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La “Cantina dei Ribelli” apre le porte nel centro storico di Collalto Sabino

🍴 Sabato 18 luglio segna l’inaugurazione de “La Cantina dei Ribelli” a Collalto Sabino: un’occasione unica per scoprire il cuore antico del borgo tra sapori autentici e la storica Sagra delle Cordicelle. Non mancate a questo imperdibile appuntamento estivo.

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Cantina dei Ribelli, Collalto Sabino

Collalto Sabino, gioiello medievale incastonato tra le vette della provincia di Rieti, si prepara a vivere un sabato di grande fermento culturale e gastronomico. Il borgo, situato a circa mille metri di altitudine nel cuore della Valle del Turano, accoglie il prossimo 18 luglio l’inaugurazione de “La Cantina dei Ribelli”, un nuovo presidio enogastronomico destinato a diventare un punto di riferimento per residenti e turisti in visita nel Lazio. L’apertura ufficiale, prevista per le ore 17, si intreccia armoniosamente con le celebrazioni della storica Sagra delle Cordicelle, un evento che ogni anno trasforma le stradine acciottolate e le piazze del comune reatino in un teatro a cielo aperto dedicato ai sapori autentici e alle tradizioni contadine che hanno segnato la storia di queste terre al confine con l’Abruzzo.

Il recupero architettonico tra storia e modernitĂ 

L’avvio dell’attivitĂ  avviene al termine di un meticoloso cantiere di restauro conservativo che ha coinvolto alcuni locali situati nel cuore pulsante dell’antico borgo. Gli ambienti, distribuiti su due livelli e caratterizzati dalle tipiche architetture in pietra locale, si affacciano direttamente su una delle piazze principali di Collalto Sabino. Il progetto non si limita alla semplice creazione di un’osteria, ma mira a restituire alla collettivitĂ  spazi che per lungo tempo sono rimasti inutilizzati. La ristrutturazione ha permesso di conservare le volte originali e le strutture murarie che raccontano il passato remoto di questo centro, che domina dall’alto la vallata con il suo celebre Castello Baronale, un tempo presidio strategico di confine dello Stato Pontificio.

L’operazione è stata resa possibile grazie ai fondi stanziati dal programma Next Generation EU, inserito nel piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destinato alla rigenerazione dei piccoli centri storici. L’obiettivo delle istituzioni è chiaro: contrastare lo spopolamento delle aree interne della provincia di Rieti attraverso investimenti che coniugano economia locale, offerta turistica e conservazione dei beni culturali. La sindaca di Collalto Sabino, Maria Pia Mercuri, ha piĂą volte ribadito come queste opere di riqualificazione siano fondamentali per dotare il paese di infrastrutture moderne pronte ad accogliere il crescente flusso di visitatori che sceglie i borghi del Reatino per trascorrere giornate all’insegna della natura e della cucina tradizionale.

Sapori antichi e la tradizione delle cordicelle

Dopo il taglio del nastro, la giornata di sabato proseguirĂ  con i festeggiamenti serali legati alla Sagra delle Cordicelle, fissata a partire dalle ore 20. La protagonista della tavola sarĂ , come da consuetudine, la pasta fatta a mano secondo l’antica ricetta locale. La cordicella rappresenta l’identitĂ  gastronomica di Collalto Sabino: una pasta lunga, lavorata con abilitĂ  dalle mani delle massaie del luogo, che richiede cura e tempo nella preparazione, proprio come l’impegno profuso negli anni per la valorizzazione del borgo. La manifestazione si propone di mantenere vivo il legame tra le nuove generazioni e le usanze tramandate dagli anziani del paese.

La valle del Turano, con il suo lago che riflette le cime circostanti, funge da cornice naturale a un appuntamento che unisce buon cibo, intrattenimento musicale e la possibilitĂ  di passeggiare tra i vicoli che collegano la rocca superiore alla cinta muraria esterna. La nuova osteria si candida ad essere il luogo ideale dove degustare piatti legati alla filiera corta della zona, dai formaggi prodotti nei pascoli montani circostanti ai prodotti del sottobosco. L’iniziativa nel borgo di Collalto Sabino conferma come il territorio reatino sia oggi in una fase di profondo rinnovamento, capace di intercettare le risorse europee per trasformarle in occasioni concrete di aggregazione sociale e di promozione turistica integrata, in un sistema che mette in rete le eccellenze di tutta la Valle del Turano e dei comuni limitrofi.

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Territorio

Terremerse 2026 porta il grande cinema in musica a Piazza della Repubblica con l’orchestra sinfonica abruzzese

🎞️ Piazza della Repubblica ad Avezzano si trasforma in una sala cinematografica a cielo aperto grazie al concerto “Colossal Time” dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Un viaggio tra le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema, dai grandi kolossal hollywoodiani al genio immortale dei maestri italiani.

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#Terremerse2026 #Avezzano #OrchestraSinfonicaAbruzzese #CinemaInMusica

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Orchestra Istituzione Sinfonica Abruzzese

Avezzano. La quinta edizione del festival Terremerse 2026 trasforma il cuore pulsante del capoluogo marsicano in uno scenario da grande produzione hollywoodiana. Dopo il debutto teatrale che ha visto protagonista lo spettacolo “Io sono Abruzzo!”, la rassegna cambia registro artistico per la sua seconda serata, consacrandosi come punto di riferimento culturale per tutta la provincia dell’Aquila. Piazza della Repubblica, situata nel centro storico cittadino a pochi passi dal Palazzo di CittĂ  e dalla Cattedrale di San Bartolomeo, accoglie stasera l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, una delle realtĂ  musicali piĂą prestigiose della nostra regione, pronta a incantare il pubblico con lo spettacolo intitolato “Colossal Time”.

Un viaggio tra le note dei grandi capolavori cinematografici

L’evento si configura come una narrazione sonora che attraversa i decenni, capace di ricondurre gli spettatori verso mondi lontani e avventure leggendarie. Sotto la direzione del maestro Roberto Molinelli, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese ripropone il legame profondo tra la Settima Arte e la composizione orchestrale. Non si tratta di una semplice esecuzione di brani noti, ma di un percorso studiato per evidenziare la potenza comunicativa di partiture che hanno definito l’immaginario collettivo globale.

Il programma della serata è vario e ambizioso, pensato per incontrare il gradimento di un pubblico eterogeneo, dalle famiglie ai cinefili piĂą devoti. Tra le esecuzioni previste, si annoverano i temi portanti di saghe che hanno segnato la storia dello spettacolo come “Indiana Jones”, “Harry Potter” e “Star Wars”, senza dimenticare l’epos de “Il Gladiatore” e la dinamicitĂ  narrativa di “Pirati dei Caraibi”. La proposta musicale si arricchisce inoltre con le atmosfere oniriche dell’universo Disney, dimostrando la versatilitĂ  degli orchestrali nel gestire registri differenti. Gli arrangiamenti originali, curati dallo stesso Molinelli, permettono di esaltare la timbrica dei singoli strumenti, offrendo una veste inedita a brani che solitamente fruiamo attraverso lo schermo cinematografico.

L’omaggio ai maestri italiani della musica per film

Uno dei momenti piĂą attesi di questo appuntamento di Terremerse 2026 riguarda il tributo dedicato ai giganti della musica italiana conosciuti in tutto il mondo. Ennio Morricone, Nino Rota e Nicola Piovani occupano un posto privilegiato in scaletta, a sottolineare quanto la cultura del nostro Paese abbia contribuito a forgiare l’identitĂ  sonora del cinema internazionale. Le note di questi maestri risuoneranno tra i palazzi di Avezzano, offrendo un’occasione unica per riflettere sulla ereditĂ  musicale che ha accompagnato le pellicole di registi come Federico Fellini, Sergio Leone e Roberto Benigni.

La direzione artistica di Molinelli gioca un ruolo determinante nel dosare le emozioni. L’orchestra è chiamata a una prova di grande precisione tecnica, alternando momenti di forte impatto sonoro a passaggi caratterizzati da un lirismo sommesso e delicato. La sfida è quella di mantenere alta la tensione emotiva anche in assenza delle immagini originali, puntando tutto sulla capacitĂ  evocativa del suono puro.

“Le colonne sonore non appartengono unicamente ai film, ma sono parte integrante del nostro vissuto emotivo”, ha dichiarato Roberto Molinelli in vista dell’esibizione. Il maestro ha ribadito come queste melodie abbiano la straordinaria facoltĂ  di far rivivere ricordi, amori e sogni, trasformando la piazza in uno spazio intimo e corale allo stesso tempo.

Il festival Terremerse 2026, con questa seconda tappa, conferma la validitĂ  di un progetto che punta sulla trasversalitĂ . L’idea è quella di unire, attraverso la qualitĂ  artistica, discipline apparentemente lontane come il teatro e la musica sinfonica, inserendole armoniosamente nel tessuto urbano avezzanese. Il successo di questa formula risiede nella volontĂ  di rendere l’arte un bene condiviso, capace di abbattere le barriere generazionali. Al termine di questa serata, il bilancio dell’evento appare nettamente positivo, ribadendo il ruolo di Avezzano non solo come centro commerciale della Marsica, ma come polo fondamentale per la diffusione della cultura nel cuore dell’Appennino.

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Bellegra si prepara alla seconda edizione di “Eccellenze in Tour” tra sapori locali e musica

🎻 Sabato 25 luglio Bellegra si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto con la seconda edizione di Eccellenze in Tour tra street food, artigianato e musica. Una serata imperdibile nel fresco dei Monti Prenestini per assaporare il meglio della produzione locale laziale.

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#Bellegra #Lazio #EccellenzeInTour #EventiLazio

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Locandina Evento

Bellegra, il balcone panoramico della provincia di Roma, si prepara a vivere una delle serate piĂą attese dell’estate prenestina. Sabato 25 luglio, a partire dalle ore 19, il centro storico del borgo sarĂ  teatro della seconda edizione di “Eccellenze in Tour”, una manifestazione che punta i riflettori sulle tradizioni culinarie e sulla maestria artigianale del Lazio. L’iniziativa, curata meticolosamente dalla Pro Loco di Bellegra, trasformerĂ  le caratteristiche piazze e le vie del paese in una vetrina a cielo aperto per le piccole imprese locali.

Il borgo di Bellegra, situato a oltre ottocento metri di altitudine, offre in questo periodo una temperatura ideale per ospitare eventi all’aperto, permettendo ai visitatori di godere del fresco serale a breve distanza dalla Capitale. La manifestazione non è una semplice sagra, ma un percorso dinamico che si snoda tra i vicoli che portano verso il cuore del centro storico, dove la storia medievale si fonde con l’ospitalitĂ  contemporanea.

Un viaggio tra i sapori del territorio laziale

Il cuore pulsante dell’evento sarĂ  il percorso enogastronomico, studiato per soddisfare ogni palato. Gli stand di street food proporranno rivisitazioni moderne di piatti che affondano le radici nella cultura rurale della zona. Tra i protagonisti assoluti figurano il Pecorino Romano DOP e l’Abbacchio Romano IGP, prodotti che rappresentano l’identitĂ  zootecnica di una vasta area tra i Monti Prenestini e i Monti Simbruini.

Oltre ai grandi classici, gli avventori potranno assaggiare le produzioni di nicchia: miele locale, confetture biologiche e formaggi di pecora lavorati secondo tecniche che si tramandano da generazioni. L’obiettivo degli organizzatori è accorciare la filiera, portando il consumatore a contatto diretto con chi lavora quotidianamente la terra. Lungo tutto il percorso saranno disposti i mercatini dell’artigianato, dove la creativitĂ  troverĂ  spazio in oggetti in legno, tessuti ricamati a mano e manufatti in ceramica che raccontano la storia artistica del territorio laziale.

Musica e intrattenimento nel borgo di Bellegra

La componente gastronomica sarĂ  affiancata da un programma musicale studiato per animare le zone piĂą rappresentative del paese. Un dj set itinerante accompagnerĂ  i visitatori durante tutto il tour, creando un sottofondo che mescola ritmi contemporanei e atmosfere festose. Si partirĂ  dai punti di accesso principali, come Piazza del Sanatorio e le vie limitrofe alla storica Chiesa di San Sisto, per poi coinvolgere le piazze panoramiche che offrono una vista mozzafiato sulla Valle del Sacco.

La manifestazione rappresenta una spinta importante per l’economia locale, che trova nel turismo di prossimitĂ  una risorsa fondamentale. Le attivitĂ  commerciali, i bar e i ristoratori di Bellegra si preparano ad accogliere un flusso costante di curiosi e buongustai in arrivo dalle province di Roma e Frosinone, desiderosi di trascorrere un fine settimana alternativo. La scelta di posizionare l’evento in una serata di fine luglio risponde alla necessitĂ  di valorizzare i borghi dell’entroterra laziale, spesso oscurati dai flussi turistici balneari ma ricchi di un potenziale umano e culturale che merita di essere conosciuto.

L’impegno della Pro Loco locale si inserisce in una strategia piĂą ampia di promozione territoriale che vede Bellegra attiva su piĂą fronti, dai percorsi naturalistici ai cammini religiosi. “Eccellenze in Tour” è la dimostrazione che, attraverso la collaborazione tra associazioni, istituzioni e produttori, è possibile creare occasioni di aggregazione che diventano volano per il turismo di qualitĂ . L’invito per tutti è quello di arrivare in paese giĂ  dal pomeriggio, per osservare i preparativi e godere della vista panoramica che ha reso celebre Bellegra in tutto il Lazio. Non serve prenotazione per accedere alle aree della manifestazione, ma si consiglia di giungere in anticipo per parcheggiare con tranquillitĂ  nelle zone adibite ai margini del nucleo storico e imboccare il tour all’orario d’inizio.

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Fondo di solidarietĂ  comunale, allarme per i ritardi nei pagamenti agli enti locali

📢 I sindaci abruzzesi lanciano l’allarme per i ritardi nei fondi statali che rischiano di paralizzare i servizi essenziali per i cittadini. La denuncia del presidente di ALI Abruzzo, Alessandro Paglia, accende i riflettori su una crisi di liquiditĂ  che colpisce soprattutto i piccoli centri.

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#Abruzzo #EntiLocali #Politica #Comuni

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Alessandro-Paglia

L’Aquila – La tenuta economica dei municipi abruzzesi torna al centro del dibattito politico regionale. Da Pescara a Teramo, passando per i piccoli centri montani dell’entroterra aquilano e chietino, la preoccupazione tra i sindaci è palpabile. A sollevare il caso è Alessandro Paglia, presidente di ALI Abruzzo, l’associazione che riunisce i comuni della regione, il quale ha denunciato pubblicamente i pesanti ritardi nell’erogazione dei fondi di solidarietà comunale. Una situazione che rischia di paralizzare l’erogazione di servizi essenziali per le comunità locali, già messe a dura prova dalla carenza cronica di risorse umane e finanziarie.

La crisi di liquiditĂ  che blocca i servizi essenziali

Il meccanismo alla base del problema è legato ai trasferimenti statali, gestiti dal Ministero dell’Interno, che dovrebbero garantire una base finanziaria solida per la gestione ordinaria dei comuni. Nonostante il decreto governativo firmato lo scorso mese, volto a sbloccare la prima rata del fondo – pari al 66% del totale e attesa originariamente per il mese di maggio – le casse comunali restano vuote. Questo stallo burocratico non rappresenta un mero intoppo amministrativo, ma si traduce in un blocco operativo concreto.

Tra le vie dei centri storici, dalla Valle Peligna alla costa adriatica, gli amministratori si trovano a dover fronteggiare una pressione crescente. Paglia è netto nel descrivere lo scenario: molti enti sono costretti a intaccare le proprie disponibilità di cassa o a ricorrere sistematicamente alle anticipazioni di tesoreria per coprire le spese correnti e garantire il funzionamento di scuole, trasporti pubblici e politiche sociali. Il rischio, in molti comuni abruzzesi, è quello di non riuscire a garantire la continuità dei servizi minimi, costringendo i cittadini a subire le conseguenze di una gestione finanziaria centrale poco attenta alle dinamiche periferiche.

Le tensioni di cassa alimentate dal PNRR

Il peso dei ritardi legati al Fondo di solidarietà comunale non arriva in isolamento. La situazione si innesta, infatti, su una condizione già precaria causata dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Molti comuni abruzzesi hanno dovuto anticipare ingenti somme proprie per avviare e proseguire i cantieri finanziati dal PNRR, in attesa dei rimborsi previsti dal governo. La combinazione tra i ritardi ministeriali e l’esborso forzato per le opere pubbliche sta creando una tensione di cassa che Paglia definisce insostenibile.

Il presidente di ALI Abruzzo punta il dito contro quello che considera un atteggiamento sbagliato da parte dell’esecutivo nazionale, accusato di trattare le casse comunali come un bancomat da cui attingere in caso di necessitĂ , salvo poi dimenticare le scadenze nei trasferimenti. “I comuni non sono il bancomat del governo”, ribadisce Paglia, sottolineando come questa inefficienza colpisca in modo sproporzionato i piccoli centri. Le aree interne, caratterizzate da una ridotta capacitĂ  fiscale e da un tessuto economico fragile, sono le prime a soffrire quando il flusso di denaro pubblico si interrompe, poichĂ© mancano di ammortizzatori finanziari sufficienti a compensare le mancanze dello Stato centrale.

La richiesta di un intervento immediato per i comuni abruzzesi

L’appello lanciato da ALI Abruzzo è un monito rivolto direttamente al dicastero guidato da Matteo Piantedosi affinchĂ© si proceda, nel minor tempo possibile, al trasferimento delle somme spettanti. Il carattere di urgenza è dettato dalla necessitĂ  di proteggere le fasce di popolazione piĂą vulnerabili, che dipendono direttamente dall’erogazione dei servizi sociali comunali. Restare senza liquiditĂ  significa, nei fatti, sospendere assistenze domiciliari, interventi per la disabilitĂ  e supporti alle famiglie in difficoltĂ  che risiedono in comuni come quelli dell’Alta Valle del Sangro o della Marsica, giĂ  gravati da dinamiche di spopolamento.

La denuncia di Paglia si chiude con una richiesta di trasparenza e puntualitĂ . Il sistema dei trasferimenti erariali deve tornare a essere un pilastro di certezza e non una variabile dipendente da inefficienze ministeriali. Il ritorno alla regolaritĂ  dei pagamenti non è solo una questione contabile, ma una necessitĂ  di civiltĂ  amministrativa che deve permettere agli enti di programmare le proprie attivitĂ  senza l’assillo quotidiano della mancanza di fondi. Il futuro dei piccoli centri, spina dorsale del territorio abruzzese, dipende dalla capacitĂ  del governo di sanare questa ferita istituzionale prima che l’inefficienza diventi una condizione strutturale bloccante.

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