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BORGOROSE, DOPO LA TRAGEDIA DI FEDERICO PONZIANI, L’AMMINISTRAZIONE CONVOCA I GIOVANI: SPAZIO AL DIALOGO E A NUOVE PROPOSTE

Un incontro che ha unito la comunità di Borgorose, trasformando il dolore in un’occasione di dialogo per il futuro dei giovani. Nuovi spazi e progetti in arrivo per costruire insieme. #Borgorose #Giovani #ComunitàUnita #Futuro

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BORGOROSE, DOPO LA TRAGEDIA DI FEDERICO PONZIANI, L'AMMINISTRAZIONE CONVOCA I GIOVANI: SPAZIO AL DIALOGO E A NUOVE PROPOSTE

 Redazione-  Si è tenuto a Borgorose un significativo incontro pubblico dedicato ai giovani del territorio, promosso dall’amministrazione comunale in un clima ancora profondamente segnato dal dolore per la tragica e recente scomparsa di Federico Ponziani. L’iniziativa ha rappresentato un momento di diretto confronto, ascolto e partecipazione, con l’obiettivo dichiarato di trasformare un periodo di grande difficoltà in un’occasione di crescita collettiva e di ripartenza per l’intera comunità.

Il sindaco Mariano Calisse, presente all’incontro, ha sottolineato come l’evento sia scaturito da “riflessioni profonde” in seguito alla tragedia, evidenziando la necessità di ripensare il rapporto tra le istituzioni e le nuove generazioni. “Abbiamo sempre lavorato per i giovani,” ha affermato il primo cittadino durante il dibattito, “ma oggi serve anche imparare ad ascoltarli in maniera diversa, cogliendo le loro esigenze e prospettive.” Il sindaco ha, inoltre, evidenziato come i ragazzi siano sempre più esposti a stimoli continui, in particolare quelli provenienti dal mondo digitale, che rischiano di allontanarli dalla dimensione reale della comunità e dalle relazioni interpersonali. Per questo, ha portato al tavolo del confronto le sollecitazioni e le istanze raccolte nei giorni precedenti da studenti e cittadini.

L’incontro è stato concepito come il primo passo di un percorso condiviso, mirato a trasformare il dolore in una reazione costruttiva e in un processo di ricostruzione sociale. “Abbiamo fatto molto, ma dobbiamo fare di più e in modo diverso,” ha ribadito Calisse, enfatizzando l’urgenza di un “dialogo vero” dal quale possa scaturire qualcosa di positivo, anche in una circostanza così dolorosa.

Tre i punti principali che hanno guidato e animato il dibattito emerso oggi: la pianificazione e l’organizzazione di attività e giornate interamente dedicate ai giovani, da sviluppare in stretta collaborazione con il Comune; l’individuazione e la messa a disposizione di nuovi spazi di aggregazione, tra cui la Casa del Fascio e l’ex ambulatorio di Corvaro, entrambi attualmente in fase di ristrutturazione, che potranno diventare centri vitali per la socializzazione e l’incontro; e, infine, la proposta di un’iniziativa concreta e significativa da dedicare alla memoria di Federico Ponziani, per ricordarlo e onorarne il ricordo in modo duraturo.

Tra le ipotesi più discusse e accolte favorevolmente durante il meeting odierno, spicca quella di promuovere la nascita di un’associazione giovanile. Questa entità potrebbe diventare un punto di riferimento stabile e autonomo per i ragazzi del territorio, offrendo loro una piattaforma per esprimersi, proporre attività e sentirsi parte attiva della vita della comunità.

Il sindaco ha concluso l’incontro con un accorato appello all’intera cittadinanza, invitando tutti a partecipare attivamente e a contribuire con idee e presenza. “Abbiamo preso tutti un colpo duro, ma ora è il momento di reagire,” ha dichiarato, ricordando che, nei momenti più difficili, la forza di una comunità si misura proprio nella sua capacità di restare unita, di sostenersi a vicenda e di costruire insieme un futuro migliore. L’iniziativa di Borgorose si configura così come un modello di risposta comunitaria al lutto, trasformando la sofferenza in spinta propulsiva per il rinnovamento e l’inclusione giovanile.

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Scontro di fuoco nella Sanità Aquilana! FIALS asfalta le polemiche UIL: “Basta strumentalizzare! Ieri i posti di lavoro si decidevano nell’ombra, oggi le regole sono uguali per tutti!”

SCONTRO DI FUOCO E AL VELENO NELLA SANITÀ AQUILANA! La FIALS sbugiarda le polemiche della UIL sui Bandi Asl: “Basta Ipocrisie! In passato gli Incarichi venivano decisi nel Silenzio e calati dall’alto! Oggi FINALMENTE le Regole sono uguali per Tutti!” 😡 🏥 Quando si tratta di Assunzioni, Reclutamenti e Lavoro nel Settore Pubblico, i cittadini pretendono e MERITANO la massima, assoluta e adamantina Trasparenza! I tempi dei “Favoretti di Palazzo” e dei posti di lavoro distribuiti senza regole devono finire! È proprio attorno a questo scottante ed Esplosivo argomento che in queste ore si sta consumando una durissima “Guerra Sindacale” senza quartiere all’interno dell’ASL 1 Abruzzo. A scendere pesantemente in campo, per Asfaltare letteralmente i polemici colleghi della UIL (che avevano aspramente contestato la pubblicazione di un Avviso di reclutamento da parte della Direzione Aziendale) sono stati i vertici della FIALS (Ferretti, Placidi e Rossi). Con un Comunicato dai toni durissimi, la Segreteria Provinciale ha smascherato il clamoroso “Cortocircuito Logico” degli avversari, difendendo a Spada Tratta la legalità delle procedure attuali e lanciando accuse pesantissime sulla gestione Opaca del Passato: “È pazzesco e Incredibile che si gridi allo scandalo e si contestino le regole CHIARE proprio oggi! Stiamo parlando di una procedura regolarissima e trasparente, che non riguarda certo ‘Grassissimi Incarichi Manageriali’, ma posti di supporto offerti a tutti i professionisti con Pari Opportunità! Ma dove diavolo erano questi finti Paladini della Trasparenza quando in un recente passato le Assegnazioni venivano tranquillamente calate dall’Alto tramite dei semplici e Arbitrari ordini di servizio, lasciando ampi margini alle conoscenze?”. Parole durissime e inequivocabili: “Oggi noi stiamo Costruendo REGOLE PER TUTTI, e non PRIVILEGI PER POCHI! Basta sostituire le odiose ‘Corsie Preferenziali’ a svantaggio dei Meritevoli!”. Leggi il durissimo Sfogo e l’infuocato scontro per le poltrone (e per la legalità) nel nostro lunghissimo Articolo Esclusivo Sindacale! 👇 🗣️ A chi volete dare il vostro Plauso? Siete d’accordo sul fatto che la Sanità Pubblica del passato, purtroppo (e in moltissime realtà italiane!), sia stata pesantemente funestata dal male assoluto dei “Posti di Lavoro” calati dall’alto e dalle famose “Amicizie e Corsie Preferenziali”, a discapito di centinaia di Professionisti onesti e Capaci? Siete a favore dei rigorosissimi Bandi Pubblici per chiudere definitivamente queste “Zone D’ombra”? Diteci la vostra sviscerando a fondo la questione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo infuocato articolo sulle vostre bacheche per invocare sempre a gran Voce la Trasparenza nella Sanità!

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Ospedale San Salvatore L'Aquila

L’Aquila – Se c’è un settore in cui i cittadini, i malati e i lavoratori pretendono a gran voce la massima, assoluta e adamantina trasparenza, questo è senza dubbio il mondo della Sanità Pubblica. E proprio attorno al delicatissimo tema della correttezza nei reclutamenti e delle assunzioni si è appena scatenata una furibonda, pesantissima e inaspettata “Guerra Civile” sindacale all’interno dell’ASL 1 Abruzzo. A gettare benzina sul fuoco e a lanciare accuse affilatissime come lame è la segreteria provinciale della FIALS L’Aquila, che ha deciso di scendere pesantemente in campo per sbugiardare, asfaltare e rimandare al mittente le recenti (e per certi versi incomprensibili) polemiche sollevate dalla UIL FPL Abruzzo. Il motivo del contendere? Un normalissimo, limpido e regolare avviso di reclutamento pubblico per la ricerca di tre unità tecniche all’interno dell’Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari. Una procedura che la UIL ha fortemente contestato, scatenando l’ira furibonda e la risposta al vetriolo dei vertici FIALS, guidati dal Segretario Generale Marcello Ferretti e dai Vice Segretari Salvatore Placidi e Marco Rossi.

Il paradosso sindacale: contestare le regole chiare

La FIALS, attraverso una nota durissima, definisce la polemica della UIL come un inaccettabile “cortocircuito logico e un vero e proprio paradosso”. A leggere le critiche di queste ore, infatti, sembrerebbe quasi che il problema principale della disastrata sanità aquilana sia improvvisamente diventato “l’eccesso di regole”. «È a dir poco incredibile arrivare a contestare proprio oggi i bandi e le regole certe», attaccano i vertici FIALS.
La realtà dei fatti, e soprattutto le carte, dicono l’esatto contrario. L’avviso pubblicato dalla direzione aziendale non nasconde alcun “trucchetto” di palazzo: non stiamo affatto parlando di grassi incarichi manageriali regalati agli amici, né di nomine fiduciarie a capo di chissà quali strutture dorate. La procedura riguarda semplicemente e rigorosamente tre professionalità tecniche chiamate a fornire supporto sul vastissimo e complessissimo territorio aquilano, seguendo passo dopo passo le ferree regole della disciplina contrattuale. «La verità è che si è definito un percorso finalmente trasparente, offrendo a un’enorme platea di professionisti le stesse identiche e sacrosante opportunità di partecipazione», ribadisce il sindacato.

L’ombra del passato: “Dove eravate quando piovevano incarichi dall’alto?”

Ma è sul durissimo terreno della memoria storica e del passato che la FIALS affonda il colpo fatale contro la sigla avversaria, smascherando un’ipocrisia giudicata insopportabile. «Quando in un recente e oscuro passato le assegnazioni e i vari movimenti di personale venivano comodamente calati dall’alto tramite dei semplici e opachi “ordini di servizio”, dove alloggiavano i paladini della trasparenza che gridano allo scandalo oggi?».
Una domanda pesantissima come un macigno, che evoca l’incubo di decenni in cui, in moltissime realtà pubbliche italiane, regnava l’anarchia della discrezionalità assoluta, l’arbitrio dei potenti e la gestione “sottobanco” delle mobilità, lasciando spesso al palo chi aveva enormi meriti ma nessuna “conoscenza” altolocata. «Non vogliamo criminalizzare nessuno, ma il dato storico è inconfutabile», rincarano Ferretti, Placidi e Rossi.

La sfida aperta: “Oggi si costruiscono Regole, non Privilegi”

La rivoluzione morale che la FIALS rivendica con grande orgoglio si basa su uno slogan ferreo, che non ammette repliche: «Regole prima delle persone, criteri prima delle scelte, e procedure prima delle assegnazioni». Un dogma inattaccabile, che in questi mesi ha già portato alla firma di ben sette regolamenti aziendali negoziati duramente (dai buoni pasto alle ferie, fino alle mobilità) proprio con il preciso scopo di spazzare via per sempre le “zone d’ombra”.
La Segreteria Provinciale lancia infine una vera e propria sfida aperta a tutti i detrattori: «Se qualcuno ha il coraggio di sostenere che oggi la trasparenza sia diminuita, lo dimostri carte alla mano! Si spieghi a tutti i cittadini e ai lavoratori come diavolo venivano gestite le mobilità in passato e quale fosse la tracciabilità e la legalità delle vecchie decisioni prese a tavolino! La trasparenza non si proclama a voce scrivendo inutili e polemici comunicati stampa, ma si edifica giorno dopo giorno nei fatti, sostituendo l’odioso Arbitrio con le Leggi, e sostituendo le famose “Corsie Preferenziali” con i Diritti intoccabili per tutti!».

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Battaglia per la Costa dei Trabocchi! I Sindaci convocati a Roma per difendere gli Agricoltori: “I vincoli del Parco uccideranno i nostri vigneti!”

“NON UCCIDETE I NOSTRI AGRICOLTORI CON LA BUROCRAZIA!”. Esplode la Rabbia e la Protesta per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi! I Sindaci chiamati d’Urgenza a Roma dal Ministero per difendere i Vigneti e gli Uliveti! 🚜 🍇 🍷 L’Ambiente e i Paesaggi vanno assolutamente Tutelati, ma questa tutela non può e NON DEVE trasformarsi in una condanna a morte per le migliaia di Onesti Agricoltori che da generazioni “Sudano e Lavorano” su quelle terre per dare da mangiare alle loro Famiglie! È una vera e propria “Guerra Istituzionale” quella che si sta consumando in queste ore attorno al tanto discusso e travagliato “Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina”. Mercoledì 16 Settembre, tutti i 19 Sindaci coinvolti dovranno presentarsi a Roma davanti al Ministero dell’Ambiente per un vertice “Di Fuoco”. Il problema centrale, e drammatico, è che con l’attuale tracciato del Parco deciso a tavolino, le meravigliose ed immense aree coltivate a Vigneti, Uliveti e Frutteti finirebbero per ricadere nella temutissima “Zona 2”! Sapete cosa significa? Significa che i contadini si ritroveranno Paralizzati! Subiranno una montagna infinita di “Vincoli Burocratici” e divieti ambientali Assurdi che gli impediranno di zappare, gestire e coltivare normalmente le loro vigne e i loro campi come hanno sempre fatto per centinaia di anni! Un vero suicidio economico per le Aziende e per il nostro Vino! Per questo motivo la Provincia di Chieti, guidata da Angelo Radica, ha convocato i Sindaci per fare “Fronte Comune” prima di andare a Roma, per scongiurare che i vincoli uccidano l’economia rurale! Ma 5 di questi 19 Sindaci sono andati su tutte le furie e hanno mandato “Al Diavolo” il tavolo delle trattative, spedendo al Ministero un Documento Ufficiale in cui si oppongono al Parco e chiedono una Legge per “Cancellarlo Definitivamente”! Leggi tutti i retroscena di questa durissima Battaglia per salvare l’Agricoltura Abruzzese nel nostro infuocato articolo! 👇 🗣️ Da che parte state in questa difficilissima e scottante diatriba tra “Ecologia” e “Lavoro”? Siete d’accordo sul fatto che i Parchi Nazionali, seppur bellissimi e utili per tutelare la Natura, finiscano spesso per diventare una “Prigione Burocratica” assurda e ingestibile che manda sul lastrico i poveri Contadini e blocca lo sviluppo economico di un’intera Regione? Oppure credete che i divieti Ambientali debbano prevalere sempre e comunque sulle coltivazioni? Diteci la vostra sviscerando a fondo la questione (e difendendo il Nostro Lavoro Agricolo!) nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo articolo esplosivo sulle vostre bacheche (E in tutti i Gruppi WhatsApp degli Agricoltori) per far sentire fino a Roma il Grido disperato della nostra Terra!

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Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina

Chieti – È una corsa disperata contro il tempo per salvare il cuore pulsante dell’economia agricola abruzzese. Il braccio di ferro tra la cieca burocrazia ministeriale e il sacrosanto diritto di chi suda per lavorare la propria terra è giunto allo scontro finale. I 19 Sindaci dei Comuni che ricadono all’interno del tanto discusso e travagliato perimetro del Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina sono stati ufficialmente e formalmente convocati a Roma, per la giornata del 16 settembre, direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’obiettivo del vertice è quello di affrontare un delicatissimo e rovente confronto di carattere tecnico e politico. In gioco, infatti, non c’è soltanto la tutela paesaggistica di uno dei tratti costieri più belli e invidiati d’Italia, ma c’è l’assoluta sopravvivenza economica di migliaia di oneste famiglie di agricoltori, terrorizzate all’idea che l’istituzione ferrea del Parco possa paralizzare le loro storiche attività lavorative sotto una montagna di assurdi e insormontabili vincoli burocratici.

Il patto d’acciaio: riunione d’urgenza in Provincia

Per evitare di presentarsi a Roma divisi e deboli, la Provincia di Chieti ha deciso di prendere in mano la situazione, cercando di compattare i ranghi. Attraverso l’impegno in prima linea del consigliere delegato all’agricoltura Angelo Radica, affiancato e supportato dal consigliere (nonché vicesindaco di San Vito Chietino) Roberto Nardone, è stato organizzato e indetto per il 14 settembre un vertice online d’urgenza.
Alla cruciale riunione preparatoria sono stati invitati tutti i 19 Sindaci coinvolti, con un obiettivo chiaro, ambizioso e categorico: definire, smussare e coordinare le variegate posizioni politiche in campo. L’intento della Provincia è quello di riuscire a fare “fronte comune”, offrendo al territorio e ai freddi burocrati del Ministero una visione unica e compatta dello sviluppo sostenibile. Insomma, si cerca un disperato compromesso che salvi l’ambiente senza però massacrare irreparabilmente l’economia e l’occupazione rurale della zona.

Il dramma degli Agricoltori: vigneti e uliveti a rischio paralisi

Il tema prevalente, scottante e doloroso del vertice sarà infatti proprio la destinazione d’uso degli sterminati e meravigliosi territori coltivati ad agricoltura intensiva. Stiamo parlando delle eccellenze storiche della nostra regione: i preziosissimi vigneti, i frutteti e gli antichi oliveti che da secoli danno da mangiare a intere generazioni.
Con l’attuale e contestatissima perimetrazione tracciata sulle mappe, queste immense aree agricole finirebbero collocate nella temutissima “Zona 2” del Parco. Cosa significa all’atto pratico? Significa che i nostri contadini e i nostri produttori agricoli rischierebbero di andare incontro a pesantissime limitazioni operative e a impedimenti burocratici asfissianti, che renderebbero di fatto impossibile perfino la normale e basilare gestione quotidiana dei propri campi. Un vero e proprio suicidio economico ed occupazionale che il territorio non può e non vuole assolutamente permettersi.

La strategia di Radica e la spaccatura tra i Sindaci

L’incontro del 14 settembre fa seguito ad altri due serratissimi confronti svoltisi tra agosto e settembre, e a un ulteriore vertice infuocato organizzato dalla CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) a Fossacesia. Come spiegato da Radica, l’obiettivo è conservare il delicatissimo “raccordo” costruito finora tra i sindaci, la Regione e le associazioni di rappresentanza degli agricoltori.
Ma qual è la vera posizione dei primi cittadini? Lo spiega lo stesso Radica senza usare giri di parole: «I sindaci che si sono espressi in queste occasioni di confronto chiedono a gran voce modifiche profonde alla perimetrazione e, soprattutto, implorano il cambio di destinazione delle aree agricole coltivate a vigneti e uliveti per salvarle dai vincoli». Ma c’è una fazione che si è spinta molto oltre la semplice trattativa. «Ben 5 dei 19 sindaci interessati hanno già ufficialmente deliberato e inviato al Ministero la loro netta, totale e irremovibile contrarietà all’inserimento del proprio territorio all’interno del Parco, arrivando addirittura a chiedere una legge nazionale che lo cancelli definitivamente», conclude Radica. Insomma, una vera e propria spaccatura politica. La battaglia in difesa degli agricoltori è ufficialmente iniziata e ora, la pesantissima “patata bollente”, passa inevitabilmente nelle mani della politica del Governo a Roma.

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L’Aquila riabbraccia i suoi amati Eroi: il 9° Reggimento Alpini inaugura le Nuove Sale Museali per non dimenticare mai la nostra Storia

ONORE AI NOSTRI ALPINI! Inaugurato il meraviglioso “Museo” del 9° Reggimento all’Aquila! Cimeli, Fotografie storiche e ricordi di Guerra per non dimenticare il Sangue versato per la Nostra Patria dai nostri Nonni e Bisnonni! (Oggi Domenica Porte Aperte per tutti i cittadini!) 🦅 🇮🇹 Ci sono legami che non si spezzeranno Mai: uno di questi è l’Amore sviscerato, profondo e indissolubile che unisce da sempre l’Abruzzo e la Città dell’Aquila al suo Glorioso Corpo degli ALPINI! Dalle sanguinose Trincee in montagna durante le Guerre Mondiali, fino alle instancabili ore passate a scavare a mani nude sotto le macerie del Terremoto, le “Penne Nere” non hanno mai abbandonato la nostra Gente! E proprio in queste ore, all’interno della Caserma “Giuseppe Pasquali” dell’Aquila, è stato ufficialmente Tagliato il Nastro per inaugurare le Nuovissime e stupende “Sale Museali” dedicate al glorioso 9° Reggimento! Un vero e proprio Tempio Sacro della Memoria! L’esposizione è un commovente “Pugno nello Stomaco” emotivo: Cimeli storici recuperati dalle battaglie, elmetti, fotografie sgualcite dal tempo, lettere dei soldati e documenti originali che ci permetteranno di toccare con mano le gesta dei valorosi ragazzi di un tempo. Un patrimonio inestimabile, creato per poter essere studiato e ammirato dalle Nuove Generazioni, per insegnare ai nostri giovani il Valore assoluto del “Sacrificio e del Dovere” verso la nostra Italia! L’inaugurazione cade proprio nei giorni del caldissimo “9° Raduno degli Alpini”, e per l’occasione la Caserma e il Museo apriranno eccezionalmente (E GRATIS!) le porte alla popolazione civile per tutto il pomeriggio di Oggi (Domenica 13 Settembre, dalle 14.00 alle 19.00!). Leggi la bellissima cronistoria dell’inaugurazione e tutti i dettagli nel nostro articolo dedicato alla nostra Storia! 👇 📖 Qual è il vostro rapporto e il vostro pensiero sulle “Penne Nere”? Siete d’accordo sul fatto che i nostri giovani figli (ormai sempre attaccati agli schermi e ai cellulari) andrebbero portati obbligatoriamente dalle Scuole a visitare questi Musei per insegnare loro il Rispetto, la Storia, le Sofferenze e l’Immenso Coraggio dei loro Nonni? Diteci la vostra e sviscerate a fondo il vostro patriottismo nei commenti (Oggi esigiamo il massimo rispetto!), e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo per rendere Onore agli Alpini di tutta Italia e per informare i cittadini dell’Apertura al Pubblico di oggi!

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TAGLIO DEL NASTRO L'AQUILA NUOVE SALE MUSEALI

L’Aquila – Ci sono luoghi in cui la polvere del tempo sembra magicamente fermarsi, dove ogni singolo oggetto esposto dietro una teca di vetro nasconde un universo sterminato di sacrificio, di fatica, di cameratismo e di purissimo amor di Patria. Uno di questi luoghi sacri, nato con l’intento morale di far battere forte il cuore di chi lo visita, ha appena visto ufficialmente la luce nel cuore del capoluogo abruzzese. Il glorioso e amatissimo 9° Reggimento Alpini ha infatti tagliato il nastro inaugurale delle sue nuovissime e suggestive Sale Museali, allestite con cura certosina all’interno dei sicuri e storici spazi della Caserma “Giuseppe Pasquali” dell’Aquila. Non si tratta di un semplice museo statico o di una fredda esposizione di vecchie divise impolverate, ma di un vero e proprio tempio laico, uno spazio sacro e modernissimo interamente dedicato alla conservazione, alla tutela e alla doverosa valorizzazione del vastissimo patrimonio storico, delle tradizioni inossidabili e dei valori umani di questa eroica Unità dell’Esercito Italiano.

Cimeli, foto e lacrime: un viaggio nell’Anima del Reggimento

Varcare la soglia di queste nuove e bellissime sale significa compiere un vero e proprio viaggio emotivo a ritroso nel tempo, immergendosi totalmente nella vita e nelle gesta di chi ha indossato la divisa prima di noi. Attraverso l’esposizione curatissima di cimeli storici recuperati dai campi di battaglia, fotografie in bianco e nero sgualcite dal tempo, lettere, preziosissimi documenti originali e modernissimi contenuti multimediali interattivi, il percorso espositivo ripercorre passo dopo passo la lunghissima e travagliata storia del Reggimento: dalle sue eroiche e sanguinose origini, fino ai giorni nostri e alle recenti missioni di pace internazionali.
L’esposizione offre ai fortunati visitatori la possibilità, unica nel suo genere, di conoscere da vicino e toccare quasi con mano le vicende umane, i volti silenziosi delle persone, e le rigorose tradizioni che nel tempo hanno sudato e versato sangue per contribuire a costruire l’identità fiera e granitica delle amate “Penne Nere”.

Il grande Raduno e le porte aperte ai Cittadini

L’attesa e commossa inaugurazione delle sale non è avvenuta in un giorno qualunque, ma si è perfettamente inserita nel denso e festoso programma del fine settimana aquilano, interamente dedicato al 9° Raduno “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila”. Un evento massiccio, caldissimo e partecipato, promosso con la consueta passione dall’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) – Sezione Abruzzi. Proprio per permettere alla popolazione civile di abbracciare i propri soldati e di ammirare questo nuovo scrigno di ricordi, le porte della caserma e delle sale museali saranno eccezionalmente aperte e accessibili al grande pubblico civile anche in occasione della giornata di domenica 13 settembre, in una fascia oraria pomeridiana che andrà dalle ore 14.00 fino alle ore 19.00.

Un legame di sangue e gratitudine con il popolo abruzzese

La definitiva apertura di questo formidabile Polo Museale rappresenta, di fatto, un’ulteriore e preziosissima occasione per saldare e rafforzare, se mai ce ne fosse bisogno, lo storico, profondo e indissolubile legame che unisce da sempre il 9° Reggimento Alpini alla fiera città dell’Aquila e a tutto l’aspro e meraviglioso territorio abruzzese. Dalle trincee delle Guerre Mondiali fino all’instancabile e commovente lavoro di soccorso per scavare tra le macerie del tragico terremoto, gli Alpini ci sono sempre stati. Questa esposizione serve esattamente ad avvicinare ancora di più l’intera comunità civile alla gloriosa storia dell’Unità, omaggiando l’inestimabile patrimonio umano e professionale costruito da decine di generazioni di ragazzi abruzzesi che si sono succedute nel tempo portando con orgoglio la penna sul cappello.

Custodire la Memoria: un dovere verso le Nuove Generazioni

La lezione morale che si respira all’interno della Caserma Pasquali è limpida e severa: custodire la memoria non significa soltanto guardarsi romanticamente indietro per preservare le ceneri del passato, ma significa soprattutto prendere quel fuoco e renderlo patrimonio vivo e vibrante per le generazioni future. Le nuove Sale museali sono nate proprio con l’intento di diventare un luogo “vivo” e didattico, nel quale la storia eroica, le tradizioni immutabili e gli immensi valori umani dell’Esercito Italiano possano continuare a essere studiati, conosciuti e fedelmente tramandati ai nostri giovani figli. Affinché sappiano sempre, guardando una vecchia fotografia o un elmetto bucato, quale immenso prezzo è stato pagato per garantire loro la Libertà.

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