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Premio Cronisti Romani 2026 dedicato a Romano Bartoloni, mercoledì 28 ottobre in FNSI a Roma i riconoscimenti ad Andrea Monda, Baba Richerme ed Emilio Albertario e le nove Menzioni Speciali con Isabel Russinova

Mercoledì 28 ottobre 2026 alle ore 11:00 nella Sala Walter Tobagi della FNSI a Roma (via delle Botteghe Oscure 54) si terrà la cerimonia del Premio Cronisti Romani 2026, dedicata alla memoria dello storico presidente Romano Bartoloni e condotta da Isabel Russinova: la giuria presieduta da Roberto Mostarda, Rodolfo Martinelli Carraresi e Paolo Tripaldi premierà Andrea Monda, Baba Richerme ed Emilio Albertario insieme a nove Menzioni Speciali conferite a Tiziana Bartolini, Angela Caponnetto, Valentina Errante, Flavia Filippi, Stefano Iannaccone, Giulio Mancini, Daniele Nicosia, Barbara Schiavulli e Rosario Tronnolone 👇

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Romano Bartoloni

ROMA – Sarà interamente dedicata alla memoria di Romano Bartoloni, storico e indimenticato presidente del Sindacato Cronisti Romani recentemente scomparso, l’edizione 2026 del Premio Cronisti Romani, la cui cerimonia ufficiale di consegna si terrà a Roma mercoledì 28 ottobre 2026 alle ore 11:00 nella prestigiosa Sala Walter Tobagi presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), in via delle Botteghe Oscure 54, con la conduzione dell’attrice e scrittrice Isabel Russinova.

Con questa intitolazione il Sindacato Cronisti Romani rende un commosso tributo a un collega che ha consacrato gran parte della propria esistenza alla professione giornalistica e all’impegno sindacale in difesa della categoria, riaffermando il ruolo insostituibile del giornalismo libero come presidio democratico e testimonianza viva del nostro tempo, al centro in queste settimane anche di importanti riconoscimenti istituzionali dedicati al mondo della cultura e del giornalismo nella Capitale e di premi letterari e giornalistici volti a valorizzare l’impegno civile sui territori.

I vincitori del Premio Cronisti Romani 2026: Andrea Monda, Baba Richerme ed Emilio Albertario

La giuria del riconoscimento – presieduta da Roberto Mostarda, Rodolfo Martinelli Carraresi e Paolo Tripaldi – ha individuato per l’edizione 2026 figure di altissimo profilo che hanno saputo distinguersi nel panorama dell’informazione, della cultura e della comunicazione istituzionale italiana.

Il Premio Cronisti Romani 2026 sarà conferito ad Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano, giornalista, scrittore e saggista. Il Premio alla Carriera verrà assegnato a Baba Richerme, giornalista e inviata speciale della Rai, storica e amatissima voce del Giornale Radio nonché protagonista dell’informazione cinematografica e culturale. Il Premio Uffici Stampa andrà invece a Emilio Albertario, giornalista con una lunga e autorevole carriera ai vertici dell’informazione radiotelevisiva Rai.

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Le nove Menzioni Speciali: da Tiziana Bartolini e Angela Caponnetto a Valentina Errante, Flavia Filippi e Barbara Schiavulli

Accanto ai premi principali, il Sindacato Cronisti Romani ha attribuito nove Menzioni Speciali a cronisti e direttori che si sono distinti sul campo nei diversi ambiti dell’informazione – dalla cronaca giudiziaria e politica al giornalismo d’inchiesta, dagli esteri alla cultura fino all’impegno sociale.

I riconoscimenti saranno consegnati a: Tiziana Bartolini, giornalista e direttrice della storica testata NOIDONNE; Angela Caponnetto, inviata di RaiNews24; Valentina Errante, firma de Il Messaggero; Flavia Filippi, giornalista del TG La7; Stefano Iannaccone, giornalista del quotidiano Domani impegnato nella cronaca politica e nelle inchieste sulle istituzioni; Giulio Mancini, giornalista e direttore di Canaledieci.it; Daniele Nicosia, giornalista e direttore de La Nuova Voce; Barbara Schiavulli, giornalista, scrittrice e reporter di guerra; e Rosario Tronnolone, giornalista della Radio Vaticana.

L’eredità morale di Romano Bartoloni e l’appuntamento di mercoledì 28 ottobre in Sala Walter Tobagi

L’appuntamento di mercoledì 28 ottobre alle ore 11:00 in via delle Botteghe Oscure 54 – in una giornata particolarmente ricca di eventi culturali a Roma, tra cui il reading letterario e musicale dedicato a Roma in programma la stessa sera – rappresenterà l’occasione per riaffermare i valori cardine che hanno guidato l’intera vita professionale e sindacale di Romano Bartoloni: la difesa della libertà di stampa, il rigoroso rispetto della verità sostanziale dei fatti, l’indipendenza del cronista e la centralità della cronaca come servizio primario ai cittadini. Segui tutti gli eventi e i riconoscimenti nella nostra sezione Cultura.

A cura della Redazione Cultura e Attualità di Cavaliere News

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Milano, oggi alle 18:30 faccia a faccia storico su Tangentopoli con Antonio Di Pietro, Sergio Cusani e Carlo Sama moderati da Piero Colaprico: «La stagione che cambiò l’Italia» da LCA Studio Legale

Faccia a faccia storico a Milano su Tangentopoli: oggi lunedì 26 ottobre 2026 alle ore 18:30 presso LCA Studio Legale in via della Moscova 18 si tiene l’atteso dibattito “La stagione che cambiò l’Italia. Impresa, politica e giustizia negli anni ’90, raccontate dai protagonisti”, con Sergio Cusani, Antonio Di Pietro e Carlo Sama moderati dal giornalista e scrittore Piero Colaprico 👇

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Locandina evento Milano

MILANO – Un faccia a faccia storico destinato inevitabilmente a far discutere, riaprendo gli archivi, i ricordi e i retroscena dell’inchiesta giudiziaria che oltre trent’anni fa segnò il crollo della Prima Repubblica. Oggi, lunedì 26 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:30 a Milano presso la sede di LCA Studio Legale (in Via della Moscova, 18), andrà in scena il dibattito intitolato «La stagione che cambiò l’Italia. Impresa, politica e giustizia negli anni ’90, raccontate dai protagonisti».

Seduti attorno allo stesso tavolo si ritroveranno infatti tre dei volti più emblematici di Mani Pulite e del processo Enimont: l’ex pubblico ministero simbolo del pool di Milano Antonio Di Pietro, il finanziere Sergio Cusani e l’ex amministratore delegato del gruppo Ferruzzi-Montedison Carlo Sama, chiamati a dialogare sotto la moderazione del giornalista e scrittore Piero Colaprico – il cronista che nei primi anni Novanta coniò proprio il termine «Tangentopoli» – in una giornata in cui la storia politica italiana dalla svolta del 1994 a oggi è già al centro del dibattito nazionale dopo l’analisi sulle radici storiche degli equilibri politici nati nel 1994.

Antonio Di Pietro, Sergio Cusani e Carlo Sama insieme a Milano: il ritorno dei protagonisti del processo Enimont

L’incontro promosso da LCA Studio Legale in Via della Moscova 18 (con la partnership di Tombolini e SRI Group) riunisce a oltre tre decenni di distanza l’accusa e gli imputati eccellenti di quella che fu ribattezzata la «madre di tutte le tangenti». Tra il 1992 e il 1994 le telecamere puntate nell’aula del Palazzo di Giustizia di Milano trasformarono gli interrogatori condotti da Antonio Di Pietro nei confronti di Sergio Cusani e di Carlo Sama (cognato di Raul Gardini e autore del celebre libro di memorie La caduta dei giganti) in un evento mediatico e politico senza precedenti nella storia repubblicana.

Rivederli oggi, 26 ottobre 2026, confrontarsi pubblicamente a freddo sulle dinamiche tra grande industria chimica e finanziaria, partiti politici e magistratura negli anni Novanta offre una chiave di lettura unica sulle trasformazioni strutturali del capitalismo italiano e del rapporto tra Stato, imprese e fisco – nodi rimasti centrali fino ai nostri giorni come evidenziato anche dall’intervento odierno di Meritocrazia Italia sulla storia del debito pubblico italiano negli ultimi decenni.

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La moderazione di Piero Colaprico e il bilancio tra impresa, politica e giustizia

A guidare il confronto sarà Piero Colaprico, storica firma della cronaca giudiziaria milanese e scrittore che seguì giorno per giorno l’esplosione dell’inchiesta a partire dal febbraio 1992. Attraverso le sue domande, Sergio Cusani, Antonio Di Pietro e Carlo Sama ripercorreranno luci, ombre, errori e conseguenze di lungo periodo di quella stagione cruciale.

Dagli anni Novanta alle sfide dell’economia e della giustizia di oggi

Un appuntamento milanese ad altissimo interesse storico, giuridico e politico che accende i riflettori sul rapporto tra diritto, impresa e istituzioni, in un lunedì segnato anche da grandi vertici nazionali dedicati alla governance trasparente delle imprese e delle amministrazioni. Continua a seguire tutti gli approfondimenti politici e giudiziari nella nostra sezione Politica e Attualità.

A cura della Redazione Politica e Cronaca di Cavaliere News

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Velletri, il 14 e 15 novembre a Paesaggi del Corpo arriva «L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio» per il bicentenario di Carlo Collodi con La Scatola dell’Arte e Daniela Marcheschi

Il 14 e 15 novembre 2026 a Velletri il festival Paesaggi del Corpo ospita “L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio”, il progetto speciale realizzato da La Scatola dell’Arte con il sostegno del Ministero della Cultura e il patrocinio della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e del Comitato Nazionale per il Bicentenario: al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè e alla Casa delle Culture e della Musica tre spettacoli di danza con le coreografie di Raphael Bianco, Patrizia Cavola, Ivan Truol e Giorgio Rossi, la musica dal vivo di Livio Minafra e l’incontro con l’italianista Daniela Marcheschi 👇

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Pinocchio

VELLETRI (ROMA) – La grande danza contemporanea incontra l’immaginario immortale di Carlo Collodi con «L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio», il progetto speciale ospitato dal festival internazionale Paesaggi del Corpo nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 a Velletri. Realizzata da La Scatola dell’Arte con il sostegno del Ministero della Cultura (MiC) e insignita del patrocinio culturale della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e del Comitato Nazionale delle Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Carlo Collodi, la rassegna celebra i duecento anni dalla nascita dell’autore attraverso un suggestivo intreccio di spettacolo dal vivo, musica, formazione per le scuole primarie e alta divulgazione letteraria.

Un appuntamento di grande prestigio per i Castelli Romani e per l’intero panorama culturale del Lazio, che in questo autunno 2026 vede fiorire straordinari progetti dedicati ai borghi storici e ai grandi classici della letteratura e del teatro, dall’itinerario interattivo di «Custodi della Storia» nella vicina Lanuvio e a Sutri fino alle riscritture sceniche contemporanee di Pinocchio e Ulisse portate in scena a Roma.

Sabato 14 novembre al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè: Raphael Bianco, Patrizia Cavola, Ivan Truol e Sergio De Vito

Cuore pulsante della due giorni veliterna è il trittico coreografico «Sulle tracce di Pinocchio», articolato in tre distinte performance firmate da quattro grandi autori della danza italiana che rileggono i temi educativi, sociali e universali de Le avventure di Pinocchio attraverso corpo, suono e arti visive.

Il sipario si alzerà sabato 14 novembre 2026 alle ore 18:00 presso il Teatro Artemisio «Gian Maria Volontè» di Velletri con le prime due creazioni coreografiche firmate da Raphael Bianco e dal duo composto da Patrizia Cavola e Ivan Truol. Quest’ultima produzione si avvale inoltre delle musiche originali e dei contributi video realizzati da Sergio De Vito, pensati per dilatare sul palcoscenico il dialogo tra gesto atletico, paesaggio sonoro e immagine in movimento.

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Domenica 15 novembre alla Casa delle Culture e della Musica: l’incontro con Daniela Marcheschi e lo spettacolo di Giorgio Rossi e Livio Minafra

La seconda giornata, in programma domenica 15 novembre 2026 nella suggestiva cornice della Casa delle Culture e della Musica di Velletri, unirà l’approfondimento letterario alla grande danza dal vivo. Alle ore 16:00 si terrà l’atteso incontro con Daniela Marcheschi, autorevole critica letteraria e italianista (curatrice dei Meridiani Mondadori dedicati a Collodi), che guiderà il pubblico alla riscoperta delle radici storiche, filosofiche e poetiche di Pinocchio.

A seguire, alle ore 18:00 sempre presso la Casa delle Culture e della Musica, andrà in scena il terzo capitolo performativo con coreografia e danza di Giorgio Rossi accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo dal pianista e compositore Livio Minafra, suggellando in un intenso dialogo tra movimento e note il viaggio nel mondo del burattino più famoso della letteratura mondiale.

Informazioni e biglietteria per il weekend del 14 e 15 novembre a Velletri

Con «L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio», La Scatola dell’Arte e Paesaggi del Corpo confermano il valore della danza quale ponte privilegiato per avvicinare i bambini, i ragazzi e le famiglie alla grande letteratura, in sintonia con i più importanti appuntamenti teatrali d’autore in scena nella provincia di Roma come lo spettacolo «Risate di gioia» al Teatro Palladium. I biglietti sono già acquistabili online sul circuito ufficiale LiveTicket; scopri tutti gli spettacoli e le rassegne nella nostra sezione Cultura e Spettacolo.

A cura della Redazione Cultura e Spettacolo di Cavaliere News

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Duli Caja, dalla sartoria all’arte tra Albania e Roma: 18.000 bottoni per raccontare la memoria storica della nave Vlora nell’intervista di Artur Nura su Radio Radicale

Dall’Albania a Roma passando per il mestiere di sarto fino alla galleria d’arte nel quartiere Prati: nell’intervista realizzata da Artur Nura per la rubrica “Albania italianofona” di Radio Radicale a cura di Francesca Rosini, l’artista italo-albanese Duli Caja racconta la genesi dell’opera realizzata con 18.000 bottoncini per custodire la memoria storica dello sbarco della nave Vlora a Bari dell’8 agosto 1991 👇

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Artur Nura

ROMA – Un racconto intenso di emigrazione, sacrificio, riscatto e talento visivo che unisce le due sponde dell’Adriatico: è la storia di Duli Caja, artista italo-albanese che, giunto in Italia dall’Albania alla ricerca di un futuro migliore, ha saputo trasformare le fatiche dell’integrazione e l’esperienza artigianale della sartoria in un percorso creativo originale e potente. Tra le sue creazioni più emblematiche spicca l’opera dedicata alla nave Vlora, composta con circa 18.000 bottoncini per immortalare lo storico approdo nel porto di Bari dell’8 agosto 1991.

Il cammino umano e artistico di Duli Caja è protagonista di un’approfondita intervista firmata dal giornalista Artur Nura per la rubrica «Albania italianofona» di Radio Radicale, curata da Francesca Rosini – un’ulteriore testimonianza del prezioso ponte culturale e giornalistico tra Italia e Albania che proprio in queste settimane ha visto Artur Nura e le eccellenze transadriatiche premiati a Roma nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica.

Dall’Albania a Roma: il mestiere di sarto e la nascita de «Il cappotto del poeta» ispirato a Lev Tolstoj

L’arrivo in Italia segnò per Duli Caja l’inizio di una nuova esistenza, ma anche una prova durissima: approdato senza una posizione regolare, riuscì a regolarizzare i propri documenti dopo circa un anno e mezzo, affrontando con tenacia la precarietà abitativa e il lavoro quotidiano. In patria aveva già acquisito solide abilità manuali come tornitore e come sarto in un’epoca in cui l’iniziativa privata era rigidamente compressa dal regime comunista; una volta a Roma, proprio la sartoria gli permise di conquistare una meritata stabilità economica senza mai spegnere la fiamma per il disegno e la pittura coltivata sin da ragazzo.

Fu proprio tra gli strumenti del laboratorio sartoriale che prese vita la sua cifra stilistica: invece di gettare i ritagli di tessuto avanzati, Duli Caja iniziò a custodirli e ricomporli sulla tela. Da quei frammenti di stoffa nacque una delle sue prime opere più apprezzate, «Il cappotto del poeta», ispirata al gigante della letteratura russa Lev Tolstoj, rivelando la capacità di scorgere bellezza e poesia nei materiali più umili della quotidianità.

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18.000 bottoncini per ricordare l’8 agosto 1991: la nave Vlora a Bari diventa un’opera d’arte

Quella stessa intuizione poetica ha dato origine al suo lavoro più celebre. L’ispirazione scoccò quasi per caso durante una normale giornata in sartoria: mentre cercava un bottone per riparare una giacca, Duli Caja rovesciò sul tavolo da lavoro una scatola colma di bottoni conservati negli anni. Guardando quella distesa brulicante di piccoli dischi colorati, nella sua mente riaffiorò all’istante l’immagine indelebile delle migliaia di donne, uomini e bambini assiepati sul molo di Bari l’8 agosto 1991, quando la nave Vlora entrò in porto con circa 20.000 cittadini albanesi a bordo.

Utilizzando circa 18.000 bottoncini, l’artista ha così trasformato un piccolo oggetto del vestire quotidiano nel simbolo corale di una moltitudine di vite, speranze e destini in viaggio attraverso il mare: una riflessione artistica sul valore generato dall’incontro tra i popoli e dalle migrazioni che dialoga idealmente sia con la nascita a Palermo del ROOTS Museum dedicato alle radici e alle migrazioni nel mondo, sia con i percorsi artistici romani dedicati al viaggio e alla ricerca di una nuova Itaca.

Dal laboratorio nel quartiere Prati a Roma al sogno di esporre a Tirana

Nel corso degli anni Duli Caja ha scelto di dedicare sempre più spazio alla propria vocazione artistica, dando vita a Roma, nel cuore del quartiere Prati, a un proprio atelier con annessa galleria espositiva. Nell’intervista raccolta da Artur Nura per Radio Radicale (rubrica Albania italianofona a cura di Francesca Rosini), l’artista confida anche il desiderio di portare presto le sue opere in mostra a Tirana, affinché il pubblico della sua terra natale possa toccare con mano il frutto di questa doppia appartenenza tra Albania e Italia.

Una storia esemplare in cui l’arte ricuce la memoria individuale e quella collettiva delle due nazioni. Continua a seguire tutti i ritratti d’artista, le mostre e gli approfondimenti internazionali nella nostra sezione Cultura e Spettacolo.

A cura della Redazione Cultura ed Esteri di Cavaliere News

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