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Cronaca

ROMA, ORRORE A TOR TRE TESTE: GATTINA SEVIZIATA E ABUSATA, È CACCIA AI RESPONSABILI

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Redazione-  Un fatto di inaudita ferocia ha gettato un’ombra scura sulla zona est della Capitale. Nel quadrante di Tor Tre Teste, una giovane gatta appartenente a una colonia locale è stata rinvenuta in stato di shock, con ferite devastanti riconducibili a un abuso di natura sessuale consumato presumibilmente nei giorni scorsi. Il tempestivo intervento di alcuni residenti ha permesso il trasferimento d’urgenza presso una clinica veterinaria, dove i medici hanno confermato il gravissimo trauma subito agli organi genitali.

La sezione di Ostia della LNDC Animal Protection si è immediatamente attivata, formalizzando un esposto alle autorità per fare chiarezza sull’accaduto e identificare i responsabili di tale scempio. L’organizzazione ha inoltre assunto l’onere delle cure mediche per la felina che, sebbene mostri parametri vitali stabili, resta in una situazione clinica estremamente delicata.

Piera Rosati, alla guida dell’associazione, ha espresso profondo sdegno per quella che ha definito una barbarie intollerabile, rimarcando il bisogno impellente di individuare e punire severamente chi si è macchiato di un simile reato. Dal sodalizio ambientalista giunge un appello accorato a chiunque abbia frequentato via Vittorio Olcese o via Francesco Tovaglieri nell’ultimo periodo: ogni testimonianza o dettaglio, anche apparentemente insignificante, potrebbe rivelarsi cruciale per dare un volto all’autore del crimine.

Secondo la LNDC, manifestazioni di perversione così estrema non rappresentano solo un’offesa alla vita animale, ma costituiscono un pericoloso segnale di allarme sociale che richiede una condanna ferma e unanime. L’associazione ha garantito il massimo impegno nel seguire l’iter giudiziario, affinché la piccola vittima possa ottenere la giustizia che merita.

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Cronaca

LUPI VITTIME DI VIOLENZA: LA RETE “IO NON HO PAURA DEL LUPO” CHIEDE AL PRESIDENTE MATTARELLA UN INTERVENTO DECISO

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Redazione – L’associazione ambientalista Io non ho paura del lupo APS ha inviato una missiva al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, denunciando quello che definisce un “allarmante andamento negativo” nei confronti della fauna selvatica italiana. Nella lettera, gli attivisti sottolineano che le recenti uccisioni di lupi non sono semplici crimini isolati, ma il sintomo di un clima sempre più ostile in cui gli animali selvatici vengono trasformati in pedine di una lotta culturale e politica.

Cosa è accaduto

  • Abruzzo – Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono stati registrati più di 15 decessi di lupi, alcuni collegati a sospetti casi di avvelenamento su larga scala.
  • Toscana – In diverse località della regione, esemplari abbattuti sono stati ritrovati appesi a infrastrutture pubbliche, in una chiara provocazione intimidatoria.

Secondo i responsabili dell’associazione, questi fatti si inseriscono in un quadro più ampio di bracconaggio che, da anni, affligge il territorio italiano con metodi cruenti quali veleni, trappole e armi da fuoco. Il fenomeno, pur essendo in gran parte occulto, ha un impatto devastante sulla conservazione delle specie protette.

Un nuovo livello di tutela confuso

L’appello rimarca che il recente recepimento, a livello nazionale, della decisione europea di declassare il lupo potrebbe aver alimentato un clima di confusione e disinformazione. Pur non prevedendo automaticamente abbattimenti, il cambiamento normativo, a loro dire, ha indebolito la percezione dell’urgenza di proteggere il predatore e ha fornito a qualche fazioso un pretesto per giustificare comportamenti illegali.

Richiesta di un segnale istituzionale

“Distruggere la fauna selvatica equivale a compromettere il futuro dell’Italia”, leggono nella lettera rivolta al Presidente. Gli attivisti chiedono a Mattarella di emettere un chiaro richiamo morale, ribadendo che la violenza contro gli animali e le aree protette non può essere tollerata né strumentalizzata a fini politici.

Essi sostengono che la salvaguardia della natura non è ostacolo allo sviluppo, ma un dovere costituzionale sancito dall’articolo 9 della Costituzione, che impegna lo Stato a proteggere l’ambiente e la biodiversità per le generazioni future.

Prossimi passi

L’associazione ha già avviato le procedure legali necessarie per denunciare i casi di avvelenamento e di uccisione illegale. Parallelamente, continuerà le attività di sensibilizzazione e collaborazione con allevatori, scuole e amministrazioni locali, promuovendo pratiche di convivenza pacifica tra uomo e lupo.

Il contesto più ampio

Gli esperti collegano l’ondata di violenza a una “pressione culturale, economica e politica” proveniente da gruppi organizzati che sfruttano la paura del predatore per alimentare contrasti tra realtà rurali e urbane. Tale dinamica, avvertono, rischia di erodere il dibattito pubblico e di legittimare ulteriori aggressioni contro il patrimonio naturale.

Concludendo, la rete “Io non ho paura del lupo” invita il Presidente della Repubblica a intervenire con autorità morale, affermando che la tutela della natura è parte integrante dell’identità civile dell’Italia e della sua credibilità a livello internazionale.

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SBRANATO DA UN CANE IN MONTAGNA: ESCURSIONISTA MUORE ALL’ISTANTE, LE AUTORITÀ LANCIANO LA RICERCA DEL PROPRIETARIO

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Redazione-  Un uomo di 50 anni è deceduto sul colpo dopo essere stato attaccato da un cane, probabilmente di razza molosso, nella zona impervia di Trivigno, nel territorio comunale di Tirano. Le dinamiche esatte dell’accaduto non sono ancora state chiarite e le indagini sono in corso.

L’allarme è scattato verso le 15:20 di giovedì, quando i soccorritori hanno ricevuto la segnalazione dell’incidente. Sul luogo sono intervenuti l’elicottero della Regione Lombardia (Areu), le squadre del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, i reparti del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e le forze dei Carabinieri.

Nonostante l’immediata presenza di unità specializzate, il ferito non ha risposto alle manovre di rianimazione: il medico di turno ha potuto solo constatare il decesso dell’escursionista, che presumibilmente si era inoltrato nei boschi per una passeggiata.

Le autorità stanno ora concentrando le indagini per identificare il proprietario del cane e stabilire se l’animale fosse stato abbandonato o in compagnia del suo padrone al momento dell’attacco. La Procura di Sondrio ha aperto un fascicolo per omicidio involontario e per violazione della normativa sulla detenzione di animali pericolosi.

Nel frattempo, il Comune di Tirano ha invitato residenti e turisti a evitare le aree boschive più isolate fino a nuova valutazione del rischio e a segnalare eventuali cani incustoditi o abbandonati. Il Sindaco ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima e ha promesso “un’azione rapida e decisa per garantire la sicurezza dei nostri percorsi naturalistici”.

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ALFEDENA, ALLARME BRACCONAGGIO: LUPI STERMINATI CON ESCHE AI FITOFARMACI

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Redazione-  Un grave e allarmante episodio di bracconaggio sta colpendo il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con particolare riferimento alle aree di Pescasseroli e Alfedena. Negli ultimi quindici giorni, circa quattordici lupi sono stati trovati privi di vita a causa di un avvelenamento deliberato. Le indagini preliminari, condotte attraverso analisi di laboratorio, hanno rivelato che la sostanza utilizzata per preparare le esche mortali è un prodotto fitosanitario comunemente impiegato in agricoltura.

Questo veleno, mescolato a carne per creare bocconi letali, non ha risparmiato solo i lupi, ma ha causato la morte anche di numerosi altri animali selvatici, tra cui piccoli mammiferi e uccelli rapaci, mettendo a serio rischio l’intero ecosistema del parco. La situazione, inizialmente circoscritta ad alcuni episodi, si sta rivelando sempre più estesa, con segnalazioni analoghe che emergono anche in altre zone della regione. Gli esperti e le associazioni ambientaliste definiscono questo fenomeno non più come un caso isolato, ma come una vera e propria emergenza.

Le autorità competenti, guidate dalla Procura di Sulmona, hanno istituito un’unità investigativa interforze per intensificare i controlli sul territorio e identificare i responsabili di questi atti criminali. Le recenti scoperte, avvenute tra sabato e martedì scorsi, hanno portato al ritrovamento di altre tre carcasse, che si aggiungono alle undici già sequestrate nei giorni precedenti.

Le indagini sono coordinate dal Procuratore Luciano D’Angelo, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per uccisione ingiustificata di animali. Le carcasse recuperate sono state inviate all’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise per ulteriori analisi tossicologiche. Il ritrovamento di undici esche contaminate, individuate dal nucleo cinofilo antiveleno tra Alfedena e Pescasseroli, conferma la premeditazione dell’atto. La gravità della situazione risiede nel fatto che queste esche rappresentano una minaccia non solo per i lupi, ma per tutta la fauna selvatica, gli animali domestici e potenzialmente anche per l’uomo.

Le strategie di prevenzione e repressione sono state discusse in un summit che ha visto la partecipazione dei vertici dei Carabinieri forestali, della Procura di Sulmona e del direttore del Parco.

L’obiettivo è creare un sistema di sorveglianza efficace per proteggere un territorio e la sua preziosa biodiversità da questi attacchi insensati.

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