Pacentro – Nel suggestivo panorama della stagione estiva abruzzese, dove la bellezza dei borghi storici incontra la grande programmazione musicale legata alle riforme culturali del territorio, la musica d’autore si offre come un formidabile mezzo di aggregazione e solidarietà. L’Associazione Musicale Euterpe ha ufficializzato un nuovo e atteso doppio appuntamento in Abruzzo con lo spettacolo concertistico intitolato “Boleros Sur Project”. Il viaggio acustico, dedicato alla scomposizione dei suoni caldi e intimi del Sud del mondo, vivrà il suo primo atto mercoledì 5 agosto 2026, alle ore 21:30, all’interno del cinquecentesco Convento dei Minori Osservanti di Pacentro, segnando il gran finale della terza edizione del “VOCI&VOCI Festival”. Il giorno successivo, giovedì 6 agosto alle ore 21:00, la carovana si sposterà all’Aquila, ospite nella solenne corte di Palazzo de’ Nardis, nel cuore del capoluogo d’arte. Entrambi gli eventi saranno ad accesso completamente gratuito per i cittadini e le famiglie, fino ad esaurimento dei posti.
Il dialogo tra il bolero romantico e la malinconia del tango argentino
L’architettura dello spettacolo si sviluppa come un percorso narrativo e immersivo nel cuore della canzone latinoamericana, dove la passione, il lirismo dei testi e la raffinatezza interpretativa si fondono in un repertorio senza tempo. Il progetto unisce con naturalezza il ritmo morbido e poetico del bolero — nato a Santiago di Cuba verso la fine del XIX secolo come equivalente culturale della chanson francese o della canzone napoletana — allo stile drammatico, ricco e appassionato del tango argentino, evocando uno sguardo nostalgico alle strade di Buenos Aires. Il filo conduttore dell’opera investe il dramma profondo dell’immigrazione tra i continenti e quel carico di solitudine, desiderio e separazione che i lavoratori si portano dietro nel viaggio, deostruendo la rigidità dei generi per parlare una lingua universale accessibile a tutti.
La voce di Rosa Dominguez e il bandoneon di Marcelo Nisinman
Il valore transnacional dell’evento è garantito dallo spessore del parterre di interpreti eccellenti che saliranno sul proscenio. Il mezzosoprano argentino Rosa Domínguez, da oltre vent’anni residente in Europa e stimata docente presso la Escuela Superior Reina Sofía di Madrid, guiderà la platea con la sua voce intensa. Accanto a lei si esibirà Marcelo Nisinman, acclamato maestro del bandoneon, compositore e arrangiatore di fama internazionale che in Italia ha già collaborato con Martha Argerich ed è autore dell’opera Dark Blue Tango. Nisinman, le cui composizioni d’avanguardia sono state ospitate nei principali festival in Francia, Finlandia e al Centro Pompidou di Parigi, restituisce intatta la forza biologica e la memoria storica della propria terra d’origine, offrendo momenti solistici di grande impatto emotivo.
La chitarra di Maurizio Grandinetti e il contrabbasso di Roberto Koch
L’ordito ritmico e sonoro del concerto si completa grazie alla partecipazione di due strumentisti di altissimo livello. Il chitarrista Maurizio Grandinetti, da sempre impegnato nell’ampliamento degli orizzonti acustici, utilizzerà sul campo una vasta gamma di chitarre classiche ed elettriche, affiancate da una strumentazione elettronica flessibile e da una preziosa Lacote del 1820 per l’esecuzione del repertorio classico-romantico. La stabilità delle frequenze gravi sarà invece affidata al talento del bassista venezuelano Roberto Koch, versatile contrabbassista cresciuto a Caracas e formatosi alla Musik Akademie di Basilea, che vanta collaborazioni come sideman con numerosi artisti di spicco e la partecipazione alla realizzazione di oltre cinquanta album in studio, garantendo un’esecuzione pulita e priva di sbavature.
La scaletta dei concerti: da Ennio Morricone a Astor Piazzolla
Il ricco programma dei due concerti proporrà una suite di brani celebri, alternando arrangiamenti originali a composizioni storiche eseguite su un tempo lento e romantico adatto al ballo. La serata si aprirà con le note suggestive di Clan des sicilianos del premio Oscar Ennio Morricone, per poi addentrarsi nei ritmi popolari di Tita Merello con Se dice de mi e nelle geometrie drammatiche di Astor Piazzolla con Ciudad Triste e Haragan. Il viaggio proseguirà con la Rumba azul di Ernesto Lecuona, La mentira di Juan Gabriel, la celeberrima Quizas quizas di Osvaldo Farrés e i brani di Esquivel e del Cuarteto de Nos. La parte finale del banchetto musicale riserverà spazio a capolavori come Drume negrita, Piensa en mi di Agustín Lara, Piel canela, la suite di Nisinman Argentinos en Europa e il brano tradizionale venezuelano Pajarillo verde.
L’Aquila Capitale della Cultura e il contrasto all’isolamento digitale
In ultima analisi, l’inserimento della tappa aquilana all’interno della prestigiosa rassegna “99 SONGS”, parte integrante delle iniziative ufficiali per “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”, riapre una seria riflessione sui benefici psicologici e sociali che le manifestazioni all’aperto generano sulla cittadinanza. Sradicare i giovani, i minori e le famiglie dall’isolamento domestico indotto dall’abuso degli schermi digitali e delle reti virtuali, per ricondurli nella dimensione comunitaria dell’incontro nei chiostri e nei cortili dei palazzi storici, costituisce il pilastro più alto del moderno welfare culturale. La cooperazione trasparente tra l’Associazione Euterpe, i Comuni coinvolti e la Regione Abruzzo rimane la via maestra per far crescere il territorio, dimostrando che il domani dei nostri borghi dipende dalla capacità di unire la qualità dell’arte al calore delle relazioni umane.