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Calcio

CALCIO GIOVANILE: LA LEVA 2012 INFUOCA IL MERCATO! L’ITALIA CERCA LE STELLE DEL DOMANI

Il mercato del calcio giovanile italiano è in ebollizione, con un fermento di trasferimenti che promette di ridefinire il futuro dei vivai nazionali. Al centro dell’attenzione c’è la promettente Leva 2012, ma la caccia al talento si estende a tutte le annate, in un vortice di scambi che vede le grandi società pronte a investire sui campioni di domani

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CALCIO GIOVANILE: LA LEVA 2012 INFUOCA IL MERCATO! L'ITALIA CERCA LE STELLE DEL DOMANI

Redazione-  L’Italia del calcio, ancora alle prese con le cicatrici dell’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, ha compreso l’urgenza di rafforzare le proprie fondamenta. L’aumento significativo dell’attenzione verso il sistema dei vivai è palpabile, come dimostrato anche dal recente Grassroots Programme di Tirrenia e dalle imminenti finali Under 14 Pro. Non sono solo i direttori sportivi delle big a muoversi con telefoni e taccuini, ma un intero sistema che cerca di recuperare terreno, con talenti pronti a nuove avventure dal Veneto alla Calabria, dal Piemonte all’Abruzzo.

Milano e la Lombardia: Epicentro del Mercato Il cuore pulsante di questa sessione estiva infuocata batte forte in Lombardia. In casa Milan, l’operazione più suggestiva vede l’arrivo quasi certo di Achille Baù, un talento del Vicenza, mentre si rincorrono voci insistenti sull’addio eccellente di Kosthyuk, dall’attuale Under 14 in direzione Parma. L’Inter, dal canto suo, prepara una vera e propria rivoluzione per la futura Under 15, dopo non essersi qualificata alla fase interregionale. I nerazzurri attingono a piene mani dal mondo dilettantistico, assicurandosi nomi come Marco Cuzzolin e Giosuè Lucchese dalla Liventina, Augusto Ferri dalla Varesina, il duo dell’Accademia Inter composto da Tomas Zanetti (figlio d’arte) e Alessandro Lupica. A questi si aggiungono il portiere Niccolò Mattiuzzo (Venezia), il centrocampista Nicholas Zanella (Vicenza) e l’attaccante Carlo Alberto De Meco (Perugia), con un difensore del 2012 del Napoli che sembra già bloccato.

Spostandosi di poco fuori Milano, l’asse Bergamo-Monza è rovente. A Monza si preannuncia un’estate di addii dolorosi per almeno tre pedine pregiate della classe 2012, pronte per palcoscenici nazionali. I biancorossi, però, non restano a guardare, puntando dritto al Meridione e mostrando forte interesse per Amedeo Vinciguerra, il “portierone” classe 2011 della Play Soccer School, e un colpo dal Catanzaro. L’Atalanta, regina dei vivai, ha già mosso passi concreti per Andrea Fedele dalla Donatello e Diaw Matar Ndiaye, centrocampista del Venezia seguito da mezza Italia. Per la futura Under 15, i bergamaschi monitorano con attenzione anche Leonardo Duci dell’Albinoleffe, Christian Meyou della Virtus Ciserano Bergamo (fratello del talentuoso Alexandre), Loris Di Stefano dell’Aldini e la punta del Padova Alberto Crivellaro, su cui è forte anche la Fiorentina. L’Albinoleffe, infine, sarebbe vicinissimo all’ex Inter Edoardo Luchetti della Vertovese.

Piemonte ed Emilia, Tra Certezze e Promesse Anche il Nord-Ovest e l’Emilia Romagna sono in pieno fermento. Il Torino si sarebbe già assicurato Jacopo Savian, attaccante prelevato dal Novara, mentre la Juventus ha piazzato un colpo di spessore fisico e tecnico strappando alla concorrenza di Roma e Atalanta il “mastodontico” difensore centrale Eric Vian, in arrivo dal Padova. Scendendo in Emilia, il Sassuolo è vicinissimo a Biagio Cimini della Real Casarea e osserva con attenzione l’attaccante della Virtus Francavilla Thomas Bevilacqua. Il Parma, attivissimo a livello giovanile, punterebbe tutto su Natan Chiovetta, centrocampista tra i più chiacchierati del panorama nazionale in uscita dal Padova, oltre ad aver chiuso per l’attaccante del Sudtirol Matthew Asuen e l’arrivo di Kosthyuk. Anche il Bologna non resta a guardare, avendo definito l’innesto di Louis Congedo, talento classe 2012 proveniente dal Savio.

Un Mare di Talenti: Da Nord a Sud Il fermento non si limita al Settentrione. Da Pescara, retrocessa in Serie C, tanti ragazzi sono destinati a lasciare il club: un nome su tutti, l’addio eccellente di Torregiani, orientato verso il Catanzaro. Il club calabrese, forte della continuità di Massimo Bava come direttore, continua il suo processo di crescita, reduce da un brillante tredicesimo posto nazionale con l’Under 14 Pro, al pari di società storiche come Milan e Cagliari.

La Penisola è un vero scrigno di giovani atleti di qualità. Tra i nomi più caldi troviamo Riccardo Pernigotti della Virtus Entella e Kevin La Regina della Juve Segato, quest’ultimo prossimo alla Sampdoria. Giovanni Porricelli (Peluso Academy) e Francesco Navarra (Levante Azzurro) sono nel mirino di numerosi club, mentre la Juventus osserva da vicino Castrese Liccardo dell’Internapoli. In Calabria, Miguel Cardoso Santana del Cosenza è quasi fatta per il Torino, mentre Giovanni Scorzafave, capocannoniere da centrocampista nel girone 8 del Campionato Pro, è corteggiato da Como e Monza, le stesse società che si sono inserite nella corsa a Zakaria Tourè della Vigor Perconti, destinato tuttavia alla Roma.

In Sicilia, brilla la stella di Vladvslav Marchenko (Jonia Calcio), cercato da Catania, Sudtirol e Padova. Giovanni Cesarano della Cantera Napoli è tra i nomi più caldi, con Cremonese, Parma e Napoli su di lui. Il portiere Christian Basso della Foxes Soccer School è sui taccuini di Fiorentina, Bologna, Parma, Torino e Sassuolo. Giuseppe De Bernardo della Real Casarea è ricercatissimo, e Giovanni Barbati della Peluso Academy ha partecipato a provini con quasi tutte le big italiane.

Oltre la Leva 2012: Il Futuro è già Qui Sebbene i riflettori siano puntati sui classe 2012, il mercato non dimentica le altre annate. Per i 2010, Milan e Atalanta si contendono Vianney Disseka, mezzala dell’Ambivere Calcio. I bergamaschi si sono portati avanti anche per il 2011, bloccando fin da gennaio il difensore del Villa Valle Alessandro Ponchiroli. Anche tra i più piccoli del 2013 si muovono pedine importanti: il bomber della Pergolettese Mattia Di Maro sembrerebbe a un passo dall’Atalanta, mentre il Milan ha risposto assicurandosi le prestazioni di Enea Cocco, formidabile attaccante dell’Alcione. Proprio in casa Alcione, restano sotto osservazione costante degli scout milanesi anche i profili di Christian Messineo, Tommaso Zani e Leonardo Russo, a conferma che la caccia al talento non dorme mai.

Il mercato giovanile si annuncia come un vero e proprio spettacolo, un’anticipazione di quello che sarà il calcio italiano nei prossimi anni. Un’accelerazione necessaria, dettata dalla consapevolezza che le glorie future dipenderanno dalla capacità di coltivare oggi le stelle del domani.

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Serie A, i numeri sulle presenze dell’ultima stagione

La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza

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tifosi allo stadio

Redazione-  La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza costante sugli spalti. Il quadro complessivo evidenzia una media spettatori in crescita rispetto alle stagioni immediatamente successive alla pandemia, con un ritorno progressivo verso livelli comparabili ai primi anni 2000 in diverse realtà.

La passione per il calcio in Italia continua a rappresentare un fenomeno sociale diffuso e trasversale. In molte città lo stadio rimane un punto di riferimento identitario, con un seguito che coinvolge più generazioni. Per molte famiglie quello di andare allo stadio insieme è un vero e proprio rito, rappresenta una specie di tradizione tramandata magari dai tempi dei nonni. Al giorno d’oggi gli amanti del pallone vivono lo sport a tutto tondo e in ogni weekend sono in migliaia a dilettarsi magari tra schedine per le scommesse e fantacalcio, senza dimenticare i tornei ai videogiochi a tema. Questo insieme di abitudini contribuisce a mantenere alto l’interesse complessivo per il campionato, anche al di là della singola giornata di gara.

A guidare la classifica delle presenze si confermano le grandi città e i club con impianti di maggiore capienza. Il Milan e l’Inter, che condividono lo stadio di San Siro, hanno registrato ancora una volta i dati più alti del campionato. La media per entrambe le squadre si è attestata intorno ai 70.000 spettatori a partita considerando le gare casalinghe complessive, con picchi vicini al tutto esaurito nelle sfide di cartello e nelle competizioni europee.

Subito dietro si colloca la Roma, che allo Stadio Olimpico ha mantenuto una media stimata intorno ai 62.000-63.000 spettatori. Anche in questo caso l’andamento è stato influenzato dalla forte risposta del pubblico nelle partite di alta classifica, mentre qualche flessione si è registrata nelle gare contro avversari di medio-bassa posizione. Numeri importanti anche per il Napoli, che allo Stadio Diego Armando Maradona ha mantenuto una media di circa 50.000 presenze, confermando un legame particolarmente solido tra squadra e tifoseria.

Tra le altre piazze si registra una buona tenuta per la Juventus, che all’Allianz Stadium ha fatto segnare una media vicina ai 40.000 spettatori, con un tasso di riempimento elevato nonostante la capienza inferiore rispetto agli impianti fino ad ora nominati. Dati positivi anche per il Genoa, che al Luigi Ferraris ha mantenuto una media intorno ai 31.000 presenti, confermando una partecipazione stabile e costante nonostante una posizione di classifica non troppo elevata.

La Lazio formalmente conta 28.000 spettatori di media dovuto agli abbonamenti, ma la protesta del tifo nei confronti della proprietà di Claudio Lotito ha visto l’Olimpico quasi deserto in più occasioni, incluso il derby della penultima giornata del campionato appena concluso. Segue con 27.000 presenze circa il Bologna, nonostante un’annata disputata al di sotto delle aspettative. Il Lecce si attesta su un buon 25.000 spettatori in media, anche in questo caso a fronte di risultati non brillanti. Segue poi l’elenco delle compagini con un pubblico di poco sopra alle 20.000 presenze come Udinese, Hellas Verona, Atalanta e Fiorentina. Al di sotto di questa soglia si trovano Parma, Torino, Cagliari, Sassuolo, Cremonese, Como e Pisa.

Nel complesso, la Serie A 2025/2026 mostra una fotografia articolata: da un lato le grandi città con stadi quasi sempre pieni, dall’altro club che faticano a superare determinate soglie di affluenza ma in ogni caso buone. Il confronto con i principali campionati europei resta comunque significativo, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione nelle gare di vertice e nei derby, che continuano a rappresentare i momenti di maggiore attrazione per il pubblico.

Le statistiche sugli spettatori evidenziano inoltre come la qualità delle infrastrutture e la capacità organizzativa dei club incidano in modo diretto sulla risposta del pubblico, con stadi moderni o rinnovati che tendono a registrare percentuali di riempimento più elevate rispetto agli impianti meno recenti o in fase di ristrutturazione.

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Giovanni Malagò alla guida della Figc, Umberto Basile: una nuova stagione per il rilancio del calcio italiano

⚽ Il calcio italiano volta pagina con la presidenza di Giovanni Malagò alla FIGC. Umberto Basile evidenzia le priorità: rilancio dei vivai, stadi moderni e nuove strategie per riconquistare i giovani tifosi.

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#CalcioItaliano #FIGC #GiovanniMalagò #SportItalia

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Umberto Basile

Redazione-  Il mondo dello sport italiano vive una fase di profondo cambiamento dopo la nomina di Giovanni Malagò alla presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC). Con un consenso netto, pari al 68% delle preferenze espresse, Malagò ha superato il candidato Giancarlo Abete, ottenendo un mandato chiaro per guidare la ristrutturazione di uno dei sistemi sportivi più complessi e seguiti del Paese. L’ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, figura di primo piano del panorama sportivo tricolore, si trova ora di fronte alla responsabilità di sanare le criticità che hanno caratterizzato l’ultimo decennio di attività calcistica nazionale.

Le reazioni nel panorama politico e sportivo non si sono fatte attendere, sottolineando la necessità di un cambio di rotta drastico. Tra le voci più attente alle dinamiche evolutive del settore figura quella di Umberto Basile, Responsabile Nazionale Dipartimento Sport di Evoluzione e Libertà, che ha accolto con favore l’investitura di Malagò, definendola una pietra miliare per il futuro del movimento pallonaro in Italia. Secondo Basile, la nomina rappresenta il momento ideale per avviare una seria riflessione sulle lacune strutturali che hanno frenato lo sviluppo del calcio nostrano, trasformando le difficoltà attuali in opportunità di crescita.

Le nuove sfide per la federazione italiana gioco calcio

Il punto di partenza del nuovo percorso federale è, secondo l’analisi di Basile, il dato allarmante relativo alle mancate qualificazioni della Nazionale maggiore ai Mondiali. Il trauma sportivo di tre assenze consecutive dal palcoscenico iridato non è solo un fatto statistico, ma una ferita aperta che ha intaccato il bacino d’utenza giovanile. La constatazione più amara riguarda le nuove generazioni: un adolescente di tredici o quattordici anni non ha mai avuto la possibilità di vedere l’Italia gareggiare nella competizione più prestigiosa al mondo.

Questo vuoto di rappresentanza ha generato un distacco emotivo pericoloso. Durante il Mondiale in corso in Nord America, sempre più giovani tifosi italiani rivolgono la propria attenzione e il proprio tifo verso altre nazioni, prive del legame identitario con il tricolore. Tale fenomeno impone una riflessione urgente sulla capacità del sistema calcio di trasmettere passione e appartenenza alle nuove leve, un compito che Malagò dovrà affrontare attraverso una strategia di marketing territoriale e di riavvicinamento al pubblico locale.

Valorizzazione dei giovani e ammodernamento degli impianti

Il programma auspicato da Umberto Basile per il nuovo corso della FIGC si articola su tre pilastri fondamentali: la valorizzazione radicale dei settori giovanili, una riforma incisiva dei campionati professionistici e, soprattutto, l’ammodernamento delle infrastrutture. L’Italia sconta da anni un ritardo cronico in termini di stadi di proprietà e centri sportivi all’avanguardia. Molte strutture, spesso risalenti a decenni passati e prive dei comfort moderni, non riescono a garantire quell’esperienza di intrattenimento che è ormai standard in gran parte d’Europa.

L’impegno richiesto a Giovanni Malagò è quindi di natura sistemica. La burocrazia che blocca i progetti di ristrutturazione degli impianti deve lasciare spazio a una normativa agile, capace di attrarre investimenti privati in un settore che ha fame di stabilità. Parallelamente, il reclutamento dei talenti deve abbandonare le logiche di corto respiro per puntare a una formazione di qualità, garantendo a ogni giovane calciatore un percorso di crescita che sia tutelato dalle istituzioni federali.

La sfida di Malagò, definita da Basile come una missione di proporzioni titaniche, richiede una visione che sappia coniugare la tradizione del calcio italiano con le esigenze di un mercato globale sempre più esigente. Se la FIGC saprà trasformare queste criticità in un piano operativo solido, il calcio italiano potrà tornare a occupare la posizione di vertice che la sua storia e la sua cultura sportiva gli impongono, restituendo ai giovani tifosi il sogno di una Nazionale competitiva e capace di entusiasmare ancora.

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Il ricordo di Mattia Fracassi unisce oltre 400 giovani atleti nel Primo Memorial a San Benedetto dei Marsi

⚽ Oltre 400 atleti uniti dal ricordo di Mattia Fracassi a San Benedetto dei Marsi: due giornate indimenticabili tra sport, valori educativi e un forte abbraccio verso la famiglia e la comunità.

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Primo Memorial a San Benedetto dei Marsi

Redazione- San Benedetto dei Marsi ha vissuto due giornate di intensa commozione e aggregazione sociale in occasione del primo Memorial Mattia Fracassi. Lo stadio “Manfredo Profeta”, punto di riferimento per l’attività calcistica del territorio, ha ospitato il 20 e il 21 giugno scorsi una manifestazione che è andata ben oltre l’aspetto agonistico, trasformandosi in un abbraccio collettivo dell’intera comunità. L’evento è stato promosso dall’S.S. San Benedetto Venere, con il convinto sostegno del Centro Sportivo Italiano – Comitato Provinciale dell’Aquila e dell’amministrazione comunale locale.

Una festa dello sport dedicata ai più piccoli

La manifestazione ha coinvolto oltre 400 giovani promesse del calcio, divise nelle categorie Primi Calci, Piccoli Amici e Pulcini. Complessivamente, 14 società sportive provenienti dal comprensorio hanno risposto all’invito, scendendo in campo con l’obiettivo di onorare la memoria di Mattia. Il prato dell’impianto sportivo si è riempito di colori e dell’entusiasmo tipico di chi vive il gioco come puro momento di crescita. La presenza di un numero così elevato di partecipanti conferma quanto il tessuto sportivo abruzzese sia sensibile ai temi dell’inclusione e del ricordo, utilizzando il calcio come veicolo di messaggi positivi.

Il lavoro logistico dietro questa due giorni è stato imponente. Antonio Margiotta e Mario Percossi, in qualità di responsabili del settore giovanile, hanno coordinato una macchina organizzativa complessa, supportati dal prezioso contributo tecnico di Tullio Graziani. La riuscita della manifestazione è dipesa anche dall’opera silenziosa di decine di volontari, famiglie e dirigenti che hanno gestito l’accoglienza e i servizi necessari per garantire che ogni dettaglio, dal campo agli spazi di ristoro, fosse curato nei minimi particolari per accogliere al meglio atleti e accompagnatori.

Il legame tra territorio, istituzioni e valori umani

La cerimonia di commemorazione ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali e dirigenziali. Per il CSI L’Aquila era presente il presidente Luca Tarquini, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di radicare lo sport nel suo significato sociale più profondo. L’amministrazione comunale di San Benedetto dei Marsi, guidata dal sindaco Antonio Cerasani, ha garantito il patrocinio e il supporto logistico, consapevole dell’importanza di mantenere vivo il ricordo di Mattia. La vicinanza tra i comuni del Fucino è stata testimoniata anche dalla presenza del sindaco di Pescina, Luigi Soricone, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione pescinese, segno di una sinergia comprensoriale che va oltre i confini comunali in nome di un obiettivo solidale.

Un momento di profonda riflessione è arrivato con la vicinanza manifestata dalle figure religiose presenti. Don Francesco e Don Enzo hanno presenziato alle giornate portando un messaggio di speranza, ponendo l’accento sull’importanza della solidarietà e della vicinanza umana in momenti di dolore. Le loro parole hanno raggiunto i ragazzi e le loro famiglie, offrendo una prospettiva di riflessione sul senso della comunità. Per la società ospitante, l’S.S. San Benedetto Venere, hanno presenziato il presidente Beniamino Cerasani e il responsabile del settore giovanile Alessandro Ferzoco, i quali hanno ribadito quanto l’impegno verso i giovani sia un pilastro imprescindibile per garantire continuità alla memoria di chi non c’è più.

L’impegno per il futuro e il valore del ricordo

Il bilancio finale dell’evento non si misura solo in termini di partite giocate o di organizzazione logistica, ma nella capacità di aver stretto attorno alla famiglia di Mattia Fracassi una rete di affetto sincero. L’auspicio degli organizzatori e di tutti i partecipanti è quello di trasformare questo appuntamento in una ricorrenza annuale. L’obiettivo è quello di far crescere il Memorial affinché diventi un pilastro nel calendario sportivo regionale, mantenendo sempre intatti i principi di lealtà, divertimento e fratellanza che hanno caratterizzato questa prima edizione. Il sorriso condiviso dei centinaia di bambini scesi in campo resta l’immagine simbolo di questo percorso, a testimonianza che la memoria, quando viene coltivata attraverso il gioco e la partecipazione, diventa un motore per unire le generazioni e costruire legami duraturi.

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