Attualità
FAMIGLIE FRAGILI E ALLONTANAMENTO DEI MINORI: SERVE UNA PRESA IN CARICO EDUCATIVA, NON UNA FRATTURA IMPROVVISA
Redazione- In qualità di membro dell’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family, membro APEI associazione educatori e pedagogisti italiani, Presidente Associazione Essere Oltre, ho avuto modo di condividere, insieme alla Presidente Nadia Di Rocco, associazione QBRF, e al team degli avvocati che collabora con la nostra realtà, una riflessione approfondita su uno dei temi più delicati e dolorosi del nostro tempo: la gestione delle situazioni familiari critiche che possono condurre all’allontanamento dei figli dal proprio nucleo di origine.
Nel confronto svolto, abbiamo ritenuto necessario considerare e valorizzare con grande attenzione le condizioni di fragilità che interessano molte famiglie, interrogandoci non soltanto sulle difficoltà che emergono, ma soprattutto su come arginare il problema in modo più serio, più umano e più competente. La questione, infatti, non riguarda soltanto il provvedimento finale, ma l’intero impianto di lettura, accompagnamento e intervento che precede o accompagna decisioni tanto incisive sul piano affettivo, educativo e relazionale.
Quando una famiglia vive condizioni di disordine, sofferenza, precarietà educativa o difficoltà genitoriali, non ci si trova dinanzi a un semplice caso da esaminare in modo frettoloso, ma dinanzi a una realtà complessa che richiede osservazione, tempo, competenza e presenza professionale stabile. Ogni nucleo familiare presenta una storia, un equilibrio interno, ferite pregresse, risorse residue e possibilità evolutive che non possono essere comprese attraverso letture parziali o interventi privi di continuità.
La tutela del minore resta, senza dubbio, il punto prioritario. Tuttavia, proprio perché il superiore interesse del bambino deve essere realmente protetto, diventa essenziale interrogarsi sulla qualità dei percorsi che vengono attivati prima, durante e dopo i momenti di crisi. In molti casi, infatti, il rischio non è soltanto quello del disagio familiare già esistente, ma anche quello di produrre ulteriori fratture laddove non si sia investito abbastanza in prevenzione, accompagnamento e rieducazione delle competenze genitoriali.
Da qui nasce una convinzione che, come associazione QBRF, insieme all’associazione Essere Oltre ets, e ad altri movimenti familiari, abbiamo ritenuto importante evidenziare: occorre una più chiara e rigorosa riorganizzazione dei ruoli professionali preposti a tali contesti, in collaborazione con gli avvocati e con le altre figure coinvolte, ma nel rispetto delle competenze specifiche che ciascun ambito richiede. La dimensione giuridica è certamente necessaria, così come lo è il raccordo con le ulteriori professionalità annesse ai percorsi di tutela; ma il lavoro diretto con le famiglie, nei loro ambienti di vita, nei domicili e, quando necessario, anche nelle case famiglia, appartiene in modo centrale all’area educativa e pedagogica.
Sono infatti gli educatori professionali e i pedagogisti le figure chiamate a leggere il bisogno educativo, osservare le dinamiche relazionali, sostenere i genitori nelle loro fragilità, monitorare i comportamenti, orientare il cambiamento e verificare se esistano reali possibilità di recupero del legame e delle funzioni genitoriali. L’educatore opera nella concretezza della vita quotidiana, entra nei contesti, osserva le interazioni, accompagna, rileva criticità e risorse. Il pedagogista, con la sua funzione di supervisione, di indirizzo metodologico e di valutazione, assicura coerenza al percorso, profondità interpretativa e una progettazione educativa non improvvisata.
Questa distinzione non è formale, ma sostanziale. Dove i ruoli non sono sufficientemente chiari, dove le competenze vengono sovrapposte o disperse, dove manca una regia pedagogica forte, si rischia di indebolire proprio il lavoro di recupero che potrebbe fare la differenza. E quando si indebolisce la qualità della presa in carico, il prezzo più alto lo pagano i bambini e le famiglie, che si ritrovano spesso dentro processi vissuti come traumatici, poco comprensibili e difficilmente rielaborabili.
Lavorare con le famiglie fragili non significa giustificare il disordine o ignorare le criticità. Significa, al contrario, affrontarle con strumenti adeguati, con presenza qualificata e con un progetto che non si limiti a fotografare il problema, ma tenti di trasformarlo. Significa intervenire nei domicili quando vi siano margini per sostenere il nucleo nel proprio ambiente, e operare anche nelle case famiglia, laddove ciò si renda necessario, con la medesima attenzione alla continuità educativa, alla relazione e alla possibilità di ricostruzione.
L’allontanamento di un minore, quando inevitabile, non dovrebbe mai essere pensato come un gesto isolato e autosufficiente, ma come parte di un percorso più ampio, nel quale il bambino venga protetto e, nello stesso tempo, la famiglia venga studiata, accompagnata e, ove possibile, aiutata a recuperare equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Senza questo lavoro, il rischio è che il provvedimento si esaurisca nella separazione, senza generare una vera evoluzione del contesto familiare.
Dal tavolo di riflessione condiviso con la Presidente Nadia Di Rocco, con l’Avv. Guendalina Chiesi, con la Dott.ssa Francesca Lissandrello Psicologa e Criminologa, con la Dott.ssa Assunta Di Basilico Educatrice, Pedagogista, Psicologa e Mediatrice Familiare, e con il team degli avvocati, è emersa una convinzione precisa: non basta prendere atto delle condizioni critiche, ma occorre valorizzare ogni strada utile a contenerle, riorganizzando i percorsi professionali in modo più efficace, più ordinato nelle competenze e più rispondente ai bisogni concreti delle famiglie e dei minori.
Una società matura non dovrebbe attendere il punto di rottura per intervenire. Dovrebbe, invece, rafforzare una cultura della prevenzione educativa, della supervisione pedagogica e della presa in carico competente, affinché le famiglie possano essere aiutate prima che la crisi diventi insanabile e i bambini possano essere tutelati senza essere travolti da ulteriori fratture affettive.
Proteggere un minore è un dovere. Ma proteggere, quando possibile, significa anche comprendere, accompagnare, vigilare, rieducare e ricostruire. Ed è in questo orizzonte che il ruolo degli educatori e dei pedagogisti deve tornare ad avere centralità, chiarezza e riconoscimento operativo nei contesti familiari più fragili.
Dott.ssa Assunta Di Basilico
Educatrice Pedagogista Psicologa Mediatrice Familiare
Membro Associazione Quei Bravi Ragazzi Family
Membro Associazione APEI
Presidente Associazione Essere Oltre ETS
Nagidia Di Rocco
Presidente Associazione Quei Bravi Ragazzi Family
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Il Leone d’Oro va a “Woman Unknown”! Tutti i premi di una Mostra di Venezia storica, femminista e politicamente esplosiva. Italia (quasi) a mani vuote
LA MAGIA DEL CINEMA A VENEZIA! Assegnato il celebre LEONE D’ORO! Ma a scuotere la Laguna sono stati i fortissimi Messaggi “Femministi” e le Pesantissime Accuse per la Guerra a Gaza! 🎬 🦁 È ufficialmente calato il Sipario sull’83esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia! A Trionfare in modo assoluto e meritato, portando a casa il “Leone d’Oro”, è stato il meraviglioso capolavoro ‘Woman Unknown’ della regista May el‑Toukhy! Un film crudo, doloroso e necessario, che parla del Corpo Femminile violato e umiliato durante la Seconda Guerra Mondiale. L’attrice protagonista Mathilde Arcel ha stravinto la Coppa Volpi. Ma a far commuovere tutti ci ha pensato la Regista, che ritirando il Leone lo ha dedicato alla Figlia con un discorso da Brividi: “Ragazze, smettete di stare a testa china davanti agli Smartphone! Alzate lo sguardo e usate la Vostra Voce per ribellarvi e difendere chi non ce l’ha!”. Sul fronte Maschile, la Coppa Volpi l’ha vinta il mitico John Malkovich! Ma il vero TERREMOTO in sala l’ha scatenato il regista israeliano del film ‘Naza’ (Vincitore del premio Speciale della Giuria), che ha puntato il dito in mondovisione contro i Politici Americani ed Europei urlando: “Mentre noi siamo qui da 10 giorni a festeggiare, a Gaza Israele ha ucciso altri 6 bambini! Un massacro premeditato finanziato dai vostri Governi occidentali!”. Parole pesantissime come macigni che hanno raggelato l’America! 🇮🇹 E L’ITALIA? Una vera Disfatta! Nonostante i 5 bellissimi film in concorso per il Leone, i registi italiani sono stati tutti BOCCIATI e snobbati (non succedeva dal lontano 2018!). A “Salvare l’Onore” della nostra Bandiera ci ha pensato RICCARDO SCAMARCIO, bravissimo a vincere il premio come Miglior Attore nella sezione “Orizzonti” con la pellicola “I figli della scimmia”! Immensi LEONI D’ORO ALLA CARRIERA per due Leggende del Cinema di Hollywood: George Clooney ed Ellen Burstyn! Leggi l’elenco e l’analisi completa di TUTTI i Film Vincitori di questo festival nel nostro lunghissimo articolo Culturale! 👇 🗣️ Quale di questi Film andrai sicuramente a guardare nelle sale dei Cinema in Autunno? Siete d’accordo sul fatto che L’Italia sia stata “Snobbata” ingiustamente dalla Giuria Principale? E come giudicate il coraggio di chi, sfruttando il Palco e la Mondovisione, lancia pesantissimi Messaggi Politici e Pacifisti contro la Guerra (facendo arrabbiare i Governi)? Diteci la vostra sviscerando a fondo la vostra grande passione per la Magia del Cinema nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo per aggiornare i vostri amici e parenti su tutte le premiazioni!
Venezia – Il sipario di velluto rosso è calato sulle incantevoli acque della Laguna, chiudendo ufficialmente i battenti dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un’edizione che passerà senza dubbio alla storia non solo per la qualità altissima delle pellicole presentate, ma soprattutto per l’intensità emotiva, femminista e spudoratamente politica dei messaggi lanciati dal palco. A trionfare, conquistando l’ambitissimo Leone d’Oro, è stato il meraviglioso ‘Woman Unknown’ della regista May el‑Toukhy, un’opera struggente e necessaria che ha convinto all’unanimità la prestigiosa giuria guidata da Maggie Gyllenhaal. Ad annunciare la chiusura della kermesse è stato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha già dato appuntamento al mondo per l’84esima edizione, fissata dal 1 all’11 settembre 2027.
Il Trionfo di Woman Unknown: il corpo delle donne e la memoria
Il capolavoro assoluto di May el‑Toukhy ha sbaragliato la concorrenza portando sul grande schermo uno sguardo crudo e dolorosissimo sul corpo femminile, inteso come un vero e proprio “terreno di conflitto”. Il film narra la drammatica vicenda delle cosiddette “collaboratrici orizzontali”: donne che, in tutta Europa durante la follia della Seconda Guerra Mondiale, intrecciarono relazioni con i soldati degli eserciti occupanti e che, alla fine del conflitto, furono punite, rasate a zero e umiliate con una violenza pubblica inaudita.
La sublime protagonista della pellicola, l’attrice Mathilde Arcel, si è aggiudicata la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Sul palco, la regista el‑Toukhy ha regalato il momento più toccante della serata, dedicando il premio alla figlia adolescente: «Invito mia figlia e tutte le giovani ragazze a non stare sempre al telefono con la testa china. Usate la vostra voce per esprimervi contro la disumanizzazione e per dar voce a tutte quelle persone che sono state messe a tacere dalla Storia!». Ad aggiudicarsi la Coppa Volpi maschile è stato invece il mitico John Malkovich (per ‘Wild Horse Nine’), purtroppo assente alla cerimonia perché impegnato su un set.
Il clamoroso e durissimo Atto d’Accusa di Naza
Ma la Mostra di Venezia 2026 non è stata solo cinema; è stata anche grande, cruda e scottante geopolitica. Il Premio Speciale della Giuria è andato a ‘Naza’, potentissimo film di Yuval Abraham e Rachel Szor. Il regista israeliano Abraham ha letteralmente ammutolito la platea con un discorso esplosivo: «I politici israeliani stanno attaccando e contestando questo film senza nemmeno averlo visto. Ma la cruda realtà è che, da quando è iniziato questo Festival, in soli dieci giorni, Israele ha ucciso almeno sei bambini palestinesi a Gaza. Questo massacro è sistemico, è un piano premeditato. È fondamentale che gli europei e gli americani guardino questo film, perché i vostri Governi stanno bloccando le pressioni su Israele e finanziano questi omicidi».
Il bilancio amaro dell’Italia e il salvataggio di Scamarcio
E l’Italia? Per il nostro cinema è stato purtroppo un Anno Nero. Nonostante ben cinque pellicole inserite nel concorso principale, il Bel Paese è rimasto clamorosamente “a bocca asciutta”, un esito amarissimo che non si verificava dal 2018 (l’anno del trionfo di Roma di Cuarón) e dal lontano 2010.
A salvare in extremis l’onore della cinematografia azzurra ci ha pensato la sezione Orizzonti. La giuria guidata da Valérie Donzelli ha infatti incoronato un bravissimo Riccardo Scamarcio, vincitore del premio per la Migliore Interpretazione Maschile grazie al film ‘I figli della scimmia’ di Tommaso Landucci. «Dedico questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio, a mia madre, e al giovane attore Andrea Aggio che nel film interpreta mio figlio», ha dichiarato Scamarcio visibilmente emozionato. La stessa pellicola ha portato a casa anche il Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura.
Tutti gli altri Leoni e i Premi alla Carriera
La lunga e magica notte veneziana ha dispensato riconoscimenti prestigiosissimi. Il Leone d’Argento (Gran Premio della Giuria) è andato a ‘Possible Love’ di Lee Chang‑dong, mentre il Leone d’Argento per la Miglior Regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per ‘Dau’.
Il Leone del Futuro (Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis) è volato nelle mani di Auguste Bernard Kouemo Yanghu per il sorprendente ‘La Maison du Vent’ (già vincitore del Premio Speciale in Orizzonti). Infine, il pubblico della Sala Grande ha tributato una lunghissima e commossa standing ovation per la consegna del sacro Leone d’Oro alla Carriera 2026, che quest’anno ha giustamente ed eternamente celebrato due mostri sacri di Hollywood: l’intramontabile George Clooney e la leggendaria Ellen Burstyn.
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L’Onorevole Mazzocchi (Cristiano Riformisti) tuona contro il Governo: “Basta premiare i partitini dell’1% e rincorrere i deliri populisti di Vannacci!”
L’ONOREVOLE MAZZOCCHI (Cristiano Riformisti) DEMOLISCE IL GOVERNO! “Basta premiare i Partitini dell’Uno per Cento solo per comodità, e smettetela di rincorrere i Deliri Antidemocratici del generale Vannacci!” 😡 🇮🇹 È un durissimo e spietato “J’Accuse” quello lanciato pochissime ore fa dall’Onorevole Mazzocchi (Presidente dei Cristiano Riformisti) contro il sistema di Potere e la Maggioranza del nostro Paese! Siamo di fronte a un vero e proprio “Cortocircuito Democratico”, in cui la Politica ha letteralmente smesso di ascoltare la Voce disperata della Gente! Il Presidente ci va giù pesantissimo e punta il dito contro i “Piccoli Partitini” (Facendo espressamente i nomi di Maurizio Lupi con “Noi Moderati” e di Cesa con “L’Udc”): “Stiamo premiando queste sigle che valgono a fatica un misero 1% alle elezioni, e per farlo il Governo e la Politica ignorano e zittiscono le grandi realtà Territoriali Cattoliche e Laiche che rappresentano il 30% DEGLI ITALIANI!”. Una miopia politica gravissima che, unita al disastro di questo “Bipolarismo Estremo”, spinge ogni giorno le donne e gli uomini esasperati e non ascoltati ad Astenersi per sempre dal voto, oppure peggio, a cedere all’Esasperazione emotiva regalando il proprio Voto di Protesta alle Forze Populiste e Aggressive! “Non tolleriamo più che le Minoranze vengano silenziate! Serve rispetto! E le forze di Maggioranza devono smetterla una volta per tutte di INSEGUIRE IL GENERALE VANNACCI sul terreno della sterile Antipolitica e delle provocazioni Antidemocratiche, tornando ad occuparsi dei problemi reali delle Persone in Carne ed Ossa!”. Leggi le durissime parole per la Democrazia nel nostro pezzo politico di approfondimento! 👇 🗣️ A chi volete dare ragione? Siete d’accordo con Mazzocchi sul fatto che oggi i veri “Cattolici, Liberali e Moderati” non abbiano più NESSUNA VOCE in questo folle bipolarismo diviso tra “Estrema Sinistra ed Estrema Destra”, o pensate che i partitini dell’1% contino ormai troppo nei giochi di poltrone? Condividete la “bocciatura totale” del Populismo rabbioso urlato dal Generale Vannacci? Sviscerate TUTTA la vostra rabbia per questa crisi della politica nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo giustissimo articolo sulle vostre bacheche per difendere la nostra fragile Democrazia!
Roma – La tenuta del sistema democratico italiano si fonda, per Costituzione e per natura, sulla più ampia, libera e totale partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica del Paese. Un patto sociale sacro, che però oggi sembra essere stato brutalmente stracciato dalle segreterie dei grandi partiti. È proprio questo il principio cardine che l’Onorevole Mazzocchi, Presidente Nazionale del combattivo Movimento dei Cristiano Riformisti, ha voluto riaffermare con estrema forza in un momento storico delicatissimo per le nostre istituzioni, lanciando un durissimo j’accuse contro l’attuale sistema di potere. Le sue parole descrivono una situazione drammatica, in cui il legame di fiducia tra elettorato e rappresentanza parlamentare appare sempre più logorato, sfilacciato e, per molti versi, irrimediabilmente compromesso.
Il paradosso della Maggioranza: il potere ai partiti “prefisso telefonico”
L’affondo dell’On. Mazzocchi entra a gamba tesa sulle dinamiche interne della maggioranza di governo, svelando un vero e proprio cortocircuito logico e politico. «Come Movimento rileviamo con profondo e inaudito stupore, oltre che con sincera amarezza, le recenti e incomprensibili dinamiche che muovono le leve della maggioranza», dichiara il Presidente. L’accusa è spietata: si assiste ogni giorno a una sistematica, sproporzionata e ingiustificata valorizzazione di minuscole sigle di coalizione.
Mazzocchi fa i nomi e i cognomi senza alcuno sconto: «Parlo della compagine di “Noi Moderati”, guidata da Maurizio Lupi, e dell’Unione di Centro (Udc) di Lorenzo Cesa. Forze politiche che, all’atto pratico e contando i voti reali, vantano un minuscolo seguito elettorale complessivo di circa il misero 1%». Eppure, a questi partiti “da prefisso telefonico” viene concesso un potere decisionale e mediatico spropositato, mentre la base sociale del Paese viene lasciata completamente fuori dalla porta.
Il dramma del 30% escluso e il pericolo del Becero Populismo
Il vero dramma che si consuma nel silenzio generale, secondo i Cristiano Riformisti, è che mentre si premia l’1% per calcoli di palazzo, si sceglie deliberatamente e cinicamente di ignorare il dialogo e il confronto aperto con le grandi e storiche associazioni e realtà radicate sul territorio. Realtà immense, sia laiche che cattoliche, che rappresentano realmente e quotidianamente i bisogni di circa il 30% dei cittadini italiani.
E che fine fa questo sterminato bacino di elettori traditi? «Oggi è composto da donne e uomini che, delusi e disperati, scelgono l’astensione totale dalle urne. Oppure che, spinti da un comprensibile stato emotivo di forte esasperazione di fronte a problemi emergenti e drammaticamente mai irrisolti dal Governo, finiscono per convogliare il proprio voto di protesta verso nuove formazioni politiche fondate esclusivamente su un becero e pericoloso populismo», avverte Mazzocchi.
L’esasperazione del Bipolarismo che zittisce le minoranze
Il dito è puntato dritto contro il sistema elettorale che schiaccia chiunque non si adegui agli estremismi: «Non possiamo assolutamente più tollerare questo gravissimo cortocircuito democratico! L’esasperato bipolarismo a cui siamo costretti, come se fossimo in perenne guerra civile tra guelfi e ghibellini, ha prodotto profondi e mortali danni al sistema democratico del Paese». Si tratta di un meccanismo perverso che penalizza, emargina e riduce al silenzio tutte quelle preziose minoranze che, al contrario e in virtù della nostra amata Costituzione, dovrebbero essere pienamente garantite per assicurare una loro effettiva e qualificata presenza pluralista in Parlamento.
“Smettetela di rincorrere l’antipolitica di Vannacci!”
In chiusura, il monito finale per chiedere un drastico, totale e immediato cambio di rotta: bisogna rimettere al centro il pluralismo vero, il sacrosanto rispetto delle identità culturali (spesso denigrate) e sociali del Paese, per restituire finalmente voce e fiducia a milioni di cittadini esasperati. L’ultimo affondo è un siluro politico violentissimo contro le derive estremiste e la propaganda di destra: «È finalmente giunto il tempo di rimettere al centro della vita pubblica la Politica (rigorosamente con la P maiuscola!), quella fatta di uomini e donne in carne e ossa e dei loro reali problemi, e di smetterla una volta per tutte di inseguire inutilmente il Generale Vannacci sul pericolosissimo terreno dell’antipolitica e delle sue provocazioni apertamente antidemocratiche».
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“Basta criminalizzare i nostri figli maschi!”: Futuro Nazionale attacca il Programma Scolastico Cecchettin. È bufera totale sul Ministero
“GIÙ LE MANI DAI BAMBINI: UN BAMBINO NON È UN COLPEVOLE SOLO PERCHÉ È NATO MASCHIO!”. Esplode la Bufera Politica totale tra Futuro Nazionale (il partito di Vannacci) e il Governo sul Programma Scolastico della “Fondazione Cecchettin”! 😡 🏫 Sta scoppiando in queste ore una pesantissima e furibonda “Guerra Ideologica” sul tema caldissimo dell’educazione sessuale e di genere da impartire obbligatoriamente ai nostri figli all’interno delle Scuole Italiane! A far esplodere la bomba sono stati Stefano Valdegamberi e Rossano Sasso, due esponenti politici legati al partito “Futuro Nazionale con Vannacci”. I due hanno pubblicamente chiesto al Ministro Valditara di “Bloccare e Stoppare” immediatamente il nuovo accordo siglato con Gino Cecchettin (padre della povera Giulia uccisa un anno fa), temendo che dietro la facciata dell’Educazione al Rispetto si nasconda il famigerato e tossico Indottrinamento “WOKE” contro gli Uomini! Valdegamberi ha lanciato parole durissime e condivisibili da molti genitori: “Basta con questa criminalizzazione del Maschile! È inaccettabile che in classe si faccia passare l’idea che l’essere maschi sia un ‘DIFETTO’ da curare o rieducare! Rifiutiamo con sdegno l’idea che un bimbo di 10 anni debba essere educato a sentirsi in colpa e potenzialmente ‘Violento e Malvagio’ a prescindere, solo perché ha il peccato originale di esser nato Uomo!”. E lancia la stoccata: il protocollo è un “Cavallo di Troia per imporre la finta ideologia Femminista”, bypassando il consenso informato delle Famiglie! Il Partito Democratico è saltato subito sulla sedia urlando all’indignazione, mentre gli altri partiti di Centrodestra (Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia) si sono spaccati, facendo però “scudo” al Ministro e al protocollo, promettendo solo di “vigilare” per evitare gli estremismi. Leggi le clamorose dichiarazioni e la pesantissima spaccatura politica nel nostro approfondito e lunghissimo articolo! 👇 🗣️ Da che parte state in questa scottante polemica scolastica e ideologica? Siete d’accordo con gli uomini di Vannacci sul fatto che la scuola italiana e i bimbi più piccoli non debbano mai subire il “lavaggio del cervello” o colpevolizzazioni assurde solo perché sono Maschi e Uomini? Oppure credete fermamente che il programma varato dalla Famiglia Cecchettin debba essere svolto e reso obbligatorio per tutti, a prescindere dal parere dei Genitori a casa? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri (anche arrabbiati e crudi) nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo articolo per rompere il silenzio su quello che viene insegnato ai nostri figli!
Roma – Il ricordo straziante e ancora dolorosamente vivo del brutale omicidio di Giulia Cecchettin si ritrova, suo malgrado, al centro di una pesantissima e furibonda bufera politica e ideologica. Ad accendere la miccia di un dibattito destinato a spaccare a metà l’opinione pubblica italiana è il protocollo recentemente siglato tra la neonata Fondazione Giulia Cecchettin e il Ministero dell’Istruzione e del Merito (guidato da Giuseppe Valditara). Un accordo istituzionale nato con l’intento di portare nelle aule scolastiche dei percorsi di “educazione al rispetto” e prevenzione della violenza contro le donne. Ma questa iniziativa ha scatenato la durissima sollevazione degli esponenti politici legati al partito Futuro Nazionale (la formazione del Generale Roberto Vannacci), i quali intravedono dietro il programma il rischio concreto di un pericoloso indottrinamento ai danni dei giovani studenti di sesso maschile.
“Non accettiamo la colpevolizzazione del Maschio”
A lanciare la prima, pesantissima pietra è stato Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veneto strettamente vicino alle posizioni di Vannacci. L’esponente politico non ha usato mezzi termini, rivolgendo un vibrante e pubblico appello diretto al Ministro: «Caro ministro Valditara, stop al programma Cecchettin nelle scuole: serve vera educazione al rispetto, e non la criminalizzazione del maschile!».
La tesi sostenuta da Valdegamberi è durissima e tocca un nervo scopertissimo del dibattito sociologico attuale: il terrore di introdurre negli istituti scolastici una lettura ideologica, distorta e preimpostata del rapporto tra uomini e donne, influenzata dalla cosiddetta cultura “Woke”. «È davvero convinto – domanda polemicamente Valdegamberi al Ministro – che la strada giusta per educare i nostri figli sia quella di imporre un’impostazione ideologica che rischia di trasformare il “Maschile” in una sorta di genere malato, da dover necessariamente correggere o rieducare forzatamente? Noi rifiutiamo categoricamente e con sdegno l’idea inaccettabile che un bambino innocente debba essere educato a considerarsi “potenzialmente colpevole” o violento semplicemente per il fatto di essere nato maschio».
La stoccata a Gino Cecchettin e il “Cavallo di Troia”
L’affondo del consigliere veneto non risparmia nemmeno la figura paterna di Gino Cecchettin, arrivando a toccare le polemiche passate legate all’uso dei social network. «L’educazione nasce innanzitutto dal buon esempio degli adulti. Se nelle piattaforme social troviamo quotidianamente messaggi sessisti, aggressivi o denigratori pubblicati proprio dagli adulti (e Cecchettin dovrebbe saperlo bene), è legittimo chiedersi quale esempio si continui a dare ai nostri figli». Parole durissime, che culminano con la definizione del Protocollo Scolastico come di un potenziale, pericolosissimo «cavallo di Troia per introdurre surrettiziamente nelle aule un’impostazione ideologica contro il maschile».
I dubbi sul consenso delle famiglie e la spaccatura politica
A rincarare ferocemente la dose ci ha pensato l’ex leghista Rossano Sasso (oggi deputato di Futuro Nazionale), che ha sollevato enormi dubbi sui materiali formativi somministrati agli insegnanti, chiedendo immediati chiarimenti sulle tematiche legate all’educazione alla sessualità e, soprattutto, invocando il sacrosanto rispetto del “consenso informato” delle famiglie, le quali hanno il dovere e il diritto di sapere cosa viene insegnato ai propri figli nelle ore di lezione.
Ma la durissima offensiva di Futuro Nazionale ha trovato l’immediata levata di scudi non solo del Centrosinistra (con il Partito Democratico che grida furibondo alla «strumentalizzazione indegna» e difende a spada tratta il progetto), ma anche e soprattutto degli alleati di Centrodestra. Da Forza Italia (con Flavio Tosi) alla Lega (con Riccardo Barbisan), fino a Fratelli d’Italia (con Laura Besio), la linea della maggioranza governativa è granitica nel difendere l’operato del Ministro Valditara. «Abbiamo un problema valoriale gigantesco e il tema dei femminicidi non è certo risolto, quindi ben venga l’educazione a scuola. Sta a noi vigilare che tutto avvenga senza estremismi o contrapposizioni tra generi», ribattono in coro gli esponenti di Governo. Lo scontro, però, è ormai aperto e promette scintille, con i genitori italiani spettatori preoccupati di una battaglia che si combatterà proprio sui banchi dei loro figli.
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