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Cento anni di emozioni all’ombra del Tevere: la magia intramontabile del “Barcarolo Romano” risuona al Teatro Marconi con il Maestro Paolo Gatti

Cento anni di una canzone eterna che è l’anima stessa di Roma! 🛶❤️ Dal 10 al 13 settembre, il Teatro Marconi ospita lo straordinario tributo del Maestro Paolo Gatti per il centenario del “Barcarolo Romano” (1926-2026), il capolavoro di Romolo Balzani. Un viaggio acustico ed emotivo mozzafiato tra stornelli, segreti del Tevere e la storia del folk capitolino, con la partecipazione straordinaria di Sharon Alessandri. Un evento unico promosso da Roma Capitale e Zètema. Non fatevelo raccontare, correte a leggere tutti i dettagli nell’articolo! 👇✨🎶

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PAOLO GATTI

Roma – Ci sono melodie che non appartengono semplicemente al passato, ma che si sono incollate all’intonaco dei vecchi palazzi, che scorrono insieme alle acque bionde del Tevere e che continuano a vivere nel respiro profondo di una città intera. Cento anni fa, nel leggendario 1926, la genialità poetica di Romolo Balzani e Pio Pizzicaria dava vita a un capolavoro assoluto della canzone popolare: “Il Barcarolo Romano”. Un brano struggente, viscerale, capace di trionfare in quello stesso anno nella storica e accesissima gara musicale della Notte di San Giovanni. Oggi, per celebrare un secolo di questa poesia in musica, l’Associazione Culturale Teatro Petrolini presenta un omaggio imperdibile che promette di far battere il cuore della Capitale. Da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2026, il Teatro Marconi ospiterà un eccezionale viaggio a ritroso nel tempo, guidato dalle mani sapienti e dall’anima verace del Maestro Paolo Gatti.

Gatti, chitarrista e compositore dal talento immenso, torna in scena per riannodare i fili della memoria collettiva di Roma, restituendo al pubblico le sonorità acustiche e le atmosfere di una città che non vuole dimenticare la propria identità. Fiero custode delle proprie origini, il Maestro ha costruito una formazione musicale eclettica e rigorosa, partendo dal Corso di Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia fino allo studio della chitarra classica con docenti del calibro di Guglielmo Paparano, Gianni Nucci e Carlo Esposito, storico direttore dell’orchestra di musica leggera della RAI. Un background monumentale che si fonde con il calore della strada e del folklore romano, trasformando ogni nota in un racconto intimo e potente.

Dai passi al Folkstudio con De Gregori alle colonne sonore con Morricone

La carriera di Paolo Gatti ha il sapore delle grandi storie d’altri tempi. A soli quindici anni muove i primi passi sullo storico palco del Folkstudio di Via Garibaldi, la culla del cantautorato italiano fondata da Giancarlo Cesaroni, debuttando al fianco di giovani promesse destinate a cambiare per sempre la musica italiana, come Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Nel 1973, spinto da una viscerale passione per le melodie e la tradizione capitolina, pubblica per la IT/RCA l’album cult “Due Gatti pe’ Roma” e partecipa al Cantagiro Show. Dal 1984 si afferma come instancabile compositore per il teatro, la televisione e il grande schermo, collaborando con una galassia di registi e interpreti immortali: da Ennio Morricone a Carlo Lizzani, fino a giganti della scena come Fiorenzo Fiorentini, Enrico Montesano, Flavio Bucci, Lina Sastri e Lando Fiorini.

Per questa ricorrenza secolare, il Maestro Paolo Gatti non sarà solo sul palco del Teatro Marconi. Ad accompagnarlo in questo intenso affresco acustico ci sarà la splendida voce di Sharon Alessandri, pronta a regalare nuove e vibranti sfumature emotive ai classici della romanità. Il progetto, dall’altissimo valore culturale e sociale, è promosso direttamente da Roma Capitale ed è risultato vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina, in preziosa collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Un riconoscimento che sottolinea l’importanza di difendere e tramandare le canzoni che hanno fatto la storia della città.

Il lento scorrere del fiume come specchio della vita

Il concerto si preannuncia come un’esperienza sensoriale totalizzante, dove la chitarra fingerpicking e la narrazione teatrale guideranno lo spettatore lungo le sponde di quel Tevere che da millenni osserva i drammi, gli amori e le speranze dei romani. “Il Barcarolo Romano” non è solo una canzone, ma una preghiera laica, il resoconto straziante di un amore perduto nelle acque del fiume, un promemoria essenziale della fragilità umana di fronte al tempo che scorre. In un’epoca distratta dalla velocità e dagli schermi digitali, lo spettacolo di Paolo Gatti si erge come un’oasi di autenticità, un invito a riscoprire la bellezza delle cose semplici e la forza terapeutica della poesia.

Il Teatro Marconi è pronto a riempirsi del calore e dell’entusiasmo degli appassionati della grande tradizione e di tutti coloro che vogliono concedersi un momento di pura commozione. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 06.5757488 o scrivere alla mail teatropetrolinitestaccio@gmail.com. Non perdete l’occasione di assistere a questo storico tributo a Romolo Balzani: lasciatevi cullare dal ritmo lento del barcarolo, perché a volte, per ritrovare la rotta verso il futuro, è necessario fermarsi ad ascoltare la voce antica e sincera della nostra storia.

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«Dove nascono le nuvole», a Roma la personale di Elisa Zadi: alla galleria Edarcom Europa il dialogo poetico tra uomo e natura per la Rome Art Week

La galleria Edarcom Europa a Roma ospita la personale di Elisa Zadi «Dove nascono le nuvole», a cura di Francesco Ciaffi e Beatrice Conte per la Rome Art Week: trenta opere per celebrare l’armonia profonda tra figura umana e mondo vegetale. Tutte le informazioni per il vernissage del 23 ottobre 👇

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Elisa Zadi

Roma – Nell’effervescente cornice della Rome Art Week 2026, la Capitale si prepara ad accogliere una delle voci più raffinate e sensibili della pittura figurativa italiana contemporanea. Venerdì 23 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:00 (fino alle 21:00), gli spazi storici della galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa, situata in via Macedonia 12 nel cuore del quartiere San Giovanni – Appio Latino a Roma, apriranno le porte alla mostra personale di Elisa Zadi dal titolo evocativo «Dove nascono le nuvole». L’esposizione, curata congiuntamente da Francesco Ciaffi e Beatrice Conte, vedrà la presenza diretta dell’artista aretina, pronta a incontrare appassionati, collezionisti e critici d’arte.

Artista di solida formazione accademica e già ampiamente apprezzata dal pubblico e dalla critica nazionale per la densità lirica della sua ricerca espressiva, Elisa Zadi (nata ad Arezzo nel 1979) debutta per la prima volta nelle sale di Edarcom Europa con un prestigioso corpus di circa trenta dipinti recenti. Un ciclo pittorico coerente e avvolgente che offre ai visitatori un’immersione profonda nella sua personale indagine sul rapporto ancestrale, intimo e simbiotico che lega l’essere umano all’elemento naturale.

L’universo pittorico di Elisa Zadi: la soglia tra reale e onirico

Nelle tele di Elisa Zadi la pittura si fa strumento di contemplazione quasi meditativa, superando la pura mimesi descrittiva del paesaggio per trasformarsi in una riflessione filosofica sull’esistenza e sulla vulnerabilità della vita organica. L’artista toscana costruisce le sue composizioni attraverso una stesura cromatica calibrata, dove la luce sembra filtrare lentamente tra le fronde, le radici e le vaporosità dell’aria, creando atmosfere sospese in un tempo interiore non misurabile. Le figure umane e gli elementi della botanica convivono nello stesso spazio scenico non come presenze contrapposte, ma come frammenti di un unico respiro cosmico.

La poetica di «Dove nascono le nuvole» indaga proprio quel punto d’incontro invisibile in cui la densità terrena si dissolve nell’impalpabilità del cielo. Le nuvole, archetipo universale di mutevolezza, sogno e leggerezza, diventano la metafora perfetta di un processo generativo ininterrotto: ciò che sale dal suolo umido si ricompone nelle altezze per poi ridiscendere in forma di pioggia e nutrimento. Un ciclo eterno che la Zadi cattura con tocchi di pennello sapienti, capaci di restituire sia la fragilità di un bocciolo sia la potenza silenziosa del cosmo.

Consigliato dalla Redazione
Arte & Pittura Contemporanea

La Pittura Contemporanea e la Natura: Visioni, Tecniche e Nuovi Maestri

Uno straordinario volume illustrato dedicato all’indagine del rapporto tra figura umana, paesaggio vegetale e simbolismo onirico nell’arte figurativa contemporanea.

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La poetica del silenzio e delle piccole cose secondo Beatrice Conte

Nel saggio critico che accompagna il catalogo ufficiale dell’esposizione, la co-curatrice Beatrice Conte offre una lettura puntuale e illuminante del percorso creativo di Elisa Zadi, soffermandosi sulla capacità dell’artista di cogliere l’incanto invisibile racchiuso nella quotidianità:

«Analizzando la prosaica meraviglia di un mondo che conserva ancora tanto incanto, la pittura di Elisa Zadi si compone del senso delle sue intuizioni sul silenzio, e sulla vita, e sulle piccole cose vegetali, con straordinaria confidenza. L’artista esplora e sviluppa il suo immaginario di bellezza sulla soglia del mondo onirico, pur senza l’intenzione di renderlo fattivamente surreale; piuttosto, vuole calarsi spiritualmente in quella vitalità organica che dalla terra umida genera un fiore, una foglia, una nuvola!».

Queste parole colgono l’essenza stessa dell’opera di Zadi: la sua pittura non scivola mai nel surrealismo accademico o nell’artificio cerebrale, ma resta ancorata a una spiritualità immanente. L’indagine delle “piccole cose vegetali” diventa una dichiarazione d’amore verso la biodiversità dei sentimenti umani, invitando l’osservatore a riscoprire la lentezza dello sguardo e la sacralità della contemplazione in un’epoca frenetica e saturata di immagini digitali effimere.

Il connubio con Edarcom Europa e il programma della Rome Art Week

L’approdo di Elisa Zadi alla galleria Edarcom Europa, fondata su una solida tradizione di valorizzazione dell’eccellenza pittorica e grafica contemporanea, si inserisce nel prestigioso cartellone della Rome Art Week (RAW), la settimana diffusa che ogni autunno trasforma la città eterna nella capitale dell’arte visiva internazionale attraverso mostre, aperture di studi d’artista e performance interdisciplinari.

Per la galleria guidata da Francesco Ciaffi, la personale di Zadi rappresenta un tassello di primaria importanza per confermare la vitalità della pittura ad olio su tela e su tavola, dimostrando come il linguaggio figurativo sappia rinnovarsi continuamente, affrontando le inquietudini e i desideri della società contemporanea con una freschezza formale e concettuale di altissimo profilo.

Informazioni pratiche, orari di apertura e accessi straordinari

La mostra «Elisa Zadi | Dove nascono le nuvole» sarà visitabile a ingresso libero e gratuito da venerdì 23 ottobre fino a sabato 14 novembre 2026. Per agevolare la partecipazione del pubblico durante la settimana inaugurale e in coincidenza con gli eventi della Rome Art Week, la galleria Edarcom Europa ha previsto un’apertura straordinaria anche per la giornata di domenica 25 ottobre.

Di seguito il quadro riepilogativo con tutte le coordinate utili per pianificare la visita:

  • Titolo della mostra: Elisa Zadi – Dove nascono le nuvole
  • Curatela: Francesco Ciaffi e Beatrice Conte
  • Sede espositiva: Galleria Edarcom Europa, Via Macedonia 12, Roma (quartiere San Giovanni – Appio Latino)
  • Periodo di apertura: Dal 23 ottobre al 14 novembre 2026
  • Vernissage inaugurale: Venerdì 23 ottobre 2026, dalle ore 18:00 alle ore 21:00 (alla presenza dell’artista)
  • Orari ordinari di galleria: Dal lunedì al sabato con orario 10:30 – 13:00 e 15:30 – 19:30
  • Apertura straordin

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«Marguerite Yourcenar. L’eleganza del mito»: a Villa Adriana a Tivoli una giornata tra archeologia e letteratura per le «Memorie di Adriano»

Domenica 25 ottobre a Villa Adriana a Tivoli si celebra Marguerite Yourcenar con «L’eleganza del mito»: passeggiata archeologica, conferenza con Alberto Samonà e Stanislao de Marsanich ed esposizione di rari documenti autografi per i 45 anni dall’ingresso all’Académie française 👇

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Villa Adriana ,Tivoli

Tivoli – Era la mattina radiosa dell’8 giugno 1924 quando una giovanissima Marguerite Yourcenar, appena ventunenne, varcava per la prima volta a fianco del padre i cancelli di Villa Adriana a Tivoli. Tra le maestose rovine in laterizio, i cipressi secolari, le architetture ardite volute dall’imperatore filosofo e il fascino struggente del mito di Antinoo, prese forma una scintilla intellettuale ed emotiva destinata a segnare in modo indelebile la storia della letteratura mondiale del Novecento. Da quella folgorazione giovanile nacque infatti la gestazione, durata quasi tre decenni, di «Memorie di Adriano», il capolavoro assoluto pubblicato nel 1951 che seppe restituire respiro vitale, voce interiore e vertiginosa umanità a uno dei più complessi protagonisti dell’impero romano, trasformando i resti materiali di una civiltà scomparsa in una meditazione universale sul senso del potere, della bellezza, dell’amore e del limite della morte.

A oltre un secolo da quel primo fatidico incontro, domenica 25 ottobre 2026, a partire dalle ore 10:30, la splendida residenza imperiale tiburtina torna a celebrare questo legame indissolubile con l’evento speciale «Marguerite Yourcenar. L’eleganza del mito». Organizzata dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ, diretto da Alberto Samonà, in collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte e con la rete de I Parchi Letterari, la manifestazione celebra una ricorrenza storica di portata internazionale: il quarantacinquesimo anniversario dell’ingresso di Marguerite Yourcenar all’Académie française, dove il 22 gennaio 1981 fu accolta come prima donna eletta a sedere tra i quaranta «Immortali» in oltre tre secoli e mezzo di storia dell’istituzione parigina.

Consigliato dalla Redazione
Grandi Classici & Letteratura

Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar: Edizione Pregiata Classici Einaudi

Il capolavoro assoluto della letteratura del Novecento nella storica e magistrale traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, con i taccuini di appunti dell’autrice e un ricco apparato critico sul pensiero dell’imperatore romano.

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Le parole di Alberto Samonà: «L’incontro tra l’architettura imperiale e l’interiorità umana»

A illustrare il significato filosofico e patrimoniale dell’iniziativa è il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà: «Marguerite Yourcenar ha compiuto un’operazione rara: ha attraversato la distanza che separa il nostro presente dal mondo antico, facendone una via privilegiata per avvicinarsi all’imperatore Adriano e, insieme, all’uomo. A Villa Adriana, Memorie di Adriano ci invita a guardare oltre la grandezza del visibile, verso ciò che ogni esistenza custodisce di irriducibile, di fragile, di misterioso. Tra la scrittrice e questi luoghi si è stabilito un legame profondo, che il tempo non ha fatto che arricchire di nuovi significati. Le architetture della Villa testimoniano la visione di un imperatore; le pagine di Yourcenar ci danno la possibilità di immaginare l’uomo che quella visione concepì, le sue inquietudini, la sua consapevolezza del limite. È nell’incontro fra la permanenza e la genialità delle architetture adrianee e l’interiorità che la letteratura sa dischiudere che il patrimonio culturale rivela una delle sue dimensioni più profonde: la forza di continuare a parlarci, ben oltre il tempo in cui è nato».

Un omaggio che non si esaurisce in una semplice celebrazione celebrativa, ma apre una prospettiva ambiziosa: come annunciato dallo stesso Samonà, l’appuntamento del 25 ottobre inaugura un percorso culturale pluriennale che culminerà nel 2027, quando le VILLÆ dedicheranno un solenne cartellone di eventi al quarantennale della scomparsa dell’autrice, a partire da una grande mostra monografica allestita nella primavera del prossimo anno.

Il programma: passeggiata archeologica, conferenza e rari documenti d’epoca

La Giornata dei Parchi Letterari di domenica 25 ottobre prenderà il via alle ore 10:30 dal Teatro Greco della Villa, dove i visitatori saranno guidati in una passeggiata archeologica di circa un’ora lungo il suggestivo «Percorso Yourcenar». A condurre l’itinerario sarà Sabrina Pietrobono, funzionario archeologo dell’istituto che da anni conduce rigorose ricerche sul rapporto tra la scrittrice belga-francese e la topografia antica del complesso imperiale. I partecipanti ripercorreranno gli spazi che accesero l’immaginazione di Marguerite – dal Pecile alle Grandi Terme, fino al celebre bacino d’acqua del Canopo –, scoprendo come le pietre romane siano state trasfigurate in sequenze narrative immortali.

Alle ore 12:00, all’interno dei Mouseia – Musei del Canopo, si aprirà l’incontro di approfondimento moderato da Stanislao de Marsanich, Presidente de I Parchi Letterari, incentrato sull’impatto culturale dell’elezione della Yourcenar all’Académie e sul fecondo triangolo creativo tra la scrittrice, Adriano e Tivoli. Nelle teche del museo, inoltre, sarà inaugurata una preziosa esposizione documentaria resa possibile grazie alla collaborazione del Centro Internazionale Antinoo per l’Arte. Tra i pezzi rari in mostra spicca l’edizione illustrata originale di Mémoires d’Hadrien (edizioni Plon del 6 ottobre 1958), recante una dedica autografa e firmata da Marguerite Yourcenar a Lidia Storoni Mazzolani, storica e insuperata traduttrice italiana del romanzo, la cui amicizia con l’autrice fu determinante per la diffusione dell’opera nel nostro Paese.

Come partecipare all’evento a Villa Adriana

Curata da Alberto Samonà, Sara Tarissi de Jacobis e Arianna Trifogli, la giornata rappresenta un’opportunità straordinaria per immergersi nella grandezza senza tempo del sito UNESCO di Tivoli con una chiave di lettura poetica e letteraria di impareggiabile suggestione.

La partecipazione alle attività culturali, alla passeggiata guidata e alla conferenza è inclusa nel consueto biglietto d’ingresso al sito archeologico di Villa Adriana, con ritrovo previsto alle 10:30 presso il Teatro Greco. Tutte le informazioni operative, i dettagli di visita e le modalità di accesso sono disponibili sul sito web istituzionale all’indirizzo villae.cultura.gov.it.

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Trionfo a Parigi per il giornalismo italiano: a Daniele Bartocci il prestigioso premio europeo «Fair Play Vox Award 2026»

Straordinario trionfo a Parigi per il giornalista marchigiano Daniele Bartocci, insignito del prestigioso «Fair Play Vox Award 2026» dall’European Fair Play Movement e AIPS Europe. La cerimonia il 3 dicembre all’Auditorium Coubertin del Comitato Olimpico Francese. Tutti i dettagli 👇

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Fair Play Vox Award 2026

Parigi – Uno straordinario riconoscimento di caratura continentale incorona l’eccellenza della comunicazione e del giornalismo sportivo italiano nel cuore delle istituzioni olimpiche internazionali. Il giornalista marchigiano Daniele Bartocci sarà tra i massimi protagonisti della solenne cerimonia europea degli European Fair Play Awards 2026, in programma il prossimo 3 dicembre 2026 nella prestigiosa cornice dell’Auditorium «Pierre de Coubertin» presso il Comitato Nazionale Olimpico e Sportivo Francese (CNOSF), universalmente noto come la Casa dello Sport di Parigi.

L’European Fair Play Movement (EFPM), storica organizzazione non governativa istituita nel 1994 che opera sotto l’alto patrocinio dei Comitati Olimpici Europei (EOC) per promuovere la tolleranza, l’inclusione e l’integrità morale nelle discipline agonistiche, ha deliberato l’assegnazione a Bartocci dell’ambito EFPM «Fair Play Vox Award». Il premio, conferito sotto i prestigiosi auspici dell’AIPS Europe (l’Association Internationale de la Presse Sportive per il continente europeo), rappresenta il vertice del riconoscimento comunitario per i professionisti dei media capaci di utilizzare la penna e il microfono come strumenti educativi e presidi etici contro ogni forma di violenza, discriminazione e slealtà nello sport.

Consigliato dalla Redazione
Sport, Etica & Giornalismo

Etica e Deontologia del Giornalismo Sportivo: Raccontare lo Sport con Valore

Un manuale saggistico fondamentale per cronisti, comunicatori e studenti: il rispetto delle regole, la tutela della lealtà sportiva, la lotta alle fake news e l’impatto sociale della narrazione sportiva contemporanea.

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Le motivazioni della giuria: una voce costante per la lealtà e l’inclusione

Il verdetto unanime della giuria internazionale riunita a Vienna, sede dell’EFPM presieduta da Philippe Housiaux, riconosce l’impegno costante, rigoroso e pluriennale profuso da Daniele Bartocci lungo la sua carriera. Nelle motivazioni ufficiali si sottolinea la capacità del cronista marchigiano di aver saputo porre al centro della propria narrazione quotidiana – tra carta stampata, portali digitali ed emittenti televisive – le storie umane di correttezza, riscatto sociale, solidarietà tra avversari e rispetto delle regole, dimostrando come lo sport debba essere primariamente una scuola di vita prima ancora che un terreno di business o contrapposizione esasperata.

Già insignito negli anni passati di numerosi riconoscimenti accademici e giornalistici in Italia (tra cui il Premio Renato Cesarini, l’Overtime Festival, il Premio Giovanni Arpino e la menzione tra i migliori giovani comunicatori italiani), Bartocci approda ora sul gradino più alto della scena europea. La sua attività di divulgazione ha saputo intercettare con efficacia sia gli addetti ai lavori che il grande pubblico dei giovani atleti, evidenziando come la cultura del rispetto dell’avversario e dell’accettazione della sconfitta costituisca il cardine di una cittadinanza democratica matura.

Il 31° Congresso Europeo Fair Play: a Parigi «Sport, Spirito di Umanità»

La consegna del premio al cronista italiano aprirà una due giorni di altissimo profilo istituzionale per lo sport europeo. All’indomani del galà di premiazione del 3 dicembre, la capitale transalpina ospiterà infatti venerdì 4 dicembre 2026 i lavori del 31° Congresso Europeo Fair Play, intitolato significativamente «Sport, Spirito di Umanità». All’assise parigina prenderanno parte ministri dello sport, presidenti dei comitati olimpici nazionali, membri del CIO, campioni mondiali e accademici provenienti da oltre quaranta nazioni del continente per fare il punto sulle nuove sfide della sostenibilità etica.

Tra i temi all’ordine del giorno figureranno la lotta al doping biologico e tecnologico, la tutela della salute mentale degli atleti d’élite sottoposti a pressioni mediatiche insostenibili, l’inclusione degli atleti rifugiati e il contrasto all’odio verbale sui social network durante le grandi manifestazioni sportive internazionali. Istituiti nel lontano 1996, gli European Fair Play Awards hanno premiato nel corso di tre decenni icone assolute del calibro di campioni olimpici, tecnici illuminati e dirigenti esemplari: l’ingresso di Daniele Bartocci in questo prestigioso albo d’oro proietta l’Italia in una posizione di assoluta leadership valoriale.

Orgoglio per l’Italia e per le Marche nel panorama sportivo globale

L’assegnazione del «Fair Play Vox Award 2026» costituisce un motivo di profondo orgoglio non soltanto per l’intero comparto del giornalismo sportivo tricolore, ma in modo particolare per la regione Marche e per la città di Jesi, culla natale del cronista e terra storicamente legata a una tradizione ineguagliabile di campioni olimpici e maestri di scherma, calcio e ciclismo.

«Ricevere questo premio a Parigi, nella casa che custodisce l’eredità spirituale del barone Pierre de Coubertin e con il sigillo di AIPS Europe ed EFPM, è un onore immenso che ripaga anni di dedizione e passione sul campo», ha commentato a caldo un emozionato Bartocci. «Voglio dedicare questo traguardo a tutti i colleghi che ogni giorno, con schiena dritta e rigore etico, scelgono di raccontare lo sport evidenziandone la bellezza autentica, i gesti di lealtà nascosti e il valore formativo per le nuove generazioni». Parigi si prepara ad applaudire il talento italiano il prossimo 3 dicembre.

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