Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

EMERGENZA LUPI A CEPAGATTI: AVVISTAMENTI SEGNALATI VICINO AL CENTRO ABITATO

Pubblicato

a

Lupo

Cresce la preoccupazione tra i residenti per i continui avvistamenti. L’amministratore Camillo Sborgia invoca un nuovo patto di convivenza tra comunità e fauna selvatica. Il 17 aprile un summit con gli esperti

Redazione-  Non si placano le segnalazioni nel territorio di Cepagatti e nei comuni limitrofi riguardo alla frequente comparsa di lupi in prossimità delle zone abitate. Numerose le testimonianze raccolte dai cittadini che, attraverso scatti fotografici e video, hanno documentato la vicinanza dei predatori alle abitazioni, manifestando un forte senso di inquietudine.

Sulla vicenda è intervenuto Camillo Sborgia, membro della giunta comunale, il quale si è fatto portavoce delle ansie della cittadinanza. Sebbene la situazione richieda una soglia di attenzione elevata, l’esponente dell’esecutivo ha sottolineato come la via da seguire non sia quella dello scontro, bensì quella di un equilibrio regolamentato. “È prioritario garantire l’incolumità dei residenti e la protezione dei loro piccoli animali domestici, che ormai molti preferiscono tenere al riparo all’interno delle mura domestiche durante le ore notturne”, ha spiegato Sborgia.

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione non è l’abbattimento degli esemplari, ma l’attuazione di strategie di gestione che permettano una vicinanza sostenibile tra uomo e natura. In quest’ottica, il prossimo 17 aprile Cepagatti ospiterà un importante forum di rilievo nazionale. L’incontro vedrà la partecipazione di accademici e tecnici del settore, chiamati a delineare soluzioni pratiche e protocolli di sicurezza per fronteggiare il fenomeno dell’urbanizzazione dei lupi.

“Non nutriamo alcun intento punitivo verso la fauna”, ha ribadito Sborgia, “ma è indispensabile definire norme chiare e compromessi efficaci, dato che questi predatori si stanno spingendo sempre più verso i centri urbani, alterando le abitudini quotidiane della nostra comunità”.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

L’Aquila – muore a 16 anni dopo l’incidente con la sua minicar

Pubblicato

a

L'Aquila - muore a 16 anni dopo l'incidente con la sua minicar

L’incidente si è verificato intorno alle 19, all’altezza del centro sportivo Arcobaleno. Zona già tristemente nota per altri fatti simili. Il sedicenne, Ruggero Canocchi, era alla guida di una minicar quando, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo è uscito dalla carreggiata finendo violentemente contro un albero. Un impatto molto forte che ha fatto scattare immediatamente l’allarme.Trasportato all’Ospedale San Salvatore , in gravissime condizioni, oggi il suo cuore ha smesso di battere. Una tragedia che ha segnato l’intero capoluogo, l’intera Regione. Operato ieri sera , per una grave emoragia interna, che purtroppo non ha dato il risultato sperato, La redazione di Cavalierenews si stringe al dolore della famiglia e di tutto il territorio.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Ritorna il buonsenso per difendere le ragazze: arriva a Roma il magico braccialetto che scopre la droga dello stupro

FINALMENTE TRIONFA IL VECCHIO BUONSENSO DEI NOSTRI GENITORI: ECCO IL “BRACCIALETTO MAGICO” CHE SCOPRE LA DROGA DELLO STUPRO NEI COCKTAIL, SALVANDO LA VITA ALLE RAGAZZE! 🍹 💙 🛑 La Piaga peggiore Delle Notti italiane è sicurante la presenza di vigliacchi “Mostri” pronti a Versare Silenziosamente, di Nascosto, la Famosa “Droga Dello Stupro” Inodore All’interno dei Bicchieri delle nostre Figlie! Per difenderle e Prevenire Tragedie Dolorosissime, il Comune Di Roma (Così come era già accaduto Meravigliosamente in Veneto a Venezia!) Ha iniziato a distribuire Gratis tra le Piazze Della Movida Un fantastico E Vitale “BRACCIALETTO DI CARTA” (Insieme a Fischietti E Etilometri). La Ragazza, mentre Balla in Discoteca, Non dovrà fare altro che Lasciare “Cadere Una Gocciolina Del Suo Cocktail” all’Interno Di un Tassello Del Suo braccialetto: Se Il colore diventa Improvvisamente BLU, Vuol dire che nel bicchiere c’è Nascosta la Ketamina E Lei è in Pericolo Di Vita!! Questo è il Vero “Ritorno Del Buon Senso”! E’ Giustissimo e Obbligatorio “Educare al Rispetto I Nostri Figli Maschi”, Ma Fino A che esisterà un solo Criminale al Mondo, il dovere Dei Genitori È dire alle Ragazze Di stare Attente a Se stesse e ai Bicchieri Che bevono! Leggi Come funziona Nel Dettaglio questo Formidabile Strumento Medico Nel nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente D’Accordo con Il Principio e i Vecchi Consigli delle Mamme, E Pensate Che Insegnare l’Autodifesa e L’Attenzione Alle Nostre Figlie Sia l’Unica Arma per Salvarle? Pensate Che Questi Braccialetti “Rivelatori Di Droghe” Andrebbero Obbligatoriamente Consegnati e Venduti Sopra Ai Banconi di Tutti i Bar e Discotecari d’Italia? Diteci la Vostra Sviscerando tutti I Vostri Consigli Di Genitori nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Far Conoscere a Tutte Le Vostre Amiche e Figlie L’Esistenza Di questo Miracoloso Braccialetto!!

Pubblicato

a

Cocktails

Roma – La notte, purtroppo, è spesso popolata da mostri silenziosi, vigliacchi e invisibili. E non esiste arma più subdola, meschina e terrificante della tristemente nota “droga dello stupro”, una sostanza inodore e incolore che viene vigliaccamente sciolta nei bicchieri delle ragazze per stordirle e rubare loro la vita e la dignità. Per combattere questa piaga sociale, però, da qualche giorno è scesa in campo un’arma di difesa formidabile. Anche a Roma è infatti iniziata la distribuzione gratuita di un particolarissimo e vitale “braccialetto” in grado di rivelare all’istante la presenza di droghe nei drink.
Si tratta di una meravigliosa e provvidenziale iniziativa promossa nell’ambito del Piano Roma Notte (predisposto in piena sinergia da Prefettura e Comune) che prevede inoltre la distribuzione ai giovani di etilometri e di potentissimi fischietti per poter fare baccano e attirare immediatamente l’attenzione dei passanti in caso di aggressione e pericolo. La primissima distribuzione dei braccialetti è avvenuta nella caldissima zona di Termini, attraverso gazebo e tutor della notte, ma sarà estesa al più presto in tutti i quartieri della movida romana.

Il Braccialetto Salvavita: come funziona il Test

Ma come funziona, all’atto pratico, questo miracoloso “drink check test”? La genialità sta nella sua estrema semplicità. Si presenta sotto forma di un normalissimo braccialetto di carta (dotato del logo del Comune e distribuito in bustine sigillate simili a quelle delle farmacie) che presenta due specifiche “aree colorate a forma di goccia” protette da una sottile pellicola.
Per usarlo, alla ragazza basterà rimuovere la pellicola protettiva e far cadere una singola goccia del suo cocktail nella zona reagente. Dopo appena un paio di minuti, non appena il liquido si sarà asciugato, arriverà il responso inequivocabile: se lo spazio bianco diventerà improvvisamente BLU, significa che c’è una probabilità altissima che la bevanda sia stata alterata e avvelenata con il letale Ghb (la famigerata droga dello stupro) o con della Ketamina. Un semplice tocco di colore blu per salvarsi letteralmente la vita.

Lo schiaffo al Neofemminismo: il trionfo del Buonsenso

Si tratta di un’iniziativa assolutamente meritoria e da applaudire a piene mani, non solo per i suoi vitali effetti pratici e preventivi, ma anche perché segna (finalmente) un clamoroso e benedetto ritorno al “sano buonsenso” dei padri e delle madri, orientato all’autoprotezione attiva delle ragazze. Negli ultimi anni, purtroppo, lo slogan dominante (pompato a dismisura in certe piazze dalle correnti del neofemminismo in salsa woke) recitava fieramente l’assioma: “Non proteggete le vostre figlie, ma educate i vostri figli maschi”.
Se è giustissimo ed eticamente sacrosanto educare i ragazzi maschi al rispetto totale delle donne, è altrettanto indubbio che (nell’attesa utopica che il mondo intero diventi magicamente un posto senza pericoli o criminali) la protezione pragmatica delle nostre figlie sia assolutamente vitale. Lo ha sottolineato magistralmente Giuseppe Napolitano (vicecapo di gabinetto del Campidoglio per la sicurezza), dichiarando: “Il messaggio è chiaro: devi essere sempre vigile! Guarda chi ti prepara il cocktail, e togliti le cuffiette dalle orecchie quando cammini da sola per la città”. Fino a poco tempo fa, queste frasi sacrosante avrebbero scatenato il linciaggio mediatico delle solite femministe da salotto.

Il precedente del Veneto e l’importanza dell’Autotutela

Fortunatamente, l’approccio dell’autotutela sta tornando centrale nel dibattito pubblico italiano. Il primissimo e formidabile precedente (prima ancora della Capitale) si è infatti registrato nella meravigliosa Venezia, dove decine di migliaia di kit anti-droga sono stati distribuiti gratuitamente nelle farmacie grazie a Federfarma e all’iniziativa di Laura Besio, consigliera regionale veneta di FdI.
Insegnare a una donna a non lasciare mai incustodito il proprio bicchiere sul bancone di una discoteca non significa in alcun modo “colpevolizzarla”, ma significa amarla, proteggerla e donarle l’arma più affilata e potente contro i mostri che abitano il buio: la prudenza e il buonsenso. Ben vengano i braccialetti blu!

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Fine del buonismo, l’orco torna in cella: il Tribunale del Riesame sbatte in carcere il bengalese che ha abusato della tredicenne

BASTA CON IL “BUONISMO” E LE SCUSE: LA GIUSTIZIA SBATTE FINALMENTE IN CARCERE IL BENGALESE DEL MINIMARKET! HA PALPEGGIATO UNA BIMBA INNOCENTE, DEVE STARE IN CELLA! 😡 🚓 🛑 Per fortuna ogni Tanto in Italia Vige ancora il “Buon Senso”! Una settimana fa c’eravamo (Giustamente) Imbufaliti e Indignati nel Leggere che un Giudice, dopo appena “48 ore”, aveva già Scarcerato (Con un Misero Obbligo di Firma) il bengalese di 42 anni Filmato dalle Telecamere mentre Palpeggiava e Abusava di Una Ragazzina Di 13 Anni andata a comprare Delle bibite in un Minimarket di Torino! La Procura aveva Fatto Ricorso per Mandarlo Subito in Galera, e Oggi i GIUDICI DEL RIESAME (Per fortuna) le Hanno Dato Totalmente Ragione: Arresto Subito e fine delle Favolette! E’ stato Revocato l’assurdo Obbligo di Firma (Che permetteva a questo signore di stare libero per strada mettendo in Pericolo le Altre Donne), Spazzando via le Assurde E Patetiche Scuse presentate dai Suoi Avvocati. L’indagato Aveva Infatti Scritto Delle “Lettere di Scuse” dicendosi Dispiaciuto, Tirando Fuori la solita solfa “vittimistica” (Ossia che lui aveva bisogno di Lavorare per Inviare i Soldi in Bangladesh e Che stava venendo Massacrato dai Giornalisti)… Lacrime Di Coccodrillo Inutili!! Il Pericolo che possa Farlo ad Altre bimbe c’è, e deve Subire il Processo da Dietro Le sbarre! Leggi i Meravigliosi Dettagli della Sentenza che Smaschera questo Buonismo nel nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Pienamente E Totalmente D’Accordo con Il Riesame, e Pensate (Senza Se e Senza Ma) che chi tocca un Bambino Minorenne in Modo indecente Debba Marcire Subito in Galera Senza nessuno sconto Di Pena, “Percorso Psicologico” o Finti Pianti di Pentimento? Siete Indignati dai Precedenti Giudici che, per Puro Pietismo o Buonismo, l’avevano Rilasciato il Giorno Dopo? Diteci la Vostra Sviscerando tutta L’Indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare un Applauso Fortissimo ai Pm Che L’hanno Chiuso In Cella! BASTA!

Pubblicato

a

Tribunale del riesame

Torino – Per una volta, in questo nostro Paese in cui la bilancia della Giustizia sembra pendere fin troppo spesso dalla parte dei carnefici a discapito delle vittime innocenti, hanno finalmente trionfato la logica giuridica, il buon senso e il sacrosanto rispetto per chi subisce un trauma. Ma c’è voluta una vera e propria e dura battaglia legale per arrivarci.
La vicenda che aveva indignato e fatto ribollire il sangue all’Italia intera ha finalmente avuto il suo epilogo: il commesso di origine bengalese (42 anni) accusato di abusi e palpeggiamenti ai danni di una ragazzina di appena 13 anni all’interno di un minimarket cittadino, torna ufficialmente dietro le sbarre del carcere. Il Tribunale del Riesame di Torino, dopo l’attesa udienza di ieri, ha infatti smontato pezzo per pezzo e ribaltato clamorosamente la discutibilissima e inaccettabile decisione adottata dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) in primissima istanza, che aveva incomprensibilmente rimesso in libertà l’indagato.

Uno schiaffo al pietismo: revocato il vergognoso obbligo di firma

Facciamo un breve passo indietro per comprendere la portata della rabbia sociale. Nei giorni scorsi, dopo essere stato fermato per l’ignobile aggressione alla bambina (entrata in negozio semplicemente per comprare delle bevande per i fratellini), il bengalese era stato scarcerato dal gip dopo nemmeno tre miseri giorni (48 ore) trascorsi all’interno del penitenziario torinese. Una decisione avallata dalla sola, ridicola misura cautelare dell’obbligo di firma quotidiana. La Procura, fortunatamente, non ci è stata, e si era immediatamente appellata per chiedere a gran voce che l’orco tornasse in cella. E così è stato: il Tribunale del Riesame ha formalmente accolto la misura avanzata dal Pubblico Ministero, disponendo l’immediato ritorno dell’uomo all’interno dell’istituto di pena, ponendo fine a un “buonismo” giudiziario che aveva fatto venire i brividi a milioni di genitori italiani.

Le “Lacrime di Coccodrillo” non sono bastate

I giudici del Riesame hanno compiuto un lavoro egregio, spazzando via con un colpo di spugna tutta l’intricata ragnatela di “buone intenzioni” e di tardive contrizioni che la difesa aveva pietosamente steso in tribunale nel disperato tentativo di evitare il carcere al proprio assistito.
Il pietismo iniziale e la clemenza del gip (che aveva giustificato la vergognosa scarcerazione lampo affidandosi a una presunta e immediata resipiscenza e presa di coscienza dell’orco) ha finalmente dovuto cedere il passo alla cruda e oggettiva gravità dei fatti. Le solite “lacrime di coccodrillo” non hanno incantato il Riesame: non sono infatti bastate le lettere scritte in cui l’uomo affermava “mi vergogno” e prometteva di voler iniziare a frequentare un centro per uomini violenti. Così come non ha funzionato l’ignobile paravento del vittimismo (la solita scusa della necessità di lavorare per poter spedire i soldi alla famiglia in Bangladesh), né tantomeno i patetici pianti dell’indagato sulla presunta e ingiusta “gogna mediatica” che avrebbe subito sui giornali.

Le prove delle telecamere e il pericolo per le altre bambine

A inchiodare il quarantaduenne non c’era solo la parola disperata della vittima, ma la cruda, inoppugnabile e inequivocabile realtà delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del minimarket torinese, che documentano la drammaticità di un abuso commesso ai danni di un’anima innocente di 13 anni. Senza contare, inoltre, l’ombra inquietante dei fortissimi sospetti su possibili, precedenti e silenti episodi simili compiuti dall’uomo nello stesso locale (il che certifica il concreto e spaventoso pericolo di reiterazione del reato).
La retorica del “percorso psicologico e di recupero” e le scuse di comodo si sono rivelate per quello che erano realmente: un subdolo e vano tentativo di aggirare la Giustizia e scampare al carcere. La legge e la tutela delle vittime e dei minori, per questa volta, hanno avuto la meglio sulle solite, imperdonabili scorciatoie del buonismo italiano. Per il 17 ottobre, intanto, è stata fissata l’ulteriore udienza, sempre davanti al Riesame, su richiesta del legale dell’uomo. Sperando che la porta della cella resti chiusa e sprangata a lungo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza