembrano drammaticamente e colpevolmente immobili. Le sigle sindacali hanno formalizzato da tempo una richiesta di incontro urgente per affrontare la crisi, segnalando la gravità estrema della situazione e chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di crisi. Eppure, le risposte continuano a non arrivare.
L’attacco sferrato dai sindacati è frontale, diretto e non ammette repliche: “A nostro giudizio, la Regione Basilicata e il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) hanno finora miseramente fallito nel dare alla vertenza CallMat la risposta istituzionale che la sua gravità richiederebbe”. I sindacalisti denunciano apertamente come non sia più tollerabile assistere a sterili interlocuzioni generiche, a comunicati stampa di facciata o a vaghe dichiarazioni di principio, mentre 350 donne e uomini lucani (che spesso rappresentano l’unica e precaria fonte di reddito per l’intero nucleo familiare) rischiano concretamente di vedersi recapitare a casa la definitiva e irrevocabile lettera di licenziamento.

La rabbia dei segretari: “Basta passerelle e scuse sull’intelligenza artificiale”

A dare voce alla rabbia insofferente e disperata dei lavoratori sono direttamente i massimi Segretari regionali: Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC-UIL) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni). Il loro appello congiunto è un vero e proprio schiaffo morale a chi siede sugli scranni della politica.
“Perché davanti a 350 licenziamenti annunciati deve essere il sindacato a rincorrere le istituzioni?” tuonano all’unisono i segretari, puntando il dito contro l’assordante silenzio dei rappresentanti politici del territorio lucano, sempre pronti a parlare di sviluppo, cultura e turismo davanti alle telecamere, ma improvvisamente spariti di fronte a una crisi occupazionale di tale portata. I rappresentanti dei lavoratori, inoltre, smontano preventivamente e con forza l’alibi del progresso tecnologico: non accetteranno in alcun modo che la tanto sbandierata rivoluzione dell’automazione o lo spettro dell’Intelligenza Artificiale vengano vigliaccamente utilizzati dalle aziende come scusa sufficiente per chiudere una storia lavorativa, senza prima aver esplorato e verificato fino in fondo ogni singola alternativa possibile.

Nessuno tocchi i lavoratori: le soluzioni concrete sul tavolo

Il sindacato, da parte sua, non si limita esclusivamente alla legittima protesta, ma avanza proposte chiare e fattibili. Per disinnescare la bomba sociale di Matera, SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni chiedono l’apertura di un confronto serrato, senza preclusioni, basato su otto punti fondamentali: la salvaguardia totale e l’incremento dei volumi di attività attuali; l’acquisizione immediata di nuove e solide commesse di lavoro; la diversificazione operativa delle attività del sito lucano; il massiccio utilizzo degli strumenti nazionali e regionali di politica industriale a sostegno dell’impresa; percorsi concreti e garantiti di riqualificazione e formazione del personale; eventuali e studiati processi di riconversione aziendale; la ricerca attiva di nuovi e solidi soggetti industriali interessati a rilevare il sito; e infine l’applicazione di qualsiasi ulteriore misura utile a scongiurare l’incubo dei licenziamenti e garantire la fondamentale continuità occupazionale per tutti i dipendenti.

Il tempo è scaduto: o si agisce o scatterà la mobilitazione totale

L’avvertimento lanciato dalle piazze sindacali al mondo della politica è l’ultimo, disperato appello prima dello scontro totale: la misura è colma. I lavoratori di CallMat non sono assolutamente disponibili a partecipare all’ennesimo tavolo istituzionale convocato al solo, misero scopo di prendere tempo e allungare il brodo.
La Basilicata, una terra meravigliosa ma già profondamente ferita dall’emigrazione giovanile e dallo spopolamento, non può permettersi il lusso folle e masochistico di perdere altri posti di lavoro qualificati nel settore delle telecomunicazioni senza una reazione ferrea e all’altezza da parte di chi governa. Ai politici lucani, alla Regione e al Ministro si chiede di agire ora: “Se esiste una prospettiva, venga messa sul tavolo adesso. Perché quando arriveranno le spietate lettere di licenziamento, non sarà più il tempo dei rimpianti, ma sarà irrimediabilmente troppo tardi”. I sindacati hanno già proclamato lo stato di agitazione e, se non arriveranno risposte tangibili nelle prossime ore, sono pronti a intensificare la mobilitazione con scioperi e azioni forti per difendere la dignità di 350 famiglie dimenticate da tutti.

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Crollo in cantiere a Senise, operaio di 23 anni vola da sei metri ed è codice rosso: l’UGL Matera accusa, “Basta profitti sulla pelle delle famiglie”

Un gravissimo incidente sul lavoro scuote la Basilicata e l’UGL alza lo scudo della prevenzione pretendendo giustizia! 🛑🏗️💼 Nel polo industriale di Senise (PZ), un giovane operaio di 23 anni di Policoro è precipitato da un’altezza di sei metri per il cedimento di un solaio: ora è ricoverato in codice rosso all’Ospedale San Carlo di Potenza. Salvo per miracolo il fratello gemello, riuscito ad agganciarsi in extremis. Il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, lancia un’accusa durissima: “Siamo stanchi di contare i feriti, la sicurezza deve venire prima del profitto e della produttività. Chiediamo che venga fatta piena luce sulle responsabilità, non faremo sconti a nessuno”. Massimo sostegno alla famiglia lucana, leggete l’intero reportage nel nostro articolo. 👇❤️🇮🇹

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Sicurezza lavoro

Matera – Ci sono notizie drammatiche, repentine e dolorose che non possono e non devono mai essere derubricate alla voce della fatalità inevitabile, perché quando un operaio si alza all’alba per guadagnarsi da vivere e finisce in un letto d’ospedale, lo Stato sperimenta una ferita profonda nella sua stessa tenuta civile, costituzionale ed etica. La sicurezza sul lavoro, nel nostro Paese, ha smesso da tempo di essere un freddo argomento da convegno accademico per farsi presidio di legalità e dovere sociale ineludibile, l’unica vera risorsa terapeutica in grado di proteggere il merito e la dignità delle maestranze. Oggi, giovedì 17 settembre 2026, la Basilicata è scossa da un gravissimo e mozzafiato incidente che riapre brutalmente i laboratori della discussione sulla prevenzione e sui controlli nei cantieri: un giovane lavoratore di appena 23 anni è rimasto gravemente ferito a ridosso dell’area industriale di Senise (Potenza).

Il gravissimo episodio ha attivato la reazione immediata, fiera e priva di filtri diplomatici dell’UGL Matera. Il segretario provinciale della confederazione autonoma, Pino Giordano, è sceso in trincea a nome di tutte le tute blu del comprensorio per blindare la linea del rigore normativo e pretendere che venga fatta totale e trasparente luce sulle responsabilità della filiera. Secondo i primi riscontri logistici e clinici emersi dai controlli degli organi ispettivi dello Stato e delle forze dell’ordine, l’operaio — originario di Policoro (Matera) — è stato trasportato d’urgenza in codice rosso e con massima solennità d’intervento medico presso i reparti di terapia intensiva dell’Ospedale San Carlo di Potenza, dove l’équipe sanitaria è impegnata nel monitoraggio delle severe conseguenze riportate nel violento impatto.

Il solaio spezzato e il miracolo del fratello gemello: la dinamica dello shock

L’architettura dell’incidente, attualmente al rigoroso e millimetrico vaglio dei tecnici dello Spresal e della magistratura dello Stato, delinea una sequenza spaventosa, taccuino alla mano. Durante le normali attività di carpenteria edilizia all’interno di un capannone industriale di Senise, si sarebbe verificato l’improvviso, strutturale e letale cedimento di un solaio. Il ventitreenne è stato tradito dal pavimento ed è precipitato nel vuoto, compiendo un volo spaventoso da un’altezza di circa sei metri prima di impattare al suolo. Nel medesimo istante si è consumato un vero e proprio miracolo biologico: il fratello del giovane, anch’egli operaio ventitreenne di Policoro impegnato nella stessa squadra stanziale del cantiere, è riuscito con spavaldo tempismo e soft skill fisiche eccezionali ad agganciarsi a un montante strutturale superstite, mettendosi in salvo e scampando alla caduta.

«La sicurezza non può essere una dichiarazione di principio da ripetere in modo ipocrita dopo ogni tragedia», tuona con assoluta fermezza civile il segretario provinciale Pino Giordano, esprimendo a nome dell’UGL Matera il più profondo e caloroso augurio di pronta guarigione al ragazzo. «Siamo stanchi di dover intervenire quando un lavoratore finisce in ospedale. La formazione permanente deve precedere l’incidente, la prevenzione deve venire prima dell’emergenza medica, e le sanzioni dello Stato devono colpire prima che sia troppo tardi. Non faremo sconti a nessuno: la tutela della salute e della vita delle famiglie non può e non deve mai essere subordinata alle scadenze di consegna, alla produttività o al profitto aziendale».

La piattaforma dell’UGL: zero sconti sui controlli contro il caporalato e la fretta

L’offensiva sindacale lucana si inserisce all’interno di una più ampia programmazione strategica pluriennale che vede l’UGL in prima linea per l’introduzione di una vera cultura della sicurezza nei rioni produttivi della Valbasento e del Metapontino, esigendo un monitoraggio trasparente degli appalti e risposte flessibili dal piano nazionale del welfare. Per Giordano e per il segretario generale Paolo Capone, il benessere collettivo e la qualità della vita in fabbrica sono i requisiti irrinunciabili per attrarre investimenti sani sul territorio e limitare al massimo il doloroso esodo all’estero delle nostre migliori e più giovani intelligenze lavorative, azzerando le nevrosi delle gare al massimo ribasso.

«Un lavoratore non è un numero anonimo su un registro contabile, e un cantiere non può trasformarsi in una trappola», conclude con toni decisi e spavaldi il leader sindacale Pino Giordano, blinda la postura del sindacato in vista dei prossimi e urgenti tavoli prefettizi già cerchiati sul calendario autunnale del 2026. «Il lavoro deve saper donare unicamente dignità, sicurezza sociale e prospettive di futuro: non deve togliere la vita. Chiediamo che si faccia piena luce su ogni elemento di questa dinamica. Basta feriti, basta sangue. La salute viene prima di tutto. Sempre». I taccuini degli ispettori sono aperti e i controlli nell’area industriale di Senise sigillati: la provincia di Matera alza la testa e si prepara alla mobilitazione, perché sulle vite dei giovani operai la comunità non accetterà mai alcun compromesso al ribasso.

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La Basilicata piange la scomparsa shock di Margherita Perretti: il commosso cordoglio dell’UGL per la regina della piccola industria lucana

La Basilicata perde una delle sue guide industriali più illuminate e il mondo del lavoro si stringe in un doloroso abbraccio collettivo. 💔🏗️📉 Si è spenta improvvisamente Margherita Perretti, stimata Presidente del Comitato Piccola Industria Basilicata, scatenando un immenso cordoglio in tutto il tessuto economico e istituzionale lucano. La segretaria regionale dell’UGL Basilicata, Florence Costanzo, esprime il profondo sconcerto del sindacato per la perdita di una donna di valore e di una professionista specchiata: “Margherita è stata una voce autorevole e trasparente a difesa delle piccole imprese e del lavoro sicuro per i giovani, un patrimonio etico che la nostra terra non dimenticherà”. Scoprite l’intero reportage nel nostro articolo. 👇❤️🇮🇹

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Margherita Perretti

Potenza – Ci sono notizie repentine, spietate e dolorose che impiegano pochissimi minuti a fare il giro degli schermi degli smartphone, scuotendo nel profondo le fondamenta di un’intera comunità e lasciando sgomenti i palazzi dell’economia, della politica e del lavoro. La Basilicata perde una delle sue menti più brillanti, colte e appassionate, una figura d’altissimo profilo umano e professionale che ha dedicato la propria intera esistenza allo sviluppo economico, al merito manifatturiero e alla tutela delle imprese sane della nostra terra. Si è spenta prematuramente Margherita Perretti, stimatissima e autorevole Presidente del Comitato Piccola Industria della Basilicata. Una perdita devastante che priva i rioni produttivi lucani di un faro di onestà intellettuale, competenza e fiera determinazione civile, proprio in un momento di grandi trasformazioni e nevrosi macroeconomiche per il Mezzogiorno.

Di fronte a questo tragico e inatteso lutto dello Stato sociale, l’intero mondo sindacale ha voluto abbattere le storiche barriere della dialettica tra le parti per fare quadrato attorno alla memoria della Presidente. L’UGL Basilicata, interpretando il sentimento di profonda commozione di tutte le tute blu e dei quadri dirigenti della confederazione, ha espresso formalmente il proprio sincero, profondo e incondizionato cordoglio alla famiglia Perretti, scendendo in piazza per blindare il lascito etico di una donna straordinaria. I Criteri di dialogo e trasparenza che Margherita aveva saputo imporre nelle joint venture tra il comparto datoriale e le sigle dei lavoratori rappresentano oggi un patrimonio ereditario inestimabile che la smart land lucana ha il dovere civile di proteggere, taccuino alla mano.

Il manifesto di Florence Costanzo: «Se ne va una protagonista assoluta della nostra terra»

La postura dell’UGL Basilicata si fa interprete del dolore dei rioni operai e delle piccole fabbriche del comprensorio, territori che la Perretti ha scortato per anni con una pianificazione strategica pluriennale incentrata sul benessere collettivo e sulla qualità della vita dei dipendenti. «Siamo profondamente colpiti da una notizia che ci lascia senza parole», dichiara visibilmente commossa la segretaria regionale dell’UGL Basilicata, Florence Costanzo, delineando i confini di un percorso antropologico esemplare. «La scomparsa di Margherita Perretti è una ferita aperta per l’intera regione. Se ne va una donna di immenso valore, una professionista autorevole che ha saputo governare i propri complessi incarichi istituzionali con rigore, serietà e un altissimo senso di responsabilità civile».

Secondo la radiografia tracciata dal sindacato autonomo, la Presidente ha saputo essere una voce fuori dal coro, limpida e trasparente, capace di lanciare programmi d’avanguardia per l’innovazione tecnologica 4.0 delle piccole imprese, offrendo risposte flessibili alle sfide della transizione ecologica e lottando in prima linea contro l’isolamento economico e lo spopolamento industriale delle aree interne dell’Appennino. Il suo impegno costante sui tavoli ministeriali e regionali ha permesso di tutelare migliaia di contratti di lavoro stabili, valorizzando il merito dei giovani talenti lucani e limitandone al massimo il doloroso esodo all’estero, un’opera di squadra eccezionale sorretta da un entusiasmo pulito e privo di filtri burocratici.

L’abbraccio del sindacato alla famiglia: il valore della persona oltre il ruolo

La segretaria Florence Costanzo ha voluto rimarcare come il ricordo di Margherita Perretti superi di gran lunga i confini polverosi delle cariche ricoperte nei registri confindustriali, celebrando la spensieratezza e la generosità umana di una donna che ha preferito spendere le proprie migliori energie per la crescita civile dei rioni natali piuttosto che cedere al torpore del materialismo individuale. In questa giornata di lutto e silenzio, l’UGL si stringe in un ideale e caloroso abbraccio attorno ai parenti e ai colleghi della sfortunata imprenditrice, pronti a trasformare il dolore in una risorsa etica per il futuro dell’industria locale.

«In un momento così drammatico, le parole non possono colmare il vuoto di una perdita tanto improvvisa», conclude con assoluta fermezza la leader regionale Florence Costanzo, firmando un solenne e intramontabile saluto per le scadenze del presente. «Possiamo soltanto stringerci alla sua famiglia con rispetto e sincera partecipazione, facendo arrivare loro l’affetto dell’intera UGL Basilicata. La nostra comunità saprà ricordare ed onorare il valore del suo immenso impegno e tutto ciò che ha saputo donare alla Basilicata». I taccuini sindacali si chiudono e le bandiere delle fabbriche lucane si abbassano a mezz’asta: spegnete per un attimo gli smartphone e dedicate un pensiero a Margherita, perché finché una terra saprà piangere e ricordare i suoi figli migliori, il nostro domani non sarà mai privo di speranza.

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