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Adrenalina pura a Roma: militari e civili si sfidano a 100 all’ora nel cielo per la prima, spettacolare “Esercito 1659 Drone Challenge”

Dimenticate la Formula 1… lo sport più adrenalinico, pazzesco e veloce del Futuro è appena atterrato nella Capitale! Arriva l'”Esercito 1659 Drone Challenge”: l’epica e imperdibile sfida ad altissima quota tra i piloti Militari e i campioni Civili! (Ingresso GRATIS!) 🚁 🥽 Allacciate le cinture di sicurezza, perché la gravità sta per essere annullata! Sabato 19 e Domenica 20 SETTEMBRE, il bellissimo Ippodromo Militare di Tor di Quinto (ROMA) aprirà i cancelli a tutto il pubblico per ospitare un evento letteralmente mozzafiato! I 42 migliori piloti di DRONI italiani (sia assi dell’Esercito che professionisti civili) si sfideranno in un percorso a ostacoli a velocità inimmaginabili! L’aspetto più clamoroso? Correranno in modalità FPV (First Person View). I piloti indosseranno speciali Visori di Realtà Virtuale che permettono loro di pilotare come se fossero FISICAMENTE a bordo del drone! E la cosa fantastica è che potrete provarlo anche VOI! All’interno del “Drone Village”, infatti, famiglie e curiosi potranno indossare i visori, provare i Simulatori di Volo ad altissima tecnologia e persino cimentarsi nel Military Fitness su una gigantesca Parete D’Arrampicata assistiti dai militari dell’Esercito! Ma le sorprese non finiscono qui: a rendere l’atmosfera ancora più magica ed emozionante ci penserà la maestosa Banda Musicale dell’Esercito Italiano e un attesissimo e spettacolare lancio acrobatico dal cielo dei coraggiosissimi PARACADUTISTI militari! Un weekend imperdibile per grandi e piccini! E la notizia più bella di tutte? L’ingresso è TOTALMENTE GRATUITO per tutti! Leggi gli orari e come scaricare il biglietto nel nostro articolo completo! 👇 🇮🇹 E voi, siete mai riusciti a pilotare un Drone (senza schiantarlo contro un albero dopo pochi secondi) 😂 o siete appassionati di queste nuove tecnologie? Condividete il post, taggate nei commenti l’amico o l’amica “smanettona” amante della tecnologia e andate tutti all’Ippodromo per vivere questa esperienza virtuale pazzesca!

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Locandina evento Roma Esercito

Roma – Preparatevi a sollevare gli occhi al cielo, a trattenere il fiato e a sentire il cuore battere all’impazzata, perché il futuro dello sport tecnologico è appena atterrato nella Capitale. Dimenticate le tradizionali corse su pista o i classici sport da stadio: la vera velocità del ventunesimo secolo non corre sull’asfalto, ma fende l’aria a velocità inimmaginabili, sfidando le leggi della gravità.
Nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 settembre 2026, il prestigioso e imponente Ippodromo Militare Pietro Giannattasio (situato nella zona di Tor di Quinto a Roma) spalancherà i propri cancelli per ospitare un evento assolutamente epico, mozzafiato e senza precedenti: la prima edizione della “Esercito 1659 Drone Challenge: la precisione incontra la velocità”. Una grandiosa manifestazione sportiva – aperta al pubblico e a ingresso totalmente gratuito – in cui i migliori piloti di droni civili e militari si daranno battaglia in una sfida all’ultimo millisecondo.

Il fascino da capogiro del volo immersivo FPV

Il cuore pulsante e adrenalinico di questa due giorni (organizzata magistralmente da Difesa Servizi S.p.A. e dall’Esercito Italiano, con il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale e CONI) sarà la formidabile competizione FPV (First Person View). Ma di cosa si tratta esattamente?
Immaginate dei droni leggerissimi, agili e ultra-tecnologici, guidati da piloti che non guardano il velivolo dal basso verso l’alto, ma indossano degli speciali visori di Realtà Virtuale sugli occhi. Questi visori trasmettono in tempo reale le immagini catturate dalla minuscola telecamera a bordo del drone. In parole povere, i piloti (e i fortunatissimi spettatori che potranno provare l’esperienza) avranno la sensazione psicofisica di volare in prima persona come se fossero seduti a bordo di queste piccole schegge impazzite, affrontando percorsi difficilissimi, tunnel e ostacoli a velocità folli. Pura magia immersiva.

La grande sfida: civili contro militari

L’evento di Tor di Quinto (che rappresenta l’attesissima quarta tappa del Campionato Italiano Droni 2026, sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia) vedrà due campi di battaglia distinti. Da un lato ci sarà la pazzesca Gara PRO, in cui 10 piloti d’élite di altissimo livello si daranno battaglia per i punti del campionato.
Ma il lato più emozionante sarà la Gara OPEN: qui scenderanno in campo 32 formidabili piloti divisi esattamente a metà (16 campioni civili e 16 assi dell’Esercito Italiano). Sarà un’occasione d’oro non solo per tifare, ma per assistere a uno splendido momento di fratellanza sportiva, in cui i valori intramontabili delle nostre Forze Armate si mescoleranno con le passioni tecnologiche dei normali cittadini.

Paracadutisti, simulatori e arrampicate: una festa per tutti

L'”Esercito 1659 Drone Challenge” non sarà però dedicata esclusivamente ai “nerd” o agli esperti del volo. L’intero Ippodromo sarà trasformato in un gigantesco e iper-tecnologico “Drone Village” pensato su misura per le famiglie, i curiosi e i giovani di tutte le età.
I visitatori avranno la straordinaria possibilità di indossare i visori per la Realtà Virtuale, provare i sofisticati Simulatori di Volo, e cimentarsi persino nel Military Fitness testando il proprio coraggio su una mastodontica Parete di Arrampicata assistiti dai professionisti dell’Esercito. A rendere l’atmosfera ancora più epica e patriottica, ci penserà lo spettacolare lancio acrobatico dei coraggiosissimi Paracadutisti (sezione del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito) che planeranno direttamente sulle teste del pubblico, accompagnati dalla sontuosa colonna sonora suonata dal vivo dalla Banda dell’Esercito Italiano e da numerosi eventi di musica live. Se volete vivere un fine settimana che vi faccia letteralmente toccare il cielo con un dito, non vi resta che prenotare il vostro ingresso gratuito! (Info e prenotazioni su: www.esercitoitaliano1659dronechallenge.it)

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Ottant’anni di Repubblica negli occhi delle donne: al Maschio Angioino di Napoli inaugura la mostra «80 Repubblica» tra foto analogica e memoria viva

Inaugura oggi al Maschio Angioino di Napoli «80 Repubblica», la mostra multimediale di Aerma Polani APS con i ritratti analogici di Gabriele Colafranceschi e la curatela di Rosanna Menduni De Rossi. Ottant’anni di democrazia raccontati dalle donne ultraottantenni campane. Tutti i dettagli e le date 👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – Una rievocazione storica intima, vibrante e necessaria apre i battenti oggi, venerdì 16 ottobre 2026, in uno dei monumenti simbolo più amati della città partenopea. Nel solenne scenario delle Antisale dei Baroni all’interno di Castel Nuovo (Maschio Angioino), prende vita il progetto espositivo e multimediale «80 Repubblica: Memorie di donne fotografie e racconti di ottant’anni di democrazia». Promossa dall’associazione culturale Aerma Polani APS in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana (1946–2026), l’iniziativa si colloca come elemento cardine della rassegna collettiva «TRACCE – Volti, Visioni, Memorie», offrendo al pubblico un viaggio emozionale di straordinaria intensità civile fino a domenica 25 ottobre.

L’esposizione, ideata con gli scatti d’autore del fotografo e regista Gabriele Colafranceschi e impreziosita dalla raffinata curatela storico-artistica di Rosanna Menduni De Rossi, compie una scelta narrativa precisa e controcorrente: rileggere gli otto decenni dell’Italia democratica non attraverso la cronaca fredda dei palazzi del potere, ma attraverso gli sguardi, le rughe e le testimonianze dirette delle donne campane ultraottantenni che quei passaggi fondativi li hanno vissuti sulla propria pelle. Dalle prime schede elettorali impugnate con trepidazione il 2 giugno 1946 fino alle conquiste sociali per il lavoro e i diritti civili, la memoria privata di madri, educatrici, religiose, operaie e militanti politiche si trasforma in un patrimonio storico universale condiviso con l’intera comunità.

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Fotografia, Arte & Ritratti

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L’elogio della lentezza: fotografia argentica e affreschi materici

A caratterizzare l’allestimento è una decisa e consapevole scelta estetica in totale controtendenza rispetto alla frenesia effimera del consumo visivo digitale. Gabriele Colafranceschi ha voluto immortalare le protagoniste adottando esclusivamente il rigore del processo analogico e della fotografia argentica in bianco e nero. Ogni singolo ritratto è il frutto di uno scatto meditato su pellicola e di una successiva lavorazione artigianale in camera oscura, dove le reazioni chimiche dei sali d’argento fissano sulla carta baritata una vera e propria impronta scultorea della memoria, donando ai volti una profondità plastica e una matericità senza tempo.

Questo dialogo tra tradizione e materia trova una potente eco nelle opere pittoriche di Aerma Polani. I suoi affreschi contemporanei, realizzati con impasti e pigmenti che richiamano l’antica pittura murale campana, incarnano visivamente il concetto di «traccia indelebile» scavata dal trascorrere del tempo. Il percorso culmina in una sala di proiezione immersiva in cui è allestito il documentario audiovisivo con le videointerviste alle testimoni: voci autentiche, dialetti vibranti e racconti non mediati che ricostruiscono le fatiche della ricostruzione post-bellica, la conquista dell’alfabetizzazione e l’evoluzione dei modelli familiari nel Mezzogiorno.

Il dialogo con l’arte contemporanea: Ivano Nobile ed Enzo Palumbo

Inserita nel ricco palinsesto della collettiva «TRACCE», la mostra «80 Repubblica» non resta un’esperienza isolata, ma sviluppa un fertile confronto interdisciplinare con gli altri linguaggi dell’arte contemporanea ospitati nelle sale del Maschio Angioino. Le storie delle madri costituenti della vita quotidiana dialogano infatti con gli interventi artistici firmati da Ivano Nobile, focalizzati sulla memoria delle trasformazioni urbane napoletane, e con le visionarie opere del Professor Enzo Palumbo, orientate verso una meditazione cosmica ed esistenziale sul destino dell’uomo.

L’obiettivo dichiarato dei promotori è costruire un ponte generazionale ed educativo rivolto in particolar modo ai più giovani. Attraverso percorsi guidati e laboratori con le scolaresche, l’evento intende sollecitare nelle nuove generazioni una riflessione profonda sulla parità di genere, sull’importanza della partecipazione democratica e sulla consapevolezza che le libertà e i diritti individuali di cui godiamo oggi non sono concessioni scontate, bensì il frutto di decenni di sacrifici silenziosi compiuti dalle donne italiane.

Sostegno istituzionale e orari di visita a Castel Nuovo

L’alto valore civile e culturale della manifestazione ha ottenuto il pieno appoggio dei massimi enti territoriali. Il progetto è promosso e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del Piano per la Promozione Culturale 2026 (DD n. 667 del 10/07/2026 e DD n. 433 del 06/05/2026, ai sensi della Legge Regionale 7/2003) con il supporto della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo. A confermare il rilievo civico per la città di Napoli è giunto inoltre il Patrocinio Morale del Comune di Napoli, sostenuto con convinzione dal Presidente della Commissione Cultura, il Consigliere Luigi Carbone.

La mostra resterà visitabile con ingresso libero per tutti i visitatori fino a domenica 25 ottobre 2026, negli orari di apertura ordinari del complesso monumentale di Castel Nuovo. Un’occasione imperdibile per cittadini e turisti per riscoprire il volto più autentico, umano e commovente della democrazia italiana tra le pietre secolari della fortezza angioina.

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La salute mentale va in scena con l’ironia di «Transfert»: Chiara Becchimanzi e Francesca Reggiani conquistano i teatri del Lazio

Valdrada Teatro vince il bando della Regione Lazio e porta in scena in prima assoluta «Transfert», la commedia corale di Chiara Becchimanzi con la partecipazione straordinaria di Francesca Reggiani. Uno spettacolo esilarante che sdogana la salute mentale: debutto il 29 e 30 ottobre a Ostia, poi tour nel Lazio 👇

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Chiara Becchimanzi

Roma – Abbattere lo stigma secolare che circonda la salute mentale attraverso la forza liberatoria, dissacrante e catartica della grande commedia d’autore. Dopo gli straordinari successi riscossi con Dionisiaca, Le intellettuali di Piazza Vittorio e Le Donne al Parlamento 2100, la compagnia tutta al femminile Valdrada Teatro si aggiudica ancora una volta il prestigioso sostegno dell’Avviso Pubblico della Regione Lazio per lo spettacolo dal vivo, portando sul palcoscenico in prima assoluta «TRANSFERT». Una scoppiettante, profonda ed esplosiva commedia corale firmata da Chiara Becchimanzi, con la regia di Gianni Aureli e la partecipazione straordinaria di un’icona della comicità intelligente come Francesca Reggiani, pronta a debuttare a fine ottobre per poi toccare i principali teatri delle province del Lazio.

Dentro la stanza della psicoterapeuta: tra maschi alfa in crisi, attacchi di panico e sedute online

La trama si snoda interamente all’interno dello studio di una psicoterapeuta (interpretata con ritmo trascinante dalla stessa Chiara Becchimanzi), alle prese con l’intricato e faticoso percorso annuale di un gruppo di pazienti fragili, spigolosi e irresistibilmente umani. In presenza sfilano figure iconiche della nostra quotidianità contemporanea: un presunto maschio alfa spinto dalla compagna a un traumatico percorso di decostruzione del machismo (Fabio Stirlani, in arte Stirlo), una caregiver familiare sull’orlo di un esaurimento nervoso cronico (Monika Fabrizi), una conduttrice televisiva di successo ma segretamente divorata dalla dismorfofobia (Giorgia Conteduca) e un giovane precario paralizzato da improvvisi e invalidanti attacchi di panico (Claudio Vanni).

A moltiplicare il ritmo comico e l’attualità della narrazione subentrano poi le sedute telematiche via webcam, specchio fedele dell’era post-pandemica: sullo schermo si alternano le manie di un pensionato iperattivo (Roberto Becchimanzi), le ferite invisibili di un migrante con disturbo da stress post-traumatico (Assane Diop), i tormenti d’identità di un adolescente in fase di transizione di genere (Chiara Lentini) e la stoica vulnerabilità di una paziente oncologica (Giulia Vanni). Il colpo di scena definitivo è affidato al cameo imperdibile di Francesca Reggiani, che veste i panni dell’analista della protagonista, chiamata a metterla crudelmente e comicamente di fronte ai propri irrisolti blocchi emotivi.

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Benessere Mentale, Self-Care & Mindfulness

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La visione di Chiara Becchimanzi: «Ridere della salute mentale per guarire insieme»

I testi della commedia, pur nella loro travolgente vis comica, sono stati sviluppati attraverso il rigoroso confronto scientifico con un pool di psicologi e psichiatri professionisti. Chiara Becchimanzi –reduce dai ripetuti sold out con i suoi one-woman show in tutta la Penisola, conduttrice su Rai Radio2 del format Matti da legare e presenza fissa del martedì sera a DiMartedì su La7 – spiega con lucidità la scommessa etica e culturale del testo.

«Transfert si prefigge tre obiettivi imprescindibili: imparare a ridere di tutto ciò che ci spaventa; dare visibilità e dignità alle sofferenze psicologiche invisibili della società; e infine trasformare il tabù della salute mentale in uno spazio di dibattito aperto, empatico e liberatorio», dichiara l’autrice. «Per ridere autenticamente di un dramma è necessario aver superato le cinque canoniche fasi del lutto: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Fintanto che un disagio rimane un trauma non elaborato, ne restiamo prigionieri. Lo spettacolo vuole funzionare come una sorta di grande seduta di terapia collettiva: il transfert evocato nel titolo non si limita alla relazione terapeutica sul palco, ma diventa la proiezione catartica degli spettatori in sala, che attraverso la risata riconoscono le proprie ferite e imparano a perdonarsi».

Le tappe della tournée nel Lazio: da Ostia a Ripi, Antrodoco, Monterotondo e Latina

Fondata nel 2010 e diretta da un nucleo coeso di giovani professioniste, Valdrada Teatro conferma la propria missione nel fare dello spettacolo dal vivo uno strumento di partecipazione attiva, riflessione civile e accessibilità democratica. La tournée regionale di Transfert toccherà capillarmente le province laziali con un ricco calendario autunnale:

Il debutto assoluto è fissato per giovedì 29 e venerdì 30 ottobre alle ore 21:00 al Teatro del Lido di Ostia (prevendite già attive su circuito VivaTicket). La carovana teatrale si sposterà poi in Ciociaria domenica 1° novembre alle 18:00 al Teatro Gassman di Ripi (Frosinone), per proseguire domenica 8 novembre alle 18:00 al Teatro Sant’Agostino di Antrodoco (Rieti) a ingresso gratuito. Il viaggio proseguirà nell’hinterland romano domenica 22 novembre alle 18:00 alle Cantine Teatrali di Monterotondo, concludendosi domenica 13 dicembre alle ore 17:00 al Piccolo Teatro di Latina. Un appuntamento imperdibile per scoprire come la risata possa essere, davvero, la migliore delle medicine.

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Nasce a Firenze la Fondazione Massimo Ricci: l’eredità del genio che svelò il segreto della Cupola del Brunelleschi tra ricerca, archivio e un museo a Reggello

Domani, venerdì 16 ottobre, viene presentata all’Università di Firenze la «Fondazione Massimo Ricci», intitolata all’insigne studioso che decifrò il mistero costruttivo della Cupola del Brunelleschi. Presieduta da Angela Volpi, promuoverà l’archivio scientifico, borse di studio e il museo a Reggello 👇

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Locandina evento Firenze

Firenze – Una vita intera consacrata a decifrare uno dei più grandi ed enigmatici capolavori dell’ingegno umano: la Cupola di Santa Maria del Fiore, simbolo eterno del Rinascimento e della gloria fiorentina. Venerdì 16 ottobre 2026, a partire dalle ore 10:30, la splendida aula 402 del Plesso di Santa Teresa del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze (in via della Mattonaia 8) farà da cornice alla presentazione ufficiale della Fondazione Massimo Ricci. L’istituzione nasce con la nobile finalità di custodire, valorizzare e tramandare alle future generazioni lo straordinario patrimonio scientifico del professor Massimo Ricci, l’architetto e docente che ha riscritto la storia dell’architettura dimostrando, con rigore matematico e verifiche sperimentali sul campo, il rivoluzionario metodo costruttivo autoportante ideato da Filippo Brunelleschi.

La visione di Angela Volpi e gli obiettivi della Fondazione: archivio, museo e borse di studio

A volere con determinazione la nascita dell’ente è stata la vedova del professore, Angela Volpi, che assumerà la carica di Presidente guidando un programma di ampio respiro internazionale. La Fondazione si propone anzitutto di tutelare e digitalizzare l’imponente archivio scientifico accumulato in oltre quarant’anni di ricerche: taccuini di cantiere, calcoli geometrici, rilievi fotogrammetrici e corrispondenze epistolari con le più prestigiose accademie del mondo.

Tra i progetti di punta dell’ente figura la creazione di un museo permanente dedicato al professor Ricci a Reggello, il comune toscano immerso nel verde dove il docente ha vissuto e operato fino alla sua scomparsa, e dove sorgerà la sede operativa della memoria brunelleschiana. La Fondazione promuoverà inoltre la ricerca sull’architettura storica attraverso corsi di formazione e master per allievi di ogni ordine e grado, dalle scuole primarie fino ai dottorati universitari, organizzando visite guidate e laboratori didattici nei luoghi d’indagine del professore. Fondamentale sarà poi l’istituzione di specifiche borse di studio e tirocini formativi per supportare giovani architetti e ricercatori all’inizio del loro percorso professionale, rendendo vivo e accessibile un sapere unico al mondo.

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I saluti istituzionali e il parterre accademico: da Firenze alle università di Valencia e Torino

La cerimonia inaugurale vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti della cultura, della tutela monumentale e degli ordini professionali. Apriranno i lavori i saluti di Susanna Caccia Gherardini (Direttrice del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze), Egidio Raimondi (Presidente della Fondazione Architetti Firenze), Vincenzo Vaccaro (Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Firenze), Rita Filardi (Coordinatrice del Museo e delle Collezioni dell’Opera di Santa Maria del Fiore), Caterina Biti (Assessora all’Urbanistica, Decoro urbano e Toponomastica del Comune di Firenze) e Piero Giunti (Sindaco di Reggello).

La struttura e le prospettive della Fondazione saranno quindi illustrate dal professor Maurizio Mancianti, già docente presso La Sapienza di Roma e l’Ateneo fiorentino. Il momento più commovente della mattinata coinciderà con l’intervento della presidente Angela Volpi, che ripercorrerà l’epopea scientifica del marito: le notti insonni, la tenacia contro lo scetticismo accademico dell’epoca, le intuizioni nate osservando la muratura a spina di pesce (herringbone brickwork) e l’emozione indelebile del momento in cui il modello in scala reale 1:5, eretto nel Parco dell’Anconella a Firenze, confermò matematicamente che Brunelleschi costruì la cupola senza l’ausilio di centine di legno fisse.

Seguiranno le autorevoli testimonianze di illustri accademici: Roberto Bologna (Università di Firenze), Luis Manuel Palmero Iglesias (Universitat Politècnica de Valencia), Nilüfer Sağlar Onay (Politecnico di Torino), affiancati dagli architetti Massimo Ruffilli, Andrea Sichi, Mohamed Hanifi e dal dottor Franco Vestri.

Dal bistrot al teatro: l’omaggio dei Samurai sul palco dell’Excelsior a Reggello

Al termine dei lavori accademici al plesso di Santa Teresa, la comunità scientifica e gli ospiti si ritroveranno per un momento conviviale presso Arà-Bistrot nella vicina via Carducci. Ma la giornata celebrativa riserverà un secondo, spettacolare atto nel pomeriggio: alle ore 17:30, il Teatro Excelsior di Reggello ospiterà una rappresentazione teatrale di Samurai.

Un tributo artistico fortemente simbolico e toccante: il professor Massimo Ricci era infatti profondamente legato alla disciplina, al rigore etico e alla filosofia marziale giapponese, in cui ritrovava la medesima purezza, lealtà e ricerca della perfezione applicate nei suoi decenni di studi su Filippo Brunelleschi. Per chi desidera mettersi in contatto con la Fondazione o sostenere le attività formative e museali, sono attivi i recapiti di Angela Volpi (tel. 349/7406537) e di Maurizio Mancianti (tel. 337/682474).

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