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Attualità

Il miracolo d’amore del “Santo Millennial”: oltre un milione di fedeli in lacrime alla tomba di Carlo Acutis a un anno dalla canonizzazione

Il Miracolo del “Santo Millennial”: oltre UN MILIONE E 200MILA fedeli in lacrime per San Carlo Acutis ad Assisi! 🕊️ 🙏 Viviamo in un mondo in cui i nostri ragazzi sembrano persi tra schermi freddi, social network e modelli vuoti, ma c’è una Luce purissima che sta letteralmente squarciando questo buio! I numeri registrati in questi giorni ad Assisi (in Umbria) sono pazzeschi e commoventi: a distanza di un anno esatto dalla sua storica Canonizzazione in Piazza San Pietro a Roma, la tomba del giovanissimo San Carlo Acutis è stata meta di un fiume ininterrotto di oltre 1 MILIONE E 200 MILA PELLEGRINI! Intere famiglie, genitori, ma soprattutto un oceano di giovani e adolescenti, sono arrivati da ogni angolo del globo per pregare davanti al corpo del ragazzo in “jeans e scarpe da ginnastica” diventato il Santo Patrono di internet! 💻 Carlo era infatti un genio del computer, ma usava la rete non per mettersi in mostra, bensì per diffondere l’amore e catalogare i miracoli Eucaristici nel mondo, dimostrando che si può usare la tecnologia in modo “sano e luminoso”! Durante la Messa di Anniversario (a cui ha partecipato commosso anche Papà Andrea Acutis), il Cardinale Gualtiero Bassetti ha pronunciato parole da brividi: “La breve vita di Carlo è stata un inno a Dio. Lui non ha mai sprecato un solo minuto del suo tempo… Dio sta preparando una nuova Primavera, e Carlo è la sua Rondine più bella!”. Un messaggio potentissimo per tutti noi: non sciupiamo la nostra Vita sui social, ma facciamone un Capolavoro d’Amore! Leggi i numeri di questo miracolo popolare e le parole del Cardinale nel nostro articolo completo! 👇 ⛪️ Siete mai stati ad Assisi a visitare il Santuario della Spogliazione dove riposa questo meraviglioso ragazzo? Cosa ne pensate del potentissimo messaggio di Carlo Acutis, capace di attirare i giovanissimi alla Fede in un’epoca così lontana dalla religione? Lasciate una preghiera o un pensiero nei commenti e CONDIVIDETE per far volare in alto questa “Rondine di speranza”!

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San Carlo Acutis

Assisi  – In un’epoca storica in cui i nostri giovani sembrano sempre più smarriti, intrappolati in un mondo virtuale fatto di apparenze, schermi freddi e modelli superficiali, c’è una luce abbagliante che sta squarciando le tenebre attirando a sé milioni di cuori. È la luce emanata dal sorriso dolce e sincero di San Carlo Acutis, il ragazzo in jeans, felpa e scarpe da ginnastica diventato per tutto il mondo il “Santo Millennial”.
Esattamente un anno fa (il 7 settembre 2025) una folla oceanica di giovani inondava Piazza San Pietro a Roma per assistere alla sua storica canonizzazione. Oggi, a dodici mesi esatti da quello straordinario evento spirituale, i numeri registrati in Umbria testimoniano l’avvento di un vero e proprio miracolo di fede e devozione popolare senza precedenti.

I numeri del miracolo: 1.200.000 pellegrini ad Assisi

Il bilancio di questo primo anno di “Santità” ufficiale è letteralmente da capogiro, e dimostra quanto l’animo umano abbia un disperato bisogno di figure pure e autentiche a cui aggrapparsi. Dal 7 settembre dello scorso anno a oggi, le sacre porte del Santuario della Spogliazione di Assisi si sono aperte per accogliere quasi 1 milione e 200mila visitatori.
Un fiume ininterrotto e silenzioso di fedeli (composto da nonni, genitori in lacrime, ma soprattutto da tantissimi adolescenti) è giunto da ogni angolo d’Italia e del mondo per inginocchiarsi davanti alla tomba di vetro in cui riposa il corpo del giovane Carlo. La solenne Santa Messa per celebrare questo memorabile anniversario ha visto la toccante e silenziosa partecipazione in prima fila di Andrea Acutis, il papà di Carlo, visibilmente commosso dall’abbraccio infinito della folla.

Le parole del Cardinale: “Carlo è la rondine della Primavera”

A presiedere la liturgia presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore è stato il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo emerito della diocesi di Perugia-Città della Pieve, che ha pronunciato un’omelia vibrante, capace di scaldare i cuori di tutti i presenti.
«La breve vita di Carlo è stata un inno ininterrotto di lode a Dio», ha dichiarato con voce ferma il Cardinale. «Si è spento rallegrandosi di non aver mai sprecato un solo minuto del suo tempo. Avere un Santo così giovane rimane per tutta la Chiesa un segno evidente che il Signore ha voluto inviarci per non farci perdere la speranza nel futuro e nel cuore aperto dei nostri ragazzi». Bassetti ha poi usato una metafora dolcissima e potentissima: «Dio sta preparando una nuova primavera del Vangelo, e Carlo è senza dubbio una delle rondini più significative di questa fioritura».

La Santità nell’era di Internet: un modello per le nuove generazioni

Il segreto dell’amore viscerale che lega i giovani a San Carlo Acutis (canonizzato insieme all’altrettanto amato Pier Giorgio Frassati) risiede proprio nella sua incredibile modernità. Il Santo Padre ha più volte indicato Carlo come il modello assoluto e perfetto per le nuove generazioni, proprio per il suo rapporto sano, costruttivo e luminoso con le nuove tecnologie.
Carlo era un genio dell’informatica, un ragazzo che usava il web non per diffondere odio, falsità o vanità, ma per catalogare i miracoli eucaristici e portare la gioia del Vangelo nei “sotterranei” di internet. Come ha ricordato il Cardinale Bassetti, oggi più che mai c’è bisogno di giovani «capaci di tale testimonianza per affrontare le sfide della nuova evangelizzazione digitale».

Il capolavoro della vita: non sciupare il nostro tempo

Il messaggio finale lanciato da Assisi durante le celebrazioni è un monito potentissimo per tutti noi, credenti e non credenti. I Santi non sono statue di gesso da venerare passivamente, ma un invito bruciante a non sciupare la nostra unica esistenza, orientando le nostre azioni verso l’amore per il prossimo e facendo della nostra vita un autentico “capolavoro”. Carlo Acutis ci ha insegnato che si può diventare Santi anche seduti davanti alla tastiera di un computer, basta avere lo sguardo sempre rivolto verso il Cielo.

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Politica

Futuro Nazionale in Brianza, visita a sorpresa dell’imprenditore Giuseppe Barboni ai giovani del Comitato Costituente 47 di Cesano Maderno e Meda: forte intesa con Berto e Vantaggiato

Visita a sorpresa in Brianza per l’imprenditore, influencer e futurista Giuseppe Barboni (referente di Futuro Nazionale a San Benedetto del Tronto), protagonista di un incontro con i giovani del Comitato Costituente 47 di Cesano Maderno e Meda insieme ai referenti locali Berto e Vantaggiato: «Credete sempre in voi stessi e non arrendetevi mai» 👇

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i giovani del Comitato Costituente 47 di Cesano

CESANO MADERNO / MEDA (MB) – Tappa a sorpresa nel cuore della Brianza per l’imprenditore, influencer e futurista Giuseppe Barboni, referente del comitato di Futuro Nazionale Vannacci di San Benedetto del Tronto. L’esponente marchigiano è stato protagonista di un partecipato incontro al fianco dei giovani del Comitato Costituente 47 di Cesano Maderno e Meda, confermando la vitalità della rete territoriale del movimento e la forte intesa operativa con i referenti locali Berto e Vantaggiato.

L’iniziativa brianzola si è trasformata in un momento di confronto diretto sulle prospettive occupazionali, sull’innovazione imprenditoriale e sul protagonismo delle nuove generazioni all’interno della vita pubblica e associativa del territorio lombardo.

Un fermento organizzativo che attraversa in queste settimane numerosi comitati locali, come già testimoniato dalla grande partecipazione registrata ieri in Lombardia e in Oltrepò Pavese nell’approfondimento sul convegno di Futuro Nazionale a Voghera con la delegazione giunta proprio dalla Brianza.

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L’asse tra San Benedetto del Tronto e la Brianza: l’intesa con i referenti Berto e Vantaggiato

La visita di Giuseppe Barboni a Cesano Maderno e Meda ha messo in luce la capacità dei comitati territoriali di Futuro Nazionale di dialogare oltre i confini regionali, unendo l’esperienza adriatica di San Benedetto del Tronto con il dinamismo produttivo della provincia di Monza e della Brianza.

Particolarmente solida è apparsa la sintonia con i referenti locali Berto e Vantaggiato, impegnati nel coordinamento del Comitato Costituente 47 e nella promozione di iniziative concrete a ascolto dei cittadini e del tessuto economico brianzolo, dove l’attenzione per la qualità della vita e per i servizi resta altissima, come visto anche nel recente intervento dei comitati brianzoli sulla viabilità e sul trasporto ferroviario locale.

Il messaggio di Giuseppe Barboni ai giovani del Comitato 47: «Credete sempre in voi stessi e non arrendetevi mai»

Momento centrale della giornata è stato il dialogo diretto tra l’imprenditore e futurista Giuseppe Barboni e i tanti ragazzi presenti all’incontro. Portando la propria testimonianza nel campo dell’impresa e della comunicazione contemporanea, Barboni ha voluto incoraggiare le nuove generazioni a non subire passivamente i cambiamenti economici e tecnologici, ma a diventarne artefici in prima persona.

«Credete sempre in voi stessi e non arrendetevi mai», è stato l’esortazione rivolta da Giuseppe Barboni ai giovani militanti e simpatizzanti di Cesano Maderno e Meda, sottolineando come il talento, la disciplina e il coraggio di mettersi in gioco rappresentino le chiavi decisive per costruire il domani.

Il radicamento dei Comitati Costituenti sul territorio: nuove iniziative verso l’autunno politico

L’incontro in Brianza getta così le basi per nuove sinergie progettuali tra i gruppi giovanili e i referenti territoriali, con l’obiettivo di moltiplicare gli spazi di partecipazione civica e di proposta politica nei comuni dell’area metropolitana e brianzola.

Un segnale di attenzione verso il mondo giovanile e le realtà del territorio e dell’associazionismo politico che proseguirà nelle prossime settimane con un calendario fitto di appuntamenti locali.

A cura della Redazione Politica e Territorio di Cavaliere News

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Economia

Confimprese Italia, oggi a Roma agli Horti Sallustiani il vertice su «Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili per le imprese e le amministrazioni» con il Presidente Guido D’Amico

Oggi a Roma, nella cornice degli Horti Sallustiani, il grande convegno promosso da Confimprese Italia con il patrocinio di Unioncamere e ODCEC Roma su «Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili per le imprese e le amministrazioni». Introduce il Presidente Guido D’Amico con i vertici delle istituzioni, delle professioni e delle grandi aziende 👇

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Locandina evento Roma

ROMA – Un vertice di altissimo profilo istituzionale, economico e giuridico quello che si tiene oggi, lunedì 26 ottobre 2026, dalle ore 15:00 alle 19:00, nella prestigiosa cornice degli Horti Sallustiani in Piazza Sallustio 21 a Roma. L’evento, intitolato «Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili per le imprese e le amministrazioni», è promosso e organizzato da Confimprese Italia (Confederazione Datoriale delle Micro, Piccole e Medie Imprese, aderente a FENAPI Group) con il patrocinio di Unioncamere e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma (ODCEC Roma).

Ad aprire e introdurre i lavori del pomeriggio sarà il Dott. Guido D’Amico, Presidente Nazionale di Confimprese Italia, da sempre in prima linea nel sostenere la modernizzazione gestionale, la competitività e la solidità finanziaria delle micro, piccole e medie imprese italiane di fronte alle nuove sfide normative ed economiche.

Il convegno affronta infatti uno dei temi più strategici per la tenuta del tessuto produttivo e amministrativo nazionale – in un momento in cui la tutela del lavoro e delle aziende è al centro del confronto con i ministeri, come visto anche nella recente vertenza industriale seguita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy – riunendo attorno allo stesso tavolo rappresentanti del Governo, del Parlamento, della magistratura di legittimità, degli ordini professionali e delle grandi società pubbliche e bancarie.

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Gli interventi istituzionali agli Horti Sallustiani: da Claudio Durigon, Ettore Rosato e Lucio Malan ai vertici degli Ordini e di Unioncamere

Dopo la relazione introduttiva del Presidente di Confimprese Italia Dott. Guido D’Amico, la prima sessione del convegno sarà dedicata agli interventi istituzionali, che vedranno alternarsi sul palco degli Horti Sallustiani i massimi esponenti del mondo professionale, camerale, previdenziale e parlamentare.

Prenderanno infatti la parola il Dott. Enrico Crisci (Presidente ODCEC Tivoli), il Prof. Domenico Celenza (Presidente ODCEC Frosinone), il Dott. Maurizio De Filippo (Presidente Fondazione Telos), Luigi Pagliuca (Presidente CNPR – Cassa Nazionale Previdenza Ragionieri) e il Dott. Sandro Pettinato (Vice Segretario Generale Unioncamere). Sul fronte governativo e parlamentare interverranno l’On.le Claudio Durigon (Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), l’On.le Ettore Rosato (Segretario del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica – COPASIR) e il Sen. Lucio Malan (Esponente di vertice del gruppo Fratelli d’Italia al Senato della Repubblica).

La tavola rotonda moderata dal Prof. Marco Lacchini con Vito Cozzoli, Raffaele Trequattrini, Fabio Sbianchi e Maura Caprioli

Il cuore operativo del pomeriggio sarà poi dedicato alla sessione «Testimonianze ed esperienze del mondo aziendale e delle amministrazioni», coordinata e moderata dal Prof. Marco Lacchini, Professore Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale (UNICAS) e Presidente Safius.

Il confronto metterà in dialogo esperienze di primissimo piano nella gestione di infrastrutture strategiche, consorzi industriali, istituti di credito, giurisprudenza ed enti territoriali, con la partecipazione dell’Avv. Vito Cozzoli (Amministratore Delegato di Autostrade dello Stato), del Prof. Raffaele Trequattrini (Commissario del Consorzio Industriale del Lazio), del Dott. Fabio Sbianchi (Presidente della Banca Popolare del Frusinate), della Dott.ssa Maura Caprioli (Giudice in Corte di Cassazione), del Presidente Alessandro Romoli (Presidente della Provincia di Viterbo) e dell’On.le Cateno De Luca (Sindaco di Taormina).

Perché gli adeguati assetti organizzativi sono la chiave per il futuro di PMI ed enti pubblici

L’obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili – sancito dall’articolo 2086 del Codice Civile e dal Codice della Crisi d’Impresa – non rappresenta soltanto un adempimento formale, ma una vera e propria leva di sviluppo per prevenire le crisi aziendali, favorire il dialogo virtuoso con il sistema bancario e rendere più trasparente ed efficiente l’azione delle pubbliche amministrazioni, in linea con le più moderne riflessioni sulla riforma economica e istituzionale del Paese come quelle emerse anche nel dibattito sul futuro del sistema produttivo e fiscale italiano.

Con l’appuntamento odierno in Piazza Sallustio 21 a Roma, Confimprese Italia e il Presidente Guido D’Amico confermano così il proprio ruolo di punto di riferimento nazionale per il mondo dell’impresa, delle professioni e dell’attualità economica e istituzionale.

A cura della Redazione Economia e Istituzioni di Cavaliere News

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Politica

Il «dividendo fiscale della libertà»: con il libro Rinascimento Nazionale Luca Sforzini sfida la destra statalista e scrive il programma liberale del dopo-Novecento

«Il Novecento è finito. Anche per la destra». Con il libro “Rinascimento Nazionale”, Luca Sforzini sfida la destra statalista e lancia la proposta del «dividendo fiscale della libertà»: meno apparato, meno spesa pubblica e taglio strutturale delle tasse, dallo Stato minimo e strategico fino alle 100 tesi per l’Italia del XXI secolo 👇

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Libro di Luca Sforzini

ROMA – «Il Novecento è finito. Anche per la destra». Bisogna partire da questa premessa netta per comprendere la portata teorica e programmatica di Rinascimento Nazionale. Un’idea, una Nazione, un futuro. Per la rinascita dell’Italia e dell’Occidente, il nuovo volume con cui Luca Sforzini punta a dare sistematicità organica a una cultura politica nazionale ma non statalista, identitaria ma mai razzista, liberale e liberista, occidentale e atlantica, profondamente più risorgimentale che novecentesca.

Sebbene l’opera nasca anche dall’esperienza politica personale legata al rapporto – e alla successiva rottura – con Futuro Nazionale e Roberto Vannacci, fermarsi alla cronaca contingente significherebbe ridimensionare il respiro del libro. La domanda di fondo che attraversa le pagine di Sforzini è infatti assai più vasta: quale destra possa nascere in Italia e in Europa una volta preso atto che le categorie ideologiche del secolo scorso non bastano più.

Un percorso di riflessione culturale e civile che affianca l’impegno quotidiano dell’autore, come visto anche nella meditazione odierna del Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano su libertà, responsabilità e coraggio.

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Il «dividendo fiscale della libertà» e lo Stato minimo e strategico: meno apparato, meno spesa, meno tasse

Nel libro di Luca Sforzini il bersaglio polemico è duplice: da un lato le nostalgie simboliche e linguistiche di chi continua a cercare nel Novecento la propria identità; dall’altro quella destra che si proclama nazionale ma sul terreno economico recupera statalismo, dirigismo, espansione della spesa e intervento pubblico, finendo per agire come una sorta di sinistra economica travestita da destra. Per il fondatore di Rinascimento Nazionale, invece, la Nazione non coincide affatto con lo Stato e rafforzare la prima può significare ridimensionare il secondo.

Nasce su questo terreno la proposta economica cardine del volume: il «dividendo fiscale della libertà». Sforzini non si limita a promettere tagli d’imposta a deficit, ma disegna un automatismo politico in cui ogni soppressione o trasferimento permanente di una funzione pubblica genera un risparmio strutturale quantificato, una quota del quale viene vincolata per legge a riduzioni permanenti delle tasse sul lavoro, sull’impresa e sui redditi familiari. Prima viene la destrutturazione dell’apparato burocratico e poi il dividendo restituito alla società, secondo il modello dello «Stato minimo e strategico»: uno Stato autorevole su giustizia, sicurezza, difesa, politica estera, infrastrutture ed energia proprio perché liberato dalle funzioni improprie accumulate nel tempo.

Dalla Carta del Carnaro all’intelligenza artificiale: radici storiche e sovranità tecnologica del XXI secolo

Rinascimento Nazionale va però ben oltre la politica tributaria, cercando le proprie radici molto più indietro del Novecento: Roma, la Cristianità, il Rinascimento, il Risorgimento e l’impresa di Fiume vengono impiegati non come reperti da restaurare, ma come materiali vivi per edificare il futuro. Emblematica è la metafora della Decima Corporazione della Carta del Carnaro, riservata a coloro che operavano per ciò che ancora non aveva nome: una casella lasciata simbolicamente aperta all’avvenire.

Una destra che viene «da più lontano del fascismo» e che per questo guarda avanti, coniugando proprietà, impresa e merito con una Nazione intesa come comunità storica e politica (non etnica), con il controllo dei confini senza trasformare lo straniero in nemico e con la distinzione netta tra Islam e integralismo islamico. Nel programma entrano così con forza temi cruciali per la sovranità del XXI secolo – al centro anche del recente dibattito al World Changers Summit sull’era quantistica e tecnologica – come robotica umanoide, data center, chip, capacità di calcolo e intelligenza artificiale, ricordando che l’Europa non può limitarsi a regolamentare tecnologie inventate da altri, ma deve tornare a produrle.

Liberalismo sociale, mobilità nel merito e le 100 tesi programmatiche per la prima legislatura

Anche il capitolo del liberalismo sociale viene declinato con equilibrio: famiglia, natalità, scuola, valorizzazione della plusdotazione, associazioni e corpi intermedi sono chiamati a ricostruire lo spazio vitale tra individuo e apparato pubblico, perché il merito ha senso solo se esiste una reale mobilità sociale che aiuti chi parte indietro e permetta a chi ha talento di correre più velocemente.

Nell’ultima parte del volume, Luca Sforzini delinea infine una prima legislatura del Rinascimento Nazionale con obiettivi misurabili e cento tesi programmatiche, tentando una sintesi ambiziosa tra liberali, liberisti, libertari, conservatori, cattolici, federalisti, sovranisti, identitari e tradizionalisti. La domanda conclusiva che consegna al dibattito politico e all’attualità nazionale non è infatti quanto a destra debba collocarsi la destra, ma in quale secolo scelga finalmente di abitare.

A cura della Redazione Politica e Cultura di Cavaliere News

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