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Cronaca

ORICOLA – NUOVI AVVISTAMENTI DI LUPI IN PIENO CENTRO ABITATO, DI NOTTE E DI GIORNO

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ORICOLA - NUOVI AVVISTAMENTI DI LUPI IN PIENO CENTRO ABITATO, DI NOTTE E DI GIORNO

Redazione-  Sono di ieri, due avvistamenti presso la località Pezzetaglie, nel comune di Oricola, di un lupo. Il canitide è stato avvistato da una persona, intorno alle 23 , difronte il cancello di un abitazione all’entrata del nucleo residenziale. Il lupo, come ci riferisce il lettore, era giovane , di statura robusta ed alta.

Nel pomeriggio, sempre della giornata di ieri, un altro avvistamento in pieno giorno, lungo la vecchia tiburtina.

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Cronaca

Incidente agricolo a San Benedetto dei Marsi: uomo ferito in codice rosso

🚨 GRAVE INFORTUNIO NEI CAMPI: TRATTORE SI RIBALTA A SAN BENEDETTO DEI MARSI, UOMO ALFA IN CODICE ROSSOAncora un drammatico incidente sul lavoro legato alla movimentazione dei mezzi agricoli nella Marsica. Questa mattina, intorno alle ore 6:00 di martedì 28 luglio 2026, un uomo è rimasto gravemente ferito nelle campagne di San Benedetto dei Marsi dopo che il trattore che stava guidando si è improvvisamente ribaltato, intrappolandolo al di sotto della carrozzeria metallica. 🚜⛈️I Vigili del Fuoco dell’Aquila sono intervenuti con urgenza sul posto, riuscendo a liberare l’agricoltore dalle lamiere grazie all’utilizzo di attrezzature speciali. Affidato immediatamente alle cure dei sanitari del 118, l’uomo è stato trasportato in codice rosso presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Avezzano a causa dei severi traumi da schiacciamento riportati. Sulle cause del ribaltamento sono in corso gli accertamenti d’ufficio da parte delle forze dell’ordine e degli ispettori della sicurezza sul lavoro per verificare il rispetto di tutti i protocolli di prevenzione INAIL. 🏛️🔒🏥👇 Esprimi la tua vicinanza al lavoratore e dì la tua sulla necessità di potenziare i sistemi di sicurezza sui mezzi agricoli nei commenti!#IncidenteAgricolo #SanBenedettoDeiMarsi #Fucino #TrattoreRibaltato #VigiliDelFuocoLAquila #Soccorso118 #OspedaleAvezzano #SicurezzaSulLavoro #CronacaMarsica

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Trattore ribaltato

San Benedetto dei Marsi – Nel perimetro dell’economia agricola del Fucino e della provincia dell’Aquila, la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro e il monitoraggio degli infortuni legati all’utilizzo di macchinari pesanti continuano a rappresentare una priorità critica per le istituzioni e gli organi di vigilanza. Nelle prime ore della mattinata odierna, precisamente intorno alle ore 6:00 di martedì 28 luglio 2026, si è registrato un grave incidente stradale e lavorativo nelle campagne perimetrali del comune di San Benedetto dei Marsi . Un agricoltore, intento a svolgere le ordinarie operazioni di movimentazione del terreno a ridosso dei canali di irrigazione, è rimasto vittima del ribaltamento del trattore gommato che si trovava alla guida, rimanendo incastrato sotto la pesante struttura metallica del mezzo agricolo e attivando la catena dei soccorsi d’urgenza dell’intera rete marsicana.

La dinamica del ribaltamento e la vulnerabilità dei mezzi agricoli

La dinamica dell’infortunio, le cui cause originarie e concause strutturali sono ancora in corso di accertamento da parte dei comandi territoriali delle forze dell’ordine, evidenzia la vulnerabilità dei vettori agricoli durante le transizioni su terreni sconnessi o in pendenza. Il conducente ha perso il controllo del mezzo a ridosso dell’alba, determinando la rotazione del baricentro del veicolo e il conseguente schiacciamento del posto di guida. La rapidità dell’allarme ha permesso l’attivazione immediata della sala operativa dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale dell’Aquila, i quali sono intervenuti sul posto con un’autopompa e attrezzature da taglio oleodinamiche per sollevare i moduli meccanici e liberare il corpo del lavoratore intrappolato, evitando il peggioramento del quadro di asfissia posizionale.

Il ricovero in codice rosso al Pronto Soccorso di Avezzano

Una volta completate le complesse manovre di estricazione coordinate dalle squadre dei vigili del fuoco, il ferito è stato immediatamente preso in carico dall’equipe medica e dai sanitari del servizio d’emergenza 118, giunti nelle campagne marsicane con un’ambulanza da soccorso avanzato. Valutata la gravità dei traumi da schiacciamento riscontrati a livello toracico e degli arti inferiori, i medici di bordo hanno disposto il trasferimento d’urgenza in regime di codice rosso presso i locali del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Santi Filippo e Nicola” di Avezzano. Il paziente è stato ammesso direttamente nelle sale di rianimazione e diagnosi radiologica, dove l’equipe medica multidisciplinare sta monitorando i parametri vitali per stabilizzare le lesioni interne ed escludere complicanze emodinamiche reversibili.

I rilievi delle Forze dell’Ordine e i protocolli di prevenzione INAIL

I rilievi plano-volumetrici e gli accertamenti di polizia giudiziaria sono affidati alle autorità competenti intervenute sul quadrante di San Benedetto dei Marsi, con il supporto degli ispettori del lavoro dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL 1) preposti alla vigilanza sulla sicurezza nei contesti produttivi. Gli investigatori dovranno verificare se il mezzo agricolo fosse strutturalmente provvisto dei dispositivi di protezione passiva previsti dalle normative INAIL, con particolare riferimento al telaio di protezione antiribaltamento (ROPS) e alle cinture di sicurezza vincolanti. Questo ennesimo infortunio riapre la riflessione macroeconomica sulla necessità di accelerare il piano di rinnovo generazionale del parco macchine delle aziende agricole del Fucino, incentivando l’acquisizione di hardware dotati di sensori cinetici predittivi per mitigare il rischio di incidenti sul lavoro legati alla stanchezza biologica delle prime ore del mattino.

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Cronaca

La famiglia del cane ucciso da un lupo e del figlio a rischio attacco a Orbicciano smentisce la farneticante smentita della Task Force Lupo

Ormai famoso il caso dell’attacco  in via Seimiglia di Orbicciano, comune di Camaiore, dove un lupo ha ucciso il cane meticcio Destiny di 7 anni nel cortile di una casa colonica suddivisa in appartamenti, e dove giocava anche il figlio di 2 anni di una coppia. Il 21 luglio scorso a casa di Tommaso Cerri, padre del bambino, c’è stato un nuovo sopralluogo congiunto, con la partecipazione tra gli altri del gruppo operativo Task Force Lupo della Regione Toscana e del Gruppo Carabinieri forestali di Lucca (che non ha diramato a oggi nessun comunicato), a cui ha fatto seguito il comunicato stampa della Task Force contenente affermazioni pretestuose.

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Lupo

Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali                                              

Redazione-  Ormai famoso il caso dell’attacco  in via Seimiglia di Orbicciano, comune di Camaiore, dove un lupo ha ucciso il cane meticcio Destiny di 7 anni nel cortile di una casa colonica suddivisa in appartamenti, e dove giocava anche il figlio di 2 anni di una coppia. Il 21 luglio scorso a casa di Tommaso Cerri, padre del bambino, c’è stato un nuovo sopralluogo congiunto, con la partecipazione tra gli altri del gruppo operativo Task Force Lupo della Regione Toscana e del Gruppo Carabinieri forestali di Lucca (che non ha diramato a oggi nessun comunicato), a cui ha fatto seguito il comunicato stampa della Task Force contenente affermazioni pretestuose. Tommaso Cerri il 23 luglio ha chiesto una rettifica ai media e altri, dichiarando che si è “passati dal sensazionalismo al negazionismo”. Da notare che nello stesso giorno dell’incontro Tommaso Cerri confermava invece quanto sempre detto in una intervista a Mediaset.

Nel comunicato stampa della Task Force si specifica, con rara autoreferenzialità, che “l’attività congiunta si è rivelata fondamentale per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto”. Un comunicato sconclusionato: in un punto dice che “Le persone si trovavano all’interno dell’immobile e fuori dalla vista dell’animale” ma poche righe sopra specifica che “In base alle testimonianze raccolte sul posto, il proprietario dell’animale si trovava all’esterno dell’abitazione in un vano di servizio”. Ossia sotto una tettoia all’aperto. Insomma, delle due, l’una. Dichiara, smentendo la Task Force, Tommaso Cerri: “Da misurazioni effettuate dalla forestale il lupo era sì a 20 metri dalla porta di ingresso, ma a meno di dieci da me che mi trovavo dietro la siepe alta due metri intorno al nostro giardino. Ed è falso che il lupo sia stato attirato da una grigliata, mai avvenuta in quanto io stavo solo pulendo le piastre di una griglia elettrica che erano state usate tempo fa e questo è a verbale delle forze dell’ordine”.

Patetica l’affermazione della Task Force là dove scrive: “si precisa che è del tutto priva di fondamento la notizia secondo cui il lupo avrebbe puntato il bambino o altre persone presenti. Le persone si trovavano all’interno dell’immobile e fuori dalla vista dell’animale; è pertanto da escludere qualsiasi interesse del selvatico verso le persone”. Ma la Task Force Lupo asserisce ed esclude una cosa che non può provare, ossia che il lupo abbia puntato, cioè dirigere lo sguardo e valutare, le persone e soprattutto il bambino. Ha forse capacità ultraterrene e ha intervistato l’anima del defunto cane? O ha avuto testimonianza diretta dal lupo, verbalizzandola e facendogli dare la sua versione dei fatti? “Ma nessuno era li, c’ero io e da libero cittadino l’ho raccontato. Il lupo era già all’interno dell’abitato”, precisa Tommaso Cerri. Fatto non nuovo, e infatti la polizia municipale di Camaiore ha spiegato: “Avevamo ricevuto diverse segnalazioni di lupi, anche di attraversamento di cortili”.

La Task Force non scrive, come hanno invece spiegato gli stessi carabinieri forestali, che il bambino stava giocando col cane ed entrava e usciva di casa ripetutamente e quindi si trovava sia fuori che dentro fino a pochi minuti prima. Paula, la madre, aveva infatti chiarito fin da subito che la porta sul cortile era aperta e che “il nostro bambino era lì in giardino con Destiny a giocare, l’ho richiamato in casa ma essendo piccolo ama fare fuori e dentro per divertirsi”. A nostro parere il lupo, che è una specie notoriamente astuta e cauta, prima di attaccare ha adocchiato attentamente sia il bambino sia il cane. Un bambino di 2 anni pesa meno e ovviamente non si può difendere come ha tentato invece il cane. Sì è verificato un miracolo, con il bambino rientrato in casa appena prima, lasciando come unica preda disponibile il cane, che è morto difendendo dal lupo il suo territorio e la famiglia? La Task Force esclude fermamente, senza avere il minimo dubbio o coscienza delle possibilità, e quindi pare non sapere o ignorare che lo stesso Ministero della Salute ha confermato solo negli ultimi anni decine di attacchi documentati con DNA di lupi a persone, rimaste ferite in Italia, specialmente bambini. E che un lupo ha trascinato via e tentato di predare ad Arrone appena un paio di settimane fa una bambina dentro il centro urbano, fortunatamente salvata da varie persone. E che un uomo è stato trovato morto e coperto di morsi a Barletta alla fine di giugno, con  un lupo persino filmato vicino e che è poi fuggito.

Altra curiosità del comunicato: “Avvertiti i guaiti del cane, che si trovava libero nelle immediate vicinanze dell’immobile, l’uomo ha visto il cane che si muoveva diretto verso il margine del bosco dove a circa 20 metri di distanza si trovava l’animale selvatico”. Insomma, il cane avrebbe guaito prima per la paura, per poi attaccare invece con grande coraggio un lupo molto più grande di lui. Semmai il cane avrà guaito dopo essere stato azzannato, come insegna il buon senso. Da notare le sottigliezze “pro lupo”: il cane “si trovava libero”, ma è ovvio, si trovava in cortile vicino al padrone! E poi, il cane si era “diretto verso il margine del bosco”, altra ovvietà, visto che la casa ha tutt’intorno proprio il bosco. Sottolinea Cerri: “Il mio cane Destiny, prima è stato definito (e per me resta tale) cane eroe, e ora viene declassato a preda di piccola taglia che se l’è andata a cercare nel bosco. Ma Destiny, come dichiarato anche dal sindaco in televisione, si è frapposta tra noi e un lupo”.

Di certo Tommaso Cerri non è esperto di lupi, ed era sotto un giustificabile stress, quindi di sicuro il lupo non era così grande come descritto, ossia circa 60-70 kg, ma certamente talmente grosso e letale da uccidere subito il cane e portarlo via senza sforzo nonostante pesasse oltre 20 kg. Cerri ha spiegato: “Non ho assolutamente intenzione di fomentare caccia al lupo o altro. Io ho voluto raccontare la verità dei fatti, così come sono accaduti, per creare consapevolezza di quella che persino io che sono appena arrivato ho capito essere la situazione sfuggita al controllo”.

Da notare che nel comunicato della Task Force non c’è manco una parola di dispiacere per quanto subito dalla famiglia e dal cane. Del resto tale struttura – con il dirigente Luca Mattioli dal cospicuo stipendio, personale e consulente retribuito ossia Duccio Berzi, tutto a spese del cittadino – ha la “finalità di ascoltare le problematiche che emergono dal territorio” (però distorcendo le cose come nel comunicato), “di abbattere i pregiudizi, ridimensionare i problemi e consentire di mettere a fuoco i possibili percorsi di soluzione dei conflitti”. Tuttavia non produce alcun report liberamente consultabile dai cittadini, neppure annuale come invece fanno altre regioni, e quindi non dà informazioni pubbliche sui suoi interventi ed esiti. Per esempio, cosa è stato fatto con il lupo che una notte del maggio 2024,  nella zona di Vico Alto di Siena, era ormai a pochi passi alle spalle di una inconsapevole ragazza, messo fortunatamente in fuga da un tassista e con successivo intervento dei carabinieri che avevano visto l’animale? Cosa già avvenuta nella stessa zona a un’altra donna. La nostra Associazione, per tutto quanto succitato, chiede il licenziamento del responsabile dr. Luca  Mattioli e lo smantellamento della Task Force a meno che non venga cambiato il fondamentale e obiettivo approccio verso i cittadini.

I lupi, stimati in Italia in “almeno oltre 6.000” esemplari dal prof. Marco Apollonio, ormai non hanno paura dell’uomo, anzi… La superficie forestale in Italia è molto aumentata negli ultimi decenni (75.000 ettari l’anno, arrivando a 11,4 milioni di ettari), ma i lupi ormai sono ovunque, persino dentro i centri urbani di città come Milano e Roma. L’Italia non solo è il Paese europeo con più lupi, ma anche quello europeo con il maggiore numero nell’XXI secolo di attacchi a esseri umani certificati da ISPRA con il Dna, con feriti e cure ospedaliere. Già anni fa il prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, anche in convegni scientifici, stimava circa un migliaio di lupi nella sola Toscana. Stima simile a quella dichiarata da un altro esperto, Duccio Berzi, facente parte della succitata Task Force Lupo. Ossia, nel 2024 lo stesso numero di lupi stimata in tutta la Francia. Cosa farà di concreto la Regione per eliminare la minaccia dei lupi verso gli esseri umani, anche in base all’art.16 della Direttiva Habitat esistente da decenni e che in deroga prevede non solo la cattura ma anche l’abbattimento di lupi? Tuttavia la Regione Toscana non ha mai voluto richiedere tali interventi.

La smentita pubblicata da Tommaso Cerri

Buongiorno, il mio nome è Tommaso Cerri e da poco tempo mi sono trasferito in via Seimiglia con la famiglia.(…) Ad oggi io ho allontanato da casa giornalisti di ogni sorta, rifiutato apparizioni televisive e altro. Ho rilasciato ad una rete locale una breve dichiarazione video che tutti avete visto tagliata e montata a dovere dalle reti nazionali dove dichiaro tra l’altro di non aver assolutamente intenzione di fomentare caccia al lupo o altro. Io ho voluto raccontare la verità dei fatti, così come sono accaduti, per creare consapevolezza di quella che persino io che sono appena arrivato ho capito essere la situazione sfuggita al controllo. Ho chiesto e continuo a chiedere solo che si intervenga al fine della buona convivenza dell’uomo che sceglie di vivere a contatto col bosco e di chi il bosco lo abita. Quello che ho ottenuto è stato da prima lo scetticismo, seguito da forzature del tipo : ” ma è sicuro sicuro non fosse un canide ibridato ?” (…) Il Sindaco di Camaiore ieri sera ci ha chiamati per dirci che avrebbe fatto una dichiarazione pubblica allo scopo di sedare lo sciacallaggio che attanaglia la vicenda e allontanare così giornalisti che oramai tenevano in assedio il nostro giardino. La dichiarazione è stata fatta e l’avete ascoltata, e io ho presentato immediatamente all’assessore per l’ambiente e all’assessore Iacopo Menchetti le mie perplessità riguardo alcune cose ( e non nei confronti della totalità della dichiarazione) dichiarate dallo stesso sindaco. Sono stato accolto dai due con estrema cordialità così come durante tutta la vicenda e questo tengo a sottolinearlo. Sono stato così richiamato dal sindaco al quale ho esposto quanto segue : 1) siamo passati dal sensazionalismo al negazionismo. 2) siamo passati dal dire che ci trovassimo tutti in giardino al dire che fossimo tutti dentro casa 3) allo stesso tempo si continua a parlare del lupo attirato da una grigliata che io ho specificato a tutti NON essere mai avvenuta, io ho stavo pulendo delle piastre di una griglia elettrica che erano state usate tempo fa e questo è a verbale delle forze dell’ordine. 4) il cane si trovava in zona non recintata e io torno a dire che il nostro giardino è circondato da una siepe di 2 metri di altezza e che il lupo sia passato dal giardino del vicino che non è recintato e di certo non è compito mio porvi rimedio. 5) si è detto che in casa fosse presente un cognato, io non ne ho e stessa cosa vale per mia moglie.

Il signor sindaco ha altresì sminuito queste mie affermazioni ritenendole di poco valore e dichiarando che io le stessi usando per fomentare un qualche discorso (…) Il sindaco ha altresì ammesso che, sotto la pressione giornalistica, potrebbe aver detto qualche refuso riguardante i dettagli. Credo sia fondamentale invece specificare che il Lupo non è stato attratto da ciò che non c’era (grigliata), che magari stesse semplicemente passando di li e che non necessariamente fosse interessato a mio figlio, così come è giusto dire che da misurazioni effettuate dalla forestale il lupo era si a 20 metri dalla porta di ingresso ma a meno di dieci da me che mi trovavo dietro la siepe. Io in primis non ho gridato all’aggressione diretta verso mio figlio ma nel caso verso l’abitato, il lupo era già all’interno dell’abitato anche se si insiste nel dire che non essendo recintato non si possa definire giardino quello del vicino.

Io chiedo semplicemente trasparenza da parte degli enti, indipendentemente dal credo politico. Chiedo rettifica della comunicazione andando a correggere i punti da me descritti. Come ho detto al sindaco non voglio altro e essendo che lui ha usufruito di un mezzo pubblico di comunicazione per raggiungere i più così faccio io per la prima volta, lasciando a chi legge la libertà di condividere (non a scopo di lucro o strumentalizzazione) il mio scritto. Nessuno darà indietro a questa famiglia l’amore e la presenza di Destiny ma se qualcosa può essere fatto per evitare che qualcosa di simile o peggio accada è necessario parlare a carte scoperte di quello che è successo e non di ciò che sarebbe potuto essere. Questo mio post ha tutto tranne che un intento diffamatorio nei confronti di chi non conosco, in primis del signor sindaco. Così come personalmente sono stanco di ignorare quei oramai migliaia di messaggi che ho letto ovunque riguardo cosa sia o non sia accaduto. Nessuno era li, c’ero io e da libero cittadino l’ho raccontato. Destiny sarà per noi sempre un eroe di 20 kg che, come dichiarato anche dal sindaco, si è frapposta tra noi e un lupo (di lupo trattasi, rispondendo a chi tutt’ora sostiene il contrario). Volete dire viva il lupo? sarò il primo a dirlo, non posso odiare qualcosa per la sua natura ma tutto quello che è in nostro potere per gestire contenere mettere in sicurezza i nostri boschi dovrà essere fatto. In chiusura ringrazio nuovamente le forze dell’ordine dei vari enti che si sono mosse per noi, in particolare le forze della Polizia Locale che nonostante siano di fatto l’ente meno predisposto o preparato in casi del genere hanno fatto un lavoro egregio e per i quali hanno il mio ringraziamento. Ringrazio anche la forestale per essere tornata sul posto in più occasioni ai fine di ricostruire gli avvenimenti e determinare la presenza del lupo.

  Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali

   Contatti 328216281 – Sede legale c/0 Comunità Montana Valchiavenna via C. Lena Perpenti 8/10 – 23022 Chiavenna (SO)      https://tutelarurale.org/   segreteria@tutelarurale.org

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Cronaca

Tragedia all’ospedale di Sora: muore neonata di due mesi di Balsorano

🚨 TRAGEDIA A SORA: NEONATA DI DUE MESI MUORE IN OSPEDALE. LA PROCURA APRE UN’INCHIESTAUna drammatica vicenda ha gettato nel dolore e nello sconforto le comunità di Balsorano e Sora. Una bambina di appena due mesi è deceduta ieri pomeriggio al Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Trinità di Sora, dopo una corsa contro il tempo che aveva visto i genitori rivolgersi inizialmente all’ospedale di Avezzano per un grave malessere, ipotizzato in prima battuta come una gastroenterite. 👼💔Nonostante l’immediata presa in carico e i disperati tentativi di stabilizzazione da parte dei medici della struttura laziale, il quadro clinico della piccola è precipitato fino al tragico epilogo. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia che, su disposizione della Procura della Repubblica di Cassino, hanno sequestrato la cartella clinica ed avviato le indagini d’ufficio per fare piena luce sulle cause esatte del decesso ed accertare la correttezza di tutte le procedure mediche applicate. Un dolore immenso che ha causato anche il malore del nonno della piccola all’interno del nosocomio. 🏛️🔒👇 Esprimi il tuo cordoglio e la tua vicinanza alla famiglia in questo momento di indescrivibile dolore nei commenti.#CronacaSora #Balsorano #OspedaleSora #ValleRoveto #TragediaPediatrica #ProcuraCassino #IndaginiPolizia #SanitàLocale

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Sora – Nel panorama della sanità locale e della gestione delle emergenze pediatriche territoriali, il decesso di un lattante rappresenta un evento drammatico che scuote profondamente la coscienza civile e interroga in modo rigoroso i protocolli di assistenza e continuità assistenziale tra regioni confinanti. Una bambina di appena due mesi, figlia di una coppia residente nel comune di Balsorano, in provincia dell’Aquila – con padre di origini salernitane e madre della Valle Roveto –, è deceduta nel pomeriggio di ieri presso il presidio ospedaliero “Santissima Trinità” di Sora, nella provincia di Frosinone. La tragedia ha colpito duramente due comunità a ridosso del confine laziale-abruzzese, attivando immediatamente i canali di scrutinio giudiziario. La Procura della Repubblica di Cassino ha infatti aperto un fascicolo d’indagine per fare piena luce sulle cause biologiche e sulle eventuali responsabilità procedurali che hanno determinato l’improvviso e fatale epilogo clinico.

La linea temporale dei soccorsi: il primo accesso al pronto soccorso di Avezzano

Secondo le prime e parziali ricostruzioni fornite dagli organi inquirenti, la crisi sanitaria si sarebbe manifestata nelle ore precedenti all’interno delle mura domestiche, quando la neonata ha accusato un severo e improvviso malessere generale. Dinanzi al peggioramento delle condizioni, i genitori si sono mossi con urgenza verso la rete di primo soccorso della regione Abruzzo, accedendo in prima istanza al Pronto Soccorso dell’ospedale civile di Avezzano. In questa sede, l’equipe medica di turno avrebbe formulato una diagnosi preliminare orientata verso una forma acuta di gastroenterite pediatrica, un’ipotesi clinica che tuttavia non ha ancora ricevuto un riscontro formale o una validazione scientifica ufficiale attraverso esami di laboratorio. Presso il nosocomio marsicano sarebbero stati comunque avviati i primi accertamenti diagnostici e i protocolli di stabilizzazione dei parametri vitali del piccolo paziente.

Il trasferimento al Santissima Trinità di Sora e il tragico epilogo clinico

La traiettoria logistica della vicenda presenta un nodo cruciale attualmente al vaglio degli investigatori: per cause e motivazioni non ancora formalizzate in atti pubblici, la famiglia ha successivamente optato per lo spostamento della bambina, conducendola presso il Pronto Soccorso del nosocomio di Sora. Al loro arrivo nella struttura laziale, il personale sanitario e i medici di guardia hanno attivato le procedure di massima urgenza per i codici pediatrici critici, prendendo immediatamente in carico la lattante nel tentativo di decodificarne il quadro patologico ed evitarne il deperimento organico. Nonostante la mobilitazione del personale dei reparti e l’applicazione delle terapie di rianimazione cardiopolmonare, la situazione emodinamica della piccola è precipitata in modo irreversibile nel giro di pochi minuti, fino alla constatazione formale del decesso. La drammatica notizia ha generato scene di profondo dolore all’interno dei locali dell’ospedale, dove il nonno della vittima ha accusato un severo malore da stress emotivo, rendendo necessario un immediato intervento di soccorso medico.

Il sequestro delle cartelle cliniche e il mandato investigativo della Polizia di Stato

I rilievi investigativi e di polizia giudiziaria sono scattati tempestivamente all’interno del presidio ospedaliero sorano, coordinati dagli agenti del locale Commissariato di Polizia di Stato su preciso mandato della magistratura cassinate. Gli inquirenti hanno proceduto all’immediata acquisizione giudiziaria della cartella clinica della neonata, ponendo sotto sequestro documentale sia i verbali del primo accesso ad Avezzano sia le annotazioni relative alle terapie somministrate a Sora. Gli agenti hanno inoltre raccolto, con le cautele imposte dal grave stato di shock emotivo dei congiunti, le prime dichiarazioni formali dei genitori e le testimonianze del personale medico e infermieristico che ha gestito le fasi del ricovero. La magistratura disporrà con ogni probabilità l’esame autoptico sulla salma della bambina per accertare se il decesso sia ascrivibile a uno shock settico latente, a complicanze congenite o a profili di ritardo diagnostico, in un’indagine che al momento non esclude alcuna ipotesi di reato.

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