Rimani in contatto con noi
#

Attualità

PRIMAVERA, OLTRE LA STANCHEZZA: IL BREAK PRIMAVERILE COME PROTOCOLLO DI SALUTE PSICOFISICA

Pubblicato

a

PRIMAVERA, OLTRE LA STANCHEZZA: IL BREAK PRIMAVERILE COME PROTOCOLLO DI SALUTE PSICOFISICA

Lucattini: “La Primavera? Un appello al riposo”.

 

Intervista di Marialuisa Roscino

Redazione-  La Dott.ssa Lucattini spiega in questa intervista il valore del riposo stagionale e l’importanza di ricalibrare l’organismo. Mentre la natura esplode in un tripudio di colori e nuova vita, nel contempo, sono in molte, le persone a sperimentare proprio in primavera un disagio psico-fisico, vale a dire, la cosiddetta “stanchezza di primavera”. “Non è pigrizia, – spiega in questa intervista, Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana – ma un segnale biologico preciso. Dopo i lunghi mesi invernali, il nostro organismo affronta una transizione psicologica e metabolica profonda per allinearsi all’aumento delle ore di luce e al cambio di temperatura. Concedersi, pertanto, un break in questo periodo, non è un lusso, ma una vera rigenerazione vitale per la salute psicofisica”. La primavera, – prosegue Adelia Lucattini – “esige” una breve pausa, che non solo consente di ricalibrare il nostro orologio interno, dal momento che il passaggio dalla penombra invernale alla luce intensa, richiede un adattamento dei ritmi circadiani che solo un tempo lento può assecondare e che permette anche di svuotare il carico emotivo. Spesso, si arriva a metà anno – evidenzia – Lucattini, con le risorse mentali logorate dalla faticosa routine quotidiana; una sosta in questa stagione, può impedire invece, al burnout di sedimentarsi prima dell’estate”. Scopriamo insieme i suoi preziosi consigli.

Dott.ssa Lucattini, perché ritiene sia importante concedersi un break primaverile per rigenerare corpo e mente?

 

Le vacanze rappresentano uno spazio prezioso di pausa, che non coincide necessariamente con l’inattività, ma piuttosto, con un cambiamento di ritmo. È un tempo in cui la mente può alleggerirsi dalle richieste quotidiane e il corpo recuperare energie, soddisfacendo bisogni spesso trascurati. In questo senso, la vacanza è una sorta di “vuoto fertile”: una sospensione temporanea delle pressioni abituali che permette una riorganizzazione interna e favorisce nuove energie psichiche.

Dal punto di vista mentale, l’idea stessa di vacanza è profondamente associata a una dimensione di libertà e di allentamento delle costrizioni. Questo, consente una riduzione dello stress e un miglioramento del benessere generale. Studi recenti confermano che anche brevi periodi di pausa possono avere effetti importanti, una ricerca pubblicata su Open Science in Psychology (2024) ha messo in luce come le vacanze siano associate a una riduzione dello stress percepito e a un miglioramento dell’umore e della salute mentale, con benefici che possono persistere anche dopo il rientro.

Tuttavia, non per tutti le vacanze sono immediatamente rilassanti. Per alcune persone possono diventare fonte di stress. Questo accade, ad esempio, quando si fatica a “staccare” mentalmente dal lavoro, oppure quando le aspettative sono troppo elevate e si rischia di vivere la vacanza come qualcosa che “deve” essere perfetto. Anche il cambiamento di routine, che per molti è rigenerante, per altri può risultare disorientante.

In questi casi, è importante ridimensionare le aspettative e concedersi una transizione graduale: non serve fare tutto, vedere tutto o sentirsi sempre felici. Può essere utile mantenere piccoli punti di continuità (ritmi, abitudini semplici) e soprattutto accettare che il vero riposo non è una prestazione, ma un’esperienza soggettiva. Imparare a tollerare il tempo “vuoto” senza riempirlo a tutti i costi è spesso il primo passo per trasformare la vacanza in un’autentica occasione di benessere.

Eppure, per molti l’idea di organizzare un viaggio è fonte di ansia. Come può una vacanza generare stress?

Per alcune persone la vacanza, invece di rappresentare un’opportunità di benessere, può generare disagio o addirittura ansia. In questi casi è importante non forzarsi a vivere la vacanza secondo modelli idealizzati, ma costruire gradualmente un proprio modo di “staccare”.

Il primo passo è alleggerire progressivamente il carico, non solo pratico, ma anche psichico, accumulato durante l’anno. La parola “vacanza” richiama, non a caso, il concetto di “vuoto” e di “libertà”: uno spazio da cui togliere, prima ancora che aggiungere. È come se la mente avesse bisogno di essere svuotata dall’eccesso di impegni, pensieri e responsabilità per poter tornare a funzionare in modo più armonico.

Dal punto di vista psicologico, una delle difficoltà maggiori è il cosiddetto distacco mentale dal lavoro. La ricerca mostra che i benefici delle vacanze dipendono proprio dalla capacità di interrompere, almeno temporaneamente, il flusso continuo di richieste e preoccupazioni legate al lavoro. Chi fatica a “staccare” tende infatti a percepire meno i benefici del periodo di pausa (BMC Psychology, 2025).

Alcune forme di ‘fobia delle vacanze’ possono essere comprese all’interno dei disturbi d’ansia, in particolare dell’agorafobia. Studi recenti mostrano come il nucleo del problema non sia tanto il viaggio in sé, quanto il timore di allontanarsi da contesti percepiti come sicuri e di non riuscire a gestire l’ansia. Questo porta spesso a comportamenti di evitamento, che riducono progressivamente la libertà di movimento.

Per questo motivo è utile prepararsi alle vacanze con anticipo, sul posto di lavoro informare colleghi, pazienti o collaboratori, chiudere le urgenze principali e definire confini chiari e in famiglia avere un programma chiaro e mantenere delle buone routine in vacanza. La vacanza deve modulare le abitudini, non stravolgerle.

Infine, è importante procedere per gradi, iniziare con pause brevi, scegliere contesti conosciuti e non troppo lontani, concedersi momenti di riposo, in modo da non viverle come tempo “perso”. La vacanza non è una prestazione da riuscire bene, ma un’esperienza da attraversare. Ritrovare un rapporto più tollerabile con il tempo libero è spesso già, di per sé, un primo importante passo per affrontare resistenze e paure.

Numerose evidenze scientifiche dimostrano sempre di più, come il contatto con il verde acceleri la rigenerazione cellulare e mentale rispetto a una vacanza tradizionale, ce lo spiega?

 

Le vacanze a contatto con la natura rappresentano una delle esperienze più efficaci per favorire il benessere psicofisico lungo tutto l’arco della vita. Trascorrere tempo all’aria aperta, in ambienti naturali come parchi, boschi o coste, consente alla mente di ridurre il carico di stress e al corpo di ritrovare ritmi più equilibrati.

La ricerca scientifica più recente conferma in modo sempre più chiaro questi effetti. Un ampio studio pubblicato su F1000Research (2025) evidenzia che l’esposizione agli spazi verdi è associata a molteplici benefici per la salute, tra cui una riduzione del rischio di disturbi mentali, un miglioramento del benessere psicologico ed effetti positivi complessivi sulla salute lungo tutto il corso della vita .

Questi benefici emergono in tutte le età. Nei bambini e negli adolescenti, il contatto con la natura è associato a un migliore sviluppo emotivo e cognitivo, a una riduzione dei problemi comportamentali e a una maggiore capacità di attenzione. Negli adulti, invece, la presenza di spazi verdi è correlata a livelli più bassi di stress, a un miglioramento dell’umore e a una maggiore attività fisica . Anche nelle persone più anziane, vivere o trascorrere tempo in ambienti verdi contribuisce a mantenere un buon equilibrio psicologico, favorendo il movimento e le relazioni sociali (Social Science & Medicine, 2024). Dal punto di vista mentale, la natura offre uno spazio meno strutturato e meno “richiedente” rispetto agli ambienti quotidiani. Questo consente una sorta di recupero spontaneo dell’attenzione e una riduzione della tensione interna. Il contatto con elementi naturali, suoni, colori, ritmi facilita un’esperienza di maggiore continuità mentale, aiutando a ristabilire un equilibrio tra attività e riposo. In questo senso, le vacanze in ambienti naturali non sono solo piacevoli, ma rappresentano una vera e propria risorsa preventiva per la salute mentale e fisica, accessibile a tutte le età.  

Quali sono, in particolare, i meccanismi fisiologici che si attivano quando trascorriamo del tempo immersi nella natura?

Tutti gli studi scientifici indicano che immergersi negli spazi verdi è associato in modo consistente a un’ ampia gamma di benefici per la salute fisica e mentale. Vivere in contatto con ambienti naturali è correlato a miglioramenti nella salute mentale, nelle funzioni cognitive e nella qualità della vita, oltre che a una riduzione della mortalità generale e cardiovascolare.

Tali benefici sono legati a multipli fattori interconnessi tra di loro. In primo luogo, l’esposizione al verde è associata a una riduzione dell’attivazione dei sistemi di stress, con effetti regolatori sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sui parametri cardiovascolari. In parallelo, gli ambienti naturali favoriscono il recupero delle risorse attentive e una diminuzione della fatica cognitiva, contribuendo a una migliore regolazione emotiva.

Un ulteriore elemento rilevante riguarda il funzionamento psichico, il verde è rilassante di per sé, di solito negli spazi all’aria aperta si è portati a fare maggiore attività fisica, e l’ambiente naturale è un vero facilitatore relazionale, migliora le interazioni sociali e porta spontaneamente a stili di vita più salutari. Gli effetti benefici non si limitano alla salute mentale, ma si estendono anche a campi clinici più ampi, tra cui la riduzione del rischio di patologie croniche, grazie al movimento ed una migliore alimentazione, indicando un possibile ruolo protettivo degli ambienti naturali lungo tutto l’arco della vita. Quindi, gli spazi verdi rappresentano un determinante ambientale rilevante per la salute personale e pubblica, capace di agire simultaneamente su processi biologici, psicologici e sociali (Frontiers in Public Health, 2025).

Qual è, secondo Lei, la durata minima di una minivacanza primaverile per permettere ai più giovani di resettare lo stress scolastico senza destabilizzare la loro routine?

 

La durata ottimale di una vacanza, soprattutto in età evolutiva, non dipende solo dal numero di giorni, ma dal tempo necessario a ottenere un reale distacco dai ritmi scolastici e a riattivare processi di recupero psicofisico. In generale, periodi di almeno una settimana risultano necessari per una prima decompressione, mentre durate più lunghe permettono un beneficio più stabile sul piano emotivo e comportamentale.

Un elemento centrale è la qualità delle attività svolte durante il periodo di pausa. In particolare, il tempo trascorso all’aperto in contesti naturali, associato ad attività motorie spontanee e non strutturate, rappresenta un fattore determinante. Il gioco attivo all’aperto è associato a livelli più elevati di attività fisica, minore sedentarietà e migliore qualità del sonno (International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, 2025).

Le attività tipiche delle vacanze, come correre, giocare a pallone, pallavolo, esplorare l’ambiente, o anche giochi tradizionali come elastico o palla avvelenata, favoriscono un coinvolgimento del corpo e contribuiscono allo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo. La letteratura mostra, infatti, che il tempo trascorso all’aperto è associato a migliore sviluppo sociale e psicoemotivo, maggiore attività fisica e riduzione dei comportamenti sedentari.

Inoltre, gli ambienti naturali facilitano forme di gioco più libere e creative rispetto ai contesti al chiuso, aumentando la varietà dei comportamenti motori e le opportunità di apprendimento esperienziale. In questo senso, la vacanza efficace non è solo una pausa, ma uno spazio in cui il bambino o l’adolescente può riattivare dimensioni fondamentali dello sviluppo: movimento, esplorazione, socialità e gioco spontaneo. È l’integrazione tra tempo sufficiente e qualità dell’esperienza all’aria aperta a determinare il reale effetto rigenerativo.

Quali consigli si sente di dare alle persone che scelgono di fare una breve vacanza in questo periodo, immersi nel verde per beneficiare della propria salute psicofisica?

-Concedersi un tempo di pausa sufficiente per attivare il recupero psicofisico. Servono alcuni giorni per ridurre lo stress e riattivare le risorse cognitive ed emotive;

-Scegliere ambienti naturali per potenziare i benefici della vacanza. Il contatto con il verde riduce ansia, migliora l’umore e favorisce il benessere mentale come dimostrati per il “Forest Bathing o Shinrin-yoku”(Medical Science, 2026). Inoltre, aiuta ad avere una migliore alimentazione;

-Sfruttare i benefici della primavera. La luce naturale e le temperature miti migliorano il ritmo sono veglia, danno energia fisica e migliorano l’umore;

-Praticare attività fisica spontanea all’aria aperta in spazi verdi. Movimento e gioco (camminare, correre, pallone) migliorano la salute generale e favoriscono la socializzazione e nuove amicizie;

-Lasciare spazio al tempo libero non organizzato a minuto. La riduzione delle richieste aiuta il recupero dell’attenzione e la regolazione degli sbalzi d’umore;

-Vivere i rapporti in modo più semplice e in modo meno competitivo. La socialità nei contesti naturali aumenta il senso di connessione con gli altri e questo diminuisce ulteriormente lo stress;

-Affrontare gradualmente la paura di allontanarsi. Piccole esperienze progressive riducono l’ansia e contrastano l’evitamento fobico;

-Ridurre o rinunciare per qualche giorno all’uso dei dispositivi digitali. La disconnessione da internet e dai Social favoriscono il distacco mentale e amplificano i benefici di ogni periodo di vacanza, anche del week-end.

Marialuisa Roscino, Giornalista scientifica, specializzata su temi di Salute e in particolare in Educazione all’Alimentazione e nei disturbi del Comportamento Alimentare. Tra le sue precedenti e molteplici esperienze professionali di giornalista nel campo medico-scientifico, oltre alla cura di importanti Congressi scientifici per la sezione Media & Stampa, significative: l’attività di ufficio stampa e comunicazione presso l’Ufficio Stampa e il Servizio Comunicazione e Relazioni Esterne presso l’Ospedale Pediatico Bambino Gesù di Roma e presso la Croce Rossa Italiana come Coordinatore Nazionale per le Attività di visibilità e di Comunicazione

Marialuisa Roscino

 

 

 

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Politica

“Fermate questo scempio Democratico!”. Mazzocchi (Cristiano Riformisti) si appella a Mattarella per bloccare la nuova Legge Elettorale “Salva-Poltrone”

BASTA CON I “TRUCCHETTI” DELLA CASTA PER MANTENERE LE PROPRIE POLTRONE! Scoppia il Caso sulla Riforma della Legge Elettorale! L’Onorevole Mazzocchi lancia l’Allarme: “Stanno per varare l’ennesima Legge ‘Salva-Poltrone’ (Per salvare partitini come quello di Lupi) e per Tagliare Fuori dai giochi e ‘Uccidere’ le piccole Liste Civiche e i veri Cittadini!”. E lancia un clamoroso Appello al Presidente MATTARELLA! 😡 🇮🇹 È in corso un vero e proprio “Tentato Omicidio” ai danni della Democrazia (Quella vera, fatta di movimenti Civici e Associazioni territoriali) nei meandri oscuri dei palazzi di Roma! Nelle stanze del Potere si sta discutendo la fatidica e infida Riforma della Legge Elettorale, e l’Onorevole Mazzocchi (Presidente dei Cristiano Riformisti) ha “Scoperchiato il Vaso di Pandora” denunciando uno scandalo Vergognoso! L’attuale Maggioranza di Governo di Giorgia Meloni vorrebbe imporre un “Ostacolo Burocratico e Insormontabile”: per potersi presentare alle Elezioni (e provare ad entrare nel “Palazzo”), i nuovi movimenti dovranno raccogliere un numero Titanico, “Folle” e impossibile di Firme! Il paradosso schifoso? Questo ostacolo NON si applicherà ai “partitini” che sono GIA’ DENTRO la casta! Una Legge vergognosamente cucita “Ad Personam” per proteggere e salvare partiti e alleati di governo minoritari (come l’Udc o Noi Moderati di Lupi!), strozzando invece nella culla qualsiasi Voce Nuova o Dissenso proveniente dal Popolo! Mazzocchi non ci sta e, in nome del Rispetto dell’Articolo 49 della Costituzione, si è appellato direttamente al Presidente SERGIO MATTARELLA, affinché Blocchi Immediatamente questo “scempio Anti-Democratico” per blindare la Caste! “Smettiamola di soffocare la democrazia per proteggere le Poltrone e i Privilegi di pochi Eletti! La democrazia non è il vostro Monopolio!”. Leggi il durissimo sdegno, i retroscena e l’Affondo politico totale nel nostro Incredibile articolo di approfondimento! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete d’accordo sul fatto che la Politica Tradizionale (i cosiddetti “Poltronari”) continui vigliaccamente a cambiare di volta in volta le Leggi Elettorali con l’Unico misero scopo di Restare disperatamente Aggrappati al Potere, tenendo fuori con regole Assurde i Cittadini Normali e le nuove Voci Libere del territorio (creando solo Astensionismo)? Diteci la vostra sviscerando a fondo la vostra Indignazione contro la cosiddetta “Casta” nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo fantastico articolo sulle vostre bacheche per chiedere a gran voce una Politica Pulita!

Pubblicato

a

Legge elettorale

Roma – C’è un muro invisibile, ma di una durezza spaventosa, che i partiti tradizionali stanno per innalzare a difesa dei propri giganteschi privilegi, chiudendosi a riccio dentro i caldi, comodi e intoccabili Palazzi del Potere. Una vera e propria “blindatura” antidemocratica che rischia di tagliare fuori dalla vita politica del Paese le migliaia di realtà civiche oneste, nate dal sudore dei territori. A lanciare un durissimo, disperato e pesantissimo grido d’allarme contro l’imminente riforma della Legge Elettorale è l’Onorevole Mazzocchi, indomito Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E lo fa senza mezzi termini, compiendo un passo dal grandissimo peso istituzionale: un accorato appello rivolto direttamente e personalmente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga immediatamente, in qualità di Supremo Garante della nostra intoccabile Carta Costituzionale, per fermare quello che viene percepito come un vero e proprio “scempio burocratico” volto a uccidere il pluralismo e la libera partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.

La trappola burocratica delle Firme e la Norma “Ad Personam”

Il cuore pulsante dell’indignazione esplosa tra i Cristiano Riformisti ruota attorno al delicatissimo passaggio della nuova legge elettorale, attualmente in accesa discussione alla Camera dei Deputati. La linea tracciata dal partito del Premier Giorgia Meloni e dalle altre forze che compongono l’attuale maggioranza di governo, viene giudicata da Mazzocchi estremamente preoccupante e liberticida. Ma qual è il trucco?
La trappola burocratica consiste nell’imposizione di requisiti folli e sproporzionati per potersi presentare alle elezioni: su tutti, spicca l’obbligo titanico (e quasi impossibile da realizzare senza enormi fondi economici) di raccogliere un numero irraggiungibile di firme di elettori nei singoli collegi.
E qui scatta l’aspetto che più di tutti fa gridare allo scandalo. «Questo assurdo obbligo – denuncia a gran voce il Movimento – viene paradossalmente e furbescamente imposto SOLTANTO a quelle forze politiche civiche che non hanno già una rappresentanza comodamente seduta nel Gruppo Misto all’interno del Parlamento!». Stiamo parlando, di fatto, di una sfacciata e vergognosa norma “ad personam”, disegnata e cucita su misura con il solo e unico intento di mettere in salvo e proteggere le poltrone di piccole sigle e partitini di governo già presenti (come l’Udc di Cesa e Noi Moderati di Maurizio Lupi), tagliando invece vigliaccamente fuori da ogni competizione tutte le realtà civiche nuove e indipendenti che vorrebbero farsi strada partendo dal basso.

L’antidoto ai Populismi non è la Censura, ma la Libertà

Sottoporre le nuove forze minoritarie a simili “penali” burocratiche equivale a strangolare la libertà d’espressione ancor prima che si presenti alle urne, violando lo spirito più profondo e sacro della nostra Costituzione democratica. «Noi Cristiano Riformisti lanciamo un monito chiarissimo a questo Governo – rincara la dose Mazzocchi – Il vero antidoto per arginare le continue derive populiste nel nostro Paese non è certo invocare la ridicola censura mediatica di figure divisive come il Generale Vannacci, ma garantire, al contrario, la massima, totale e incondizionata apertura alla partecipazione di tutti!».
Impedire artatamente e con i cavilli burocratici alle migliaia di associazioni, realtà sociali, territoriali e locali sparse per tutta Italia di poter presentare liberamente le proprie liste, privilegiando unicamente chi è già prepotentemente e storicamente arroccato nel fortino dei palazzi romani, produce un solo, mortale effetto: soffocare la democrazia vitale che nasce “dal basso” e continuare ad alimentare in maniera sconsiderata la tragica piaga dell’astensionismo (che già oggi porta metà degli italiani a non recarsi più alle urne per schifo e disillusione).

L’appello a Sergio Mattarella: “La Democrazia non è un vostro Monopolio”

Per tutte queste gravissime ragioni, il Movimento di Mazzocchi chiede l’intervento formale del Quirinale. «Rivolgiamo un accorato e disperato appello alla profondissima sensibilità democratica del Capo dello Stato: richiami immediatamente tutte le forze politiche al rigoroso rispetto dell’Articolo 49 della Costituzione!». La richiesta formale alla Camera è quella di rimuovere urgentemente gli ostacoli burocratici imposti sul limite impossibile delle firme, cancellando per sempre questa insopportabile disparità di trattamento che premia la solita “Casta” a discapito del popolo. «La democrazia – conclude l’Onorevole – deve assolutamente tornare ad essere lo spazio sacro di tutti gli italiani, e non il monopolio dorato e privato di pochissimi eletti, che cercano disperatamente in tutti i modi e con ogni sporco trucco di tutelare esclusivamente le proprie comode “rendite di posizione”. La vera rappresentanza deve rimanere saldamente nelle mani dei cittadini!».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Attualità

Suona l’attesa Campanella! Oltre 8 milioni di Studenti tornano finalmente sui banchi: il lungo calendario delle riaperture, Regione per Regione

FINITE LE VACANZE E I BAGNI AL MARE, DOMANI SUONA LA CAMPANELLA! Zaini in spalla e Diari aperti: torna a Scuola l’Esercito Italiano formato da ben 8 Milioni di Studenti! Ecco tutto il Calendario ufficiale, Regione per Regione! 🎒 📚 ⏰ L’estate dei nostri ragazzi, fatta di lunghissime serate, gite al mare e pigri risvegli a mezzogiorno, è Ufficialmente Terminata! A partire da Domani mattina l’Italia riparte, e la sveglia tornerà a suonare impietosa all’Alba per le mamme e per gli Studenti! Oltre 8 milioni di bimbi e ragazzi affolleranno di nuovo aule, autobus e corridoi! Alcuni poveri e “sfortunati” studenti (Bolzano, Trento e Veneto) hanno già faticosamente ripreso a studiare dal 7 e dal 10 Settembre… Ma per il grosso dell’Italia la campanella suonerà da Domani (Lunedì 14 Settembre), quando si tornerà in classe in Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche e Molise. Ma il treno delle riaperture è lunghissimo e andrà avanti a scaglioni fino a Giovedì! Martedì 15 Settembre toccherà a Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Calabria! Mercoledì 16 Settembre dovranno rassegnarsi a riaprire i libri anche i ragazzi di Abruzzo, Sardegna e Basilicata! E per ultimi (il 17 Settembre) riapriranno i portoni delle scuole in Puglia! È la fine della libertà estiva, ma è anche il momento più bello ed Emozionante dell’anno: quello dei bimbi spaventati che stringono la mano delle mamme davanti al cancello delle Elementari, o quello dei ragazzi grandi che non vedevano l’ora di riabbracciare i vecchi compagni di banco (Sperando che le aule non siano troppo Calde e torride come in questi giorni!). Insomma, si ricomincia a fare sul Serio! Leggi tutte le regole sull’Autonomia Scolastica e sui “200 Giorni” obbligatori di lezione nel nostro divertente articolo! 👇 📖 Genitori, voi siete finalmente contenti (e Sollevati!) di poter rispedire i vostri figli e nipoti tra i Banchi di Scuola riacquisendo un po’ di tranquillità e respiro a Casa? Come avete gestito l’emozione, le lacrime e la preparazione dello Zaino per il “Primo Giorno” dei vostri bimbi più piccoli, e come fate ad affrontare le “spese astronomiche” che la Scuola impone alle Famiglie per i Libri e i Quaderni Nuovi? Diteci la vostra sviscerando a fondo le vostre emozioni da Genitori nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo precisissimo Calendario sulle vostre bacheche per augurare in modo caloroso un grandissimo e gigantesco IN BOCCA AL LUPO a tutti i nostri formidabili Studenti!

Pubblicato

a

Rientro a Scuola

Roma – C’è un suono inconfondibile, amato dai genitori esausti e temuto dai ragazzi ancora assonnati, che scandisce da sempre il vero inizio del nostro anno solare: è il trillo penetrante della campanella scolastica. L’estate, con le sue giornate pigre, i bagni al mare e le lunghissime serate spensierate, è ormai ufficialmente alle nostre spalle, lasciando il posto al profumo inebriante della carta nuova dei quaderni, alle matite perfettamente temperate e agli zaini rigonfi e pesanti. A partire da domani, Lunedì 14 settembre, prenderà ufficialmente e progressivamente il via in tutta Italia il nuovissimo anno scolastico. Un mastodontico ingranaggio sociale che vedrà coinvolti, da qui fino al prossimo caldo mese di giugno, la bellezza di circa 8 milioni di studenti italiani, dai piccolissimi e spaventati bimbi delle materne fino ai grandicelli dei licei in procinto di affrontare il temuto esame di Maturità.

Il rito del “Primo Giorno” e il problema del grande Caldo

Il rientro a scuola non è mai soltanto un adempimento burocratico, ma rappresenta un vero e proprio rito di passaggio, un vortice emotivo che coinvolge l’intera famiglia. È fatto delle lacrime trattenute a stento dalle mamme davanti ai cancelli delle scuole elementari, della fatica economica affrontata per acquistare libri e materiale didattico (sempre più costosi), e della gioia esplosiva di ritrovare i vecchi compagni di classe dopo mesi di lontananza.
Quest’anno, tuttavia, la ripartenza ha dovuto fare i conti con gli evidenti strascichi dei cambiamenti climatici. A parte alcuni coraggiosi sindaci che, sfidando la burocrazia, hanno pubblicato delle ordinanze d’urgenza per rinviare di qualche giorno l’inizio delle lezioni a causa del caldo asfissiante e insopportabile registrato nelle aule (temperature che per fortuna proprio in questi giorni si sono attenuate grazie all’arrivo delle piogge), il grosso della macchina scolastica si è già messo in moto. Gli studenti più “sfortunati” e mattinieri sono stati senza dubbio i ragazzi di Bolzano, dove le lezioni sono riprese addirittura il 7 settembre. Poi, giovedì 10 settembre, è toccato al Veneto (che ha riportato in classe circa 530 mila alunni), alla Valle d’Aosta (oltre 15mila) e al Trentino (circa 66.300 studenti).

Da Lunedì a Giovedì: il lunghissimo treno delle riaperture

Ma il grosso degli italiani rimetterà lo zaino in spalla a scaglioni durante questa intensissima settimana di metà settembre. Domani, lunedì 14 settembre, si spalancheranno i portoni degli istituti in Lombardia, Piemonte, Liguria, Umbria, Marche, Molise e Friuli Venezia Giulia.
Il giorno dopo, martedì 15 settembre, sarà invece la volta di un grandissimo e popoloso blocco regionale formato da Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Calabria e dalla grandissima isola della Sicilia. Il giorno seguente, mercoledì 16 settembre, la sveglia suonerà presto (tra sbadigli e mugugni) per gli studenti in Abruzzo, Basilicata e Sardegna. Infine, a chiudere formalmente e definitivamente questa lunga e frastagliata catena d’avvio nazionale, sarà la Puglia, dove il primo suono della campanella è solennemente programmato per giovedì 17 settembre.

L’Autonomia Scolastica e la regola ferrea dei “200 Giorni”

Molti genitori, tuttavia, potrebbero notare delle piccolissime discordanze tra il calendario regionale e quello della propria scuola. C’è un motivo ben preciso, ed è legato alla flessibilità concessa ai dirigenti. In base alle attuali leggi sull’autonomia scolastica, infatti, i singoli istituti possono decidere in totale indipendenza di variare leggermente il proprio calendario interno, modificando i giorni di inizio o di fine delle lezioni stabiliti a tavolino dalla Regione di appartenenza (magari per accorpare alcuni ponti festivi durante l’inverno o per gestire meglio gli spazi).
Ma c’è un paletto inviolabile che i Presidi non possono assolutamente ignorare: qualsiasi sia la data di inizio scelta, le scuole devono per forza di cose rispettare e garantire agli studenti il limite minimo di 200 giorni di lezione all’anno, un tetto invalicabile fissato dalla legge nazionale per tutelare il diritto allo studio. Insomma, i giochi sono finiti e i diari sono aperti: in bocca al lupo a tutti i nostri formidabili ragazzi per questo nuovo, lungo e faticoso cammino verso la conoscenza!

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Esteri

Vergogna a New York! Il Sindaco Mamdani e la Ocasio-Cortez beccati a ridere a Ground Zero mentre venivano letti i nomi dei morti dell’11 Settembre

Il Sindaco di New York (Mamdani) e la Deputata “Socialista” Ocasio-Cortez beccati a RIDERE E SCHERZARE a Ground Zero mentre venivano letti i nomi dei Morti dell’11 Settembre! Ci sono dei Luoghi Sacri in cui il Rispetto, il Silenzio e le Lacrime dovrebbero essere un Dovere Assoluto per chiunque! E invece, nel giorno del doloroso “Venticinquesimo Anniversario” della Strage delle Torri Gemelle, un’immagine Vergognosa ha fatto il giro del Web indignando milioni di persone! Le telecamere hanno immortalato il controverso Sindaco Zohran Mamdani e la Ocasio-Cortez sorridenti, allegri e rilassati a chiacchierare tra loro. Il problema? Tutto questo avveniva a Ground Zero, a pochissimi metri di distanza dalle Famiglie in Lacrime che in quel preciso istante stavano leggendo ad alta voce i nomi delle Tremila Vittime innocenti massacrate dai Terroristi Islamici! Una bufera pazzesca (Riportata minuziosamente in Italia da ilgiornale.it)! I Repubblicani sono andati su tutte le furie: “Come diavolo si fa a ridere mentre si ricordano le persone assassinate?”. Un “Capolavoro di Inopportunità” e uno Schiaffo ai morti, che si aggiunge ai pessimi precedenti del Sindaco Mamdani: in passato, invece di piangere le 3.000 vittime, aveva ricordato l’11 settembre piangendo “per una sua parente che non si sentiva sicura in metropolitana con l’Hijab Islamico in testa!”. E ieri, durante la marcia in Memoria, si è rifiutato di entrare nelle Chiese Cristiane o Ebraiche, presentandosi SOLTANTO all’ultima tappa in un Centro Islamico. Leggi tutta la vergognosa cronaca Politica e guarda i retroscena nel nostro articolo di approfondimento! 👇 🇺🇸 Ma come si fa ad essere così Cinici e Inopportunti? Siete d’accordo sul fatto che la Sinistra americana Radical Chic stia letteralmente calpestando i “Valori” e la memoria sacra della Patria in nome di assurde ideologie? Non credete che un Sindaco del genere dovrebbe Chiedere SCUSA Ufficialmente a tutti i parenti delle vittime per non aver mantenuto un contegno di lutto? Diteci la vostra sviscerando a fondo la vostra Indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo articolo esplosivo sulle vostre bacheche per denunciare queste assurde mancanze di Rispetto!

Pubblicato

a

Il Sindaco Mamdani e la Ocasio-Cortez

New York – Ci sono luoghi sacri e intoccabili in cui il silenzio, il rispetto e la commozione dovrebbero essere l’unica lingua parlata da un essere umano. Ground Zero è uno di questi. Eppure, nel giorno più delicato, sacro e doloroso per l’intera città di New York e per l’America intera, un’immagine agghiacciante sta facendo il giro del mondo, scatenando un’ondata inarrestabile di sdegno e polemiche feroci. Durante la toccante cerimonia per il venticinquesimo anniversario della strage dell’11 settembre, il controverso sindaco “socialista” di New York, Zohran Mamdani, è stato immortalato dalle telecamere in un momento a dir poco raccapricciante: ripreso mentre sorride ampiamente e scherza con la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. Tutto questo mentre, esattamente a pochi metri di distanza da loro, le famiglie in lacrime leggevano uno dopo l’altro i nomi delle tremila vittime massacrate negli attentati, ricordando padri, madri e figli che quella maledetta mattina non tornarono mai più a casa.

Le immagini dell’Indignazione e la furia dei Repubblicani

Come riportato con dovizia di particolari dalle colonne de ilgiornale.it, sono bastati davvero pochissimi secondi di video per scatenare una valanga inarrestabile di polemiche contro il Primo Cittadino. L’ira della politica americana si è abbattuta su di lui come un uragano. “Perché diavolo questi due stanno ridendo in un momento simile?”, ha tuonato su X (ex Twitter) Meghan McCain. Ancora più duro, glaciale e spietato il commento del senatore repubblicano Ted Cruz, che ha dato voce al disgusto di milioni di americani: “Come si fa a ridere e a scherzare mentre vengono letti a voce alta i nomi delle persone assassinate l’11 settembre?”.
Secondo alcune fonti presenti alla cerimonia, l’isolamento del sindaco era palpabile: “Nessuno voleva stare vicino a lui. Era imbarazzante”. Soltanto quando altre alte cariche (come la governatrice Hochul e il senatore Schumer) si sono allontanate dai loro posti, la Ocasio-Cortez si sarebbe avvicinata a Mamdani, innescando quella conversazione allegra e sorridente diventata tristemente virale sui social network.

I precedenti del Sindaco: le lacrime per l’hijab e lo schiaffo ai morti

La bufera che sta travolgendo Mamdani (ampiamente documentata dall’inchiesta de ilgiornale.it) non nasce però per caso da questi pochi secondi di video. È il culmine di un rapporto storicamente conflittuale e freddo tra il sindaco socialista e la Memoria collettiva di quella tragedia.
Già durante la sua campagna elettorale, Mamdani aveva scatenato le ire dei parenti delle vittime a causa di un suo discorso surreale: visibilmente commosso davanti a una platea di leader islamici, aveva ricordato l’11 Settembre piangendo non per i tremila morti bruciati vivi nelle Torri Gemelle, ma per l’esperienza di una sua parente che, dopo gli attentati, “avrebbe smesso di prendere la metropolitana perché non si sentiva sicura indossando l’hijab”. Un passaggio che l’opinione pubblica americana giudicò offensivo, vergognoso e totalmente fuori luogo. A peggiorare le cose, proprio alla vigilia di questo doloroso venticinquesimo anniversario, il sindaco aveva snobbato le tappe cristiane ed ebraiche di una marcia commemorativa, aggregandosi al corteo soltanto durante l’ultima sosta presso un centro islamico.

Un “Capolavoro di Inopportunità” nonostante la difesa di facciata

A onor del vero, va sottolineato che esiste una ricostruzione leggermente diversa dell’accaduto. Michael Ragusa, storico responsabile della sicurezza dell’ex sindaco Rudy Giuliani, pur essendo un repubblicano ferocemente critico verso Mamdani, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, sostenendo che la Ocasio-Cortez stesse semplicemente “salutando” e che anche altri politici stessero chiacchierando nelle retrovie.
Inoltre, va riconosciuto che il Sindaco è comunque rimasto alla cerimonia fino alla fine, interloquendo anche con Rudy Giuliani (l’eroico sindaco di New York durante l’attentato). Ma in politica, come nella vita, la forma è sostanza e le immagini contano più di mille giustificazioni. Farsi immortalare allegri e sorridenti mentre le famiglie piangono le vittime del più atroce attentato terroristico della storia umana, resta un insulto imperdonabile. Come sottolineato dai media americani, si è trattato di un vero e proprio “capolavoro di inopportunità” giocato, purtroppo, sulla pelle sensibile e sul sangue versato dalla città di New York.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza