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Tradimenti e Confessioni

MIO MARITO VA A LETTO CON UNA CHE PUZZA ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Incredibile ma vero. Sono una donna sposata con un manager molto ricco, non mi lamento di certo visto che lui mi ha tolto da un destino di povertà, essendo io di umili origini, e mi ha portato nel suo mondo di lusso, potere e ogni agio. In verità, da qualche tempo, io e lui non facciamo più sesso ma abbiamo una bellissima complicità, parliamo e ridiamo molto e sento che mi vuole molto bene. Il sesso è il nostro grande assente ma nulla mi farebbe mai lasciare un uomo che mi ha elevato sia a livello professionale che sociale. Per tutti, io sono la signora che si cura, vado in palestra, dall’estetista, dal parrucchiere, mi posso permettere i migliori profumi che, ammettiamolo, sono anche i più costosi.
Ebbene, parlando di profumi, avrà capito che io tengo molto all’ igiene personale, al buon odore, all’aspetto. Sapevo che mio marito mi tradisse, anche se io ho sempre finto di non sapere, dopotutto, se non faceva sesso con me, con qualcuno doveva pur farlo. Ma si dice: “Occhio non vede, cuore non duole!”. Mi ero rassegnata sentendomi però la fortunata prescelta.
Poi scopro una realtà che non mi aspettavo: mio marito che ha un’ immagine impeccabile, va e da tanto con una donna che non si lava, diciamolo chiaramente: puzza.
Avevo capito qualcosa ma poi sono andata a curiosare dove vive la tipa, senza ovviamente rivelare la mia identità ed ho potuto constatare che è una che non si lava perché è il modo di vivere proprio di certe persone.
Sono sconcertata: un manager di rispetto attratto sessualmente da una donna dal cattivo odore, mentre io che mi lavo ed indosso i migliori profumi e trucchi non sono più desiderabile. Che spiegazione psicologica può avere tutto ciò?
Rita da Santa Margherita Ligure

La prima cosa da chiarire è che il desiderio sessuale non segue criteri logici, estetici o “di qualità” come quelli con cui giudichiamo una persona nella vita quotidiana. Non è una gara tra chi è più curata o più “perfetta”. L’ eros funziona spesso per contrasti, simboli e vissuti interiori.
Un uomo molto controllato, immerso in un mondo fatto di immagine, prestazione e ordine, può essere attratto da ciò che rappresenta
l’ opposto: il disordine, l’istinto, la rottura delle regole. Una persona trascurata, persino con un cattivo odore, può incarnare qualcosa di primitivo e non filtrato, che parla a una dimensione più istintiva della sessualità.
C’è anche un tema di libertà psicologica. In una relazione stabile e “di alto livello”, possono esserci aspettative implicite: dover essere all’altezza, performare, mantenere un certo ruolo. Questo può inibire il desiderio. Con qualcuno percepito come lontano da questi standard, può sentirsi non giudicato, meno osservato, quindi più libero di lasciarsi andare.
Il cattivo odore stesso, per quanto sgradevole razionalmente, può avere una valenza istintiva.
L’ olfatto è uno dei sensi più legati alla sfera primitiva e può attivare reazioni profonde, non sempre consapevoli. In alcuni casi, ciò che è “grezzo” o non filtrato può risultare più eccitante proprio perché rompe la patina di controllo.
Infine, c’è la dimensione della trasgressione: desiderare qualcosa che contraddice completamente la propria immagine pubblica può essere, di per sé, fonte di eccitazione. Non è tanto quella persona in sé, ma ciò che rappresenta: una fuga temporanea da un’identità impeccabile e strutturata.
In sintesi, non è l’odore sgradevole a essere desiderato in quanto tale, ma il significato simbolico e psicologico che quella persona e quella situazione assumono: istinto, libertà, rottura delle regole e assenza di pressione.

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GLI UOMINI INFEDELI PIACCIONO DI PIÙ ? | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Carissima, ho appena lasciato un uomo che mi ha fatto penare, lo trovavo a letto con qualcuna persino a casa mia. Ogni volta che cercavo di capire, lui mi dava della visionaria. Poi, nel cellulare, un giorno, ho scoperto nomi di donne di ogni nazione, una volta, ho individuato una donna che faceva la prostituta e lui ha detto che si occupava per lei della sua contabilità, visto che lui è contabile per mestiere.
Una sera, dovevamo uscire insieme io e lui ma mi chiama dicendomi che aveva un gran mal di testa, esco dunque con una mia amica ed incontro lui in una via, appartato con
una ragazza, erano in macchina insieme, lui si è giustificato dicendo che stava aiutando un’ amica che aveva subito un lutto.
Fatto sta che io, per questo buffone, traditore, ho rinunciato a frequentare ragazzi che poi ho saputo essere davvero perbene. Mentre mi sono lasciata prendere per i fondelli tre anni da un uomo che, quasi ogni giorno, scoprivo qualcuna che non sapevo. Poi, era lui che faceva l’ offeso, io chiudevo un occhio, anzi, due, facevamo sesso quando era libero dalle altre e ci ricadevo ogni volta perdonando.
Dottoressa Hropich, so che lei ora si occupa, in questa rubrica, soprattutto di corna ma le chiedo se sono soltanto io un caso umano che è attratta dagli stronzi, vigliacchi, infedeli oppure no? Sembra che mi lascio scappare gli uomini perbene per inseguire gli idioti malsani.
Silvia da Baveno

Non sei affatto un “caso umano”. Sei semplicemente entrata nel meraviglioso teatro delle persone che scambiano la sicurezza scenica per affidabilità emotiva.
Il bugiardo seriale ha un dono raro: non vive la realtà, la dirige. È attore principale, regista e ufficio marketing della propria vita. Non ti propone una relazione, ma una versione alternativa della realtà, confezionata su misura per trattenerti. E il punto è proprio questo: non è credibile perché è autentico, ma perché è coerentemente incoerente.
Il suo fascino — se vogliamo chiamarlo così senza chiedere scusa alla lingua italiana — sta nella disinvoltura con cui recita. Dice la cosa giusta al momento giusto, senza il fastidio della verità a rallentarlo. Non si blocca davanti alle contraddizioni: le usa come scenografia.
Stesso discorso, durante le elezioni politiche: quello che promette poco ma reale, misurato, concreto… sembra “spento”. Quello che invece promette tutto, a tutti, sempre sparando balle come coriandoli, appare più brillante e, spesso, viene votato. Non perché sia migliore, ma perché parla la lingua dell’ illusione con scioltezza professionale. Il bugiardo politico e il bugiardo sentimentale condividono lo stesso talento: dire ciò che le persone vogliono sentire, senza il peso di doverlo mantenere.
L’ uomo onesto, al contrario, ha il difetto imperdonabile di essere tridimensionale. Dubita, si corregge, a volte non è perfetto nel timing emotivo. Non ha slogan pronti né una colonna sonora incorporata. Risultato: può sembrare meno “magnetico” all’ inizio.
Quindi sì, il bugiardo può apparire più attraente ed ha più fortuna nel trovare le donne, ne ho conosciuti quanti ne vuoi perché ogni infedele sa seminare molte illusioni in giro, dopotutto le donne, come i cittadini quando si deve votare, vogliono sempre illudersi e credere piuttosto che capire in anticipo dove si andrà a parare.
Va detto: certe disillusioni, ce le potremmo proprio risparmiare!

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I SEGRETI EROTICI CHE NESSUNA MOGLIE DEVE SAPERE ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Salve meravigliosa Alessandra, sono un avvocato sposata con un collega, molto serio lui, troppo, direi da ignorarmi da anni, infatti mi sento oggi la sorella di mio marito, la compagna di viaggi, la sua amica. Ma il sesso? Nulla da sei anni, eppure lui ha trentanove anni ed io, trentasette. Non mi sembra affatto di essere cambiata nel mio aspetto, né invecchiata, eppure, per mio marito, da sei anni, sono ormai trasparente. Non ho mai preteso di fare sesso scatenato ma nemmeno mi aspettavo di non farlo più. Una sessuologa mi aveva consigliato di stupire mio marito con indumenti sexy, infatti una sera ho indossato una sottoveste corta e con merletto, lui non si accorge di nulla, sollecitato da me, mi ha detto: “Ma io sono abituato ai tuoi pigiami di sempre!” Un’ altra volta, mi metto seduta sul letto di pomeriggio, lui mi guarda incuriosito e mi chiede (scherzosamente): “Vai a pesca? Le tue calze mi ricordano la rete della pesca!” I consigli della sessuologa non sono serviti allo scopo e questo mi ha molto mortificato, affronto l’argomento con mio marito che, seppur a fatica, ha ammesso che ogni uomo ha i suoi sogni erotici segreti e che lui non vuole parlarne con me. Ti risulta che gli uomini abbiano segreti erotici che le mogli non debbono sapere?
Carlotta da Lajatico

Carlotta cara, se volessi rispondere al tuo quesito, potrei chiudere il caso così: “I segreti sono gelosamente custoditi da ognuno di noi, soprattutto se scandalosi!”
Ma volendo argomentare, come il mio ruolo richiede, ti dico che i segreti di natura sessuale sono molto più nascosti di qualsiasi altro genere di segreto. Un marito non può dire alla moglie se (ad esempio) desidera una ragazzina giovane o un’ammucchiata di ragazzine o che ama simulare una qualsiasi violenza sessuale per provare maggiore piacere. E qui mi fermo ma gli esempi fatti rappresentano solo alcune delle confidenze di non pochi uomini ricchi, importanti e semplici cittadini.
L’ imbarazzo è comprensibile ed ecco perché tanti lo dicono a me e non ad una collega, ad un’amica o alla moglie. Il segreto erotico, infatti, spesso non nasce soltanto dal desiderio in sé, ma dalla paura del giudizio. Molti uomini temono che, confessando certe fantasie, possano perdere
l’ immagine di persona seria, affidabile o “normale” costruita nel rapporto di coppia. Altri hanno paura di ferire la moglie, di essere fraintesi oppure di sentirsi ridicoli. Ci sono molti uomini che vedono la moglie come compagna, madre, alleata di vita quotidiana, ma faticano a collegarla alla trasgressione erotica che invece relegano alla fantasia segreta.
Talvolta il silenzio nasce anche da un senso di colpa profondo. Alcuni desideri vengono vissuti con vergogna perché in contrasto con l’educazione ricevuta, con il ruolo sociale o con
l’ idea morale che un uomo ha di sé stesso. Il marito tace, evita l’argomento “segreti erotici” e finisce persino per allontanarsi sessualmente dalla moglie, non necessariamente perché non la trovi più attraente, ma perché teme di mostrare una parte di sé che lui stesso fatica ad accettare.
Il consiglio dato a te dalla sessuologa, secondo me, non era sbagliato perché ti ha portato almeno a capire che tuo marito non ha più il desiderio sessuale di coppia, con te almeno.
Le tue sottovesti, le calze, i tentativi di seduzione non sono stati ignorati per cattiveria ma perché, il problema si trova nella sua testa e non nel tuo aspetto fisico.
Poi, aggiungo che, di regola, più un uomo fa un lavoro d’ immagine impeccabile, più si vergogna di mostrare una parte di sé molto diversa ed imbarazzante.
È normale che un uomo non parli di ciò che crea in lui enorme disagio e non se ne può fare una colpa.
Mettiti bene in testa che gli uomini (dalla mia lunga analisi) non si rivelano mai del tutto ma tengono sempre per loro, di regola, alcuni desideri erotici che nessuna compagna deve sapere.
Sorrido quando sento dire non poche donne di essere certe di conoscere ogni pensiero anche il più nascosto del marito. Non è assolutamente vero.
Non ho del tutto ben chiaro se certe donne ci fanno o ci sono e comunque tante ce ne sono che si disinteressano totalmente di quei pensieri che non vengono mai esternati.
Tante coppie, anzi, sopravvivono proprio perché lei sa o intuisce ma finge di non sapere nulla ed altre, in cui lei non sa perché non si pone proprio il problema. In giro, è pieno di sconosciuti che si definiscono “coppie” ma, in molti casi, è meglio non sapere!

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LA DONNA IDEALE? NON È MAI LA PROPRIA ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Alessandra, sono un uomo sposato da vent’anni, ho tre figli, quattro nipoti, due cani, due macchine, una grande casa in città, una in montagna, una al mare e uno stipendio medio-alto.
Insomma, sulla carta non mi manca nulla. E invece mi manca sempre qualcosa: tutte le donne che mi piacciono e che, guarda caso, non sono mai mia moglie.
Sul lavoro è una tortura continua: colleghe prosperose, sederi importanti, seni da infarto. Io lì, costretto al ruolo del professionista serio mentre dentro di me parte il carnevale degli ormoni.
E poi ci sono le giovani: capelli al vento, gambe lunghe, mulatte dagli occhi scuri e misteriosi… praticamente un attentato ambulante alla mia quiete mentale.
Il peggio è quando devo pure prendere ordini da qualche dirigente bella e autoritaria. Lei parla di budget e strategie, io penso che vorrei strapparle il tailleur e dimenticare la riunione. Altro che KPI.
Non va meglio nel palazzo dove abito: arrivano ogni tanto giovani inquiline straniere, belle e irraggiungibili. Così divento freddo e scostante. Tanto so già che non mi guarderebbero nemmeno di striscio: frequentano ragazzi più giovani, mica uno come me.
Anche nei negozi succede il dramma. Mia moglie prova vestiti, arriva la commessa carina e io divento nervoso. Invento sempre la scusa dell’impazienza, esco fuori e mi fumo una sigaretta per calmarmi.
Mia moglie pensa che io odi fare shopping. Magari. La verità è che sto cercando di non fissare la commessa come un adolescente in piena tempesta ormonale.
Sul lavoro faccio lo stesso: se una donna che mi piace è superiore, divento remissivo; se è mia pari, faccio l’antipatico per evitare confidenza.
Sarò strano, ma almeno così evito il rischio di desiderare apertamente chi tanto non me la darebbe mai.
Questo sono io. E secondo me non sono nemmeno l’unico, anzi.
Si desidera sempre ciò che non è alla nostra portata.
Umberto da San Lazzaro di Savena

Caro Umberto, tranquillo: lei non è un caso clinico raro, ma un perfetto esemplare del maschio mediterraneo modello “padre e marito irreprensibile fuori, film vietato ai minori dentro”.
Ne ho conosciuti tantissimi: uomini serissimi, rispettabili, con famiglia del Mulino Bianco, bollette pagate e aria da persone equilibrate, che però davanti alla collega prosperosa o alla vicina straniera vanno improvvisamente in cortocircuito neuronale.
La differenza è che alcuni almeno lo ammettono a sé stessi.
Quasi tutti fanno gli indignati moralisti mentre osservano il panorama femminile da sopra gli occhiali con la discrezione di un faro nella nebbia.
Il suo schema, poi, è un classico senza tempo:
più una donna le piace, più lei diventa freddo, antipatico o schivo.
Non è antipatia: è autodifesa mescolata a frustrazione.
Una specie di: “siccome non posso averti, faccio finta che quasi mi infastidisca”.
Una scena che ho visto migliaia di volte e che ancora oggi continuo a vedere.
Praticamente la quinta elementare emotiva applicata agli adulti con mutuo e dichiarazione dei redditi.
E guardi che le donne lo capiscono quasi sempre.
Quando un uomo diventa inspiegabilmente rigido, nervoso o polemico con una donna molto piacente, raramente la sta disprezzando: spesso sta solo cercando di non sbavare in pubblico mantenendo un minimo di dignità istituzionale.
Le mogli, invece, molte volte, scelgono il nobile sport della finta inconsapevolezza.
Perché la verità è che tantissime coppie sopravvivono grazie a un tacito accordo di omissioni eleganti.
Quale marito direbbe serenamente alla moglie:
“Cara, mentre sceglievi il cappotto, io stavo vivendo un film erotico con la commessa”?
E quale moglie racconta davvero ogni pensiero che le attraversa la mente davanti a un uomo affascinante, più giovane o semplicemente diverso dal marito?
Nessuna.
L’essere umano desidera sempre che non ha.
L’ erba del vicino è sempre più verde, ma nella fantasia collettiva, anche la donna del vicino non scherza affatto.
Solo che alcuni trasformano il desiderio in poesia, altri in silenzi, altri ancora in improvvisa antipatia condominiale e fughe strategiche verso la sigaretta.
Lei almeno ha una qualità rara: un minimo di lucidità su sé stesso e il coraggio di confessarlo in questa rubrica.
Molti uomini fanno esattamente quello che fa lei, però poi si presentano al mondo come monaci tibetani della fedeltà mentale.
Ma sì, su una cosa ha perfettamente ragione: non è il solo.
La mia lunga esperienza di osservatrice mi porta a confermare che siete in tantissimi a desiderare continuamente ciò che non avete, pur indossando per tutta la vita la maschera di uomini seri, controllati e irreprensibili.
La commedia sociale funziona così: tutti recitano la parte delle persone equilibrate e poi combattono privatamente con desideri, fantasie e piccole frustrazioni quotidiane.
E come scriveva qualcuno:
“Spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.”

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