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«Custodi della Storia», a Lanuvio e Sutri il patrimonio del Lazio diventa un videogioco in realtà aumentata: il 7 e 8 novembre il debutto delle due avventure con i sindaci Andrea Volpi, Matteo Amori e Larp Studio

Un’app gratuita, due città storiche e due misteri da risolvere passeggiando con lo smartphone tra realtà aumentata, enigmi e personaggi del passato: debutta nel Lazio “Custodi della Storia”, il videogioco urbano realizzato con il contributo della Regione Lazio e firmato da Larp Studio, con i due eventi inaugurali di sabato 7 novembre a Lanuvio e domenica 8 novembre a Sutri presentati dai sindaci Andrea Volpi, Matteo Amori e Gianluca Cheli 👇

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SUTRI - foto di Piermaria Greppi

ROMA / VITERBO – A Lanuvio una dimora storica è avvolta dalle fiamme di un misterioso incendio del passato; a Sutri un bue fugge improvvisamente da un antico affresco seminando il caos lungo le vie del borgo: per indagare e risolvere l’enigma basta impugnare il proprio smartphone. Prende il via con queste due avvincenti missioni «Custodi della Storia», l’innovativo progetto realizzato grazie al contributo della Regione Lazio e sviluppato da Larp Studio che trasforma i monumenti e i centri storici in un vero e proprio videogioco in tempo reale tra realtà aumentata, indovinelli e incontri ravvicinati con i grandi personaggi dei secoli scorsi.

Il debutto ufficiale delle prime due avventure a ingresso gratuito è fissato per il primo fine settimana di novembre: sabato 7 novembre 2026 alle ore 16:30 a Lanuvio (RM) presso le Segrete di Palazzo Colonna (Piazza Santa Maria Maggiore, 3) e domenica 8 novembre 2026 alle ore 11:00 a Sutri (VT) nella cornice di Villa Savorelli, all’interno del Parco Archeologico di Sutri. Un modo nuovo e coinvolgente di vivere i tesori storici e gli scorci nascosti del Lazio che si affianca ai grandi itinerari di scoperta urbana della Capitale come la passeggiata letteraria e musicale «Isole – Guida vagabonda di Roma» nel quartiere Coppedè.

L’agenzia segreta Lighthouse e i due itinerari tra Villa Sforza Cesarini a Lanuvio e l’Anfiteatro romano di Sutri

Il meccanismo di gioco è immediato e immersivo: scaricando gratuitamente l’applicazione Custodi della Storia sugli store digitali, i partecipanti vengono reclutati dalla Lighthouse, una misteriosa agenzia incaricata di investigare sulle anomalie temporali che riportano frammenti del passato nel presente. Da quell’istante ogni vicolo può celare una traccia e ogni facciata monumentale diventa il tassello di un enigma da decifrare passeggiando all’aria aperta grazie alla fotocamera e alla geolocalizzazione dello smartphone.

A Lanuvio la missione scatta da Villa Sforza Cesarini, dove un antico incendio sembra essersi improvvisamente riacceso: per svelare il mistero i giocatori attraverseranno i luoghi simbolo della città – dal Santuario di Giunone Sospita alla Torre di Porta Romana, tra vestigia romane, mura medievali e palazzi nobiliari – dialogando in realtà aumentata con figure storiche del calibro di Papa Vittore III, Marianna Candidi Dionigi e Marcantonio Colonna.

A Sutri, lungo l’antica direttrice della Via Cassia, un bizzarro animale fuggito dal passato trascinerà invece gli esploratori in un’indagine serrata attraverso la Necropoli scavata nel tufo, il suggestivo Mitreo, Villa Savorelli, il celebre Anfiteatro romano e il borgo storico, guidati da Saturno – la divinità effigiata nello stemma cittadino – e dai protagonisti delle leggende sutrine.

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L’entusiasmo dei sindaci Andrea Volpi (Lanuvio) e Matteo Amori (Sutri) per il rilancio culturale dei borghi

Grande soddisfazione viene espressa da Andrea Volpi, Sindaco di Lanuvio: «Valorizzare un centro storico significa anche creare nuove ragioni per attraversarlo, fermarsi nelle sue piazze, scoprire luoghi che spesso restano ai margini dei percorsi turistici tradizionali. Lanuvio possiede un patrimonio culturale articolato, nel quale testimonianze archeologiche, architetture e vicende storiche raccontano epoche differenti. Con Custodi della Storia abbiamo voluto mettere in relazione queste ricchezze, costruendo un’esperienza capace di restituire una visione complessiva della nostra città. È un modo per promuovere Lanuvio come destinazione culturale, incoraggiare una conoscenza più approfondita del territorio e creare nuove occasioni di incontro tra il patrimonio storico, i visitatori e la vita del centro cittadino».

Sulla stessa linea l’intervento di Matteo Amori, Sindaco di Sutri: «Il patrimonio storico e culturale di Sutri è una risorsa fondamentale per l’identità della nostra comunità, ma anche per il suo futuro. La sfida che abbiamo davanti non è soltanto quella di conservare e tutelare questa eredità, ma di renderla sempre più viva, accessibile e capace di generare nuove opportunità per il territorio. Custodi della Storia si inserisce in questa prospettiva, dimostrando come l’innovazione possa affiancare la valorizzazione culturale e contribuire a rinnovare l’offerta turistica della città. Crediamo in una Sutri che sappia custodire la propria storia e, allo stesso tempo, trovare nuovi strumenti per raccontarla, rafforzando il legame con la comunità e aprendosi a nuovi visitatori».

Gianluca Cheli (Larp Studio): «Usare lo smartphone per tornare a meravigliarci del mondo reale»

A illustrare la filosofia creativa dell’app (info su www.larpstudio.it) è Gianluca Cheli di Larp Studio: «Passiamo ore con gli occhi sul telefono, mentre intorno a noi ci sono storie che spesso non sappiamo più osservare. Con Custodi della Storia vogliamo ribaltare questo rapporto: usare lo smartphone per accendere la curiosità verso ciò che abbiamo davanti. Una facciata diventa un indizio, una piazza il luogo di un mistero, un personaggio del passato qualcuno con cui interagire. È questa la sfida che Lanuvio e Sutri hanno accolto – e per questo li ringraziamo – e che vogliamo portare in altri territori: fare in modo che il gioco ci spinga a esplorare, conoscere e meravigliarci del mondo reale».

Un connubio vincente tra istituzioni della Regione Lazio, innovazione digitale e bellezza artistica che si aggiunge ai grandi riconoscimenti culturali celebrati in questi giorni a Roma, dal Sorriso Diverso Roma Award 2026 alla Festa del Cinema di Roma fino al grande entusiasmo per il gioco e la passione sportiva nella Capitale. Scopri tutti gli eventi e gli itinerari nella nostra sezione Cultura e Spettacolo.

A cura della Redazione Cultura e Territorio di Cavaliere News

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«Persona e AI», il 7 novembre al via online il progetto AI AnthropoCosmic dell’Università Pontificia Salesiana: scienziati, etisti e linguisti a confronto sulle sfide dell’intelligenza artificiale

Sabato 7 novembre 2026 prende il via online il progetto “AI AnthropoCosmic”, promosso dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma con Aiopenmind e la media partnership di ANSA: il primo appuntamento, dedicato al rapporto tra Persona e Intelligenza Artificiale introdotto dal Decano Fabio Pasqualetti, vedrà la partecipazione di scienziati ed esperti internazionali tra cui Michela Balconi, Marco Annoni, Chiara Panciroli, Enrico Panai, Derrick de Kerckhove, Massimo Palermo e Vittorio Sammarco per approfondire neuroscienze, etica, deepfake, lavoro e sanità con iscrizione gratuita online 👇

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Locandina evento Roma

ROMA – Come cambieranno la scuola, il lavoro, la sanità, i diritti individuali e le relazioni umane nell’era in cui l’algoritmo diventa parte integrante del nostro orizzonte quotidiano? Quali rischi di controllo sociale si celano dietro l’automazione e quali opportunità concrete si aprono per il bene comune? Prenderà il via sabato 7 novembre 2026 a partire dalle ore 9:30, interamente online, il primo dei quattro appuntamenti del grande progetto internazionale «AI AnthropoCosmic», promosso dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma in collaborazione con Aiopenmind.

Un percorso scientifico, etico e antropologico di respiro quadriennale che mette al centro il trinomio Persona, Ambiente e Cosmo, aprendosi con una giornata inaugurale dedicata alla centralità della Persona, con la partecipazione gratuita di scienziati cognitivi, bioeticisti, docenti universitari, giuristi e linguisti dell’Accademia della Crusca, inserendosi nel dibattito sulle frontiere tecnologiche al centro anche delle applicazioni dell’intelligenza artificiale e dei modelli matematici complessi e delle sfide contemporanee per l’informazione, la verità dei fatti e la libertà di pensiero.

Le parole del Decano Fabio Pasqualetti: «La tecnologia non è il metro di una civiltà, ma una narrazione di quale umanità stiamo costruendo»

A spiegare le radici ideali dell’iniziativa è Fabio Pasqualetti, Decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’UPS: «La tecnologia non è il metro di una grande civiltà. È una narrazione, e oggi ci dice molto di quale umanità stiamo costruendo: da una parte il rischio di un sistema tecnologico sempre più potente e orientato al controllo; dall’altra, la possibilità di una società capace di attivare le comunità dei viventi in un processo condiviso di costruzione e responsabilità. AI AnthropoCosmic nasce da questa consapevolezza e dalla volontà di percorrere questa seconda strada, attraverso la conoscenza».

Il programma del mattino (ore 9:40 – 13:20) vedrà alternarsi sei autorevoli studiosi su altrettante aree d’impatto: Michela Balconi (neuroscienze e sincronizzazione tra cervelli nell’era dell’AI), Marco Annoni (CNR e Fondazione Veronesi, sull’identità personale tra gemelli digitali e predittori di preferenze), Chiara Panciroli (Università di Bologna, sull’educazione al pensiero critico contro gli automatismi algoritmici), Enrico Panai (Presidente Association of AI Ethicists e docente UNICATT, sulla responsabilità etica e il controllo umano), Derrick de Kerckhove (Direttore scientifico Media Duemila, sulla figura dell’Uomo quantistico) e Massimo Palermo (Accademia della Crusca e Università per Stranieri di Siena, sull’evoluzione della lingua italiana e dei testi generati dai modelli sintetici).

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«AI Laboratori del Domani»: cyber security, deepfake, lavoro e sanità moderati da Vittorio Sammarco

Nel pomeriggio (dalle ore 15:00 alle 18:00) il confronto entrerà nella dimensione applicativa con i «Laboratori del Domani» coordinati dal giornalista e docente Vittorio Sammarco. Sei esperti approfondiranno gli scenari più caldi del momento: Federico Amicucci analizzerà i nuovi modelli formativi aziendali; Caterina Nieddu (Women for Security) affronterà la minaccia dei deepfake, delle frodi e della disinformazione.

L’avvocato ed ethical hacker Francesco Capparelli illustrerà il tema dell’algoritmo della memoria, tra diritto all’oblio e libero arbitrio; Carolina Scarano (Consiglio Nazionale Forense) farà il punto su innovazione forense e tutele legali; Saverio Lovergine (INAPP – Tor Vergata) analizzerà l’impatto sul lavoro, l’inclusione e il rischio di controllo algoritmico; mentre Gianluca Rotino (specialista ISO e privacy) tratterà la protezione dei dati e la centralità del paziente nella ricerca biomedica assistita dall’AI. A seguire, la Call for Contributors vedrà gli interventi normativi e metrici di Domenico Natale (UNINFO/UNI) e Arnaldo Carbone (Gufpi Isma e INFORAV) sulla qualità dei dati e la serie ISO/IEC 5259.

Il calendario completo degli incontri: dal web al grande convegno finale a Roma del 28 novembre

Il progetto AI AnthropoCosmic – forte delle media partnership di ANSA, Media Duemila e Città Nuova e di numerosissimi patrocini istituzionali – proseguirà per tutto il mese con altri tre appuntamenti strategici: sabato 14 novembre online con il focus su «Persona, AI e Ambiente»; sabato 21 novembre online con «Persona, AI e Cosmo»; per poi culminare sabato 28 novembre 2026 in presenza a Roma, presso la sede dell’Università Pontificia Salesiana (piazza dell’Ateneo Salesiano 1) con una doppia sessione congressuale mattutina e pomeridiana.

Un’occasione fondamentale per docenti, professionisti, studenti e cittadini per comprendere come governare la trasformazione tecnologica prima che sia essa a governare noi, nello spirito delle grandi iniziative etiche e formative del Paese come i convegni dedicati all’inclusione scolastica e sociale e i vertici scientifici istituzionali promossi a Roma. La partecipazione è interamente gratuita previa iscrizione sul portale ufficiale aianthropocosmic.com/AI. Segui tutti gli approfondimenti nella nostra sezione Attualità.

A cura della Redazione Tecnologia e Cultura di Cavaliere News

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Roma, il 29 e 30 ottobre al Teatro Parioli Costanzo Anna Mazzamauro in «Brava, bravissima… anche meno»: retroscena, avanspettacolo e il mito della Signorina Silvani

Giovedì 29 e venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 21:00 il Teatro Parioli Costanzo di Roma ospita Anna Mazzamauro con lo spettacolo “Brava, bravissima… anche meno”, scritto dalla stessa attrice con la regia di Livio Galassi, le musiche dal vivo di Paolo Bonanni e Sasà Calabrese e la produzione di Nicola Canonico per GoodMood: un atto unico di novanta minuti tra avanspettacolo, battute col copione in mano, canzoni e confessioni spiazzanti dove la diva romana mette in gioco con travolgente autoironia il celebre mito della Signorina Silvani 👇

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Anna Mazzamauro

ROMA – Cosa accade realmente dietro le quinte di un sipario prima che le luci della ribalta si accendano sulla scena? Si ripassano febbrilmente le battute a memoria con il copione tra le mani, si perfezionano gli accordi musicali, ci si confronta con i tecnici e si stempera la paura del debutto scherzando con i colleghi tra camerini e sartoria. A svelare al pubblico romano quel caos vivo, brillante e irresistibile che precede ogni recita arriva una straordinaria icona dello spettacolo italiano: Anna Mazzamauro sarà in scena al Teatro Parioli Costanzo giovedì 29 e venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 21:00 con il suo nuovo ed esilarante recital «Brava, bravissima… anche meno».

Una vera e propria masterclass di palcoscenico e avanspettacolo moderno in cui l’attrice romana sceglie di scendere dal piedistallo prima ancora che qualcuno provi a mettercela, dialogando liberamente con musicisti, tecnici e maestranze, all’interno di una settimana ricchissima di appuntamenti culturali nella Capitale che spazia dal tributo alla vita dietro le quinte in scena al Teatro Palladium fino al teatro contemporaneo dello Spazio Rossellini.

Tra avanspettacolo, canto e confessioni spiazzanti: la regia di Livio Galassi al Parioli Costanzo

Scritto dalla stessa Anna Mazzamauro e diretto con mano sapiente da Livio Galassi, lo spettacolo – prodotto con cura da Nicola Canonico per GoodMood – vede la protagonista accompagnata dal vivo da Paolo Bonanni e dalle note del pianoforte di Sasà Calabrese.

Non si tratta di una pièce convenzionale, ma di un concentrato travolgente di comicità, musica, parodia e canzoni durante il quale l’artista gioca con la propria femminilità in modo spiazzante: confessa con autoironia fulminante il desiderio segreto di essere giovane, irresistibile e fatale, per poi smentirsi un istante dopo con una risata liberatoria. Nella finzione teatrale la sarta, i musicisti e il macchinista smettono di essere figure invisibili per trasformarsi nei suoi complici e interlocutori diretti, abbattendo la quarta parete e trascinando la platea nel cuore pulsante della creazione scenica.

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Il confronto con il mito della Signorina Silvani: l’ironia che supera la maschera cinematografica

Tra i passaggi più attesi e applauditi di «Brava, bravissima… anche meno» vi è l’inevitabile quanto affettuoso corpo a corpo con il personaggio leggendario della Signorina Silvani, la storica fiamma dell’impiegato Ugo Fantozzi ideata da Paolo Villaggio, che ha regalato alla Mazzamauro una popolarità cinematografica immortale e intergenerazionale.

Con intelligenza e coraggio artistico, Anna Mazzamauro prende le distanze da quell’icona per mostrarne i risvolti comici ma anche per rivendicare la vastità del proprio repertorio drammaturgico e musicale: la maschera finisce nel mirino della sua stessa satira, aprendo il campo a riflessioni più intime, a canzoni ricercate e a momenti di autentica commozione dove la parola recitata si fa poesia.

Novanta minuti di pura energia per imparare a non prendersi mai troppo sul serio

Il risultato è un atto unico serratissimo di novanta minuti in cui il pubblico non è chiamato a fare da semplice spettatore passivo, ma diventa testimone privilegiato del talento di una fuoriclasse capace di dominare lo spazio scenico con un’intonazione vocale, una pausa prolungata, uno sguardo sornione o un fulmineo cambio di registro.

Uno spettacolo imperdibile che conferma la vitalità della stagione teatrale della Capitale – arricchita anche dal teatro sociale del progetto Ulisse e dalle nuove commedie musicali in debutto nazionale – ricordandoci quanto sia prezioso, oggi più che mai, il coraggio di ridere di se stessi. L’appuntamento con Anna Mazzamauro è fissato per il 29 e 30 ottobre alle ore 21:00 al Teatro Parioli Costanzo di Roma. Segui tutte le recensioni e le interviste di palcoscenico nella nostra sezione Cultura.

A cura della Redazione Spettacoli e Teatro di Cavaliere News

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2 novembre, «Il passato non è dietro di noi»: l’opera grafica transrealista del Maestro Francesco Guadagnuolo per la ricorrenza dei defunti tra Papa Leone XIV e l’ulivo millenario

In vista del 2 novembre il Maestro transrealista Francesco Guadagnuolo presenta la straordinaria opera grafica “Papa Leone XIV e le radici del tempo”: una riflessione profonda e controcorrente sulla commemorazione dei defunti che rifiuta il lutto convenzionale e l’idea del passato come perdita, mostrando come la figura del Pontefice in cammino e il fitto groviglio radicale di un ulivo millenario avanzino parallelamente lungo lo stesso orizzonte della memoria che continua a nutrire il presente 👇

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Francesco Guadagnuolo - Papa Leone XIV e le radici del tempo

ROMA – Non sono molte le opere d’arte contemporanea capaci di affrontare il mistero del 2 novembre e della commemorazione dei defunti spogliandosi della consueta patina di malinconia, del lutto convenzionale o di simbologie consumate dall’abitudine: la nuova opera grafica realizzata dal maestro Francesco Guadagnuolo, fondatore del Transrealismo, percorre una traiettoria estetica e concettuale profondamente diversa. Non invita a volgere lo sguardo all’indietro verso ciò che è perduto, ma esorta a guardare accanto, rivelando che il passato non è un capitolo concluso alle nostre spalle, bensì una presenza viva che cammina parallelamente al nostro presente.

L’opera, intitolata emblematicamente «Papa Leone XIV e le radici del tempo», s’impone allo sguardo per la sua straordinaria densità visiva e filosofica, offrendo una meditazione laica e spirituale che si inserisce perfettamente nel dibattito sui valori della memoria e della speranza, all’indomani dell’inno alla memoria e alla responsabilità diffuso con Il Mattutino dal Castello Sforzini e delle tante iniziative di solidarietà e riflessione promosse per le giornate dell’1 e 2 novembre in tutta Italia.

«Papa Leone XIV e le radici del tempo»: la televisione, il Pontefice e l’intreccio dell’ulivo

La composizione grafica di Francesco Guadagnuolo si struttura attraverso un contrasto formale di grande impatto: all’interno del riquadro di uno schermo televisivo – medium per eccellenza della cronaca effimera e della simultaneità globale – appare la figura di Papa Leone XIV mentre avanza con passo rapido da destra verso sinistra. Sul lato opposto dell’opera, quasi a occupare l’intera impalcatura spaziale, si dispiega il groviglio potente, nodoso e ramificato delle radici di un ulivo millenario, mentre in alto vigila un grande sole rosso, immobile, magnetico e silenzioso.

Il punto focale dell’opera non risiede nella semplice giustapposizione di queste icone, ma nella relazione dinamica che l’artista istituisce tra di esse: il Pontefice non si dirige verso le radici dell’albero e non se ne allontana; cammina esattamente parallelo ad esse. In questa scelta geometrica e compositiva risiede il cuore poetico del lavoro: l’artista rifiuta l’idea del passato come dimensione morta e remota, dimostrando che la storia visibile e la memoria invisibile avanzano lungo il medesimo orizzonte vitale.

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La metafora dell’ulivo e la tensione del segno: quando la grafica diventa pensiero

Nella visione di Guadagnuolo, l’ulivo – archetipo mediterraneo di pace, durata e rigenerazione – non viene raccontato attraverso la bellezza della chioma o la maestosità del fusto, ma tramite la sua parte sotterranea e segreta. Portando alla luce il sistema radicale, l’artista trasforma ciò che normalmente è celato sotto terra in una potente allegoria della memoria comunitaria: le radici sono il luogo dove si stratificano i sacrifici, le culture, gli affetti e le esistenze di chi ci ha preceduto.

Anche la tecnica grafica riflette questa tensione: il segno è rapido, scabro, incisivo. Non si limita a descrivere una scena, ma la incide nella materia. Il nero assoluto che intreccia il sistema delle radici e il bianco luminoso che definisce la veste papale non appartengono a mondi separati, ma sgorgano dalla medesima matrice espressiva. Sullo sfondo, ampie campiture giallo-frumento rievocano la fertilità della terra e il lento lavoro del tempo, mentre il sole rosso in alto resta sospeso tra alba e tramonto, principio e compimento cosmico.

Il Transrealismo e la lezione del 2 novembre: una riflessione sulla permanenza e non sull’assenza

Attraverso i canoni del Transrealismo teorizzato da Francesco Guadagnuolo, la realtà quotidiana non viene elusa ma oltrepassata per attingere a una dimensione metafisica in cui cronaca, memoria e profezia coincidono perfettamente.

L’opera dedicata al 2 novembre compie così una rivoluzione silenziosa: non celebra la scomparsa, ma testimonia la permanenza; non compiange l’assenza, ma mostra ciò che continua instancabilmente a sostenere il presente. Come i vivi e i defunti, il Papa e le radici proseguono uniti in un cammino che non si interrompe mai, nel solco di quella straordinaria ricerca artistica contemporanea celebrata nei principali riconoscimenti culturali e d’eccellenza ospitati al Senato della Repubblica e nei concorsi d’arte visiva dedicati all’esplorazione dell’Oltre. Una lezione magistrale che ci ricorda come le nostre radici non siano confinate alle nostre spalle, ma camminino ogni giorno al nostro fianco. Segui tutte le recensioni artistiche nella nostra sezione Cultura.

A cura della Redazione Cultura e Arti Visive di Cavaliere News

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