Rimani in contatto con noi
#

Sport

Cosa spinge a praticare sport?

Lo sport è una scuola di vita, attraverso lo sport ci si plasma come un’opera d’arte.

Interessanti le risposte alla mia domanda: Cosa spinge le persone a fare sport, che è anche titolo di un mio libro edito da Aracne Editrice

Pubblicato

a

Runners

Lo sport è una scuola di vita, attraverso lo sport ci si plasma come un’opera d’arte.

Interessanti le risposte alla mia domanda: Cosa spinge le persone a fare sport, che è anche titolo di un mio libro edito da Aracne Editrice

Interessante la testimonianza di Rollo Aloisio:

Ciò che mi spinge a praticare sport è la continua e crescente voglia di migliorarmi, di confrontarmi con gli altri, di vincere per me stesso e per gli altri, di fare della mia vita un’opera d’arte, ma soprattutto lo pratico poiché, per alcuni come me, non si tratta di uno svago e/o di un passatempo bensì di una vera e propria esigenza di vita. Ritengo di non poter riuscire a immaginare la mia vita senza lo sport, priva di quelle sane esperienze che mi portano ad affrontare, con maggior naturalezza e maturità, varie problematiche che mi si presentano durante la vita.”

 

Per tante persone, dalla pratica dello sport da soli o in compagnia deriva il senso di benessere, uno “stare bene” che motiva le persone a fare sport.

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. Di seguito alcune risposte.

Davide Bassi: Inconsapevolmente la mia vita è cresciuta attorno allo sport, come una pianta di vite attorno al suo palo. Sinceramente oggi non mi domando perché lo faccio ma mi domando se potrei farne a meno e la risposta è sempre la stessa: no!

Dorotea Lo Cascio:La sensazione di benessere a 360 gradi! La magia che regalano le competizioni sane,”.

Matilde Staffa: “Il senso di benessere che si prova dopo aver corso per almeno un’ora e la soddisfazione dopo due ore di palestra! Lo sport cura corpo mente e spirito. È una fonte inesauribile di felicità”.

 

Perché fare sport? Per sperimentarsi, per mettersi in gioco, per raccontare, incontrare, confrontarsi, per sperimentare freddo e caldo, per apprendere dalla scuola della vita; questo è lo sport che vogliamo, di tutti e per tutti, senza età e con ogni modalità.

Una delle motivazioni che spinge le persone a fare sport è uscire dalla zona di confort, mettendosi in gioco, cercando di allenare il corpo e sviluppando resilienza.

Flavio Gioia: “Uno dei tanti motivi è la voglia di uscire dalla zona di comfort, per cercare di allenare il corpo e la mente e migliorare il tenore di vita. La costanza, la voglia di stressare il corpo per portarlo a ottenere una forma adeguata e il benessere psicofisico sono, secondo il mio modesto parere, tutte cause che invogliano a fare sport. Poi gli amici simpatici come Patrizio Di Antonio, Matteo Simone, Massimo Castellano e tanti altri sono l’altra causa che spinge i matti come noi a fare sport! Presto voglio tornare prima a camminare e poi a correre. C’ho nà voja che me se porta via!”.

Marco Soldati: “Spirito di sacrificio e alla fine tanta soddisfazione”.

Rolando Marzorati: “Fondamentalmente il passare degli anni non han mutato la mia spinta a fare sport, sono cambiati i riscontri in termine di prestazioni ma la voglia di mettermi in gioco con traguardi calibrati all’età è la stessa di quando avevo 20 anni”.

Massimo Castellano: “Grazie al grande motivatore, triatleta e psicologo dello sport, dott. Matteo Simone che spinge a fare sport aggregando tutti noi atleti e alla lettura dei suoi libri che invogliano a praticare sport affrontando con resilienza qualsiasi fatica per arrivare al traguardo”.

 

Si impara sempre dall’esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.

Praticando sport ci si accorge di poter fare qualcosa di importante, di raggiungere mete e obiettivi sfidanti, superare crisi e difficoltà.

Luca Parisi: “Le persone come te che danno valore alle persone che realizzano grandi oppure piccoli traguardi”.

Sandro Paduano: “La cosa più bella è sudare e raggiungere la meta che da calore alla vita e possiamo parlare fino all’infinito, amo lo sport”.

 

Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente.

Mimma Caramia: “Il senso di benessere e appagamento. La corsa mi dà quel senso di libertà, una sensazione di benessere che rimane incollata come una seconda pelle”.

Giampiera Farre Chanel: “La sensazione di libertà che si ha durante l’attività”.

Veronica Bellenna Mattioli: “Liberare la mente stressata e ritagliare quello spazio solo per te! Ecco perché mi avventuro a correre nel bosco”.

Natascia Panzavolta: “L’ attività sportiva nasce e si esprime come senso di libertà, io vivo così il mio sport, mi sento libera…libera di esprimere ciò che sono!”.

Jana Brafči: “Libertà e benessere assoluto durante e dopo”.

 

Per tanti attraverso lo sport si conosce gente, si fa gruppo, ci si confronta, è un’occasione per ridere, sorridere, divertirsi.

Michele Ricucci: “Fare nuove amicizie? Una Vita meno sedentaria e poltronosa? L’azione che ci rende agili, liberi di camminare con le nostre gambe verso cose belle e costruttive?”.

Francesco Di Pierro: “Noia, stress, crisi di mezza età, abitudine, edonismo, voglia di conosce gente. Siamo tutti diversi, non credo ci sia un motivo comune”.

Marco Maria Mongiardini‎: “Mi spinge il fatto di star bene, conoscere gente speciale, migliorare il proprio stile di vita e crescere a livello mentale”.

 

Per tanti lo sport diventa una medicina, una terapia naturale meglio di tanti altri farmaci a volte anche considerato meglio dello psicologo.

Chicca Falvo: “Tengo a bada il mio diabete tipo 1 e le complicanze”.

Michele D’Adamo: “È la medicina n. 1”.

Domenico Manzella: “Le scarpe da running costano meno dello psicologo”.

Gianluca Achille: “La corsa è terapia (per me). Per dirla alla Ernesto Calindri: ‘contro il logorio della vita quotidiana’.

 

Le motivazioni a fare sport sono le più disparate: performance, benessere, non ingrassare, dimagrire, conoscere gente, fuggire da casa e dai problemi.

Italo Merolli: “Matteo ciò che spinge le persone a praticarlo va sicuramente ricercato nell’aspetto motivazionale. E le motivazioni possono essere le più disparate”.

Carlo Spairani: “Il motivo opposto a quello che spinge le persone a stare sul divano…visioni diverse della vita”.

 

Lo sport aiuta a comprendere il significato dello sforzo e dell’impegno, aiuta a conoscersi sempre di più soprattutto nelle condizioni difficili dove si tratta di prendere decisioni e di andare avanti. Lo sport permette di comprendere l’unione del corpo, mente e cuore; l’importanza della passione, il credere nelle cose che si fanno, credere in se stessi.

Pierluigi Lops: “La pazzia. Lo sport è gioco e divertimento, ogni bambino o adulto ha dentro di sé la voglia di divertirsi e giocare fino a 80 anni. Lo sport, ma soprattutto la corsa, ti permette di scoprire ogni cellula del tuo corpo. La sensazione, mentre corri, è proprio quella di analizzare le sensazioni mentali e confrontarle con il tuo corpo con ogni movimento degli arti, con ogni contrazione muscolare e con ogni respiro”.

Bosco Giuseppe: “Ciao Matteo, non penso proprio sia la pazzia, io corro dal 1980, 40 anni di emozioni, sacrifici ma tante soddisfazioni, quando non corro mi sento uno schifo, la corse mi rigenera il corpo e la mente, mi rende di buono umore, anche se so bene che con l’età dovrò regolarmi negli allenamenti, ma finche’ avrò questa passione non mollerò, anzi non vedo l’ora che la situazione si sistema, per poter in rivedere tanti amici in gara, abbracciarli condividendo con loro quelle belle emozioni prima, durante e dopo la competizione. Auguri per il 2021 di corsa naturalmente”.

 

Per tanti c’è la voglia di provvedere alla propria salute, prevenire, promuovere sani abitudini, avere un salutare stile di vita, non ingrassare, tenersi in forma.

Criceteam: “Credo che la partenza sia un senso di inadeguatezza. Qualcosa nella nostra vita non ci piace, che sia qualche kg di troppo o altro. Poi scopri quanto è bello e non lasci più perché ti fa star bene“.

Luciano Ciurleo: “La voglia di volersi bene, la voglia di evadere dalla propria routine”.

Matteo Stelluti: “La bilancia”.

Paolo Giorgetta: “La panza …”.

 

Ringrazio Massimo Castellano per la sua poesia:

Grande Dott. Matteo Simone! Una poesia per le sue imprese: Forza Matteo! La tua amicizia rende gioiosa ogni volta che esci senza alcuna pigrizia, spesso con una volontà che solo chi ha resilienza vince a ogni partenza! Sei un amico di tutti e questo ci rende sempre più orgogliosi della tua bontà senza malizia, per il tuo modo di essere e vivere in piena amicizia. Donare per te un semplice sorriso è come praticare uno sport. Condividi emozioni vivendo i momenti più preziosi con tutti gli amici, alcuni campioni e altri tapascioni! La tua personalità non è fatta di apparenza, vivi per i valori, è questa la vera sostanza, il resto non ha importanza. Sei per tutti un grande esempio, come un maestro dai sempre il consiglio giusto. L’amica salita è il tuo motto, in ogni momento ci aiuti a non mollare per non piangerci addosso, sai come vincere ogni avversità con coraggio, con parole da saggio, augurandoci di arrivare vittoriosi al nostro traguardo! ❤”.

 


Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sport

L’oro storico che fa piangere di gioia la Ciociaria: Gabriele Di Sora vince in Thailandia e conquista il tetto del mondo nella Muay Thai

La Ciociaria vola sul tetto del mondo! 🇮🇹🥊 Il giovanissimo Gabriele Di Sora compie un’impresa leggendaria in Thailandia, conquistando la medaglia d’oro mondiale nella Muay Thai a soli 18 anni! 🏅✨ Un trionfo clamoroso che fa piangere di gioia Frosinone. Il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’atleta: “Simbolo di una terra sana e vincente”. Orgoglio immenso! ❤️ Leggi qui per scoprire i dettagli di questa notte storica per lo sport italiano! 👇

Pubblicato

a

Gabriele Di Sora vince in Thailandia

Frosinone – Esistono imprese sportive che superano i confini del ring per trasformarsi in leggende metropolitane, in storie di riscatto e di orgoglio capaci di infiammare il cuore di un’intera provincia. Quello che è accaduto a Bangkok, nel tempio indiscusso e sacro della Muay Thai, è un miracolo di determinazione, giovinezza e sacrificio. Un ragazzo frusinate di appena diciotto anni, Gabriele Di Sora, classe 2008, ha compiuto il capolavoro della vita laureandosi campione del mondo e conquistando una leggendaria medaglia d’oro nella categoria -57 kg. Un traguardo immenso che ha spinto le istituzioni locali a tributargli un omaggio solenne, trasformando la sua vittoria nell’emblema di una terra che sa lottare e sa vincere.

A farsi portavoce del profondo sentimento di commozione e orgoglio istituzionale che sta attraversando l’intera comunità è Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Attraverso una nota ufficiale, Quadrini ha voluto stringere in un abbraccio virtuale il giovanissimo campione, sottolineando la portata storica di un successo che va ben oltre il semplice dato statistico. Vincere nel paese in cui questa disciplina millenaria è nata e viene vissuta come una vera e propria religione rappresenta un’impresa epica, un evento che iscrive di diritto il nome di questo atleta ciociaro negli annali dello sport internazionale.

La gabbia della pressione spezzata da un cuore di soli 18 anni

Guardando al percorso che ha portato il giovane Gabriele sul gradino più alto del podio, si comprende l’eccezionalità della sua forza mentale. Affrontare il debutto internazionale a una simile età, lontano da casa, e sottoporsi a due settimane di preparazione estenuante e massacrante all’interno dei durissimi centri d’allenamento thailandesi, avrebbe potuto piegare chiunque. Di Sora, invece, ha dimostrato una disciplina, una tenacia e una maturità psicologica fuori dal comune. La finale contro l’atleta di casa, spinto dal tifo incessante del pubblico locale, è stata il capolavoro tattico e umano di un ragazzo che ha saputo trasformare la fatica in energia pura, non lasciando scampo al suo avversario.

“Questo straordinario traguardo illumina e dà prestigio all’intera provincia di Frosinone”, ha dichiarato con forza Gianluca Quadrini nel suo comunicato. Successi di questa portata sono la testimonianza tangibile di come la Ciociaria sia un vivaio inesauribile di eccellenze e di talenti puri. Quando i nostri giovani sono supportati da una passione autentica e da una dedizione feroce, non hanno timore di nessuno e possono guardare a testa alta il panorama sportivo mondiale. Gabriele è l’esempio plastico di una Ciociaria sana, pulita, che lavora in silenzio per raccogliere frutti straordinari.

Il miracolo delle palestre di periferia: dove si impara a diventare uomini

Dietro i riflessi dorati di una medaglia mondiale c’è sempre un mondo sommerso fatto di sudore, lacrime e legami umani indissolubili. Un plauso carico di gratitudine deve essere esteso all’ASD Maluma Martial Arts, ai maestri, ai tecnici e a tutto lo staff che ha curato la preparazione atletica e strategica del ragazzo, senza dimenticare il ruolo fondamentale della sua famiglia. Le associazioni sportive dilettantistiche del territorio rappresentano un presidio sociale e formativo insostituibile per le nostre comunità: sono luoghi magici in cui si insegna ai ragazzi il valore sacro del sacrificio, il rispetto profondo per l’avversario e l’etica del lavoro quotidiano.

La favola di Gabriele Di Sora è appena cominciata, ma le sue radici sono ben salde nella sua terra d’origine. “In qualità di Consigliere Provinciale e dirigente ANCI Lazio – ha concluso Quadrini – ribadisco l’impegno totale delle istituzioni nel sostenere e valorizzare le eccellenze locali, affinché lo sport continui a essere un volano di crescita culturale e d’immagine per le nostre comunità”. A questo straordinario ragazzo giunge il calore e l’augurio più affettuoso di un popolo intero: che questo oro in Thailandia sia solo il primo capitolo di una vita luminosa nel professionismo mondiale. La Ciociaria oggi cammina a un palmo da terra, fiera del suo piccolo, grande re del ring.

Continua a Leggere

Sport

Recensione libro “Dieci cuori Invictus” di Valentina Giordano

Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

Pubblicato

a

Cover Libro Invictus

Redazione-  Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

Quindi, in quello che si deve fare si può cercare qualcosa che può interessare, che può essere meno pesante e noioso, che può comunque servire, che può appassionare.

In questo libro di testimonianze di 10 amici quello che emerge è una vita super impegnata, fatta di rispetto di regole familiari e scolastiche ma anche di una passione sportiva con amici con i quali si condividono allenamenti, ci si conosce, ci si confronta, ci si sente liberi, e questo è il vantaggio dello sport, uno sport di gruppo guidati da un coach che risulta essere un educatore che si affianca ai genitori, ai professori.

In questo libro ci viene spiegata la vita quotidiana di ragazze e ragazzi che si incontrano, si divertono, si lamentano ma trovano uno scopo, un interesse, una passione. Un libro da pubblicizzare negli ambienti scolastici e sportivi.

Sophia: con sogni da realizzare con la consapevolezza che a questa età è sotto controllo dai genitori preoccupati per la sua educazione e il suo futuro. Ma lo sport aiuta a sentirsi libera a progettare sogni riferendosi a campioni che non hanno mollato. Importante l’amicizia che aiuta ad andare avanti, a confrontarsi, a sostenersi l’un l’altro.

Valentina: emerge l’importanza avere un’amica del gruppo e un gruppo di amici per divertirsi, confrontarsi, aiutarsi e lo sport aiuta sempre a conoscersi meglio nella determinazione per raggiungere obiettivi ritenuti importanti.

Paolo: apprezza la compagnai degli amici soprattutto nell’attività sportiva dove trova uno svago, un’opportunità per conoscersi, mettersi in gioco.

Vittoria: ha trovato la gioia e il piacere nell’essere coinvolta nella pratica dell’atletica nella squadra Invictus, la giornata può essere faticosa, noiosa, pesante ma prima o poi si faranno le 18.00 per incontrarsi per gli amici e allenarsi.

Nelle testimonianze dei ragazzi atleti si incrociano le storie e ognuno menziona l’altro come amica o amico, raccontando aneddoti simpatici e divertenti.

Gloria: sembra essere molto sensibile, empatica, altruistica e disposta a interessarsi all’altro, aiutarlo, dargli una mano scoprendo che altri hanno risorse nascoste. L’appuntamento delle 18,00 risulta essere il momento dell’incontro con gli altri.

Marco: per tutti la sveglia la mattina è il momento più difficile, bisogna alzarsi e iniziare a recarsi a scuola ma si sa che prima o poi arriveranno le 18.00 per incontrare il coach e gli altri, per essere in pista, per finire la giornata in bellezza.

Filippo: come tanti altri ragazzi deve alzarsi e fare in fretta per recarsi a scuola, anche lui come tanti proviene da un’altra città, come per alcuni altri uno dei genitori si è dovuto trasferire per lavoro e i ragazzi si sono dovuti adattare alla nuova città con nuove abitudini, amici, incontri, scoperte. Come altri ragazzi la giornata è piena di impegni ma prima o poi si fano le 18,00 ed è il loro momento, il loro fine giornata fantastico.

Michela, come alcuni altri ragazzi la sveglia comanda i ritmi e scandisce i tempi per recarsi a scuola e bene o male la mattinata passa e il pranzo si può consumare o meno con i genitori che al tempo d’oggi come tanti altri sono impegnatissimi ma è importante avere amici che sostengono e poi meno male che le 18,00 prima o poi arrivano per sentirsi parte di un gruppo e sentirsi liberi di esprimersi e mettersi in gioco in uno sport che piace e appassiona.

Walter: racconta che la vita non è facile a iniziare dalla sveglia e poi i trasferimenti da casa a scuola, ognuno il suo, motorino, bici, bus, in macchina con papà, poi si possono fare incontri piacevoli e spiacevoli, si può arrivare in ritardo ma tutto passa e finalmente le 18,00 davanti al coach per iniziare un allenamento in compagnia piacevole anche se faticoso.

Fortunato, il capitano: racconta del suo bisogno di trovare una persona da amare come gli raccontava suo nonno, descrive le polarità di ogni cosa, positivo e negativo che possono capitare a scuola, nelle relazioni, in famiglia e il grande vantaggio di fare sport nella sua squadra e spiega il significato del nome: “La parola ‘Invictus’ deriva dal latino e significa …comunemente, ‘invincibile’…Questa semplice parola racchiude in sé tantissimi concetti: trasmette un senso di forza interiore e resilienza, richiamando la capacità di rimanere integri di fronte alle avversità, senza lasciarsi sottomettere dal dolore, dalla paura o dalle difficoltà; … suggerisce una scelta consapevole di continuare a lottare, anche quando la vittoria sembra lontana, trasmettendo valori quali la determinazione e il coraggio”.

Dai racconti dei 10 ragazzi ‘Invictus’ emerge che la vita può essere faticosa, a iniziare dal risveglio mattutino con la sveglia per recarsi a scuola, un luogo che si deve andare perché bisogna studiare ma la giornata è piena di impegni e di relazioni, impegni più o meno piacevoli e spiacevoli e relazioni più o meno piacevoli e spiacevoli, dipende dai ragazzi cosa vogliono scegliere, cosa devono, possono e vogliono fare.

Ogni giorno i ragazzi si relazionano con la propria famiglia che può essere preoccupata, apprensiva, troppo rigida, troppo flessibile ma comunque c’è, è una guida per loro che devono trovarsi la propria strada, la propria indipendenza, le proprie passioni e amicizie.

Oltre ai genitori educatori vi sono gli inseganti che posso essere un rifermento dei ragazzi e possono coinvolgere o annoiare i ragazzi e le passioni diventano importanti per mettersi in gioco, per conoscere il proprio corpo, le proprie attitudini e per avere momenti di svago.

Anche il coach diventa un educatore di riferimento che può consigliare, suggerire, allenare i ragazzi e un gruppo di ragazzi, creando un ambiente accudente e interessante per loro, dove si possono ritrovare, confrontare, condividere fatiche e soddisfazioni.

https://www.amazon.it/DIECI-CUORI-INVICTUS-Valentina-Giordano/dp/B0H2FGNJSM

Continua a Leggere

Sport

Un’Italia da leggenda agli Europei di Nuoto: Sara Curtis disintegra il Record del Mondo! Argento in staffetta e doppio bronzo per Ceccon e Pilato

Il nuoto azzurro è nella leggenda! 🇮🇹 🥇 Una serata parigina a dir poco clamorosa agli Europei di Nuoto 2026: l’Italia si porta a casa un bottino pazzesco! A prendersi la scena è una mostruosa SARA CURTIS, che frantuma le avversarie e firma il nuovo RECORD DEL MONDO nei 50 dorso (26″63)! E non finisce qui: appena un’ora dopo, la piemontese trascina le compagne (Menicucci, Tarantino, Mao) a uno splendido Argento nella 4×100 stile. Ad arricchire il medagliere ci pensano Thomas Ceccon (200 dorso) e Benedetta Pilato (100 rana) con due Bronzi di puro cuore e talento. Orgogliosi dei nostri campioni? Festeggiamo insieme questa serata epica, leggete tutti i dettagli delle gare nel nostro articolo! 👇 🏊‍♀️ 💙

Pubblicato

a

Sara Curtis

Parigi  – Ci sono serate destinate a rimanere scolpite a caratteri cubitali negli annali dello sport tricolore. E quella di oggi, 12 agosto, è senza ombra di dubbio una di queste. Nella vasca infuocata degli Europei di Nuoto di Parigi 2026, l’Italia ha ruggito con la potenza di un leone, travolgendo gli avversari e portando a casa un bottino da sogno nella terza, attesissima giornata di finali. Se il nuoto azzurro ci aveva già abituati a grandi prestazioni, quanto accaduto stasera sotto il cielo parigino supera ogni più rosea aspettativa, consacrando definitivamente una nuova, immensa e inarrestabile stella assoluta: la piemontese Sara Curtis.

Sara Curtis riscrive la storia dell’umanità: un Record del Mondo spaziale

La scena se la prende tutta lei, con prepotenza e classe cristallina. Sara Curtis, scesa in vasca già galvanizzata dallo splendido bronzo conquistato in precedenza nei 100 stile libero, ha deciso di frantumare letteralmente le leggi della fisica e della biologia. Nella finalissima dei 50 dorso, l’azzurra non si è limitata a vincere l’oro continentale, ma ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo: ha stampato sul tabellone luminoso un mostruoso e inarrivabile 26″63. È Record del Mondo assoluto. Il boato del pubblico di Parigi ha accompagnato l’esultanza incredula e gioiosa della Curtis, capace di un tuffo, di una progressione e di un tocco finale rasenti la perfezione assoluta. Un primato che spazza via i fantasmi del passato e che proietta la ragazza piemontese di diritto nell’Olimpo immortale delle divinità del nuoto internazionale.

Il cuore oltre l’ostacolo: un argento di squadra pazzesco nella 4×100 stile libero

Come se non bastasse l’adrenalina per aver appena siglato un record planetario, la Curtis ha dimostrato di avere muscoli e testa d’acciaio. Appena un’ora dopo la sua storica impresa individuale, è tornata sui blocchi di partenza per trascinare le sue compagne di squadra nella durissima e spettacolare finale della staffetta 4×100 stile libero. E il miracolo azzurro si è ripetuto: il quartetto formato da Sara Curtis, Virginia Menicucci, Chiara Tarantino e Alessandra Mao ha nuotato con il cuore in gola, battagliando bracciata dopo bracciata, fino a toccare il muretto con l’eccezionale crono di 3’33″19. Un tempo che vale una medaglia d’argento pesantissima e bellissima, conquistata arrendendosi soltanto di fronte alla strapotenza inarrivabile del quartetto dell’Olanda.

I signori delle medaglie: Ceccon e Pilato non tradiscono le attese

Prima dell’esplosione agonistica della Curtis, il pomeriggio di Parigi si era già tinto pesantemente di azzurro grazie ai nostri “veterani” delle medaglie. Il vicentino Thomas Ceccon, con la consueta classe ed eleganza che lo contraddistinguono, è salito sul terzo gradino del podio nei 200 dorso. Il suo crono di 1’53″96 gli è valso un meritatissimo bronzo, chiudendo le sue fatiche alle spalle dell’ungherese Hubert Kos e del greco Apostolos Siskos.

Poco dopo, a far esplodere i tifosi italiani, ci ha pensato l’immensa tarantina Benedetta Pilato. La regina della rana azzurra ha lottato come una leonessa nella finale dei 100 rana, strappando con i denti una medaglia di bronzo favolosa (con il tempo di 1’05″86), arrendendosi solo alla potenza della britannica Angharad Evans e all’irlandese Mona McSharry.

D’Ambrosio: un settimo posto che profuma di futuro brillante

A completare la strepitosa serata italiana c’è da registrare anche la buonissima prova di Carlos D’Ambrosio nella gara regina, i 100 stile libero. Il ragazzo non è salito sul podio, dovendosi accontentare di un onorevolissimo settimo posto, ma ha firmato il suo nuovo primato personale con il tempo di 47″58. Un segnale fortissimo di crescita personale che fa ben sperare per il futuro di una Nazionale che, oggi più che mai, ha dimostrato di non avere paura di nessuno e di poter dominare le acque di tutta Europa.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza