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Esteri

Russia, distinguere informazione da propaganda, almeno nel servizio pubblico

2026 july 11th ~Sovviene una domanda forse banale: come mai tante certezze da parte di persone che, pur non necessariamente stupide, ripetono come i covidioti del 2021 gli slogan con cui dei titolisti mentecatti tappezzano le prime pagine degli antichi pilastri cartacei della nostra democrazia?

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Mosca

Fisicamente a Mosca l’imprenditore Cesare Scotoni ci invia queste considerazioni sulla guerra e sulla disinformazione in Italia

MOSKVA – 2026 july 11th ~Sovviene una domanda forse banale: come mai tante certezze da parte di persone che, pur non necessariamente stupide, ripetono come i covidioti del 2021 gli slogan con cui dei titolisti mentecatti tappezzano le prime pagine degli antichi pilastri cartacei della nostra democrazia?

Io a Mosca ci son venuto e son certo che chi ha investito nei partiti per dare un posto in lista ai minus habens che ora, da un seggio comprato, quotidianamente e convintamente irrorano i nostri Tiggì della loro pochezza, ha fatto un buon affare.

La verità è che la guerra qui non “morde” come invece ci ripetono e così la falsa prospettiva che ogni giorno ci viene riproposta da 50 mesi rischia di indebolirci in ogni ineludibile trattativa.

Qui la guerra ha finalmente esposto in piena vista antichi corruttori, indebolito alcuni e rafforzato altri.

Ma sostanzialmente non incide sulla solidità della leadership o sulla serenità economica delle famiglie.

Per cui la “guerra”, quella vera, qui manco è cominciata.

L’obiettivo politico e militare dichiarato il 23 febbraio 2022 e votato in Parlamento parlava di riportare dentro la Federazione Russa quelle 4 regioni separatiste allora proclamatesi repubblica e come tali kossovariamente riconosciute e non ha poi visto ad oggi alcuna richiesta di implementazione o modifica di quella delibera in vista di un allargamento di quelle operazioni da parte della Presidenza e quella ipotesi pur ripetuta infinite volte dalle nostre TV, non ha mai avuto alcuno spazio di voto alla Duma Federale.

Ci raccontano balle come spesso dal 1999 ed i covidioti di ieri si atteggiano a propagandisti filoucraini oggi.

Senza la minima contezza di ciò che con un visto assolutamente agevole ed un volo di poco più di 3 ore da un Paese che non abbia vietato i voli verso Mosca, chiunque può verificare.

Però il nostro Paese oggi quei covidioti in versione 2.0 non può permetterseli.

Nella loro imbecillità costano assai alla Democrazia e al bilancio dello Stato e delle famiglie.

A Draghi non bastarono gli errori sulla Grecia, né l’adesione al TIF o il NO ad un Esercito Europeo. Così con la richiesta di sanzioni rivelatesi a danno dell’Unione Europea rovinò le prospettive dell’intera Unione Monetaria in vista della dedolarizzazione degli scambi. Difficile sia mai stato in buona fede nella sua marcia verso il Quirinale, che Salvini per caso bloccò.

Sarebbe ora di pretendere almeno che informazione e propaganda venissero distinti, almeno sulla TV pubblica.

O che abolissero il canone RAI visto che ormai lo spazio pubblicitario è entrato nei telegiornali senza neanche prevedere una sigletta per distinguerlo. Forza e Coraggio!

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Esteri

Lo schiaffo della Corte Suprema a Trump: i fondi per l’aggressione sessuale e diffamazione a E. Jean Carroll vanno sbloccati

“Sorprende che la Corte Suprema si sia rifiutata di ‘considerare’ una causa falsa contro di me da parte di una donna che non ho mai conosciuto…. Continuerò a combattere contro la strumentalizzazione della giustizia contro di me…. Con tutti i miei poteri e la mia forza”.

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E. Jean Carroll

Redazione-  “Sorprende che la Corte Suprema si sia rifiutata di ‘considerare’ una causa falsa contro di me da parte di una donna che non ho mai conosciuto…. Continuerò a combattere contro la strumentalizzazione della giustizia contro di me…. Con tutti i miei poteri e la mia forza”. Questa la reazione di Donald Trump in un post sulla sua piattaforma Truth Social dopo la decisione unanime della Corte Suprema di non rivedere il suo appello per la condanna per aggressione sessuale alla giornalista E. Jean Carroll, avvenuta negli anni Novanta. La Carroll aveva querelato Trump nel 2022 e l’anno dopo una giuria di Manhattan lo ha condannato, imponendogli un risarcimento di 5 milioni di dollari.

Trump non accettò il verdetto e continuò ad attaccare Carroll, la quale lo querelò di nuovo per diffamazione. Un’altra giuria le diede ragione e il tycoon fu condannato a risarcirla di 83 milioni di dollari. Con il rifiuto dell’intervento della Corte Suprema tutto sembrava concluso, ma Trump non si arrende mai, anche se questa volta è arrivato al capolinea. Il presidente ha fatto un secondo ricorso alla Corte Suprema, ma ha anche tentato di bloccare il versamento dei 5 milioni di dollari, ai quali si aggiungono 800mila dollari di interessi. Allo stesso tempo, i legali di Trump hanno presentato una richiesta d’emergenza ai giudici federali del caso, chiedendo di non versare i fondi alla Carroll. La ragione sarebbe che, una volta in possesso del denaro, la giornalista potrebbe donarlo in beneficenza – come ha promesso – e Trump non potrebbe quindi più recuperarlo, sentendosi danneggiato. Un giudice federale ha risposto dopo poche ore negando la richiesta e ordinando al giudice Lewis Kaplan di Manhattan – che controlla il denaro che il candidato repubblicano aveva versato in un conto del tribunale come cauzione – di sbloccare i fondi.

La giornalista Carroll è stata l’unica della trentina di donne che nel corso degli anni hanno accusato Trump di molestie sessuali a portare l’ex presidente davanti ai giudici. La Carroll, adesso 82enne, ha lavorato come scrittrice e giornalista, pubblicando diversi libri. Dal 1993 al 2019 ha condotto la rubrica “Ask E. Jean” (Chiedilo a E. Jean) per la rivista Elle, offrendo consigli alle donne e raccomandando con frequenza di “non costruire la loro vita intorno a un uomo”. Nel 2019 perse il suo lavoro, attribuendo la colpa a Trump a causa dei suoi attacchi feroci contro di lei. Una nuova legge dello Stato di New York le permise di poter denunciare l’ex presidente nonostante il termine di prescrizione fosse scaduto nel 1996. Riuscì a prevalere nel primo processo nel 2023, seguito da un’altra vittoria nel 2024 per la diffamazione subita poiché Trump continuò ad attaccarla. Trump nel 2024 è stato anche giudicato colpevole di 34 capi d’accusa in un processo penale per avere falsificato documenti aziendali allo scopo di nascondere il pagamento di 130 mila dollari, tentando di comprare il silenzio dell’ex pornostar Stormy Daniels. Con la sua rielezione nel 2024, però, questo caso rimane in vigore ma nessuna pena è stata stabilita. Le altre indagini sul possesso illegale di documenti riservati e l’incitamento all’assalto al Campidoglio nel 2021, sono però stati archiviati.

La condanna nel caso della Carroll però è rimasta, anche se Trump continua a sostenere la sua innocenza, tentandole tutte per evitare il risarcimento. È strano, perché la cifra dovuta appare molto bassa considerando i guadagni di 2,2 miliardi di dollari incassati dal suo ritorno alla Casa Bianca. Non si tratta di soldi, dunque, ma dell’incapacità del Tycoon di accettare le sconfitte, anche quando la Corte Suprema, non tanto frequentemente, gli dice di no. Il secondo ricorso al più alto tribunale del Paese, nonostante il primo rifiuto unanime dei magistrati, ci fa pensare che ripeterà la sua “big lie” dell’elezione del 2020. Il presidente continua a dire che ha sconfitto Joe Biden, costringendo i leader repubblicani a guardarsi bene dall’ammettere il contrario. Trump crede, con alcune ragioni, di poter fabbricare la verità e capovolgere ciò che tutti vedono in bianco e nero. Nel caso dell’assalto al Campidoglio, per esempio, lui ha ribaltato la narrativa dichiarando gli assalitori patrioti e concedendo loro la grazia.

Nel caso della Carroll, però, i fatti confermano un’altra realtà. Il giudice Lewis Kaplan di New York, che ha presieduto il processo, ha già annunciato che dopo tutti gli appelli il verdetto rimane valido. È arrivata l’ora di “fare giustizia” e rilasciare i fondi tenuti in cauzione.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Lifestyle

Stati Uniti, lascia diecimila dollari di mancia alla cameriera ma la carta di credito è del capo

🚨 PASTICCIO VIRALE AL RISTORANTE! Lascia 10.000 dollari di mancia a una cameriera su un conto di soli 32 dollari, ma due giorni dopo si scopre che la carta di credito era quella aziendale del suo capo! La transazione è stata bloccata dalla banca e per il manager distratto è scattato il licenziamento, mentre gli avvocati discutono se la ragazza abbia il diritto di tenere i soldi. Scopri l’incredibile finale della storia nell’articolo 👇#notizievirali #manciarecord #erroripast #curiosità #storiadicostume #ristorazione #socialmedia #pagineutili

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Carte di Credito

L’incredibile errore culinario in un ristorante del Michigan diventa il caso virale del giorno sul web

Roma – Una bizzarra, clamorosa e paradossale vicenda aziendale, capace di trasformare un momento di straordinaria e commovente generosità filantropica in un vero e proprio pasticcio legale e contabile a causa di un colossale errore di distrazione digitale, ha letteralmente infiammato le bacheche dei social network di tutto il mondo. All’interno di un elegante e frequentato ristorante situato nella cittadina di Benton Harbor, nello stato del Michigan, una giovane cameriera di nome russa Linsey ha vissuto quella che inizialmente era sembrata la giornata più fortunata della sua intera carriera professionale. Un facoltoso cliente d’affari, dopo aver consumato un normale pranzo di lavoro dal costo complessivo di appena trentadue dollari, ha deciso di inserire sul display del terminale elettronico per i pagamenti una mancia stratosferica e fuori da ogni parametro standard, pari all’incredibile somma di ben diecimila dollari netti.
La scena del pianto liberatorio della ragazza, immortalata dai colleghi di sala e dai gestori del locale della ristorazione americana, ha fatto immediatamente il giro del web, raccogliendo migliaia di commenti commossi da parte degli utenti mobili per lo spessore umano del gesto. La gioia della dipendente è stata purtroppo bruscamente interrotta quarantotto ore dopo, quando i sistemi telematici della banca hanno bloccato la transazione in seguito alla formale denuncia presentata da una multinazionale di consulenza finanziaria di Detroit.

Il blocco dei sistemi bancari di credito e il dibattito legale sul possesso della mancia d’oro

L’esame analitico dei registri contabili e delle ricevute fiscali ha svelato un retroscena semplicemente incredibile che ha trasformato la curiosità in una complessa vertenza di lavoro. Il generoso cliente, un manager di livello intermedio della società di consulenza, aveva sbadatamente utilizzato per il saldo del conto del ristorante la carta di credito aziendale ad uso esclusivo delle spese di rappresentanza istituzionali, anziché la propria tessera personale. L’amministratore delegato della compagnia finanziaria, non appena ha visualizzato la bizzarra e imponente notifica di addebito sul proprio smartphone, ha bloccato il conto aziendale per presunta frode hacker, chiedendo al ristorante la restituzione immediata dei diecimila dollari per via legale ed avviando la procedura di licenziamento in tronco nei confronti del dipendente distratto.
La storia ha scatenato un dibattito accesissimo tra gli esperti di diritto societario e i programmatori di applicazioni mobili sui social network, superando la soglia di diciotto milioni di visualizzazioni complessive in pochissimo tempo. I lettori mobili si sono divisi tra chi ritiene che la cameriera debba trattenere la somma in quanto la transazione era stata regolarmente autorizzata e chi invece evidenzia l’illegittimità dell’uso di fondi non propri per fare beneficenza privata.

I consigli dei consulenti fiscali per la gestione dei pagamenti elettronici tracciati nei locali

Il caso virale del ristorante del Michigan ha spinto le associazioni dei ristoratori americani a pubblicare nuove guide utili sulla gestione delle mance elettroniche tramite pos. Molti programmatori suggeriscono di inserire tetti massimi percentuali automatici per impedire che errori di digitazione numerica possano causare transazioni folli e contenziosi legali tra le imprese.
La redazione del giornale continuerà a monitorare le tendenze di costume e le storie più curiose della rete mondiale in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo leggero, utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori della Marsica desiderosi di scoprire le guide dedicate al tempo libero e alle notizie più divertenti della settimana in Italia.

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Lifestyle

Gran Bretagna, la storia incredibile degli sposi che servono il banchetto di nozze con i prodotti del discount

🚨 NOZZE COL DISCOUNT! Scoppia il caso virale del giorno: una coppia di sposi inglesi, per risparmiare sulle spese folli del matrimonio, serve agli invitati un banchetto nuziale composto solo da cibi acquistati al discount per un totale di appena 350 sterline. Il web si spacca tra chi li accusa di eccessiva parsimonia e chi li loda per aver evitato debiti per pagarsi la casa. Tu da che parte stai? Scopri la storia nell’articolo 👇#notizievirali #matrimoniolowcost #sposidiscount #curiosità #risparmio #storiadicostume #socialmedia #pagineutili

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Discount

Il menu di matrimonio economico basato sul risparmio scatena il dibattito virale sui social network europei

Roma – Una bizzarra, originale e discussa scelta matrimoniale, capace di dividere profondamente l’opinione pubblica digitale e di accendere un accesissimo dibattito sui costi della vita e sulle tradizioni familiari contemporanee, si è trasformata nel fenomeno virale più cliccato delle ultime ore sulle piattaforme web. All’interno di una lussuosa sala ricevimenti situata nella contea del Kent, in Gran Bretagna, una giovane coppia di sposi composta dai trentenni inglesi Harry e Megan ha deciso di festeggiare il giorno più bello della propria vita con una formula gastronomica decisamente fuori dagli schemi classici. Per evitare di contrarre debiti bancari a causa dei prezzi elevatissimi della ristorazione tradizionale, la coppia ha scelto di bandire caviale e champagne, servendo ai propri cento invitati un intero banchetto nuziale composto esclusivamente da cibi pronti, snack e bevande acquistati pochi giorni prima presso un noto discount economico locale.
La decisione dei due coniugi, tenuta rigorosamente segreta fino al momento del taglio della torta, è venuta alla luce in modo fortuito quando alcuni amici della coppia hanno notato le confezioni e i marchi dei prodotti all’interno della cucina di servizio. Le immagini del buffet nuziale, ricoperto di rustici surgelati, patatine in sacchetto, salumi in vaschetta e formaggi confezionati, sono state caricate su una bacheca telematica di discussione, scatenando all’istante migliaia di condivisioni e commenti ironici da parte degli utenti mobili di tutto il continente.

I dettagli dello scontrino della spesa e la reazione di approvazione dei parenti e dei lettori mobile

Il piano di risparmio architettato dagli sposi si è rivelato un vero e proprio capolavoro contabile di ingegneria finanziaria domestica. Harry e Megan hanno infatti speso per l’intero cibo della festa la cifra complessiva di appena trecentocinquanta sterline, a fronte di preventivi presentati dalle ditte di ristorazione classiche che partivano da una base minima di oltre seimila sterline per lo stesso numero di invitati in sala. Il momento più esilarante della discussione virtuale coincide con la pubblicazione dello scontrino fiscale della spesa, lungo oltre due metri, che mostra l’acquisto di centinaia di pizzette surgelate e lattine di bibite sottomarca per completare la festa di nozze.
La sposa ha voluto difendere pubblicamente la bontà della propria scelta ecologica e finanziaria, spiegando che i soldi risparmiati sul banchetto verranno utilizzati dalla coppia come anticipo per l’acquisto della prima casa di proprietà in città. Nel giro di pochissime ore la storia ha superato la quota stratosferica di quindici milioni di visualizzazioni sui canali social, venendo ripresa dai conduttori dei talk show televisivi e dividendo i lettori tra chi li accusa di tirchieria e chi invece elogia il loro coraggio anti inflazione.

I consigli dei wedding planner per organizzare eventi low cost senza rinunciare al decoro istituzionale

Il caso virale degli sposi del discount ha spinto numerosi esperti di pianificazione di eventi e wedding planner a esprimere il proprio parere tecnico sulle nuove tendenze dei matrimoni low cost. Molti professionisti hanno ricordato che il successo di una festa non dipende dal costo del menu, ma dall’atmosfera di condivisione e dalla trasparenza, suggerendo ai giovani di investire sull’intrattenimento e sulla musica piuttosto che su pranzi costosi e lunghissimi.
La redazione del giornale continuerà a monitorare le tendenze di costume e le storie più curiose della rete mondiale in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo leggero, utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori della Marsica desiderosi di scoprire le guide dedicate al tempo libero e alle notizie più divertenti della settimana in Italia.

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