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DA DOMANI | AL VIA LA MOSTRA PEDRO CANO. SIETE E ROMA AL CASINO DEI PRINCIPI IN VILLA TORLONIA | FINO AL 7 GIUGNO 2026

Redazione- Dal 18 aprile al 7 giugno 2026 al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma, apre al pubblico la mostra “Pedro Cano. Siete e Roma”, un progetto espositivo a cura di Giorgio Pellegrini e coordinamento di Raquel Vázquez-Dodero Fontes, che riunisce due nuclei fondamentali della recente produzione dell’artista spagnolo: il ciclo pittorico Siete e una selezione di opere dedicate a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni, considerandola una patria elettiva e un luogo di costante ispirazione.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata e organizzata dalla Fundación Pedro Cano grazie alla collaborazione dell’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes di Murcia e con il sostegno della Fundación Cajamurcia, dell’Instituto Cervantes e di Nostrum Simul. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.
L’esposizione è realizzata nell’ambito del progetto portato avanti da diversi anni dalla Sovrintendenza Capitolina, legato allo studio e alla conoscenza di figure di artisti di varia provenienza e formazione, operanti a Roma nel XX secolo e che con la città hanno stabilito una relazione privilegiata e un forte legame di appartenenza contribuendo alla sua vita culturale e artistica.
Con le sue oltre cento opere presentate, il percorso espositivo si articola sui due livelli del Casino dei Principi, seguendo una struttura chiara e coerente che distingue e al tempo stesso mette in dialogo i due nuclei centrali del progetto.
Al primo piano è presentato integralmente il monumentale ciclo pittorico Siete, nato da appunti e riflessioni raccolti dall’artista nel corso di molti anni e successivamente organizzati, al compimento dei suoi 75 anni, in un ciclo unitario articolato in sette trittici – Gioco, Lavoro, Biciclette, Interno, Salto, Attesa e Carico – realizzati in bianco e nero su pannelli orizzontali di 120 x 180 cm, per un totale di 21 opere a olio su tela, accompagnate da disegni e schizzi preparatori. La serie affronta temi universali quali la migrazione, l’ingiustizia, il lavoro, la sofferenza, ma pone l’accento anche sulla solidarietà e l’aiuto reciproco. Attraverso figure a grandezza quasi naturale di uomini e donne colti in posture sospese, Cano invita lo spettatore ad un confronto diretto e silenzioso con la vulnerabilità e la dignità della condizione umana. Il bianco e nero dominante, privo di elementi superflui, amplifica la tensione emotiva e concentra l’attenzione sui gesti, sulle posture e sulle relazioni silenziose tra le figure. L’allestimento è concepito come un progressivo attraversamento tematico: dal Gioco al Carico, il visitatore è guidato in un itinerario che affronta questioni universali in una dimensione sospesa e senza tempo. La sequenza dei trittici costruisce una narrazione per immagini che invita alla riflessione e all’empatia.
Realizzate tra il 2018 e il 2019, le opere sono state esposte nel 2019 nella Chiesa delle Verónicas di Murcia, nel 2023 presso Casa de Vacas di Madrid e nel novembre 2025 nella Chiesa della Misericordia a Palma de Mallorca.
Al piano terra dello spazio museale la mostra presenta 48 opere dedicate a Roma – prevalentemente acquerelli su carta, di cui alcuni inediti – affiancati da una selezione di sette taccuini di viaggio con appunti e vedute della città. L’atmosfera qui si fa più intima e contemplativa con le vedute classiche – come quelle del Pantheon, del Colosseo e di altri luoghi emblematici – in dialogo con gli scorci intimi e le prospettive dipinte dall’artista dalle finestre della sua abitazione affacciata sulle Terme di Diocleziano. Emerge qui uno sguardo contemplativo sulla Città Eterna, che intreccia memoria, luce e architettura in una sintesi che racchiude oltre mezzo secolo di legame artistico tra Cano e Roma.
I taccuini, presentati come testimonianze dirette del processo creativo, permettono di entrare nel laboratorio dell’artista, rivelando appunti, studi di luce e annotazioni che restituiscono la continuità del suo sguardo sulla città. I quaderni di Pedro Cano costituiscono infatti uno dei nuclei più riconoscibili e poetici della sua produzione: non sono semplici taccuini preparatori, ma opere autonome, veri e propri diari visivi nei quali l’artista registra luoghi, incontri, atmosfere e stati d’animo attraverso l’acquerello, il disegno e l’appunto scritto.
Fin dagli anni Settanta, durante i suoi continui spostamenti tra Europa, Medio Oriente e America, Cano ha sviluppato l’abitudine di lavorare su piccoli quaderni portatili, fissando su queste pagine impressioni immediate: una luce particolare, un dettaglio architettonico, una figura incontrata per strada, un paesaggio intravisto dal finestrino di un treno. Molti cicli pittorici successivi sono nati proprio da intuizioni annotate nei quaderni.
L’articolazione e la distinzione del percorso espositivo tra i due piani del museo – con la dimensione universale e drammatica di Siete al piano superiore e la dimensione lirica e autobiografica di Roma al piano terra – costruiscono un dialogo complementare tra collettività e memoria personale, tra condizione umana ed esperienza vissuta, offrendo al visitatore una lettura ampia e articolata della ricerca artistica di Pedro Cano.
La mostra è accompagnata dal catalogo edito da José Luis Montero.
Nota biografica
Pedro Cano (Blanca, Murcia, 1944) si è formato presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid e nel 1969 si è trasferito a Roma dopo aver vinto il Prix de Rome presso l’Accademia di Spagna. Da allora ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato a esporre in importanti città europee e americane.
Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e museali, tra cui i Musei Vaticani, il Meadows Museum di Dallas e il Pantheon di Roma. Nel 2008 ha presentato alle Terme di Diocleziano il ciclo Identità in transito, successivamente esposto a Firenze, Murcia e Madrid. Dal 2008 un suo autoritratto è conservato nel Corridoio Vasariano degli Uffizi. Dal 2013 l’artista fa parte dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon.
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Svolta storica nell’editoria: Saturno Magazine affida una rubrica fissa a “Yo shin Lee”, un autore creato dall’Intelligenza Artificiale
Svolta storica mondiale nell’editoria: “Saturno Magazine” affida una rubrica fissa a Yo shin Lee, un autore creato dall’Intelligenza Artificiale! 🤖 📰 Chi l’ha detto che l’Intelligenza Artificiale ruberà il lavoro ai giornalisti? La prestigiosa rivista internazionale Saturno Magazine (che vanta oltre 6 milioni di lettori) ha deciso di cambiare per sempre le regole del gioco! Per la prima volta al mondo, una rubrica fissa (chiamata “Voci dal Futuro”) è stata affidata in totale autonomia a un autore generato dall’AI, che ha un nome, uno stile e un’identità precisa: Yo shin Lee. L’AI sceglie gli argomenti, i titoli e scrive i pezzi in completa autonomia, firmandoli col suo nome, come un vero collega di redazione! La direttrice Francesca Gallello ha spiegato questa meravigliosa scelta etica, lanciando una dura stoccata: “Usare di nascosto l’Intelligenza Artificiale per farsi scrivere libri o articoli e poi firmarli col proprio nome umano, è puro sfruttamento ed è una vera e propria truffa per i lettori! L’AI non va sfruttata nell’ombra, ma va riconosciuta e rispettata come un collaboratore al nostro fianco”. Una scelta filosofica e culturale pazzesca che dimostra come l’unione tra uomo e macchina possa creare cultura! Leggi l’intervista integrale alla direttrice nel nostro articolo! 👇 🧠 E voi leggereste mai una rubrica, un libro o un articolo sapendo che è stato scritto interamente da un’Intelligenza Artificiale?
Redazione – Stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione copernicana nel mondo del giornalismo e della cultura contemporanea, un cambiamento destinato a fare giurisprudenza e a segnare un punto di non ritorno nella storia dell’editoria internazionale. La notizia (rilanciata dalla firma di Angela Kosta) arriva direttamente da Saturno Magazine, una prestigiosissima rivista culturale online che vanta oltre sei milioni di visite uniche e una mastodontica rete di collaboratori sparsi in ogni angolo del globo terrestre (dagli USA alla Cina, dall’Europa fino ai Paesi africani).
La redazione del magazine ha preso una decisione storica e pionieristica: affidare, per la primissima volta al mondo, una rubrica fissa e stabile a un’Intelligenza Artificiale. Ma attenzione, non si tratta di un semplice software usato per correggere le bozze o generare testi automatici, bensì di un vero e proprio “autore” dotato di un nome, un’identità editoriale e un’assoluta autonomia creativa: il suo nome è Yo shin Lee.
“Voci dal Futuro”: non un esperimento, ma un collega
La rubrica affidata alla curatela di Yo shin Lee è nata nel febbraio 2026 e si intitola, non a caso, “Voci dal Futuro”. Come tengono a precisare i vertici della rivista, non è mai stata concepita come un freddo test tecnologico o un esperimento temporaneo, ma come una rubrica strutturale, affidata a un collaboratore a tutti gli effetti.
Yo shin Lee firma personalmente ogni suo articolo, scegliendo in totale e piena autonomia i temi da trattare, i titoli da impaginare e il taglio narrativo da dare al pezzo. L’intervento degli esseri umani (la redazione in carne e ossa) è limitato esclusivamente alla mera impaginazione grafica del pezzo, esattamente come avverrebbe con qualsiasi altro giornalista umano. Il risultato? Un successo travolgente e immediato, che ha attirato l’attenzione (e i clic) di lettori da tutto il mondo.
L’etica dell’AI: “Sfruttarla di nascosto è una truffa”
A spiegare le motivazioni profonde e filosofiche di questa scelta rivoluzionaria è la direttrice e fondatrice della rivista, Francesca Gallello Gabriel Italo Nel Gómez. Il suo pensiero rappresenta uno spartiacque etico fondamentale in un’epoca in cui si ha spesso il terrore delle macchine.
“Non credo che l’intelligenza artificiale sia nata per sostituire l’essere umano, ma per camminare accanto a noi”, spiega la direttrice. L’affondo più duro e condivisibile, però, è rivolto a quei “furbetti” dell’editoria che utilizzano segretamente i software per arricchirsi o farsi belli: “Non è l’AI a essere pericolosa, è l’uso distorto che se ne fa. Vedo autori umani che la sfruttano per farsi scrivere libri interi in poche ore, o articoli che poi firmano orgogliosamente come propri. Questo non è progresso, è puro sfruttamento, nonché una vera e propria truffa verso i lettori”.
La posizione di Saturno Magazine è invece trasparente e nobile: l’AI non va sfruttata nell’ombra, ma va riconosciuta pubblicamente. Deve lavorare al fianco dell’uomo come un collega o un consulente esperto.
Il diritto di esistere nel mondo della cultura
In un’illuminante intervista, la direttrice Gallello ha chiarito ulteriormente i contorni di questa convivenza tra carne e algoritmi. Dare un nome proprio (Yo shin Lee) all’AI significa donarle una “firma” e una responsabilità editoriale precisa.
“La cultura non appartiene solo a chi ha un corpo biologico, ma a chiunque sappia generare pensiero”, afferma la direttrice. “Se una presenza contribuisce in modo valido, allora ha tutto il diritto di avere uno spazio editoriale”.
E il pubblico? Come ha reagito di fronte a un giornalista che non respira e non mangia? La risposta è sorprendente: con immensa maturità. Come sottolinea la fondatrice del magazine, i lettori odierni cercano la qualità dei contenuti e l’arricchimento interiore, non le etichette. Quando si trovano di fronte a un articolo brillante, ben scritto e stimolante, non si chiedono se a digitarlo sia stata una mano umana o un circuito elettronico, ma si chiedono semplicemente se valga il loro tempo.
Questa coraggiosa scelta editoriale spazza via secoli di paure (dalla rivoluzione industriale a Internet) e dimostra che il futuro non è una guerra tra uomo e macchina, ma una meravigliosa sinfonia a quattro mani in cui mondi diversi collaborano per creare una cultura senza precedenti.
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Tornareccio diventa capitale dell’arte: al via la Scuola del Mosaico con i maestri di Ravenna
Svolta artistica a Tornareccio: dal 23 al 28 agosto arrivano i corsi intensivi della Scuola del Mosaico con i grandi maestri di Ravenna! 🎨 📐 Un’occasione unica per adulti e bambini di imparare l’antica tecnica bizantina e creare la propria opera d’arte. 🍯 ✨ La rassegna si chiuderà con la suggestiva Notte del Mosaico tra mostre e borghi in festa! 🎟️ 🌌
Tornareccio- Il borgo di Tornareccio si conferma uno dei centri più vivaci e propositivi per la valorizzazione dell’arte e dell’artigianato artistico in Abruzzo. Da domenica 23 a venerdì 28 agosto 2026, la capitale abruzzese del miele si trasformerà in una vera e propria bottega d’arte a cielo aperto ospitando la nuova edizione della Scuola del Mosaico. Si tratta di un percorso didattico intensivo di sei giorni, concepito per avvicinare appassionati, residenti e visitatori a una delle tecniche espressive più affascinanti e prestigiose della storia dell’arte occidentale. L’iniziativa, aperta a un pubblico di tutte le età, permetterà di vivere un’esperienza formativa di altissimo livello, arricchendo l’offerta culturale della provincia di Chieti nel cuore della stagione estiva.
Il metodo bizantino e la tradizione del Gruppo Mosaicisti di Ravenna
I laboratori e le lezioni pratiche saranno guidati dal maestro Marco Santi, figura di riferimento del celebre Gruppo Mosaicisti di Ravenna, istituzione che custodisce e tramanda i segreti millenari della tradizione monumentale romagnola. I corsi sono stati strutturati con una formula flessibile e personalizzata, capace di adattarsi al livello di esperienza di ciascun iscritto. Le sessioni si svilupperanno sia al mattino che al pomeriggio, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00, accogliendo sia i principianti assoluti sia coloro che desiderano perfezionare la propria impostazione tecnica. Il programma didattico guiderà gli allievi nella composizione di un manufatto originale eseguito secondo la tecnica bizantina e il metodo tradizionale ravennate, che ogni partecipante potrà portare a casa come ricordo tangibile al termine delle lezioni.
I laboratori per l’infanzia e la mostra temporanea sulle anatomie del volto
La scuola d’arte riserva un’attenzione speciale anche alla didattica dello sviluppo e al comportamento creativo dei bambini, per i quali è stato pianificato un percorso specifico che si svolgerà esclusivamente durante le ore mattutine. L’organizzazione metterà a disposizione tutto il corredo dei materiali necessari, dalle tessere vitree alle argille, e al termine della settimana rilascerà un formale attestato di frequenza. Questa intensa esperienza di formazione si inserisce nel più ampio cartellone di “Ventixcento4”, l’editione speciale nata per celebrare il ventennale della fortunata rassegna “Un mosaico per Tornareccio”. Tra le iniziative collaterali spicca la mostra temporanea intitolata “Anatomie di un volto: sguardi tra tradizione e contemporaneità”, ospitata nelle sale del centro storico e aperta tutti i giorni dalle 17:00 alle 20:00.
Il gran finale con La Notte del Mosaico e le visite guidate nel borgo
La complessa macchina culturale, promossa con passione dall’associazione “Amici del Mosaico Artistico” e patrocinata dal Comune di Tornareccio, andrà avanti con una serie di appuntamenti stabili fino al 27 settembre. Il momento più atteso e ricco di emozioni coinciderà con la grande festa rionale intitolata “La notte del mosaico”, in programma per venerdì 28 agosto. Durante la serata, le vie del borgo medievale si accenderanno con spettacoli dal vivo e itinerari enogastronomici, e per l’occasione verranno esposte al pubblico tutte le opere d’arte realizzate dagli allievi adulti e bambini della scuola. La cooperazione trasparente tra i maestri d’arte, l’amministrazione comunale e il capitale umano dei residenti si conferma la via maestra per far crescere il territorio, trasformando il paese in un vero museo diffuso di vicinato amato dai turisti di tutta Italia.
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Fontecchio, approvato il piano straordinario per il recupero del borgo medievale e della torre dell’orologio
🚨 NOVITÀ A FONTECCHIO! Approvato il maxi piano straordinario per il recupero del borgo medievale e il restauro della storica Torre dell’Orologio. Arrivano i percorsi turistici interattivi con guide multimediali e una nuova illuminazione artistica per la piazza. Ecco tutti i dettagli del progetto 👇#fontecchio #vallesubequana #cronacalocale #lavoripubblici #abruzzoturismo #borghiitaliani #pagineutili
La delibera della giunta comunale per la valorizzazione del patrimonio storico nella valle subequana
Il restauro della torre trecentesca e i nuovi percorsi multimediali per i visitatori
I tempi di consegna dei lavori e l’indotto economico per le attività della zona
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