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TERRAZZA D’ABRUZZO FEST, LA V EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE
Organizzato dall’APS Sport e Valori, riservato alle scuole di ogni ordine e grado d’Italia
Redazione- Torna per il quinto anno consecutivo il Concorso Letterario Nazionale “Terrazza d’Abruzzo Fest” riservato alle scuole di tutte Italia di ogni ordine e grado.Il Concorso è organizzato dell’APS Sport e Valori di Chieti con l’intento parlare di sport insieme ai ragazzi attraverso racconti, fumetti e disegni.
Una quinta edizione che segue la pubblicazione del 2025 “Emozioni” (Poderosa Edizioni) all’interno della quale sono stati inseriti oltre 50 racconti estratti dalle precedenti edizioni del concorso.
Il testo è stato presentato nella meravigliosa cornice dell’Auditorium Cianfarani di Chieti alla presenza della campionessa olimpica di scherma Elisa Di Francisca.
Evento di premiazione che sarà ripetuto anche al fine 2026 per dare spazio e il dovuto riconoscimento ai vincitori di questa quinta edizione.
I temi dell’edizione 2026 sono:
- “Un arcobaleno di colori inseguendo un gol” Categoria Disegno Scuola Primaria.
- “Momenti di sport raccontati a fumetti” Categoria Fumetto Scuola Secondaria di Primo Grado.
- “Momenti di sport, momenti di vita” Categoria Racconta Scuola Secondaria di Secondo Grado.
Per le scuole che volessero aderire e ricevere il bando, si può inviare una mail a sportevalori@gmail.com.
Nel frattempo Giampiero Davide e Luigi Milozzi, insieme al team di Sport e Valori APS, non si ferma: tra i tanti nuovi eventi in calendario, si pensa già alla nuova edizione di Terrazza d’Abruzzo Fest in programma dal 24 al 26 luglio prossimi a Guardiagrele con la direzione artistica del maestro Davide Cavuti.
Una manifestazione ormai consolidata che per quest’anno ha in serbo diverse novità senza, ovviamente, dimenticare lo sport e i suoi protagonisti.
Altro appuntamento già in calendario: mercoledì 19 agosto prossimi a Rocca San Giovanni con il “Gran Galà Le Luci del Mare” alla terza edizione.
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Fontecchio, approvato il piano straordinario per il recupero del borgo medievale e della torre dell’orologio
🚨 NOVITÀ A FONTECCHIO! Approvato il maxi piano straordinario per il recupero del borgo medievale e il restauro della storica Torre dell’Orologio. Arrivano i percorsi turistici interattivi con guide multimediali e una nuova illuminazione artistica per la piazza. Ecco tutti i dettagli del progetto 👇#fontecchio #vallesubequana #cronacalocale #lavoripubblici #abruzzoturismo #borghiitaliani #pagineutili
La delibera della giunta comunale per la valorizzazione del patrimonio storico nella valle subequana
Il restauro della torre trecentesca e i nuovi percorsi multimediali per i visitatori
I tempi di consegna dei lavori e l’indotto economico per le attività della zona
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Legge elettorale, l’appello dei Cristiano Riformisti per il ritorno al voto di preferenza
🗳️ La democrazia passa per il ritorno alle preferenze: i Cristiano Riformisti lanciano l’allarme sul rischio populismo e chiedono di restituire il potere di scelta ai cittadini.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#LeggeElettorale #PoliticaItaliana #Democrazia #CristianoRiformisti
Redazione- Il dibattito sulla riforma della legge elettorale torna prepotentemente al centro del confronto politico nazionale. A riaccendere la discussione è il movimento Cristiano Riformisti, che attraverso una nota ufficiale ha lanciato un avvertimento netto e senza mezzi termini: il ritorno alle preferenze è l’unica strada percorribile per evitare che il sistema democratico italiano scivoli verso forme di autoritarismo populista. La posizione espressa dai vertici del movimento punta il dito contro l’attuale meccanismo di selezione della classe parlamentare, considerato ormai distante dai bisogni e dalla volontà dei cittadini.
La crisi della rappresentanza e il peso delle segreterie
Da anni, l’architettura dei modelli elettorali italiani è dominata dal sistema delle liste bloccate. Questa modalità, che svincola il candidato dal confronto diretto con il territorio e con l’elettorato, ha concentrato il potere di nomina nelle mani ristrette delle segreterie di partito. Per i Cristiano Riformisti, tale assetto rappresenta una ferita profonda al cuore della sovranità popolare. In un sistema sano, sostengono i rappresentanti del movimento, il cittadino deve poter esercitare il proprio diritto di scelta in modo consapevole, indicando non solo un simbolo o un programma, ma una persona specifica che possa fungere da punto di riferimento tra le istituzioni e le istanze locali.
La critica mossa dai Cristiano Riformisti non riguarda soltanto l’aspetto tecnico della legge, ma investe il piano etico della fiducia. Quando l’elettore si reca alle urne e si trova di fronte a parlamentari scelti a tavolino, il legame di rappresentanza si indebolisce fino a rompersi. Questo distacco genera astensionismo e disaffezione, trasformando l’atto del voto in un rito formale privo di potere reale. Restituire agli elettori la facoltà di esprimere le preferenze significherebbe invertire la rotta, costringendo chi aspira a un ruolo di governo o legislativo a mettersi in gioco direttamente, confrontandosi con le persone e con i problemi reali del tessuto sociale.
Il rischio di derive autoritarie e il ruolo del populismo
La preoccupazione dei Cristiano Riformisti si estende anche all’analisi del panorama politico attuale. Secondo il movimento, il perdurare di un sistema che allontana il popolo dalle decisioni non è un elemento neutro, ma un catalizzatore di tensioni. Il vuoto lasciato dalla politica tradizionale — incapace di rinnovarsi nel metodo — viene puntualmente colmato da narrazioni populiste che promettono soluzioni semplificate. In questo scenario, figure che incarnano posizioni polarizzanti e autoritarie, come quella del generale Roberto Vannacci, trovano terreno fertile per crescere, proprio in virtù di un sistema elettorale percepito come una “blindatura” dei palazzi di potere.
La tesi del movimento è chiara: la democrazia non si difende chiudendosi in se stessa, ma aprendosi alla partecipazione. Il populismo prospera laddove la gente sente di non avere voce in capitolo. Per questo, l’appello rivolto a tutte le forze politiche democratiche è quello di mettere da parte gli interessi di parte e le strategie di corto respiro che mirano a controllare il parlamento tramite le liste bloccate. Il tempo delle riforme è ora, prima che la sfiducia degli elettori verso il sistema rappresentativo diventi un processo irreversibile.
Verso un nuovo patto tra cittadini e istituzioni
Ripristinare il voto di preferenza non è considerato dai Cristiano Riformisti un semplice ritorno al passato, quanto piuttosto una necessaria modernizzazione della democrazia italiana. Il dialogo tra chi viene eletto e chi esercita il diritto di voto deve basarsi sulla trasparenza e sulla responsabilità individuale. Un parlamentare che deve la propria elezione al gradimento del popolo si sentirà maggiormente vincolato a rispondere del proprio operato, riducendo lo spazio per le logiche di appartenenza fine a se stesse.
Il messaggio lanciato dall’onorevole Mazzocchi e dai Cristiano Riformisti è un invito alla responsabilità collettiva. Le riforme elettorali devono tornare ad essere pensate non per favorire chi siede temporaneamente in parlamento, ma per garantire che l’intero assetto democratico possa continuare a reggersi sulla base del consenso popolare libero e informato. Se il parlamento rimarrà un organo calato dall’alto, avvertono dal movimento, il rischio che la democrazia rifluisca in modelli autoritari non sarà soltanto un’ipotesi teorica, ma una realtà con cui fare i conti molto presto. La sfida per la prossima legislatura è dunque chiara: ridare il potere di scelta ai cittadini o proseguire lungo una strada che, secondo i proponenti, porta inevitabilmente verso l’erosione delle libertà fondamentali e della partecipazione attiva alla vita pubblica.
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DA DOMANI | AL VIA LA MOSTRA PEDRO CANO. SIETE E ROMA AL CASINO DEI PRINCIPI IN VILLA TORLONIA | FINO AL 7 GIUGNO 2026
Redazione- Dal 18 aprile al 7 giugno 2026 al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma, apre al pubblico la mostra “Pedro Cano. Siete e Roma”, un progetto espositivo a cura di Giorgio Pellegrini e coordinamento di Raquel Vázquez-Dodero Fontes, che riunisce due nuclei fondamentali della recente produzione dell’artista spagnolo: il ciclo pittorico Siete e una selezione di opere dedicate a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni, considerandola una patria elettiva e un luogo di costante ispirazione.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata e organizzata dalla Fundación Pedro Cano grazie alla collaborazione dell’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes di Murcia e con il sostegno della Fundación Cajamurcia, dell’Instituto Cervantes e di Nostrum Simul. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.
L’esposizione è realizzata nell’ambito del progetto portato avanti da diversi anni dalla Sovrintendenza Capitolina, legato allo studio e alla conoscenza di figure di artisti di varia provenienza e formazione, operanti a Roma nel XX secolo e che con la città hanno stabilito una relazione privilegiata e un forte legame di appartenenza contribuendo alla sua vita culturale e artistica.
Con le sue oltre cento opere presentate, il percorso espositivo si articola sui due livelli del Casino dei Principi, seguendo una struttura chiara e coerente che distingue e al tempo stesso mette in dialogo i due nuclei centrali del progetto.
Al primo piano è presentato integralmente il monumentale ciclo pittorico Siete, nato da appunti e riflessioni raccolti dall’artista nel corso di molti anni e successivamente organizzati, al compimento dei suoi 75 anni, in un ciclo unitario articolato in sette trittici – Gioco, Lavoro, Biciclette, Interno, Salto, Attesa e Carico – realizzati in bianco e nero su pannelli orizzontali di 120 x 180 cm, per un totale di 21 opere a olio su tela, accompagnate da disegni e schizzi preparatori. La serie affronta temi universali quali la migrazione, l’ingiustizia, il lavoro, la sofferenza, ma pone l’accento anche sulla solidarietà e l’aiuto reciproco. Attraverso figure a grandezza quasi naturale di uomini e donne colti in posture sospese, Cano invita lo spettatore ad un confronto diretto e silenzioso con la vulnerabilità e la dignità della condizione umana. Il bianco e nero dominante, privo di elementi superflui, amplifica la tensione emotiva e concentra l’attenzione sui gesti, sulle posture e sulle relazioni silenziose tra le figure. L’allestimento è concepito come un progressivo attraversamento tematico: dal Gioco al Carico, il visitatore è guidato in un itinerario che affronta questioni universali in una dimensione sospesa e senza tempo. La sequenza dei trittici costruisce una narrazione per immagini che invita alla riflessione e all’empatia.
Realizzate tra il 2018 e il 2019, le opere sono state esposte nel 2019 nella Chiesa delle Verónicas di Murcia, nel 2023 presso Casa de Vacas di Madrid e nel novembre 2025 nella Chiesa della Misericordia a Palma de Mallorca.
Al piano terra dello spazio museale la mostra presenta 48 opere dedicate a Roma – prevalentemente acquerelli su carta, di cui alcuni inediti – affiancati da una selezione di sette taccuini di viaggio con appunti e vedute della città. L’atmosfera qui si fa più intima e contemplativa con le vedute classiche – come quelle del Pantheon, del Colosseo e di altri luoghi emblematici – in dialogo con gli scorci intimi e le prospettive dipinte dall’artista dalle finestre della sua abitazione affacciata sulle Terme di Diocleziano. Emerge qui uno sguardo contemplativo sulla Città Eterna, che intreccia memoria, luce e architettura in una sintesi che racchiude oltre mezzo secolo di legame artistico tra Cano e Roma.
I taccuini, presentati come testimonianze dirette del processo creativo, permettono di entrare nel laboratorio dell’artista, rivelando appunti, studi di luce e annotazioni che restituiscono la continuità del suo sguardo sulla città. I quaderni di Pedro Cano costituiscono infatti uno dei nuclei più riconoscibili e poetici della sua produzione: non sono semplici taccuini preparatori, ma opere autonome, veri e propri diari visivi nei quali l’artista registra luoghi, incontri, atmosfere e stati d’animo attraverso l’acquerello, il disegno e l’appunto scritto.
Fin dagli anni Settanta, durante i suoi continui spostamenti tra Europa, Medio Oriente e America, Cano ha sviluppato l’abitudine di lavorare su piccoli quaderni portatili, fissando su queste pagine impressioni immediate: una luce particolare, un dettaglio architettonico, una figura incontrata per strada, un paesaggio intravisto dal finestrino di un treno. Molti cicli pittorici successivi sono nati proprio da intuizioni annotate nei quaderni.
L’articolazione e la distinzione del percorso espositivo tra i due piani del museo – con la dimensione universale e drammatica di Siete al piano superiore e la dimensione lirica e autobiografica di Roma al piano terra – costruiscono un dialogo complementare tra collettività e memoria personale, tra condizione umana ed esperienza vissuta, offrendo al visitatore una lettura ampia e articolata della ricerca artistica di Pedro Cano.
La mostra è accompagnata dal catalogo edito da José Luis Montero.
Nota biografica
Pedro Cano (Blanca, Murcia, 1944) si è formato presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid e nel 1969 si è trasferito a Roma dopo aver vinto il Prix de Rome presso l’Accademia di Spagna. Da allora ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato a esporre in importanti città europee e americane.
Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e museali, tra cui i Musei Vaticani, il Meadows Museum di Dallas e il Pantheon di Roma. Nel 2008 ha presentato alle Terme di Diocleziano il ciclo Identità in transito, successivamente esposto a Firenze, Murcia e Madrid. Dal 2008 un suo autoritratto è conservato nel Corridoio Vasariano degli Uffizi. Dal 2013 l’artista fa parte dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon.
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