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Salute

SANITÀ A ROMA, APRE L’OSPEDALE DI COMUNITÀ AL POLICLINICO UMBERTO I: VENTI POSTI LETTO PER LA CURA DEI PAZIENTI FRAGILI

L’Ospedale di Comunità del Policlinico Umberto I apre le porte con 20 posti letto dedicati ai pazienti fragili: un nuovo modello di assistenza territoriale per collegare cure ospedaliere e ritorno a casa.
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SANITÀ A ROMA, APRE L’OSPEDALE DI COMUNITÀ AL POLICLINICO UMBERTO I: VENTI POSTI LETTO PER LA CURA DEI PAZIENTI FRAGILI

Redazione-   È stato inaugurato nella mattina del 5 giugno 2026, presso l’Edificio George Eastman di Roma, il nuovo Ospedale di Comunità del Policlinico Umberto I. La struttura, situata in viale Regina Elena 287/b, mette a disposizione venti posti letto destinati a pazienti clinicamente stabilizzati che necessitano di assistenza infermieristica continuativa e percorsi di recupero funzionale. L’iniziativa, presentata dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dal Direttore Generale dell’azienda ospedaliera Fabrizio d’Alba, rientra negli interventi della Missione 6 Salute del PNRR e punta a decongestionare i reparti per acuti, garantendo una gestione più fluida del passaggio tra le cure ospedaliere e il rientro al domicilio.

Un ponte tra ospedale e territorio L’Ospedale di Comunità si colloca al terzo piano dello storico edificio Eastman e rappresenta la prima struttura di questo tipo a essere integrata direttamente nel perimetro del Policlinico Umberto I. La sua funzione principale è quella di accogliere persone che, pur avendo superato la fase acuta della malattia, non sono ancora in condizioni di tornare in autonomia presso la propria abitazione o richiedono un monitoraggio medico programmato prima di accedere ai servizi territoriali.

Questa nuova realtà risponde alla necessità di offrire una sanità di prossimità, mirata in particolare a pazienti anziani, fragili e affetti da più patologie contemporaneamente. L’obiettivo è duplice: da un lato si riducono le degenze eccessive nei reparti di emergenza, dall’altro si prevengono nuovi ricoveri che potrebbero essere evitati attraverso un’assistenza intermedia qualificata.

Integrazione e formazione professionale Il Direttore Generale Fabrizio d’Alba ha sottolineato come la struttura non sia soltanto uno spazio logistico, ma un centro di collaborazione multidisciplinare. L’organizzazione interna si basa sulla centralità della figura infermieristica, supportata da medici, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e assistenti sociali. Secondo d’Alba, la creazione di questo reparto all’interno di un grande policlinico universitario assume anche una valenza didattica significativa. I giovani professionisti avranno la possibilità di confrontarsi con la sanità territoriale già durante il periodo di formazione, acquisendo competenze integrate che spesso mancano nei percorsi di tirocinio prettamente ospedalieri.

Il ruolo del PNRR e della rete regionale La realizzazione del reparto segue le direttive del Decreto Ministeriale 77/2022, che ridisegna i modelli dell’assistenza territoriale in Italia. L’attività dell’Ospedale di Comunità sarà strettamente connessa alla Centrale Operativa Territoriale (COT), ai distretti sanitari e ai Medici di Medicina Generale, creando una rete che accompagna il paziente lungo l’intero percorso di cura.

Gli spazi dell’Edificio George Eastman sono stati riprogettati per garantire standard moderni di accessibilità e comfort, orientati al recupero dell’autonomia individuale. L’intervento si inserisce nel piano di riorganizzazione promosso dalla Regione Lazio per rendere l’offerta sanitaria più capillare e meno centrata esclusivamente sui grandi poli ospedalieri d’urgenza. Con l’apertura di questa struttura, il Policlinico Umberto I compie un passo avanti nella gestione della cronicità e della post-acuzie, ambiti che rappresentano la sfida principale per la sostenibilità del sistema sanitario regionale nei prossimi anni.

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Salute

Tenere in braccio i neonati non è un vizio: la scienza smentisce le vecchie credenze e rassicura l’istinto delle mamme

“NON TENERLO TROPPO IN BRACCIO… O PRENDE IL VIZIO!”. E ANCORA: “LASCIALO PIANGERE NELLA CULLA COSÌ SI RINFORZANO I POLMONI!”. LA SCIENZA E I PEDIATRI MODERNI “ASFALTANO” I VECCHI E ASSURDI DETTI POPOLARI… LE COCCOLE E IL SENO NON VIZIANO, MA CREANO BIMBI FORTI! 💕 👶 🍼 Quante volte Le Nostre Meravigliose Neo-Mamme, già esauste e Pienissime di paure durante i delicatissimi primi mesi di Vita del Loro Cucciolo, si Sono dovute Sorbuttare le “Ramanzine” e i rigidi Consigli (Fatti magari a fin di Bene) dei Parenti Più anziani? Quante volte Vi siete sentite Dire “Basta! Lo Stai Viziando tenendolo sempre In Braccio… deve abituarsi a Piangere da solo!”? Care Mamme, e cari Papà, tirate un Immenso sospiro di Sollievo e mandateli Meticolosamente “a Quel Paese”: La scienza Moderna e Le Neuroscienze Hanno stabilito in Modo Categorico, Ufficiale (e Meraviglioso) che nei Primissimi Mesi di Vita del Vostro Bambino “IL CONCETTO STESSO DI VIZIO NON ESISTE”! Il Cervello del Neonato non è fisicamente formato, quindi i suoi non sono “Capricci Volontari o Strategie per Manipolarvi”… ma semplici e Puri Istinti di Sopravvivenza! Quando il Cucciolo piange da Solo nella Culla, non fa un Capriccio, ma Si sente Letteralmente in Pericolo di Morte perché gli Manca il Battito e il calore della Mamma! Lasciarlo piangere (Come volevano le Crude ed Errati Leggi delle vecchie generazioni) Produce “Cortisolo” (L’ormone dello Stress e dell’angoscia!). Al contrario… prenderlo Immediatamente tra le Braccia, coccolarlo a dismisura e dargli il Seno “A Richiesta” Produce nel Piccolo (e nella madre) tantissima “OSSITOCINA”, facendolo Sentire Amato e Al Sicuro! I Bambini coccolati nei primi mesi Senza Limiti, Diventeranno Adulti Molto Più Felici e Forti! Solo Dopo il primo Anno di Età, pian piano, bisognerà Inserire delle Regolette educative e Ferme. Leggi Tutti Gli Splendidi Dettagli Medico-Scientifici e l’Intera Spiegazione dei Pediatri nel Nostro Bellissimo Articolo Dedicato Alle Famiglie! 👇 🗣️ A cosa credete? Qual è il Vostro Parere o la Vostra Esperienza di Mamme o di Nonne? Anche Voi Avete Dovuto Sopportare i Giudizi dei Parenti che vi Accusavano di “Viziare” troppo Il vostro Bambino perché non volevate Vederlo e Sentirlo Soffrire Piangendo al Buio nella Culla? Pensate anche voi Che la Nostra Natura Animale e Umana ci Insegni a Coccolare in ogni modo Possibile i Nostri Figli E che questi non siano Affatto dei Vizi ma semplici Gesti D’Amore Puro? Diteci la Vostra Sviscerando A Fondo L’Argomento nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare e Tranquillizzare Tutte le Neo-Mamme della Vostra Famiglia! IL VOSTRO ISTINTO NON SBAGLIA MAI!

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Maternità

Redazione – Quante volte, specialmente durante i primissimi e delicatissimi mesi di vita di un bambino, le neo-mamme si sono sentite ripetere fino alla nausea frasi fatte del tipo: “Non tenerlo troppo in braccio altrimenti prende il vizio”, oppure “Lascialo piangere da solo nella culla, così si rinforzano i polmoni”, o peggio ancora “Se gli dai il seno ogni singola volta che te lo chiede, finirai per viziarlo a vita”? Per decenni, intere generazioni di genitori sono state messe in guardia (spesso da parenti anziani in perfetta buona fede) da questi consigli popolari severi e da direttive educative rigide.
Ma c’è una bellissima, dolcissima e liberatoria notizia: oggi la Scienza moderna smentisce totalmente tutto questo! Le più recenti evidenze nei campi delle neuroscienze dello sviluppo e della pediatria hanno categoricamente distrutto queste credenze, definendole totalmente prive di qualsiasi fondamento biologico. Care mamme, tirate un grandissimo sospiro di sollievo: nei primissimi mesi di vita del vostro cucciolo, il concetto stesso di “vizio” non esiste, è solo un’invenzione culturale.

Il falso mito: il neonato non sa “Manipolare”

Dal punto di vista neurobiologico, è fisicamente e strutturalmente impossibile che un neonato vi stia facendo dei “capricci”. Il cervello del piccolo, alla nascita, non possiede assolutamente le strutture necessarie per “manipolare” subdolamente gli adulti. La sua corteccia prefrontale (ovvero la regione del cervello responsabile della pianificazione e del ragionamento logico) è ancora totalmente immatura.
Nei primissimi mesi, le risposte del bambino sono guidate esclusivamente dal suo “istinto animale”. Quando un neonato piange disperato per essere preso in braccio o per stare attaccato al seno, non sta mettendo in atto una strategia o un capriccio: sta rispondendo a un impulso di sopravvivenza. Per il cucciolo d’uomo, la separazione fisica dalla mamma viene percepita letteralmente come una terrificante minaccia vitale.

Cortisolo contro Ossitocina: non fateli Piangere!

Prendere in braccio il piccolo (il cosiddetto contatto pelle a pelle) e rispondere subito al suo pianto disperato non sono “semplici coccole o vizi”, ma vere e proprie medicine naturali.
Lasciare un neonato a piangere da solo a lungo al buio (come suggerivano i vecchi detti) innalza paurosamente i suoi livelli di cortisolo (l’ormone dello stress). L’eccesso di cortisolo nei primi mesi può interferire negativamente con la sana formazione delle connessioni neuronali. Al contrario, l’abbraccio, il calore e la suzione al seno stimolano immediatamente un’ondata di dolcissima ossitocina, un ormone miracoloso che riduce la frequenza cardiaca, stabilizza la respirazione e dona la pace interiore al piccolo.

Il Quarto Trimestre e il Miracolo dell’Attaccamento

I pediatri definiscono i primi tre mesi di vita come il “Quarto Trimestre di gravidanza”. Il bimbo nasce immaturo e ha un bisogno fisiologico, viscerale e disperato di un ambiente esterno che simuli il calore rassicurante dell’utero (il contenimento tra le braccia, il battito cardiaco della madre, il nutrimento continuo).
Inoltre, la celeberrima Teoria dell’Attaccamento di John Bowlby ha ampiamente dimostrato che il mito dei “vizi” è una totale assurdità: i bambini che nei primissimi mesi di vita vengono costantemente coccolati, amati e ricevono risposte calde ai propri pianti, da grandi diventeranno adulti infinitamente più forti, autonomi, felici e resilienti allo stress della vita moderna, perché avranno la certezza interiore di essere amati.

Amore, Coccole e Nessun Vizio

Ovviamente, con il passare dei mesi (a partire dall’anno di età in poi) il bambino inizierà a sviluppare la propria volontà, e in quella determinata fase (e solo allora) i genitori dovranno essere bravi a inserire gradualmente dei “confini educativi” empatici ma fermi.
Ma per i primissimi mesi, la scienza offre una risposta meravigliosamente chiara: l’amore, il contatto fisico infinito, le carezze e la prontezza nel rispondere al pianto di un neonato NON viziano mai! La vecchia e crudele cultura del “farli attendere nella culla per non viziarli” è un retaggio del passato assolutamente smentito dai dati scientifici. Amate i vostri cuccioli, teneteli stretti a voi senza alcun senso di colpa, e lasciate che il vostro puro istinto materno trionfi su ogni stupido e vecchio proverbio popolare.

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Salute

Il mistero del legame tra Madre e Figlio: come la mente umana cerca “segnali” e significati profondi per proteggere la nuova Vita

I NUMERI E IL MISTERO DEL LEGAME TRA MADRE E FIGLIO! Quando la mente di una Mamma in Ospedale cerca “Segnali” e significati profondi per Proteggere la Nuova Vita! 🤰 🧠 ❤️ Diventare Madri è uno Tsunami di Emozioni, Paure e un amore così potente da stravolgere la nostra Biologia e la nostra Mente! Lo sanno bene tutte le donne che hanno affrontato i lunghissimi, dolorosi ma magici giorni di degenza in Ospedale durante il Parto (il cosiddetto Peripartum). I sensi si affinano, l’istinto di protezione per il neonato schizza alle stelle, e la Mente Umana inizia a cercare un “Senso” e un ordine intorno a sé per sentirsi al Sicuro! Un interessantissimo Studio di Caso Psicologico sulla nascita del piccolo Leonardo Antonio Gabriele ha analizzato proprio questo! Nelle ore del parto, la madre ha trovato infinite e rassicuranti “Sincronicità e Coincidenze Numeriche” nell’ambiente che la circondava: il passaggio dal Letto numero 1 al numero 10, le pagine del libretto sanitario (Pagina 11, guarda caso il giorno del compleanno della mamma!), e perfino la somma dei numeri dell’Orario di nascita (le 12:31) che danno come risultato 7… e si collegano al 7° Giorno di vita del bimbo! Ovviamente, la Psicologia ci spiega che non c’è nulla di “Magico” o paranormale, e che Oggettivamente si tratta di semplici Coincidenze e casualità Matematiche. Ma Soggettivamente, per la Mente della Mamma, si tratta di una “Magia Psicologica” vitale! Il nostro cervello, travolto dalle fortissime emozioni del parto, cerca e si “aggrappa” a questi schemi ambientali e numerici per creare un vero e proprio “SCUDO EMOTIVO”. La mente trasforma freddi numeri e letti d’ospedale in una Narrazione Romantica e Sicura, per proteggere il bambino e isolarlo dal mondo esterno! Leggi tutta l’affascinante spiegazione di questo fenomeno mentale e del “Legame” indissolubile Madre-Figlio nel nostro articolo Psicologico! 👇 📖 Mamme, è capitato anche a voi nei giorni travolgenti e stancanti del Parto in Ospedale di notare “Strane e bellissime coincidenze” (Orari, date, numeri delle stanze, canzoni) e di aggrapparvi a queste sensazioni per sentirvi più al Sicuro e in connessione col vostro bimbo? Diteci la vostra sviscerando i vostri più intimi Ricordi di quei giorni nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo sulle vostre bacheche per omaggiare la “Magia” misteriosa, psicologica e biologica della Maternità!

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Leonardo Antonio Gabriele

Redazione  – La transizione verso la maternità è, senza ombra di dubbio, il momento più sconvolgente, potente e misterioso nell’intera esistenza di una donna. Non si tratta semplicemente di dare alla luce un bambino, ma di attraversare una vera e propria tempesta perfetta fatta di profondissima riorganizzazione neurobiologica, psicologica e relazionale. Durante il delicatissimo periodo del peripartum (la fase che precede e segue immediatamente il parto), la mente materna sviluppa un’elevata e quasi sovrumana sensibilità verso l’ambiente circostante. I sensi si acuiscono in modo innaturale e il cervello lavora a ritmi vertiginosi, costantemente teso a costruire una cornice di protezione assoluta e di significato profondo attorno al nuovo nato. Un interessantissimo caso di studio ha recentemente acceso i riflettori proprio su questo fenomeno psicologico, analizzando la cosiddetta “diade madre-figlio” e l’affascinante tendenza della mente umana a ricercare sincronicità e significati simbolici nei numeri e nell’ambiente durante il ricovero ospedaliero per la nascita del piccolo Leonardo Antonio Gabriele.

La ricerca di un senso: i numeri come “scudo” psicologico

L’analisi dei fattori ambientali e cronologici rilevati durante i giorni di degenza ospedaliera per la nascita di questo bambino evidenzia una serie di pattern e ricorrenze che la madre ha vissuto con grandissima intensità. Si parte dalla dinamicizzazione degli spazi ospedalieri: il passaggio dal letto numero 1 (che ha accompagnato la dolorosa fase di travaglio e di solitaria attesa) al letto numero 10 (il nido della fase post-natale) viene percepito soggettivamente come una traiettoria progressiva, il passaggio dall’individualità della madre al completamento del miracolo del parto. La vicinanza del letto numero 11 nella stessa stanza viene letta come una rassicurante prossimità.
A questo si aggiungono le corrispondenze documentali: le misurazioni del neonato registrate l’11 settembre sulla pagina 10 del libretto sanitario (adiacente alla pagina 11), un numero che richiama in modo fortissimo la data di nascita della madre stessa (l’11 maggio). Fino ad arrivare ai “vettori orari”: la nascita del 6 settembre alle ore 12:31 genera una configurazione numerica la cui somma (1+2+3+1) fa 7, numero che trova poi corrispondenza nel settimo giorno di vita del neonato.

Tra coincidenze oggettive ed emozioni soggettive

Di fronte a questa fittissima rete di numeri, orari e date, la psicologia moderna ci offre una chiave di lettura estremamente affascinante, ma ben ancorata alla realtà dei fatti. Se da un punto di vista puramente razionale, statistico e oggettivo potremmo derubricare e inquadrare questi eventi a semplici e casuali coincidenze matematiche, dal punto di vista psicologico e soggettivo essi assumono invece una valenza clinica ed emotiva fondamentale per la donna.
In momenti di stress emotivo estremo e di amore travolgente come la nascita di un figlio, la mente umana cerca fisiologicamente un ordine all’interno del caos. La ricorrenza del numero 11 e la sua interconnessione con il 10 o il 7 fungono per la madre da vero e proprio “scaffold emotivo” (un’impalcatura, uno scudo psicologico protettivo). Dare una lettura semantica e profonda a queste fredde cifre aiuta la mente a consolidare e razionalizzare il potentissimo legame diadico, isolando idealmente il sacro rapporto madre-figlio da qualsiasi interferenza esterna.

La vera magia: l’unione biologica indissolubile

La conclusione di questo caso di studio ci insegna una lezione meravigliosa sui meccanismi di autodifesa e di amore del nostro cervello. La percezione acuta di queste “coincidenze numeriche” durante i primi giorni di vita di Leonardo Antonio Gabriele non è semplicemente un fatto statistico, bensì una potentissima struttura simbolica creata dalla mente, estremamente utile per formalizzare, accettare e interiorizzare quell’unione viscerale e indissolubile tra la madre e il neonato.
La vera grandezza non risiede nei numeri in sé, ma nella forza inarrestabile dell’istinto materno, capace di trasformare i freddi orari di un ospedale, il numero stampato su un letto d’acciaio o la pagina di un libretto sanitario in una meravigliosa narrativa di protezione esclusiva, di continuità biologica e di affetto infinito.

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La rivoluzione del muscolo che sposa la mente: il casertano Claudio Belardo alla guida della FNBB Italia per ridisegnare i confini del Natural Bodybuilding

La mente sposa il muscolo e il natural bodybuilding italiano si rivoluziona! 🏋️‍♂️🧠 Il dottore casertano Claudio Belardo è stato nominato ufficialmente Responsabile Nazionale del nuovo Dipartimento di Psicologia, Benessere e Inclusione di FNBB Italia. Psicologo, chinesiologo e ideatore del celebre metodo B-MAP (nonché del progetto solidale “Cavalli in Blu” per l’autismo), Belardo è stato scelto dal presidente Pasquale Filosa per mettere la dignità della persona al centro dello sport, abbattendo ogni barriera fisica e mentale. Un traguardo straordinario per la sanità sportiva campana, scoprite tutti i dettagli del piano d’azione nell’articolo! 👇❤️✨

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Claudio Belardo

Caserta – Ci sono discipline sportive che per troppo tempo sono rimaste prigioniere di uno stereotipo polveroso, schiacciate dall’illusione superficiale che la cultura fisica fosse semplicemente una questione di specchi, pesi da sollevare ed esasperazione estetica della massa muscolare. Ma il vero sport, quello pulito, etico e trasparente che rifiuta categoricamente ogni scorciatoia, sa bene che la forza più dirompente non risiede nelle fibre della carne, ma nei corridoi complessi e affascinanti della mente. Nel panorama del culturismo italiano, si appresta a levarsi una vera e propria rivoluzione culturale e scientifica. La FNBB Italia (Federazione Italiana Natural Bodybuilding) ha istituito ufficialmente il nuovo ed esclusivo Dipartimento nazionale di Psicologia, Benessere e Inclusione, affidando la cabina di regia al talento multidisciplinare del professionista casertano, il Dott. Claudio Belardo.

La nomina d’altissimo profilo, conferita con orgoglio dal Presidente Nazionale Pasquale Filosa d’intesa con il Direttivo Federale, nasce da una visione strategica chiara e non più rimandabile: rimettere la persona, la sua salute psicofisica e l’accessibilità universale al centro dell’agenda agonistica. La scelta di Belardo non è affatto casuale, ma premia un percorso accademico monumentale e unico nel suo genere, capace di fondere con disarmante naturalezza la psicologia clinica, le scienze motorie preventive e adattate, la pedagogia e il management dello sport. Un’arma d’eccellenza per scardinare i vecchi cliché e dimostrare che il bodybuilding natural è, prima di tutto, uno straordinario stile di vita e una risorsa terapeutica contro le nevrosi e l’isolamento del nostro presente.

La logistica della cura: la netta e rigorosa distinzione tra camice e palestra

All’interno del neonato Dipartimento nazionale, la tutela della salute pubblica e il rigore scientifico saranno garantiti da un’architettura operativa trasparente, dove i diversi ambiti professionali rimarranno rigorosamente separati a scanso di equivoci. Le attività di natura strettamente psicologica e di mental coaching sportivo saranno svolte da Belardo in qualità di psicologo professionista, regolarmente iscritto all’Albo della Regione Campania (Sezione A, n. 10728) e forte di un Master specialistico in Psicologia dello Sport. Sul versante puramente atletico, le sessioni biologiche e di allenamento si pinceranno sulle sue tre lauree magistrali e sulla qualifica di Chinesiologo delle Attività Motorie Preventive e Adattate, affiancata dal grado di Personal Trainer Master Sport Specialist (3° Livello FIPE).

Questo bagaglio enciclopedico ha permesso a Belardo di ideare il rivoluzionario metodo battezzato B-MAP (Belardo Metodo di Allenamento Psicofisico), un protocollo d’avanguardia condensato nelle pagine del suo acclamato volume intitolato “L’Algoritmo per la Felicità – Diventa chi sei con il Metodo B-MAP”. Non parliamo di schede d’allenamento asettiche o di diete punitive destinate a spegnere il sorriso, ma di un percorso sartoriale pensato per forgiare il carattere dei ragazzi attraverso la disciplina del corpo, insegnando la resilienza, l’onestà intellettuale e la gestione delle emozioni prima ancora della performance sul palco, limitando al massimo il torpore materialista che troppo spesso condiziona i giovani nei moderni centri fitness.

Dall’equitazione paralimpica al progetto “Cavalli in Blu”: l’inclusione non è uno slogan

Ma il vero cuore pulsante del Dott. Claudio Belardo, quello che ha convinto i vertici della FNBB Italia a consegnargli la responsabilità nazionale del benessere federale, risiede nel suo viscerale e duraturo impegno nel mondo dello sport adattato e della disabilità. L’esperto casertano vanta infatti una straordinaria esperienza come istruttore responsabile della Scuola Federale Sport Equestri Paralimpica, avendo scortato atleti speciali verso la conquista di prestigiosi titoli regionali e podi nazionali. Una dedizione totale che ha trovato la sua massima e commovente espressione nel celebre progetto “Cavalli in Blu”, una realtà ideata da Belardo e interamente dedicata alla riabilitazione equestre per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

«Accetto questo incarico con grande senso di responsabilità», dichiara con profonda commozione il neo Responsabile nazionale, Claudio Belardo, pronto a fare squadra con l’Amministrazione e le palestre di tutta la penisola. «Il bodybuilding natural e la cultura fisica rappresentano contesti nei quali disciplina, continuità e consapevolezza assumono un ruolo fondamentale. L’obiettivo sarà contribuire allo sviluppo di iniziative fondate sulla competenza, sulla formazione e sull’inclusione, mettendo finalmente la persona al centro della cultura sportiva». La sfida della FNBB è lanciata, i bilancieri della vecchia politica sportiva sono pronti a essere scaricati: da Caserta a Roma, il natural bodybuilding italiano alza la testa e si scopre, finalmente, una disciplina dal cuore grande e dalla mente libera.

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