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LA PECORA NERA NELLE ORGANIZZAZIONI: QUANDO L’EMARGINAZIONE È UN FENOMENO SISTEMICO, NON UNA COLPA INDIVIDUALE

#LIBRI
Categoria: Psicologia
Autore: Diana Daneluz
Data: 4 giugno 2026

“La PECORA NERA nelle organizzazioni. Quando sentirsi fuori posto non è un problema. È una posizione.” Tatiana Coviello, 2026

Il fenomeno psicologico alla base dell’etichetta

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LA PECORA NERA NELLE ORGANIZZAZIONI: QUANDO L’EMARGINAZIONE È UN FENOMENO SISTEMICO, NON UNA COLPA INDIVIDUALE

Redazione- Chi si occupa di psicologia dei gruppi e delle organizzazioni conosce bene la dinamica: un individuo competente, integro, portatore di pensiero critico entra in un sistema – aziendale, familiare o istituzionale – e, nel tempo, o si integra e trova il suo “posto” adempiendo al ruolo che gli è stato assegnato e tenendosi al ”suo posto” oppure il sistema lo rigetta come un organo trapiantato che un organismo non sopporta. Non per demerito. Non per incompetenza. Ma perché ogni sistema ha bisogno di persone che ricoprano certi posti ed il ruolo è un posto, inserito all’interno di una dinamica sistemica.

È da questa osservazione clinica e organizzativa che prende forma “LA PECORA NERA” (2026), il nuovo libro di Tatiana Coviello, HR Advisor, psicologa e coach certificata ICF, autrice già nota per il suo lavoro pionieristico sul rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale con “Nemmeno gli struzzi lo fanno più. Vivere bene con l’Intelligenza Artificiale” (2019).

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Il nuovo libro si inserisce in un campo di ricerca consolidato, ma ancora poco divulgato al grande pubblico: quello della psicologia sistemica applicata ai contesti organizzativi e familiari, con uno sguardo che integra la prospettiva della psicologia sociale, del coaching e della teoria dei sistemi.

L’effetto pecora nera: dal costrutto teorico alla vita quotidiana


La psicologia sociale ha formalizzato da decenni il cosiddetto “black sheep effect”, descritto da Marques e Yzerbyt negli anni Ottanta¹: i membri di un gruppo tendono a giudicare più severamente coloro che, pur appartenendo al proprio gruppo, ne violano le norme condivise e spesso non scritte, rispetto a individui esterni che compiono le stesse azioni. Il motivo è di natura identitaria: il membro deviante minaccia la coesione e l’immagine collettiva del gruppo, e per questo viene giudicato — e spesso escluso — con maggiore severità rispetto a chi commette le stesse azioni provenendo dall’esterno.

Coviello riprende questa dinamica fondamentale e la traspone nei sistemi organizzativi e familiari con rigore analitico. Il suo contributo non si limita alla descrizione del fenomeno: propone uno spostamento epistemologico fondamentale. La domanda che tipicamente si pone chi occupa quel ruolo – “Che problema ho? Sono io il problema?” – viene smontata e sostituita da una più proattiva: “Quale funzione sto assolvendo all’interno di questo sistema?”. Questo passaggio dalla psicologia individuale alla lettura sistemica è forse il cuore teorico del libro. Non si tratta di consolazione o di attribuzione di colpe esterne, ma di un’operazione epistemica: ampliare il frame interpretativo per includere le dinamiche del sistema nel quale l’individuo è immerso.

 

Identità e ruolo: una distinzione clinicamente rilevante

Uno degli snodi più significativi del testo riguarda la distinzione tra ruolo e identità. Nella tradizione psicodinamica e sistemica, il ruolo è una funzione che il gruppo assegna a un membro per mantenere il proprio equilibrio omeostatico. Non è un dato della persona, ma una costruzione relazionale. Eppure, quando questo ruolo viene prolungato nel tempo, può internalizzarsi e diventare parte dell’identità soggettiva: la persona smette di fare la pecora nera e comincia a essere (o credere di essere) la pecora nera.

[Nota dell’autrice: Nel libro esploro diverse tipologie di pecora nera — non solo quella che disturba o si distingue, ma anche quella silenziosa, quella che regge tutto, quella eccellente e quella grigia. In un modo o nell’altro, siamo tutti una pecora nera in qualche sistema: in azienda, in famiglia, in ogni contesto relazionale.]

Coviello lavora precisamente su questa frontiera, accompagnando chi legge nel riconoscere quando l’etichetta ricevuta dal sistema è diventata una auto-percepita caratteristica stabile del sé, lavorando su una distinzione clinicamente rilevante, che permette di uscire dall’identificazione con il ruolo senza negare l’esperienza vissuta.

Questa prospettiva si collega direttamente a concetti centrali nella psicologia dello sviluppo e clinica: il sé narrativo (Bruner², McAdams³), i meccanismi di proiezione e identificazione proiettiva descritti dalla tradizione kleiniana, e la nozione di ruolo familiare patologizzante già esplorata da Bowen⁴ e Minuchin⁵ nell’ambito della terapia sistemica familiare.

Il sistema che emargina: dinamiche di potere e regolazione del gruppo


Ma perché i sistemi producono pecore nere? La risposta di Coviello è in linea con la teoria dei sistemi complessi: ogni sistema tende all’autoconservazione e alla riduzione dell’ansia interna. Chi rende visibili le tensioni implicite, chi nomina ciò che il gruppo non vuole nominare, chi porta chiarezza là dove vige l’ambiguità funzionale è una persona che assolve una funzione critica, ma scomoda. Diventa il portatore designato del disagio collettivo.

In termini più tecnici, si tratta di quello che Wilfred Bion⁶ avrebbe descritto come la “basic assumption” del gruppo: la tendenza, cioè, del gruppo a organizzarsi intorno a dinamiche difensive primitive (dipendenza, attacco-fuga, accoppiamento) quando la coesione è minacciata. La pecora nera, in questa lettura, è spesso colui o colei che resiste alla basic assumption e cerca di operare nel work group, cioè in modalità orientata alla realtà e al compito. Il sistema percepisce questa resistenza come una minaccia e risponde con l’esclusione. Il libro non cita mai esplicitamente Bion, ma il percorso che propone è coerente con questa tradizione: riconoscere la dinamica, non personalizzarla, scegliere consapevolmente come rispondervi.

“La Voce”: un esperimento di co-intelligenza


Un elemento editoriale che merita attenzione specifica da parte dei lettori di Anankenews riguarda l’innovazione metodologica introdotta da Tatiana Coviello. In alcuni snodi chiave del testo, l’autrice ha integrato dei QR code che danno accesso a uno strumento di intelligenza artificiale denominato “La Voce”, che non è un chatbot generico, ma un interlocutore addestrato specificamente sulla struttura del libro, progettato per fare domande anziché fornire risposte. L’intento dichiarato dall’autrice con “La Voce” è quello di trasformare la lettura in un processo attivo di elaborazione, il cui il lettore è portato di fronte alla propria situazione concreta, stimolando un pensiero riflessivo che non si esaurisce nella lettura passiva. Coviello chiama questo approccio “Co-Intelligenza”, un uso consapevole dell’IA non come sostituto del pensiero critico, ma come amplificatore di esso. Cosa che l’Autrice mette in pratica da anni. Da una prospettiva psicologica, questo strumento si avvicina a ciò che la ricerca sul “questioning cognitivo” e sull’apprendimento trasformativo (Mezirow⁷) ha identificato come fattore chiave nel cambiamento dei frame interpretativi: la domanda giusta, posta nel momento giusto, ha un potere destabilizzante e rigenerativo che la risposta preconfezionata non può avere.

Un libro che si inscrive in un percorso

“La Pecora Nera” è il primo libro di una serie di libri. Il prossimo volume, annunciato per luglio 2026 con il titolo “Non sei rotto. Sei smontato”, suggerisce una traiettoria terapeutica precisa: dal riconoscimento della dinamica sistemica (questo libro) alla ricostruzione intenzionale del sé (il prossimo libro). Una progressione che richiama il classico percorso della psicoterapia breve e del coaching trasformativo: prima si nomina il pattern, poi lo si rielabora. Per i lettori di Anankenews – tra loro professionisti della salute mentale, ricercatori, educatori, clinici – questo libro offre uno strumento di riflessione che ha valore sia sul piano personale che professionale. Comprendere come funziona l’etichettamento sistemico, come si costruisce il ruolo del deviante all’interno di un gruppo e come si può distinguere ruolo da identità è una competenza trasversale che attraversa la clinica, la pedagogia e le scienze organizzative.

Tatiana Coviello

LA PECORA NERA. Sentirsi fuori posto non è un problema. È una posizione (2026).
Per conoscere l’Autrice: [www.tatianacoviello.it](http://www.tatianacoviello.it)
Per acquistare il libro: [Amazon](https://amzn.eu/d/09vBi2LZ)

Note

¹ José Marques e Vincent Yzerbyt. Marques è professore di psicologia sociale all’Università di Porto; Yzerbyt è professore all’Università Cattolica di Lovanio (Belgio). Sono tra i principali ricercatori europei sulla psicologia dei gruppi e hanno formalizzato l’effetto pecora nera dimostrando sperimentalmente come i gruppi tendano a sanzionare i propri membri devianti con maggiore severità rispetto agli esterni, per proteggere la coerenza dell’identità collettiva.

² Jerome Bruner (1915–2016). Psicologo e pedagogista statunitense tra i più influenti del Novecento. Fondatore della psicologia cognitiva e culturale, ha elaborato la teoria del sé narrativo sostenendo che gli esseri umani costruiscono la propria identità attraverso le storie che raccontano di sé: non siamo ciò che siamo, ma il racconto che facciamo di noi.

³ Dan P. McAdams. Psicologo della personalità alla Northwestern University (Chicago), ha sviluppato la teoria dell’identità narrativa, secondo cui l’identità adulta si forma come una storia personale interiorizzata (con protagonisti, scene nucleari, temi e conclusioni) che ogni individuo costruisce nel corso della vita.

⁴ Murray Bowen (1913–1990). Psichiatra e terapeuta familiare statunitense, fondatore della terapia sistemica familiare. Ha introdotto concetti fondamentali come la differenziazione del sé, la trasmissione multigenerazionale dei pattern relazionali e il triangolo relazionale, strumenti ancora centrali nella clinica familiare contemporanea.

⁵ Salvador Minuchin (1921–2017). Psichiatra argentino-statunitense, padre della terapia strutturale della famiglia. Ha elaborato il concetto di struttura familiare come sistema di regole implicite che organizzano i ruoli e le interazioni tra i membri, mostrando come certi ruoli patologizzanti vengano assegnati e mantenuti dal sistema familiare per preservarne l’equilibrio.

⁶ Wilfred Bion (1897–1979). Psicoanalista britannico di origine indiana, allievo di Melanie Klein e figura centrale nella psicoanalisi dei gruppi. Nella sua opera “Experiences in Groups” (1961) ha descritto come i gruppi oscillino tra il “work group” (orientato al compito reale) e le “basic assumptions” (stati mentali difensivi collettivi (dipendenza, attacco-fuga, accoppiamento) che il gruppo adotta inconsciamente per evitare l’ansia.

⁷ Jack Mezirow (1923–2014). Sociologo e teorico dell’educazione statunitense, professore alla Columbia University. Ha sviluppato la teoria dell’apprendimento trasformativo, secondo cui il cambiamento profondo negli adulti avviene attraverso la messa in discussione dei “frame of reference”, le strutture di assunzioni e aspettative che filtrano l’esperienza solitamente innescata da un “disorienting dilemma”, cioè un’esperienza destabilizzante che costringe a rivedere le proprie certezze.

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L’Oblio Horror Circus ad Amantea: lo show thriller di Eusanio Martino

🚨 AMANTEA, ARRIVA IL BRIVIDO: LUNEDÌ 29 LUGLIO L’ESCLUSIVO OBLIO HORROR CIRCUSSiete pronti a sfidare le vostre paure? Per un’unica ed esclusiva data estiva, lunedì 29 luglio alle ore 21.15, sbarca ad Amantea (sulla SS Tirrena Inferiore, adiacente Eurospin) il tenebroso e affascinante “Oblio Horror Circus”, lo show thriller diretto dall’impresario Eusanio Martino che sta registrando un successo strepitoso in tutta Italia! 🎪💀Un format unico nel suo genere che fonde magistralmente l’arte del circo contemporaneo al teatro, all’humor nero e alla sensualità. Il pubblico verrà catapultato in un viaggio immersivo fin dall’ingresso, attraversando un tunnel oscuro popolato da clown killer e folli creature, per poi assistere a performance acrobatiche estreme, acrobazie mozzafiato e grandi illusioni curate da un cast internazionale di altissimo livello. La storia di Mister Oblio vi trascinerà nel profondo della suspense. 🔮⛓️👇 I posti sono limitati! Per assicurarvi la vostra poltrona in prima fila, collegatevi al portale di prenotazione online. Tu hai abbastanza coraggio per entrare nel tunnel? Raccontacelo nei commenti!#OblioHorror Circus #Amantea #EusanioMartino #CircoHorror #SpettacoloImmersivo #PrimaFilaTicket #EstateCalabria #ThrillerShow

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Oblio circus

Amantea – Nel vasto panorama dell’intrattenimento dal vivo contemporaneo, l’evoluzione delle arti circensi ha progressivamente abbandonato la classica struttura lineare per abbracciare forme espressive ibride, capaci di coniugare la drammaturgia teatrale alle suggestioni del cinema di genere. In questa cornice di sperimentazione e innovazione linguistica si inserisce l’arrivo dell’atteso e tenebroso “Oblio Horror Circus”, la cui produzione esclusiva si appresta a fare tappa nella splendida cornice costiera di Amantea. Lo spettacolo, concepito e strutturato sotto la rigorosa direzione artistica dell’esperto impresario Eusanio Martino, andrà in scena in un’unica ed esclusiva data lunedì 29 luglio 2026, alle ore 21.15, all’interno della tensostruttura allestita lungo la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, in un’area adiacente al punto vendita Eurospin. L’evento si propone come un laboratorio di intrattenimento sensoriale in cui la suspense, il brivido e le performance estreme si fondono a sfumature ironiche e sensuali, offrendo al pubblico calabrese un’esperienza artistica totale e di forte impatto emotivo.

La sinossi di Mister Oblio: la transizione dal successo all’indifferenza

Al di là del virtuosismo tecnico e acrobatico degli interpreti, il vero elemento di novità dell’Horror Circus risiede nella solidità del suo impianto narrativo. Attraverso l’utilizzo dell’arte mimica, della danza contemporanea e delle discipline aeree, lo show sviluppa una trama complessa incentrata sulla figura di Mister Oblio, un’allegoria del tempo e della dimenticanza. Questo oscuro personaggio decide di catapultare i protagonisti dello spettacolo nel baratro dell’oscurità e della cancellazione sociale. Il nucleo tematico analizza la profonda sofferenza esistenziale che scaturisce dal passaggio repentino dal successo all’indifferenza pubblica, una transizione traumatica che degenera progressivamente nella follia clinica e artistica del cast. La scenografia e i giochi di luce sono stati curati nei minimi dettagli per amplificare la dicotomia tra chiaroscuro e tenebre, intrappolando lo spettatore all’interno di un’atmosfera sospesa e pervasa da una costante e calcolata suspense psicologica.

La struttura del pre-show e il percorso immersivo nel tunnel oscuro

L’architettura dello spettacolo è stata progettata per rompere la tradizionale barriera fisica e psicologica che separa la pista dalla platea, trasformando l’intero perimetro del circo in uno spazio performativo immersivo. L’esperienza degli spettatori comincia infatti ben prima del fischio d’inizio ufficiale: fin dall’ingresso, il pubblico viene accolto dalla frenesia e dalle incursioni di spaventosi personaggi caratterizzati da trucchi cinematografici di altissimo livello. Questi attori traghettano i visitatori attraverso un tunnel oscuro, sede di un emozionante e interattivo pre-show concepito per destabilizzare i punti di riferimento logici degli ospiti e prepararli emotivamente all’ingresso nella sala principale. Una volta occupati i propri settori, gli spettatori si ritroveranno circondati da una galleria di figure grottesche, tra cui clown killer e creature umane pervase da pura follia, che si alterneranno in pista per presentare attrazioni estreme e grandi illusioni magiche.

Il cast internazionale e la logistica delle prenotazioni digitali

L’alto valore spettacolare dell’evento è garantito dalla presenza di un cast internazionale che riunisce alcune delle migliori eccellenze artistiche nel campo del contorsionismo, del verticalismo e del funambolismo estremo, capaci di sfidare le leggi della fisica con esibizioni ad alto rischio. Data l’esclusività dell’unica replica prevista sul territorio di Amantea e l’elevata richiesta di biglietti registrata nelle tappe precedenti, la direzione organizzativa ha predisposto un canale di biglietteria automatizzato in collaborazione con la piattaforma specializzata Prima Fila Ticket. I cittadini e i turisti interessati a garantirsi l’accesso alla sala possono effettuare la prenotazione telematica della poltrona sul portale ufficiale, pagando online esclusivamente il diritto di prevendita e saldando la restante quota monetaria direttamente presso le casse dedicate dell’evento il 29 luglio, evitando così assembramenti e file prolungate.

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Poesie di Gustavo M. Galliano (Argentina)

Ha ricevuto il titolo di Dottore Honoris Causa in Letteratura, Cultura e Diffusione della Pace Mondiale dall’IFCH (Marocco). È Ambasciatore della Parola della Fondazione César Égido Serrano (Spagna), Ambasciatore di Pace del Circolo Universale degli Ambasciatori di Pace (Francia e Svizzera) e membro ufficiale del CIESART, organismo attivo in Spagna, Perù, Francia e Svizzera. Fa inoltre parte di numerose giurie letterarie internazionali.

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Gustavo M. Galliano (Argentina)

Redazione-  Il Prof. Gustavo Marcelo Galliano è poeta, scrittore, narratore e docente universitario argentino, riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo alla letteratura, alla cultura e alla promozione della pace.

Ha ricevuto il titolo di Dottore Honoris Causa in Letteratura, Cultura e Diffusione della Pace Mondiale dall’IFCH (Marocco). È Ambasciatore della Parola della Fondazione César Égido Serrano (Spagna), Ambasciatore di Pace del Circolo Universale degli Ambasciatori di Pace (Francia e Svizzera) e membro ufficiale del CIESART, organismo attivo in Spagna, Perù, Francia e Svizzera. Fa inoltre parte di numerose giurie letterarie internazionali.

Tra le sue pubblicazioni più recenti figura la raccolta poetica Poemas Ocultos en la Bruma. Collabora attivamente con diverse riviste culturali e letterarie internazionali, tra cui Pluma & Tintero (Madrid, Spagna), Spiragli (Palermo, Italia), Azahares (Conil de la Frontera, Spagna) e Muros (Veracruz, Messico).

Ricopre inoltre l’incarico di Segretario Tecnico della REDIM (Rete dei Gruppi di Ricerca del Mercosur) presso l’UNR.

Nato a Gödeken, vive a Rosario, nella provincia di Santa Fe, in Argentina, dove continua a svolgere un’intensa attività letteraria, accademica e culturale, promuovendo il dialogo tra i popoli attraverso la forza della parola e della poesia.

AMORE SULLA TUA PELLE

Schiuma marina lasciva
mi bacia le orecchie,
in onde che strappano via
i ricordi della tua pelle.
Nuvole ansiose accarezzano
da una luna con il soffio di una brezza,
e la mia lingua vorace ripercorre
la tua eterea assenza.
Cuori tracciano cuori
in un amore appassionato,
una cavalcata in spasmi
di bianchi cavalli autunnali.
Aggrappata ai nostri gemiti reciproci,
la sabbia ci ha sorpresi,
intasando gli ingranaggi del tempo,
e ci ha impressi nell’amore.

SEMINA LA PACE

Sul cammino della vita,
semino speranza
con semi di Pace,
con semi di Amore,
e alla fine della strada,
tu ed io raccoglieremo
la gloria di ciò che abbiamo seminato,
la soddisfazione dell’eternità.

SILENZIO E NULLA

Il silenzio e i suoi suoni
inondano il mio Nulla,
fingo di comprenderlo,
abbracciano la mia infinità di sfumature.
Il Nulla si contorce invidiosamente,
ha bisogno di regnare ma è privo di ritmo,
usurpatore di falsità,
è la smorfia del Mastino.
La sua frase preferita non esiste,
la frase preferita del Silenzio sei tu.

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Evelina Sgarbi con Sauro Moretti al VIP Master di Tennis di Milano Marittima

La 35ª edizione del Vip Master di Tennis a Milano Marittima ha visto la partecipazione di 45 volti noti tra spettacolo, sport e giornalismo. Quest’anno, insieme a Valeria Marini, Piero Chiambretti, Simona Ventura,Massimo Giletti, Paolo Conticini, Licia Colò, Matilde Brandi, Franco Nero, Walter Nudo, Gene Gnocchi, Franco Causio, Alessio Tacchinardi, Nicola Legrottaglie, Katia Serra, Sossio Aruta, Marino Bartoletti, Edoardo Raspelli, ha fatto il suo ingresso, accompagnata dall’immancabile Sauro Moretti, Evelina Sgarbi.

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Evelina Sgarbi con Sauro Moretti

La figlia di Sgarbi e’ stata ospite dell’hotel 5 stelle Mare Pineta, una perla della ricezione alberghiera di tutta la riviera

Di Monica Macchioni

Redazione-  La 35ª edizione del Vip Master di Tennis a Milano Marittima ha visto la partecipazione di 45 volti noti tra spettacolo, sport e giornalismo. Quest’anno, insieme a Valeria Marini, Piero Chiambretti, Simona Ventura,Massimo Giletti, Paolo Conticini, Licia Colò, Matilde Brandi, Franco Nero, Walter Nudo, Gene Gnocchi, Franco Causio, Alessio Tacchinardi, Nicola Legrottaglie, Katia Serra, Sossio Aruta, Marino Bartoletti, Edoardo Raspelli, ha fatto il suo ingresso, accompagnata dall’immancabile Sauro Moretti, Evelina Sgarbi.
Sauro Moretti nel 2022 aveva accompagnato il padre di Evelina, Vittorio Sgarbi. Memoriabili le foto del grande critico d’arte in pantaloncini bianchi e rigorosamente in mocassini marroni. Mai avrebbe ceduto alle scarpe da tennis. L’accoglienza riservata ad Evelina e’ stata davvero molto affettuosa. Al suo ingresso in campo c’è stato uno scroscio di applausi di incoraggiamento verso la ragazza e da parte del presentatore dell’evento un saluto a Vittorio Sgarbi che purtroppo quest’anno non ha potuto partecipare; evidentemente per la note condizioni di salute. Evelina ha ricevuto tanti abbracci e molte pacche sulle spalle in un clima affettuoso ed amichevole, e tanti ne hanno apprezzato il carattere espansivo e simpatico, molto somigliante a quello del padre Vittorio.
Evelina e’ stata ospite dell’hotel Mare Pineta, una perla della ricezione alberghiera di tutta la riviera. La figlia di Sgarbi e’ rimasta particolarmente colpita dalla calorosa accoglienza da parte dell’hotel nonché dei due patron del Vip Master Mario e Patrick Baldassarri.
Evelina Sgarbi per parte sua ha contraccambiato con tanti selfie e tanti autografi sul libro “Nata Sgarbi”, PIEMME Edizioni.

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