Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

Frontone, lupi penetrano nel recinto della stalla a Caprile e sbranano un vitello a ridosso delle case

🚨 ALLARME LUPI NELLE MARCHE: ASSALTO A POCHI METRI DALLE CASE! Paura a Frontone, nella frazione di Caprile ai piedi del Monte Catria, dove un branco di lupi è penetrato nel recinto di una stalla sbranando un vitello di razza marchigiana di soli 4 mesi. L’attacco è avvenuto a ridosso del centro abitato, scatenando la rabbia e la preoccupazione degli allevatori storici della zona. Le associazioni di categoria chiedono un tavolo d’urgenza alla Regione Marche per sbloccare indennizzi immediati e riforme sui piani di contenimento della fauna selvatica: “Le imprese sono allo stremo, la proliferazione dei predatori minaccia l’economia agricola della montagna”. I dettagli 👇#frontone #lupi #attaccolupi #allevatori #marche #montecatria #pesarourbino #cronacamarche #sicurezza #agricoltura #pagineutili

Pubblicato

a

Lupi
Frontone – Un gravissimo, allarmante e quanto mai emblematico episodio di aggressione da parte della fauna selvatica ai danni degli allevamenti zootecnici tradizionali, incentrato sulle riforme dei piani di gestione dei grandi predatori nell’appennino centrale e sulla necessità impellente di garantire l’incolumità delle imprese agricole della penisola, ha riacceso la protesta nelle Marche. Nel territorio del comune di Frontone, una località montana situata ai piedi del Monte Catria all’interno della provincia di Pesaro e Urbino, si è consumato un nuovo assalto da parte di un branco di lupi appenninici che ha provocato ingenti danni economici a una storica azienda agricola. Secondo la dettagliata denuncia sporta dai titolari della scuderia zootecnica, gli esemplari selvatici sono riusciti a penetrare con destrezza all’interno del recinto fortificato di una stalla situata a pochissimi metri di distanza dalle prime abitazioni civili della frazione di Caprile.
I predatori hanno puntato e sbranato un giovane vitello di razza marchigiana di soli quattro mesi di età, consumando il blitz notturno nel perimetro aziendale prima che i proprietari potessero accorgersi del pericolo e attivare le bacheche dei moduli di difesa.

Le proteste degli allevatori del Monte Catria e le richieste di indennizzi d’urgenza alla Regione Marche

La scoperta della carcassa dell’animale ha gettato nello sconforto la famiglia di allevatori, la quale opera da generazioni nel comparto della produzione di carni bovine di alta qualità, alimentando il risentimento e la preoccupazione di tutti i residenti della vallata. I titolari delle imprese agricole del distretto pesarese hanno evidenziato che la proliferazione incontrollata dei canidi selvatici sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza economica, poiché gli avvistamenti a ridosso delle aree urbane e dei cortili privati si susseguono con frequenza giornaliera. Le associazioni di categoria hanno immediatamente preso posizione per sollecitare l’intervento della giunta regionale delle Marche, chiedendo il varo di riforme strutturali urgenti che prevedano lo stanziamento di fondi straordinari per finanziare gli indennizzi diretti dei capi di bestiame perduti a causa delle incursioni.
I moduli burocratici attualmente vigenti per l’ottenimento dei risarcimenti economici vengono infatti ritenuti dagli operatori del settore come troppo complessi, lenti e parcellizzati, lasciando le aziende private della provincia a gestire in totale solitudine le pesanti perdite commerciali.

L’installazione delle recinzioni elettrificate e i moduli di monitoraggio della fauna selvatica

I tecnici del servizio veterinario dell’azienda sanitaria territoriale si sono recati sul luogo del rinvenimento per eseguire i rilievi balistici e dattiloscopici sui resti del vitello, confermando in modo inequivocabile la natura dell’attacco attraverso l’esame dei morsi e delle tracce ematiche lasciate sul selciato dai lupi. Gli esperti suggeriscono l’adozione di misure di prevenzione aggiuntive, come l’installazione di recinzioni elettrificate a bassa tensione e il ricovero forzato del bestiame più giovane all’interno di strutture in muratura completamente chiuse durante le ore della tarda sera. La cooperazione tra i nuclei dei Carabinieri Forestali e gli enti di protezione mira a mappare i flussi di spostamento dei branchi montani mediante lo schieramento di moduli di fototrappole lungo i sentieri boschivi che collegano le Marche all’Umbria.
La cattura e il monitoraggio degli esemplari ritenuti più confidenti ed inclini ad avvicinarsi ai centri abitati costituiscono i pilastri fondamentali per scongiurare il rischio di interazioni pericolose con i cittadini e con gli animali domestici della vallata.

La salvaguardia delle attività rurali e i piani per incrementare la sicurezza nei borghi dell’appennino

La difesa della zootecnia di montagna rappresenta una priorità indiscutibile per contrastare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne e preservare la biodiversità dei territori rurali dell’appennino centrale, un traguardo che richiede fermezza amministrativa e una visione strategica chiara. I rappresentanti sindacali degli agricoltori hanno ribadito che la convivenza tra le attività umane e i predatori protetti dalle leggi comunitarie non può essere gestita scaricando i costi sui bilanci delle imprese, ma necessita di regole chiare e investimenti continui per modernizzare le stalle. I moduli informativi sui piani di prevenzione e i numeri utili per segnalare gli avvistamenti di fauna selvatica sono liberamente consultabili online sulle piattaforme istituzionali delle prefetture per incrementare la sicurezza dei residenti della provincia. I lettori mobili e i professionisti continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme sociali della nazione.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Follia e degrado a Seveso: baby gang di “maranza” si scontrano in strada e spruzzano estintori. La ferma denuncia di Futuro Nazionale

Litigi violenti per strada e danni alla città: una baby gang di “maranza” semina il caos a Seveso svuotando estintori per gioco! La dura denuncia di Futuro Nazionale 😡 🧯 Il degrado e la totale mancanza di educazione continuano a colpire i nostri quartieri. Nei giorni scorsi, il comune di Seveso è stato teatro di una preoccupante ondata di teppismo giovanile. Un folto gruppo di giovanissimi (riconducibili al sempre più diffuso fenomeno dei cosiddetti “maranza”) si è reso protagonista di un violento e accesso scontro in strada. Ma non si sono fermati alle urla e alle minacce: i ragazzini hanno iniziato a smontare gli estintori per la sicurezza pubblica, svuotandoli e spruzzando la polvere ovunque per puro divertimento, imbrattando le aree circostanti e distruggendo dispositivi letteralmente “salvavita”. Un vero e proprio sfregio ai cittadini onesti! A raccogliere l’esasperazione dei residenti e a denunciare pubblicamente lo schifo ci ha pensato il movimento politico “Futuro Nazionale” (Comitato Costituente 47), che annuncia di possedere materiale fotografico inequivocabile per smascherare i responsabili. I cittadini chiedono più controlli e tolleranza zero contro chi vandalizza la città. Leggi la cronaca dell’episodio nel nostro articolo! 👇 🚨 E voi vi sentite sicuri nelle vostre piazze? Come si dovrebbe punire (secondo voi) questo inaccettabile teppismo giovanile?

Pubblicato

a

Estintori

Seveso – La misura dell’educazione e del rispetto civile di una comunità si misura, molto spesso, dal modo in cui i suoi cittadini più giovani trattano gli spazi condivisi e i beni pubblici. Purtroppo, le notizie che arrivano da Seveso (in provincia di Monza e della Brianza) descrivono un quadro di preoccupante degrado sociale e di totale assenza di regole.
Nei giorni scorsi, infatti, il territorio cittadino è stato teatro di un gravissimo episodio di inciviltà gratuita che ha lasciato sgomenti i residenti. Gruppi di giovanissimi – facilmente riconducibili, per atteggiamenti e abbigliamento, al sempre più diffuso e preoccupante fenomeno delle cosiddette “baby gang” o dei “maranza” – si sono resi protagonisti di un acceso, violento litigio in strada, che è rapidamente sfociato in veri e propri atti di teppismo e vandalismo urbano incontrollato.

L’assalto agli estintori: la sicurezza pubblica ostaggio della noia

Ciò che ha maggiormente indignato e allarmato i cittadini non è stata soltanto la rissa in sé, con urla, minacce e spintoni a cielo aperto, ma i danni collaterali procurati dall’incontrollabile branco di ragazzini. Tra i gesti più gravi registrati durante i disordini, spicca lo svuotamento e lo spruzzo indiscriminato di diversi estintori.
Questi preziosissimi dispositivi, posizionati sul territorio per garantire l’immediata sicurezza pubblica in caso di principio d’incendio o emergenza, sono stati staccati e usati come ridicoli “giocattoli” per colpirsi a vicenda o, peggio, per puro sfregio. La schiuma chimica e le polveri ignifughe hanno imbrattato e danneggiato pesantemente le aree circostanti, costringendo chi di dovere a futuri e costosi interventi di pulizia straordinaria. Manomettere un estintore non è una banale bravata giovanile: significa privare la collettività di un mezzo salvavita in caso di reale e improvvisa necessità. Un gesto che qualifica perfettamente il vuoto cosmico di valori di chi lo compie.

Il fenomeno dei “maranza” e il disagio in Brianza

Quello andato in scena a Seveso, purtroppo, non è un episodio isolato. Il fenomeno dei “maranza” (termine gergale ormai sdoganato per indicare gruppi di adolescenti spesso annoiati, prepotenti, vestiti in modo omologato e sempre pronti a creare disturbo o a cercare la rissa per imporre il proprio finto “dominio” territoriale) sta diventando una vera e propria piaga sociale in moltissimi comuni della Brianza e dell’hinterland milanese.
Famiglie e anziani hanno sempre più paura a frequentare parchi, piazze o stazioni ferroviarie nelle ore serali, per il timore concreto di incrociare questi gruppetti in cerca di uno stupido e pericoloso scontro per noia. Un degrado morale che le istituzioni locali fanno sempre più fatica ad arginare con i soli mezzi della polizia locale.

La denuncia fotografica di Futuro Nazionale

A non voler abbassare la testa e a farsi carico della rabbia dei cittadini è sceso in campo il movimento politico Futuro Nazionale (nello specifico, il suo Comitato Costituente 47). I militanti del movimento non si sono limitati a raccogliere le decine di segnalazioni esasperate dei residenti, ma hanno deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto con estrema fermezza.
Futuro Nazionale ha infatti fatto sapere di essere entrato in possesso di inequivocabile materiale fotografico che documenta, in maniera chiara e incontrovertibile, i danni, i disordini e i protagonisti di questo scempio. Una presa di posizione forte e necessaria per scuotere le coscienze delle Istituzioni e chiedere, a gran voce, un immediato potenziamento dei controlli sul territorio di Seveso. I cittadini onesti chiedono risposte concrete, pattugliamenti più frequenti e, soprattutto, la certezza di punizioni esemplari per chi scambia le nostre città per un folle e impunito parco giochi personale.

Continua a Leggere

Cronaca

“Il tuo pacco è in giacenza, clicca qui”: attenzione al nuovo SMS truffa che ti svuota il conto corrente in pochi secondi

“Il tuo pacco è bloccato, paga 2 euro per sbloccarlo”: ATTENZIONE al nuovo SMS truffa che ti svuota il conto corrente in un secondo! 📦 ⚠️ Massima allerta per tutti! In questi giorni milioni di italiani stanno ricevendo un finto SMS da finti corrieri (Poste, BRT, GLS, ecc.) che avvisa di un misterioso “pacco in giacenza”. Il messaggio vi chiede di cliccare su un link e pagare una piccolissima cifra (solitamente 2 euro) per le fantomatiche spese di sdoganamento. NON FATELO PER NESSUN MOTIVO AL MONDO! Sfruttando la nostra ansia di ricevere gli acquisti online, i truffatori vi rimanderanno a un sito falso (identico a quello dei corrieri) chiedendovi di inserire i dati della vostra carta di credito. Nel momento in cui digitate i numeri, gli hacker vi cloneranno la carta e vi prosciugheranno tutti i risparmi in pochi minuti! Ricordate la regola d’oro: NESSUN corriere vi chiederà mai soldi tramite link SMS. Condividete questo articolo per avvisare genitori, nonni e amici: la prevenzione è l’unica arma per difendere i propri sudati risparmi! 👇 🚫 E a voi è già arrivato questo odioso messaggino truffa? Cosa avete fatto?

Pubblicato

a

Pacco in giacenza, sms truffa

Redazione – Nell’era frenetica degli acquisti online e delle consegne rapide a domicilio, aspettare un pacco è diventata una delle azioni più normali e quotidiane della nostra vita. Ma proprio dietro questa nostra totale assuefazione agli acquisti digitali si nasconde una delle minacce informatiche più subdole e devastanti degli ultimi anni. Nelle ultime settimane, una vera e propria valanga di SMS fraudolenti sta inondando i cellulari di milioni di italiani, mietendo vittime innocenti e svuotando conti correnti nel giro di pochissimi secondi.
La truffa, nota nel gergo della sicurezza informatica come “Smishing” (ovvero il phishing tramite SMS), è stata architettata con una spietata genialità psicologica: sfrutta la nostra fretta, la nostra curiosità e la nostra naturale paura di perdere un pacco già pagato per farci cadere in una trappola mortale per i nostri risparmi.

L’esca perfetta: come funziona la trappola del finto corriere

Il copione di questa odiosa truffa è drammaticamente semplice. Ricevete un normale SMS sul vostro smartphone. Il mittente appare spesso con un nome autorevole (come “Poste”, “Corriere”, “BRT” o “GLS”). Il testo del messaggio è perentorio e studiato per creare un senso di urgenza e ansia: “Attenzione! Il tuo pacco è in giacenza presso il nostro centro. Mancano 2,00 euro per le spese di spedizione. Clicca sul link sottostante per sbloccare la consegna oggi stesso, altrimenti il pacco tornerà al mittente”.
Moltissime persone (soprattutto gli anziani o chi effettivamente sta aspettando un acquisto da Amazon o altri store) entrano nel panico. Pensano: “Per soli 2 euro rischio di perdere un pacco che vale molto di più!”. Ed è esattamente in questa precisa frazione di secondo, offuscati dall’ansia, che la vittima compie l’errore fatale: clicca su quel maledetto link blu presente nel messaggio.

Cosa succede se clicchi sul link (e perché è così pericoloso)

Cliccando su quel link, si viene immediatamente reindirizzati su una pagina web che è l’esatta e perfetta copia carbone del sito ufficiale del corriere espresso. Ci sono i loghi ufficiali, i colori giusti, persino un finto codice di tracciamento (tracking).
La pagina vi chiederà di inserire i vostri dati personali (nome, cognome, indirizzo) e, soprattutto, i dati della vostra carta di credito per pagare quei famosi (e finti) 2 euro di sblocco. Nel momento in cui digitate il numero della carta, la data di scadenza e il codice di sicurezza (CVV), non state affatto pagando un corriere: state consegnando le chiavi della vostra cassaforte virtuale in mano a spietati hacker internazionali. Entro pochi minuti, la vostra carta verrà clonata e utilizzata per fare acquisti da migliaia di euro in criptovalute o su siti esteri, prosciugando il vostro sudato conto corrente.

I segnali inequivocabili e cosa fare immediatamente

Difendersi da queste iene digitali è possibile, basta allenare l’occhio a riconoscere i segnali d’allarme. La regola d’oro, assoluta e inviolabile, è una sola: nessun corriere espresso e nessun servizio postale vi chiederà MAI un pagamento di sblocco tramite un link via SMS. Se ci sono spese doganali reali, le pagherete fisicamente al postino al momento della consegna.
Inoltre, se fate attenzione al link nel messaggio (prima di cliccarlo), noterete che contiene sempre errori grammaticali o parole strane (es. poste-italiane-spedizioni.com invece di poste.it).
Cosa fare se siete caduti nella trappola? Non perdete un solo secondo a piangere. Chiamate immediatamente il numero verde della vostra banca per bloccare la carta di credito, andate dai Carabinieri o alla Polizia Postale per sporgere regolare denuncia formale, e infine contattate la vostra banca per avviare la procedura di “disconoscimento dell’operazione” sperando di ottenere un rimborso. La prevenzione, però, resta l’unica vera arma: quando ricevete SMS sospetti, cancellateli subito senza pietà!

Continua a Leggere

Cronaca

Stop alle auto con targa polacca, sarà obbligatoria l’Rc auto italiana

Pubblicato

a

Targa polacca

Redazione- Addio alle ‘targhe polacche’, il fenomeno – tecnicamente chiamato esterovestizione – che con il nuovo codice della strada potrebbe subire un blocco immediato ponendo di fatto fine alle finte immatricolazioni estere.

È quanto emerge dal testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il confronto con le associazioni di settore, che dovranno esprimersi entro il 13 settembre per poi giungere ad una bozza finale entro il 14 ottobre 2026.

Sul tema è già intervenuto il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che al Corriere del Mezzogiorno ha chiarito che “l’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto nel Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di ‘esterovestizione’ per eludere gli obblighi previsti”. Ferrante ha sottolineato che il ministero intende “intervenire con decisione su questo tema” e che “chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile, quindi avere una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e immatricolare il mezzo oppure registrarlo al Reve, il Registro dei veicoli con targa estera”. Il fenomeno è particolarmente diffuso in Campania, soprattutto a Napoli, da dove giunge la reazione del prefetto, Michele di Bari, che ha ordinato controlli mirati da parte delle forze dell’ordine con l’obiettivo di intercettare le auto immatricolate fittiziamente fuori dai confini nazionali, comminando le relative sanzioni pecuniarie e il sequestro amministrativo dei veicoli dei trasgressori. La questione delle targhe straniere è da anni al centro del dibattito ed è stata regolamentata già nel 2018 con il decreto Sicurezza che aveva introdotto, con alcune eccezioni, il divieto di circolazione dei veicoli immatricolati all’estero di proprietà di residenti in Italia. Successivamente, l’art. 93-bis del codice della strada ha previsto il divieto per i veicoli esteri di proprietà di persone residenti in Italia da oltre tre mesi e l’obbligo di registrazione per quelli intestati a residenti all’estero e circolanti in Italia per oltre 30 giorni nell’anno, anche non consecutivi. Con l’ingresso del nuovo codice della strada, ancora in fase di discussione, per le auto con targa straniera – dopo l’iscrizione nel registro – scatterà inoltre l’obbligo di stipulare una copertura assicurativa con un’impresa italiana o autorizzata a operare nel nostro Paese.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza