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L’Esercito celebra 154 anni di storia delle Truppe Alpine: solenni cerimonie tra Bolzano e la Caserma Pasquali dell’Aquila

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L’Aquila – Centocinquantaquattro anni di eroismo, spirito di sacrificio, fedeltà incrollabile alla Patria e una vicinanza viscerale e indissolubile con le popolazioni delle terre alte. Le Truppe Alpine dell’Esercito Italiano festeggiano oggi il 154° anniversario della loro fondazione ufficiale, avvenuta a Napoli il 15 ottobre 1872 quando il Re Vittorio Emanuele II firmò lo storico Regio Decreto n. 1056. Da quella geniale intuizione militare – concepita dal capitano Giuseppe Perrucchetti per affidare la difesa dei confini dell’arco alpino ai giovani nati e cresciuti tra quelle stesse valli – presero vita le prime quindici leggendarie compagnie di soldati con la penna nera, destinate a scrivere alcune delle pagine più gloriose e toccanti della storia d’Italia.

Le celebrazioni all’Aquila: il 9° Reggimento Alpini rende omaggio ai Caduti

Mentre a Bolzano, sede del Comando delle Truppe Alpine, si sono svolti gli atti centrali del cerimoniale alla presenza dei vertici militari, nel capoluogo abruzzese la ricorrenza è stata vissuta con straordinaria intensità emotiva presso la Caserma “G. Pasquali – Campomizzi”, storico quartier generale del glorioso 9° Reggimento Alpini. Un reparto d’élite che incarna l’anima montanara dell’Abruzzo e che custodisce una Bandiera di Guerra tra le più decorate d’Italia.

La cerimonia commemorativa si è aperta sul piazzale d’onore della caserma aquilana con il solenne rito dell’alzabandiera, seguito dalla deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento ai Caduti, per rendere imperituro tributo a chi ha sacrificato la vita per l’Italia su tutti i fronti. Il silenzio d’ordinanza ha lasciato poi spazio alle parole commoventi della Preghiera dell’Alpino e all’allocuzione del Comandante di Reggimento, che ha ricordato il debito morale verso i veci e la responsabilità di tramandarne intatti l’onore e il senso del dovere. Alla funzione liturgica e al successivo incontro conviviale presso il Circolo Unificato ha partecipato una folta delegazione dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), a testimonianza di quella continuità generazionale che lega indissolubilmente i militari in servizio e le “penne nere” in congedo.

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Il messaggio del Generale Vezzoli: radici montane, tecnologia avanzata e valori

Nel suo messaggio diramato per l’anniversario, il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Alberto Vezzoli, ha tracciato il profilo moderno di una specialità che ha saputo evolversi senza mai rinnegare la propria identità originaria. Il Generale ha evidenziato come gli Alpini del terzo millennio coniughino una solida preparazione fisica e morale con dotazioni tecnologiche all’avanguardia, operando lungo tre direttrici imprescindibili: l’addestramento continuo, l’innovazione scientifica e la fedeltà ai valori costituzionali.

«Il legame con le comunità montane – ha rimarcato il Generale Vezzoli – resta il tratto distintivo più nobile e fecondo delle Truppe Alpine. Da oltre un secolo e mezzo siamo al servizio del Paese, pronti a intervenire laddove il terreno è più aspro e le condizioni estreme richiedono tempra, competenza e cuore». Un’impronta confermata sul piano scientifico dal Centro Addestramento Alpino di Aosta, polo di eccellenza globale negli sport invernali e nell’alpinismo, dove attraverso il progetto sperimentale d’avanguardia denominato “Campo Alta Quota” – sviluppato in sinergia con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e con prestigiosi atenei italiani – si studiano le reazioni del corpo umano e l’affidabilità dei materiali in condizioni climatiche polari.

Dalle missioni NATO e ONU al soccorso nelle grandi calamità nazionali

Oggi le Truppe Alpine sono protagoniste indiscusse della sicurezza internazionale e della stabilità globale. I reggimenti alpini sono costantemente schierati nei teatri operativi più delicati: dalla missione UNIFIL delle Nazioni Unite nel Libano del Sud, guidata dalla Brigata Alpina “Taurinense”, fino all’Ungheria, dove la Brigata Alpina “Julia” è integrata nella forza di reazione rapida NATO (Forward Land Forces – Hungary) per presidiare il fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.

Parallelamente agli impegni esteri e al presidio delle principali città italiane con l’operazione “Strade Sicure”, resta indelebile nella memoria collettiva il ruolo degli Alpini come primi, generosi soccorritori nelle tragedie naturali che hanno colpito la penisola. Dal disastroso terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 alla tragedia della diga del Vajont nel 1963, dal sisma del Friuli nel 1976 fino ai terremoti che hanno ferito l’Abruzzo e il Centro Italia tra il 2009 e il 2017, la vista di una penna nera tra le macerie o nella bufera di neve ha sempre rappresentato per i cittadini il segnale più rassicurante che lo Stato è presente. Un patrimonio di affetto e fiducia popolare che a 154 anni dalla fondazione risplende più vivo che mai.

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Roma si prepara alla notte magica di «Musei in Musica 2026»: il 21 novembre apertura straordinaria fino alle 2 di notte e bando aperto per gli artisti

Sabato 21 novembre 2026 torna a Roma la notte magica di «Musei in Musica»: monumenti e pinacoteche civiche aperti dalle 20:00 alle 02:00 di notte con concerti ed eventi dal vivo. Online il bando Zètema per selezionare gli artisti (scadenza il 3 novembre). Tutte le info e i musei coinvolti 👇

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Roma – L’arte millenaria della Capitale si fonde con la magia delle note dal vivo, trasformando i capolavori scultorei, le pinacoteche storiche e le aree archeologiche della Città Eterna in palcoscenici suggestivi a cielo aperto e al chiuso. Sabato 21 novembre 2026 torna l’attesissimo appuntamento con Musei in Musica, la grande manifestazione autunnale promossa da Roma Capitale, con l’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative per la Giornata della Memoria e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata operativamente da Zètema Progetto Cultura. Per un’intera notte, dalle ore 20:00 fino alle 02:00 del mattino (con ultimo ingresso all’una), i Musei Civici del Sistema Roma Capitale e numerosi altri spazi culturali apriranno straordinariamente le loro porte a cittadini e turisti con un fitto cartellone di concerti, performance e spettacoli dal vivo.

Il bando pubblico di Zètema: scadenza il 3 novembre per selezionare i progetti artistici

In concomitanza con l’annuncio della sedicesima edizione della rassegna, è stato ufficialmente pubblicato sul portale gare e appalti di Zètema Progetto Cultura l’avviso concorrenziale per la selezione delle proposte artistiche che animeranno le sale museali. L’amministrazione capitolina intende sostenere concretamente le realtà del settore culturale e dello spettacolo, offrendo agli operatori una vetrina d’eccezione a finanziamento diretto del Comune.

Tutti gli enti, le associazioni culturali, le società e gli artisti professionisti in possesso dei requisiti di legge hanno tempo fino alle ore 12:00 di martedì 3 novembre 2026 per presentare i propri progetti di animazione musicale e performativa. I progetti dovranno essere appositamente concepiti per dialogare in maniera armonica con le collezioni permanenti, i reperti archeologici e le architetture dei musei ospitanti, spaziando dal repertorio classico al jazz, dalla lirica alle musiche tradizionali del mondo, fino alla sperimentazione contemporanea e alla danza.

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L’Assessore Smeriglio: «Dopo i 34mila visitatori dello scorso anno, una nuova notte di bellezza condivisa»

A sottolineare il valore identitario e partecipativo della kermesse è l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio: «Musei in Musica, giunta con successo alla sua 16ª edizione, è una scommessa che la cittadinanza ha saputo accogliere con un entusiasmo travolgente. Lo scorso anno abbiamo registrato oltre 34.000 presenze, a testimonianza di quanto i romani e i visitatori amino vivere i luoghi della memoria e dell’arte attraverso linguaggi vivi e accessibili come lo spettacolo dal vivo. Abbiamo voluto pubblicare il bando con tempestività per dare solide certezze operative alle compagnie e sostenere finanziariamente il lavoro di qualità degli artisti. I soggetti che risulteranno vincitori animeranno con il loro talento gli spazi più prestigiosi del nostro Sistema Museale la notte del 21 novembre, disseminando la città di bellezza, armonia e inclusione sociale».

La mappa dei musei aperti: dai Musei Capitolini all’Ara Pacis e Villa Torlonia

Il circuito coinvolto nella notte bianca della cultura musicale abbraccia l’intero territorio capitolino, dai colli storici fino alla periferia archeologica. Tra i siti che apriranno le porte fino a tarda notte figurano i Musei Capitolini con i capolavori di Piazza del Campidoglio, la suggestiva Centrale Montemartini sull’Ostiense (straordinario connubio tra archeologia industriale e scultura classica), i Mercati di Traiano con il Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis disegnato da Richard Meier, Palazzo Braschi (Museo di Roma) a Piazza Navona, il Museo Napoleonico e il Museo di Roma in Trastevere.

Non mancheranno le oasi verdi di Villa Borghese con il Museo Pietro Canonica e il Museo Carlo Bilotti all’Aranciera, l’affascinante complesso dei Musei di Villa Torlonia (con la Casina delle Civette, il Casino Nobile e la Serra Moresca recentemente restaurata), il Museo di scultura antica Giovanni Barracco, il Museo Civico di Zoologia, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina al Gianicolo, la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, il Museo pleistocenico di Casal de’ Pazzi, l’inedito Parco Archeologico del Celio con il nuovo Museo della Forma Urbis e il maestoso complesso della Villa di Massenzio sull’Appia Antica.

L’ingresso alle strutture manterrà la tradizionale tariffa simbolica di 1 euro (o completamente gratuito per i possessori della MIC Card), confermando Musei in Musica come una delle feste popolari più democratiche e amate dell’autunno romano. Per consultare il bando, la modulistica tecnica e il programma in costante aggiornamento è possibile visitare il portale ufficiale www.museiincomuneroma.it o contattare il centralino informativo 060608.

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Trionfo per il Cavallino Matto ai Parksmania Awards 2026: doppio Oscar per l’attrazione «Dynamite» e per il CEO Riccardo Manfredini

Straordinario trionfo del Cavallino Matto ai Parksmania Awards 2026: il parco di Marina di Castagneto Carducci conquista l’Oscar per la miglior nuova attrazione con il Disk’O Coaster «Dynamite» e il premio speciale alla carriera per il CEO Riccardo Manfredini 👇

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Cavallino Matto

Marina di Castagneto Carducci – Il parco divertimenti più grande ed ecologico della Toscana fa il pieno di allori nell’Olimpo dell’intrattenimento nazionale ed europeo. Nella splendida cornice di Movieland Park, affacciato sulle sponde del Lago di Garda, si è celebrata la venticinquesima edizione dei prestigiosi Parksmania Awards 2026, universalmente considerati gli “Oscar” del settore amusement. A dominare la serata di gala è stato il Cavallino Matto di Marina di Castagneto Carducci (in provincia di Livorno), capace di conquistare ben due delle statuette più ambite: il premio per la «Miglior Nuova Attrazione Family» assegnato al maestoso Disk’O Coaster Dynamite e il tributo speciale per i «Meriti Professionali» conferito al CEO Riccardo Manfredini, architetto visionario del rinascimento del parco toscano.

Il botto di «Dynamite»: il Disk’O Coaster più grande d’Italia incoronato regina delle famiglie

Il riconoscimento tributato a Dynamite rappresenta la consacrazione dell’investimento strategico più imponente realizzato dal parco negli ultimi anni. Con un tracciato spettacolare lungo 80 metri e una gobba centrale che svetta a 15 metri d’altezza sopra la chioma della secolare pineta mediterranea, la giuria tecnica di Parksmania ha eletto l’attrazione come il punto di riferimento assoluto per il divertimento familiare del 2026.

La magia di questo Disk’O Coaster di ultima generazione, prodotto dal colosso leader Zamperla, risiede nella capacità di fondere in un’unica esperienza dinamica il brivido dell’oscillazione a pendolo su rotaia e la rotazione continua di una piattaforma circolare da 40 posti rivolti verso l’esterno. Il risultato è una sensazione di volo radente e forze centrifughe mozzafiato ma perfettamente calibrate, in grado di regalare pura adrenalina ai ragazzi garantendo al contempo totale sicurezza e accessibilità per genitori e bambini. Un mix vincente che durante tutta la stagione estiva ha registrato numeri da record e code entusiaste, confermando come l’intrattenimento per famiglie possa innovarsi senza mai risultare proibitivo o eccessivamente estremo.

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Il tributo a Riccardo Manfredini: vent’anni di visione, coraggio e leadership

Se Dynamite celebra il successo del presente, la targa speciale per i «Meriti Professionali» assegnata a Riccardo Manfredini fotografa un ventennio di lavoro straordinario. La giuria di esperti e giornalisti di settore ha voluto premiare la capacità manageriale con cui Manfredini, a partire dal 2006, ha preso in mano le redini del parco, ereditando una secolare tradizione familiare nello spettacolo viaggiante per trasformarla in una moderna industria dell’intrattenimento a caratura europea.

Sotto la sua guida costante, il Cavallino Matto ha saputo compiere un salto di qualità strutturale: da parco giochi locale a polo turistico primario della Costa degli Etruschi, esteso oggi su oltre 100.000 metri quadrati. Manfredini ha impostato una filosofia di sviluppo rigorosa, basata su massimi standard di sicurezza certificata, costante formazione del personale, spettacoli dal vivo di livello internazionale e, soprattutto, una convivenza armonica e rispettosa con l’ecosistema naturale del parco, dove le attrazioni sorgono perfettamente integrate all’ombra dei pini marittimi senza alcuna alterazione dell’ambiente costiero.

Un punto di riferimento per l’economia e il turismo della Costa degli Etruschi

Le due targhe dei Parksmania Awards, esposte con legittimo orgoglio davanti allo storico portale d’ingresso a ferro di cavallo, suggellano un 2026 memorabile che premia non solo la proprietà e il management, ma anche l’impegno quotidiano delle centinaia di dipendenti stagionali e collaboratori che rendono vivo il parco ogni giorno.

Il Cavallino Matto si conferma così un motore economico determinante per Castagneto Carducci, la Val di Cornia e l’intera provincia livornese, capace di catalizzare flussi turistici da tutta Italia, dalla Germania, dalla Svizzera e dal nord Europa, creando un indotto vitale per il comparto alberghiero, balneare ed enogastronomico locale. Forte di questo trionfo agli “Oscar” dei parchi, la storica guida di Riccardo Manfredini guarda già alle prossime sfide, dimostrando come passione, identità familiare e visione d’impresa siano la ricetta più solida per continuare a far sognare intere generazioni.

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Mani Pulite oltre trent’anni dopo: Di Pietro, Cusani e Sama insieme a Milano per raccontare «la stagione che cambiò l’Italia»

Storico incontro a Milano il 26 ottobre da LCA Studio Legale: Antonio Di Pietro, Sergio Cusani e Carlo Sama si ritrovano insieme per raccontare «La stagione che cambiò l’Italia». Un confronto senza precedenti sugli anni di Tangentopoli, il processo Enimont e il crollo della Prima Repubblica, moderati da Piero Colaprico 👇

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Locandina evento Milano

Milano – Un confronto che profuma di storia patria, di aule di tribunale trasmesse a reti unificate e di un terremoto istituzionale che spazzò via la Prima Repubblica ridisegnando per sempre il rapporto tra magistratura, finanza e potere politico. Lunedì 26 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:30, la sede milanese di LCA Studio Legale (in via della Moscova 18) ospiterà un incontro pubblico di straordinario valore documentario e civile intitolato «La stagione che cambiò l’Italia. Impresa, politica e giustizia negli anni ’90, raccontate dai protagonisti». Per la prima volta attorno allo stesso tavolo si ritroveranno faccia a faccia i tre volti simbolo del caso Enimont e della stagione di Mani Pulite: l’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro, il consulente finanziario Sergio Cusani e l’ex amministratore delegato di Montedison Carlo Sama, moderati dal giornalista e scrittore Piero Colaprico, la penna storica che nei giorni infuocati del 1992 coniò il termine «Tangentopoli».

Dal maxiprocesso Enimont al confronto di via della Moscova: trent’anni di riflessione

Per comprendere la portata simbolica e storica dell’appuntamento organizzato da LCA Studio Legale, in collaborazione con Tombolini e SRI Group, occorre riavvolgere il nastro fino all’autunno del 1993. Fu allora che l’aula della prima sezione penale del Tribunale di Milano, immortalata dalle telecamere di Un giorno in pretura su Rai 3, divenne il teatro della “madre di tutte le tangenti”: i 150 miliardi di lire versati dalla maxitangente Enimont ai vertici di tutti i partiti di governo dell’epoca per favorire il disimpegno di Montedison dal colosso chimico misto pubblico-privato.

Da una parte c’era l’incalzare energico e dialettico di Antonio Di Pietro, l’ex poliziotto molisano diventato la punta di lancia del pool milanese guidato da Francesco Saverio Borrelli; dall’altra Sergio Cusani, che scelse di affrontare a testa alta il dibattimento pubblico senza patteggiare né cercare scorciatoie processuali, scontando poi interamente la sua pena detentiva e dedicandosi per decenni alla riabilitazione dei detenuti e all’impegno sociale. Accanto a loro, la memoria di Raul Gardini e la testimonianza di Carlo Sama, all’epoca giovane cognato del patron ravennate e protagonista diretto dei passaggi finanziari più complessi di quella drammatica stagione industriale.

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L’eredità di Tangentopoli: cosa resta di quella rottura nel capitalismo e nella politica italiana

A guidare il dibattito non sarà una sterile rievocazione nostalgica o accusatoria, bensì un’analisi storico-critica condotta da Piero Colaprico, celebre inviato speciale di Repubblica che visse giorno per giorno il crollo del vecchio sistema dei partiti, documentando i retroscena della «dazione ambientale» e le conseguenze economico-sociali dell’inchiesta. L’obiettivo dell’incontro è interrogarsi apertamente su ciò che Mani Pulite ha prodotto nel lungo periodo: la fine dei partiti di massa, la nascita del bipolarismo della Seconda Repubblica, ma anche le occasioni mancate di riforma strutturale della pubblica amministrazione e della giustizia.

Nel corso del confronto verranno affrontati i nodi cruciali del rapporto tra grandi gruppi industriali e commesse pubbliche, il ruolo della trasparenza nei finanziamenti politici, e il confine delicatissimo tra garanzie costituzionali e indagini giudiziarie ad alta visibilità mediatica. Un tema che interpella direttamente il mondo forense, le nuove generazioni di magistrati, avvocati e manager d’impresa che oggi operano in un quadro normativo – dai modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001 alle compliance anticorruzione internazionali – profondamente plasmato proprio dalle lezioni apprese in quel burrascoso decennio.

Come partecipare all’evento del 26 ottobre a Milano

L’appuntamento di via della Moscova 18 si preannuncia come uno dei momenti culturali ed editoriali più attesi dell’autunno milanese. La presenza congiunta di Di Pietro, Cusani e Sama, ormai lontani dalla foga giudiziaria dell’epoca e capaci di guardare con disincanto e lucidità a quegli eventi, offrirà chiavi di lettura inedite e testimonianze dirette su pagine di cronaca che hanno segnato il destino della nazione.

L’evento, a posti limitati previa registrazione sul portale ufficiale di LCA Studio Legale, inizierà alle ore 18:30 di lunedì 26 ottobre 2026. Un’opportunità irripetibile per ascoltare dalla viva voce di chi fu al timone delle inchieste e delle imprese come cambiò l’Italia e se quel cambiamento abbia davvero reso il nostro Paese più moderno, trasparente ed equo.

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