Tradimenti e Confessioni
SPOSATO CON UNA COLLEGA MEDICO, FACCIO LE CAPRIOLE CON LA PORTINAIA ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Sono medico di un importante ospedale di Torino, tranquillamente sposato con una dottoressa anche lei, una donna che conosco dai tempi dell’Università; abbiamo un figlio, lei è la mia famiglia ed anche quella che mi aiuta a condurre una vita di discreto livello: guadagniamo bene entrambi, non ci manca nulla. Ma io sono un uomo che prova oggi piacere con donne più semplici: non voglio dottoresse o primarie per il sesso, mi intriga la commessa del bar, la signora delle pulizie, la portinaia. Da un anno, ho incontri clandestini e bollenti con la portinaia di uno stabile vicino casa: quando chiude la guardiola, le capriole si sprecano. Non mi giudichi male ma, il camice bianco e la medicina sono il mio lavoro; il sesso è bellissimo solo con donne che dicono parolacce, intriganti e alla mano. Sono incasinato mentalmente, lo so ma, qualche giorno fa, mia moglie – con cui non ho più rapporti sessuali da almeno cinque anni – mi ha chiesto un altro figlio. Dovrei sforzarmi pensando ogni volta alla portinaia, ma sarebbe difficile comunque perché ormai provo eccitamento solo con una donna rozza come lei. Ma questo mia moglie non lo sa, ed è un problema. Mi consiglia di fare un altro figlio eventualmente per salvare il matrimonio?
Vittorio da Torino.
Ah sì, il grande classico: matrimonio in coma profondo da cinque anni… e la soluzione sarebbe un figlio? Perché si sa, niente ravviva una coppia come notti insonni, pannolini e stress a livelli olimpici. Partiamo da lei: dopo un lustro di deserto sessuale, invece di chiedersi cosa non funziona, cosa fa? Propone direttamente la procreazione. Una visione romantica, quasi poetica: “non ci tocchiamo più da anni, facciamo un altro bambino”. Passiamo a te: di giorno medico rispettabile, di sera atleta olimpico di capriole in portineria. Una doppia vita gestita con una certa… elasticità, diciamo. E ora il punto: vuoi davvero salvare un matrimonio così… facendo finta per il tempo strettamente necessario al concepimento? Magari concentrandoti mentalmente sulla portinaia mentre sei con tua moglie? Più che un progetto familiare, sembra una scena da commedia grottesca. Qui non manca il sesso: manca tutto: Il dialogo, la complicità, il desiderio, la presenza. Siete diventati due estranei con un conto in comune e un figlio già a carico. Ti faccio un esempio semplice: immagina una macchina lasciata cinque anni in garage. Ferma, impolverata, senza benzina. E adesso qualcuno propone di utilizzarla immediatamente per un viaggio lungo. La risposta è no: non è così che si “salva” un matrimonio. Se vuoi fare qualcosa di utile – e meno surreale – smetti di recitare. Parla con tua moglie. Dille che il rapporto è spento e sottolinea che vi siete ignorati a lungo a letto non cercandovi più, che non ti senti scelto, che non parlate più di voi. Aggiungi alla tua risposta che la solitudine di coppia è una sofferenza, che la percezione di avere un partner lontano emotivamente può portare a disturbi depressivi e attacchi d’ ansia, che, in tal modo, aumenta la rabbia e la frustrazione di entrambi. Non dovrebbe esserti difficile dire che non siete più una coppia, almeno non nel senso pieno del termine. Se vuoi, aggiungi pure che, il sesso, ormai è tramontato ma lei, questo lo sa ormai bene, approfitta anzi
dell’ assurda richiesta di tua moglie per affrontare la questione e mettere nel piatto il vostro ignorarvi nei fatti come coppia salvando solo le apparenze.
Poi comportatevi da adulti e prendete atto che la relazione è finita e che un figlio non può essere usato come toppa ad un’ unione che non funziona più. Un altro figlio non salva niente. Al massimo, aggiunge un altro problema a una situazione già… acrobatica.
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Tradimenti e Confessioni
I CANI SONO I MIEI UOMINI ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Gentile dottoressa, sono qui per confrontarmi con lei su una relazione d’amore bruscamente interrotta.
Stavo con Stefano, un ragazzo di Firenze che veniva a trovarmi ogni settimana, è un dipendente di un ministero, dovevamo sposarci presto e stavamo per prendere casa insieme.
Lui veniva a dormire da me ogni volta che veniva a Scandicci. Un giorno andiamo a trovare un’amica in un canile: mi dice che è giusto sensibilizzare gli altri sull’abbandono dei cani.
Io e il mio ragazzo restiamo sedotti da una cagnetta senza una zampa, non resisto e me la porto a casa, con il consenso del mio compagno.
Poi resto un mese senza vederlo perché parte per una missione lontano. Al ritorno dovevamo andare a vedere la casa che lui aveva in mente per il nostro matrimonio.
Purtroppo, al rientro, succede l’irreparabile: lui non accetta che, oltre alla cagnetta presa insieme, io abbia portato a casa altri cinque cani: due sani e meticci, quattro malati e mutilati.
Per me accompagnare quotidianamente sei cani (pensavo di dividere i compiti con lui ) faceva parte della vita di coppia; per il mio compagno no. Mi ha detto che non avrebbe avuto il tempo di stare dietro a sei cani, per la maggior parte invalidi e dunque più difficili da gestire. Mi ha addirittura fatto notare che non avremmo potuto nemmeno avere figli in una piccola casa (un bilocale) con sei animali.
Dottoressa, alla parola “animali” sono andata su tutte le furie: gli ho detto che è lui una bestia delle peggiori e che i miei cani sono i veri uomini.
Se n’è andato, non ci sentiamo più da due mesi. Io vado a letto con qualcun altro ogni tanto e, se il mio ex non torna da me scusandosi con la coda tra le gambe, io non mi abbasso a chiamarlo. Tengo duro e non cedo.
So di aver fatto bene e la sua risposta (che sento sarà in totale sintonia con me) confermerà che lei è molto professionale.
Laura da Scandicci
Più che una convivenza, lei ha organizzato
un’ apertura straordinaria del canile municipale direttamente nel bilocale matrimoniale, senza avvisare il futuro marito.
Il povero Stefano era partito fidanzato ed è tornato responsabile logistico di un reparto veterinario
d’ emergenza. Credeva di andare a scegliere le tende della nuova casa, invece si è ritrovato a dover calcolare quante cucce entrano tra cucina e corridoio.
Un cane adottato insieme è una scelta di coppia. Altri cinque comparsi durante la sua assenza sono un colpo di stato domestico.
E lei parla anche come se fosse tutto ovvio:
“Pensavo di dividerci i compiti.”
Certo. Lui magari pensava di dividere le incombenze familiari, non sei guinzagli, terapie, passeggiate, veterinari, traversine e abbai notturni.
Poi il dettaglio meraviglioso: quando lui le fa notare che sei cani di cui quattro invalidi in una casa piccola complicano anche l’idea di avere figli, lei gli risponde che “i cani sono i veri uomini”.
Lei ha superato ogni limite, con la sua ossessione per i cani.
Lui non dovrebbe tornare “con la coda tra le gambe”, non ha la coda e non è un cane.
Amare gli animali, va bene. Trasformare unilateralmente una futura casa coniugale in una succursale del pronto soccorso veterinario è
un’ altra faccenda.
Lei non cercava un compagno: cercava un assistente volontario full time per la gestione del suo personale zoo sentimentale.
Stefano desiderava una famiglia. Lei, invece, aveva già formato il branco.
Perché mai lui dovrebbe tornare da lei prostrandosi? Lei non è un premio, doveva essere una relazione paritaria, sembra che lei invece voglia mettersi su un piedistallo lasciando il suo compagno più in basso.
Ora, dovrebbe scegliere un uomo che condivida la sua stessa passione e non deve mostrare ostilità verso i suoi simili definendo “uomini” i suoi cani. Sono professionale se sono in sintonia con il suo pensiero? Se sono professionale è per i miei ( ben oltre) vent’ anni di scrittura, non se approvo o meno il suo modo di agire e di pensare.
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MIO MARITO VA A LETTO CON UNA CHE PUZZA ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Incredibile ma vero. Sono una donna sposata con un manager molto ricco, non mi lamento di certo visto che lui mi ha tolto da un destino di povertà, essendo io di umili origini, e mi ha portato nel suo mondo di lusso, potere e ogni agio. In verità, da qualche tempo, io e lui non facciamo più sesso ma abbiamo una bellissima complicità, parliamo e ridiamo molto e sento che mi vuole molto bene. Il sesso è il nostro grande assente ma nulla mi farebbe mai lasciare un uomo che mi ha elevato sia a livello professionale che sociale. Per tutti, io sono la signora che si cura, vado in palestra, dall’estetista, dal parrucchiere, mi posso permettere i migliori profumi che, ammettiamolo, sono anche i più costosi.
Ebbene, parlando di profumi, avrà capito che io tengo molto all’ igiene personale, al buon odore, all’aspetto. Sapevo che mio marito mi tradisse, anche se io ho sempre finto di non sapere, dopotutto, se non faceva sesso con me, con qualcuno doveva pur farlo. Ma si dice: “Occhio non vede, cuore non duole!”. Mi ero rassegnata sentendomi però la fortunata prescelta.
Poi scopro una realtà che non mi aspettavo: mio marito che ha un’ immagine impeccabile, va e da tanto con una donna che non si lava, diciamolo chiaramente: puzza.
Avevo capito qualcosa ma poi sono andata a curiosare dove vive la tipa, senza ovviamente rivelare la mia identità ed ho potuto constatare che è una che non si lava perché è il modo di vivere proprio di certe persone.
Sono sconcertata: un manager di rispetto attratto sessualmente da una donna dal cattivo odore, mentre io che mi lavo ed indosso i migliori profumi e trucchi non sono più desiderabile. Che spiegazione psicologica può avere tutto ciò?
Rita da Santa Margherita Ligure
La prima cosa da chiarire è che il desiderio sessuale non segue criteri logici, estetici o “di qualità” come quelli con cui giudichiamo una persona nella vita quotidiana. Non è una gara tra chi è più curata o più “perfetta”. L’ eros funziona spesso per contrasti, simboli e vissuti interiori.
Un uomo molto controllato, immerso in un mondo fatto di immagine, prestazione e ordine, può essere attratto da ciò che rappresenta
l’ opposto: il disordine, l’istinto, la rottura delle regole. Una persona trascurata, persino con un cattivo odore, può incarnare qualcosa di primitivo e non filtrato, che parla a una dimensione più istintiva della sessualità.
C’è anche un tema di libertà psicologica. In una relazione stabile e “di alto livello”, possono esserci aspettative implicite: dover essere all’altezza, performare, mantenere un certo ruolo. Questo può inibire il desiderio. Con qualcuno percepito come lontano da questi standard, può sentirsi non giudicato, meno osservato, quindi più libero di lasciarsi andare.
Il cattivo odore stesso, per quanto sgradevole razionalmente, può avere una valenza istintiva.
L’ olfatto è uno dei sensi più legati alla sfera primitiva e può attivare reazioni profonde, non sempre consapevoli. In alcuni casi, ciò che è “grezzo” o non filtrato può risultare più eccitante proprio perché rompe la patina di controllo.
Infine, c’è la dimensione della trasgressione: desiderare qualcosa che contraddice completamente la propria immagine pubblica può essere, di per sé, fonte di eccitazione. Non è tanto quella persona in sé, ma ciò che rappresenta: una fuga temporanea da un’identità impeccabile e strutturata.
In sintesi, non è l’odore sgradevole a essere desiderato in quanto tale, ma il significato simbolico e psicologico che quella persona e quella situazione assumono: istinto, libertà, rottura delle regole e assenza di pressione.
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LUI CAMBIA DONNE OGNI DUE/ TRE MESI. HA PAURA DI AMARE ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Stavo da tre mesi con un uomo bello, sensuale come pochi, un amante straordinario, molto sensibile… insomma, il massimo per una donna.
Un giorno dovevamo uscire a cena, ma lo vedo strano, sofferente, come se avesse avuto un malore.
Mi aveva scritto una poesia struggente, piena di pensieri profondi e di confessioni sulla sua insicurezza. Sembrava quasi non l’avesse scritta lui, tanto era intensa. Io mi sono commossa fino alle lacrime, e anche lui.
Nonostante abbia provato a rassicurarlo e a incoraggiarlo a continuare la nostra relazione, lui non ce l’ha fatta: dice di essere terrorizzato dal provare amore e, dunque, mi lascia.
Avrei voluto accompagnarlo da uno psicologo per questa instabilità e timore ma sarebbe stato difficile farlo visto che mi ha lasciato senza segni di cedimento.
Ho poi chiesto ad alcune sue ex, quasi tutte mollate dopo due o tre mesi e sempre con le stesse modalità ed anche loro mi hanno confermato tutto prima ancora che lo rivelassi io a loro: tutte lasciate dopo due o tre mesi di relazione, tutte, ci siamo trovate alle prese con un uomo problematico e timoroso dell’ amore.
Cosa avrei potuto fare, secondo te?
Giovanna da Abbiategrasso
Lui sarebbe terrorizzato dall’amore… però non dal sesso, dalle poesie struggenti e dal cambiare donna con una certa regolarità: ogni tre mesi, si volta pagina.
Una paura molto selettiva, diciamo, allo scadere del 90° giorno o giù di lì, avrà un timer impostato sul momento del “The end”
Più che un uomo “troppo sensibile”, sembra un para…vento ben organizzato: prende tutto quello che gli piace finché è nuovo e frizzante, poi — puff — improvvisamente scopre di avere un trauma emotivo proprio nel momento in cui la relazione smette di essere un’ emozione nuova.
E quella poesia? Bellissima, certo. Talmente perfetta che viene quasi il dubbio abbia un’applicazione pronta: “frasi molla-donne — versione deluxe”, con tanto di lacrimuccia incorporata per dare più credibilità alla scena.
L’ idea romantica del povero uomo fragile che fugge per non soffrire è suggestiva… un po’ come immaginare uno scippatore di borse che racconta di scappare ogni volta per non soffrire lui nel vedere la vittima (addolorata per lo scippo). Commovente, sì. Credibile, per niente.
No, non ha paura di amare. Ha semplicemente paura di assumersi delle responsabilità e zero voglia di restare nelle relazioni.
Preferisce il brivido dell’ inizio alla sostanza del dopo.
E lo psicologo? Tranquilla, non serve trascinarcelo a forza: lui sembra funzionare benissimo così
com’ è. Semmai, una chiacchierata potrebbe essere più utile a te che continui a scambiare un copione ripetuto per una storia speciale.
Lo hai scoperto, bene. Perché ancora provi ad aggiustarlo?
Un brutto, pessimo ed abituale vizio di molte donne: voler aggiustare un uomo.
Tante donne si esauriscono, perdono anni ed anni ed anche la loro giovinezza e voglia di vivere ed amare nel tentativo di trasformare un uomo che non cambia.
Ma è e resterà un progetto fallito in partenza. È molto raro che accada il miracolo!
Cosa avresti potuto fare? Nulla. Cancellando dalla tua mente un soggetto ingannevole, come lui, ce ne sono quanti ne vuoi.
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