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Laura Ligia: “L’Ultramaratona del Gran Sasso ha avuto un significato profondo”

Ha incoronato ultramaratoneta il mio compagno di viaggio
Domenica 26 luglio 2026 ha avuto luogo l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km.
Il vincitore è stato Filippo Bovanini in 3h25’39”, precedendo Pierpaolo Pio Bovenzi 3h30’55” e Matteo Zucchini 3h31’34”.
Tra le donne ha vinto Federica Moroni 4h06’50”, precedendo Denise Tappata 4h09’27” e Barbara Cimarrusti 4h25’17”.
Grandissimo protagonista della gara è stato l’ultraottantenne Adriano Leidi (Podistica Solidarietà), il meno giovane (classe 1941), che ha concluso la 50km del Gran Sasso in 7h03’38”.

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Laura Ligia

Redazione-  Domenica 26 luglio 2026 ha avuto luogo l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km.

Il vincitore è stato Filippo Bovanini in 3h25’39”, precedendo Pierpaolo Pio Bovenzi 3h30’55” e Matteo Zucchini 3h31’34”.

Tra le donne ha vinto Federica Moroni 4h06’50”, precedendo Denise Tappata 4h09’27” e Barbara Cimarrusti 4h25’17”.

Grandissimo protagonista della gara è stato l’ultraottantenne Adriano Leidi (Podistica Solidarietà), il meno giovane (classe 1941), che ha concluso la 50km del Gran Sasso in 7h03’38”.

Tra i partecipanti anche Laura Ligia e di seguito approfondiamo la sua conoscenza.

Come ti definisci atleticamente?

Sono un’ultramaratoneta che ama lo sport e i suoi valori: disciplina, motivazione, la capacità di porsi obiettivi e la ricerca della bella competizione. Quella che non serve solo a vincere, ma che ti ispira, ti mette alla prova e ti fa scoprire capacità e competenze fondamentali, soprattutto nella vita. L’ultramaratona è per me una metafora dell’esistenza: ogni gara è un viaggio dentro sé stessi.

 

L’ultramaratona è uno sport di obiettivi e sfide da preparare e portare a termine, con fiducia, consapevolezza, resilienza, un passo alla volta, senza stress.

Complimenti per la 50km del Gran Sasso, cosa significa per te?

L’Ultramaratona del Gran Sasso ha avuto un significato profondo, quasi introspettivo. Rappresenta i movimenti della vita: scendere, salire, girare intorno senza sapere cosa apparirà dietro la curva. Un paese all’orizzonte può diventare il simbolo di un obiettivo da raggiungere. L’ombra del Gran Sasso ti protegge dal vento o dal sole caldo di fine luglio, mentre lo scollinamento, corso dopo tanta pazienza nella gestione dello sforzo, restituisce quella straordinaria sensazione di libertà. In quei momenti metti in pratica tutta l’esperienza costruita negli anni e scopri che ogni chilometro racconta qualcosa di te.

In effetti, la 50 km del Gargano è un grande viaggio attraversando montagne e paesaggi stupendi, facendo percorsi in salita e in discesa, con l’obiettivo di arrivare al traguardo.

A chi la dedichi?

Come tutte le mie gare, la dedico prima di tutto a me stessa e, di riflesso, a tutte le donne che hanno deciso di uscire da uno stato di torpore sociale in cui essere mamma e lavoratrice sembra non lasciare spazio allo sport. Per noi donne allenarsi e gareggiare richiede spesso uno sforzo organizzativo ed emotivo maggiore. Ma è proprio questa motivazione profonda che ci rende più forti e resilienti.

Dedico quindi questa gara a tutte noi, che vogliamo regalarci un’opportunità da conquistare e rivendicare. Stiamo crescendo nel panorama sportivo, anche grazie a movimenti spontanei come L’Onda Donna, protagonista della gara simbolo dell’inclusione, ‘La Miguel’. Siamo però ancora troppo poche e, soprattutto, ancora troppo poco libere di scegliere il nostro tempo per lo sport.

 

Sempre più donne praticano sport e nello sport di endurance come le ultramaratone si dimostrano fortissime, a volte superando gli uomini.

Qual è stata la parte più difficile? Hai temuto il caldo o qualcos’altro?

La parte più difficile è stata la gestione degli imprevisti, che in una 50 km sono praticamente inevitabili. Sono partita con un’infiammazione al trocantere, quindi fin dal primo chilometro il mio obiettivo era mantenere il dolore sotto controllo. Con me c’era Alessio Montenero, al suo debutto come futuro ultramaratoneta, anche lui alle prese con un problema fisico. Entrambi abbiamo cercato di non sovraccaricare le parti già infiammate e la situazione è rimasta stabile fino all’altopiano. Lì il vento ci ha messi davvero con le spalle al muro. Sembrava di correre contro una parete di gomma, mentre i dolori iniziavano a farsi sentire.

Abbiamo allora cambiato strategia: alternare camminata e corsa ad alta frequenza, alleggerendo l’impatto a terra e contrastando meglio le raffiche. È stata la scelta vincente. Superati quei dieci chilometri di vento siamo stati ripagati da una discesa meravigliosa fino al traguardo, tagliato in volata tra sorrisi ed emozioni.

Quel traguardo non rappresentava soltanto un tempo o una distanza: aveva un valore umano enorme e ha incoronato ultramaratoneta il mio compagno di viaggio.

 

Nelle ultramaratone come nella vita ci sono tanti momenti difficili da attraversare, gestire, superare, senza stress e senza fretta. E, insieme, risulta essere molto meglio nella condivisione di crisi, fatiche, arrivi. Laura e Alessio hanno concluso, insieme, la 50 km del Gran Sasso in 6h32’59”.

Cosa hai scoperto di te stessa in questi 50km?

Ogni gara mi insegna a vivere pienamente il momento. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo su me stessa e sulla bellezza dell’istante che sto attraversando.

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati, da realizzare, incompiuti?

Ho deciso di alzare ancora l’asticella e mettere alla prova la mia capacità di interpretare e gestire gare sempre più lunghe e impegnative. Il prossimo grande appuntamento sarà la 100 km del Vulcano, il 5 settembre 2026, dopo aver concluso la 100 km di Asolo nel 2025. Sarà un privilegio correre con l’Etna come protagonista, un altro immenso colosso della nostra straordinaria Italia.

 

Domenica 6 settembre 2026 ore 00.00 avrà luogo a Bronte (CT) l’11^ Etna Extreme – 100 km del Vulcano (D+ 2.450 m), organizzata dall’ASD Ecotrail Sicilia.

Il 5 luglio 2025 Laura ha corso la 13^ Asolo 100 km, corsa su strada, in 16h25’. Il vincitore fu Francesco Perini 8h09’39”, precedendo Marco Visintini 8h50’35” e Nathan Koziol (FRA) 9h29’27”.  Tra le donne vinse Antonella Ciaramella 9h42’18” precedendo Silvia Serafini 10h12’47” e Silvia Gambino 10h27’57”.

Cosa ti motiva essere Guida FISPES, Alfiera e Pacer?

Essere Guida FISPES nasce da una mia esigenza personale. Lo definisco il mio ‘sano egoismo’. Essere completamente in relazione con un atleta non vedente o ipovedente significa non gareggiare più per sé stessi, ma per un tutt’uno. L’energia diventa circolare, così come la concentrazione e la forza. Si diventa una combinazione di resistenza, fiducia e collaborazione. La stessa sensazione la vivo quando partecipo con la Fondazione Carol SOD Italia come alfiera: tirare, spingere o bilanciare la joëlette crea una straordinaria sinergia con il capitano che accompagni fino al traguardo.

Essere Pacer, invece, significa ricevere la fiducia di chi sceglie di affidarsi a te per raggiungere il proprio obiettivo. Mi piace pensare al pacer come a una nave che trasporta persone diverse verso lo stesso porto. Nessuno può rimanere indietro, perché ogni persona è importante e ha riposto in te la propria fiducia.

 

Sono tante le modalità di fare sport, per benessere, per performance, per se stessi, per gli altri.

Cosa dicono di te i tuoi figli? Ti considerano un esempio da imitare?

Come vivono tutto questo i tuoi figli? I miei tre figli sono inevitabilmente coinvolti nei miei impegni. Qualcuno li vive con maggiore entusiasmo, qualcuno li subisce un po’, ma alcuni sono diventati parte attiva dei miei progetti, partecipando agli allenamenti e accompagnandomi come Guida FISPES o come alfiera.

Anche quando non condividono direttamente questa passione, respirano un messaggio importante: quello dell’inclusione. Un mondo in cui non esiste chi dà e chi riceve, ma persone che si scambiano ciò che hanno, in un continuo reciproco arricchimento.

 

La pratica di uno sport è anche un’educazione alla vita per se stessi ma anche per la propria famiglia, colleghi di lavoro, amici che osservano, apprezzano, sostengono, imitano.

Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa? Come ti vedi tra 10 anni?

Le direi che c’è ancora tantissimo da fare e da conquistare. Le ricorderei, però, che dieci anni prima aveva soltanto un piccolo progetto. Oggi quel progetto è diventato una realtà importante e sono certa che, tra altri dieci anni, sarà ancora più forte e protagonista nel mondo della corsa.

 

È importante la consapevolezza di quello che si è fatto, che si sta facendo, che si vuol fare in futuro con fiducia, impegno, resilienza.

Un messaggio ai runner che hanno perso la motivazione?

A tutti i runner che hanno perso il mordente o si sono allontanati dalla corsa per qualsiasi motivo voglio dire una cosa. Condividete il vostro vissuto sportivo. Diventate Guide FISPES, donate la vostra esperienza e le vostre capacità.

Scoprirete che aiutare qualcuno a correre può diventare la vostra rinascita sportiva. Vi cambierà profondamente. Grazie Matteo per questa opportunità. Con affetto, Laura ‘La Ligia’.

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Il treno dello sport: Presentazione di Valerio Piccioni

Ma sì, perché no, se spesso si dice che la vita è un viaggio, lo sport può essere un treno. Un treno speciale, però: sposta le sue rotaie in terre sconosciute, manda un vagone di qua e un altro di là, si ferma e sembra che sia tutto buio, poi accelera e spunta il sole, oppure il sole può pure spuntare andando più piano… Matteo Simone ci porta in giro per chilometri, stati d’animo, imprese nel palcoscenico di riferimento del suo racconto, l’Ultramaratona.

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Valerio Piccione

Redazione-  Ma sì, perché no, se spesso si dice che la vita è un viaggio, lo sport può essere un treno. Un treno speciale, però: sposta le sue rotaie in terre sconosciute, manda un vagone di qua e un altro di là, si ferma e sembra che sia tutto buio, poi accelera e spunta il sole, oppure il sole può pure spuntare andando più piano… Matteo Simone ci porta in giro per chilometri, stati d’animo, imprese nel palcoscenico di riferimento del suo racconto, l’Ultramaratona. Andiamo sul Monte Bianco, poi ci spostiamo sul Rosa, quindi ecco la Cagliari-Sassari o il deserto del Sahara o la Transilvania. Traguardi impossibili per la maggior parte di noi, ma non importa. Perché, dice Matteo, ognuno ha il suo treno, la sua velocità, il suo modo di essere, di correre, di vivere. Lo sport e non solo. E per dirlo si fa aiutare da una fantastica galleria di testimonianze, raccolte proprio sul campo: colloqui che non sono figli di whatsapp, ma piuttosto – questa è l’idea che ci siamo fatti – del fiatone di uno sforzo appena compiuto o addirittura di un “durante” di qualche incontro ravvicinato proprio nel bel mezzo di una gara.

L’ascolto. La capacità di ascoltare. Sembra facile, non lo è. Perché nelle nostre vite fatichiamo sempre più a comunicare. Connessi sì, ma incapaci di scendere un po’ più nel profondo di una persona: la chiacchierata di una volta ha ceduto il posto a messaggi compulsivi, “sparati” ormai a qualsiasi ora del giorno e persino molto spesso della notte. C’è un tempo da recuperare, da proteggere, un territorio da riconquistare. E la corsa, la corsa lunga, se ci pensate è proprio un posto ideale per farlo perché c’è una paradossale dimensione di lentezza che si accompagna anche con quella sensazione di “invincibilità”, citiamo le parole di una delle testimonianze, che ti prende quando tagli il traguardo. Una gioia che però non è solo tua perché sport è anche condivisione, è anche capacità di applaudire l’altro senza, è anche fare gruppo, squadra. Come dimostrano i fantastici “cortei” festosi che accompagnano la joelette, questo mezzo che ormai non manca mai sulle nostre strade podistiche e che dà la possibilità a persone senza autonomia motoria di essere trasportate da compagni e amici nella “pancia” della gara.

Attenzione, però, tutto questo non si compra al mercato. Nel senso che lo sport è anche un posto dove a volte compare l’ossessione, la dipendenza, una sensazione di sabbie mobili con cui è difficile fare i conti. L’esito della partita con questi fantasmi non è scontato, ecco perché molti dei protagonisti fanno riferimento alla necessità di un aiuto, di qualcuno che ti dia una mano nella sfida: il tecnico, il nutrizionista, lo psicologo. Se molte porte si chiudono, bisogna tenerne aperta almeno qualcuna. E a volte da solo non ce la fai. Ma forse c’è un’altra cosa che emerge da questo filo magico di racconti: l’importanza del crederci può e deve spostarsi con la cultura del limite. Il limite non è rinuncia, il limite è consapevolezza, è capacità di portare le tue energie al punto più avanzato senza immaginare che tutto sia possibile. A volte, si può e si deve scalare la marcia.

Di fronte a tutti queste corse, grandi e piccole, soprattutto lunghe, a questo impasto di realtà e sogni in cui qualche volte non si riesce a distinguere gli uni dall’altra, mi viene in mente che questi racconti dovrebbero andare un po’ in giro. Salendo sul famoso treno. Perché questo è un altro problema dello sport: fra l’esperienza di chi abbraccia questa dimensione della vita portandola dentro le sue giornate in modo così importante, e chi invece ne è ancora lontano, non riesce a nascere un minimo di confronto. Che invece è necessario, perché da questo incrocio non nascerà magari l’emulazione, ma un desiderio di provarci almeno un po’, magari semplicemente per vivere meglio e provare emozioni sconosciute.

E qui vi devo raccontare una cosa. Una cosa che mi succede quando mi immergo nelle dolcissime mattinate del Mille di Miguel, le corse per i ragazzi della Corsa di Miguel dedicate al maratoneta poeta argentino desaparecido Miguel Sanchez. La caratteristica di queste gare un po’ poco gare è che la maggior parte di chi partecipa scopre, “assaggia”, debutta nell’atletica, qualcuno vedendo per la prima volta una pista. In questo approccio da matricole ci sono tanti atteggiamenti. C’è chi parte a tutta. E chi, invece, è impaurito dalla distanza o semplicemente dalla pistola dello starter. La cosa sorprendente sono quei ragazzi e quelle ragazze che vivono i mille metri come un Everest da scalare. Credono che le loro gambe e il loro cuore proprio non possano farcela. Partono generalmente piano e quando vedono sfrecciare i loro compagni più audaci (o temerari), si sentono ancora più insicuri. Bastano però quei due giri e qualche spicciolo, e all’ultima curva li vedi come posseduti da una favolosa energia, eccoli o eccole tirare fuori un’energia insospettabile, come se il serbatoio di risorse non aspettasse altro che di essere aperto. A volte, sottovalutiamo noi stessi. Vediamo troppi muri e il buttarne giù qualcuno non è così facile come si crede. Per questo lo sport ci serve, per questo bisogna salire su quel treno.

Valerio Piccioni

(Giornalista e scrittore di sport)

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Campionati Italiani, doppietta d’oro e d’argento per la Pinguino Nuoto: Giorgia Fabiani e Federico Giffi brillano al Foro Italico.

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Fabiani e Federico Giffi

ROMA – Una giornata da incorniciare per la Pinguino Nuoto Avezzano ai Campionati Italiani di categoria in corso allo Stadio del Nuoto del Foro Italico. Nel giro di pochi minuti, il sodalizio marsicano ha conquistato un oro e un argento nei 50 metri rana, al termine di due prestazioni che raccontano talento, lavoro e determinazione.

A salire sul gradino più alto del podio è stata Giorgia Fabiani, protagonista di una vittoria dal significato particolare, arrivata al termine di un percorso fatto di sacrifici, fiducia, impegno e capacità di superare i momenti più difficili. Un successo che va oltre il risultato sportivo e premia la sua capacità di tornare a esprimersi ai massimi livelli.

Medaglia d’argento, invece, per Federico Giffi, autore di una prestazione che gli ha consentito di conquistare un secondo posto di grande prestigio. Un risultato costruito giorno dopo giorno attraverso allenamenti, rinunce e una costante volontà di migliorarsi senza mai arrendersi.

Due medaglie che portano la firma degli atleti, ma che sono anche il risultato del lavoro dell’intero staff tecnico. Un riconoscimento particolare arriva per Mario Paris, allenatore capace di accompagnare i propri atleti con competenza e sensibilità, valorizzandone le caratteristiche e sostenendoli nei momenti più delicati.

«Le medaglie di oggi sono il frutto di una guida competente, appassionata e instancabile», è il messaggio della direzione tecnica della Pinguino Nuoto, che ha voluto sottolineare il prezioso lavoro svolto dal coach e da tutto il gruppo.

Il bilancio della Pinguino Village ai Campionati Italiani è, al momento, particolarmente significativo: un oro, un argento, due quarti posti e due quinti posti, uno dei quali ottenuto dalla staffetta 4×100 misti.

Numeri che restituiscono la fotografia di una squadra competitiva e in crescita, capace di andare oltre le singole prestazioni. Dietro ogni piazzamento ci sono infatti allenamenti, sacrifici e il lavoro quotidiano di un gruppo che condivide obiettivi e ambizioni.

Per la Pinguino Nuoto, però, la manifestazione non è ancora conclusa. Domani torneranno in vasca Gabriele ed Ester, pronti a dare il massimo e a rappresentare ancora una volta i colori della società avezzanese, della Marsica e dell’Abruzzo.

La doppietta firmata da Fabiani e Giffi rappresenta dunque molto più di un oro e un argento: è la fotografia di un movimento che continua a crescere e di una squadra che ha saputo trasformare impegno e passione in risultati concreti.

La Pinguino Nuoto può già essere orgogliosa dei suoi ragazzi. Ma al Foro Italico la sfida continua.

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Sport, natura e cultura nel Gargano

Nel Gargano si può riscontrare sempre più un incremento delle persone che praticano attività fisica con diverse modalità.L’estate sembra essere un buon periodo per trascorrere alcuni giorni in Puglia, soprattutto nel Gargano per partecipare anche a eventi di nuoto e corsa per conoscere tanti atleti: nuotatori, runner e ultrarunner, camminatori e ultra-camminatori e perché non partecipare a gare sportive per confrontarsi con gli atleti locali?

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Runners

Redazione-  Nel Gargano si può riscontrare sempre più un incremento delle persone che praticano attività fisica con diverse modalità.L’estate sembra essere un buon periodo per trascorrere alcuni giorni in Puglia, soprattutto nel Gargano per partecipare anche a eventi di nuoto e corsa per conoscere tanti atleti: nuotatori, runner e ultrarunner, camminatori e ultra-camminatori e perché non partecipare a gare sportive per confrontarsi con gli atleti locali?

Ora è il momento di informarsi, documentarsi, prenotare, iscriversi, contattare amici per pianificare una trasferta al sud, in Puglia dove c’è sempre qualcuno pronto ad accoglierti.

Di seguito segnalo alcuni eventi:

Venerdì 7 agosto 2026 Notte Bianca

Dalle ore 20:00 fino a tarda sera, musica dal vivo, spettacoli, animazione, street food, artisti di strada e visite guidate animeranno piazze, vicoli e locali del centro cittadino.

Quattordici punti di musica dal vivo, tredici postazioni street food a prezzo unico, quattro aree dedicate ai bambini e due walking tour gratuiti.

Musica dal vivo: 14 punti in tutto il centro

Dalle ore 20:00, quattordici postazioni tra band, pianobar e dj set.

Locanda del Centro – Lucio e Lucio live duo

Up Lounge & Bar – Will Diamond and Gianni Laporta Keyboard

Gioielleria Cosentino – Michele Bottalico & FadeOut

TIM Store – Pianobar Antonio Lorussi

Piazza Duomo – Senza Resa, cover band di Vasco Rossi

Piazza del Popolo – Ottanta bit

Largo Diomede – Wild Sound acoustic duo, con Luigia Ilenia Ciociola alla voce e Giuseppe Sepalone alla chitarra

In Piazzetta – Gio e il Trio Italiano

Cafè des Artistes – Sofia della Bella e Gianni Colonna duo

Via Maddalena – I Ragazzi/e, UMPF Music School

Vinil – DJ Set in Vinile con DJ Erny e Dino Mione

Via Santa Maria delle Grazie – Dj set

Civico 5 – Dj set

Pizzeria al Castello / Tommasino – Notti Magiche, musica dagli anni 70/80/90 ai giorni nostri

Street Food: 13 proposte a 5 euro

Ogni postazione presenta una proposta dedicata alla Notte Bianca, al prezzo unico di 5 euro.

Animazione e attività per famiglie

Quattro punti dedicati ai bambini, dalle ore 20:00.

A — Piazza del Popolo: Officina del Sorriso, con truccabimbi, zucchero filato, mascotte cartoon e bolle di sapone.

B — Largo Diomede: Party con Gheghè, ParkSport minigiochi, laboratori ricreativi, giochi giganti e bolle di sapone. In programma anche lo spettacolo di fuoco a cura di Dely De Marzo.

C — Piazza Duomo: Piccoli per Sempre, Baby Dance con spettacolo di intrattenimento.

D — Mondadori Store: letture a voce alta con le insegnanti Dora De Cristofaro e Antonella Palladino.

Street Band e artisti di strada

Per tutta la serata, dalle ore 20:00, il centro storico sarà animato da spettacoli itineranti:

Back on Street Band – esibizione musicale lungo le vie del centro storico.

Artisti di strada e trampolieri – show itineranti tra vicoli e piazze.

Walking Tour gratuiti della Pro Loco Manfredonia

Due itinerari guidati gratuiti a cura dell’Associazione Pro Loco Manfredonia, con partenza dall’Infopoint di Piazzetta Mercato.

Le Antiche Mura del Castello: Un viaggio nella Manfredonia medievale lungo il percorso delle antiche fortificazioni, tra castello, mura, monumenti e scorci che raccontano la nascita e l’evoluzione della città. Turno 1: 21:00 – 22:00 · Turno 2: 22:15 – 23:15

L’Antico Borgo Marinaro: Un itinerario tra vicoli, mare e tradizioni, alla scoperta del quartiere più autentico della città, dove il racconto della comunità marinara incontra la storia, l’arte urbana e l’identità di Manfredonia. Turno 1: 21:00 – 22:00 · Turno 2: 22:15 – 23:15

Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria: 📞 0884 939670 – 393 0207068

7 agosto 2026 – 9 agosto 2026 Torneo di Beach Volley 2×2 Maschile | Lido Adriatico Siponto

Tre giorni di sport e spettacolo sulla spiaggia con il Torneo di Beach Volley 2×2 Maschile, in programma dal 7 al 9 agosto 2026 presso il Lido Adriatico Siponto.

La manifestazione vedrà sfidarsi numerose coppie in un torneo dedicato agli appassionati di beach volley, offrendo un weekend all’insegna della competizione, del divertimento e dell’estate sul litorale di Siponto, a pochi passi da Manfredonia.

Domenica 9 agosto 2026 Golfo Beach Cup 2026 | Lido Nettuno

Torna sulla spiaggia del Lido Nettuno la Golfo Beach Cup 2026, torneo di Beach Soccer che riunisce appassionati e squadre per una giornata dedicata allo sport e al divertimento sul mare.

Sono aperte le iscrizioni.

Per informazioni: Alessandro: 346 522 7467, Michele: 347 7758189, Simone: 347 3976443

Lungomare del Sole 7, 71043 Manfredonia Siponto (FG)

9 agosto 2026: A Tavola col Pastore a Mattinata, con il concerto dei Tarantula Garganica.

14 agosto 2026: 38^ Maratonina dei 2 Colli – Carpino

La manifestazione è una gara di corsa su strada organizzata dall’ASD Veloclub Carpino Runners a Carpino (FG).

Il percorso cittadino misura 9,9 km con partenza e arrivo previsti in Piazza del Popolo.

La quota di iscrizione indicata è di € 7,00 senza pacco gara. La chiusura delle iscrizioni è fissata per mercoledì 12 agosto 2026.

Durante la serata sono previste attività collaterali in città, tra cui un momento con frutta, musica e le premiazioni in Piazzetta di via Mazzini. Verranno consegnati premi ai primi tre assoluti maschili e femminili, ai primi cinque di categoria FIDAL maschili e femminili e ai primi cinque assoluti EPS maschili e femminili.

20 agosto 2026: Mattinamare a Mattinata, dedicato alla valorizzazione delle produzioni e delle eccellenze del territorio.

22 agosto 2026 – 23 agosto 2026: Acque Libere di Capitanata 2026 – gare di nuoto

Litorale di Manfredonia

Organizzato da UISP Foggia Manfredonia Comitato Territoriale

Contatti +39 380 7646581.

Domenica 23 agosto 2026 La Corsa dei Santi a Deliceto (Foggia), giunta alla ottava edizione, 2^ Memorial Vito Ambrosino, gara podistica competitiva e non competitiva, quest’anno sulla distanza ridotta di 10,4 km, invece della consueta distanza di 11,6 km, causa lavori stradali cittadini in corso sul primo km del percorso classico.

La gara rientra nel Trofeo Provinciale Avis 2026.

Obiettivo de La Corsa dei Santi è la promozione del borgo di Deliceto con il suo monumentale Castello Normanno Svevo del Secolo XI, della pratica di una sana attività sportiva sui Monti Dauni e, soprattutto, del Santuario di Santa Maria della Consolazione.

È proprio dalla Consolazione sono passati i Santi che danno il nome alla corsa: Sant’Alfonso Maria dei Liguori, che qui compose la famosa “Tu scendi dalle Stelle”, traendo forse ispirazione dalle meravigliose notti stellate del luogo e San Gerardo Maiella, che da giovane qui soggiornò, prima di trasferirsi a Materdomini.

Dal 1993 ospita la Comunità Mariana Oasi della Pace, che si prende cura del complesso, dopo che per diversi anni agli inizi del Novecento è stato sede di un riformatorio minorile.

Ritrovo della gara sarà come di consueto il Piazzale Belvedere, dove alle 18:00 ci sarà la partenza.

Il percorso inizialmente si snoda lungo le principali strade cittadine, per poi proseguire in direzione del Santuario di Santa Maria della Consolazione, ove è posto il giro di boa per ritornare a Deliceto.

Da domenica 23 a giovedì 27 agosto 2026 torna a Vieste “La Settimana dell’Olio”.

Mondo agricolo e produttivo, istituzioni, ma anche nutrizionisti, chef, sommelier, assaggiatori e semplici appassionati si incontreranno in una cinque giorni di eventi nel centro storico di Vieste e in altre suggestive location disseminate in tutto il territorio cittadino. Decima edizione con un mare di appuntamenti alla scoperta dell’oro verde di Vieste.

27 agosto 2026: Notte Bianca che trasformerà Mattinata in un grande palcoscenico a cielo aperto con musica, spettacoli e intrattenimento.

27 settembre 2026: Re Manfredi Run, organizzata dall’ASD Manfredonia Corre e prevede una Gara Nazionale “Agonistica” – 10 km, competitiva omologata FIDAL, una 10 km non competitiva e una Family Run di 5 km.

Percorso: 10 km interamente pianeggiante e ad anello unico che si snoda lungo il suggestivo litorale.

Medaglia: L’edizione 2026 celebrerà anche il celebre cantautore Lucio Dalla, raffigurato nella medaglia finisher.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate sul sito https://www.remanfredirun.it/iscrizione/.

18 ottobre 2026: Festival del Triathlon no-draft di Ischitella, in Gargano:

– Campionati Italiani Triathlon Superlungo

– Lake Varano Tri113

– AS40 Triathlon

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti seguendo mete e direzioni ma sempre pronti a rimodulare tutto cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. Questo è il vantaggio dello sport.

Non c’è un’esatta modalità per partecipare, puoi sperimentare benessere o performance o entrambi, (insieme è molto meglio). Non restare immobile, prova ad abbandonare la tua zona di confort, ora è il momento per iniziare, non aspettare il momento migliore, è sempre il momento, entra nei gruppi whatsapp, Facebook, mailing list, scegli il tuo sport, il tuo allenamento, la tua gara, il tuo evento, partecipa con i tuoi tempi e modalità.

Lo Sport raccoglie gente e le porta in giro per allenamenti e gare, per faticare e divertirsi insieme, per sperimentarsi e mettersi in gioco, condividere partenze, percorsi e arrivi. Questo è lo sport che vogliamo, uno sport che rende felici nonostante la fatica.

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