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Attualità

Una lettera, una risposta: quando il Ministero ascolta. Frassinetti ci risponde

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato la testimonianza di una nostra collaboratrice sul bullismo subito in una scuola lontana da casa. Non era un pezzo costruito per fare rumore, era una lettera, con tutta la cautela e l’esitazione che una lettera vera comporta quando si racconta qualcosa di doloroso senza volerne fare un caso.

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Paola Frassinetti

Aveva scritto una lettera sul bullismo subito a scuola. Il Ministero l’ha letta e ha risposto. La replica di Frassinetti a Martina Palma.

Redazione-  Qualche settimana fa abbiamo pubblicato la testimonianza di una nostra collaboratrice sul bullismo subito in una scuola lontana da casa. [Il pezzo integrale è qui]. Non era un pezzo costruito per fare rumore, era una lettera, con tutta la cautela e l’esitazione che una lettera vera comporta quando si racconta qualcosa di doloroso senza volerne fare un caso.

Il rumore, in un certo senso, è arrivato lo stesso. Il testo è stato ripreso da altre testate e letto al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ed è arrivata una risposta diretta dal sottosegretario Paola Frassinetti.

Vale la pena dirlo senza troppi giri: non capita spesso che una testimonianza pubblicata su una testata di settore risalga fino a chi ha responsabilità dirette sulle politiche di contrasto al bullismo, e che questo produca un riscontro scritto, personale, non un comunicato stampa. Che poi la risposta sia efficace, sufficiente, o destinata a tradursi in qualcosa di concreto è un’altra questione e sarebbe disonesto non porla. Ma la lettera ha fatto il suo lavoro: è stata letta, e chi l’ha letta ha sentito il bisogno di rispondere.

Pubblichiamo qui la risposta.

Cara Martina,
leggere le tue parole mi ha fatto male, ho cercato di immedesimarmi in te, ragazza piena di speranze, arrivata in una scuola di un’altra città italiana trovando solo indifferenza e umiliazione.
Mi vergogno nel constatare, da sottosegretario all’istruzione, che possano esistere ambienti scolastici cosi ostili o peggio indifferenti; la scuola che dovrebbe essere palestra di vita, luogo in cui ci si incontra e insieme ci si aiuta a capire la vita si è per te tramutata in un incubo quotidiano. Non può essere! Non deve essere così.
Sei stata coraggiosa e mi auguro che davanti a Te ci sia un futuro roseo e pieno di soddisfazioni.
Ricordati però che nulla è stato vano e che io nel continuare a contrastare il bullismo da ora in poi lo farò con ancora maggior determinazione pensando al tuo esempio

Paola Frassinetti

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Esteri

Lo schiaffo della Corte Suprema a Trump: i fondi per l’aggressione sessuale e diffamazione a E. Jean Carroll vanno sbloccati

“Sorprende che la Corte Suprema si sia rifiutata di ‘considerare’ una causa falsa contro di me da parte di una donna che non ho mai conosciuto…. Continuerò a combattere contro la strumentalizzazione della giustizia contro di me…. Con tutti i miei poteri e la mia forza”.

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E. Jean Carroll

Redazione-  “Sorprende che la Corte Suprema si sia rifiutata di ‘considerare’ una causa falsa contro di me da parte di una donna che non ho mai conosciuto…. Continuerò a combattere contro la strumentalizzazione della giustizia contro di me…. Con tutti i miei poteri e la mia forza”. Questa la reazione di Donald Trump in un post sulla sua piattaforma Truth Social dopo la decisione unanime della Corte Suprema di non rivedere il suo appello per la condanna per aggressione sessuale alla giornalista E. Jean Carroll, avvenuta negli anni Novanta. La Carroll aveva querelato Trump nel 2022 e l’anno dopo una giuria di Manhattan lo ha condannato, imponendogli un risarcimento di 5 milioni di dollari.

Trump non accettò il verdetto e continuò ad attaccare Carroll, la quale lo querelò di nuovo per diffamazione. Un’altra giuria le diede ragione e il tycoon fu condannato a risarcirla di 83 milioni di dollari. Con il rifiuto dell’intervento della Corte Suprema tutto sembrava concluso, ma Trump non si arrende mai, anche se questa volta è arrivato al capolinea. Il presidente ha fatto un secondo ricorso alla Corte Suprema, ma ha anche tentato di bloccare il versamento dei 5 milioni di dollari, ai quali si aggiungono 800mila dollari di interessi. Allo stesso tempo, i legali di Trump hanno presentato una richiesta d’emergenza ai giudici federali del caso, chiedendo di non versare i fondi alla Carroll. La ragione sarebbe che, una volta in possesso del denaro, la giornalista potrebbe donarlo in beneficenza – come ha promesso – e Trump non potrebbe quindi più recuperarlo, sentendosi danneggiato. Un giudice federale ha risposto dopo poche ore negando la richiesta e ordinando al giudice Lewis Kaplan di Manhattan – che controlla il denaro che il candidato repubblicano aveva versato in un conto del tribunale come cauzione – di sbloccare i fondi.

La giornalista Carroll è stata l’unica della trentina di donne che nel corso degli anni hanno accusato Trump di molestie sessuali a portare l’ex presidente davanti ai giudici. La Carroll, adesso 82enne, ha lavorato come scrittrice e giornalista, pubblicando diversi libri. Dal 1993 al 2019 ha condotto la rubrica “Ask E. Jean” (Chiedilo a E. Jean) per la rivista Elle, offrendo consigli alle donne e raccomandando con frequenza di “non costruire la loro vita intorno a un uomo”. Nel 2019 perse il suo lavoro, attribuendo la colpa a Trump a causa dei suoi attacchi feroci contro di lei. Una nuova legge dello Stato di New York le permise di poter denunciare l’ex presidente nonostante il termine di prescrizione fosse scaduto nel 1996. Riuscì a prevalere nel primo processo nel 2023, seguito da un’altra vittoria nel 2024 per la diffamazione subita poiché Trump continuò ad attaccarla. Trump nel 2024 è stato anche giudicato colpevole di 34 capi d’accusa in un processo penale per avere falsificato documenti aziendali allo scopo di nascondere il pagamento di 130 mila dollari, tentando di comprare il silenzio dell’ex pornostar Stormy Daniels. Con la sua rielezione nel 2024, però, questo caso rimane in vigore ma nessuna pena è stata stabilita. Le altre indagini sul possesso illegale di documenti riservati e l’incitamento all’assalto al Campidoglio nel 2021, sono però stati archiviati.

La condanna nel caso della Carroll però è rimasta, anche se Trump continua a sostenere la sua innocenza, tentandole tutte per evitare il risarcimento. È strano, perché la cifra dovuta appare molto bassa considerando i guadagni di 2,2 miliardi di dollari incassati dal suo ritorno alla Casa Bianca. Non si tratta di soldi, dunque, ma dell’incapacità del Tycoon di accettare le sconfitte, anche quando la Corte Suprema, non tanto frequentemente, gli dice di no. Il secondo ricorso al più alto tribunale del Paese, nonostante il primo rifiuto unanime dei magistrati, ci fa pensare che ripeterà la sua “big lie” dell’elezione del 2020. Il presidente continua a dire che ha sconfitto Joe Biden, costringendo i leader repubblicani a guardarsi bene dall’ammettere il contrario. Trump crede, con alcune ragioni, di poter fabbricare la verità e capovolgere ciò che tutti vedono in bianco e nero. Nel caso dell’assalto al Campidoglio, per esempio, lui ha ribaltato la narrativa dichiarando gli assalitori patrioti e concedendo loro la grazia.

Nel caso della Carroll, però, i fatti confermano un’altra realtà. Il giudice Lewis Kaplan di New York, che ha presieduto il processo, ha già annunciato che dopo tutti gli appelli il verdetto rimane valido. È arrivata l’ora di “fare giustizia” e rilasciare i fondi tenuti in cauzione.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Attualità

Matera, i sindacati approvano il bonus BasilImpresaInvestimenti ma attaccano il Mimit sulla vertenza CallMat

🚨 VERTENZA CALLMAT: I SINDACATI PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE! Slc CGIL, Fistel CISL, Uilfpc UIL e UGL Basilicata prendono atto con favore del nuovo bonus regionale “#BasilImpresaInvestimenti” varato dall’Assessore Francesco Cupparo per favorire le assunzioni, ma attaccano duramente il Governo centrale: “Basta silenzi sulla pelle di 350 famiglie a Matera. Il tavolo del 29 luglio al Mimit deve essere decisivo, non accetteremo speculazioni da parte di TIM o ulteriori rinvii della burocrazia dopo l’estate”. Annunciato un maxi presidio di protesta a Roma, tutti i dettagli nel pezzo 👇#matera #basilicata #callmat #tim #mimit #scioperotelecomunicazioni #annarusselli #vincenzopiccinni #pinogiordano #giovanniletterelli #lavoromatera #pagineutili

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Callmat, incontro al Mimit

La nota congiunta di Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano contro il silenzio di Tim

Matera – Un profondo, rovente e quanto mai cruciale scontro industriale incentrato sul destino occupazionale dei grandi call center del mezzogiorno, sulle riforme per il reinserimento dei dipendenti licenziati e sulle responsabilità contrattuali dei colossi delle telecomunicazioni mobili si è aperto ufficialmente nel distretto lucano. Le Segreterie Regionali della Basilicata delle sigle Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno espresso un parere favorevole circa l’approvazione formale, da parte della Giunta regionale, del testo coordinato dell’Avviso pubblico denominato BasilImpresaInvestimenti. Si tratta di una misura economica strategica che prevede l’erogazione di un bonus finanziario straordinario destinato a tutte le imprese private che sceglieranno di investire sul territorio effettuando l’assunzione e la formazione professionale dei lavoratori provenienti dal bacino della storica vertenza CallMat.
I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso un sincero apprezzamento per l’impegno istituzionale profuso dall’Assessore regionale allo Sviluppo Economico e al Lavoro Francesco Cupparo, il quale ha messo in campo strumenti concreti per favorire la ricollocazione della manodopera ed evitare lo spopolamento industriale della provincia.

L’angoscia di trecentocinquanta famiglie e il rifiuto di un nuovo rinvio burocratico dopo le ferie estive

I segretari regionali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano hanno tuttavia evidenziato come le lodevoli misure di welfare sussidiario approntate dagli uffici di Potenza rischino di rimanere monche in assenza di un piano industriale nazionale coordinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A pochissimi giorni di distanza dal cruciale tavolo istituzionale ufficialmente convocato a Roma per la giornata di mercoledì ventinove luglio, i sindacati denunciano la totale assenza di informazioni e il silenzio assoluto che circonda il futuro dello stabilimento di Matera. I corpi intermedi reputano inaccettabile che non siano ancora stati definiti i futuri volumi di traffico telefonico e le precise responsabilità commisurate al colosso Tim, alimentando in questo modo una forte angoscia tra gli oltre trecentocinquanta operatori che da mesi vivono sospesi in un limbo contrattuale precarizzato.
La Ugl e le sigle confederali hanno lanciato un severo monito ai dirigenti del ministero guidato da Adolfo Urso, precisando che il confronto di fine luglio dovrà configurarsi come un momento decisionale e conclusivo, respingendo l’ipotesi di un appuntamento interlocutorio destinato a rinviare le risposte all’autunno.

L’annuncio del maxi presidio operaio a Roma e la pianificazione dei testi nella bacheca del lunedì

I lavoratori esigono il rispetto della propria dignità professionale e un cronoprogramma vincolante per l’erogazione degli ammortizzatori sociali sul territorio materano. Per queste ragioni Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno annunciato l’organizzazione di una imponente mobilitazione di massa, allestendo un presidio di protesta davanti ai cancelli del ministero romano in concomitanza con lo svolgimento del tavolo del ventinove luglio per pretendere garanzie scritte sulla tenuta del sito. I moduli per l’adesione ai pullman sindacali e i link alle bacheche informative sono consultabili online sulle piattaforme telematiche ufficiali delle federazioni lucane.
La redazione del giornale continuerà a documentare le vicende della CallMat di Matera in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori d’Abruzzo e del Lazio attenti ai temi dello spettacolo, del lavoro, della scuola e dello sviluppo delle riforme del terzo settore in Italia.

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Politica

Roma, Lorenzo Gasperini lancia la sfida di Futuro Nazionale da Rai tre: Vannacci dà le carte al centrodestra

🚨 TERREMOTO NEL CENTRODESTRA SU RAI 3! L’esponente di “Futuro Nazionale” Lorenzo Gasperini interviene ad “Agorà Estate” e lancia il guanto di sfida agli alleati: “È il Generale Roberto Vannacci a dare le carte al centrodestra. Abbiamo costretto Salvini e Meloni a rincorrerci sulle preferenze, sulla sicurezza e sull’immigrazione. Molti proclami del passato sono rimasti sulla carta, noi trasformeremo in realtà le richieste degli italiani”. Sotto la lente gli emendamenti contro i listini bloccati e l’alternanza di genere nelle liste. I dettagli 👇#lorenzogasperini #robertovannacci #futuronazionale #rai3 #agoraestate #giuliadistefano #leggeelettorale #matteosalvini #giorgiameloni #centrodestra #destra #pagineutili

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Lorenzo Gasperini

La dura disamina dell’esponente sovranista ad Agorà Estate sugli emendamenti per la nuova legge elettorale

Roma – Un rovente, dettagliato e quanto mai esplicito braccio di ferro ideologico incentrato sulla futura legge elettorale nazionale, sulle riforme per restituire centralità decisionale al popolo sovrano e sul riposizionamento dei partiti della maggioranza di governo si è aperto ufficialmente nel cuore della capitale. L’esponente di spicco del movimento culturale e patriottico Futuro Nazionale, Lorenzo Gasperini, è intervenuto questa mattina all’interno degli studi della trasmissione televisiva intitolata Agorà Estate, il fortunato programma di approfondimento giornalistico in onda sulle frequenze di Rai 3 e condotto dalla presentatrice Giulia Di Stefano. Il dirigente della scuderia sovranista ha espresso una articolata e coraggiosa disamina circa i rapporti di forza interni allo schieramento conservatore, evidenziando come la corrente che fa capo al Generale Roberto Vannacci stia ormai condizionando le bacheche programmatiche e l’intera agenda politica dell’esecutivo.
Gasperini ha chiarito che i tecnicismi dell’ingegneria costituzionale al dettaglio non appassionano i militanti della fondazione, i quali preferiscono concentrare l’attenzione su tematiche concrete che interessano la vita quotidiana delle imprese private e delle famiglie della penisola.

L’apertura di Matteo Salvini alle preferenze e il superamento dell’obbligo di alternanza di genere

Il movimento ha depositato una serie di emendamenti blindati al testo in discussione alla Camera, concentrando gli sforzi burocratici su due modifiche regolamentari ritenute di fondamentale importanza democratica. Il primo modulo prevede la reintroduzione formale del meccanismo delle preferenze nominali sulla scheda per consentire ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento, eliminando lo strapotere delle segreterie di partito nella nomina dei parlamentari blindati. Il secondo emendamento punta invece all’abolizione radicale dell’obbligo di alternanza di genere maschio-femmina nelle liste elettorali, un vincolo burocratico che secondo Lorenzo Gasperini finisce per istituire una sorta di riserva indiana lesiva della dignità delle stesse donne professioniste. L’esponente di Futuro Nazionale ha sottolineato con soddisfazione come il leader della Lega Matteo Salvini abbia recentemente aperto la bacheca del proprio partito alle preferenze, rincorrendo le tesi della destra identitaria.
Secondo l’analisi espressa su Rai 3, l’asse composto da Fratelli d’Italia e dal Carroccio si trova costretto a inseguire Vannacci sui temi scottanti della sicurezza urbana, del controllo dei flussi dell’immigrazione regolare e della gestione dei beni culturali.

Le promesse elettorali di Giorgia Meloni e la pianificazione dei lanci nella bacheca del fine settimana

La differenza sostanziale tra le forze tradizionali e il nuovo think tank risiede nella capacità di tradurre i proclami in realtà normative sul terreno, superando le timidezze burocratiche che hanno caratterizzato l’azione del governo negli ultimi mesi. Molte delle riforme patriottiche che Giorgia Meloni aveva illustrato nella scorsa campagna elettorale sono rimaste fino ad oggi prive di una concretizzazione reale nei ministeri della capitale. I moduli informativi sugli emendamenti e i link alle clip video di Rai 3 sono consultabili online sulle bacheche della fondazione.
La redazione del giornale continuerà a seguire l’evoluzione del dibattito sulla riforma dei sistemi di voto in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori d’Abruzzo e del Lazio attenti ai temi dello spettacolo, del lavoro, della scuola e delle riforme sociali nella nostra bellissima penisola.

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