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Attualità

Il confronto tra due volti storici della politica romana: Walter Veltroni e Gianni Alemanno tornano in tv su Rai 3

⚖️ Walter Veltroni e Gianni Alemanno si confrontano negli studi di Rai 3 per analizzare il futuro politico del Paese, tra attualità, cronaca nera e giustizia. Non perdere l’appuntamento di lunedì sera alle 21.15 con Filorosso.

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#Filorosso #Rai3 #Roma #PoliticaItaliana

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Monteleone Grossi

Roma – Il dibattito pubblico nazionale si sposta nuovamente sotto l’occhio attento delle telecamere di viale Mazzini. Lunedì 29 giugno 2026, a partire dalle 21.15, la terza puntata del programma di approfondimento “Filorosso” punta i riflettori su due figure che hanno segnato profondamente la storia amministrativa della Capitale. Gli ex sindaci di Roma, Walter Veltroni e Gianni Alemanno, saranno i protagonisti di un doppio confronto – seppur in momenti separati – condotto in studio da Antonino Monteleone e Adele Grossi. L’appuntamento, trasmesso in diretta su Rai 3 e disponibile simultaneamente sulla piattaforma RaiPlay, promette di analizzare i temi caldi che stanno definendo l’agenda politica e sociale del Paese.

Il confronto tra i due ex primi cittadini di Roma

L’attenzione mediatica è rivolta soprattutto al ritorno televisivo di Gianni Alemanno. L’ex sindaco del centrodestra, che ha guidato Palazzo Senatorio tra il 2008 e il 2013, si presenterà in studio portando con sé l’esperienza maturata negli ultimi mesi. Alemanno ha infatti appena terminato un periodo di detenzione di un anno e mezzo, legato a vicende giudiziarie riguardanti il traffico di influenze. Proprio in virtù di questa recente condizione, il suo intervento si concentrerà non solo sulla stretta attualità politica, ma anche sulle criticità del sistema penitenziario italiano, un tema su cui ha annunciato di voler continuare a lavorare per accendere un faro sulla dignità umana all’interno degli istituti di pena.

Dall’altra parte, il programma accoglierà Walter Veltroni. Il leader che ha guidato la sinistra romana e nazionale, oggi attivo principalmente come scrittore e autorevole editorialista, offrirà la sua visione sugli equilibri geopolitici e sulle spinte che muovono il governo attuale. Il confronto con gli storici avversari politici si sposta dunque su un piano di analisi giornalistica, cercando di decifrare le mutazioni del consenso e la tenuta delle istituzioni democratiche in un contesto europeo e globale sempre più complesso. Il parterre degli ospiti sarà completato dalla presenza di Daniele Capezzone, direttore del quotidiano “Il Tempo”, e di Antonio Padellaro, penna storica de “Il Fatto Quotidiano”, garantendo una pluralità di voci necessaria per un dibattito equilibrato.

Dalla cronaca nera ai casi giudiziari nazionali

“Filorosso” non si limiterà però alla politica. La redazione del programma ha scelto di dedicare una parte sostanziale della serata a temi che toccano da vicino la sensibilità della magistratura e della sanità pubblica. Al centro della discussione troverà spazio la drammatica vicenda occorsa presso l’ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo Domenico ha perso la vita in seguito a un trapianto di cuore che si è rivelato fatale. La presenza in studio dei genitori, Patrizia Mercolino e Alfonso Antonio Caliendo, rappresenta un momento di grande impatto emotivo, volto a far luce sulle falle di un sistema sanitario che spesso finisce sotto la lente di ingrandimento per errori medici di rara gravità.

La puntata si concluderà con un approfondimento sulle pagine più oscure della cronaca nera giudiziaria italiana: il caso di Garlasco. A distanza di anni, l’omicidio di Chiara Poggi continua a generare quesiti e accesi dibattiti tra esperti e opinione pubblica. Per analizzare gli ultimi sviluppi, il programma ha riunito un team multidisciplinare che include l’avvocato Antonio De Rensis e la criminologa Flaminia Bolzan. Il collegamento esterno vedrà inoltre la partecipazione del direttore di “Gente”, Umberto Brindani, insieme al biologo Luciano Garofano, al chimico forense Oscar Ghizzoni e alla content creator Francesca Bugamelli, in una disamina tecnica volta a ricostruire i passaggi salienti che hanno caratterizzato il percorso investigativo e processuale.

Il pubblico potrà seguire gli aggiornamenti del programma anche attraverso il profilo Instagram ufficiale @filorosso_rai, dove saranno pubblicate clip e retroscena della serata. La scelta di alternare volti noti della politica capitolina a casi di cronaca nera conferma la volontà di Rai 3 di creare una narrazione capace di unire il racconto dei palazzi del potere alle vicende umane che colpiscono quotidianamente le famiglie italiane, mantenendo alto il livello dell’informazione pubblica.

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Politica

Il “Barone Nero” Jonghi Lavarini apre a Fabrizio Corona: «Pronto a incontrarlo per Futuro Nazionale con Vannacci»

Clamorose manovre a destra verso le elezioni politiche del 2027: Roberto Jonghi Lavarini, il “Barone Nero” e consigliere del generale Roberto Vannacci, apre ufficialmente al dialogo con Fabrizio Corona per federare liste e superare le soglie di sbarramento con Futuro Nazionale. Dalla galassia identitaria e no-vax fino all’elettorato anti-sistema dei giovanissimi, ecco la strategia e i retroscena dei colloqui riservati: 👇

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Jonghi Lavarini

Milano – Il quadro politico italiano in vista delle elezioni politiche del 2027 comincia a muovere i suoi primi pedoni sulla scacchiera, registrando manovre sotterranee, contatti trasversali e aperture impensabili fino a pochi mesi fa. A lanciare un sasso nello stagno dell’area identitaria e radicale è Roberto Jonghi Lavarini, figura storica della destra sociale e missina nota alle cronache come il “Barone Nero”, oggi attivo sostenitore e consigliere politico del generale ed europarlamentare Roberto Vannacci. In una fase contrassegnata da riservatissimi colloqui a 360 gradi, Jonghi Lavarini ha ufficialmente annunciato la propria disponibilità a incontrare e avviare un dialogo persino con il nascente soggetto politico promosso da Fabrizio Corona.

Una presa di posizione che fa rumore e che ridisegna le geometrie dell’opposizione al “sistema”, motivata dall’esigenza di superare le forche caudine della legge elettorale, raccogliere le firme necessarie e federare sigle della galassia patriottica, no-vax e civica attorno al cartello di Futuro Nazionale.

La strategia per il 2027: soglie di sbarramento e federazione a destra

Alla base dell’apertura di Jonghi Lavarini vi è un calcolo aritmetico e normativo stringente legato alle regole del gioco parlamentare. A chiarirlo è lo stesso esponente politico:

«In vista delle prossime elezioni politiche del 2027, vista la nuova legge elettorale, le regole sulla presentazione delle liste e le severe soglie di sbarramento, bisogna dialogare con tutti, naturalmente a destra: da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, dal comitato Remigrazione a Progetto Nazionale, fino a Eurexit, Pro Patria e alle realtà No Vax, insieme alle liste civiche e ai movimenti identitari e autonomisti. E bisogna parlare anche con il nuovo partito di Fabrizio Corona che, stando ai sondaggi riservati, raccoglie crescenti consensi fra gli astensionisti anti-sistema e le fasce giovanili».

L’obiettivo dichiarato è costruire un fronte composito capace di drenare il malcontento popolare verso i partiti tradizionali di governo e di opposizione, intercettando chi da anni diserta le urne o contesta l’assetto euro-atlantico ed economico del Paese.

Monitoraggio Elettorale e Big Data: Il Monitor Professionale Curvo Ultrawide

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L’incognita Fabrizio Corona: l’appeal sugli astenuti e la GenZ

L’inclusione di Fabrizio Corona nel novero dei possibili interlocutori certifica quanto l’ex re dei paparazzi stia cercando di accreditarsi come catalizzatore del dissenso popolare. Attraverso i suoi canali digitali e le interviste sopra le righe del format Falsissimo – dove ha recentemente ospitato proprio Roberto Vannacci –, Corona ha lanciato segnali inequivocabili sulla volontà di fondare una formazione politica personale, polarizzante e slegata dai vecchi partiti.

Dal punto di vista dell’area vannacciana e della destra identitaria, l’eventuale convergenza con l’universo mediatico di Corona rappresenta un’arma a doppio taglio ma dal forte potenziale attrattivo: da un lato il rischio di snaturare l’impianto ideologico tradizionale in una spettacolarizzazione permanente, dall’altro la possibilità di parlare a una platea di giovani disillusi e ribelli che non leggono i giornali ma consumano avidamente podcast e video virali.

Il manifesto di Futuro Nazionale: porte aperte ai patrioti

L’operazione politica mira a fare da perno per il lancio di un polo autonomo rispetto alla coalizione guidata da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. A ribadire la linea di marcia è lo stesso Jonghi Lavarini, tracciando i confini dell’alleanza:

«Futuro Nazionale apre le proprie liste a tutti i sinceri patrioti, alle liste civiche, ai movimenti identitari e autonomisti, a tutti gli italiani che vogliono una nuova e buona politica al servizio esclusivo degli interessi del nostro popolo, delle nostre famiglie e delle nostre imprese».

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se questi colloqui riservati si tradurranno in un vero e proprio cartello elettorale unitario alle urne del 2027, o se le profonde differenze biografiche, culturali e di stile tra i nostalgici della fiamma, i sostenitori del generale Vannacci e la macchina mediatica di Corona renderanno impossibile una convivenza sotto lo stesso simbolo.

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Politica

Falsissimo, l’affondo di Sforzini su Vannacci e Corona: «Berlusconi portò la destra al governo, loro vogliono tornare indietro di quarant’anni»

Duro affondo di Luca Sforzini dopo la puntata di Falsissimo con Roberto Vannacci e Fabrizio Corona: «Nel 1994 Silvio Berlusconi compì l’impresa storica di portare la destra al governo rendendola liberale e occidentale; Vannacci vuole percorrere la strada inversa e riportare le lancette indietro di quarant’anni». Sforzini evidenzia la strana alleanza antiberlusconiana tra il generale e l’ex re dei paparazzi contro i figli di Silvio, lanciando un chiaro monito a Giorgia Meloni. L’analisi completa: 👇

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Luca Sforzini

Castellar Ponzano – Il confronto sull’identità, sulle radici culturali e sul futuro della destra italiana si arricchisce di una lettura politica tanto affilata quanto controcorrente. A scuotere il dibattito all’indomani della discussa puntata del format Falsissimo dedicata al generale Roberto Vannacci è la presa di posizione di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, l’analista politico traccia una linea di demarcazione netta tra la grande rivoluzione liberale compiuta da Silvio Berlusconi nel 1994 e l’inedito asse mediatico tra l’europarlamentare e l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona.

Secondo Sforzini, dietro lo spettacolo televisivo e le provocazioni verbali non si cela una semplice intervista sopra le righe, ma una manovra politica e culturale tesa a demolire l’eredità storica del Cavaliere per riportare l’orologio dell’area conservatrice a una condizione marginale e anacronistica, unendo due forme di antiberlusconismo profondamente eterogenee contro i figli di Silvio e contro Mediaset.

Dal 1994 a oggi: la nascita del centrodestra di governo

Il punto di partenza dell’analisi di Luca Sforzini affonda le radici nella storia repubblicana e nell’atto fondativo che trasformò l’assetto della Seconda Repubblica: «Silvio Berlusconi compì un’impresa politica che ha cambiato la storia della destra italiana: creò le condizioni perché una destra rimasta da sempre ai margini potesse diventare forza di governo del Paese. Nel 1994 Berlusconi costruì politicamente le condizioni per consentire alla destra post-missina di entrare per la prima volta nell’area di governo dell’Italia repubblicana. Non le chiese di rinnegarsi: la inserì in un centrodestra nuovo, plurale, democratico e occidentale, capace di tenere insieme tradizioni politiche diverse. Quella operazione spezzò una conventio ad excludendum durata per tutta la Prima Repubblica e aprì alla destra italiana la strada del governo».

Un modello che ha retto per tre decenni grazie alla sua vocazione maggioritaria, atlantista ed europeista: «Il centrodestra lasciatoci in eredità da Berlusconi è per questo profondamente diverso da quello immaginato da Vannacci: liberale, occidentale, legato all’economia di mercato, rivolto al futuro e capace di tenere insieme identità differenti. Berlusconi comprese che per governare nel XXI secolo la destra doveva uscire definitivamente dalle nostalgie del Ventennio, non tornarci».

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La strana coppia Corona-Vannacci: «Bacia il rospo e compare Darth Vader»

Nel commentare la trasmissione, Sforzini evidenzia la singolare metamorfosi di Fabrizio Corona, apparso insolitamente cauto e conciliante di fronte al suo interlocutore: «Nelle favole il bacio trasforma il rospo in principe. A Falsissimo Fabrizio Corona bacia il rospo Vannacci e compare il principe nero: Darth Vader. Colpisce vedere un Fabrizio Corona sussiegoso, come mai lo avevamo visto, di fronte a Vannacci. L’uomo che ha costruito un personaggio sull’irriverenza, il fuoriclasse della comunicazione, improvvisamente depone le armi. Viene spontaneo domandarsi fino a che punto possa spingersi un Corona impegnato nella sua guerra personale contro Mediaset e la famiglia Berlusconi».

Dall’altra parte, il messaggio di Vannacci viene letto come un tentativo di destrutturare l’attuale alleanza che sostiene il governo: «Vannacci è brutalmente esplicito: Forza Italia, secondo lui, oggi non sarebbe più di destra; la Lega avrebbe perso l’anima; Fratelli d’Italia sarebbe una destra annacquata. Non sta descrivendo una componente radicale da aggiungere all’attuale coalizione: sta descrivendo una coalizione da demolire e sostituire. Berlusconi portò la destra al governo; Vannacci rischia di trasformare nuovamente una grande destra di governo in una piccola destra condannata alla testimonianza. Altro che futuro: significa riportare indietro di quarant’anni l’orologio della destra italiana».

Il bivio per Giorgia Meloni e la profezia del rospo

La convergenza tra l’ex fotografo dei vip e l’ufficiale dell’esercito pone un dilemma strategico direttamente al vertice dell’esecutivo: «A questo punto la questione riguarda inevitabilmente Giorgia Meloni. A lei la scelta tra il centrodestra nato dalla svolta del 1994, evolutosi fino a portarla a Palazzo Chigi, e una strada che pretende di chiamarsi futuro riportando la destra verso il proprio passato. Le due alternative sono incompatibili. Che Fabrizio Corona e Roberto Vannacci possano ritrovarsi insieme nella battaglia contro l’eredità di Silvio Berlusconi è certamente una delle sorprese più curiose della politica italiana: per usare un’espressione cara proprio al generale, questo sì che sembra contro natura».

Nelle conclusioni, Sforzini ricorre a una metafora graffiante evocando la figura di “Gerry la Rana” per anticipare gli esiti della vicenda: «Facciamo allora una previsione: per il geniale e spietato creatore di ‘Gerry la Rana’, il bacio al rospo è sempre letale. Per il rospo. Basta attendere. E allora, molto presto, anche questa favola avrà il suo lieto fine».

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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini di martedì 13 ottobre 2026: «Signori, il copione è stato smarrito: improvvisate con eleganza»

«Signori, il copione è stato smarrito. Lo spettacolo comincia regolarmente: improvvisate con eleganza». Dalle mura medievali del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, Il Mattutino di martedì 13 ottobre 2026 ci regala una fulminea e profonda lezione di vita, rievocando le parole di Fernando Pessoa sul coraggio di abitare l’imprevisto con dignità e bellezza interiore. Leggi la riflessione completa per iniziare la giornata: 👇

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Il mattutino del 13 ottobre 2026

Castellar Ponzano – Ci sono albe in cui la vita sembra pretendere da noi l’esatto contrario di ciò che avevamo meticolosamente pianificato. Ci svegliamo convinti di dover recitare una parte già scritta, protetti dalla rassicurante impalcatura delle nostre abitudini, delle nostre agende e delle nostre certezze consolidate, quando all’improvviso un soffio di vento spariglia i fogli sulla scrivania e lascia il palcoscenico deserto. È in questo preciso crocevia tra il disorientamento e la rinascita che si insinua Il Mattutino di martedì 13 ottobre 2026, diffuso come consuetudine dalle austere e silenziose mura medievali del Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

Un componimento breve, fulmineo come una battuta sussurrata dietro le quinte prima che si alzi il sipario, ma gravido di una densità filosofica universale: «Signori, il copione è stato smarrito. Lo spettacolo comincia regolarmente. Per il resto, improvvisate con eleganza. Il pubblico potrebbe essere il destino. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori». Parole che risuonano come una scossa benefica per l’anima, esortando chiunque le legga a non fuggire di fronte all’imprevisto, ma ad abitarlo con grazia, dignità e fermezza morale.

Il copione smarrito: la caduta delle illusioni e il coraggio della scena

L’immagine del copione che scompare è una delle più potenti metafore dell’esistenza umana. Sin dalla nascita, la società, le convenzioni e le nostre stesse paure cercano di cucirci addosso un testo predeterminato: risposte preconfezionate per ogni domanda, binari rigidi da seguire per evitare il rischio dell’errore, maschere sociali da indossare per compiacere lo sguardo altrui. Eppure, la vera vita – quella autentica, pulsante e imprevedibile – comincia esattamente nell’istante in cui quel testo va perduto.

Non c’è tempo per scendere dal palco, non c’è possibilità di sospendere la replica o chiedere un rinvio: «Lo spettacolo comincia regolarmente». È l’imperativo categorico del tempo che scorre, della clessidra che non concede pause. Quando ci viene a mancare la rete di protezione di ciò che credevamo immutabile – che si tratti di un progetto professionale sfumato, di una relazione che muta o di una crisi interiore improvvisa –, la tentazione comune è quella di cedere al panico o al risentimento. Il Mattutino suggerisce invece un cambio radicale di postura: non la resa caotica, ma l’improvvisazione aristocratica dello spirito, guidata dall’eleganza interiore.

Scrittura d’Autore e Alta Manifattura: La Penna Stilografica di Lusso

Per fermare sulla carta riflessioni filosofiche, memorie personali e decisioni cruciali con l’inconfondibile tratto dell’inchiostro puro e un pennino in oro massiccio lavorato a mano: lo strumento di scrittura senza tempo preferito da scrittori, diplomatici e collezionisti in tutto il mondo è l’iconica Montblanc Meisterstück Classique (o il capolavoro tedesco Pelikan Souverän M800):

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Pennino in oro 14 o 18 carati rifinito a mano, corpo in pregiata resina nera con finiture platino o dorate e custodia da collezione.

«Il pubblico potrebbe essere il destino»: la responsabilità del singolo

Chi ci guarda mentre siamo chiamati a decidere chi essere? Chi siede nella penombra della platea? L’avvertimento del Castello Sforzini tocca qui vette pirandelliane ed esistenzialiste: «Il pubblico potrebbe essere il destino». Questa intuizione sposta immediatamente l’asse dal giudizio superficiale dei nostri simili verso la responsabilità metafisica delle nostre scelte. Se il nostro spettatore è il destino – inteso non come fatalismo cieco, ma come il compimento della nostra vocazione più profonda –, allora ogni nostro gesto, ogni nostra parola non può essere banale, sciatta o meschina.

Improvvisare con eleganza significa proprio questo: non recitare a braccio nel caos, ma attingere alle proprie risorse morali più intime, alla propria verità, al proprio bagaglio di valori. È la differenza sostanziale tra chi subisce gli eventi come un peso ingiusto e chi li trasforma nella materia viva della propria opera d’arte quotidiana.

Da Fernando Pessoa all’alba del borgo: i viaggi e i viaggiatori

Nella seconda parte della riflessione, l’eco del grande poeta portoghese Fernando Pessoa si fa limpida e toccante: «La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori». In questo richiamo all’opera Il libro dell’inquietudine risiede la chiave dell’autodeterminazione. Non sono le strade che percorriamo a definirci, non sono i luoghi esotici o le coordinate geografiche a mutare la nostra sostanza, ma la qualità dello sguardo con cui attraversiamo il mondo.

Un viaggiatore distratto, arido e spaventato troverà deserti ovunque vada; un viaggiatore curioso, nobile e attento scorgerà la meraviglia anche tra le crepe di un muro antico o nella bruma di un mattino di provincia. Dalle colline tortonesi che abbracciano il maniero degli Sforzini, il messaggio per questo martedì autunnale si conclude con un augurio che è insieme una regola di vita e un viatico spirituale: «Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio». Tre virtù indissolubili: perché non può esistere autentica libertà senza il fardello della responsabilità, né l’una e l’altra possono fiorire senza il coraggio di osare.

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