Rimani in contatto con noi
#

Ultim'ora

PRIVILEGI E SPRECHI NELL’ESERCITO? L’INCHIESTA LA7 ACCENDE I RIFLETTORI SU CORVARA, IL S.U.M. CHIEDE CHIAREZZA

Scandalo nella Base Militare di Corvara? Il S.U.M. rilancia le denunce su presunti privilegi e sprechi, confermate dall’inchiesta La7. Chiediamo chiarezza e giustizia per tutti i militari! 🇮🇹
#EsercitoItaliano #Militari #Corvara #InchiestaLa7

Pubblicato

a

0558b041d9c2a9e404ecfe67fd07e112 M

Redazione-  Un velo di ombra si allunga sulla gestione di alcune Basi Logistiche Addestrative dell’Esercito Italiano, in particolare sulla “Tempesti” di Corvara. Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, che già a novembre 2024 aveva sollevato serie perplessità al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito senza ottenere risposta, torna alla carica dopo un servizio investigativo di La7 che ha rilanciato le medesime denunce. Il sindacato chiede ora chiarezza su presunti privilegi, gestioni opache e l’impiego improprio di personale militare.

Le segnalazioni del S.U.M., condivise anche con le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale Militare, riguardano situazioni apparentemente non in linea con i principi di equità e trasparenza. Nelle Basi Logistiche Addestrative, in particolare quelle gestite dal Comando delle Truppe Alpine, si rileva come l’accesso sembrerebbe essere garantito a “non aventi titolo”, mentre alloggi di pregio sarebbero sottratti all’utenza generale. Tra i beneficiari di questi presunti favoritismi figurerebbero ufficiali generali (in servizio e in quiescenza), dirigenti della Pubblica Amministrazione, politici e persino familiari e amici, in alcuni casi senza la presenza del presunto “avente titolo”. Tutto ciò, spesso, bypassing le normali procedure di ammissione basate su graduatorie e parametri economici.

Il servizio del giornalista Danilo Lupo su La7 avrebbe consolidato queste preoccupazioni, evidenziando come personale militare in ferma prefissata o in servizio permanente, con ruoli come cuochi e camerieri, sia impiegato per garantire attività ricreative destinate a pochi eletti, persino in assenza di truppe in addestramento. Si parla inoltre di parcheggi riservati, villette e suite di lusso “omesse” all’utenza generale ma soggette al medesimo prezzario, o addirittura lasciate vuote, con un potenziale danno all’erario.

Ulteriori dettagli svelati dall’inchiesta riguardano l’impiego di personale militare per lavori di manutenzione straordinaria, nonostante le opere fossero state appaltate a ditte esterne. Sorgono dubbi sulla regolarità di tali mansioni e sull’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale per i colleghi coinvolti. Particolarmente criticata è la presunta figura di una collega impiegata come massaggiatrice per un ristretto gruppo di ospiti, una professionalità che il S.U.M. ritiene dovrebbe trovare impiego nelle strutture sanitarie militari.

Il S.U.M. ricorda che queste sperequazioni colpiscono spesso il personale più debole economicamente (sottufficiali e graduati) e chiede che vengano accertati i motivi delle “concessioni favorevoli” a personale non appartenente all’Istituzione. Senza una risposta chiara alle denunce di novembre 2024, il sindacato chiede ora un confronto immediato per garantire trasparenza e rispetto per le migliaia di militari che operano per la difesa della Patria.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultim'ora

SANITÀ MATERANA, IL GRIDO DELL’UGL: “BASTA SCIACALLAGGI POLITICI, ORA SERVONO FATTI E INVESTIMENTI”

“Basta speculazioni sulla pelle dei cittadini!” 🏥 Pino Giordano (UGL) rompe il silenzio sulla sanità materana: ecco chi sono i “finti moralizzatori” e cosa succederà davvero agli ospedali di Matera e Policoro. 📢 Leggi l’attacco frontale e le verità sul futuro dei nostri servizi! 👇
#SanitàBasilicata #UGLMatera #TutelaSalute #MateraPolicoro

Pubblicato

a

Cosimo LATRONICO Assessore Regione Basilicata Sanita Pino GIORDANO Segretario Provinciale UGL Matera

Redazione-  Non è più il tempo degli slogan, ma quello della responsabilità. Dalla Sala Consiliare del Comune di Policoro, in occasione del convegno multidisciplinare sui tumori ovarici, Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, ha lanciato un monito durissimo contro chiunque cerchi di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro elettorale o personale. Un intervento appassionato, che ha portato con sé il peso e il sostegno dei vertici nazionali del sindacato, rappresentati dal Segretario Generale Paolo Capone e dal Segretario Nazionale UGL Salute Gianluca Giuliano.

L’analisi di Giordano parte da una ferita aperta: la condizione di chi negli ospedali ci vive e ci lavora. “Da sindacalista che vive quotidianamente il territorio – ha esordito – affermo con forza che la sanità non ha bisogno di professionisti della polemica o di allarmismi strumentali. Ha invece bisogno di chi tutela davvero i cittadini e i lavoratori”. Il riferimento è chiaro: medici, infermieri, OSS e personale amministrativo che, per anni, hanno sostenuto il peso di un sistema fragile, affrontando carenze d’organico croniche e turni massacranti spesso nel silenzio delle istituzioni.

Il cuore dell’intervento si è poi spostato sul piano politico-gestionale, con una difesa netta dell’operato dell’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. Secondo Giordano, è necessaria un’onestà intellettuale che troppo spesso latita nel dibattito pubblico. “Latronico sta affrontando una sfida titanica: riorganizzare profondamente la sanità lucana, mettere in sicurezza i fondi del PNRR e costruire un modello che non attenda il malato in corsia, ma lo raggiunga sul territorio”.

Ma è qui che il Segretario UGL Matera alza i toni, scagliandosi contro i “moralizzatori” dell’ultima ora. “Il confronto deve essere serio, non denigratorio. Gli attacchi più feroci arrivano proprio da chi, in passato, della sanità si è abbondantemente beverato e persino arricchito, lasciando in eredità disastri, mobilità passiva e desertificazione dei servizi. Noi non abbiamo la memoria corta”. Un attacco frontale a chi oggi sale in cattedra dimenticando le responsabilità pregresse che hanno messo in ginocchio il sistema.

Per il futuro del territorio materano, Giordano ha lanciato messaggi di rassicurazione e speranza. Gli ospedali “Madonna delle Grazie” di Matera e il presidio di Policoro non sono destinati a ridimensionamenti, ma a un rilancio strutturale. “Le rassicurazioni dell’assessore sono univoche: nessun reparto chiuderà. Al contrario, il potenziamento è già in atto”. Il piano è ambizioso: Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, telemedicina e, finalmente, il progetto della radioterapia a Matera. Una visione che punta a una sanità di prossimità, capace di prevenire oltre che di curare.

In chiusura, il sindacalista ha voluto tributare un riconoscimento alle figure apicali che stanno governando questo cambiamento. Dal Direttore Generale dell’ASM Maurizio Friolo al Direttore Sanitario Andrea Gigliobianco, fino alle eccellenze mediche come il dottor Domenico Dell’Edera, punto di riferimento nella genetica e prevenzione oncologica.

“La sanità è dei cittadini, non dei partiti”, ha concluso Giordano. “In questa fase servono meno tifoserie e più concretezza. L’UGL non farà un passo indietro nella difesa della dignità di chi opera nel sistema sanitario, senza piegarsi mai a interessi di parte o a convenienze elettorali”.

Continua a Leggere

Ultim'ora

CARO CARBURANTI: IL GOVERNO PROROGA GLI SCONTI E DISINNESCA LO SCIOPERO DEI TIR

Prezzi alla pompa e sciopero dei tir: il Governo gioca d’anticipo con un nuovo decreto d’urgenza. Ecco quanto risparmieremo e cosa cambia per i trasporti italiani. ⛽🚛
#Carburanti #Governo #Autotrasporto #Economia

Pubblicato

a

pompa carburante benzina e diesel 720

Redazione-  Il Consiglio dei Ministri ha dato ufficialmente il via libera a un nuovo decreto legge che mira a dare ossigeno alle tasche dei cittadini e, soprattutto, a garantire la continuità dei trasporti in tutta Italia. Al centro del provvedimento c’è la decisione strategica di prorogare il taglio delle accise sui carburanti fino all’8 giugno, un intervento necessario per stabilizzare i prezzi alla pompa in una fase ancora critica per l’economia nazionale.

Lo sconto, che era in scadenza proprio oggi, prevede una riduzione di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5 centesimi sulla benzina. Per finanziare questa operazione, il Governo ha messo in campo circa 400 milioni di euro, recuperati attraverso l’extragettito dell’Iva, le multe inflitte dall’Antitrust e una serie di tagli mirati alla spesa pubblica.

Ma il vero cuore politico del decreto riguarda l’autotrasporto. Dopo un lungo e intenso pomeriggio di negoziati a Palazzo Chigi — che ha visto schierata la premier Giorgia Meloni insieme ai vertici dei ministeri chiave come Giorgetti, Salvini e Urso — è arrivata la fumata bianca con le sigle del settore. Il risultato immediato è la sospensione dello sciopero nazionale che era stato annunciato dal 25 al 29 maggio, scongiurando così il rischio di un blocco delle merci che avrebbe paralizzato il Paese.

Il pacchetto di aiuti per i camionisti è sostanzioso: vengono stanziati complessivamente 300 milioni di euro sotto forma di crediti d’imposta. Di questi, 200 milioni costituiscono “fondi freschi”, mentre i restanti 100 recuperano risorse già previste ma non ancora erogate. Oltre al supporto economico, il decreto introduce una semplificazione burocratica di grande impatto: il termine per il rimborso trimestrale delle accise viene dimezzato, passando da 60 a 30 giorni, garantendo così una liquidità più rapida alle imprese.

A suggellare l’accordo è stata anche la ricostituzione della Consulta generale per l’autotrasporto, che diventerà un tavolo di confronto permanente tra l’esecutivo e il comparto. Con questa mossa, il Governo non solo interviene sull’emergenza dei prezzi, ma getta le basi per una gestione strutturata delle criticità della catena logistica italiana, bilanciando la tenuta dei conti pubblici con la protezione di un settore vitale per la distribuzione di beni e servizi.

Continua a Leggere

Ultim'ora

L’ULTIMO BRINDISI A UN VISIONARIO: IL MONDO DELL’ENOGASTRONOMIA PIANGE LA SCOMPARSA DI CARLO PETRINI

“Una personalità geniale che ha segnato il nostro mondo”. Con queste parole Angelo Radica, presidente di Città del Vino, saluta Carlo Petrini. Dalla rivoluzione di Slow Food alla storica Guida che ha unito vino e antropologia, ecco l’eredità di un uomo che ha cambiato per sempre il nostro modo di stare a tavola. 🇮🇹🍇
#CarloPetrini #CittàDelVino #SlowFood #Enogastronomia

Pubblicato

a

morto carlin petrini fondatore di slow food e terra madre aveva 76 anni

Redazione-  La notizia della scomparsa di Carlo Petrini ha colpito nel profondo il cuore pulsante dell’Italia rurale e dei suoi distretti d’eccellenza. Tra le voci che si sono alzate per rendere omaggio alla sua figura, spicca quella dell’Associazione Nazionale Città del Vino, che attraverso il suo presidente, Angelo Radica, ha voluto esprimere il più profondo cordoglio per la perdita di un uomo che è stato molto più di un gastronomo: è stato un architetto del pensiero contemporaneo legato alla terra.

“Esprimo le più sentite condoglianze a nome di tutta l’Associazione,” ha dichiarato Angelo Radica, portavoce di una rete che oggi conta oltre 500 comuni a forte vocazione vitivinicola. “Ci lascia una personalità di rilievo assoluto, capace di imprimere un segno indelebile nel comparto agroalimentare grazie a una visione che sapeva coniugare una geniale concretezza a un’ispirazione quasi profetica.”

Il legame tra Petrini e il mondo del vino non è mai stato solo commerciale o tecnico, ma profondamente culturale. La sua creatura più celebre, Slow Food, è diventata nel tempo un sinonimo della sua stessa identità, trasformando il modo in cui il mondo guarda al cibo e alla produzione sostenibile. Radica ha voluto ricordare con emozione la collaborazione storica nata agli inizi degli anni Duemila, quando Petrini e Città del Vino unirono le forze per un progetto ambizioso: mappare le eccellenze dei borghi italiani.

Da quel sodalizio nacque la storica “Guida delle Città del Vino”, curata da Petrini insieme al giornalista Guido Stecchi. Non fu una semplice pubblicazione, ma una rivoluzione documentale. Per la prima volta, le schede tecniche dei vini venivano affiancate a un racconto narrativo, antropologico e turistico. Petrini intuì che dietro ogni bottiglia non c’era solo un dato analitico, ma la storia di un borgo, le mani di un popolo e l’anima di un territorio.

Oggi, quella sinergia continua a vivere nella missione delle Città del Vino, che portano avanti l’idea di un’agricoltura che sia anche presidio di bellezza e cultura. Con la scomparsa di Carlo Petrini, il mondo del vino perde un mentore, ma eredita un metodo: quello di guardare al futuro senza mai staccare i piedi, e le radici, dalla terra madre.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza