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Politica

Futuro Nazionale a Villasanta: raccolta firme per Mario Roggero

๐Ÿšจ LEGITTIMA DIFESA: GRANDE SUCCESSO A VILLASANTA PER LA RACCOLTA FIRME SU MARIO ROGGEROUn segnale chiaro e inequivocabile che arriva direttamente dal cuore della Brianza. Domenica 26 luglio 2026, il gazebo organizzato a Villasanta dal movimento “Futuro Nazionale” e dal “Comitato 47” ha registrato una massiccia e costante affluenza di cittadini, uniti per sostenere la richiesta di grazia in favore del gioielliere Mario Roggero. โœ๏ธ๐Ÿ’La mobilitazione ha l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale i temi caldi della legittima difesa, della sicurezza e della tutela penale dei commercianti e dei lavoratori. In una nota congiunta, i promotori hanno espresso profonda gratitudine per lo straordinario numero di sottoscrizioni raccolte, sottolineando come la vicenda umana di Roggero sia fortemente sentita dalla gente comune che chiede buonsenso e giustizia. La campagna prosegue ora con determinazione su tutto il territorio nazionale. ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น๐Ÿ”’๐Ÿ‘‡ Cosa ne pensi della richiesta di concessione della grazia per Mario Roggero? Dicci la tua nei commenti!Leggi l’analisi completa della giornata e i prossimi appuntamenti della mobilitazione.#MarioRoggero #Villasanta #FuturoNazionale #Comitato47 #LegittimaDifesa #RaccoltaFirme #SicurezzaCommercianti #MonzaBrianza

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Raccolta firme per Mario Roggero

Villasanta – Il dibattito sui confini giuridici della legittima difesa e sulla tutela penale degli operatori commerciali torna prepotentemente al centro dell’agenda politica e dell’attivismo territoriale. Nella giornata di domenica 26 luglio 2026, la comunitร  di Villasanta, nella provincia di Monza e della Brianza, รจ stata teatro di una mobilitazione civile caratterizzata da un’altissima affluenza di cittadini. Il gazebo informativo e di coordinamento, promosso dal movimento politico “Futuro Nazionale” in stretta sinergia con il “Comitato 47”, รจ stato organizzato con il preciso obiettivo di sostenere e accelerare la raccolta firme finalizzata alla richiesta di concessione della grazia presidenziale in favore del gioielliere Mario Roggero. L’evento ha registrato un flusso costante di residenti e sostenitori fin dalle prime ore del mattino, trasformando un’iniziativa locale in una piattaforma di discussione sui temi della sicurezza e sulla percezione della giustizia sostanziale nel Paese.

La mobilitazione del Comitato 47 e i temi della legittima difesa

La manifestazione di Villasanta non si configura come un evento isolato, ma si inserisce all’interno di un articolato e strutturato percorso di sensibilizzazione che il Comitato 47 e Futuro Nazionale stanno conducendo su scala nazionale. La raccolta di sottoscrizioni mira a dare una veste formale alla solidarietร  espressa nei confronti di Roggero, la cui vicenda giudiziaria ha profondamente scosso l’opinione pubblica e il comparto dei piccoli commercianti, storicamente esposti al rischio della criminalitร  predatoria. Secondo gli organizzatori, l’adesione di massa registrata in Brianza dimostra come la richiesta di un intervento clemenziale non sia un’istanza corporativa, bensรฌ un sentimento diffuso tra la gente comune. La mobilitazione punta a riportare all’attenzione delle massime istituzioni dello Stato la necessitร  di bilanciare il rigore delle sentenze con una valutazione approfondita del trauma psicologico subito da chi si trova a difendere la propria vita e i propri beni all’interno delle mura lavorative.

La nota congiunta di Futuro Nazionale: il segnale politico del territorio

A margine delle operazioni di voto e di sottoscrizione, i rappresentanti di Futuro Nazionale e del Comitato 47 hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per tracciare un bilancio politico e numerico della giornata, evidenziando il forte valore simbolico della risposta popolare. Nella nota ufficiale si legge: “I cittadini di Villasanta e della Brianza hanno inviato oggi un segnale chiaro e inequivocabile. La forte affluenza al nostro gazebo dimostra quanto la vicenda umana e giudiziaria di Mario Roggero sia sentita dalla gente comune, che chiede giustizia, buonsenso e rispetto per chi si trova costretto a difendere la propria vita e la propria attivitร . Ringraziamo di cuore tutti i cittadini che sono passati a firmare e a portare il proprio sostegno”. Queste parole evidenziano la volontร  del movimento di incanalare la risposta emotiva del territorio all’interno di un’azione politica ordinata, capace di tradurre la solidarietร  in un formale strumento di pressione istituzionale.

Le prospettive future della campagna e il network dei think tank

In ultima analisi, il successo della tappa di Villasanta costituisce una pietra miliare per il consolidamento della campagna del Comitato 47. L’interazione tra i comitati di base e le strutture di pensiero collegate, come il Centro Studi Rinascimento Nazionale che opera in qualitร  di think tank autonomo, garantisce alla mobilitazione un supporto dottrinale e logistico indispensabile per elevare il livello del confronto. L’obiettivo finale dei promotori resta la capillarizzazione dei gazebo in tutte le principali province lombarde e del resto d’Italia, sensibilizzando l’opinione pubblica attraverso una corretta informazione giuridica e sollevando il velo sulle criticitร  applicative delle norme sulla legittima difesa. La voce del territorio, rinvigorita dal numero significativo di firme raccolte in Brianza, si candida cosรฌ a diventare un elemento di riflessione non piรน eludibile per i decisori parlamentari e ministeriali.

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Politica

“Fatti non foste a viver come bruti”: il nuovo, tagliente manifesto in codice dal Castello Sforzini per svegliare la politica

“Le buone genealogie hanno sempre qualche antenato irregolare. Fatti non foste a viver come bruti”. ๐Ÿ“œ ๐Ÿฐ Il nuovo dispaccio diramato dal Castello Sforzini (quartier generale del think tank Rinascimento Nazionale) รจ un vero capolavoro di crittografia politica! Un durissimo attacco alla mediocritร  dei vecchi partiti (i “bruti” di dantesca memoria) e una rivendicazione orgogliosa di voler costruire una nuova Destra, fiera e non conformista. Nel mirino di Luca Sforzini c’รจ anche la politica estera: “La geografia conta piรน della diplomazia”. L’Italia deve tornare a difendere i propri interessi nel Mediterraneo senza piegare la testa davanti a nessuno. Tu hai colto il messaggio nascosto dietro queste frasi? Leggi il nostro editoriale per scoprire tutti i retroscena! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น

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Il Mattutino del 13 agosto 2026

Castellar Ponzano (Alessandria) – C’รจ un’arte sottile, e quasi del tutto perduta nella politica contemporanea urlata e sguaiata dei talk show, che consiste nel dire moltissimo usando pochissime parole. รˆ l’arte del messaggio in codice, dell’aforisma affilato che costringe chi legge a fermarsi, riflettere e unire i puntini. Questa mattina, giovedรฌ 13 agosto, dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano (ormai incontrastato pensatoio e laboratorio strategico del think tank Rinascimento Nazionale) รจ stato diramato il nuovo, attesissimo “Mattutino”. Tre frasi, brevi e perentorie come colpi di martello, che delineano in modo inequivocabile la spina dorsale, l’identitร  e gli obiettivi della rivoluzione culturale e politica promossa da Luca Sforzini per il progetto di Futuro Nazionale.

“L’antenato irregolare”: la fiera rivendicazione di un’identitร  non ortodossa

La prima frase del dispaccio mattutino suona come una dichiarazione d’indipendenza: ยซLe buone genealogie hanno sempre qualche antenato irregolareยป. Il riferimento, tutt’altro che casuale, รจ al clamoroso dibattito suscitato in questi giorni dalla costruzione del “Pantheon” culturale di Rinascimento Nazionale. Nelle scorse ore, Sforzini ha inserito in questa galleria ideale la figura del liberale Mario Pannunzio, andandolo ad affiancare a giganti come Oriana Fallaci, Gianfranco Miglio e Guglielmo Giannini.

Il messaggio politico recapitato ai “puristi” dei vecchi partiti รจ devastante nella sua semplicitร : una forza politica nuova, che ambisce a governare e a cambiare davvero il Paese, non puรฒ permettersi il lusso di rinchiudersi nei rassicuranti (ma asfissianti) recinti dell’ortodossia ideologica. Scegliere “antenati irregolari” significa rivendicare il sacrosanto diritto di pescare le idee migliori da tradizioni diverse, senza chiedere la tessera di partito a nessuno. Significa rompere gli schemi, dialogare con chi la pensa diversamente (come ha dimostrato l’invito a Beppe Grillo) e costruire una “buona genealogia” basata sull’audacia e sul libero pensiero, non sul noioso conformismo di apparato.

“La geografia oltre la diplomazia”: il richiamo al realismo e alla Sovranitร 

Il secondo, tagliente aforisma del Mattutino ci porta direttamente sul campo minato della politica estera: ยซLa geografia a volte ha piรน carattere della diplomaziaยป. Una frase che si ricollega intimamente al dibattito scatenato ieri da Sforzini sulla Notte di Sigonella e sulla lezione di sovranitร  di Bettino Craxi. Troppo spesso, i governi italiani (e le burocrazie di Bruxelles) hanno piegato la testa di fronte a una diplomazia intesa come pura e semplice sudditanza ai diktat d’oltreoceano o nordeuropei.

Ma Sforzini ci ricorda una veritร  ineluttabile: la geografia non fa sconti. L’Italia รจ piantata nel cuore esatto del Mediterraneo, crocevia di popoli, interessi energetici, crisi geopolitiche e flussi migratori. Il “carattere” della nostra geografia ci impone di avere una politica estera autonoma, fiera e proattiva, non possiamo limitarci a firmare carte scritte altrove. L’interesse nazionale italiano รจ dettato dalla sua posizione sulla mappa del mondo: difendere questo interesse non significa essere anti-americani o anti-europeisti, ma significa essere “alleati adulti”, capaci di far pesare il proprio ruolo strategico guardando in faccia chiunque.

Il monito di Dante: la ribellione contro la mediocritร  del presente

Ma รจ la chiusura del Mattutino a sferrare il colpo da ko a tutto il sistema politico: ยซFatti non foste a viver come brutiยป. L’evocazione dei versi immortali di Dante Alighieri, messi in bocca a Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno per spronare i suoi compagni a superare le Colonne d’Ercole e inseguire “virtute e canoscenza”, รจ un grido di battaglia culturale.

La politica italiana, da troppo tempo, si รจ accontentata di vivere “come bruti”. Si รจ rassegnata all’amministrazione dell’esistente, alla mediocritร  dei piccoli favori, all’assenza totale di slanci ideali e di visioni a lungo termine. Il richiamo dantesco di Castellar Ponzano รจ un invito rivolto agli italiani migliori (quelli che non si rassegnano, che studiano, che lavorano e che amano la propria Patria) ad alzare la testa, a superare le colonne d’Ercole del “si รจ sempre fatto cosรฌ” e a pretendere una classe dirigente all’altezza della Storia del nostro Paese. Con un augurio finale che, giorno dopo giorno, suona sempre piรน come un programma politico: ยซChe sia una giornata di libertร , responsabilitร  e coraggioยป.

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Attualitร 

“Alleati degli USA, non sudditi”: Sforzini rilancia la lezione di Sigonella e invita Stefania Craxi. L’Italia ritrovi l’orgoglio

“Un alleato che non sa dire di NO quando serve, smette di essere un alleato e diventa un satellite obbediente.” ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น ๐Ÿฆ… Con queste parole di fuoco, Luca Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale) riapre il dibattito sulla storica Notte di Sigonella del 1985 guidata da Bettino Craxi. Non fu antiamericanismo, ma la dimostrazione che l’Italia poteva guardare in faccia gli Stati Uniti per difendere la propria sovranitร . รˆ in arrivo un grande convegno al Castello Sforzini, con tanto di invito ufficiale alla Senatrice Stefania Craxi. รˆ ora che l’Italia torni ad avere una vera politica estera, prendendo esempio anche da Andreotti e Berlusconi! Tu cosa ne pensi? รˆ possibile essere fedeli alla NATO senza piegare sempre la testa? Leggi l’articolo e commenta! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ›๏ธ

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Stefania Craxi

Castellar Ponzano (Alessandria) – C’รจ stata un’epoca, neanche troppo lontana ma oggi incredibilmente sbiadita, in cui la politica estera italiana non si faceva semplicemente con il capo chino e il cappello in mano nelle stanze di Bruxelles o di Washington. C’รจ stata una notte, entrata di prepotenza nei libri di storia patria, in cui l’Italia ha dimostrato al mondo intero (e soprattutto al suo alleato piรน ingombrante) cosa significhi la parola “Sovranitร ”. Quella notte รจ la famigerata Notte di Sigonella del 1985, e il volto di quell’orgoglio nazionale portava i tratti decisi di Bettino Craxi. Oggi, a quarantuno anni di distanza da quegli eventi cruciali, il think tank Centro Studi Rinascimento Nazionale decide di spazzare via la polvere del conformismo storico e di riaprire con forza il dibattito sul ruolo dell’Italia nel mondo.

Non fu antiamericanismo, ma politica estera con la schiena dritta

A lanciare la clamorosa e affascinante provocazione culturale รจ Luca Sforzini, vulcanico Presidente del Centro Studi, che con un’analisi lucidissima rimette al centro del villaggio il vero significato della crisi di Sigonella. ยซSigonella dovrebbe tornare ad essere studiata non come un episodio da consegnare alla sterile nostalgia della Prima Repubblica, nรฉ come la narrazione faziosa di una banale ribellione italiana agli Stati Unitiยป, tuona Sforzini. L’approccio deve essere ribaltato: ยซQuella fu una delle piรน alte e nobili lezioni di politica estera mai offerte dallโ€™Italia repubblicana. Bettino Craxi dimostrรฒ, nei fatti e non a chiacchiere, che si puรฒ essere saldamente e lealmente collocati nellโ€™Alleanza atlantica e, proprio per questo motivo, comportarsi da veri alleati e non da docili subordinatiยป.

Una distinzione, quella tra alleato e satellite, che oggi appare drammaticamente urgente recuperare, in un’epoca in cui la diplomazia europea (e spesso italiana) sembra incapace di articolare un pensiero indipendente dai grandi blocchi di potere globale. Sforzini non usa mezzi termini per descrivere l’attuale deficit di personalitร  dei governi occidentali: ยซUn alleato che non รจ mai capace di dire “no”, quando ritiene che il proprio supremo interesse nazionale lo richieda, cessa progressivamente e inesorabilmente di essere un alleato, trasformandosi in un mero satellite obbedienteยป.

L’appello a Stefania Craxi: un grande convegno al Castello Sforzini

Per trasformare questa profonda riflessione in azione politica concreta, Sforzini ha lanciato una proposta ufficiale e pubblica di altissimo profilo: organizzare al suggestivo Castello Sforzini di Castellar Ponzano un grande convegno nazionale intitolato โ€œSigonella 1985: sovranitร  nazionale e alleanza atlanticaโ€. Ma non รจ tutto. Il Presidente del Centro Studi ha rivolto un invito diretto ed esplicito alla Senatrice Stefania Craxi (giร  Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, intervenuta piรน volte di recente sul tema) per co-organizzare l’iniziativa.

ยซMi farebbe particolarmente piacere che la senatrice accettasse di costruire questo evento insieme a noiยป, ha precisato Sforzini, sgombrando subito il campo dai soliti sospetti dietrologici. ยซNon si tratterebbe di organizzare una vuota celebrazione agiografica o nostalgica di Bettino Craxi, ma di sottoporre quella drammatica e coraggiosa scelta alla prova inesorabile della storia e, soprattutto, alle sfide del nostro complicatissimo presenteยป. L’invito รจ esteso a tutte le associazioni socialiste che si richiamano alla figura dello statista, chiedendo un contributo reale di idee per interrogarsi non solo su cosa accadde quella notte, ma su cosa quell’evento possa insegnare all’Italia del 2026.

L’Atlantismo adulto e la geometria variabile: da Andreotti a Berlusconi

Il documento programmatico di Futuro Nazionale, il progetto politico a cui il Centro Studi รจ legato, traccia una rotta ambiziosa. Sforzini richiama esplicitamente tre modelli di eccellenza della nostra storia diplomatica: la sapiente “geometria variabile” dei rapporti internazionali praticata da Giulio Andreotti (capace di dialogare con tutti mantenendo il baricentro a Roma), la straordinaria e ineguagliata capacitร  di mediazione tra Russia e Stati Uniti di Silvio Berlusconi, e, appunto, le iniziative di Craxi. ยซSono storie politiche profondamente differentiยป, ammette Sforzini, ยซma nelle quali si rintraccia un elemento comune, sacro e imprescindibile: l’idea che l’Italia debba avere una propria politica estera proattiva, e non limitarsi a riceverne una preconfezionata da fuoriยป.

L’approccio di Rinascimento Nazionale รจ fieramente anti-ideologico. Come si studia il federalismo di Miglio, il coraggio della Fallaci o la libertร  di Pannunzio, cosรฌ si studia il decisionismo di Craxi. Senza complessi di inferioritร  e senza chiedere patenti di purezza a nessuno. Perchรฉ, come ricorda Sforzini in un finale da brividi, ยซuna grande nazione non sceglie fra l’essere alleata e l’essere sovrana. รˆ sovrana proprio perchรฉ sa quale alleanza scegliere e perchรฉ, quando รจ il momento, sa parlare ai propri alleati guardandoli dritti negli occhiยป. Le porte del Castello Sforzini sono aperte. E la politica estera italiana, forse, sta per svegliarsi dal suo lungo torpore.

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Politica

La Destra rompe gli schemi: Pannunzio entra nel Pantheon di Rinascimento Nazionale. Sforzini: “Basta ortodossie, serve libertร ”

Basta con la politica degli slogan e dei burocrati di Bruxelles, l’Italia ha bisogno di spiriti liberi! ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น ๐Ÿฆ… Il Centro Studi “Rinascimento Nazionale” guidato da Luca Sforzini lancia una provocazione culturale fortissima: il liberale Mario Pannunzio entra nel Pantheon del think tank, affiancando giganti “irregolari” come Oriana Fallaci, Gianfranco Miglio e Guglielmo Giannini. L’obiettivo? Costruire una destra nuova, capace di studiare i veri problemi del Paese, di dialogare persino con mondi lontani (come dimostra l’invito a Beppe Grillo) e di ribadire che l’Occidente si fonda sulla libertร , non sulla sudditanza all’Unione Europea. Sei d’accordo con questa visione rivoluzionaria? Leggi l’articolo e dicci cosa ne pensi! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ›๏ธ

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Mario Pannunzio

Castellar Ponzano (Alessandria) – C’รจ un fermento nuovo, inaspettato e profondamente vitale che sta attraversando l’area politica e culturale del centrodestra italiano. Un movimento tellurico che non si accontenta piรน delle vecchie rendite di posizione, degli slogan triti e ritriti o delle stanche liturgie di partito, ma che punta a costruire una classe dirigente forte, colta e, soprattutto, libera. In questo scenario in rapida evoluzione, il Centro Studi Rinascimento Nazionale (il dinamico think tank legato al progetto politico di Futuro Nazionale) lancia una nuova, potentissima provocazione culturale: l’ingresso del giornalista e politico liberale Mario Pannunzio nel proprio “Pantheon” identitario.

Non un mausoleo della destra, ma una costellazione di spiriti liberi

L’annuncio, arrivato direttamente dal suggestivo Castello Sforzini di Castellar Ponzano, porta la firma di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi, che con parole affilate come lame ha voluto delineare il perimetro di questa coraggiosa operazione culturale. ยซMario Pannunzio entra nel Pantheon culturale di Rinascimento Nazionale non perchรฉ intendiamo attribuirgli retroattivamente un’appartenenza che non ebbeยป, chiarisce immediatamente Sforzini, ยซma per la ragione esattamente opposta: perchรฉ fu un uomo difficilissimo da rinchiudere dentro un’appartenenzaยป.

La figura di Pannunzio โ€” liberale puro, antifascista per intima coerenza liberale, anticomunista viscerale ma privo di qualsiasi nostalgia autoritaria, profondamente laico e atlantista โ€” viene eretta a baluardo contro il conformismo. Sforzini non usa mezzi termini: senza questa vitale libertร  intellettuale, qualsiasi nuovo progetto politico rischia di appassire rapidamente, trasformandosi in una stantia “nuova ortodossia”. Non si sta costruendo un polveroso album delle figurine o una banale genealogia artificiale ad uso e consumo della propaganda, ma una vera e propria costellazione di giganti del libero pensiero.

Da Fallaci a Miglio: l’Italia dei giganti irregolari che non si piegarono al sistema

Con l’ingresso di Pannunzio (storico fondatore de Il Mondo), la mappa valoriale di Rinascimento Nazionale assume contorni affascinanti e rivoluzionari. Si unisce a una squadra di “irregolari” straordinari: c’รจ Gianfranco Miglio, che ricorda la necessitร  vitale di ripensare lo Stato in senso federale spezzando le catene del centralismo romano; c’รจ l’immensa Oriana Fallaci, fiera paladina della civiltร  occidentale, capace di difendere le nostre radici senza mai trasformare la rabbia in cieco odio; e c’รจ Guglielmo Giannini, la voce ruvida e sincera dell’uomo comune, perennemente schiacciato dall’arroganza della politica professionale e dal peso asfissiante della burocrazia statale.

ยซSono personalitร  diversissimeยป, ammette Sforzini con luciditร , ยซche probabilmente attorno allo stesso tavolo avrebbero litigato moltissimo. Ed รจ precisamente quel tavolo che ci interessaยป. L’obiettivo รจ creare una “casa delle differenze” e rifuggire l’idea opprimente di una “caserma delle identitร ”, dove si รจ costretti a mostrare il pedigree prima ancora di poter esprimere un’idea.

L’Occidente non รจ la burocrazia di Bruxelles. E il caso Beppe Grillo…

In questa audace rilettura, spicca la visione del ruolo internazionale dell’Italia. L’atlantismo di Pannunzio, sottolinea Sforzini, non รจ mai stato sinonimo di sudditanza. E qui arriva la stoccata politica piรน forte, un manifesto per l’Italia del 2026: ยซL’Occidente non coincide con una burocrazia, non รจ Bruxelles e non รจ neppure semplicemente Washington. รˆ una civiltร  politica fondata sull’individuo, sulla proprietร , sulla libertร  economica e di pensiero. Gli alleati sono alleati, i sudditi sono un’altra cosaยป.

รˆ con questo spirito aperto e fieramente indipendente che si legge anche la recente, clamorosa apertura al dialogo con mondi apparentemente lontanissimi, come l’invito rivolto a Beppe Grillo proprio al Castello Sforzini. Non si tratta di fare inciuci o “sommatorie elettorali improbabili”, ma di avere il coraggio di riaprire porte sbarrate dal sistema, parlando con tutti senza chiedere abiure preventive e senza arretrare di un millimetro sulla propria identitร .

La politica torni a studiare: senza cultura non c’รจ classe dirigente

Il messaggio finale di Rinascimento Nazionale รจ un monito severo all’attuale classe dirigente, troppo spesso schiacciata sul tweet e sul facile consenso del momento. Sforzini richiama il celebre modello degli “Amici del Mondo” di Pannunzio: riunirsi per studiare concretamente i problemi reali del Paese (energia, economia, scuola, fisco) prima di urlare slogan. ยซLa protesta senza elaborazione si consuma; il consenso senza cultura non costruisce una classe dirigente; vincere le elezioni senza sapere cosa fare il giorno successivo รจ soltanto una maniera piรน spettacolare di perdereยป.

L’Italia del 2026 ha disperatamente bisogno di questo: di italiani liberi, pensanti, irregolari. Perchรฉ senza libertร  intellettuale, nessun Rinascimento politico, economico e sociale sarร  mai davvero possibile.

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