Cronaca
LAZIO – ABBATTUTI A FUCILATE 40 BOVINI LIBERI NEL PARCO DEI MONTI LUCRETILI
Abbattuti a fucilate. “40 bovini liberi e rinselvatichiti sono stati uccisi nel Parco dei Monti Lucretili nell’ambito di un piano di “eradicazione”. Un piano costruito “in nome” della sicurezza e della tutela agricola, nel quale modalità non cruente di gestione, come cattura e trasferimento non sono state prese in considerazione”, lo denuncia in una nota stampa la Lega Anti Vivisezione (Lav) che senza mezzi termini scrive: “Hanno ucciso 40 animali a fucilate in un parco pubblico del Lazio perché considerati pericolosi”.L’abbattimento è stato attuato nell’area del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, un’area di oltre 18mila ettari che si estende tra le province di Roma e Rieti. Come denunciano da Lav Italia: “L’unica soluzione è stata l’uccisione e mentre decine di animali venivano prese a fucilate, nelle carte ufficiali compaiono le tariffe: 600 euro per ogni vita eliminata. Soldi pubblici utilizzati per massacrare animali e non per prevenire situazioni di questo tipo e gestirle in modo non cruento, dialogando con le associazioni. Una situazione molto simile a quella di un’altra zona della Regione Lazio tra Carpineto e Montelanico che stiamo seguendo con il nostro ufficio legale. Invariabilmente queste criticità si risolvono con l’uccisione degli animali, ma nessun provvedimento viene mai adottato per punire coloro che li hanno abbandonati.”A condannare quanto accaduto anche il Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente Meta Parma: “Erano libere, ma le hanno uccise senza nessuna pietà”.
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Parco dei Monti Lucretili: “Quaranta bovini abbattuti a fucilate”
https://www.romatoday.it/cronaca/40-bovini-uccisi-fucilate-parco-monti-lucretili.html
© RomaToday
Cronaca
CAMPOBASSO – NEONATA DI 22 MESI INVESTITA DAL PAPA’, LA PROCURA APRE INCHIESTA
La procura di Larino ha aperto un fascicolo sull’incidente avvenuto questa mattina a Portocannone, nel Campobassano, dove una bambina di 22 mesi è stata investita accidentalmente dall’auto guidata dal padre davanti all’abitazione di famiglia.
La piccola, trasferita in elisoccorso all’ospedale di Ancona dopo un primo ricovero al San Timoteo di Termoli, è ricoverata in prognosi riservata.I medici hanno riscontrato diversi politraumi e un grave trauma cranico.
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l’uomo stava effettuando una manovra in retromarcia e non si sarebbe accorto della presenza della figlia. Il fascicolo aperto dagli inquirenti è, al momento, per lesioni colpose.
La polizia di Termoli sta conducendo gli accertamenti sull’accaduto e ha sequestrato l’auto coinvolta nell’incidente.
Cronaca
TORTORETO – TRAGEDIA, TROVATO SENZA VITA LEONARDO DE ASCENTIIS AVEVA 33 ANNI
Una grande tragedia ha colpito la comunità di Tortoreto, in Abruzzo. Intorno alle 8 è stato trovato morto nella sua abitazione il 33enne Leonardo De Ascentiis. La drammatica scoperta sarebbe stata fatta dalla madre quando sarebbe entrata nella stanza del figlio per chiamarlo. Purtroppo all’arrivo dei sanitari del 118 di Giulianova per il giovane non c’era ormai più nulla da fare. I carabinieri stanno ascoltando familiari e conoscenti per ricostruire le sue ultime ore di vita e verificare ogni dettaglio utile. Figlio di un ex consigliere comunale oggi titolare di un noto agriturismo della zona, veniva descritto da amici e conoscenti come un ragazzo solare, molto legato alle sue amicizie.Al momento sembrerebbero escluse cause violente della morte, ma in ogni caso si attendono gli esiti della ricognizione cadaverica, disposta per Lunedi 25 Maggio.
Cronaca
ABRUZZO, IL FRONTE DEL LUPO: 16 ASSOCIAZIONI SCRIVONO A MARSILIO. “STOP A OGNI IPOTESI DI ABBATTIMENTO”
L’Abruzzo sceglierà la protezione o il fucile? 16 associazioni schierate per fermare il piano di abbattimento dei lupi.
Mentre il bracconaggio continua a colpire, esplode la battaglia politica: ecco perché il destino del predatore più amato d’Appennino è a un punto di svolta. Clicca per scoprire la richiesta shock inviata al Presidente Marsilio!
#LupoAbruzzo #NaturaProtetta #NoAbbattimenti #AbruzzoSelvaggio
Redazione- L’Abruzzo, cuore verde d’Europa e terra simbolo della natura selvaggia, si trova oggi a un bivio cruciale che deciderà il destino del suo predatore più iconico: il lupo. Mentre l’eco della brutale strage avvenuta nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise non si è ancora spenta, il fronte dell’attivismo si compatta. Ben sedici sigle tra associazioni animaliste, ambientaliste ed ecologiste hanno alzato la voce, inviando un appello accorato e fermo al Presidente della Regione, Marco Marsilio. La richiesta è univoca: una moratoria totale su qualsiasi piano di abbattimento e una scelta di campo netta in difesa della biodiversità.
Un patto per la vita, oltre l’emergenza
Il recente avvelenamento di diversi esemplari ha scosso l’opinione pubblica, spingendo sigle del calibro di WWF, LAV, CAI Abruzzo, Legambiente (rappresentata da diverse realtà locali), LNDC, Salviamo l’Orso e molte altre, a passare all’azione politica. Se da un lato le associazioni hanno apprezzato la ferma condanna del Presidente Marsilio e la volontà della Regione di costituirsi parte civile nei procedimenti contro i bracconieri, dall’altro ritengono che ciò non sia più sufficiente.
Nella lettera inviata ai vertici regionali, viene chiesto un passo ulteriore: l’Abruzzo deve dichiararsi ufficialmente contrario alle nuove linee guida dell’ISPRA che, a seguito del declassamento del livello di protezione del lupo a livello europeo, aprono alla possibilità di “prelievi selettivi”. Per le associazioni, parlare di abbattimenti autorizzati in un contesto già martoriato dal bracconaggio è un paradosso inaccettabile.
I numeri della discordia: la quota dei “nove”
Attualmente, secondo le stime teoriche fornite dall’ISPRA, l’Abruzzo potrebbe autorizzare l’uccisione di circa nove lupi all’anno come misura di gestione del conflitto con le attività umane. Tuttavia, le associazioni denunciano una realtà sommersa fatta di veleno, lacci e fucilate che già oggi falcidia la popolazione canina ben oltre i limiti della sostenibilità biologica.
«Non si può ignorare che la principale causa di mortalità del lupo sia legata all’azione illegale dell’uomo», sottolineano i firmatari. Proprio per questo, la richiesta alla Regione è doppia: non attivare alcun piano di prelievo e farsi promotrice presso il Governo e l’ISPRA di una nuova linea nazionale. La proposta è rivoluzionaria nella sua logica: ogni animale ucciso dal bracconaggio o dal veleno deve essere sottratto dalle eventuali quote di abbattimento autorizzabili. In sintesi, se l’uomo uccide illegalmente, la Regione non può “compensare” con uccisioni legali.
L’Abruzzo come modello di convivenza
Mentre si attende ancora una risposta dai Carabinieri Forestale e dalla Procura di Sulmona per un incontro urgente richiesto quindici giorni fa, la pressione politica sale. Il messaggio delle sedici associazioni (tra cui figurano anche Altura, Animalisti Italiani, Appennino Ecosistema, ENPA, Italia Nostra, Io non ho paura del lupo, LIDA, LIPU, ProNatura, Rewilding Apennines e Touring Club Italiano) è un invito alla visione di lungo periodo.
L’Abruzzo ha l’opportunità storica di trasformare questo momento di crisi e barbarie in un’occasione di civiltà. Invece di imbracciare i fucili, la regione potrebbe diventare il laboratorio europeo della convivenza, puntando tutto su prevenzione (recinti elettrificati, cani da guardiania), indennizzi rapidi agli allevatori e una sorveglianza spietata contro i criminali ambientali. La battaglia per il lupo non è solo una questione di protezione animale, ma una difesa dell’identità stessa di una terra che ha fatto della sua fauna il suo tesoro più prezioso.
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