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Cronaca

Borgorose, esplosione alla Vdf Fireworks: c’è un indagato in Procura per la morte di madre e figlio

🚨 SVOLTA NELLE INDAGINI SULLA TRAGEDIA DI BORGOROSE: C’È UN INDAGATO! A poche ore dalla drammatica esplosione che ha raso al suolo un magazzino della Vdf Fireworks (ex Mattei) a Torano, provocando la morte di Simone Colle (30 anni) e della madre Teresa Tozzi (60 anni) di Avezzano, la Procura di Rieti ha iscritto la prima persona nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo. Un dramma nel dramma per la famiglia Colle, già colpita dalla perdita di altre tre persone nello stesso sito nel 2023. Tutti i dettagli 👇#borgorose #esplosione #vdeffireworks #pirotecnicamattei #simonecolle #teresatozzi #avezzano #cronacanera #rieti #indagini #pagineutili

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Esplosione

I tre forti boati uditi nella frazione di Torano e il crollo strutturale del magazzino delle polveri piriche

Borgorose – Un nuovo, agghiacciante e drammatico capitolo giudiziario si è aperto ufficialmente a poche ore di distanza dalla tremenda deflagrazione che ha sconvolto la Valle del Salto e l’intera comunità della Marsica, trasformando una giornata di ordinario lavoro in un teatro di dolore e di morte. I magistrati della Procura della Repubblica di Rieti, coordinati sul campo dal procuratore capo Paolo Auriemma, hanno formalizzato l’iscrizione del primo nominativo all’interno del registro degli indagati nell’ambito del fascicolo penale aperto d’urgenza con l’ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Il provvedimento giudiziario si è reso necessario per avviare gli accertamenti tecnici irripetibili e balistici sulle macerie dello stabilimento della ditta pirotecnica denominata Vdf Fireworks, precedentemente nota sul mercato sotto il marchio della ditta Mattei, situata nei pressi della frazione rurale di Torano nel comune di Borgorose.
Il terribile dramma si è consumato nella mattinata di ieri, precisamente intorno alle ore nove, quando una sequenza ravvicinata di tre fortissimi boati ha fatto tremare le bubbole delle abitazioni circostanti, scatenando l’immediato panico tra i residenti del comprensorio reatino.

Il tragico destino della famiglia Colle di Avezzano e il precedente incidente del duemila ventitré

Quando le prime squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco, i militari dell’Arma dei Carabinieri e il personale medico del centododici sono riusciti a raggiungere l’area recintata dello stabilimento, si sono trovati di fronte a uno scenario spaventoso. Uno degli edifici centrali della fabbrica, un manufatto in muratura adibito alla lavorazione e alla miscelazione preliminare delle polveri chimiche per il confezionamento dei fuochi d’artificio, era stato completamente sventrato e ridotto a un cumulo fumante di detriti e calcinacci. Sotto la massa dei materiali crollati, i tecnici del nucleo soccorso hanno rinvenuto i corpi ormai privi di vita del giovane operaio Simone Colle, di trenta anni, e della madre Teresa Tozzi, di sessanta anni, entrambi residenti storici nella vicina città di Avezzano e stroncati sul colpo dalla violenza dell’onda d’urto generata dallo scoppio.
La tragedia assume i contorni di una vera e propria e crudele maledizione familiare, poiché lo stesso identico sito industriale era stato lo scenario di un altro spaventoso incidente mortale avvenuto nel luglio del duemila ventitré. In quel drammatico precedente persero la vita Franco Colle e i suoi due figli, Anna Colle e Claudio Colle, rispettivamente zio e cugini diretti del giovane Simone Colle deceduto nella giornata di ieri.

I sigilli giudiziari allo stabilimento di Torano

La ditta pirotecnica, in seguito al patteggiamento a quattro anni di reclusione concordato nel duemila venticinque dai vecchi titolari Fabrizio e Gaetano Mattei per i reati di caporalato e detenzione di esplosivi in sito non autorizzato, era stata dissequestrata riottendo le licenze per riprendere la catena di montaggio dei fuochi pirici sotto la nuova denominazione di Arca Defence. Gli inquirenti della Procura di Rieti hanno nuovamente apposto i sigilli giudiziari ai cancelli di accesso della fabbrica di Torano per consentire ai periti balistici di individuare l’esatta causa dell’innesco della scintilla.

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Cronaca

Tragedia a Forano, quattordicenne folgorato mentre pesca vicino a un torrente : è grave al Gemelli

⚡ Momenti di paura a Forano: un ragazzo di 14 anni lotta tra la vita e la morte al Gemelli dopo essere stato folgorato da un cavo dell’alta tensione mentre pescava in un’area riservata.

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#Forano #Cronaca #Sabina #Incidente

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Elisoccorso

Forano, un comune della provincia di Rieti che si affaccia sulla valle del Tevere, è piombato in un clima di profonda angoscia dopo il gravissimo incidente avvenuto nella mattinata di ieri. Un ragazzo di soli 14 anni, residente nella zona, si trova attualmente ricoverato in condizioni disperate presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dopo essere rimasto vittima di una scarica elettrica di altissima intensità mentre si trovava in compagnia di alcuni coetanei.

La dinamica dell’incidente lungo il corso d’acqua

L’episodio si è verificato nei pressi di un torrente che scorre in prossimità dei cosiddetti “Nuovi Laghi dei Sabini”, un’area nota agli appassionati di sport e pesca ricreativa situata nel territorio comunale di Forano. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai militari dell’Arma della compagnia di Poggio Mirteto, che hanno immediatamente avviato le indagini per chiarire i contorni della vicenda, il ragazzo si trovava sul posto insieme a due amici. La comitiva, secondo quanto emerso dai rilievi, avrebbe superato le recinzioni e le transenne che delimitano il perimetro dell’associazione sportiva, addentrandosi in una zona dove l’accesso è rigidamente interdetto al pubblico per ragioni di sicurezza.

Proprio in quel tratto, la lenza della canna da pesca maneggiata dal giovane si sarebbe impigliata in un cavo dell’alta tensione che corre sopra il corso d’acqua. La particolare conformazione del materiale utilizzato per la pesca, unita all’umidità della lenza bagnata, ha creato un effetto conduttore immediato. Il contatto con il cavo elettrico ha scatenato una scarica violentissima che ha investito in pieno il minore, sbalzandolo a terra dopo aver attraversato il suo corpo. Gli amici, sotto shock, hanno lanciato immediatamente l’allarme, permettendo l’attivazione tempestiva della macchina dei soccorsi.

I soccorsi e il trasferimento in elisoccorso

Sul luogo dell’incidente sono giunti in pochi minuti i sanitari del 118, raggiunti poco dopo da un’eliambulanza inviata d’urgenza data la gravità delle condizioni riscontrate sul posto. Il personale medico ha operato per stabilizzare il giovanissimo paziente, vittima di un trauma da folgorazione che ha richiesto manovre di rianimazione complesse. Una volta stabilizzato, il 14enne è stato elitrasportato verso la Capitale, dove è stato affidato alle cure dei medici del Policlinico Gemelli. Il quadro clinico rimane riservato e monitorato costantemente dai medici del reparto di rianimazione, che mantengono il massimo riserbo sull’evoluzione della situazione.

Le forze dell’ordine sono impegnate in queste ore nel completamento dei rilievi tecnici per ricostruire con esattezza le responsabilità e la presenza di eventuali carenze nella segnaletica o nella messa in sicurezza dell’area. I carabinieri di Poggio Mirteto stanno ascoltando le testimonianze dei ragazzi presenti per definire come sia stato possibile varcare le barriere di protezione della zona riservata. La comunità di Forano, scossa per l’accaduto, si è stretta attorno alla famiglia del ragazzo, un giovane molto conosciuto e benvoluto nel paese della Sabina reatina. L’attenzione ora rimane alta non solo sulla salute del ragazzo, ma anche sulla gestione dei siti di pesca che presentano infrastrutture elettriche in prossimità degli specchi d’acqua, tema che verrà certamente affrontato nelle sedi competenti a seguito di questo incidente.

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Cronaca

Drammatica lite familiare a Castel Castagna, giovane di 22 anni in condizioni gravissime dopo un fendente al torace

🚨 Tragedia familiare a Castel Castagna: un giovane di 22 anni lotta tra la vita e la morte dopo una violenta lite in casa. I dettagli dell’accaduto e le indagini dei carabinieri.

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#CastelCastagna #Teramo #CronacaNera #Abruzzo

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Volante-carabineri-

Castel Castagna, piccola località incastonata tra le colline della provincia di Teramo, è stata teatro di una tragedia familiare dai contorni drammatici. La quiete della frazione di Castagna Bassa è stata bruscamente interrotta nella serata di ieri, quando una cena tra parenti si è trasformata in un violento scontro, culminato con il ferimento grave di un ragazzo di 22 anni, Elia F., originario di Atri. Il giovane si trova ora ricoverato presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Mazzini di Teramo, dove i medici mantengono la prognosi riservata a causa di una profonda ferita da arma da taglio al torace.

La ricostruzione della dinamica tra le mura domestiche

Secondo i primi elementi raccolti dai carabinieri della compagnia locale, che hanno isolato l’area intorno all’abitazione teatro del fatto, la tensione sarebbe esplosa all’improvviso per motivi ancora al vaglio degli inquirenti. Il clima conviviale, caratteristico delle serate trascorse tra le vie di questo centro abitato che confina con l’area del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, è degenerato in pochi minuti. Elia F., che tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo ventiduesimo compleanno, ha iniziato a dare in escandescenze. La situazione è precipitata rapidamente, trasformando il soggiorno della casa in un campo di battaglia.

Il giovane, in preda a un forte stato di agitazione, ha aggredito una zia di 55 anni, colpendola ripetutamente alla testa utilizzando un piatto in ceramica. L’impatto ha provocato alla donna una ferita profonda, rendendo necessario l’intervento dei sanitari. Nel tentativo disperato di difendere la donna e placare gli animi, è intervenuto il nonno del ragazzo, un uomo di 87 anni, che durante la colluttazione è caduto rovinosamente a terra, riportando la frattura del femore. Anche la nonna, presente nell’abitazione, avrebbe tentato inutilmente di intervenire nel conflitto, utilizzando il proprio bastone nel tentativo di fermare l’incursione del nipote.

Il ferimento e il tentativo di fuga verso la strada

Nella concitazione del momento, la zia, nel tentativo di proteggersi, ha impugnato un coltello presente in cucina, sferrando un unico colpo che ha raggiunto il nipote al torace. La lama ha provocato la perforazione di un polmone, sfiorando di pochi millimetri il cuore. Nonostante la gravità della ferita e l’emorragia interna causata dal fendente, il ventiduenne ha cercato di abbandonare l’abitazione, salendo in sella al proprio scooter parcheggiato poco distante dall’ingresso.

La fuga, tuttavia, è durata soltanto poche decine di metri lungo la strada che attraversa la frazione di Castagna Bassa. Il giovane ha perso rapidamente le forze, accasciandosi sull’asfalto a causa della massiccia perdita di sangue. È stato proprio in quel punto che è stato raggiunto dai soccorritori del 118, giunti sul posto con diverse ambulanze. Vista la criticità della situazione, il ragazzo è stato stabilizzato e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini di Teramo, dove è stato sottoposto a cure intensive. Anche la zia e il nonno di Elia sono stati trasferiti nel medesimo nosocomio teramano per ricevere le cure necessarie per le ferite riportate.

Le indagini proseguono tra sequestri e interrogatori

Sul luogo dell’accaduto sono giunti immediatamente i militari dell’Arma. Gli investigatori hanno effettuato rilievi fotografici e planimetrici all’interno della casa, raccogliendo le deposizioni degli altri familiari presenti. Durante le operazioni, sono stati sequestrati due coltelli individuati come potenziali prove dello scontro. L’arma utilizzata per ferire il giovane è stata successivamente recuperata all’esterno dell’abitazione, in seguito alle indicazioni fornite dalla zia, che ne aveva indicato il punto di abbandono.

La comunità di Castel Castagna è sotto shock per quanto accaduto in una delle abitazioni della zona. I magistrati della Procura di Teramo stanno ora analizzando ogni dettaglio per comprendere le cause che hanno innescato la violenza, cercando di chiarire le responsabilità legali dei soggetti coinvolti in questo drammatico episodio di cronaca nera che ha macchiato la tranquillità della provincia teramana. La priorità assoluta di queste ore resta comunque il bollettino medico riguardante il ventiduenne, le cui condizioni restano definite dai sanitari come estremamente delicate.

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Cronaca

Multe per autovelox nel Reatino, incassi record da 4,5 milioni: tutti i dispositivi sono in regola

🚗 Sale a 4,5 milioni di euro il bottino degli autovelox nel reatino: tra Rieti, Provincia e Comuni, le postazioni risultano tutte in regola e attive secondo le nuove norme del Ministero. Scopri dove prestare attenzione lungo la Salaria e la Flaminia.

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#Rieti #Salaria #Autovelox #CronacaLocale

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Autovelox

Rieti – Le strade della Sabina si confermano tra le più presidiate d’Italia dal punto di vista sanzionatorio. Il bilancio economico relativo al 2025 non lascia spazio a dubbi: la velocità dei veicoli in transito lungo le arterie che collegano il capoluogo al resto della provincia ha generato un gettito che sfiora i quattro milioni e mezzo di euro. Una cifra imponente, frutto di una capillare rete di dispositivi elettronici di rilevamento che, nonostante le recenti discussioni nazionali sulla validità delle apparecchiature, restano pienamente operativi e a norma lungo la Salaria e la Flaminia.

I dati emersi dall’analisi condotta da facile.it, incrociati con le rilevazioni dell’istituto Emg, delineano un quadro chiaro. Solo il Comune di Rieti ha incassato oltre due milioni di euro, a cui si sommano i 777 mila euro registrati dalla Provincia. A queste somme si aggiungono le entrate di piccoli centri che, posizionati strategicamente su snodi viari ad alta densità di traffico, hanno registrato introiti significativi: Poggio Moiano, con 450 mila euro, Torricella in Sabina con 410 mila, Poggio San Lorenzo con 336 mila e Magliano Sabina con 153 mila euro. Questo sistema di tassazione indiretta posiziona il territorio reatino ai vertici della classifica regionale del Lazio, subito dietro i grandi centri metropolitani come Roma, Fiumicino e Campagnano.

La regolarità degli apparati sabini

A differenza di quanto accaduto in altre regioni italiane, dove il recente decreto del Ministero dei Trasporti ha portato allo spegnimento di oltre 850 postazioni non conformi, la provincia di Rieti sembra aver superato la prova del bollino blu. La discriminante tecnica risiede nella data del decreto di omologazione: ogni apparato autorizzato successivamente al 2017 risulta in regola con le vigenti disposizioni legislative.

Attraverso un controllo incrociato tra l’elenco ufficiale fornito dal dicastero guidato da Matteo Salvini e le mappature gestite dalla Prefettura di Rieti, emerge che nessuno dei dispositivi attualmente installati nel territorio è a rischio rimozione. Questo garantisce la continuità delle sanzioni, confermando che la segnaletica e l’iter autorizzativo delle macchinette posizionate lungo le direttrici principali sono conformi agli standard ministeriali. Restano confermati, laddove i cantieri stradali lo permettono, i limiti di velocità che spesso oscillano tra i 60 e i 70 chilometri orari, una soglia spesso causa di contestazioni ma necessaria, secondo le amministrazioni, per la sicurezza nei tratti più critici.

Mappatura dei punti di controllo lungo la Salaria

Per chi percorre quotidianamente la strada statale 4 Salaria o la statale 3 Flaminia, la geografia degli autovelox è diventata parte dell’abitudine alla guida. Nel capoluogo, i due dispositivi più “produttivi” sono posizionati strategicamente lungo la Rieti-Terni: il primo, in direzione Umbria, monitora il traffico in prossimità della rampa che immette verso la galleria Colle Giardino; il secondo si trova sul raccordo per il nucleo industriale, poco prima dell’innesto con Villa Reatina, in una zona dove il limite è fissato a 70 km/h.

La Provincia di Rieti, dal canto suo, mantiene attivo un dispositivo presidiato in un lungo tratto in discesa sulla Salaria, nei pressi del bivio per Casaprota, un punto da sempre noto per l’alta incidentalità. Proseguendo verso Roma, il comune di Poggio Moiano gestisce uno dei rilevatori più discussi, situato subito dopo l’ingresso dell’abitato di Osteria Nuova, in un punto caratterizzato da una pendenza accentuata dove il limite scende drasticamente a 60 km/h.

Situazione diversa a Torricella, dove la postazione situata al chilometro 61 della Salaria risulta attualmente sospesa e rimossa a causa dei corposi lavori in corso per il raddoppio della strada. Analogamente, a Poggio San Lorenzo, la postazione mobile che veniva frequentemente installata nella zona di Ponte Buita è stata temporaneamente accantonata per consentire lo svolgimento dei cantieri. Sul versante della Flaminia, il presidio resta quello di Magliano Sabina, al chilometro 64 in direzione Terni, che continua a monitorare costantemente i flussi veicolari. Questi presidi, lungi dall’essere solo un volano economico, restano al centro del dibattito sulla sicurezza stradale in un territorio segnato dalla morfologia complessa dei percorsi montani e collinari.

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