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Economia

Desertificazione bancaria in Abruzzo: sportelli chiusi, rischio usura e la rabbia dei cittadini

Il dramma della desertificazione bancaria in Abruzzo: filiali chiuse, anziani a rischio truffe e l’ombra dell’usura sulle imprese. 🏦 📉

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Fulvio Furlan

L’Aquila – Nel panorama economico e sociale dell’Italia interna si sta consumando una crisi silenziosa che tocca da vicino la vita quotidiana di migliaia di famiglie, pensionati e piccoli imprenditori. È il fenomeno della desertificazione bancaria, la progressiva e inarrestabile chiusura degli sportelli fisici che sta lasciando interi territori privi di presìdi finanziari essenziali. I dati emersi dal terzo Rapporto nazionale della Uilca (Unione Italiana Lavoratori Credito Esattoriali) delineano per l’Abruzzo un quadro di profonda sofferenza e di forte allarme sociale. Nella nostra regione, ben nove persone su dieci si dichiarano apertamente insoddisfatte (94,2%) per la scomparsa o la riduzione dei servizi bancari nel comune in cui risiedono. Non si tratta di una semplice transizione verso il mondo digitale, ma di un vero e proprio strappo nel tessuto civile, dove la presenza fredda di un bancomat automatico non riesce in alcun modo a sostituire il valore umano dell’ascolto e della consulenza diretta.

I numeri del declino: ogni mese chiudono due filiali in regione

I dati contabili raccolti dal sindacato di categoria tra il 2020 e il 2025 fotografano la velocità con cui i piccoli borghi abruzzesi stanno perdendo i propri punti di riferimento economici. In appena cinque anni, il numero dei comuni serviti da almeno una banca è crollato del 19,7%, passando da 147 a soli 118 centri attivi. Questo significa che, in media, ogni mese sono stati serrati definitivamente due sportelli sul territorio regionale. Complessivamente, le filiali bancarie abruzzesi sono scese da 496 a 392, registrando una contrazione netta del 21%. Ad oggi, la dura realtà materiale racconta che ben 164.933 cittadini abruzzesi risiedono in municipalità completamente prive di una banca, costretti a percorrere decine di chilometri anche solo per sbrigare le operazioni più semplici o per chiedere un consiglio sul futuro dei propri risparmi.

L’impatto sullo spopolamento e il rischio delle truffe online

La scomposizione del rapporto Uilca evidenzia come la fuga degli istituti di credito dalle aree interne non sia solo una questione di bilancio aziendale, ma rappresenti una potente dinamo per lo spopolamento e la marginalizzazione dei territori collinari e montani dell’Appennino. Per sei persone su dieci, la presenza di una filiale fisica incide pesantemente sulla scelta di continuare a vivere o meno in un determinato comprensorio. Inoltre, la sostituzione del personale di sportello con sistemi digitali automatizzati espone i cittadini, in particolare gli anziani in condizione di solitudine, a crescenti vulnerabilità. Più di otto intervistati su dieci evidenziano come la digitalizzazione forzata aumenti il rischio di subire truffe informatiche e raggiri online, privando le fasce deboli di un volto amico a cui rivolgersi per verificare la sicurezza dei propri conti.

La piaga dell’usura e il blocco degli investimenti per le imprese

Il risvolto più cupo e preoccupante della desertificazione bancaria investe direttamente la legalità e la sicurezza economica del tessuto produttivo abruzzese. Per l’81,2% degli intervistati, la scomparsa totale delle banche dal territorio contribuisce in modo lineare al diffondersi della piaga dell’usura e del riciclaggio. Quando un piccolo artigiano, un commerciante o una famiglia in difficoltà non trovano più un interlocutore formale a cui chiedere un prestito, il rischio di scivolare nelle mani della criminalità e degli usurai diventa drammaticamente reale. A questo si aggiunge un forte freno allo sviluppo: per l’82,9% dei cittadini, la vicinanza di una filiale influisce in modo determinante sulla propensione a investire, mentre il 67,9% ritiene la banca fisica un luogo insostituibile per ricevere assistenza trasparente su mutui e gestione del risparmio.

L’appello della Uilca e l’assenza dei grandi istituti bancari

Di fronte a questo scenario di forte sofferenza, il segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan, ha invocato l’adozione di una strategia industriale di lungo periodo che rimetta al centro la persona, tutelando l’occupazione ed evitando fusioni guidate unicamente da logiche speculative. Furlan ha proposto l’istituzione di Osservatori Regionali permanenti per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo sulle chiusure. In Abruzzo, come spiegato dal segretario generale regionale Maurizio D’Antonio, l’Osservatorio è già attivo e ha avviato un confronto costante con le forze politiche. Tuttavia, a destare forte preoccupazione è l’assenza ingiustificata al tavolo dei grandi gruppi bancari, i quali, nonostante i ripetuti inviti, rifiutano il dialogo con le istituzioni locali, danneggiando pesantemente l’economia reale.

Un patto di solidarietà per difendere il valore sociale della banca

In ultima analisi, la battaglia contro la desertificazione bancaria si offre alla pubblica opinione come una necessità non più differibile per salvaguardare la dignità dei cittadini onesti e la sopravvivenza stessa delle nostre province. Negli ultimi mesi, la consapevolezza sociale sul problema è cresciuta notevolmente, grazie soprattutto all’impegno dei sindacati e alle inchieste della stampa locale. La banca deve saper recuperare il proprio ruolo sussidiario e sociale originario, che non può essere sottomesso ad automatismi burocratici o ad applicazioni su smartphone. Solo attraverso una forte cooperazione tra la politica regionale, le forze sociali e i residenti sarà possibile pretendere il rispetto del territorio, garantendo alle future generazioni una rete di servizi equa, sicura e vicina ai bisogni reali delle persone.

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Economia

Brutte notizie al distributore: si riduce lo sconto sulle accise dei carburanti e scatta la tassa “mobile”

ATTENZIONE AL DISTRIBUTORE, PREPARATE IL PORTAFOGLIO! IL GOVERNO RIDUCE LO SCONTO STATALE SULLE ACCISE DEL GASOLIO: ECCO LE DATE IN CUI IL PREZZO DEL CARBURANTE TORNERÀ AD AUMENTARE INESORABILMENTE! ⛽ 💶 😡 Pessime e allarmanti notizie per le famiglie italiane, per i pendolari e per chiunque usi l’automobile o il furgone per andare a lavorare! Il “Taglio sulle accise” del gasolio, che ci ha fatto respirare un pochino in queste ultime settimane, sta per finire e subirà una drastica “sforbiciata”. Dal 18 al 25 settembre lo sconto scenderà a soli 12 centesimi, per poi “dimezzarsi clamorosamente” dal 26 settembre al 5 ottobre, facendo innalzare di molto il costo del nostro pieno! Lo ha annunciato il Governo Meloni, svelando anche che da inizio Ottobre tornerà in vigore la famigerata e complessa tassa delle “Accise Mobili”! Volete scoprire cosa significa e tutti i nuovi prezzi? Cliccate e leggete il nostro articolo per i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete “Furiosi e Stremati” da questo continuo e folle cambiamento del Prezzo della Benzina e del Gasolio che vi svuota inesorabilmente i portafogli ogni volta che fate un Pieno? Diteci la Vostra sviscerando i vostri sfoghi nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo sulle vostre bacheche per avvisare tutti i vostri Amici!!

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Accise carburanti

Roma – Fare un banalissimo e sacrosanto “pieno” di carburante alla propria automobile si è ormai trasformato, purtroppo, in un vero e proprio incubo per milioni di automobilisti italiani. Ogni volta che ci fermiamo al distributore e afferriamo la pompa del gasolio, i nostri sguardi si incollano terrorizzati sul display, pregando che i centesimi non scorrano troppo in fretta per non svuotarci definitivamente il portafoglio.
E purtroppo, a gravare sull’infinita angoscia delle famiglie (già stremate dal prezzo folle della spesa alimentare), stanno per arrivare cattivissime notizie proprio sul fronte dei temutissimi rincari: il famoso e tanto amato “taglio delle accise” sul gasolio (ovvero lo sconto statale che ci ha fatto parzialmente respirare in questi mesi) sta subendo una drastica e inesorabile sforbiciata da parte del Governo, e andrà a rimpicciolirsi settimana dopo settimana fino a sparire quasi del tutto. Mettetevi comodi e preparate il portafoglio, perché la stangata di fine settembre si farà sentire eccome.

Il balletto dei centesimi: lo sconto che si dimezza

Le nuove regole, approvate in queste ore dal Consiglio dei Ministri attraverso un delicato decreto legge sul contenimento dei costi, prevedono un vero e proprio “scivolo” verso il basso per i nostri amati sconti. Analizziamo le date che i cittadini dovranno inevitabilmente segnarsi in rosso sul calendario per correre ai ripari.
Nella prima finestra temporale (quella che va dal 18 al 25 settembre 2026), il prezioso taglio delle accise (comprensivo dell’Iva associata) scenderà inesorabilmente a soli 12,2 centesimi al litro. Ma la vera mazzata psicologica e finanziaria per i pendolari arriverà subito dopo: a partire dal 26 settembre e fino al 5 ottobre, infatti, questo sconto statale sul pieno verrà ulteriormente e brutalmente dimezzato, precipitando alla misera cifra di 6,1 centesimi al litro. In parole povere? Pagheremo il carburante sempre di più, centesimo dopo centesimo.

Il ritorno dell’Accisa Mobile di Giorgia Meloni

La premier Giorgia Meloni, durante la consueta e affollata conferenza stampa post-Cdm, ha però tentato di gettare un po’ di speranza nel cuore degli automobilisti disperati, annunciando ufficialmente che, subito dopo la fine di questo scivolone degli sconti (ovvero a partire dal fatidico 5 ottobre), tornerà attiva la cosiddetta “Accisa Mobile”.
Di cosa si tratta? È un delicatissimo e complesso meccanismo burocratico (spesso di difficile applicazione immediata) che permette in via teorica allo Stato di intervenire rapidamente e in tempo reale per limare il peso delle accise ogniqualvolta il prezzo “industriale” del petrolio schizzi eccessivamente in alto sui mercati internazionali. Insomma, un “paracadute” fiscale d’emergenza per tentare di impedire che il costo per noi automobilisti tocchi cifre stellari o irraggiungibili per le normali famiglie operaie.

Il salasso del Gasolio e l’ansia di chi lavora

I numeri tecnici snocciolati dal Governo sulle nuove tassazioni fanno venire il capogiro, e si riferiscono in particolar modo ai preziosi gasoli paraffinici (gli HVO) e all’ecosostenibile biodiesel. Fino al 25 settembre, il peso delle tasse pure e crude imposte dallo Stato sarà pari a 572,90 euro per ogni mille litri erogati. Poi, nella finestra a cavallo tra settembre e ottobre, salirà a 622,90 euro, per avvicinarsi sempre più vertiginosamente alla paurosa e mostruosa “Accisa Standard” italiana (che ammonta a ben 672,90 euro di tasse per mille litri).
Questa perenne ed estenuante incertezza non colpisce solo la mamma che porta i bimbi a scuola con l’utilitaria a diesel, ma rischia di uccidere letteralmente i piccoli commercianti e gli artigiani che usano i furgoni tutti i santi giorni per lavorare, e che non riescono più a fare una programmazione mensile per colpa di un pieno di benzina diventato, oggi più che mai, un bene di lusso assoluto.

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Economia

Benzina alle stelle e consumi al palo, l’urlo di Sorrentino: “La politica intervenga prima che chiudano tutti”

BENZINA E GASOLIO OLTRE I 2 EURO, BOLLETTE FOLLI E CARRELLI DELLA SPESA SEMPRE PIÙ VUOTI: “LA POLITICA DEVE INTERVENIRE SUBITO O CHIUDERANNO TUTTI I NEGOZI E GLI ARTIGIANI!”. L’APPELLO DISPERATO DI “CONFEDERAZIONE IMPRESE ITALIA”! ⛽ 💶 😡 State Vedendo Anche voi (Passeggiando Per le Nostre Città) Quanti Cartelli “VENDESI” e Quante Saracinesche Stanno Purtroppo Abbassando in silenzio i Nostri Commercianti e Piccoli Imprenditori? A Lanciare Un durissimo e Formidabile “Urlo Di Rabbia e Di Aiuto” Contro le Istituzioni È Intervenuto Il Dott. Carlos Sorrentino, Segretario Generale Di “Confederazione Imprese Italia”! Con i Prezzi Della Benzina Ormai Schizzati Stabilmente Oltre I 2 Euro Al Litro, a rimetterci Non Sono Solo I Nostri Portafogli di semplici Cittadini… “Ma Anche e Soprattutto il Lavoro Di Migliaia di Imprese, Artigiani e Agricoltori che devono spostarsi con furgoni e trattori pagando costi Assurdi!”. Come se non bastasse, l’ISTAT certifica una Realtà Spaventosa: “Gli italiani Pagano di Più, ma escono dal supermercato con MENO ROBA”, perché i prezzi Alle Stelle ci Rubano lo stipendio, e le famiglie Smettono di Comprare Mandando In Fallimento i Negozi (Soprattutto nei piccoli Comuni e nelle Province, dove I chilometri da percorrere ti Strangolano!). “Cosa Sta Facendo la Politica per Fermare Questo Massacro?”, grida Sdegnato Sorrentino. “Non Vogliamo Elemosina, Vogliamo Solo poter Lavorare! Smettetela Di contare le Serrande Chiuse e Intervenite Adesso!”. Leggi il Formidabile e duro Appello In Difesa Dei Lavoratori nel Nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente Disperati E Terrorizzati Quando Dovete Andare Al Distributore di Benzina o Dovete Fare La Spesa Per La Famiglia, Accorgendovi Che I Vostri Soldi “Non Valgono Più Niente”? Siete D’Accordo Con Sorrentino e Siete Indignati Del Fatto Che Nessun Governo O “Politico” Stia Facendo Davvero Qualcosa Di Concreto Per Fermare Il Fallimento e La chiusura Delle Piccole Botteghe Storiche E Degli Artigiani in Italia? Diteci la Vostra Sviscerando tutte le Vostre Opinioni E i Vostri Sfoghi Di Lavoratori nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Per Far Sentire Forte L’Urlo Delle Imprese E Delle Famiglie!!

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Carlos-Sorrentino

Roma – Provate per un attimo a fare mente locale, a guardarvi intorno quando passeggiate per le strade delle vostre città o, peggio ancora, nei nostri splendidi ma fragilissimi borghi e piccoli Comuni. Quante saracinesche chiuse, quanti cartelli “Vendesi”, quanti negozi storici costretti ad alzare bandiera bianca? Il tessuto economico del nostro amato Paese si sta lentamente e silenziosamente sgretolando sotto i colpi micidiali del rincaro dei prezzi. E oggi, a lanciare un vero e proprio “urlo di dolore” a nome di milioni di lavoratori esasperati, ci ha pensato il Dottor Carlos A. Sorrentino, coraggioso Segretario Generale di Confederazione Imprese Italia.
Il tema sul tavolo è una vera bomba a orologeria sociale, pronta a esplodere: il folle “Caro carburanti”, unito ai consumi ancora debolissimi e all’inarrestabile aumento dei costi sostenuti dalle imprese. Un mix letale che rischia di produrre un catastrofico effetto a catena (un vero e proprio domino) sull’economia reale, colpendo a morte i più deboli: le piccole attività commerciali, gli artigiani e le famiglie.

Oltre due euro al litro: il dramma del Caro Carburante

«Dobbiamo assolutamente cominciare a parlare del “costo della distanza”», afferma con fermezza Sorrentino, riprendendo le battaglie già lanciate dal Presidente della Confederazione Biagio Cefalo contro la spaventosa desertificazione commerciale. «L’aumento scriteriato dei carburanti non rappresenta affatto soltanto un problema per l’automobilista nel weekend. Per migliaia di imprese, artigiani e agricoltori, la benzina e il gasolio sono veri e propri costi di esercizio primari: significano raggiungere i clienti, trasportare le merci, rifornire i negozi o lavorare i campi con i trattori».
I dati del Ministero parlano chiarissimo e fanno venire i brividi: a metà settembre 2026, il prezzo medio nazionale al self-service ha sfondato quote folli: 2,120 euro al litro per la benzina e la bellezza di 2,231 euro per il gasolio. Un salasso inaccettabile.

Spendere di più per mangiare di meno: i dati Istat

Il secondo, disastroso tassello di questo puzzle è il crollo drammatico del potere d’acquisto. I freddi dati dell’ISTAT si traducono, nella vita reale, nel dramma di migliaia di mamme e padri di famiglia costretti a fare le acrobazie al supermercato. Nel settore alimentare, le famiglie spendono lo 0,8% in più (perché i prezzi sono folli), ma tornano a casa con l’1% in meno di spesa fisica nei sacchetti.
«Dietro questi numeri freddi c’è una realtà dolorosa che le famiglie conoscono fin troppo bene: spendono sempre di più per comprare molto meno. Se aumenta la quota di stipendio mangiata letteralmente dalla benzina e dalle bollette dell’energia, inevitabilmente diminuisce quella per altri consumi vitali. E se le famiglie non comprano più, le imprese falliscono», denuncia con amarezza Sorrentino.

La disperazione degli Agricoltori e delle Aree Interne

Una morsa che sta stritolando agricoltura, artigianato e servizi. Pensiamo al povero idraulico che brucia gasolio per decine di chilometri con il suo furgone, o all’agricoltore che non riesce nemmeno a scaricare i pazzeschi costi del carburante agricolo sul prezzo finale del raccolto (accollandosi tutte le perdite). Ma il dramma, sottolinea Confederazione Imprese Italia, diventa insormontabile nei piccoli Comuni e nelle cosiddette “Aree interne”. Lì, in provincia, le immense distanze geografiche da percorrere si trasformano magicamente e crudelmente in uno svantaggio economico enorme che spinge al fallimento immediato.

L’appello disperato alla Politica: “Svegliatevi ora!”

La chiosa di Sorrentino non è un attacco di parte o di bandiera, ma una durissima sveglia rivolta alla coscienza della Politica a tutti i livelli. «Cosa sta facendo la politica? Non è una domanda di schieramento, ma per tutti. Le imprese non vi chiedono pietà o assistenzialismo con le elemosine: chiedono semplicemente condizioni umane per poter competere e lavorare!».
La conclusione del Segretario Generale spezza il cuore: «La desertificazione economica di un paese non comincia il giorno in cui il negozio chiude i battenti. Comincia molto prima, nell’agonia: quando un imprenditore rinuncia disperato a investire, quando non assume più un giovane, quando la distanza costa troppo. Per questo la Politica deve intervenire ORA, non limitarsi ipocritamente a “contare le serrande abbassate” dopo. Dietro ogni saracinesca chiusa ci sono famiglie, sudore, lacrime e lavoratori disperati».

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Economia

Un Incubo a occhi aperti: Benzina e Gasolio sfiorano i 3 Euro al litro! È una Strage per le famiglie colpite dalla guerra in Yemen e dalle maledette “Accise”

“È UN INCANCRENITO SALASSO DI STATO E UNA VERGOGNA ASSOLUTA!”. La Benzina e il Gasolio stanno sfondando il tetto disperato dei 3 Euro al Litro! Ecco come gli Scontri Armati nel Mar Rosso e le Insopportabili (E immortali) “Accise Italiane” ci stanno Mandando tutti Sul Lastrico! ⛽ 💶 🤬 Quando ci alziamo all’alba, con la stanchezza e i pensieri nella testa, per prendere l’Auto per andare a faticare al Lavoro o per accompagnare i Nostri amati figli a Scuola, ci viene Letteralmente da Piangere nel guardare i “Tabelloni Luminosi” dei Prezzi ai Distributori! Il Gasolio ha appena “Sfondato e Bucato” l’incredibile e mortale Tetto dei 3 EURO AL LITRO nelle autostrade ad agosto, ed è destinato a rincarare ancora di più! Ci Stanno lentamente Dissanguando! Ma di Chi è La Colpa per questo Tsunami Economico Pazzesco? Da una Parte, ovviamente, c’è la nuova Pazzesca Crisi della Guerra! Nel Lontano Yemen, il gruppo Armato degli Houthi (sostenuti dall’Iran) ha conquistato Militarmente il passaggio in mare da cui passa il 10% del Commercio mondiale delle Petroliere! Hanno bloccato l’invio dell’Arabia Saudita e il Petrolio ha Sfondato Tragicamente i 100 Dollari al barile! Ma se Noi italiani paghiamo così a “Peso d’Oro” e a cifre Assurde il carburante, la Colpa grandissima è di ben DUE Pazzeschi Errori e Furti dello STATO ITALIANO! 1️⃣ Negli anni passati abbiamo Chiuso Assurdamente per via degli ambientalisti Tutte le nostre Grandi “Raffinerie Italiane”! Questo significa che ora per colpa dello “Stato” non possiamo più fare il carburante da soli, ma dobbiamo Comprare dai paesi Arabi o Stranieri la benzina “Già pronta e Confezionata” Facendocela pagare ben 35 centesimi In PIÙ al Litro! Pazzesco! 2️⃣ Ma la Vergogna Immortale del Nostro Paese e del Governo restano loro… Le Maledette TASSE e le Famigerate ACCISE!!! L’Italia ha la tassazione più Assurda e ingiusta di tutta l’Europa! Il 43% del Costo che Leggiamo sulla colonnina della benzina finisce In Tasse per le casse del Governo (Ancora ci fanno pagare i Vecchi terremoti degli anni ’60!!!). E così, se all’estero la Guerra fa alzare i Prezzi, in Italia raddoppiano e si sfiorano i 3 Euro al Litro! Fino a Quando le Nostre povere Famiglie (Con Stipendi da fame e il Carovita alle Stelle) potranno sopportare questa Angosciante Spesa Quotidiana? Leggi la Durissima Denuncia e l’Analisi completa nel nostro Appassionato e Sdegnato Articolo Economico! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete Profondamente Arrabbiati e Sentite un profondo e Giustissimo “Sdegno” davanti ai continui aumenti dei Carburanti che vi Mangiano (E Mangiano ai Poveri Autotrasportatori) mezzo Stipendio ogni Mese? Siete D’Accordo sul Fatto che se Un Governo Italiano volesse “Davvero” Aiutare concretamente le nostre Famiglie a sopravvivere, la Primissima cosa da fare da Domani Mattina sarebbe Togliere una Volta per Tutte, per Legge, Le Antiche e Odiosissime “Accise” sulla Benzina (Che ci Dissanguano ogni volta che andiamo a Fare il Pieno all’Auto)? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Sdegno Quotidiano nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo di Condanna Sociale sulle Vostre bacheche per Fare un grandissimo Grido di Protesta contro i Prezzi Alle Stelle!!!

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Accise carburanti

Roma – Preparatevi, perché quello che sta per abbattersi inesorabilmente sulle nostre teste (e soprattutto sui nostri poveri e già svuotati portafogli) è un vero e proprio tsunami economico, un salasso senza alcun precedente. Quando la mattina ci svegliamo per andare a guadagnarci onestamente il pane, mettendoci alla guida delle nostre auto per andare a lavoro o per accompagnare i nostri figli a scuola, l’ansia di guardare il grande tabellone luminoso dei prezzi al distributore di benzina è diventata letteralmente insopportabile. La folle, inaccettabile e spaventosa asticella dei 3 euro al litro per il Gasolio (sfiorata e a tratti abbondantemente superata nelle tratte autostradali alla fine di agosto) non è più un lontano miraggio distopico, ma un incubo a occhi aperti. Un incubo in cui milioni di famiglie italiane, di autotrasportatori e di pendolari rischiano di sprofondare inesorabilmente, schiacciati dalla mortale tenaglia formata da due enormi problemi: la feroce guerra scatenata dai ribelli yemeniti e, come sempre, il peso mortale delle Maledette Tasse italiane.

Il Collasso in Yemen: gli Houthi bloccano il mare e il Petrolio esplode

Ma cosa diavolo sta succedendo al mercato mondiale dell’energia? Per capirlo, dobbiamo volgere lo sguardo al sudovest dello Yemen, dove il gruppo armato yemenita degli Houthi (sostenuto in modo palese dall’Iran) sta compiendo un’avanzata inarrestabile. Nelle ultime ore, le forze ribelli hanno sbaragliato la controffensiva governativa e hanno conquistato strategicamente l’isola di Perim, piantando la loro bandiera al centro dello strettissimo Bab-el-Mandeb. Si tratta di un passaggio marittimo vitale, da cui transita abitualmente oltre il 10% di tutto il commercio navale mondiale!
Avendo il pieno controllo militare dello Stretto, gli Houthi hanno immediatamente imposto un brutale embargo e bloccato il passaggio di tutte le petroliere dell’Arabia Saudita (loro nemico giurato). Il risultato sui mercati internazionali è stato immediato, catastrofico e fulmineo: il prezzo del Petrolio è schizzato a una velocità impressionante, superando ampiamente la fatidica e drammatica soglia dei 100 dollari al barile.

L’Arabia Saudita disperata: chiuso l’Oleodotto per il Mondo

La situazione geopolitica si fa ogni giorno più tetra. Con lo Stretto di Hormuz ormai bloccato e paralizzato da mesi (a causa della rovinosa guerra scoppiata tra l’Iran e gli Stati Uniti), l’Arabia Saudita utilizzava proprio il passaggio yemenita di Bab-el-Mandeb come fondamentale valvola di sfogo per esportare il proprio oro nero in Asia (parliamo di oltre 8 milioni di barili al giorno). Ma i continui attacchi missilistici dei ribelli Houthi hanno costretto la monarchia di Riad alla chiusura totale dell’oleodotto East-West. E quando il petrolio non viaggia più per mare, il prezzo nei nostri piccoli distributori di provincia subisce un’impennata spaventosa.

Il disastro autolesionista Italiano: niente più Raffinerie

In questo scenario mondiale da Apocalisse, purtroppo, l’Italia recita la tristissima parte del Paese che si fa del male da solo, con decisioni politiche folli e autolesioniste. Perché oggi paghiamo la benzina e il diesel a peso d’oro? Semplice e drammatico: negli ultimi anni abbiamo fatto chiudere frettolosamente decine di storiche Raffinerie sul nostro territorio, bollate incautamente come “Troppo Inquinanti”.
Il risultato di questa furia ecologista sconsiderata? L’Italia non è più capace di comprare il petrolio greggio a basso costo per raffinarlo internamente! Ora siamo costretti a comprare il prodotto “già finito e raffinato” dall’estero, pagando ai produttori stranieri un vergognoso margine di guadagno altissimo: ben 0,35 euro di rincaro “puro” per ogni singolo litro di diesel e 0,23 euro per la benzina!

Il Salasso delle Maledette “Accise”: uno Stato che ci dissangua

A questa mazzata insostenibile, si aggiunge infine la vergogna più grande, dolorosa e antica del nostro Paese: le tasse. Sulla testa dei disperati automobilisti italiani pende una scure fiscale pesantissima e amorale. La tremenda somma tra l’IVA e le famigerate, antiche e mai abolite Accise Governative (che paghiamo ancora, assurdamente, per vecchie guerre o terremoti passati) pesa per il 43% sul prezzo totale che leggiamo alla pompa!
Siamo ampiamente oltre l’ingiusta media europea, ed è per questo vergognoso motivo che, al minimo scossone internazionale, da noi la Benzina arriva istantaneamente a 2,5 o 3 euro al litro. Ci stanno lentamente dissanguando: fino a quando noi cittadini saremo in grado di sopportare e pagare questo ingiusto salasso di Stato solo per avere il “lusso” di usare un’auto per andare a lavorare?

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