Economia
UN GIOVANE INGEGNERE A KABUL SI È TOLTO LA VITA A CAUSA DELLA POVERTÀ E DELLA DISOCCUPAZIONE
Dopo i cambiamenti politici in Afghanistan e il ritorno dei talebani al potere, la situazione economica del Paese è peggiorata in modo drastico, portando con sé un’ondata crescente di povertà, disoccupazione e disperazione che ha colpito gran parte della popolazione.
In questo contesto, Shams, un giovane ingegnere afghano di 27 anni, è diventato uno dei tanti volti silenziosi di questa crisi. Dopo anni di studi e di lavoro per costruire un futuro migliore, è stato sopraffatto dalla mancanza di opportunità e dalle difficoltà economiche.
Secondo quanto riferito, il giovane si è dato fuoco nei pressi della strada dell’aeroporto di Kabul. È stato trasportato d’urgenza all’ospedale Esteqlal con gravi ustioni, ma è morto il giorno successivo.
I familiari raccontano che Shams aveva due lauree in ingegneria e informatica e, prima dei cambiamenti politici nel Paese, lavorava presso una delle ambasciate straniere in Afghanistan. Dopo la perdita del lavoro, nonostante ripetuti tentativi, non era più riuscito a trovare un’occupazione stabile.
Originario della provincia di Kapisa, aveva anche valutato più volte l’idea di lasciare il Paese in cerca di lavoro attraverso percorsi migratori irregolari, senza però riuscire a partire.
Era sposato e padre di tre bambine. La moglie ha parlato delle gravi difficoltà economiche e della costante preoccupazione per il futuro delle figlie.
Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi anni una larga parte della popolazione afghana non è in grado di soddisfare i bisogni essenziali della vita quotidiana, in un contesto di profonda crisi economica e sociale che continua a colpire duramente le famiglie del Paese.
Economia
MERCATO DEL LAVORO ABRUZZESE: UIL LANCIA L’ALLARME SU SALARI BASSI E QUALITÀ DELL’OCCUPAZIONE
Il lavoro in Abruzzo manca di dignità e salari adeguati, non solo di competenze. La Uil lancia l’allarme sulla qualità dell’occupazione. Serve un mercato più trasparente e stabile con stipendi dignitosi per trattenere giovani e talenti sul territorio
Redazione- Il mercato del lavoro abruzzese si trova di fronte a un bivio cruciale. I recenti dati diffusi dalla Cgia, che evidenziano una carenza di quasi 40.000 candidati a fronte di oltre 123.000 ingressi previsti nel 2025, non possono essere interpretati solo come un problema di competenze. Secondo la Uil Abruzzo, la vera sfida risiede nella qualità dell’occupazione e nella dignità dei salari proposti.
Valerio Camplone e Massimo Longaretti, della segreteria regionale Uil Abruzzo, sono categorici: “La dignità del lavoro non può più essere un tema secondario. Se vogliamo ragionare davvero sull’attrattività delle offerte di lavoro, il salario deve tornare centrale”. Un ammonimento che trova riscontro anche nei numeri Inps 2024: i 557.872 lavoratori abruzzesi percepiranno un reddito medio annuo lordo di circa 22.944 euro, che si traduce in circa 542 euro lordi settimanali per 42 settimane lavorate. Cifre che, secondo la Uil, “raccontano l’incapacità delle retribuzioni di garantire qualità della vita, stabilità e prospettive di crescita”.
Non è un caso che le criticità maggiori emergano nelle province dell’Aquila e di Teramo, dove oltre il 34% delle selezioni resta deserta. Sono territori che concentrano settori strategici come edilizia, manifattura e turismo, ma anche aree interne segnate da spopolamento e difficoltà di attrattività. La Uil Abruzzo smonta inoltre la narrazione semplicistica dei circa 39.000 giovani NEET (15-34 anni) che “non vogliono lavorare”, sottolineando come dietro ci siano questioni ben più complesse, quali la trasparenza retributiva, la precarietà e il diffuso ricorso al part-time involontario.
In questo contesto, il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che dal 2026 imporrà l’indicazione delle fasce salariali negli annunci di lavoro e il divieto di chiedere informazioni sulle retribuzioni precedenti, rappresenta un passo significativo. A ciò si aggiungono le novità del Decreto Primo Maggio, che rafforzano il principio del giusto salario individuato dai contratti collettivi.
“Molte delle difficoltà evidenziate riguardano settori strategici per l’economia regionale,” concludono Camplone e Longaretti, richiamando l’attenzione su edilizia, servizi, turismo, logistica, manifattura e utilities. “È necessario rafforzare politiche attive, formazione tecnica e professionale e strumenti come l’apprendistato, valorizzando qualità occupazionale, competenze e stabilità. Oggi la sfida non è soltanto creare lavoro, ma costruire un mercato del lavoro più trasparente, stabile e con salari dignitosi, capace di trattenere giovani e professionalità sul territorio regionale”.
Economia
POSTE ITALIANE PUNTA SULL’EDUCAZIONE FINANZIARIA: IL WELFARE DIVENTA PROTAGONISTA IN UN CICLO DI WEBINAR GRATUITI
Pianificare il proprio futuro è un diritto: giovedì 21 maggio partecipa ai webinar gratuiti di Poste Italiane sul welfare. Un’iniziativa inclusiva, aperta a tutti, con traduzione LIS nel pomeriggio per garantire il benessere finanziario di ogni cittadino.
Redazione- L’iniziativa, in programma giovedì 21 maggio, mira a guidare i cittadini tra i meccanismi del benessere economico, con un occhio di riguardo all’inclusività grazie all’interpretariato LIS.
Il benessere finanziario non è solo una questione di risparmio, ma una consapevolezza che si costruisce giorno dopo giorno. Con questo spirito, Poste Italiane rinnova il suo impegno nel promuovere la cultura previdenziale e assicurativa, annunciando un nuovo doppio appuntamento formativo in modalità digitale. L’iniziativa si inserisce nel solco di una strategia aziendale che mette al centro il cittadino, in piena coerenza con i principi di sostenibilità ESG definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
L’appuntamento: “Il Welfare, il diritto al benessere” Giovedì 21 maggio, i relatori di Poste Italiane terranno due incontri – alle 10:00 e alle 16:00 – dal titolo emblematico: “Il Welfare, il diritto al benessere”. L’obiettivo è fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per orientarsi nel complesso panorama dei soggetti pubblici e privati che, attraverso il welfare, possono contribuire alla stabilità economica, sia in ambito personale che collettivo. Capire come pianificare il proprio futuro e quello della propria famiglia diventa, in questo contesto, un diritto fondamentale alla portata di tutti.
Un evento all’insegna dell’inclusività Coerentemente con la sua storica vocazione di azienda socialmente responsabile, Poste Italiane compie un passo avanti importante sul fronte dell’accessibilità. L’incontro pomeridiano delle ore 16:00 sarà infatti accompagnato dalla traduzione simultanea in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e sarà fruibile tramite sottotitoli, rendendo i contenuti accessibili al pubblico sordo e garantendo un’informazione davvero democratica.
Come partecipare e approfondire Seguire i webinar è semplicissimo e del tutto gratuito. È sufficiente visitare la pagina dedicata www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi e registrarsi all’evento scelto.
Il portale di Educazione Finanziaria di Poste Italiane si conferma una miniera di risorse: oltre ai webinar, gli utenti possono scoprire la serie di podcast “Generazione EF – Giovani”. Sette episodi che, con un linguaggio semplice e privo di tecnicismi, raccontano le storie e le sfide di una corretta pianificazione finanziaria, rendendo la materia accessibile anche alle nuove generazioni. Una chiamata, quella di Poste Italiane, rivolta a tutti coloro che desiderano prendere in mano il proprio futuro con maggiore consapevolezza.
Economia
L’EFFETTO MOLTIPLICATORE DI POSTE ITALIANE: NEL 2025 L’ABRUZZO E IL CENTRO ITALIA CORRONO CON UN PIL DA 950 MILIONI
Dallo sviluppo del Progetto Polis alla rivoluzione dei passaporti: ecco come l’azienda trasforma ogni euro investito in tre euro di ricchezza per il territorio
Redazione- Non è solo una questione di francobolli o pacchi consegnati. Poste Italiane si conferma, dati alla mano, come uno dei motori più potenti dell’economia nazionale, capace di generare ricchezza, occupazione e innovazione con una capillarità che non ha eguali. Il bilancio consuntivo del 2025 per l’Area Centro – la macroarea che comprende Abruzzo, Molise, Lazio e Sardegna – disegna il profilo di un colosso che non si limita a erogare servizi, ma crea un vero e proprio ecosistema economico.
I numeri del successo: la regola del tre
Il dato più sorprendente emerso dalle analisi presentate a Roma è il cosiddetto “effetto moltiplicatore”: ogni singolo euro speso da Poste Italiane per l’acquisto di beni e servizi genera un impatto sul Prodotto Interno Lordo (PIL) pari a tre euro. È una reazione a catena che, nel solo 2025 e limitatamente all’Area Centro, ha prodotto un valore complessivo di 950 milioni di euro di PIL.
Questa ricchezza si traduce in benessere reale per le famiglie: oltre 13.500 posti di lavoro sostenuti e circa 408 milioni di euro distribuiti come reddito ai lavoratori impiegati nel sistema economico della macroarea. Un circolo virtuoso che vede l’Abruzzo come protagonista indiscusso di questa crescita.
Abruzzo: il cuore pulsante del Progetto Polis
L’Abruzzo rappresenta un modello di riferimento per l’efficacia degli investimenti sul territorio. Il 2025 è stato l’anno dell’accelerazione per il Progetto “Polis”, l’ambiziosa iniziativa nata per trasformare gli uffici postali nella “casa dei servizi digitali” della Pubblica Amministrazione, specialmente nei piccoli comuni. Solo in Abruzzo sono stati attivati ben 66 cantieri in un solo anno, un impegno massiccio finalizzato a combattere il “digital divide” e lo spopolamento delle aree interne.
L’impatto è tangibile nella vita quotidiana. Un esempio su tutti? La richiesta dei passaporti. Grazie alla rete dei 288 uffici postali abruzzesi abilitati, i cittadini hanno potuto evitare lunghe code e trasferte nei capoluoghi: sono già circa 8.000 le richieste effettuate allo sportello sotto casa, un servizio che ha ridato ossigeno e tempo alle comunità locali.
Logistica verde e presenza capillare
La fotografia di Poste in Abruzzo scattata alla fine del 2025 mostra una corazzata al servizio del cittadino: oltre 3.000 dipendenti, 472 uffici postali, 345 ATM Postamat per il prelievo h24 e una rete logistica che vanta 17 centri di distribuzione. La flotta aziendale, composta da 755 mezzi, riflette anche l’impegno green del Gruppo: 162 veicoli sono completamente elettrici, supportati da nuovi impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica installate presso le sedi aziendali.
A completare l’offerta contribuisce la rete dei 654 “Punto Poste” e “PuntoLis” (tabaccherie e bar), che estendono i servizi tradizionali ben oltre gli orari degli uffici, rendendo il sistema integrato e sempre accessibile.
Uno sguardo al Paese: un pilastro da 104 miliardi
Se l’Abruzzo ride, l’Italia intera beneficia del “Sistema Poste”. A livello nazionale, nel 2025 il Gruppo ha generato un impatto totale di 14 miliardi di euro di PIL, sostenendo 182.000 posti di lavoro e garantendo allo Stato un gettito fiscale di 2,6 miliardi di euro.
È la conferma di un percorso strategico iniziato nel 2018. In sette anni, Poste Italiane ha contribuito al sistema Paese con un valore complessivo di 104 miliardi di euro di PIL e 58 miliardi di redditi da lavoro. Cifre che raccontano non solo la storia di un’azienda solida, ma quella di una istituzione capace di tradurre l’innovazione tecnologica in valore sociale, restando il punto di riferimento imprescindibile per le imprese e le famiglie italiane.
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