Cronaca
COCULLO – CERCANO DI TRUFFARE UNA 92ENNE, SCOPERTI PROVANO AD INVESTIRLA
Redazione- Prima il tentativo di truffa con il trucco dei parenti nei guai, poi la fuga in auto che degenera in un tentativo di investimento con conseguente caduta della donna raggirata, una signora di 92 anni, che finisce in ospedale con frattura del bacino.Denunciati gli autori del colpo, tre giovani di cui due minorenni.È accaduto a Cocullo, in provincia dell’Aquila, dove l’anziana è stata contattata da malviventi che le chiedevano denaro per aiutare dei congiunti in difficoltà. Secondo quanto ricostruito, dopo il contatto telefonico uno dei truffatori, un ragazzo, si è presentato per riscuotere, raggiungendo la signora nella piazza del paese; lei nel frattempo aveva intuito il raggiro e una parente era intervenuta in suo aiuto. A quel punto il giovane è scappato salendo su un’auto dove lo attendevano due complici, il mezzo è partito a tutta velocità costringendo le persone in piazza a spostarsi per evitare di essere investite; in questo tentativo la signora è caduta. Grazie alle indagini dei Carabinieri della stazione di Cocullo il veicolo in fuga è stato intercettato e fermato a Cassino (Frosinone) dalla Polizia del locale Commissariato. A bordo del veicolo i tre giovani, di cui due minori, per i quali è scattata la denuncia per tentata truffa aggravata in concorso, lesioni personali aggravate, fuga e omissione di soccorso.
Sul caso indagano la Procura di Avezzano e quella per i Minorenni dell’Aquila.
Cronaca
LUPI VITTIME DI VIOLENZA: LA RETE “IO NON HO PAURA DEL LUPO” CHIEDE AL PRESIDENTE MATTARELLA UN INTERVENTO DECISO
Redazione – L’associazione ambientalista Io non ho paura del lupo APS ha inviato una missiva al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, denunciando quello che definisce un “allarmante andamento negativo” nei confronti della fauna selvatica italiana. Nella lettera, gli attivisti sottolineano che le recenti uccisioni di lupi non sono semplici crimini isolati, ma il sintomo di un clima sempre più ostile in cui gli animali selvatici vengono trasformati in pedine di una lotta culturale e politica.
Cosa è accaduto
- Abruzzo – Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono stati registrati più di 15 decessi di lupi, alcuni collegati a sospetti casi di avvelenamento su larga scala.
- Toscana – In diverse località della regione, esemplari abbattuti sono stati ritrovati appesi a infrastrutture pubbliche, in una chiara provocazione intimidatoria.
Secondo i responsabili dell’associazione, questi fatti si inseriscono in un quadro più ampio di bracconaggio che, da anni, affligge il territorio italiano con metodi cruenti quali veleni, trappole e armi da fuoco. Il fenomeno, pur essendo in gran parte occulto, ha un impatto devastante sulla conservazione delle specie protette.
Un nuovo livello di tutela confuso
L’appello rimarca che il recente recepimento, a livello nazionale, della decisione europea di declassare il lupo potrebbe aver alimentato un clima di confusione e disinformazione. Pur non prevedendo automaticamente abbattimenti, il cambiamento normativo, a loro dire, ha indebolito la percezione dell’urgenza di proteggere il predatore e ha fornito a qualche fazioso un pretesto per giustificare comportamenti illegali.
Richiesta di un segnale istituzionale
“Distruggere la fauna selvatica equivale a compromettere il futuro dell’Italia”, leggono nella lettera rivolta al Presidente. Gli attivisti chiedono a Mattarella di emettere un chiaro richiamo morale, ribadendo che la violenza contro gli animali e le aree protette non può essere tollerata né strumentalizzata a fini politici.
Essi sostengono che la salvaguardia della natura non è ostacolo allo sviluppo, ma un dovere costituzionale sancito dall’articolo 9 della Costituzione, che impegna lo Stato a proteggere l’ambiente e la biodiversità per le generazioni future.
Prossimi passi
L’associazione ha già avviato le procedure legali necessarie per denunciare i casi di avvelenamento e di uccisione illegale. Parallelamente, continuerà le attività di sensibilizzazione e collaborazione con allevatori, scuole e amministrazioni locali, promuovendo pratiche di convivenza pacifica tra uomo e lupo.
Il contesto più ampio
Gli esperti collegano l’ondata di violenza a una “pressione culturale, economica e politica” proveniente da gruppi organizzati che sfruttano la paura del predatore per alimentare contrasti tra realtà rurali e urbane. Tale dinamica, avvertono, rischia di erodere il dibattito pubblico e di legittimare ulteriori aggressioni contro il patrimonio naturale.
Concludendo, la rete “Io non ho paura del lupo” invita il Presidente della Repubblica a intervenire con autorità morale, affermando che la tutela della natura è parte integrante dell’identità civile dell’Italia e della sua credibilità a livello internazionale.
Cronaca
SBRANATO DA UN CANE IN MONTAGNA: ESCURSIONISTA MUORE ALL’ISTANTE, LE AUTORITÀ LANCIANO LA RICERCA DEL PROPRIETARIO
Redazione- Un uomo di 50 anni è deceduto sul colpo dopo essere stato attaccato da un cane, probabilmente di razza molosso, nella zona impervia di Trivigno, nel territorio comunale di Tirano. Le dinamiche esatte dell’accaduto non sono ancora state chiarite e le indagini sono in corso.
L’allarme è scattato verso le 15:20 di giovedì, quando i soccorritori hanno ricevuto la segnalazione dell’incidente. Sul luogo sono intervenuti l’elicottero della Regione Lombardia (Areu), le squadre del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, i reparti del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e le forze dei Carabinieri.
Nonostante l’immediata presenza di unità specializzate, il ferito non ha risposto alle manovre di rianimazione: il medico di turno ha potuto solo constatare il decesso dell’escursionista, che presumibilmente si era inoltrato nei boschi per una passeggiata.
Le autorità stanno ora concentrando le indagini per identificare il proprietario del cane e stabilire se l’animale fosse stato abbandonato o in compagnia del suo padrone al momento dell’attacco. La Procura di Sondrio ha aperto un fascicolo per omicidio involontario e per violazione della normativa sulla detenzione di animali pericolosi.
Nel frattempo, il Comune di Tirano ha invitato residenti e turisti a evitare le aree boschive più isolate fino a nuova valutazione del rischio e a segnalare eventuali cani incustoditi o abbandonati. Il Sindaco ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima e ha promesso “un’azione rapida e decisa per garantire la sicurezza dei nostri percorsi naturalistici”.
Cronaca
ALFEDENA, ALLARME BRACCONAGGIO: LUPI STERMINATI CON ESCHE AI FITOFARMACI
Redazione- Un grave e allarmante episodio di bracconaggio sta colpendo il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con particolare riferimento alle aree di Pescasseroli e Alfedena. Negli ultimi quindici giorni, circa quattordici lupi sono stati trovati privi di vita a causa di un avvelenamento deliberato. Le indagini preliminari, condotte attraverso analisi di laboratorio, hanno rivelato che la sostanza utilizzata per preparare le esche mortali è un prodotto fitosanitario comunemente impiegato in agricoltura.
Questo veleno, mescolato a carne per creare bocconi letali, non ha risparmiato solo i lupi, ma ha causato la morte anche di numerosi altri animali selvatici, tra cui piccoli mammiferi e uccelli rapaci, mettendo a serio rischio l’intero ecosistema del parco. La situazione, inizialmente circoscritta ad alcuni episodi, si sta rivelando sempre più estesa, con segnalazioni analoghe che emergono anche in altre zone della regione. Gli esperti e le associazioni ambientaliste definiscono questo fenomeno non più come un caso isolato, ma come una vera e propria emergenza.
Le autorità competenti, guidate dalla Procura di Sulmona, hanno istituito un’unità investigativa interforze per intensificare i controlli sul territorio e identificare i responsabili di questi atti criminali. Le recenti scoperte, avvenute tra sabato e martedì scorsi, hanno portato al ritrovamento di altre tre carcasse, che si aggiungono alle undici già sequestrate nei giorni precedenti.
Le indagini sono coordinate dal Procuratore Luciano D’Angelo, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per uccisione ingiustificata di animali. Le carcasse recuperate sono state inviate all’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise per ulteriori analisi tossicologiche. Il ritrovamento di undici esche contaminate, individuate dal nucleo cinofilo antiveleno tra Alfedena e Pescasseroli, conferma la premeditazione dell’atto. La gravità della situazione risiede nel fatto che queste esche rappresentano una minaccia non solo per i lupi, ma per tutta la fauna selvatica, gli animali domestici e potenzialmente anche per l’uomo.
Le strategie di prevenzione e repressione sono state discusse in un summit che ha visto la partecipazione dei vertici dei Carabinieri forestali, della Procura di Sulmona e del direttore del Parco.
L’obiettivo è creare un sistema di sorveglianza efficace per proteggere un territorio e la sua preziosa biodiversità da questi attacchi insensati.
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