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La nascita di un figlio al momento giusto come tappa strategica nella vita della donna d’affari moderna

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Redazione-  Marion ha 34 anni ed è un brillante esempio di donna di successo che si è costruita una carriera internazionale di tutto rispetto. Lavora come responsabile delle risorse umane in una grande multinazionale. Negli ultimi sei anni la sua attività professionale è stata caratterizzata da frequenti trasferimenti. Ha avuto modo di lavorare nelle sedi della società a Varsavia e a Vienna, e attualmente si sta preparando attivamente al trasferimento a Singapore, dove intende assumere la direzione del dipartimento risorse umane.

Originaria della città francese di Tours, Marion si è guadagnata un grande riconoscimento da parte della dirigenza grazie alla sua impeccabile professionalità e alla sua ricca esperienza internazionale. Da parte sua, apprezza profondamente l’azienda per la dinamica aziendale, lo slancio costante e le sfide ambiziose che l’organizzazione le propone regolarmente.

Tuttavia, questa rapida ascesa professionale comporta un costo personale elevato. Il continuo cambio di paesi e città rende molto difficile costruire relazioni stabili e durature. Avere un figlio in un periodo di intensi trasferimenti sembra un compito arduo, poiché un bambino, mentre si costruisce una carriera internazionale dinamica, richiede risorse e tempo di cui una donna d’affari in questa fase è drammaticamente a corto.

«È estremamente difficile trovare un partner disposto a trasferirsi senza esitazioni da un paese all’altro al mio seguito», afferma Marion. «Ma allo stesso tempo, fermare la propria crescita professionale o fare una pausa quando la carriera è all’apice è un compito non meno complesso».

Marion non esclude che, tra qualche anno, possa sorgere in lei il desiderio di rallentare il ritmo frenetico della vita e dedicare molta più attenzione alla sfera delle relazioni personali. Allo stesso tempo, però, non intende rimandare troppo a lungo la decisione di avere figli.

«Sono pienamente consapevole che, per me, la piena realizzazione personale è indissolubilmente legata alla gioia della maternità», ammette. «Ma allo stesso tempo mi rendo conto che tra 5-7 anni realizzare questo progetto sarà biologicamente molto più difficile».

Tecnologie mediche al servizio della pianificazione familiare e della crioconservazione

Per donne come Marion, una delle soluzioni più promettenti è rappresentata dalla tecnologia della maternità differita tramite crioconservazione. L’essenza di questo approccio consiste nel congelare gli ovociti nel periodo in cui la loro qualità biologica è al massimo, di norma prima dei 37 anni. Il materiale biologico prelevato viene conservato in una banca specializzata della clinica riproduttiva, dove può essere custodito in modo sicuro fino a quando la donna non si sentirà pienamente pronta a diventare madre. Se, con il passare degli anni, non dovesse trovare un compagno di vita adatto, avrà comunque la possibilità di ricorrere a una banca di sperma di donatori per sottoporsi a una procedura di fecondazione assistita. Nei casi in cui le cellule proprie perdano la loro vitalità con l’avanzare dell’età, i medici propongono di ricorrere alla fecondazione in vitro con donazione di ovociti come metodo alternativo per superare le difficoltà riproduttive.

Un’alternativa considerata più affidabile e tecnologicamente avanzata è il congelamento preventivo degli embrioni. Con questa tecnica, l’ovocita viene fecondato in anticipo, dopodiché l’embrione ottenuto viene conservato in azoto liquido. In questo stato, è in grado di mantenere la sua piena vitalità per il successivo trasferimento nella cavità uterina per un periodo fino a 20 anni. Ciò offre alla donna possibilità notevolmente maggiori di portare a termine con successo la gravidanza e di dare alla luce un bambino in futuro.

Al momento, Marion si è già sottoposta a consulti presso diverse strutture all’avanguardia, tra cui la clinica di medicina riproduttiva NatuVitro, e conta di prendere una decisione definitiva in merito prima del suo trasferimento ufficiale a Singapore.

Il cambiamento socioculturale e le priorità della nuova generazione

Solo un centinaio di mesi fa, letteralmente dieci anni fa, decisioni mediche di questo tipo erano percepite come qualcosa di rivoluzionario e fuori dagli schemi persino negli Stati Uniti. Oggi, invece, la maternità posticipata o tardiva è diventata una pratica diffusa ed è considerata nei paesi sviluppati una scelta di vita del tutto naturale.

I sociologi sottolineano che le giovani donne di oggi non si pongono più l’obiettivo di sposarsi subito dopo aver conseguito la laurea.

«Le ragazze di oggi si concentrano innanzitutto sulla costruzione della propria carriera e sulla crescita personale. Sempre più spesso scelgono consapevolmente di investire le proprie energie e il proprio tempo nello sviluppo professionale», spiega il ricercatore senior dell’Istituto di Sociologia.

Qual è quindi il fattore principale che spinge una donna a decidere di rimandare la maternità di un periodo compreso tra i cinque e i dieci anni? Nella stragrande maggioranza dei casi, il fattore chiave è la forte concorrenza socio-professionale e l’irresistibile desiderio di raggiungere il massimo successo nella carriera.

  • Ancora un po’ e occuperò la poltrona di amministratore delegato.
  • Basta aspettare solo un paio d’anni e la nostra azienda entrerà nei mercati internazionali.

È proprio così che una donna in carriera ambiziosa motiva la propria posizione.

In questo processo, la donna fa proprio il tradizionale modello maschile di successo. Aspira a essere la principale fonte di reddito, una leader autorevole, una persona che merita il sincero rispetto e l’ammirazione di chi la circonda. La piena indipendenza finanziaria le dona una sensazione di giovinezza, forza ed energia inesauribile. Ha fermamente intenzione di creare una famiglia tradizionale in un secondo momento, essendo sinceramente convinta che anche in questo ambito della vita potrà facilmente raggiungere un successo straordinario.

Critiche all’approccio razionale e dibattiti tra esperti

Tuttavia, un approccio così pragmatico e razionale suscita un serio dibattito nella comunità degli esperti.

Un rappresentante del Ministero della Salute e della Solidarietà Sociale esprime chiaramente una posizione opposta.

«Un bambino non deve in alcun caso diventare una riga in un business plan o un punto nella strategia aziendale. Le tecniche di fecondazione assistita sono state originariamente sviluppate esclusivamente per aiutare le donne affette da infertilità clinica, non per consentire di rimandare la maternità a un periodo più conveniente o opportuno».

Tuttavia, la realtà del mondo moderno, in rapida evoluzione, impone modelli di comportamento completamente nuovi, e le donne d’affari di successo preferiscono ragionare in termini diversi.

Tre scenari principali e i loro rischi nascosti

Se si considera la maternità come parte di una strategia di vita a lungo termine, è necessario valutare con lucidità i rischi che ne derivano. Gli esperti individuano tre scenari più comuni di sviluppo degli eventi.

Scenario 1. Il successo professionale è stato raggiunto, ma manca un compagno di vita

La donna supera la soglia dei 35 anni. È completamente indipendente dal punto di vista finanziario e ha raggiunto il successo professionale, ma non ha ancora incontrato l’uomo con cui creare una famiglia. Tutte le sue relazioni precedenti sono state di breve durata, mentre il bisogno emotivo e biologico di diventare madre diventa sempre più pressante. La soluzione più ovvia consiste nel ricorrere a un donatore di sperma e sottoporsi a una procedura di fecondazione in vitro (FIV).

Tuttavia, un passo del genere nasconde alcune complessità psicologiche. Immaginiamo una situazione in cui, alcuni anni dopo la nascita del bambino, la donna incontri un uomo con cui è pronta a costruire un’unione seria. Allo stesso tempo, nella banca del seme continuano a essere conservati gli embrioni congelati, creati con il contributo di un donatore anonimo. Sorge così un intero complesso di questioni delicate. Come reagirà il nuovo compagno? E la donna stessa vorrà avere un altro figlio pianificato, se le sue circostanze di vita e la sua situazione personale sono cambiate radicalmente?

Scenario 2. Il congelamento degli ovociti come investimento ad alto rischio

Il congelamento esclusivo degli ovociti offre la possibilità di rimandare a tempo indeterminato la scelta del padre del bambino, ma richiede un’analisi estremamente lucida delle probabilità. I medici hanno paragonato questo processo a investimenti finanziari rischiosi, in cui il potenziale guadagno è elevato, ma le garanzie sono del tutto assenti.

«Anche ricorrendo alle tecnologie di fecondazione in vitro più moderne e collaudate nel tempo, non tutte le donne riusciranno a rimanere incinte con successo, avvertono gli specialisti. Con il passare del tempo, gli ovociti congelati perdono inevitabilmente parte della loro vitalità. Su dieci ovociti congelati, dopo alcuni anni solo il 40-60% in media risulta idoneo alla fecondazione. E nessun medico è in grado di prevedere con esattezza quanti di essi riusciranno a essere fecondati con successo e trasferiti nell’utero. Nei casi in cui il biomateriale prelevato in precedenza perda completamente la propria qualità, la fecondazione in vitro con ovociti da donatrice può rappresentare una soluzione alternativa».

Scenario 3. Presenza di un partner e accordi comuni contro gli imprevisti della vita

La donna vive una relazione stabile e armoniosa. Il partner sostiene pienamente il suo desiderio di concentrarsi sulla carriera e di rimandare la questione della maternità di qualche anno. Tuttavia, anche il consenso reciproco non offre una garanzia al 100% di un esito positivo.

Come in una partnership d’affari, una rottura emotiva può verificarsi all’improvviso. Oggi tra le persone regnano amore, comprensione reciproca e fiducia, mentre domani può arrivare la separazione e il desiderio comune di avere un figlio svanisce all’istante. Le tecnologie mediche sono in grado di risolvere i problemi fisiologici, ma il fattore umano rimane sempre determinante.

La maternità in età avanzata e l’equilibrio tra vantaggi e svantaggi

Supponiamo che tutte le difficoltà organizzative, mediche e personali siano state superate e che il bambino desiderato sia finalmente venuto al mondo. La maternità in età matura presenta indubbi vantaggi.

«Una donna che decide consapevolmente di diventare madre all’età di 45 anni affronta questa fase responsabile con una vasta esperienza di vita, un sistema di valori ben consolidato e solide risorse materiali», osservano gli psicologi.

A questa età ci troviamo di fronte a una personalità ormai pienamente formata, in grado di offrire al proprio figlio, dal punto di vista emotivo e intellettuale, molto di più rispetto a una madre ventenne emotivamente immatura.

Tuttavia, questa medaglia ha anche il suo rovescio. La differenza di età tra madre e figlio può arrivare a 40 o addirittura 50 anni.

«Con un divario del genere, a volte viene praticamente saltata un’intera generazione con le sue specifiche norme culturali, i suoi valori e le sue abitudini», sottolineano gli psicologi. «Anche se una donna cerca di essere il più possibile al passo con i tempi e cerca di vivere al ritmo dei giovani, un profondo conflitto di visioni del mondo e di prospettive generazionali diventa praticamente inevitabile».

Risultati e statistiche

Nel 2023, i ricercatori della prestigiosa Università di Yale hanno pubblicato dati su larga scala. Secondo i loro rapporti, il numero di donne negli Stati Uniti che hanno deciso di dare alla luce il loro primo figlio dopo i 40 anni è raddoppiato negli ultimi cinque anni.

Tuttavia, tenendo conto del fatto che le cliniche mediche garantiscono una percentuale di successo delle procedure di maternità differita non superiore al 50-60%, questo approccio rimane uno dei progetti di vita più rischiosi e controversi per la donna moderna, ambiziosa e orientata al successo professionale.

Domande frequenti

1. Fino a quale età è consigliabile congelare gli ovociti

I medici specialisti in medicina riproduttiva ritengono che l’età ottimale per le procedure di crioconservazione degli ovociti sia il periodo fino ai 35-37 anni. A questa età, la qualità e la quantità degli ovociti si attestano a un livello sufficientemente elevato, il che aumenta notevolmente le probabilità di un fecondamento riuscito e di portare a termine una gravidanza in futuro.

2. Qual è la differenza principale tra la congelazione degli ovociti e quella degli embrioni

La congelazione degli ovociti non richiede la presenza di materiale maschile nella fase di congelamento, il che lascia alla donna la libertà di scegliere il futuro padre del bambino. La crioconservazione degli embrioni presuppone la fecondazione preliminare dell’ovocita con lo sperma del partner o di un donatore. Gli embrioni presentano una maggiore sopravvivenza al disgelo e garantiscono una percentuale più elevata di gravidanze riuscite.

3. Quali sono le probabilità di una gravidanza riuscita utilizzando materiale crioconservato

Secondo le statistiche delle principali cliniche di medicina riproduttiva, l’efficacia delle procedure che utilizzano materiale crioconservato è dell’ordine del 50-60%. Il successo dipende dall’età della donna al momento del prelievo del biomateriale, dalla sua qualità iniziale e dai parametri di salute individuali.

4. Per quanto tempo possono essere conservati gli ovociti e gli embrioni congelati

Gli embrioni e gli ovociti congelati vengono conservati in azoto liquido a temperature estremamente basse (circa -196 °C). In tali condizioni, il materiale biologico può mantenere la propria vitalità fino a 20 anni e oltre senza perdita di qualità.

5. Quali sono i rischi psicologici associati alla maternità differita

Tra i principali rischi psicologici figurano la potenziale delusione in caso di tentativi falliti di fecondazione in vitro, la probabilità di crescere un figlio da sola in assenza di un partner, nonché il conflitto intergenerazionale causato dalla grande differenza di età (40-50 anni) tra i genitori e il figlio.

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Dall’antipatia al “Sì” per tutta la vita: Marta e Massimo coronano il loro amore da sogno in Costiera Amalfitana

“ALL’INIZIO NON CI SOPPORTAVAMO PER NIENTE… POI CI SIAMO RITROVATI A COMPRARE CASA NELLO STESSO PALAZZO E CI SIAMO INNAMORATI!”. LA BELLISSIMA FIABA DI MARTA E MASSIMO, SPOSI IN COSTIERA AMALFITANA! 👰 🤵 💖 Quante volte Abbiamo Visto nei Film Romantici Due Persone Che all’Inizio Si “Odiano” E Poi Finiscono per Innamorarsi Follemente? Ebbene, A Volte i Film diventano Meravigliosamente Realtà! E’ la Stupenda e dolcissima Storia di Marta e Massimo, due Splendidi innamorati che il prossimo 19 Settembre si Giureranno “Amore Eterno” davanti all’Altare della Chiesa di Conca dei Marini, in Costiera Amalfitana! La Loro è una Storia Pazzesca, che Ricorda Tantissimo le parole della Famosa Canzone di Eros Ramazzotti (“Ti Sposerò Perché”). Durante i Primissimi incontri i due ragazzi Stavano Reciprocamente Molto “Antipatici” L’uno All’altra. Poi è Nata L’amicizia E Infine, Per Un puro scherzo del Destino, Si Sono Ritrovati Ad Abitare Nello Stesso Palazzo! Lì è Sbocciato un Sentimento Travolgente Che ora, dopo 3 Anni, li Porterà Alle Nozze, Realizzando il Sogno di Marta Fin da Quando Era Bambina! Leggi tutta La loro Splendida Fiaba Nel Nostro Articolo per fare Loro Tantissimi Auguri e Congratulazioni Insieme Ai Loro Genitori! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete dei Romantici Sognatori e Credete Che il “Destino” Esista e Faccia incontrare Sempre le Anime Gemelle? Siete d’Accordo col Fatto che gli Amori Migliori e Più Solidi e Duraturi Nascono Sempre Da un’Iniziale “Antipatia” o Da Una Fortissima Amicizia Trasformata in Passione? Diteci la Vostra Sviscerando i Vostri Racconti d’Amore nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Riempire di Meravigliosi Messaggi di Auguri I Due Futuri Sposi! VIVA L’AMORE VERO!

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Massimo e Marta

Conca dei Marini (Salerno) – Ci sono dei particolarissimi e folli amori che, per nascere e sbocciare in tutta la loro insuperabile potenza, hanno un disperato bisogno di compiere dei percorsi tortuosi, strani e inaspettati. Avete presente quelle coppie meravigliose che, durante i primissimi incontri, provano un’immediata e fortissima antipatia reciproca, giurando a se stessi e al mondo intero che “non potranno mai e poi mai stare insieme”? Eppure, quando il Destino decide di metterci lo zampino e scagliare la freccia di Cupido, accade l’inevitabile.
È esattamente questa la trama del bellissimo film romantico che ha per protagonisti Marta e Massimo, due innamorati che il prossimo 19 settembre 2026 coroneranno ufficialmente il loro immenso sogno d’Amore giurandosi fedeltà eterna presso la suggestiva Chiesa di S. Giovanni e S. Antonio a Conca dei Marini (nella magnifica cornice della Costiera Amalfitana).

Il Destino gioca a dadi: amici nello stesso palazzo

La loro storia sembra davvero la sceneggiatura di una commedia romantica, o forse la perfetta incarnazione della celeberrima canzone di Eros Ramazzotti, “Ti sposerò perché”. All’inizio della loro conoscenza, le cose tra i due futuri sposi non erano affatto semplici: Marta e Massimo non si sopportavano, la diffidenza regnava sovrana e le discussioni erano all’ordine del giorno. Eppure, con il passare del tempo e scavando sotto la corazza, i due ragazzi hanno iniziato a scoprire interessi comuni meravigliosi, trasformando quell’iniziale muro di antipatia in una sincera e solidissima amicizia.
Ma la Vita, si sa, ha sempre in serbo dei colpi di scena clamorosi. Per uno scherzo del Destino, i due si sono infatti ritrovati a comprare casa esattamente nello stesso palazzo. Questa strettissima vicinanza fisica ha innescato la magia: le chiacchierate sono diventate sempre più intime e i piccoli, dolcissimi gesti quotidiani di vicinato hanno lentamente fatto germogliare un sentimento spontaneo, travolgente e naturale.

Il sogno di bambina che si avvera sull’Altare

“Dopo tre anni vissuti meravigliosamente l’uno a fianco dell’altra, siamo finalmente qui, pronti a coronare il nostro amore”, raccontano oggi i due innamorati, con gli occhi che brillano di pura felicità. “Sappiamo di essere stati fortunati a trovarci, ma anche fortissimi a sceglierci ogni singolo giorno, superando insieme ogni piccola e grande difficoltà”.
Giovedì 19 settembre, quel sentimento diventerà un vincolo sacro. A officiare il dolcissimo rito religioso sarà il parroco Don Andrea Alfieri (che porterà in dono agli sposi anche una speciale Benedizione del Santo Padre). Per Marta, varcare la soglia di quella chiesa in Costiera Amalfitana significherà realizzare il sogno segreto che custodiva fin da quando era una bambina: vestirsi di un bianco candido e brillante come la spuma del mare, per perdersi per sempre nell’infinito abbraccio del suo Massimo.

Una festa indimenticabile: gli auguri alle Famiglie

A festeggiare l’inizio di questa nuova, entusiasmante avventura di vita, oltre ai tanti amici e parenti, ci saranno ovviamente i pilastri delle loro vite. Gli sposi stringeranno a sé i genitori di Marta (il papà Palmiro Noschese e la mamma Vincenza Rossomando) e i genitori di Massimo (il papà Adriano Parolin e la mamma Laura Garavaglia), visibilmente emozionati e orgogliosi dei loro ragazzi. Dopo il fatidico “Sì”, i festeggiamenti esploderanno di gioia con un elegantissimo e lussuoso ricevimento organizzato presso il rinomato Hotel S. Caterina di Amalfi.
A Marta e a Massimo non possiamo fare altro che augurare una splendida, lunga e fortunata Vita Insieme. Che il loro matrimonio sia fatto di gesti concreti e non di sole parole, di abbracci sinceri e non di illusioni. Il vostro lieto fine, ragazzi, è appena cominciato. Auguri immensi!

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Dalla strega alla cartomante, viaggio degli arcani nell’anima: quando il simbolo diventa specchio dell’interiorità

È stato un viaggio attraverso la storia, l’iconografia, il simbolismo e l’interiorità quello proposto il 13 settembre con la conferenza “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima”, ospitata nella suggestiva cornice dell’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

Un luogo particolarmente evocativo per un appuntamento dedicato agli Arcani: qui, infatti, la natura diventa essa stessa spazio di riflessione, mentre il silenzio del paesaggio sembra amplificare ogni parola, ogni racconto, ogni suggestione. In questo scenario, il linguaggio dei simboli ha trovato una dimensione ancora più profonda, quasi in dialogo con gli elementi naturali che circondavano il pubblico.

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Cartomante Chiara

Redazione-  È stato un viaggio attraverso la storia, l’iconografia, il simbolismo e l’interiorità quello proposto il 13 settembre con la conferenza “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima”, ospitata nella suggestiva cornice dell’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

Un luogo particolarmente evocativo per un appuntamento dedicato agli Arcani: qui, infatti, la natura diventa essa stessa spazio di riflessione, mentre il silenzio del paesaggio sembra amplificare ogni parola, ogni racconto, ogni suggestione. In questo scenario, il linguaggio dei simboli ha trovato una dimensione ancora più profonda, quasi in dialogo con gli elementi naturali che circondavano il pubblico.

La conferenza ha condotto i partecipanti lungo un percorso capace di attraversare secoli di storia e trasformazioni culturali, mostrando come la figura della strega, della cartomante e, più in generale, il mondo legato agli Arcani siano stati interpretati e riletti nel corso del tempo.

Al centro dell’incontro non vi è stata soltanto la dimensione storica delle carte e della loro rappresentazione, ma soprattutto il loro valore simbolico e introspettivo. Gli Arcani sono stati presentati come immagini capaci di evocare domande, emozioni e riflessioni, diventando una sorta di specchio nel quale l’individuo può riconoscere paure, desideri, fragilità, trasformazioni e possibilità.

Il simbolo, dunque, non come semplice immagine da decifrare, ma come linguaggio dell’anima.

È proprio questa prospettiva ad aver reso l’appuntamento un’occasione di confronto e conoscenza: osservare un Arcano significa, in qualche modo, confrontarsi con ciò che quella rappresentazione riesce a suscitare dentro di noi. La carta diventa così un punto di partenza per una riflessione più ampia sull’essere umano e sul suo incessante bisogno di interrogarsi sul mistero dell’esistenza.

Particolarmente significativo è stato il rapporto tra il tema dell’incontro e il luogo che lo ha accolto. L’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, con il suo patrimonio ambientale e la sua atmosfera sospesa tra acqua, vegetazione e silenzio, ha offerto una cornice ideale per un appuntamento nel quale natura e simbolo, storia e interiorità hanno potuto incontrarsi.

Un sentito ringraziamento va a Riccardo Luciani, Presidente dell’Oasi, per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità culturale dimostrate nel sostenere l’iniziativa.

Un ringraziamento altrettanto importante a Marco Petrelli, Direttore dell’Oasi, per la cura organizzativa, l’attenzione ai dettagli e il prezioso supporto operativo che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, permettendo alla conferenza di svolgersi in un contesto naturale di straordinaria bellezza.

Grazie anche a Manuela Capotombolo, responsabile della comunicazione, per la professionalità, la precisione e la capacità di accompagnare e valorizzare l’incontro attraverso una comunicazione chiara, efficace e appassionata.

Ma il ringraziamento più autentico è rivolto a tutte le persone che hanno scelto di partecipare. A chi è arrivato per semplice curiosità, a chi ha seguito l’incontro per passione e a chi ha voluto avvicinarsi a un universo simbolico forse ancora poco conosciuto.

La partecipazione attenta del pubblico, le domande, gli sguardi e persino i momenti di silenzio hanno contribuito a trasformare la conferenza in qualcosa di più di un semplice appuntamento culturale. È nato un momento di comunità, nel quale il simbolo si è fatto dialogo e il dialogo si è trasformato in esperienza condivisa.

Cartomante Chiara

“Dalla strega alla cartomante” ha così lasciato una traccia che va oltre la singola giornata. Perché parlare di Arcani significa anche parlare dell’uomo, della sua necessità di attribuire significati alle immagini, di cercare risposte, di attraversare le proprie inquietudini e di dare un nome alle trasformazioni che accompagnano il cammino della vita.

In un luogo nel quale la natura custodisce storie antiche e il tempo sembra assumere un ritmo diverso, gli Arcani hanno trovato una nuova voce.

E quella voce non ha parlato soltanto di carte, simboli o tradizioni, ma soprattutto di noi.

Perché ogni simbolo, quando riesce davvero a interrogarci, smette di essere soltanto un’immagine e diventa una domanda. E talvolta, nel tentativo di trovare una risposta, scopriamo che il viaggio più importante non è quello verso ciò che ancora non conosciamo, ma quello verso la parte più profonda di noi stessi.

La conferenza del 13 settembre si è conclusa, dunque, ma il viaggio continua: nelle domande rimaste aperte, nelle riflessioni suscitate e negli sguardi di chi, tornando a casa, forse ha iniziato a osservare il simbolo con occhi nuovi.

Cartomante Chiara

Chiara, “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima” è un titolo che racchiude storia, mistero e trasformazione. Quale viaggio ha voluto proporre al pubblico attraverso questo incontro?

Ho voluto proporre un viaggio che non fosse soltanto attraverso la storia degli Arcani, ma soprattutto dentro l’essere umano. Le figure che incontriamo nelle carte appartengono a un immaginario antico, fatto di simboli, archetipi e racconti che nel tempo hanno assunto significati differenti. Attraversarle significa anche osservare come è cambiato il nostro modo di guardare al mistero, alla conoscenza e a noi stessi.

 

Gli Arcani, in fondo, non raccontano soltanto qualcosa: ci raccontano qualcosa di noi. Sono immagini nelle quali possiamo riconoscere paure, desideri, passaggi, crisi e rinascite. Il vero viaggio, quindi, non è nella carta, ma nello sguardo di chi la osserva.

In che modo gli Arcani possono diventare uno strumento di introspezione e di conoscenza dell’animo umano?

Il simbolo ha una forza particolare perché riesce a parlare anche laddove le parole non arrivano. Un’immagine può evocare una memoria, una sensazione, una domanda che forse custodivamo dentro di noi senza averla ancora formulata.

 

Gli Arcani possono essere considerati degli specchi: non danno necessariamente risposte definitive, ma possono aiutarci a porci le domande giuste. E spesso una domanda autentica è già l’inizio di un cambiamento.

 

Credo che conoscersi significhi anche avere il coraggio di guardare le proprie zone d’ombra senza averne paura. Ogni Arcano può diventare una porta: sta a noi decidere se attraversarla.

La conferenza si è svolta in un luogo straordinario come l’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa. Quanto ha influito questo particolare contesto sul significato dell’incontro?

Ha influito moltissimo. La natura possiede una capacità straordinaria di creare ascolto. In un luogo dove il silenzio, l’acqua, gli alberi e il paesaggio accompagnano la presenza umana, anche le parole sembrano assumere un peso diverso.

 

L’Oasi ha rappresentato quasi un altro protagonista dell’incontro. Parlare di simboli e interiorità immersi nella natura ha creato una sorta di dialogo tra ciò che è fuori e ciò che è dentro di noi.

 

Forse è proprio questo il senso più profondo del viaggio attraverso gli Arcani: imparare ad ascoltare ciò che ci circonda per riuscire, finalmente, ad ascoltare ciò che abita dentro di noi.

 

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Michele Placido porta in tv la storia eroica di Rosario Livatino: svelato il trailer della nuova miniserie Rai sul Giudice Beato

L’EROE SILENZIOSO (OGGI BEATO DELLA CHIESA) CHE COMBATTEVA E FACEVA TREMARE LA MAFIA!! 🙏 ⚖️ 📺 Michele Placido Svela il meraviglioso e commovente “Trailer” della Sua nuova Fiction Rai interamente dedicata all’Eroico e Indimenticabile Giudice ROSARIO LIVATINO! Un evento Televisivo formidabile per Eduare le Nostre future Generazioni! Ci sono Nomi, Uomini e Figure Esemplari nella Nostra amata Italia che non Dovrebbero Mai essere Dimenticati dai libri di Storia e dalla Televisione! Uno di questi Giganti del Dovere Civile e della Lotta alla Criminalità Organizzata è senza dubbio il Giudice Rosario Livatino (Ribattezzato affettuosamente “Il Giudice Ragazzino” per la sua Giovane Età). Per Onorare e Ricordare in modo pazzesco la sua Memoria, il grande regista e Attore MICHELE PLACIDO ha girato (Per la prima volta nella Storia per conto di Rai Fiction) una Bellissima Miniserie di ben 4 Puntate (Intitolata “Livatino il Giudice e i Suoi Assassini”) che andrà in Onda tra Pochi mesi In Prima Serata su RAI 1! Il Bravissimo attore Giuseppe De Domenico Darà Volto e Anima a Livatino, per raccontare agli Italiani il formidabile, Silenzioso e Astuto metodo di Lotta del magistrato, che riuscì negli Anni Ottanta a Colpire e sequestrare i Patrimoni e i Soldi Sporchi della ferocissima “Stidda” Agrigentina! Il Film racconterà e ci farà Emozionare sviscerando lo Scontro Mortale Tra la Legge del Bene e Le “Tenebre” del Male… culminando ovviamente con la Tragica data del 21 Settembre 1990, in Cui un commando di spietati Assassini Mafiosi Inseguì l’Auto del Giudice Trucidandolo in una Cunetta ai lati della Strada Statale! Ma Il miracolo e l’Amore di Quest’uomo Hanno Vinto Oltre la Morte! Per via del Suo Estremo, Incrollabile e Purissimo attaccamento ai Valori Cristiani (Rifiutò la scorta per Non Far uccidere dei Padri di Famiglia Incolpevoli), Rosario Livatino è diventato in Assoluto Il primissimo Giudice Magistrato ad Essere Eletto BEATO DALLA CHIESA CATTOLICA!! Una Produzione (Che Vede in Scena attori del Calibro di NINO FRASSICA e Ninni Bruschetta) che ci farà Piangere dalla Commozione e dall’Orgoglio! Leggi Tutti i Fantastici Dettagli della Trama della Fiction Nel Nostro Meraviglioso Articolo Tv! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete d’Accordo col Fatto (E Siete Contentissimi) che la nostra Tv Di Stato Continui finalmente, a Distanza di Decenni, a “Sfornare” e Spendere i Soldi del Canone per queste Bellissime “Fiction Storiche”, Obbligando di Fatto e Abituando i Nostri Giovani Figli e Nipoti a Studiare il Passato, Insegnandogli che il Nostro Paese è Fatto di Eroi Straordinari che Hanno Versato il Loro Sangue per La Giustizia? Anche Voi Siete da Sempre Appassionati e Commossi dalla Formidabile Storia del Giudice Livatino, L’uomo Solo che riuscì a Far tremare le Cosche Siciliane? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Parere nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare un Grandissimo Applauso Commosso (Fin Lassù) Al Giudice Livatino! Non ti dimenticheremo MAI!

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Trailer Rosario Livatino

Roma – Ci sono eroi silenziosi, uomini straordinariamente normali, che con il loro instancabile e certosino lavoro quotidiano, unito a una fortissima e incrollabile fede in Dio, sono riusciti a far tremare le fondamenta del male assoluto. Stiamo parlando di una delle figure più pure, tragiche e luminose dell’intera storia repubblicana italiana: il Giudice Rosario Livatino.
Per onorarne l’immensa memoria e per far conoscere il suo immenso coraggio civile anche alle ultimissime generazioni di giovani, il grande regista (nonché formidabile attore) Michele Placido ha deciso di firmare per la primissima volta la regia di una fiction destinata alla rete ammiraglia della televisione di Stato. “Livatino, il Giudice e i suoi Assassini” è il titolo della nuova, attesissima miniserie televisiva in 4 episodi (da 50 minuti ciascuno) che andrà in onda in primissima visione prossimamente su Rai 1 e Rai Play. Nelle scorse ore, la co-produzione (siglata da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, e prodotta da Federica Luna Vincenti) ha rilasciato ufficialmente l’emozionante trailer di lancio, scatenando già grandissima attesa e commozione nel pubblico italiano.

La luce della Fede contro le tenebre della “Stidda”

La narrazione della miniserie (scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e dallo stesso Michele Placido) ci riporterà fisicamente ed emotivamente indietro nel tempo, tra la polvere e il sole degli anni Ottanta, nel cuore profondo dell’agrigentino. In questo scenario duro e complicato, si incrociano fatalmente due destini totalmente opposti. Da una parte, il luminoso e silenzioso lavoro del magistrato Rosario Livatino, che combatte il potere mafioso utilizzando la sua intelligenza acuta per colpire chirurgicamente i patrimoni, gli interessi economici e il radicamento nel territorio della mafia (applicando il principio del “Segui i soldi e troverai la Cupola”). Dall’altra parte, invece, le tenebre di un gruppo di giovanissimi “stiddari” (i feroci membri dell’organizzazione criminale siciliana della Stidda), ragazzi cresciuti nella miseria e nell’ignoranza, inesorabilmente attratti dalla criminalità come unica, tragica via di riscatto e arricchimento.

Il 21 Settembre 1990: il martirio e la Beatificazione

La regia di Placido costruisce un chiasmo narrativo pazzesco, un duello rusticano e invisibile che oppone, minuto dopo minuto, la Legge alla violenza, e la Giustizia alla sopraffazione mafiosa. I due percorsi si avvicineranno inesorabilmente, fino alla drammatica e luttuosa data del 21 settembre 1990, giorno in cui un commando armato della Stidda inseguì e trucidò brutalmente e vigliaccamente il giovane magistrato lungo la statale agrigentina.
Tuttavia, l’odio della criminalità organizzata non ha potuto assolutamente cancellare il lascito d’amore di quest’uomo. La sua immensa testimonianza di Giustizia e di profonda Fede lo ha reso un simbolo imperituro della lotta alla mafia e, soprattutto, il primo magistrato dell’intera storia dell’umanità a essere proclamato Beato dalla Chiesa cattolica.

Un cast d’eccezione guidato da Giuseppe De Domenico

A dare anima, volto e voce all’amatissimo “Giudice Ragazzino” ci penserà il bravissimo e intenso attore Giuseppe De Domenico. A fargli da corollario nella miniserie televisiva, spicca un cast corale di attrici e attori assolutamente eccezionali e di primissimo livello, tra cui figurano Leonardo Maltese, il popolarissimo ed eclettico Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta e Brenno Placido.
La miniserie, realizzata anche grazie al vitale contributo del Ministero della Cultura e della Sicilia Film Commission (Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana), promette di essere uno degli appuntamenti televisivi più importanti, educativi ed emozionanti dell’intera stagione invernale. Mettetevi comodi e preparate i fazzoletti: l’Italia non dimentica i suoi veri Eroi.

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