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Il Cammino di Santiago tra le lacrime di ‘The Way’ e il sorriso di Checco Zalone: la metamorfosi dell’anima spiegata da Valentino Pisegna

Il Cammino di Santiago si divide tra le lacrime di ‘The Way’ e i sorrisi di Checco Zalone! 🥾 ✨ Il divulgatore abruzzese Valentino Pisegna ci guida in un’emozionante riflessione sulla metamorfosi interiore dei pellegrini. 🌲 ⛪ Che si cerchi la solitudine o la commedia, la polvere della strada cambia il cuore di chiunque si metta in cammino. 💫 🌅 Clicca per scoprire come il grande cinema sta reinventando il viaggio dell’anima! 🎟️ 🎬

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Il Cammino di Santiago

Avezzano – Ci sono strade che non si percorrono semplicemente con i piedi, ma con il cuore, e ci sono viaggi capaci di spogliare l’essere umano di ogni certezza per riconsegnarlo alla parte più autentica della sua anima. Il Cammino di Santiago rappresenta da secoli questo porto sicuro per l’anima, un’esperienza di pura essenzialità che oggi torna a far parlare di sé attraverso il linguaggio potente e universale del grande cinema. Il confronto tra la cinematografia d’autore e la cultura pop è ormai inevitabile, soprattutto quando sullo sfondo si stagliano i sentieri polverosi e magici che conducono a Compostela. A tracciare una linea di profonda unione tra prospettive apparentemente distanti è Valentino Pisegna, stimato divulgatore, camminatore infaticabile e delegato ufficiale per la提 Regione Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella.

Il silenzio intimo di Emilio Estevez incontra l’ironia travolgente di Checco Zalone

L’ordito della riflessione proposta da Pisegna mette a nudo l’anima di due pellicole destinate a segnare l’immaginario collettivo in modo diametralmente opposto. Da un lato troviamo “Il cammino per Santiago” (The Way), il capolavoro diretto nel 2010 da Emilio Estevez e interpretato da un monumentale Martin Sheen. Un film che vibra di un dolore sordo, intimo e contemplativo, dove il pellegrinaggio si fa carne, silenzio e faticoso percorso di rinascita personale dopo una perdita straziante. Dall’altro lato, la contemporaneità riserva una sorpresa assoluta con l’uscita di “Buen Camino”, la nuova opera che sceglie di raccontare lo stesso scenario mistico affidandosi all’ironia dissacrante, alla leggerezza e al linguaggio pop di Checco Zalone, trasformando il cammino in una commedia popolare capace di parlare alla pancia del Paese.

«Non si tratta di stabilire quale pellicola sia migliore, ma di comprenderne gli obiettivi profondi e la differente capacità di ascolto», osserva con profonda sensibilità Valentino Pisegna. «Estevez ha diretto un’opera straordinaria parlando a chi era già disposto a mettersi in cammino interiormente, toccando corde sacre e drammatiche. Zalone, al contrario, compie un’operazione di straordinaria divulgazione di massa: ha la forza unica di portare la polvere e lo spirito di Santiago all’interno delle case di milioni di persone che probabilmente non si sarebbero mai avvicinate a questo mondo, incuriosendo i più giovani e abbattendo le barriere del pregiudizio».

Dall’effetto Paulo Coelho al rischio del turismo di massa: la sfida dello spirito originario

La grande popolarità mediatica, tuttavia, porta inevitabilmente con sé nodi cruciali e interrogativi etici sul destino dei sentieri galiziani. Come già accaduto storicamente alla fine del secolo scorso con la pubblicazione del celebre diario di Paulo Coelho, e successivamente con l’uscita dello stesso film di Estevez, ogni volta che un’opera riesce a influenzare l’immaginario collettivo si registra un’impennata straordinaria del numero di pellegrini. Questo fenomeno spetta ai puristi del viaggio lento, timorosi che l’aumento dei numeri possa alterare la quiete dei rifugi e snaturare il senso profondo dell’accoglienza. Il cavaliere Pisegna lancia un monito chiaro, invitando a proteggere il valore del silenzio e dell’essenzialità contadina che da sempre contraddistinguono questa antica via.

Tuttavia, la fatica della strada riserva risvolti terapeutici inaspettati, capaci di convertire anche il viaggiatore più superficiale. Molti ragazzi e molte famiglie possono iniziare a camminare spinti dalla curiosità di una risata al cinema o da un video intercettato sulle reti virtuali, ma il Cammino possiede una forza interna straordinaria: mette tutti sullo stesso piano, azzera le differenze sociali e cambia il senso del viaggio strada facendo. Tra le lacrime della fatica, sotto il sole cocente o la pioggia battente, la motivazione iniziale si sgretola per lasciare spazio a un’autentica trasformazione interiore, dimostrando che non esistono passeggeri sbagliati ma solo storie che aspettano di essere scritte.

Complementarità e accoglienza: la vera alchimia del nuovo giorno

In ultima analisi, The Way e Buen Camino non devono essere interpretati come prodotti commerciali in competizione, bensì come elementi complementari di una stessa immensa narrazione umana. Se il film drammatico del 2010 ha edificato la struttura poetica e spirituale del pellegrinaggio contemporaneo, la commedia di Zalone apre una stagione di straordinaria popolarità che non va temuta, ma governata con intelligenza. La vera sfida per le confraternite e per i camminatori onesti sarà quella di saper accogliere questa nuova ondata di vitalità, trasformando l’attenzione mediatica in un’occasione unica per educare all’ascolto, al rispetto del territorio e alla bellezza dell’incontro, assicurando che la magia del cammino continui a splendere per le future generazioni.

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Magia pura in piazza: Rocca San Giovanni celebra 100 anni di Coltrane e Davis con tre notti indimenticabili di grande musica

Il borgo si veste a festa per tre notti di pura magia sotto le stelle! 🎷 🎶 Dal 16 al 18 agosto torna il mitico “Rocca San Giovanni Jazz” in Piazza degli Eroi. Un’edizione (totalmente gratuita!) dedicata al centenario della nascita di due divinità assolute della musica: Miles Davis e John Coltrane. Sul palco si alterneranno il trio di Lorenzo Tucci, il grande quartetto di Roberto Gatto e la voce inconfondibile di Nada! Non mancheranno mostre di vinili rari e laboratori per far scoprire il jazz ai più giovani. Leggi il nostro articolo per scoprire l’intero programma! 👇 🎺

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Rocca San Giovanni jazz

Rocca San Giovanni (CH) – Ci sono serate estive in cui la brezza calda porta con sé non solo il profumo del mare, ma anche note capaci di graffiare l’anima e accarezzare i ricordi. Il grande jazz non è mai stato soltanto un genere musicale: è uno stile di vita, un linguaggio universale fatto di improvvisazione, di silenzi densi di significato e di assoli che puntano dritti al cuore. E proprio per celebrare questa immensa magia, il suggestivo borgo di Rocca San Giovanni si prepara a trasformarsi in un meraviglioso teatro a cielo aperto. Dal 16 al 18 agosto, la centralissima Piazza degli Eroi ospiterà la 23esima, attesissima edizione del Rocca San Giovanni Jazz. Tre serate, totalmente gratuite, che quest’anno assumono un significato storico ed emozionale senza precedenti: il festival celebrerà infatti il centenario della nascita di due divinità assolute che hanno letteralmente riscritto la storia della musica del Novecento, ovvero John Coltrane e Miles Davis.

Domenica 16: Lorenzo Tucci e l’anima immortale di John Coltrane

Il sipario su questa memorabile edizione si alzerà domenica 16 agosto, alle ore 21:00, con un omaggio da brividi al genio tormentato e sublime di John Coltrane. A raccogliere questa sfida titanica sarà il Lorenzo Tucci Tranety Trio. Tucci, maestro indiscusso della batteria, ha chiamato a sé due fuoriclasse del calibro di Claudio Filippini (al geniale pianoforte) e Luca Bulgarelli (al contrabbasso).

Il loro non sarà un semplice, nostalgico esercizio di stile, ma una rilettura contemporanea, carnale e viscerale dell’universo coltraniano. Il progetto andrà ben oltre il “Coltrane sassofonista”, esplorandone l’essenza di compositore e pensatore rivoluzionario. Sarà un dialogo continuo, quasi ipnotico, tra la forma scritta e la libertà assoluta dell’improvvisazione, dove le pagine più significative del maestro si mescoleranno a composizioni originali cariche di swing e interplay.

Lunedì 17: la voce di Nada e cinquant’anni di poesia d’autore

Lunedì 17 agosto, alle 21:30, le atmosfere puramente jazzistiche lasceranno il posto a una delle icone più originali e graffianti del panorama musicale italiano. La protagonista assoluta della serata sarà Nada, che approderà a Rocca San Giovanni con il suo intimo e struggente Duo Tour. In oltre cinquant’anni di carriera, Nada non ha mai smesso di reinventarsi, navigando con eleganza suprema dal pop al rock, fino alla più raffinata canzone d’autore.

Portando sul palco l’eredità spirituale e poetica di Piero Ciampi (figura fondamentale nel suo percorso di maturazione verso il culto della “parola”), Nada regalerà al pubblico una performance essenziale, cruda e diretta. Niente orpelli o grandi orchestrazioni: solo una voce, immensa e inconfondibile, capace di trasformarsi in uno strumento musicale in grado di toccare le corde più profonde dell’anima di chi l’ascolta.

Martedì 18: Roberto Gatto e la rivoluzione elettrica di Miles Davis

Il gran finale, fissato per martedì 18 agosto, è affidato a una vera e propria leggenda vivente della batteria italiana: Roberto Gatto. Alla guida del suo formidabile quartetto, Gatto presenterà Organic Miles, un progetto visionario dedicato all’universo sconfinato di Miles Davis. Affrontare l’eredità di Davis significa confrontarsi con un genio che ha saputo evolversi in continuazione, passando dal bebop al leggendario suono elettrico che ha contaminato il rock e il funk. L’obiettivo del Roberto Gatto Quartet non è certo quello di riprodurre asetticamente il passato (una mossa che lo stesso Davis avrebbe detestato), ma di raccoglierne l’urgenza creativa per trasformarla in una nuova, dirompente esperienza sonora, intrisa di groove ed energia pura.

Oltre il palcoscenico: vinili rari e la cura per le nuove generazioni

«Un festival che porta grandi interpreti e offre l’opportunità di vivere il nostro paese attraverso la musica», ha dichiarato con orgoglio il sindaco Fabio Caravaggio, a cui fa eco il Direttore Artistico Walter Gaeta, felice di ribadire la vocazione gratuita e inclusiva dell’evento.

Ma Rocca San Giovanni Jazz non si esaurisce sotto i riflettori del palco principale. Durante i tre giorni, i veri appassionati potranno tuffarsi nella mostra “Dal bebop al suono elettrico”, un’incredibile esposizione di dischi in vinile e materiali rari su Miles Davis curata da Pierpaolo Ferulli (Musica e Libri), completa di percorsi di ascolto guidato. E poiché il jazz è un linguaggio che deve guardare al domani, nella Piazzetta dell’Auditorium prenderà vita un prezioso laboratorio culturale curato da Paola Di Diego (TeatroEffe). Un affascinante “ponte” per avvicinare i più giovani e i bambini alla spiritualità della musica afroamericana, spiegando loro chi erano Coltrane e Davis. Perché la grande bellezza, se non viene tramandata, è destinata a spegnersi.

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Il segreto di una Capricciosa perfetta: viaggio nei sapori e nell’anima della Pizzeria “Incontro” di Poggio Moiano

Il segreto della Pizza Capricciosa perfetta esiste, e si nasconde nel cuore della Sabina! 🍕 ❤️ Siamo andati a Poggio Moiano (RI) per raccontarvi la magia della Pizzeria “L’Incontro”. Un viaggio nei sapori antichi custoditi dal fondatore Piero Angeloni, ma rinnovati dal meraviglioso tocco femminile della figlia Ester e dalle mani d’oro della bravissima pizzaiola Eleonora Simonetti. Impasto leggerissimo, ingredienti top e un’atmosfera che sa di vera famiglia. Leggi l’articolo e preparati a farti venire l’acquolina in bocca! 👇 😋

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Pizza Capricciosa

Poggio Moiano (RI) – Una vera pizza non è mai soltanto un semplice disco di pasta lievitata condito con passata di pomodoro. Quando è fatta a regola d’arte, una pizza è un racconto che sa di farina sulle dita, di calore del forno, di sacrifici e, soprattutto, di famiglia. Nel cuore pulsante della Sabina c’è un luogo che ha fatto di questa filosofia la propria ragione di vita: la storica Pizzeria “L’Incontro”. Un’istituzione per tutto il territorio, capace di resistere alle mode gastronomiche passeggere mantenendo intatta la propria identità. E se volete capire davvero cosa significhi l’amore per questo mestiere antico, dovete sedervi ai loro tavoli e ordinare la vera, incontrastata regina dei grandi classici: la Pizza Capricciosa.

Piero, Ester ed Eleonora: il “tridente d’oro” dietro al bancone

Il successo ininterrotto de “L’Incontro” non è frutto del caso, ma dell’alchimia perfetta tra tre anime che hanno unito le proprie passioni. Le fondamenta granitiche di questo tempio del gusto poggiano sull’esperienza di Piero Angeloni. È lui il padre fondatore, il custode severo e affettuoso di una tradizione culinaria che non accetta scorciatoie. Piero ha insegnato a tutti che in pizzeria non si inventa nulla: serve sudore, rigore e un rispetto reverenziale per le materie prime.

Oggi, la straordinaria eredità di Piero è stata raccolta con un tocco di vibrante femminilità. In sala e nella gestione, a far respirare agli avventori l’atmosfera calda di “casa”, c’è sua figlia Ester Angeloni. Il suo sorriso accogliente e la sua energia travolgente sono il biglietto da visita del locale. Ma la vera magia avviene dietro le quinte, tra i sacchi di farina e i fumi del forno, grazie alle mani sapienti della talentuosissima pizzaiola Eleonora Simonetti. Vedere Eleonora stendere i panetti e infornare è un vero spettacolo: una danza di gesti rapidi e precisi che fonde la forza dell’esperienza artigianale con una delicatezza tutta femminile.

La regina dei grandi classici: un’ode alla Pizza Capricciosa

Ma torniamo alla vera, indiscussa protagonista del nostro viaggio gastronomico: la Capricciosa de “L’Incontro”. Cimentarsi con questa pizza significa sfidare la storia, perché è il banco di prova su cui si giudica il livello di ogni vera pizzeria. Quella preparata da Eleonora Simonetti è un capolavoro di equilibrio che accarezza il palato.

Tutto parte dall’impasto: un “letto” straordinariamente digeribile, frutto di una lievitazione lenta e paziente, che in cottura sviluppa un cornicione fragrante, leggermente croccante all’esterno ma soffice e alveolato all’interno. Sopra questa base impeccabile, si stende un velo di pomodoro dolcissimo, arricchito da una mozzarella fior di latte che fila al punto giusto senza mai annacquare gli altri ingredienti.

E poi, il trionfo dei sapori: il prosciutto cotto tagliato con la giusta consistenza, i funghi profumati che richiamano i boschi della Sabina, il tocco sapido e inconfondibile dei carciofini e, per chiudere la sinfonia, le olive. In bocca, la Capricciosa de “L’Incontro” non è mai un sapore confuso, ma un equilibrio perfetto in cui ogni ingrediente mantiene la sua spiccata identità senza sovrastare gli altri. Un morso pieno, rotondo, appagante. Il sapore della vera Italia.

Molto più di una pizzeria: un ritrovo per l’anima del borgo

L’abbinamento vincente tra la solidità di papà Piero, la visione e l’accoglienza della figlia Ester, e la straordinaria maestria di Eleonora al forno, ha trasformato la Pizzeria “L’Incontro” in qualcosa che va ben oltre la semplice ristorazione. Questo locale, incastonato tra le viuzze di Poggio Moiano, è diventato un vero e proprio punto di riferimento sociale.

Qui le generazioni si mescolano: i più giovani, i lavoratori a fine turno, le famiglie. Tutti sanno che varcare quella porta significa dimenticare per un paio d’ore le preoccupazioni della giornata. Sotto l’occhio vigile e paterno di Piero, le ragazze hanno saputo prendere il timone di questa meravigliosa nave e farle solcare i mari del gusto con rinnovato vigore. Quando assaporate l’ultimo spicchio di quella Capricciosa eccezionale, non state solo saziando lo stomaco. State rendendo omaggio a una bellissima storia di famiglia, di donne coraggiose e di tradizione. E credeteci: a Poggio Moiano, la pizza ha davvero tutto un altro sapore.

Pizzeria Incontro Poggio Moiano

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La lentezza che incanta: Jovanotti in sella alla sua bici scopre e si innamora del paradiso segreto del Lago del Turano

Il “ragazzo fortunato” in sella alla sua bici si innamora del paradiso segreto del Reatino! 🚴‍♂️ 🏞️ Tappa a sorpresa per Jovanotti: durante il suo faticosissimo e splendido “Jova Bike Tour” (il viaggio sulle due ruote per collegare le date del suo Summer Party 2026), Lorenzo Cherubini ha fatto sosta a Colle di Tora, rimanendo letteralmente folgorato dalla bellezza del Lago del Turano. Le foto condivise sui suoi seguitissimi social sono uno spot meraviglioso (e gratuito) per il turismo lento e per i borghi dimenticati d’Italia. Leggi l’articolo e scopri i dettagli di questa splendida avventura! 👇 🎸

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Jovanotti

Colle di Tora (RI) – Viviamo in una società ossessionata dalla velocità. Corriamo in autostrada, sfrecciamo sui treni ad alta velocità, consumiamo le vacanze con la frenesia di chi deve per forza collezionare timbri sul passaporto, dimenticandoci troppo spesso che la vera bellezza del nostro Paese si nasconde proprio lì, ai margini delle grandi arterie di comunicazione, dove il tempo sembra essersi miracolosamente fermato. A ricordarci questa preziosissima lezione di vita e di turismo, in queste calde giornate di mezza estate, è uno dei cantautori più amati, eclettici e vulcanici del panorama musicale italiano: Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. E lo ha fatto scegliendo un mezzo di trasporto umile, silenzioso e profondamente romantico: la sua inseparabile bicicletta, con cui ha appena scoperto, innamorandosene perdutamente, la magia del Lago del Turano.

Il “Jova Bike Tour”: fuggire dalle autostrade per ritrovare l’anima dei borghi

La presenza del celebre artista nel cuore verde della provincia di Rieti non è casuale. Jovanotti sta infatti attraversando la Penisola nell’ambito del suo “Jova Bike Tour”, un personalissimo, faticoso ma entusiasmante viaggio-evento su due ruote, ideato dallo stesso Lorenzo per unire e collegare tra loro le diverse, scoppiettanti tappe del Jova Summer Party 2026. Un itinerario circolare, con partenza e arrivo fissati nella Capitale, che ha uno scopo ben preciso: snobbare categoricamente le autostrade e le vie di grande scorrimento per privilegiare le strade secondarie, le vecchie provinciali dimenticate, i sentieri sterrati e i percorsi ciclabili.

È un modo meraviglioso e rivoluzionario, per una popstar abituata ai jet privati e ai van blindati, di vivere l’Italia lentamente. Pedalata dopo pedalata, sudore dopo sudore, Jovanotti sta esplorando paesaggi incontaminati e borghi millenari che custodiscono l’anima più verace, silenziosa e autentica della nostra Nazione.

La sosta a Colle di Tora: quando il lago ruba il cuore a una rockstar

E proprio vagabondando tra queste meraviglie nascoste, le ruote della bicicletta di Lorenzo lo hanno condotto in uno degli angoli più suggestivi e meno “mainstream” del Lazio: la valle del Turano. Un territorio aspro, verdeggiante e dominato dallo specchio d’acqua artificiale incastonato come un gigantesco smeraldo tra le montagne. La tappa reatina si è rivelata una folgorazione assoluta per l’artista.

Dopo chilometri di saliscendi e fatica, Jovanotti ha deciso di gettare l’ancora (anzi, il cavalletto) a Colle di Tora, pittoresco e silenzioso borgo adagiato proprio sulle sponde del lago. È qui, lontano dai flash dei paparazzi della mondanità estiva, che il cantautore ha deciso di cenare e trascorrere la notte, mescolandosi con discrezione agli abitanti del posto e ai turisti sorpresi e increduli di trovarsi di fronte al “ragazzo fortunato” della musica italiana. Un riposo ristoratore prima di risalire in sella, all’alba, per riprendere il suo personale giro d’Italia.

Lo storytelling sui social: uno spot meraviglioso (e gratuito) per il territorio reatino

L’entusiasmo per questa scoperta non è rimasto un segreto. Consapevole dell’immenso potere comunicativo dei suoi canali social, seguiti da milioni di fan adoranti in tutto il mondo, Jovanotti ha voluto condividere in tempo reale la sua ammirazione per il paesaggio reatino. Attraverso decine di scatti, video panoramici e stories su Instagram e TikTok, ha documentato i colori dell’acqua del Turano, la maestosità delle montagne circostanti e la pace assoluta che si respira nei vicoli di Colle di Tora.

Si è trattato di uno spot pubblicitario e turistico di incalcolabile valore per l’intera provincia di Rieti. Una promozione del territorio totalmente gratuita, genuina e potentissima, capace di raggiungere un pubblico vastissimo e di svelare a migliaia di italiani (e non solo) l’esistenza di un paradiso naturale a due passi da Roma, ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax, del buon cibo e del contatto primordiale con la natura.

La presenza di Jovanotti riporta così, ancora una volta, il territorio del Turano sotto i meritati riflettori della cronaca nazionale. E ci regala, al tempo stesso, una splendida lezione: a volte basta spegnere il motore, salire sul sellino di una bicicletta e lasciarsi guidare dal respiro del vento per scoprire che la meraviglia è molto più vicina a casa di quanto potessimo mai immaginare. Buon viaggio, Lorenzo.

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