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Territorio

Fondo di solidarietà comunale, allarme per i ritardi nei pagamenti agli enti locali

📢 I sindaci abruzzesi lanciano l’allarme per i ritardi nei fondi statali che rischiano di paralizzare i servizi essenziali per i cittadini. La denuncia del presidente di ALI Abruzzo, Alessandro Paglia, accende i riflettori su una crisi di liquidità che colpisce soprattutto i piccoli centri.

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#Abruzzo #EntiLocali #Politica #Comuni

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Alessandro-Paglia

L’Aquila – La tenuta economica dei municipi abruzzesi torna al centro del dibattito politico regionale. Da Pescara a Teramo, passando per i piccoli centri montani dell’entroterra aquilano e chietino, la preoccupazione tra i sindaci è palpabile. A sollevare il caso è Alessandro Paglia, presidente di ALI Abruzzo, l’associazione che riunisce i comuni della regione, il quale ha denunciato pubblicamente i pesanti ritardi nell’erogazione dei fondi di solidarietà comunale. Una situazione che rischia di paralizzare l’erogazione di servizi essenziali per le comunità locali, già messe a dura prova dalla carenza cronica di risorse umane e finanziarie.

La crisi di liquidità che blocca i servizi essenziali

Il meccanismo alla base del problema è legato ai trasferimenti statali, gestiti dal Ministero dell’Interno, che dovrebbero garantire una base finanziaria solida per la gestione ordinaria dei comuni. Nonostante il decreto governativo firmato lo scorso mese, volto a sbloccare la prima rata del fondo – pari al 66% del totale e attesa originariamente per il mese di maggio – le casse comunali restano vuote. Questo stallo burocratico non rappresenta un mero intoppo amministrativo, ma si traduce in un blocco operativo concreto.

Tra le vie dei centri storici, dalla Valle Peligna alla costa adriatica, gli amministratori si trovano a dover fronteggiare una pressione crescente. Paglia è netto nel descrivere lo scenario: molti enti sono costretti a intaccare le proprie disponibilità di cassa o a ricorrere sistematicamente alle anticipazioni di tesoreria per coprire le spese correnti e garantire il funzionamento di scuole, trasporti pubblici e politiche sociali. Il rischio, in molti comuni abruzzesi, è quello di non riuscire a garantire la continuità dei servizi minimi, costringendo i cittadini a subire le conseguenze di una gestione finanziaria centrale poco attenta alle dinamiche periferiche.

Le tensioni di cassa alimentate dal PNRR

Il peso dei ritardi legati al Fondo di solidarietà comunale non arriva in isolamento. La situazione si innesta, infatti, su una condizione già precaria causata dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Molti comuni abruzzesi hanno dovuto anticipare ingenti somme proprie per avviare e proseguire i cantieri finanziati dal PNRR, in attesa dei rimborsi previsti dal governo. La combinazione tra i ritardi ministeriali e l’esborso forzato per le opere pubbliche sta creando una tensione di cassa che Paglia definisce insostenibile.

Il presidente di ALI Abruzzo punta il dito contro quello che considera un atteggiamento sbagliato da parte dell’esecutivo nazionale, accusato di trattare le casse comunali come un bancomat da cui attingere in caso di necessità, salvo poi dimenticare le scadenze nei trasferimenti. “I comuni non sono il bancomat del governo”, ribadisce Paglia, sottolineando come questa inefficienza colpisca in modo sproporzionato i piccoli centri. Le aree interne, caratterizzate da una ridotta capacità fiscale e da un tessuto economico fragile, sono le prime a soffrire quando il flusso di denaro pubblico si interrompe, poiché mancano di ammortizzatori finanziari sufficienti a compensare le mancanze dello Stato centrale.

La richiesta di un intervento immediato per i comuni abruzzesi

L’appello lanciato da ALI Abruzzo è un monito rivolto direttamente al dicastero guidato da Matteo Piantedosi affinché si proceda, nel minor tempo possibile, al trasferimento delle somme spettanti. Il carattere di urgenza è dettato dalla necessità di proteggere le fasce di popolazione più vulnerabili, che dipendono direttamente dall’erogazione dei servizi sociali comunali. Restare senza liquidità significa, nei fatti, sospendere assistenze domiciliari, interventi per la disabilità e supporti alle famiglie in difficoltà che risiedono in comuni come quelli dell’Alta Valle del Sangro o della Marsica, già gravati da dinamiche di spopolamento.

La denuncia di Paglia si chiude con una richiesta di trasparenza e puntualità. Il sistema dei trasferimenti erariali deve tornare a essere un pilastro di certezza e non una variabile dipendente da inefficienze ministeriali. Il ritorno alla regolarità dei pagamenti non è solo una questione contabile, ma una necessità di civiltà amministrativa che deve permettere agli enti di programmare le proprie attività senza l’assillo quotidiano della mancanza di fondi. Il futuro dei piccoli centri, spina dorsale del territorio abruzzese, dipende dalla capacità del governo di sanare questa ferita istituzionale prima che l’inefficienza diventi una condizione strutturale bloccante.

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Territorio

A L’Aquila il Forum Leader 2026: i GAL chiedono più peso sui fondi UE, Imprudente porta le istanze al tavolo nazionale dell’Agricoltura

A L’Aquila si apre il Forum Leader 2026: oltre 80 Gruppi di Azione Locale da tutta Italia riuniti a Palazzo Spaventa per chiedere un ruolo centrale nella futura programmazione dei fondi europei per l’agricoltura 2028-2034. Il presidente del Gal Gran Sasso Velino Paolo Federico lancia l’appello per il rilancio delle aree interne, raccolto dal vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente e dal presidente Uncem Marco Bussone. I laboratori tematici, gli interventi istituzionali e le proposte nell’approfondimento di Cavaliere News:👇

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forum leader laquila gal

L’Aquila – Il riscatto, la tenuta demografica e il futuro produttivo delle terre alte e dei borghi rurali italiani passano attraverso una governance partecipata capace di unire istituzioni locali, aziende agricole e forze vive del territorio. Si è aperta ufficialmente a L’Aquila, nella prestigiosa cornice di Palazzo Spaventa, la prima giornata del «Forum Leader 2026», il grande summit nazionale che riunisce fino a venerdì 30 ottobre i massimi vertici e i tecnici di oltre 80 dei 200 Gruppi di Azione Locale (GAL) attivi nella penisola. L’evento, promosso e organizzato dal GAL Gran Sasso Velino nel contesto delle celebrazioni per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, si impone come un crocevia strategico per definire la rotta dello sviluppo rurale e rivendicare un ruolo da protagonisti nella futura ripartizione dei fondi comunitari.

«I GAL vogliono e devono contare di più: rappresentano un modello snello, trasparente ed efficace che parte dal basso e che dimostra nei fatti di funzionare», ha esordito con determinazione Paolo Federico, presidente del GAL Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli. Il messaggio lanciato dal capoluogo abruzzese punta dritto alla tutela dell’iniziativa comunitaria Leader nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC), per scongiurare che i tagli e le rimodulazioni dei fondi penalizzino le aree interne, unendo la voce delle montagne a una visione di crescita che richiama analoghe sfide di valorizzazione del territorio come quelle affrontate per le comunità e l’identità civica dei borghi a Carsoli.

L’impegno di Emanuele Imprudente e la svolta della programmazione europea 2028-2034

La richiesta avanzata dai partenariati territoriali ha trovato un’immediata sponda istituzionale nelle parole del vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: «I GAL sono diventati il vero motore propulsore delle aree interne e dovranno necessariamente avere voce in capitolo in vista della prossima programmazione europea 2028-2034. Sono pronto a portare ufficialmente le loro istanze e le loro proposte all’interno della Commissione Politica Agricola Nazionale, per garantire che le peculiarità dei nostri territori siano salvaguardate a Roma e a Bruxelles».

Imprudente ha inoltre tracciato il quadro delle complesse sfide future legate all’architettura finanziaria dell’Unione Europea: «Ci attende una trasformazione profonda: la programmazione comunitaria post-2027 vedrà modifiche radicali nei criteri di allocazione delle risorse, si discute apertamente di fondo unico e della revisione dei pilastri storici della PAC. Per non subire decisioni calate dall’alto, dobbiamo farci trovare uniti, pronti e con progetti solidi capaci di dare risposte tangibili alle piccole imprese agroalimentari, agli artigiani e ai sindaci delle comunità montane», istanze che riflettono l’esigenza di una nuova cultura delle competenze e della concertazione economica simile a quella promossa con la costituzione dell’ente bilaterale EBSI per l’innovazione.

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La voce dell’UNCEM con Marco Bussone e il ruolo strategico degli enti locali

Al centro della sessione plenaria è risuonato l’intervento di Marco Bussone, presidente nazionale dell’UNCEM (Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani): «La scommessa di saldare le energie pubbliche e private in un grande disegno europeo è la vera sfida del presente. I Comuni montani devono cooperare strettamente con le imprese e le associazioni datoriali per attirare investimenti, potenziare i servizi essenziali e combattere lo spopolamento. I GAL hanno svolto un lavoro straordinario in questa direzione, ma è indispensabile sostenere e rafforzare la struttura amministrativa dei piccoli enti locali, che spesso soffrono di una preoccupante carenza di organico».

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, evidenziando come «le aree interne rappresentino il baluardo identitario dell’Italia. Le crescenti difficoltà di vivibilità nelle grandi metropoli possono e devono trasformarsi in un’opportunità di ripopolamento per i nostri centri storici e per le frazioni montane, a patto di garantire infrastrutture moderne e connettività». A portare la testimonianza della Provincia dell’Aquila e di ANCI Abruzzo è stato il vicepresidente provinciale Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, che ha rimarcato la necessità per i territori interni di fare squadra e superare ogni campanilismo, un senso di comunità che anima storicamente i borghi dell’Abruzzo come testimoniato dall’impegno solidale per l’accoglienza dei minori a Rapino.

I laboratori tematici su attrattività, turismo sostenibile e nuove generazioni

La tre giorni aquilana si articola attraverso sessioni operative e tavoli tecnici di alto profilo scientifico. Tra i momenti più partecipati della mattinata figurano i tre laboratori tematici: il primo, incentrato sulle «Strategie e politiche per la montagna nel panorama europeo», ha visto i contributi di Franco Salvatori (presidente emerito Società Geografica Italiana), Rino Talucci (GAL Abruzzo Italico-Alto Sangro) e Raffaella Di Napoli (Rete PAC 2). Il secondo panel, dedicato alle «Condizioni di attrattività della montagna», ha visto gli interventi di Simone Bozzato (Università Tor Vergata), Gianluca Macchi (GAL Valtellina), Lorenzo Berardinetti (presidente regionale UNCEM e sindaco di Sante Marie), Rosaria Olevano (Slow Food Castanicoltori) e Susanna Gardiol (GAL Escartons e Valli Valdesi).

Particolarmente vivace anche il dibattito sul «Turismo rurale: risorsa o illusione?», coordinato da Pierluigi Magistri (Associazione Geografi Italiani), Antonio Nicoletti (responsabile nazionale aree protette di Legambiente) e Carlo Ricci (GAL Majella Verde e Costa dei Trabocchi). I lavori della sessione pomeridiana registrano inoltre la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, Luigi D’Eramo, e del Capo Dipartimento Masaf Giuseppe Blasi, a valle di una proficua giornata preliminare di capacity building che ha visto circa 30 giovani ricercatori universitari confrontarsi sul campo con i direttori dei GAL, a testimonianza di una rinnovata vitalità scientifica e sociale che unisce la formazione giovanile e l’inclusione territoriale, valore centrale celebrato anche nelle iniziative associative e sportive del CSI dell’Aquila.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Piana del Cavaliere

Carsoli riorganizza la toponomastica a Poggio Cinolfo: nasce Largo Santa Fortunia nel cuore del borgo e torna Largo delle Scuole

Riorganizzazione toponomastica a Poggio Cinolfo: la Giunta comunale di Carsoli approva la proposta della Pro Loco Aginulfo presieduta da Domenico De Santis. Nasce Largo Santa Fortunia nel cuore del borgo antico, tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni a pochi passi dalle spoglie custodite nella Chiesa di Santa Maria Assunta, mentre l’area delle ex scuole torna alla denominazione storica di Largo delle Scuole. L’iter burocratico con Prefettura dell’Aquila e Soprintendenza in vista dell’inaugurazione per le Feste Patronali di maggio 2027. Tutti i dettagli su Cavaliere News:👇

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Poggio Cinolfo

Carsoli – La memoria storica, l’identità devozionale e il legame profondo con le radici comunitarie si fondono nel nuovo assetto urbano della frazione di Poggio Cinolfo. La Giunta comunale di Carsoli ha ufficialmente approvato un’importante delibera per la riorganizzazione toponomastica del paese, accogliendo con favore la circostanziata proposta avanzata dalla Pro Loco AGINULFO APS. Il provvedimento ridefinisce gli spazi pubblici del borgo, disponendo la nuova intitolazione dello slargo compreso tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni alla Santa Patrona del paese, Santa Fortunia, e sancendo al contempo il ripristino della denominazione storica di «Largo delle Scuole» per l’area di Via Aginulfo che attualmente ne portava il nome.

L’iniziativa prende le mosse da una formale istanza presentata lo scorso 24 luglio 2026 dal legale rappresentante dell’associazione Pro Loco, Domenico De Santis, a seguito di un’apposita risoluzione adottata all’unanimità dal Consiglio Direttivo del sodalizio civico. L’obiettivo primario era rimediare a una collocazione toponomastica considerata marginale rispetto al centro vitale della comunità, ricollocando la memoria della Protettrice in un luogo di maggiore respiro storico e prossimità spirituale, una cura per l’identità locale che si affianca alle grandi iniziative di coesione sociale e partecipazione promosse nella provincia aquilana come il corso per operatori sportivi nella disabilità promosso dal CSI dell’Aquila.

Il legame con la Chiesa di Santa Maria Assunta e le spoglie giunte nel 1808

La motivazione cardine alla base del cambio di intitolazione affonda le proprie radici nella plurisecolare devozione dei fedeli di Poggio Cinolfo. Lo slargo individuato tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni sorge infatti nel cuore più suggestivo e antico del centro storico, in diretta corrispondenza prospettica con la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. È proprio all’interno del sacro tempio che sono custodite, venerate e custodite con fervore le sacre spoglie di Santa Fortunia Martire, giunte trionfalmente a Poggio Cinolfo l’8 maggio 1808 tra il tripudio dell’intera popolazione.

La denominazione attualmente in vigore risaliva a una deliberazione municipale datata 22 dicembre 2006, la quale aveva attribuito il nome della Patrona al piazzale situato nelle immediate adiacenze del complesso delle ex scuole elementari. Se da un lato quel provvedimento intendeva tributare un doveroso omaggio alla Santa, dall’altro aveva allontanato la toponomastica sacra dal perimetro ecclesiale, cancellando al contempo un riferimento caro alla memoria scolastica di generazioni di residenti, confermando come la tutela delle radici culturali rappresenti un valore imprescindibile per la comunità locale, al pari dell’impegno civile evidenziato nei borghi d’Abruzzo come per l’accoglienza dei bambini ucraini a Rapino.

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L’iter burocratico: i pareri della Prefettura dell’Aquila e della Soprintendenza

L’approvazione dell’atto di indirizzo da parte dell’esecutivo carsolano avvia ora l’iter autorizzativo prescritto dalla severa normativa in materia di toponomastica stradale. L’esecutività delle variazioni deliberate è infatti subordinata al rilascio dei nulla osta da parte delle autorità governative e di tutela del patrimonio storico. In particolare, l’assegnazione del nuovo toponimo di «Largo Santa Fortunia» all’area tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni richiede il formale assenso del Prefetto dell’Aquila, organo competente alla verifica della regolarità delle intitolazioni pubbliche.

Parallelamente, la revoca e il contestuale ripristino dell’antico toponimo «Largo delle Scuole» per il piazzale di Via Aginulfo necessita della specifica autorizzazione del Ministero della Cultura per il tramite della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, trattandosi della rettifica di una denominazione storica ultradecennale. Un percorso procedurale rigoroso che riflette il rispetto delle regole istituzionali, elemento indispensabile per la salvaguardia della memoria civile del territorio, concetto di legalità e rigore istituzionale più volte ribadito anche nel dibattito pubblico sui valori costituzionali e la memoria istituzionale analizzati da Luca Sforzini.

Obiettivo maggio 2027: l’inaugurazione solenne per le Feste Patronali

La volontà espressa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco di Carsoli è quella di completare tutti i passaggi istruttori nei tempi tecnici necessari, così da coordinare l’opera di riqualificazione visiva e l’apposizione delle nuove targhe toponomastiche con le ricorrenze più care alla collettività. Il traguardo fissato è la programmazione della solenne cerimonia di inaugurazione ufficiale del rinnovato Largo Santa Fortunia in occasione delle Feste Patronali della seconda domenica di maggio 2027, momento in cui l’intero borgo si raccoglie tradizionalmente attorno alla propria Santa Protettrice.

Con questa operazione, Carsoli e Poggio Cinolfo dimostrano come la cura del territorio passi anche attraverso l’armonizzazione della toponomastica, capace di restituire coerenza geografica alla devozione religiosa e di preservare al tempo stesso i toponimi laici e civici legati alla storia dell’istruzione pubblica locale, valorizzando un patrimonio di appartenenza che si specchia nei talenti e nell’orgoglio dell’Abruzzo intero, virtù raccontate anche nella storia d’eccellenza scientifica del professore Marco Di Antonio tornato da Londra a Teramo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Territorio

Ortona, all’Auditorium Zambra arriva «Il Condominio»: la stand up comedy di Cinzia Spanò tra chat WhatsApp, delazione e comicità feroce

Al Cinema Auditorium Zambra di Ortona (Chieti) martedì 3 novembre alle 20:45 arriva «Il Condominio»: la stand up comedy brillante e dissacrante di e con Cinzia Spanò curata da Unaltroteatro. Dalla delazione sui gruppi WhatsApp alla caccia al nemico teorizzata da Umberto Eco, uno spaccato grottesco della società contemporanea per ridere delle nostre nevrosi 👇

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Condominio

Ortona (Chieti) – Le chat di gruppo su WhatsApp come specchio deformante e grottesco delle nevrosi contemporanee, microscopico laboratorio sociologico dove l’intolleranza si maschera da senso civico e la ricerca ossessiva del nemico diventa carburante per una comunità paranoica. Prosegue a vele spiegate la stagione teatrale presso il Cinema Auditorium Zambra di Ortona, curata con passione e sguardo innovativo dalla compagnia Unaltroteatro di Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio. Il prossimo 3 novembre 2026 alle ore 20:45, il palcoscenico abruzzese ospiterà «Il condominio – Uno spettacolo superficiale con qualcosa da dire», graffiante monologo di stand up comedy scritto e magistralmente interpretato da Cinzia Spanò.

Attrice, drammaturga e attivista tra le più autorevoli e stimate della scena teatrale e civile italiana, Cinzia Spanò porta sul palco un affresco drammaticamente comico della quotidianità urbana. L’opera prende le mosse dalle dinamiche esasperate di un tipico stabile residenziale milanese, dove la banalità delle lamentele quotidiane – dal sacchetto della plastica conferito nella carta all’ascensore lasciato aperto al piano – si trasforma in un micidiale dispositivo di delazione, bullismo virtuale e caccia alle streghe.

L’appuntamento arricchisce la straordinaria fioritura artistica dell’autunno abruzzese, collegandosi idealmente ai cartelloni di ricerca musicale e drammaturgica del territorio, dalla prestigiosa rassegna de I Concerti del Giovedì al Teatro Caniglia di Sulmona fino alle suggestioni filosofiche del Mattutino di Luca Sforzini sul valore della maschera e dell’esistenza.

La genesi durante il lockdown: dalla delazione su WhatsApp alla scrittura teatrale

La scintilla che ha dato vita allo spettacolo è scoccata durante i mesi di isolamento della pandemia, quando l’autrice ha iniziato a osservare con occhio clinico e distaccato il flusso incessante di messaggi che invadeva la chat del proprio palazzo a Milano. Quello che doveva essere un semplice strumento di servizio per comunicazioni condominiali si è rivelato ben presto un ricettacolo di veleni, sospetti incrociati e accuse infamanti contro ignari vicini di casa, spesso colpevoli soltanto di non far parte della cricca attiva del gruppo.

Da qui è maturata una riflessione illuminante: nel microcosmo della scala condominiale si riproducono esattamente le stesse fratture ideologiche e sociali che regolano il mondo globale, rese semplicemente più visibili e violente perché compresse in pochi metri quadrati. Il gruppo sente l’urgenza viscerale di compattarsi attraverso l’individuazione di un capro espiatorio, evocando la celebre intuizione di Umberto Eco sulla necessità psicologica di «costruire il nemico» per definire la propria identità.

I bersagli privilegiati di questa furia moralizzatrice sono immancabilmente «i nuovi»: non soltanto i nuovi inquilini appena arrivati, ma chiunque appaia non conforme o straniero al nucleo dominante della chat. L’intolleranza esibita, spacciata per rispetto delle regole, finisce così per generare un caos sociale infinitamente più distruttivo dell’ordine che dichiara di voler difendere.

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Il coraggio dell’umorismo: ridere delle nostre meschinità per liberarsene

Di fronte a questo crescendo di aggressività verbale e frustrazione digitale animata sempre dai soliti quattro o cinque condomini iperattivi – mentre la maggioranza silenziosa assiste passiva senza intervenire – Cinzia Spanò ha scelto la via maestra della satira teatrale: non abbandonare sdegnata il gruppo, ma trasformare quella sequela di sfoghi sgrammaticati in materia viva per il palcoscenico, riderne collettivamente e, solo alla fine, cliccare liberatoriamente sul tasto «esci dal gruppo».

La comicità dissacrante di Il Condominio diventa così uno strumento di disinnesco terapeutico, invitando gli spettatori a riconoscersi con una risata liberatoria nelle manie dei personaggi e a interrogarsi sui meccanismi di conformismo che governano le nostre comunità virtuali e reali.

Una drammaturgia brillante che riflette il valore dell’arte come luogo d’incontro e consapevolezza, affiancandosi alle grandi mobilitazioni di solidarietà e civiltà raccontate in queste ore in Abruzzo, come il progetto umanitario di Rapino per i bambini ucraini e la nascita di nuovi organismi a tutela delle persone come l’Ente Bilaterale EBSI per le professioni innovative.

Produzione Effimera e informazioni per i biglietti a Ortona

Lo spettacolo è prodotto da Effimera Produzioni, con l’attenta collaborazione di Valeria Perdonò come aiuto regia, l’allestimento tecnico curato da Giuliano Almerighi e il raffinato progetto grafico firmato da Giulia Maino. Una macchina produttiva impeccabile che valorizza il talento magnetico di Cinzia Spanò, capace di tenere il pubblico con il fiato sospeso tra una risata a denti stretti e un moto di indignazione etica.

Per assistere alla rappresentazione di martedì 3 novembre alle ore 20:45 presso l’Auditorium Zambra di Ortona è possibile contattare l’organizzazione chiamando il numero telefonico 085.8135184, inviando un messaggio WhatsApp al 375.5678433 oppure scrivendo una mail all’indirizzo ufficiale info@unaltroteatro.com.

Un appuntamento teatrale imperdibile per la stagione abruzzese, capace di coniugare il ritmo incalzante della comicità moderna con l’acutezza dell’inchiesta sociale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata.

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