Rimani in contatto con noi
#

Attualità

Grillismo e futuro, Sforzini invita Beppe Grillo al Castello Sforzini

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale invita Beppe Grillo al Castello Sforzini per un confronto culturale sulle origini del grillismo. 🏛️ 🗳️

Pubblicato

a

Luca Sforzini

Castellar Ponzano – Nel movimentato scenario dei partiti e delle correnti ideologiche che stanno ridefinendo i confini del dibattito pubblico e istituzionale nell’Eurozona, l’analisi delle grandi parabole politiche del recente passato costituisce un fattore strategico per comprendere la transizione della democrazia moderna. In una giornata dominata dalle tese discussioni e dai confronti ravvicinati che investono i vertici del Movimento 5 Stelle, si registra un’importante presa di posizione da parte del mondo saggistico e dei think tank indipendenti. Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, la nota fucina culturale legata alla piattaforma Futuro Nazionale, ha diffuso una nota ufficiale per esaminare l’eredità storica della prima stagione del grillismo. Lontano dalle polemiche personali dell’ultima ora, Sforzini ha formalizzato una proposta di alto spessore intellettuale, invitando pubblicamente il garante e fondatore Beppe Grillo presso lo storico Castello Sforzini di Castellar Ponzano, nella provincia alessandrina, per un confronto laico e privo di pregiudizi.

La tesi di Rinascimento Nazionale: le domande profonde restano vive

La disamina del presidente del Centro Studi si oppone con fermezza alla tendenza di molti osservatori di liquidare in modo frettoloso il Movimento 5 Stelle come un’esperienza storica definitivamente conclusa o ridotta a mera dinamica burocratica. Secondo la dottrina culturale promossa da Sforzini, se è pur vero che le sigle e le strutture di partito sono destinate a fllettere e persino a scomparire nel corso del tempo, le domande profonde, i bisogni materiali e le sofferenze sociali che le hanno generate rimangono elementi vivi all’interno dei mercati civili. Il primo grillismo delle origini, al di là delle indubbie ingenuità strutturali, ha rappresentato una gigantesca e viscerale ribellione popolare contro la partitocrazia tradizionale, il professionismo politico e la distanza sempre più netta che separa le famiglie e i cittadini onesti dalle élite dominanti dei palazzi romani.

Il superamento dei confini ideologici e il valore del merito

Pur ribadendo la netta e storica distanza del Centro Studi Rinascimento Nazionale da numerose scelte amministrative e legislative compiute dai governi pentastellati negli anni successivi, Luca Sforzini rivendica la necessità di un ascolto coraggioso e trasparente. Una comunità culturale seria, si legge nel manifesto del think tank, ha il dovere civile di non selezionare gli interlocutori in base alle semplici tessere di appartenenza, ma deve sforzarsi di comprendere quali intuizioni abbiano saputo interpretare le reali criticità del Paese. L’invito a Beppe Grillo punta a strutturare un laboratorio di idee e un salotto letterario incentrato sulla scomposizione di temi cruciali per il domani della nazione: la critica all’eccesso di burocrazia statale, la riduzione del peso fisco sulle spalle dei lavoratori e delle piccole imprese di provincia, la difesa della libertà individuale e la dura selezione del merito contro i privilegi delle caste.

Il Castello Sforzini come spazio aperto per il domani della nazione

L’architettura dell’incontro proposto da Sforzini mette a disposizione le volumetrie e la solennità del Castello Sforzini come una vera e propria casa di vetro, aperta sia a una sessione di studio privata sia a un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza e alla stampa. Il tavolo di confronto si prefigge di analizzare i limiti intrinseci e le ragioni del successo travolgente di quella rivolta civile del secondo Novecento e dei primi anni Duemila, verificando cosa di quell’hardware concettuale possa ancora risultare utile all’Italia del domani. Il Centro Studi, che dialoga stabilmente con le migliori intelligenze del mondo liberale, conservatore, cattolico, sociale, sovranista e risorgimentale, rifiuta la logica delle tifoserie contrapposte per promuovere una feconda contaminazione culturale tra tradizioni apparentemente distanti.

Il rifiuto delle camere dell’eco e la didattica del confronto civile

In ultima analisi, l’iniziativa lanciata da Castellar Ponzano riapre una seria riflessione sulle fragilità psicologiche e sociali che l’attuale polarizzazione della politica genera sulle giovani generazioni, spesso confinate nella solitudine degli schermi digitali e nell’isolamento virtuale dei social network. Le grandi culture politiche del Paese non possono crescere all’interno delle camere dell’eco o nell’asfissia dei monologhi autoreferenziali, ma esigono la ritualità dell’incontro in piazza e del rispetto rigoroso della parola dell’altro. Se il grillismo delle origini possiede ancora una traccia o un seme utile per edificare i cittadini responsabili del domani, la presidenza di Rinascimento Nazionale si dichiara pronta ad accogliere la sfida, dimostrando che il rilancio del Paese dipende linearmente dalla capacità di unire la stabilità dei principi alla trasparenza delle relazioni umane.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Politica

Da Forza Nuova a Fabrizio Corona: il piano segreto del Barone Nero per sbancare le elezioni

UNA CLAMOROSA “BOMBA” POLITICA A CIEL SERENO! IL FAMOSO “BARONE NERO” CERCA UN’ALLEANZA CON I NO-VAX E CON IL NUOVO PARTITO DI FABRIZIO CORONA! 🗳️ 💥 🇮🇹 Nel mondo politico e sui Social non si parla d’altro! Manca ancora molto alle prossime Elezioni Politiche del 2027, ma la campagna elettorale si sta già incendiando con alleanze a dir poco “imprevedibili”! Lo storico esponente della Destra dura e pura Roberto Jonghi Lavarini (detto il “Barone Nero”, oggi vicinissimo al Generale Vannacci) ha annunciato una “chiamata alle armi” per creare un polo Anti-Sistema e superare la legge elettorale! Il Barone Nero si è detto pronto a incontrare e formare Liste con Forza Nuova, con i movimenti No-Vax ma soprattutto (udite udite) persino con il nuovo Partito Politico dell’ex Re dei Paparazzi Fabrizio Corona! Il motivo? I sondaggi dicono che Corona fa il pieno di Voti tra i ragazzini e gli astensionisti che “Odiano il Sistema”! Siete curiosi di leggere tutti i dettagli di questa clamorosa indiscrezione politica che farà letteralmente impazzire i Partiti tradizionali? Cliccate e leggete il nostro articolo per i segreti del piano! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete “Stufi” dei soliti partiti e pensate che una Grande Alleanza tra figure popolari e fuori dagli schemi (come il Generale Vannacci o Fabrizio Corona) possa prendere tantissimi voti tra la gente “Arrabbiata”? Diteci la Vostra nei commenti per confrontarvi civilmente, e CONDIVIDETE l’articolo sulle vostre bacheche per informare gli amici!!

Pubblicato

a

Fabrizio Corona

Milano – Nel magmatico, imprevedibile e spesso spietato mondo della politica italiana, ci sono notizie che piombano sui palazzi del potere come dei veri e propri fulmini a ciel sereno, capaci di scombinare tutte le carte in tavola e di mandare su tutte le furie i salotti dei partiti tradizionali. L’indiscrezione (ormai diventata una dichiarazione ufficiale a tutti gli effetti) che sta scuotendo in queste ore la corsa verso le attesissime Elezioni Politiche del 2027, ha i contorni di una mossa strategica tanto folle quanto potenzialmente geniale. Il celeberrimo Roberto Jonghi Lavarini, storico e influente esponente della Destra sociale missina (noto alle cronache con il soprannome di “Barone Nero”) ed eclettico consigliere politico del Generale Roberto Vannacci, ha appena gettato un sasso gigantesco nello stagno: per battere il sistema, è pronto a dialogare faccia a faccia persino con il neonato partito politico del discusso e famoso ex Re dei paparazzi, Fabrizio Corona.

L’alleanza shock degli anti-sistema: a caccia dei voti della rabbia

La dichiarazione rilasciata dal Barone Nero è una clamorosa e lucida analisi del momento politico che stiamo vivendo. «In vista delle prossime elezioni politiche del 2027», ha spiegato accuratamente Jonghi Lavarini, «valutando con estrema attenzione le spietate regole imposte dalla nuova legge elettorale, le assurde complicazioni sulla presentazione delle liste e le tremende soglie di sbarramento, non ci sono alternative: bisogna dialogare con tutti».
La ricerca spasmodica di un’enorme ammucchiata elettorale “Anti-Sistema” parte ovviamente dallo zoccolo duro e puro della galassia nera e ribelle: il Barone Nero chiama esplicitamente a raccolta le forze di destra come Forza Nuova, la storica Fiamma Tricolore, il controverso comitato Remigrazione, Progetto Nazionale, Eurexit, Pro Patria e persino l’intero, agguerrito e arrabbiatissimo movimento dei No Vax.
Ma il vero, gigantesco “colpo di teatro” arriva con l’apertura inaspettata al mondo dello showbiz e dei giovani: «Dobbiamo dialogare anche con liste civiche e movimenti identitari autonomisti e, udite udite, anche con il nuovo partito di Fabrizio Corona. Secondo tutti gli ultimi sondaggi elettorali, il progetto di Corona riesce in un’impresa incredibile: raccogliere un numero spaventoso di consensi fra quegli italiani stufi e astensionisti che odiano il sistema, e soprattutto tra i giovanissimi».

La strategia degli incontri segreti: il piano dietro al Generale Vannacci

L’idea di far sedere allo stesso tavolo esponenti della Destra radicale, generali dell’esercito e figure ultra-pop e controverse come Fabrizio Corona, potrebbe sembrare a prima vista una provocazione mediatica. Invece, si tratta di una vera e propria macchina elettorale sotterranea che si è già messa in marcia a fari spenti.
Fonti ben informate confermano infatti che il “Barone Nero”, forte del suo ruolo di sponda e sostegno politico per il fenomeno elettorale del Generale Roberto Vannacci, stia intessendo da diverse settimane una lunga, laboriosa e fittissima rete di strategici quanto riservatissimi incontri politici a 360 gradi. L’obiettivo? Costruire una corazzata in grado di sfondare agevolmente gli insormontabili sbarramenti della nuova legge elettorale, canalizzando tutta l’insoddisfazione e la rabbia degli italiani “dimenticati” verso un unico, grandissimo e clamoroso calderone elettorale in vista del cruciale voto nazionale del 2027.

Futuro Nazionale spalanca le porte: appello ai “sinceri patrioti”

Il progetto per provare a far saltare il banco del perbenismo politico ha un nome ben preciso, ed è quello del movimento Futuro Nazionale, che si propone di essere il grande contenitore di questa coraggiosissima (e azzardata) operazione di ingegneria elettorale.
L’appello conclusivo lanciato da Roberto Jonghi Lavarini non ammette repliche o fraintendimenti, ed è una totale chiamata alle armi per tutti i ribelli del Paese: «Futuro Nazionale apre ufficialmente e coraggiosamente le proprie liste elettorali a tutti i sinceri patrioti di questa nazione. Apriamo le porte alle liste civiche, ai movimenti profondamente identitari e autonomisti, e soprattutto a tutti quegli Italiani che vogliono finalmente una politica che sia Nuova e Buona. Una politica che smetta di obbedire ai poteri forti e che torni a mettersi al totale ed esclusivo servizio degli interessi sacrosanti del nostro amato popolo, per difendere i risparmi delle nostre famiglie italiane e le fatiche delle nostre imprese abbandonate dallo Stato». La lunghissima corsa verso il 2027 è ufficialmente partita. E promette di essere uno spettacolo senza precedenti.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Elezioni a Milano, il duro ultimatum della Destra: o il Generale Burgio o si corre da soli

CHE TEMPESTA NEL CENTRODESTRA PER IL SINDACO DI MILANO! LA DESTRA PURA LANCIA IL SUO “ULTIMATUM” ESALTANDO L’EROICO “GENERALE BURGIO” E ASFALTANDO I MODERATI! 🗳️ 💥 🇮🇹 Aria di grandissima burrasca politica a Milano! In vista delle attesissime elezioni per strappare il Comune alle sinistre, il centrodestra rischia di “spaccarsi” in modo clamoroso! Il Presidente del comitato “Destra per Milano”, Roberto Jonghi Lavarini, ha appena lanciato un ultimatum di fuoco: serve un candidato unitario e patriottico. Il nome forte? Il Generale Burgio, considerato un autentico “eroe di Stato nella lotta alla mafia e al terrorismo”! L’intervento politico ha letteralmente “asfaltato” l’ipotesi di Maurizio Lupi, sbarrandogli la strada, ponendo dure condizioni all’europeista Silvia Sardone e aprendo le porte a Matteo Perego. L’avvertimento finale, però, è durissimo: se i partiti moderati faranno ostruzionismo, la “Destra di Futuro Nazionale” correrà fieramente da SOLA alle elezioni con il suo Generale antimafia! Siete curiosi di leggere tutte le polemiche che stanno infiammando la campagna elettorale? Cliccate e leggete il nostro articolo per tutti i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete d’accordo sul fatto che la “Sicurezza e la Lotta al Crimine” debbano tornare al Centro della politica delle grandi Città puntando su un “Generale” di Stato? Diteci la Vostra nei commenti per confrontarvi, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo politico sulle vostre bacheche!!

Pubblicato

a

Generale Burgio

Milano – La corsa per la tanto attesa conquista di Palazzo Marino (la sede storica e il cuore pulsante dell’amministrazione comunale di Milano) si sta rapidamente trasformando in una spietata partita a scacchi, carica di tensioni, polemiche roventi e clamorosi avvertimenti politici. Il centrodestra milanese è attualmente attraversato da un vero e proprio terremoto interno, e a far tremare letteralmente i palazzi della politica ci ha pensato un durissimo e pesantissimo ultimatum lanciato in queste ore da Roberto Jonghi Lavarini, vulcanico Presidente onorario dello storico comitato Destra per Milano (fondato nel lontano 2000), grandissimo sostenitore del movimento Futuro Nazionale, nonché attivissimo e influente consigliere del chiacchieratissimo Generale Roberto Vannacci.
Il messaggio recapitato ai leader della coalizione di centrodestra è chiaro, netto e senza possibilità di appello: la vera Destra non è disposta a fare sconti a nessuno, né tantomeno a subire diktat dai moderati. O si apre immediatamente un tavolo serio di confronto sul programma e si accetta la fortissima candidatura di un vero patriota, oppure si andrà fieramente allo scontro aperto, correndo in totale autonomia per espugnare il Comune milanese.

Il pressing di Jonghi Lavarini: l’ipotesi del Generale Burgio

La carta calata sul tavolo per guidare l’assalto a Palazzo Marino è un nome che non ammette mezze misure e incute assoluto rispetto istituzionale. «Il Generale Burgio è un solidissimo uomo di Stato», ha dichiarato con orgoglio e fermezza Jonghi Lavarini. «Stiamo parlando di un autentico eroe, un uomo in prima linea da sempre nella durissima e sanguinosa guerra senza quartiere contro la criminalità organizzata e il terrorismo internazionale. Un vero e puro patriota messo a totale disposizione dei cittadini milanesi, ma anche dell’intera e vasta platea del centrodestra, del quale potrebbe e dovrebbe essere l’autorevole candidato unitario ideale. E badate bene: il Generale è già in piena, attivissima e feroce campagna elettorale da settimane».
La candidatura di un Generale antimafia rappresenta una mossa pesantissima per riportare il fondamentale e vitale tema della Sicurezza urbana al centro assoluto dell’agenda elettorale milanese.

Porte sbarrate a Maurizio Lupi e il severo monito alla Sardone

L’intervento di Jonghi Lavarini si è poi trasformato in una spietata e lucidissima “pagella” politica per gli altri ipotetici candidati del centrodestra. Il giudizio più rovente, chirurgico e implacabile è stato riservato all’ex ministro. «Maurizio Lupi godeva certamente della nostra stima passata, ma ha pubblicamente dichiarato di non volere “la destra” all’interno della sua ipotetica coalizione. Così facendo, per noi, è automaticamente diventato un elemento divisivo e, politicamente parlando, un perdente nato», tuona Lavarini, sbarrando clamorosamente la strada all’esponente di Noi Moderati.
Ma ce n’è anche per l’europarlamentare leghista. «Il nome di Silvia Sardone non andrebbe per nulla male, ma prima deve categoricamente chiarire al cento per cento la sua totale disponibilità a dialogare e collaborare apertamente con Futuro Nazionale», avverte il Presidente di Destra per Milano. Menzione d’onore e curiosità, invece, per l’esponente di Forza Italia: «A me piace sinceramente molto anche l’ottimo profilo del sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, ma prima di poterne discutere bisognerebbe capirne a fondo le idee, la visione strategica e le proposte concrete per salvare la nostra città».

Un asse allargato o la clamorosa rottura: le condizioni poste da Futuro Nazionale

Il grande, rovente e finale ammonimento lanciato all’intero blocco del centrodestra suona come una vera e propria e spaventosa dichiarazione di guerra in vista delle prossime scadenze elettorali per il Comune.
Jonghi Lavarini ribadisce che la sua area politica non ha alcuna preclusione a formare una grandissima e invincibile alleanza. «La destra è assolutamente e responsabilmente disponibile a creare una vastissima coalizione, allargata volentieri anche a tutte le Liste Civiche cittadine e al “Patto con il Nord”, con il solo e unico scopo di stravincere le elezioni comunali per sfrattare le sinistre. Ma per farlo, serve immediatamente e senza inutili perdite di tempo un serio, costruttivo e sereno confronto sul programma politico e sul nome del candidato Sindaco».
E se questa apertura dovesse cadere irresponsabilmente nel vuoto? Se i “soliti noti” dovessero provare a escludere le voci meno moderate? La risposta è un colpo di cannone definitivo: «Altrimenti, Futuro Nazionale non si tirerà certamente indietro. Si presenterà agli elettori milanesi, fieramente e autonomamente, correndo da sola con il Generale Burgio come proprio orgoglioso candidato Sindaco!». Il guanto di sfida è ufficialmente lanciato: la parola ora passa agli alleati (o futuri avversari) del centrodestra.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Minacce al Ministro Valditara, la destra insorge e Rampelli alza lo scudo: “Atto intimidatorio vile, vogliono mettere sottosopra la scuola prima del voto”

Scontro totale sulla scuola e dura requisitoria istituzionale dopo le gravi intimidazioni al Viminale e all’Istruzione! 🏛️🛑🇮🇹 Il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), esprime la più ferma e totale solidarietà al Ministro Giuseppe Valditara, colpito da un vile atto intimidatorio. L’affondo deciso di Rampelli accende i riflettori sulle prossime scadenze elettorali: “Vogliono mettere sottosopra scuola e università nell’ultimo anno di legislatura. Valditara ha governato con moderazione e determinazione per 4 anni. Stroncare subito la violenza di anarchici e ultra-comunisti, spesso protetti dai sindaci del PD”. Scoprite l’intera analisi politica e tutti i retroscena nel nostro articolo! 👇❤️✨

Pubblicato

a

Rampelli

Roma – Ci sono momenti in cui il dibattito politico e il confronto sulle riforme dell’istruzione pubblica superano i confini della normale e legittima dialettica democratica per addentrarsi nei territori inospitali della violenza verbale, dell’intolleranza ideologica e dell’aggressione frontale alle istituzioni della Repubblica. La scuola e l’università, che dovrebbero rappresentare i laboratori per eccellenza del merito, del dialogo trasparente e della crescita civile delle nuove generazioni, rischiano di trasformarsi ancora una volta in una trincea ideologica strumentalizzata dalle frange più estreme del radicalismo extraparlamentare. Oggi, giovedì 17 settembre 2026, lo scacchiere politico romano è scosso da un duro e solenne intervento istituzionale che blinda la cabina di regia del governo: il Vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli (esponente di punta di Fratelli d’Italia), ha espresso una ferma e totale censura di merito contro il grave atto intimidatorio perpetrato ai danni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

L’affondo di Rampelli, taccuino alla mano, non lascia spazio a filtri protettivi o a ipocrisie interpretative, delineando una lettura spietata e chirurgica sulla tempistica della minaccia. Il focus si sposta immediatamente sul calendario politico nazionale, evidenziando i Criteri di una strategia della tensione che sembra ripetersi con fitta e regolare puntualità storica in prossimità delle scadenze delle urne. Secondo l’analisi del vicepresidente della Camera, l’avvio dell’ultimo anno di legislatura e del concomitante ultimo anno scolastico prima del voto politico rappresenta il pretesto perfetto per quei movimenti anarcoidi e della sinistra ultra-radicale che puntano a destabilizzare la tenuta sociale e il welfare scolastico dello Stato, nel tentativo di innescare disordini nelle piazze e nelle facoltà dell’intera penisola.

Quattro anni di riforme e dialogo: la difesa dell’operato del Ministro

La nota ufficiale firmata da Fabio Rampelli ed elargita alle agenzie di stampa si configura come una fiera dichiarazione di amicizia e solidarietà politica a difesa di un ruolino di marcia pluriennale, rivendicando l’onestà intellettuale dell’azione ministeriale. «Ci si può rimettere l’orologio: ultimo anno di legislatura e ultimo anno scolastico prima del voto», esordisce con spavalda fermezza e ironia l’esponente di Fratelli d’Italia, fotografando i rischi di un autunno caldo nei rioni universitari. «Vuoi vedere che è il momento di mettere sottosopra scuola e università? Chi scommette? Esprimo piena solidarietà e amicizia al Ministro Valditara che si è distinto in questi quattro anni per aver gestito le sue competenze con moderazione e determinazione, rimanendo sobriamente fedele al nostro programma elettorale, mantenendo costante dialogo e collaborazione con sindacati e studenti».

Secondo la ricostruzione del vicepresidente di Montecitorio, l’aggressione subita da Valditara non costituisce un episodio isolato o una semplice contestazione personale, ma deve essere radiografata come una minaccia trasparente rivolta a tutta la classe dirigente e ai parlamentari della maggioranza che lo hanno affiancato e sostenuto nel percorso di modernizzazione e messa in sicurezza degli istituti. La postura del partito guidato da Giorgia Meloni esige una risposta clinica, immediata e inflessibile da parte degli organi inquirenti e della magistratura dello Stato, affinché i responsabili del vile gesto vengano rapidamente individuati e isolati, sintonizzando le risposte flessibili della giustizia sul massimo rigore della legalità.

L’attacco ai movimenti radicali e la polemica con i sindaci del PD

Il segmento finale della requisitoria firmata da Rampelli sposta l’asse della polemica direttamente sui sindaci e sugli amministratori locali targati Partito Democratico, accusati di aver tollerato e alimentato indirettamente, attraverso concessioni di spazi e tutele sociali permissive, la proliferazione di laboratori e centri sociali dell’estrema sinistra nei quartieri metropolitani. Una tolleranza che, nell’analisi del deputato meloniano, avrebbe finito per concedere un comfort logistico inaccettabile a quei gruppi che oggi si sentono in dovere di contraccambiare i favori elargiti alzando il livello dello scontro istituzionale e colpendo i presìdi di sicurezza civile dello Stato.

«Stroncare subito questa violenza significa rendere la vita difficile a quei movimenti radicali, anarcoidi e ultra comunisti che si sentono in dovere di contraccambiare i favori elargiti dai sindaci del PD», conclude con toni decisi e spavaldi il vicepresidente Fabio Rampelli, blindando la tenuta etica dell’esecutivo. «La sicurezza e la libertà di pensiero dei nostri ministri non sono uno slogan, ma un diritto inalienabile. Non faremo un solo passo indietro di fronte alle intimidazioni di chi odia il merito e la democrazia». I verbali della Camera sono aperti, le scadenze del ministero confermate e i controlli sui dettagli di sicurezza potenziati: il governo alza lo scudo del diritto, pronto a dimostrare con i fatti che la spensieratezza e il futuro della scuola italiana si difendono unicamente respingendo ogni forma di violenza e intolleranza eversiva.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza