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Cultura

Il Velo e la Memoria: il capolavoro narrativo di Mauro Prigiobbe che ferma il tempo e incanta l’anima

SPEGNETE I TELEFONI, STACCATE DALLA FRENESIA DI TUTTI I GIORNI E LASCIATEVI COCCOLATE DA QUESTO MAGNIFICO CAPOLAVORO LETTERARIO: È USCITO “IL VELO E LA MEMORIA” DI MAURO PRIGIOBBE! 📖 🌸 ✨ Viviamo, Purtroppo, In Un’Epoca Folle! Corriamo Sempre, Siamo Divorati Dall’Ansia E Dai Social Network, E Non Abbiamo Mai Il Tempo Di Sedercie e “Respirare” Col Cuore. Ma la Vera Letteratura Serve Proprio A Questo: A Guarire L’Anima! E Ci Riesce Benissimo Il Formidabile Romanzo “IL VELO E LA MEMORIA”, Scritto Dalla Penna Sublime Dell’autore Mauro Prigiobbe (Che Vive Nel Bellissimo Borgo di San Polo dei Cavalieri)! Questo Libro, Nato Sull’Incanto dei Monti Lucretili, Non è Solo un Semplice Racconto Storico… È Una Magia! Narra Del Misteriosissimo Incontro (avvenuto Nel 74 d.C. a Miseno) Tra L’Illustre “Plinio Il Vecchio” e una Mitologica e Arcana Figura Chiamata Il “Viandante” (Custode Di una Meravigliosa “Città Ideale E Invisibile” Nascosta Dietro Un Velo Protettivo!). L’Opera È Una Profondissima Riflessione Sui Confini Dell’Uomo: L’autore (Con una Scrittura Sbalorditiva Che Unisce Poesia, Teatro E Scienza Antica) Ci Ricorda Che “La Pace Non È Svanita Dalla Terra, Ma Si È Solo Velata”. Se vogliamo Ritrovarla, Dobbiamo Avere Il Coraggio Di Cercarla! “Cercate Il Fiore Nel Mio Libro E Fermate La Vostra Corsa!”, Scrive Prigiobbe. Un Invito Dolcissimo a Rallentare E Ad Ascoltare Il Nostro Spirito! Leggi La Recensione Completa Del Libro Nel Nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente D’Accordo Col Fatto Che Oggi Viviamo In Una “Società Malata Di Fretta” E Che Ci Sia Disperatamente Bisogno Di Ritrovare il Tempo Per Leggere Un Buon Libro E Ritrovare Noi Stessi? Avete Anche Voi Delle Volte La “Sensazione” Fortissima Che Dietro La Normale Realtà Si Nasconda Un Velo Pieno Di Mistero E Spiritualità? Diteci la Vostra Sviscerando tutte le Vostre Passioni Letterarie nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Consigliare A Tutti I Vostri Amici Questa Stupenda Lettura Rilassante!!

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Cover il Velo e la Memoria

San Polo dei Cavalieri (Roma) – Viviamo, purtroppo, in un’epoca tragicamente dominata dalla fretta assoluta, dall’ansia perenne, dai social network che divorano la nostra attenzione e da una quotidianità frenetica che non ci lascia più nemmeno il tempo di respirare profondamente. Eppure, ogni tanto, la vera e grande Letteratura riesce nel miracolo di “fermare le lancette dell’orologio”, costringendoci dolcemente a guardarci dentro. È esattamente questa la meravigliosa, intima e travolgente sensazione che si prova immergendosi tra le pagine de “Il Velo e la Memoria”, la formidabile e visionaria opera scritta dalla penna sublime di Mauro Prigiobbe.
Pubblicato di recente nella prestigiosa collana “I Diamanti della Narrativa” della Aletti Editore (e disponibile per tutti anche nel moderno formato e-book), questo libro non è un semplice romanzo storico, ma un vero e proprio incantesimo emotivo. Un viaggio straordinario, tra l’incanto del mito e il rigore della Storia, che scardina letteralmente i polverosi canoni della narrativa tradizionale per prendere il lettore per mano e accompagnarlo in punta di piedi sulla magica “soglia” che separa le cose visibili da quelle invisibili.

Plinio il Vecchio e il misterioso Viandante

La scintilla creativa, il “seme” magico che ha dato vita a questo capolavoro, è sbocciato in un momento di totale comunione con la natura. Il libro, infatti, è nato da una pausa riflessiva dell’autore sui magnifici Monti Lucretili, proprio di fronte all’incanto misterioso e profumato dello Styrax officinalis (una pianta straordinaria). Il risultato è un oggetto narrativo ibrido e affascinante, in cui la precisione chirurgica della scienza antica si sposa con una prosa meravigliosamente poetica, teatrale, capace di vibrare come un canto solenne.
Il cuore pulsante del racconto si svolge nel buio ancestrale della notte del 74 d.C., a Miseno. Qui, la Storia si piega alla suggestione, mettendo in scena l’incontro emblematico tra l’illustre Plinio il Vecchio e il Viandante. Quest’ultimo non è un banale viaggiatore del tempo, ma una figura mitologica, l’enigmatico custode di Amitinum: un’incredibile “città ideale” e invisibile, tenuta celata e protetta dagli occhi indiscreti dietro un misterioso Velo. In questo intreccio, Plinio diventa il meraviglioso archetipo dell’uomo moderno in bilico, colui che sta esattamente sulla soglia della conoscenza.

Il confine come unione, non come prigione

Mauro Prigiobbe (che vive proprio nello splendido borgo romano di San Polo dei Cavalieri) intesse un formidabile e fittissimo gioco di rimandi geografici e storici. C’è un passaggio tematico di una bellezza stordente: il concetto di “confine”. Nel libro, il confine non viene mai visto come una barriera armata o un muro divisivo, ma si rifà all’antica e gloriosa lezione dei Sabini. Quel popolo eccezionale, infatti, viveva senza mura fortificate, perché la loro unica, invincibile “difesa” risiedeva nella forza d’animo e nella compattezza umana della propria comunità. Una lezione di civiltà che oggi, in un mondo diviso da muri e guerre, suona come una dolcissima profezia.

Oltre il Velo: un invito a ritrovare la Pace perduta

L’autore ha compiuto un miracolo stilistico assoluto, fondendo in un’unica opera il rigore della storiografia e l’emotività della tragedia. «Ho cercato di fondere codici espressivi inconciliabili con una lingua che possiede la precisione del bisturi e la fluidità del canto», ha spiegato brillantemente Prigiobbe.
La scrittura non è mai una “fuga fantastica” per evadere dalla realtà, ma si trasforma in uno strumento potente per svelare verità intime che sfuggono ai nostri occhi stanchi. Il messaggio ultimo che l’autore consegna amorevolmente al lettore è una vera e propria medicina per l’anima: la pace interiore non è svanita per sempre, si è soltanto “velata”. Per ritrovarla, dobbiamo avere l’immenso coraggio di scavalcare i banalissimi confini della conoscenza ordinaria. «Scrivere questa storia è stato come tracciare un sentiero invisibile», conclude l’autore. Ora, nel silenzio intimo della propria mente, spetta al lettore accogliere quel delicato seme di vita. Prendetevi il vostro tempo, staccate i telefoni cellulari, e leggete questo capolavoro.

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Cultura

Dal petrolio ai castelli italiani: la meravigliosa storia del poeta albanese Fatmir Gjata e i suoi versi dell’anima

DAI DURI POZZI PETROLIFERI IN ALBANIA FINO AL LAVORO DA “CUSTODE” IN UN CASTELLO IN PIEMONTE: LA STORIA COMMOVENTE DI FATMIR GJATA E DELLE SUE BELLISSIME POESIE È UN INNO ALLA SPERANZA! ✍️ 🇦🇱 🇮🇹 Ci Sono Storie Di Vita Che Sembrano Dei Veri E Propri Film Da Quanto Sono Belle Ed Emozionanti! Oggi Vogliamo Parlarvi Del “Poeta” Albanese FATMIR GJATA, che oggi è Una Delle Voci Più Importanti della Letteratura (Premiato Persino come Ambasciatore Di Pace!) ma che ha Un Passato Di Grande Fatica E Sacrificio! Da ragazzo lavorava nei durissimi Campi di Petrolio in Albania, Poi Nel 1991 (Per Fuggire dai Cambiamenti Politici) Ha Deciso Di Lasciare la Propria Terra e Si È Trasferito In Italia, In Piemonte, Dove Oggi Vive Ancora (a Castelnuovo don Bosco)! Qui Si È Rimboccato Le Maniche Lavorando per ben 25 Anni come Umile “Custode Di Un Castello”, Ed è proprio Tra Queste Mura che Ha Tirato Fuori tutta L’Anima Pubblicando 11 Libri Di Poesie Che Hanno Fatto Il Giro Del Mondo! Abbiamo Avuto l’Onore di Pubblicare Nel Nostro Articolo Ben 3 Delle sue Opere Più Belle: C’è quella Straziante dedicata a un Tragico “Incidente Mortale” Per le Strade, e C’è Quella Meravigliosa Sull’Anima Incompresa Ed Eroica Delle “Donne”! Leggi Tutti i Suoi Dolcissimi E Commoventi Versi Nel Nostro Articolo Dedicato a questo Grande Poeta! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Vi Siete Commossi Leggendo I Formidabili Versi Di Questo Poeta (Soprattutto Quelli Dedicati al “Cuore Delle Donne”)? Pensate Che Storie Di Integrazione, Di Lavoro Duro E Di Riscatto Intellettuale Come Questa Siano Il Lato Più Bello, Romantico E Positivo Della Nostra Italia (Che Invece Spesso Si Concentra Solo Sulle Notizie Brutte)? Diteci la Vostra Sviscerando tutte le Vostre Opinioni sulla Poesia nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Far Conoscere a Tutti L’Opera Di Fatmir Gjata!!

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Fatmir Gjata

Castelnuovo don Bosco (Asti) – Ci sono vite, al mondo, che sembrano scritte direttamente dalla penna di un abilissimo e romantico romanziere. Esistenze piene di fatica, polvere, cambiamenti epocali e rinascite assolute. Quella di Fatmir R Gjata, nato a Fier (in Albania) il 3 marzo del 1966, è indubbiamente una di queste vite meravigliose. Prima di diventare una voce poetica di primissimo piano a livello internazionale, Fatmir ha vissuto sulla propria pelle la durezza del lavoro fisico: formatosi nel suo Paese natale, ha lavorato instancabilmente come responsabile di un gruppo di sfruttamento nei durissimi campi di estrazione di petrolio e gas. Ma il suo cuore, fin da giovane, batteva forte per i grandi ideali e per la parola scritta.

Il viaggio in Italia e l’Amore per i Castelli

Già giovanissimo, nel 1990, si lancia coraggiosamente in politica diventando tesoriere del Partito Repubblicano nella sua città (una delle più importanti dell’Albania) e iniziando a scrivere per i giornali. Ma i travolgenti cambiamenti politici di quegli anni lo spingono a cercare un orizzonte nuovo: nel 1991, come tantissimi suoi connazionali in cerca di speranza, lascia la terra madre per trasferirsi in Italia.
Oggi vive nello splendido borgo di Castelnuovo don Bosco (in Piemonte). In terra italiana si rimbocca le maniche, e per ben 25 anni lavora sodo a Pino D’Asti come fedelissimo custode del castello cittadino, portando intanto avanti (seppur senza finirli) gli studi in Scienze Politiche all’Università di Torino. È proprio tra quelle antiche mura italiane che la sua Anima si concentra definitivamente sulla letteratura: oggi, Fatmir vanta ben 11 libri di poesie pubblicati, innumerevoli premi ricevuti in Germania, Kosovo, Albania e Italia, ed è stato persino insignito del prestigiosissimo titolo di “Ambasciatore di Pace”. Per onorare il suo immenso talento, vi presentiamo qui di seguito tre delle sue poesie più toccanti e profonde.

1. Paesino sulla collina: il dramma del tempo

In quest’opera struggente, il poeta racconta la malinconia dei piccoli borghi e l’ineluttabilità della morte, dipingendo atmosfere cupe ma di rara bellezza.

Porto rosario di lacrime scure,
su una tomba di belli pensieri
Non c’è preghiera non c’è timore,
solo il silenzio dei cimiteri

Suona campana, suona ancora,
non so per morte, non so per festa
Non e dolore quell’ che va via,
fa male solo quello che resta

E restano sempre due vigliacchi,
due fannulloni e due becchini
Bevono vino alla memoria,
e per il resto dei contadini

Chi se ne intende della vittoria,
sa che va via a mani vuote
suona campana e il campanile,
trema e trema sempre più forte.

Nel paesino sulla collina,
soffia il vento, soffia il vento
Su per le case, su per le strade
per la fatica e per spavento

E il rosario rimasto appeso,
si un rametto di alberello
Come fantasma di altri tempi,
come canzone e ritornello

2. Poi nulla…: la tragedia della strada

La poetica di Fatmir scava nel dolore più atroce, descrivendo la crudeltà di un incidente stradale che spezza una vita, tra asfalto freddo e le sirene dei soccorsi.

C’è un lamento sull asfalto,
un urlo abbraccia la sera
Spuntano stelle la su in alto,
una caduto in terra
Le mani stretti ancora più forte,
tra i rotami dispersi
La vita corre insieme alla morte,
uguali e così diversi.

La pioggia ricorda ultimi tormenti,
non aspettarmi mai più
Cantano sirene ai quattro venti,
ma sono sirene blu.

Volano angeli coi ali spiegati,
seguito da spirito in pena
Forse in cielo ci sono abbracciati, cantando una cantilena
Dormi ragazzo, dormi stasera,
e tutto quello che resta
Un cero bruccia nella preghiera,
e il croce sulla testa.

Rimane il nome scritto in nero,
e i fiori apassiti
Rimangono lacrime di pianto sincero,
rimangono cuori feriti.

3. Dentro a una donna: un capolavoro di verità

È in questi versi che Fatmir raggiunge la vetta dell’introspezione. La donna viene descritta senza ipocrisie, mescolando luce e tenebre, fragilità e invincibilità assoluta.

Dentro una donna dalla faccia strana
c’è una santa, c’è una putana
che gira il mondo in mezzo alle dita, coi piedi scalzi di fronte alla vita.
C’è una bugiarda, c’è una stella
brilla di giorno ed è sempre piu bella
Gioca con il vento, gira e gira
Per chi sta male, per chi sospira.

Dentro la donna un angelo celeste,
lotta con demoni in tutte le feste
Spesso distrutta, rimasta in piedi
e non è mai quella che vedi.

Dentro una donna dalla faccia scura
c’è una bambina piena di paura
che ride forte dopo aver pianto
dalle speranze a un sogno infranto
C’è la ragione della vita intera
sembianze di Dea e di prigioniera
ma uomini soli non san fare le galere
vogliono solo e soltanto il piacere.

Dentro a una donna che sembra felice
che sembra ingenua ma e meretrice
stano la tenebre e i demoni più duri
stano dei angeli dai cuori puri
sta una mamma con mano tremante
sta una moglie, la figlia, l’amante
La meraviglia della sposa in bianco
senza il bisogno del uomo a fianco.

I versi di Fatmir R Gjata sono un regalo preziosissimo per tutti noi, un canto dolcissimo che attraversa le nazioni per arrivare dritto al cuore. Grazie, Ambasciatore di Pace.

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Cultura

I colori del Creato e la difesa degli animali: la mostra sugli acquerelli di Fulco Pratesi incanta Trastevere

SE I LUPI E GLI ORSI ITALIANI OGGI SONO ANCORA VIVI NEI BOSCHI, È ANCHE GRAZIE A LUI! ROMA CELEBRA I MERAVIGLIOSI “ACQUERELLI” E IL GENIO DEL GRANDE FULCO PRATESI, IL PAPÀ DEL WWF! 🐺 🐻 🎨 Quando si “Ama incondizionatamente la Natura e gli Animali”, ogni singola pennellata su tela per ritrarli diventa un Gesto D’Amore e un Impegno Civile! Dal 16 Settembre al 6 Dicembre, il Museo di Roma in Trastevere ospiterà un’Emozionante ed Estasiante Mostra D’Arte (Intitolata “Acquerelli Pionieri”) dedicata al fondatore del WWF Fulco Pratesi! La mostra ci Permetterà di viaggiare tra i suoi fantastici e segretissimi “Taccuini Illustrati”: opere dipinte a mano e piene di poesie in cui, decenni fa, Pratesi ritraeva la bellezza dei Lupi, degli Orsi Marsicani, delle Balene e delle Tartarughe per convincere lo Stato Italiano (E i Bracconieri) a fermare la “Caccia”, promuovendo la creazione dei nostri amati Parchi Nazionali! Leggi i Dettagli e gli Orari di Questa Stupenda Iniziativa Ambientalista (Adatta a Tutte le Famiglie!) nel Nostro Articolo Eventi! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Vi Emozionate tantissimo nel poter Osservare nei Boschi o nei Documentari la bellezza di Animali come il Lupo, le Aquile o l’Orso? Credete Che Le Nuove Generazioni Di Giovani Rispettino la Natura Oltrepassando i Danni Fatti Dai Loro Padri, O Sono Ancora Troppo Distratti Dai Cellulari? Diteci la Vostra Sviscerando tutto l’Amore per gli Animali nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare gli Amici e Andare Insieme a Vedere i Bellissimi “Quadri e Acquerelli” del WWF!

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AVOCETTA

Roma – C’è un legame profondissimo, intimo e quasi spirituale, che unisce la bellezza maestosa della Natura alla delicata sensibilità dell’animo umano. Quando si ama incondizionatamente il nostro Pianeta, ogni filo d’erba, ogni battito d’ali nel cielo e ogni orma lasciata nel bosco da un animale selvatico si trasformano in un’inestimabile opera d’arte da proteggere a costo della vita. Nessuno in Italia è riuscito a incarnare, difendere e trasmettere questa formidabile empatia verso il Creato meglio del grandissimo Fulco Pratesi.
Oggi, in occasione dello storico e felice traguardo dei 60 anni dalla nascita del WWF Italia, la Capitale ha deciso di rendere il più giusto e poetico dei tributi al fondatore dell’associazione ambientalista. Dal 16 settembre al prossimo 6 dicembre 2026, i corridoi e le prestigiose sale del Museo di Roma in Trastevere (sito in Piazza di S. Egidio) si illumineranno per ospitare l’attesissima mostra “Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri”. Un’esposizione magica, promossa da Roma Capitale e curata amorevolmente da Olympia e Isabella Pratesi, che svela al grande pubblico il lato più intimo, dolce e personale del padre dell’ambientalismo tricolore.

I Diari segreti di un uomo innamorato degli Animali

Visitare questa formidabile esposizione significa compiere un vero e proprio viaggio sensoriale all’interno di un universo creativo vastissimo e commovente. I visitatori potranno infatti ammirare e perdersi tra decine di acquerelli e disegni eseguiti con sorprendente immediatezza, sfogliando con gli occhi gli stupendi taccuini illustrati compilati quotidianamente da Pratesi nel corso dei decenni, zeppi di appunti, riflessioni e meravigliose annotazioni di viaggio.
Architetto, esploratore, giornalista e divulgatore, Fulco non ha soltanto fondato e guidato il WWF per oltre quarant’anni. Egli è stato il vero e proprio “generale” pacifista che ha condotto coraggiosamente alcune delle più importanti e disperate battaglie ambientaliste del nostro Paese. Dalla storica e indimenticabile “Operazione San Francesco” per salvare il lupo dall’estinzione, fino alle estenuanti campagne per la difesa del raro orso bruno marsicano e dei parchi nazionali (sfociate nella fondamentale legge quadro sulle aree protette del 1991). Eppure, tutto questo gigantesco impegno pubblico e politico nasceva sempre e solo da un gesto semplice, puro e personalissimo: osservare il bosco, conoscerlo a fondo, amarlo e difenderlo con i pennelli.

Il disegno come puro Impegno Civile e Atto d’Amore

Gli innumerevoli acquerelli di Pratesi non si limitano a rappresentare in modo asettico gli animali o i paesaggi montani, ma raccontano, come in una stupenda fiaba, il legame viscerale che egli ha saputo instaurare con il mondo dei viventi.
Le specie indifese che hanno popolato le sue aspre battaglie di tutela (gli eleganti uccelli migratori, i lupi ululanti, gli orsi solitari, gli immensi cetacei e le placide tartarughe marine) prendono vita sulle tele esposte come protagonisti assoluti di un universo capace di unire l’assoluta precisione scientifica alla meraviglia poetica. Molti dei soggetti raffigurati, non a caso, appartengono a quegli ecosistemi fragili che proprio Pratesi contribuì concretamente a strappare dalle fauci della cementificazione e del bracconaggio.

Insegnare la Meraviglia alle future Generazioni

Per intere generazioni di italiani e di ragazzini, il volto sorridente e pacato di Fulco Pratesi ha rappresentato l’essenza stessa dell’ambientalismo. Attraverso le telecamere della televisione, le pagine dei suoi bellissimi libri e le innumerevoli visite nelle scuole e nelle oasi del WWF, quest’uomo straordinario ha avvicinato milioni di persone alla scoperta del verde, insegnandoci che la tutela dell’ambiente non si fa con la violenza, ma comincia dalla conoscenza, dal rispetto e dall’attenzione.
Questa mostra romana restituisce finalmente a tutti noi le vere e intime radici di quel fortissimo messaggio civile: per salvare la Terra e gli animali che la abitano, dobbiamo prima di tutto tornare a guardarli con gli occhi pieni di incanto e Meraviglia. Pronti a stupirvi in Trastevere?

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Cultura

Nasce a Roma la SIART Gallery: il genio provocatorio e “pop” di Moreno Bondi inaugura il nuovo tempio dell’arte

LA CLASSICA ED ELEGANTE “VENERE DI MILO” RICOPERTA DI TATUAGGI MODERNI E VESTITA IN PANTALONI JEANS!!! 🎨 😲 🏛️ Quando l’Arte Pura e la Provocazione si Uniscono per Creare un Capolavoro di ironia e Genialità! Arriva a Roma l’Incredibile ed Emozionante Mostra d’Arte “WONDERFUL” del grandissimo Maestro MORENO BONDI! Aprire Un nuovo Luogo dedicato Esclusivamente alla Divulgazione della “Cultura e del Bello”, nel mondo cinico di oggi, è un Gesto d’Amore pazzesco. Nel Cuore Elegante di ROMA (In via S. Maria de’ Calderari) è appena Nata la Nuovissima “SIART GALLERY”, ideata dalla formidabile passione della Dottoressa Sylvia Irrazabal! E per “Tagliare il Nastro” a questo Nuovo e Prestigioso Spazio Culturale, non poteva esserci un’Esposizione più adatta! Dal 29 Settembre aprirà al Pubblico la Mostra del Maestro MORENO BONDI (Fortemente Ammirato anche da Vittorio Sgarbi, che ha Voluto le Sue Tele Persino alla Biennale di Venezia!). Il Maestro Bondi (Inventore dello Stile “Iperrealismo Neo Caravaggesco e POP”) porterà in Scena Delle Tele Assolutamente Incredibili, destinate a far Sorridere, “Arrabbiare” e Stupire il Pubblico! Qualche Esempio? I Protagonisti di Questa Mostra sono niente Meno che i “Marmi Classici dell’Antichità Greco e Romana” (Simbolo della Perfezione) che Bondi ha Genialmente “Spogliato dalla loro Sacralità Antica” Dipongendoli in modo Iper-realistico come se Fossero Corpi Vivi del Giorno D’Oggi! C’è ad Esempio una Splendida “Venere Pop” Dipinta Meravigliosamente dal Maestro Con Addosso i Jeans e Ricoperta di Tatuaggi Colorati! Oltre a Questo, le Opere giocano sui Contrasti “Astri-Formi” accostando la drammaticità di Caravaggio all’Allegria del Colore Acido e Pop-Art! Un Evento Totalmente e Assolutamente Imperdibile! Leggi l’Intervista integrale all’Organizzatrice e tutti gli Orari di questa Formidabile e Geniale Esposizione nel Nostro Bellissimo Articolo Culturale! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente “Catturati” e Affascinati da Questo Particolarissimo Genere Artistico Contemporaneo (Molto provocatorio e Ironico), in Cui Le Icone del Passato Greco o Romano vengono Trasportate Meravigliosamente nei Nostri Tempi e Immaginate con addosso Oggetti o Tatuaggi odierni? Quali Emozioni Vi Suscita un Quadro Come la “Venere Con i Jeans”? Oppure Siete degli Amanti Esclusivi e “Puristi” dei Vecchi Quadri Classici del 1500 (Tiziano, Raffaello o Leonardo Da Vinci) in Cui L’Arte non Ammetteva Scherzi? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Estro Artistico nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare gli Amici o Per Invitare i Vostri Parenti ad Andare a Roma a vedere la Mostra Tutti Insieme!

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San Giovanni- Moreno Bondi

Roma – In un’epoca moderna sempre più distratta e superficiale, in cui il mondo sembra correre troppo velocemente per fermarsi ad ammirare la Bellezza, l’apertura di un nuovo spazio culturale rappresenta sempre un gigantesco atto d’amore, di coraggio e di vitale resistenza umana. Nel cuore pulsante ed eterno della Capitale, l’Arte torna meravigliosamente a respirare a pieni polmoni. Martedì 29 Settembre 2026 si spalancheranno infatti ufficialmente le porte della neonata SIART Gallery (situata in Via di S. Maria de’ Calderari, 22-23). Questo nuovo ed eccezionale palcoscenico espositivo, destinato alla scoperta, promozione e valorizzazione dei migliori talenti artistici nazionali e internazionali, nasce dalla sconfinata passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal (più volte Commissaria alla prestigiosa Biennale Internazionale d’Arte di Venezia). A tagliare il nastro di questo nuovo tempio dell’Arte sarà la mostra “WONDERFUL”, l’attesissimo progetto espositivo (in programma dal 29 settembre al 28 ottobre) del formidabile Maestro Moreno Bondi.
Riportiamo di seguito, integralmente, un’interessantissima intervista rilasciata proprio dalla fondatrice della Galleria, per sviscerare i segreti e le provocazioni geniali di questo evento imperdibile.

L’Intervista alla Dottoressa Sylvia Irrazabal

Dottoressa Irrazabal, come è avvenuta la scelta delle opere del Maestro Moreno Bondi per inaugurare la sua nuova galleria?
«Da sempre abbiamo privilegiato – assieme al professor Alfio Borghese – il dialogo e il confronto sull’arte contemporanea nella loro articolazione diversificata e poliedrica con caratteristiche concettuali e tecniche d’espressione differenti dalla pittura alla scultura alla digital art e alle tecniche più innovative attraverso le quali il contenuto culturale, sociale, politico ed esistenziale si esprime con una maggiore comprensibilità dell’opera. In questa Mostra di Moreno Bondi si compie la parabola di immergersi in quello che è stato definito “iperrealismo metafisico neo caravaggesco” per stupirsi di fronte a qualcosa che è inedito, sconvolgente ma mai dissacrante, raffinato senza indulgere nella leziosità. Nessun lavoro di Bondi si ripete in un vacuo compiacimento anche se tutti portano la sua inconfondibile cifra stilistica. Un florilegio di opere. Un’esposizione imperdibile che speriamo possa soddisfare la voglia di successo conclamato per il pubblico di collezionisti nazionali e internazionali e per opere straordinarie di grande attrazione per grandi critici come Vittorio Sgarbi che le ha volute alla Biennale di Venezia, mentre le pubblicazioni dedicate alle opera di Moreno portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Bert Treffers, Marco Bussagli, Giovanni Faccenda, Rossella Vodret, Janus».

Quale l’opera simbolo di questo discorso?
«Come sottolinea il critico d’arte professor Alfio Borghese “Bondi riesce a spogliare la scultura classica dalla sacralità e la tatua come corpo moderno e vivo, nel quale pulsa vita e colore naturale e poi la veste di contemporaneo con i jeans provocando stupore, disappunto e anche approvazione mettendo in discussione l’attuale concetto di bellezza e identità”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. In questa nuova fase pittorica, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, culmina in una ricerca innovativa del colore, sempre vibrante e dinamico in ogni suo dipinto e dove il contrasto e la saturazione dei toni diventano protagonisti indiscussi non senza una sottile dose di ironia».

Ma oltre alla Venere POP quali son le opere più attrattive di questa Mostra WONDERFUL?
«Oltre alle bellezze greco-romane, trascinate dentro a una nuova mitologia, sicuramente è nella Serie CARAVAGGIO Pop che si ritrova l’intensità emotiva caravaggesca con l’allegria e il dinamismo dei toni pop. Ma è nella Serie WONDERFUL che dà titolo alla Mostra, che Moreno fonde liberamente elementi astratti e rappresentazione antropomorfa o oggettuale, trattando mirabilmente la “figura” non come specchio fedele della realtà, ma come un codice o un’idea visuale. Il Maestro utilizza la pittura in modo autocosciente: il quadro non simula una finestra sul mondo, ma riflette sui meccanismi stessi della visione, sull’uso della tecnologia e sulla manipolazione delle immagini digitali, evocando dinamiche psicologiche complesse. Bondi incarna così alla perfezione l’evoluzione dell’arte post-figurativa contemporanea attraverso un dialogo simbiotico tra memoria classica ed elementi di forte rottura concettuale. Il nostro critico Alfio Borghese recita in proposito ”Bondi osa interrogare, rappresentare e provocare con eleganza, stile e gusto raffinato proprio di chi non si accontenta solo di dipingere ma con maestria artigianale e lavorio geniale si ferma e miscela il colore per capacitare l’arte in linguaggio artistico”».

La SIArt Cultural Network oltre alla parte espositiva della SIART Gallery, ha altri eventi già in preparazione?
«La SIART Cultural Network ha già in programma un incontro mercoledì 14 ottobre prossimo dedicato all’arte di rinascere dopo le ferite delle violenze di genere: un Incontro che vedrà impegnati artisti, imprenditori e autorevoli esperti legali. L’incontro sarà coordinato dall’Avvocato Monica Caruso, Responsabile Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense, Componente dell’Associazione Giuriste di Genere per la Tutela della Violenza e Consulente Scientifico su tali aspetti al Parlamento Europeo. Interverranno l’Arch. Fiona Sartoretto Verna, imprenditrice ed artista plastico, e l’Artist Manager Diego Stella, docente e formatore, pittore ed artista poliedrico».

Tra sacro e profano: l’Arte che fa riflettere

La sfida visiva e intellettuale lanciata da Moreno Bondi è di quelle che non lasciano scampo all’indifferenza. Le sue opere obbligano il visitatore a porsi delle domande, a sorridere e a indignarsi, a riflettere su come l’identità classica possa convivere con la modernità dei jeans e dei tatuaggi. La SIART Gallery di Roma non è dunque soltanto un nuovo contenitore di quadri, ma si candida fin dal suo primo giorno di vita a diventare un insostituibile “motore di pensiero” per tutta l’Italia.

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